Name
Grotta La Porta
Date Range
3000 BC – 301 BC
Monuments
Cemetery

Seasons

  • AIAC_3632 - Grotta La Porta - 2014
    La prima campagna di scavo si è svolta dal 25 agosto al 12 settembre 2014 ed ha visto la partecipazione di studenti e laureandi dei tre atenei di Roma. In base ai dati raccolti durante i precedenti sopralluoghi preliminari si è deciso di aprire vari saggi di scavo: saggi 1-2-3 nella prima sala di accesso (ambiente A) e il saggio 4 nella sala definita nella segnalazione come ambiente B. Il saggio 3 è stato aperto a ridosso di un rientro della parete ovest della sala che ne riduce drasticamente l’ampiezza. L’indagine, approfonditasi per circa 50 cm, ha evidenziato un livello archeologico fortemente compromesso da attività antropiche recenti. Il saggio 1 è stato aperto lungo la parete est della sala adiacente all’ingresso, in corrispondenza di una nicchia a parete che si è ravvisata essere un probabile inghiottitoio. Anche in questo caso il livello è risultato essere fortemente compromesso da attività antropiche recenti che hanno tagliato la pavimentazione stalagmitica, insistente nella porzione centrale della sala. Da segnalare in questo saggio il rinvenimento nel terreno smosso di tre ciottoli dipinti in ocra databili alla periodo neolitico. Il saggio 2 insiste sull’unico lembo non compromesso dall’attività antropica recente. L’indagine ha rivelato, oltre un primo livello rimescolato superficiale, un livello archeologico dello spessore di circa 50 cm particolarmente ricco di manufatti e azioni antropiche (US 3-4-8) che è stato ipotizzato trattarsi di una fase di frequentazione durante la quale sono stati scaricate in avvallamenti naturali forti concentrazioni di cenere e sono stati deposti alcuni pesi da telaio di forma tronco piramidale e frammenti di ceramica semidepurata e depurata dipinta da porre in un arco cronologico tra il IV e il III sec. a.C. In posizione centrale, nei pressi dell’imbocco del cunicolo C, è stato aperto il saggio di scavo 4 che ha coperto lo spazio compreso fra la parete est della sala e una grossa stalagmite addossata alla parete ovest. In superficie, il livello di calpestio attuale appariva rimescolato con una concentrazione particolare di materiale ceramico lungo il limite est del saggio dove l’andamento del terreno andava a costituire una piccola conchetta che si accentuava nei pressi dell’imbocco del cunicolo (Sala C). Lo scavo ha messo in luce un livello ancora inquinato da reperti moderni sia ceramici che organici (US 100) su gran parte della superficie del saggio. A completamento di un secondo taglio, invece, la situazione emersa appariva priva da reperti moderni inquinanti. L’US 102, considerata in _situ_, è uno strato a matrice sabbiosa con cenere e carboni che ha restituito numerosi frammenti ceramici relativi a grandi contenitori e un reperto in ossidiana. Lungo il limite nord-est del saggio, è stato intercettato un livello di crosta stalagmitica (US 103), inglobato in uno più recente, contenente carboni, cenere, numerosi resti umani e frammenti ceramici in impasto, allo stato attuale delle ricerche non risulta ancora chiara la collocazione delle eventuali deposizioni in questa area della grotta. Infine lungo il condotto (Sala C) la ripulitura superficiale ha evidenziato la presenza di ossa umane e resti ceramici sconvolti in antico, la cui indagine viene rimandata alla prossima campagna di scavo.

Media

Name
Grotta La Porta
Year
2014
Summary
it La prima campagna di scavo si è svolta dal 25 agosto al 12 settembre 2014 ed ha visto la partecipazione di studenti e laureandi dei tre atenei di Roma. In base ai dati raccolti durante i precedenti sopralluoghi preliminari si è deciso di aprire vari saggi di scavo: saggi 1-2-3 nella prima sala di accesso (ambiente A) e il saggio 4 nella sala definita nella segnalazione come ambiente B. Il saggio 3 è stato aperto a ridosso di un rientro della parete ovest della sala che ne riduce drasticamente l’ampiezza. L’indagine, approfonditasi per circa 50 cm, ha evidenziato un livello archeologico fortemente compromesso da attività antropiche recenti. Il saggio 1 è stato aperto lungo la parete est della sala adiacente all’ingresso, in corrispondenza di una nicchia a parete che si è ravvisata essere un probabile inghiottitoio. Anche in questo caso il livello è risultato essere fortemente compromesso da attività antropiche recenti che hanno tagliato la pavimentazione stalagmitica, insistente nella porzione centrale della sala. Da segnalare in questo saggio il rinvenimento nel terreno smosso di tre ciottoli dipinti in ocra databili alla periodo neolitico.

Il saggio 2 insiste sull’unico lembo non compromesso dall’attività antropica recente. L’indagine ha rivelato, oltre un primo livello rimescolato superficiale, un livello archeologico dello spessore di circa 50 cm particolarmente ricco di manufatti e azioni antropiche (US 3-4-8) che è stato ipotizzato trattarsi di una fase di frequentazione durante la quale sono stati scaricate in avvallamenti naturali forti concentrazioni di cenere e sono stati deposti alcuni pesi da telaio di forma tronco piramidale e frammenti di ceramica semidepurata e depurata dipinta da porre in un arco cronologico tra il IV e il III sec. a.C.

In posizione centrale, nei pressi dell’imbocco del cunicolo C, è stato aperto il saggio di scavo 4 che ha coperto lo spazio compreso fra la parete est della sala e una grossa stalagmite addossata alla parete ovest. In superficie, il livello di calpestio attuale appariva rimescolato con una concentrazione particolare di materiale ceramico lungo il limite est del saggio dove l’andamento del terreno andava a costituire una piccola conchetta che si accentuava nei pressi dell’imbocco del cunicolo (Sala C). Lo scavo ha messo in luce un livello ancora inquinato da reperti moderni sia ceramici che organici (US 100) su gran parte della superficie del saggio. A completamento di un secondo taglio, invece, la situazione emersa appariva priva da reperti moderni inquinanti. L’US 102, considerata in _situ_, è uno strato a matrice sabbiosa con cenere e carboni che ha restituito numerosi frammenti ceramici relativi a grandi contenitori e un reperto in ossidiana. Lungo il limite nord-est del saggio, è stato intercettato un livello di crosta stalagmitica (US 103), inglobato in uno più recente, contenente carboni, cenere, numerosi resti umani e frammenti ceramici in impasto, allo stato attuale delle ricerche non risulta ancora chiara la collocazione delle eventuali deposizioni in questa area della grotta. Infine lungo il condotto (Sala C) la ripulitura superficiale ha evidenziato la presenza di ossa umane e resti ceramici sconvolti in antico, la cui indagine viene rimandata alla prossima campagna di scavo.
en This was the first excavation season and saw the participation of students and graduates from Rome’s three universities. Based on the data collected during preliminary surveys, it was decided to open three trenches (1, 2, 3) in the first entrance (chamber A) and trench 4 in the space denominated chamber B. Trench 3 was opened abutting an outcrop in the west wall that drastically reduces the size of the room. The excavation went down to c. 50 cm, reaching an archaeological level that was badly compromised by recent anthropic activity. Trench 1 was opened along the east wall of the room adjacent to the entrance, in correspondence with a wall niche that was probably a sink-hole. This level was also badly damaged by recent anthropic activity that cut the stalagmitic-surface present in the central part of the chamber. Three cobblestones painted with ochre, attributable to the Neolithic period, were found in the spoil from this trench.

Trench 2 was opened in the only area not damaged by recent activity. In addition to a first layer of disturbed surface soil, a layer c. 50 cm thick containing abundant archaeological material (US 3-4-8) that probably represents an occupation phase was identified. It was formed by heavy concentrations of ash dumped in natural depressions together with several truncated pyramid shaped loom-weights and fragments of semi-levigated, levigated and painted pottery, datable to between the 4th and 3rd century B.C.
In a central position, close to the entrance to tunnel C, trench 4 was opened in a position that covered the space between the east wall of the chamber and a large stalagmite abutting the west wall. On the surface, the present ground level appeared mixed with a particular concentration of pottery along the east edge of the trench where there was a small depression in the ground, which became more pronounced by the entrance to the tunnel (Chamber C). The excavation exposed a layer that still contained modern material, both ceramic and organic (US 100), over most of the trench area.

There was no modern material in the successive layer. US 102, examined _in_ _situ_, had a sandy matrix with ash and charcoal, and contained numerous fragments of large pottery vessels and obsidian artefacts. Along the north-east edge of the trench, a stalagmitic crust was intercepted (US 103) incorporated within a more recent layer, containing charcoal, ash, numerous human remains and fragments of impasto pottery. At present, the position of any possible burials within the grotto remains unclear. Lastly, surface cleaning along the tunnel (Chamber C) revealed the presence of human bones and pottery fragments that had been disturbed in antiquity. This will be investigated next season.
Team
Scientific assistant - Ivana Fusco

Media

  • Biagi 1998
    M. Biagi, 1998, Cavità La Porta in: Bollettino del Gruppo Speleologico di Guidonia Montecelio, Guidonia.

Location

Location
Vietri di Potenza
Easting
15.484
Northing
40.594306