Name
L. Pollarolo
Organisation Name
Università degli Studi di Firenze

Season Team

  • AIAC_611 - Atella - 2009
    L’esplorazione del Bacino di Atella iniziata fino dal 1971 rivela la presenza di testimonianze preistoriche a partire dal Paleolitico inferiore fino all’epoca del Ferro con una lacuna che interessa il Paleolitico superiore. Le ricerche paletnologiche vengono associate ad indagini geologiche e paleoecologiche al fine di ricostruire l’antico ambiente lacustre che caratterizzò il Bacino di Atella tra 600.000 e 500.000 anni fa. In seguito alla ricostruzione delle antiche rive del lago nel 1990 viene effettuata la scoperta di un deposito pleistocenico nei pressi del cimitero di Atella. Il deposito si rivela ricco di testimonianze di manufatti e reperti osteologici di animali. In quello stesso anno viene dato l’avvio a degli scavi stratigrafici che mettono in luce delle originali strategie venatorie di _Homo antecessor_ (o _erectus_ ) nei confronti di grandi pachidermi ( _Palaeoloxodon antiquus_ ). I reperti per la maggior parte lasciati in sito vengono protetti da una struttura metallica che copre un’area di circa 100 mq: rimangono in evidenza manufatti e zanne di elefanti unitamente ad una superficie di riva lacustre in cui sono conservate delle impronte di elefante. Altri reperti messi in luce e prelevati per lo studio sono conservati attualmente al Museo Archeologico Provinciale di PZ, al Museo Archeologico di Venosa, nei locali dell’Università di Firenze e presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata. Nell’anno 2009 le indagini si sono concentrate sullo studio delle testimonianze riguardanti il comportamento dell’”Uomo di Atella”: l’attenzione è stata rivolta sia alla tecnologia che alla tipologia dei manufatti litici e alle strategie venatorie. Allo scopo di salvaguardare lo strato I che conserva alcune interessanti impronte di pachidermi si è intervenuti mediante un restauro e consolidamento del terreno. Sono state poi condotte ricerche sul terreno nell’area del bacino di Atella per rilevare alcuni dettagli paleoclimatici e geomorfologici e mettere in luce eventuali presenze preistoriche. Nell’anno 2010 si prevede di indagare le fasi finali dell’attività del Vulture, vulcano al quale sono legate le vicende del paleolago e quindi dei cacciatori preistorici.
  • AIAC_611 - Atella - 2010
    Le attività svolte dalla missione di ricerche, condotta nel Bacino di Atella durante le prime due settimane di Agosto, si sono così articolate: _Controllo area di scavo e strutture di copertura nel sito del Cimitero di Atella_ Si è operato: per restauro del tetto e delle barriere di protezione interne alla struttura; per rimozione di materiali staccatisi dalle sezioni di scavo a causa di agenti meteorici; per rimozione di materiali portati dal vento (fogliame, carta, plastica) o prodotti da volatili; per pulizia di ragnatele, muffe, vegetazione spontanea, piccole tane di insetti; per solidificazione di alcuni reperti ossei giacenti sulla superficie dello scavo; per restauro parziale di vetrine didattiche in seguito a danni arrecati da atti vandalici. _Esplorazione del territorio_ Sono state condotte indagini in aree periferiche a quelle già esplorate nelle passate campagne di ricerca al fine di completare la mappa delle eventuali presenze preistoriche e di rilevare dei dettagli geomorfologici atti a chiarire l’iter evolutivo del paleolago pleistocenico. I sopralluoghi sono stati effettuati a Sud di Castellagopesole e nel settore orientale del bacino di Atella. A parte qualche raro manufatto litico erratico, di dubbia collocazione culturale e di poco valore per gli scopi propostisi dalle ricerche, nessun sito o concentrazione di superficie, sia pure manomessi dalle attività agricole odierne, sono stati messi in luce. Durante queste indagini si è avuta l’occasione non solo di raccogliere alcuni dati significativi relativi alla posizione di antiche rive lacustri relative alle ultime fasi dell’invaso, prima della definitiva tracimazione delle sue acque nella valle del fiume Ofanto, ma anche di rilevare alcune testimonianze sulle conclusive attività parossistiche del Vulture, responsabili di improvvise e determinanti modificazioni geomorfologiche del territorio stesso. Sono stati avviati inoltre dei contatti con l’Amministrazione Comunale di Atella allo scopo di pianificare una possibile valorizzazione dell’intera area periferica del Cimitero, sede attuale di materiali edili di risulta ed in parte soggetta a degrado ambientale.