- Item
- AIAC_3764
- Name
- Scarceta
- Date Range
- 1700 BC – 800 BC
- Monuments
- Settlement
Seasons
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AIAC_3764 - Scarceta - 2015Nell'autunno 2015 si è svolta la campagna di scavo nel sito di Manciano (GR) - località Scarceta, ubicato sul versante destro del fiume, a quota 168 m s.l.m., su una superficie di 6 ha ed interessato dalla presenza di un abitato fondato nel Bronzo Medio iniziale - facies di Grotta Nuova e perdurato in continuità durante il Bronzo Medio, il Bronzo Recente e il Bronzo Finale, fasi iniziale e media (XVII-XI/X sec. a.C.). La Campagna 2015 riprende, a distanza di 19 anni, lo scavo condotto nel sito dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana (1981-1996). A conclusione di quel ciclo di ricerche, si erano realizzati due interventi di studio e valorizzazione: la Sezione dedicata al sito nel Museo di Preistoria e Protostoria di Manciano (settembre 1997) e, nel 1999, l’edizione di una monografia: POGGIANI KELLER R. 1999, Scarceta di Manciano (GR). Un centro abitativo e artigianale dell'età del Bronzo sulle rive del Fiora, Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del fiume Fiora, Manciano. Obiettivi e motivazioni della ricerca. Con lo scavo 2015 ci si proponeva, come primo obiettivo e doveroso impegno scientifico, di portare a conclusione l’indagine dei due settori (i Settori D ed E), aperti nelle precedenti campagne. Alla base delle motivazioni della ripresa della ricerca in questo abitato, uno dei pochi dell’età del Bronzo dell’Italia centrale dove si sia sviluppata un’indagine in estensione, stavano alcune “qualità” e specificità unanimamente riconosciute dal modo scientifico: • la attestata presenza di un’attività metallurgica stanziale, sia per la fusione (“l’officina metallurgica”, scavata da A. Soffredi nel 1972), sia per la rifinitura dei manufatti, attività che ben si inseriscono nel contesto territoriale, noto per le presenze minerarie e il ritrovamento di alcuni significativi ripostigli dell’età del Bronzo; • il modello insediativo, abbastanza anomalo per il periodo considerato in Italia centrale, di un abitato perialveale, a fronte di un modello pressoché esclusivo di abitati su pianoro sommitale; • la presenza di una fase di Bronzo medio e Recente pertinente alla Cultura appenninica (Appenninico e “Subappenninico”), che costituiva un importante bacino di indagine per quanto fino allora noto in Toscana; • infine, l’ottimo grado di conservazione generale dell’insediamento che era stato definitivamente abbandonato nel corso del Bronzo Finale e non più re-insediato. A questi requisiti, le ricerche stratigrafiche condotte nelle pregresse campagne di scavo hanno aggiunto ulteriori, positive, opportunità e motivazioni: • la serrata sequenza di fasi nel corso del Bronzo Medio-Finale, senza soluzioni di continuità, ha consentito una definizione assai dettagliata degli aspetti culturali susseguitisi nel sito, in particolare per le fasi della Facies di Grotta Nuova e del Bronzo Recente e Finale, nel più ampio quadro dell’Etruria meridionale e delle sue strette e privilegiate relazioni, in questo periodo, con l’area laziale; • il rinvenimento di ceramica micenea nei livelli del Bronzo Recente ha aperto un interessante campo di indagine sulle relazioni a lunga distanza dell’abitato di Scarceta, certo favorite dall’attività metallurgica specializzata che vi si conduceva e dall’ubicazione in un areale ricco di presenze minerarie; • il ritrovamento, nel Settore D, di grandi case a pianta ellissoidale (la casa-laboratorio 137 del Bronzo Finale e la casa 61 del Bronzo Recente, ora in corso di indagine) con attività specializzata e indicative di radicate differenziazioni sociali, oltre ad offrire elementi di confronto con analoghe, ma isolate, situazioni dell’Italia centro-meridionale, pongono il sito di Scarceta al centro del dibattito storico sul periodo di formazione dell’Etruria meridionale. Nella campagna di scavo 2015, si sono riprese le indagini stratigrafiche nel Settore D, dove si è iniziata a scavare la grande casa a pianta ellissoidale del Bronzo Recente denominata ES 61 (lunga, in senso NO-SE, m 21,30 e larga metri 10), di cui si erano nel passato asportati i livelli di crollo raggiungendo il piano pavimentale sul 60% ca. della superficie. L’indagine archeologica si è sviluppata principalmente su due interventi programmati e considerati prioritari con la ripresa delle ricerche: 1. l’impostazione di un rilievo GIS che, partendo dal Settore di scavo 2015 (il Settore D), potesse negli anni futuri comprendere e rilevare l’intero sito archeologico su base Lidar (responsabili del rilievo: i dottori di ricerca Paolo Rondini e Lorenzo Zamboni con Carlo Tessaro); 2. il completamento dello scavo, nel Settore D, dei livelli di abbandono della grande casa 61 del Bronzo Recente, per potere successivamente procedere, con uno scavo d’alto dettaglio, all’indagine e a tutte le necessarie verifiche stratigrafiche per la ricostruzione degli elementi strutturali.
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AIAC_3764 - Scarceta - 2016Nell’ottobre 2016 nell’abitato dell’età del Bronzo di Scarceta si è svolta la campagna dello scavo 2016, affidato in concessione triennale 2016-2018 alla direzione scientifica di chi scrive e svolto con la collaborazione delle Università di Siena (prof. Lucia Sarti) e di Firenze (prof. Fabio Martini) e del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria. L’insediamento, uno dei pochi contesti dell’età del Bronzo dell’Italia centrale dove si sia condotta un’indagine in estensione, si sviluppa su un versante collinare lungo le rive del Fiume Fiora in area boschiva interessata dalla presenza di estesi crolli di una piastra travertinosa. Fu insediato ininterrottamente dagli inizi della Media età del Bronzo - Facies di Grotta Nuova per tutto il Bronzo Medio e Recente fino ad una fase avanzata, ma non tarda, del Bronzo Finale / XVII-XI/X sec. a.C.). Vi è attestata un’attività metallurgica stanziale, sia per la fusione (Settore E), sia per la rifinitura dei manufatti metallici (Settore D), attività connesse al contesto territoriale noto per le presenze minerarie e il ritrovamento di significativi ripostigli dell’età del Bronzo. La Campagna 2016 si è articolata su due interventi: 1. Documentazione e rilievo tridimensionale, svolti sia nell’area di scavo (il Settore D), dove è stato completato il rilievo tridimensionale (GIS e Photoscan), sia nel sito, esteso su 6 ha, dove si è avviato il rilievo generale su base Lidar per il posizionamento e la georeferenziazione delle emergenze morfologiche dei crolli della piastra di travertino originaria, di ingrottamenti e forre, dei sentieri di attraversamento dell’area boschiva lungo i quali furono aperti i sondaggi delle prime Campagne di scavo 1970-1975, delle emergenze in superficie di materiale archeologico, delle evidenze significative (resti strutturali, crop mark, sistemazioni artificiali) e di “anomalie” da chiarire. 2. Scavo. Nel Settore D si è continuata l’indagine della casa 61 a pianta ellissoidale del Bronzo Recente (lunga, in senso NO-SE, m 21,30 e larga metri 10), nella quale nella Campagna 2015 si era raggiunto su tutta la superficie interna il piano pavimentale in concotto, per alcuni tratti perfettamente conservato (US 43), in altri molto degradato (US 247), e si erano evidenziati i probabili elementi strutturali perimetrali (buchi per palo). Con uno scavo stratigrafico d’alto dettaglio, si sono indagati gli elementi strutturali della casa (buchi per pali, canalina perimetrale di fondazione) e le relazioni tra interno, pavimentato, ed esterno, sia lungo il lato meridionale sia nell’area orientale per definire il sistema di copertura di questo tipo di grandi case: un modello che troviamo precocemente a Scarceta già nel Bronzo Recente (poi ribadito in questo stesso abitato nel Bronzo Finale con la casa-laboratorio 137) e che è attestato, in epoche successive, in altri siti come Sorgenti della Nova e Sovana (Bronzo Finale) o Monterozzi di Tarquinia (Villanoviano). Lo scavo ha permesso di individuare la presenza, a un passo regolare, di grossi pali, fondati in una canalina, foderati da graticcio intonacato e rincalzati all’esterno da grosse pietre infitte a coltello e, all’interno, da pietre di minori dimensioni. Lo scavo dell’area esterna ha infine messo in luce lungo il lato meridionale uno spesso strato drenante ottenuto dalla stesura regolare di piccole pietre e frammenti ceramici, mentre all’esterno del lato orientale della casa, lungo il quale si apre l’ingresso alla struttura, si è individuato un ampio sentiero di accesso con piano in concotto, perimetrato su un lato da strutture in pietrame e sull’altro da una probabile staccionata.
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AIAC_3764 - Scarceta - 2017Dal 25 settembre al 29 ottobre 2017 si è svolta lo scavo nell’abitato dell’età del Bronzo di Manciano (GR) - località Scarceta, affidato in concessione triennale 2016-2018. Lo scavo ha interessato il Settore D, ubicato nella zona Nord del sito, nel punto più rilevato, ed ha coperto le seguenti aree di intervento: 1- il settore meridionale all’esterno del lato Sud della grande casa 61 del BR dove si sono evidenziate opere di livellamento e “di cantiere” relative alla costruzione della casa e al suo uso (piani di fuoco, concentrazioni di recipienti ceramici abbandonati) 2- il settore all’interno del lato S di 61, aperto in modo mirato per documentare e approfondire stratigraficamente questa porzione del contesto insediativo, di particolare interesse in quanto vede la concentrazione di alcune strutture legate a diverse fasi di vita dell’abitato, tra BM e BF. 3- l’area di una struttura di combustione -ES 250- al centro della casa 61 riferibile a un forno, del tipo a calotta, connesso al piano pavimentale concotto della casa. 4- la struttura accessoria 62, elemento residuo dei livelli del BF relativi alla casa-laboratorio 137. La Campagna di scavo è stata preceduta nell’inverno, dal 24 al 28 febbraio 2017, da una ricognizione totale del sito di Scarceta finalizzata alla definizione areale dell’abitato e delle sue pertinenze per l’elaborazione del GIS su base LIDAR. Ci soffermiamo in particolare su questo intervento, coordinato da Paolo Rondini, in quanto rappresenta una novità nell’ambito della tradizionale attività di ricerca sul sito. Il survey, concepito come integrazione delle regolari attività di scavo e rivolto a una più ampia copertura geografica, comprensiva dell’intera area boscata in località Scarceta, fino alle rive del fiume Fiora, ha i seguenti obiettivi: • effettuare un’attività di ricognizione archeologica estensiva dell’intera area del medio tratto del Fiora, in concomitanza con le località di podere Scarceta (Torareccia) e Le Marmare • pervenire a una migliore comprensione della geomorfologia del sito, con l’ausilio di strumenti digitali per la georeferenziazione e l’elaborazione dei dati in ambiente GIS, sfruttando i sistemi grafici LIDAR messi a disposizione dalla Regione Toscana • integrare i dati di scavo disponibili (campagne 1979-2016) con i risultati del survey 2017, per una migliore comprensione della strutturazione dell’abitato protostorico in relazione con il luogo e la sua morfologia • inquadrare da una prospettiva più ampia il ruolo di Scarceta nel più ampio contesto regionale nelle varie fasi della sua frequentazione (BM-BR-BF), anche in relazione alla viabilità storica e considerando le vie della percorrenza stagionale (transumanza). Metodologia e tempistica dei lavori. Il lavoro è stato svolto applicando una maglia stretta, concepita partendo dall’area di scavo denominata “Settore D” e ampliando il raggio in modo concentrico in tutte le direzioni, fino a coprire un’area totale di 12 Ha ca. Un ampio riscontro sulla presenza di materiali archeologici qualificanti è stato offerto dai disturbi provocati nel suolo dagli animali selvatici, soprattutto cinghiali. I materiali non permettono di spingersi oltre al sottolineare una buona affinità con le produzioni per cui il sito è noto. Risultati. É stato possibile, nel corso delle esplorazioni invernali, circoscrivere quali zone, nel perimetro considerato, presentassero le caratteristiche più adatte a un abitato, ovvero un terreno pianeggiante, ampio, con buona accessibilità. Scendendo verso il fiume si è rilevata una serie di pianori terrazzati, tutti insediati, che chiariscono come l’abitato si sia sviluppato in relazione al Fiora. Guardando i dati nel loro insieme si ottiene un areale archeologico che potremmo definire “fortemente probabile” per l’abitato di Scarceta, dell’estensione tra i 5 e i 6 ha (in passato si era data una stima di ca. 6 ha: cfr. POGGIANI KELLER 1999). Al suo interno si sono individuati due sentieri -in realtà passaggi obbligati a causa della morfologia rocciosa della collina- che conducono verso un punto preciso del fiume Fiora, e forse a un possibile punto di guado o un piccolo ponte.
Media
- Name
- Scarceta
- Year
- 2015
- Summary
-
it
Nell'autunno 2015 si è svolta la campagna di scavo nel sito di Manciano (GR) - località Scarceta, ubicato sul versante destro del fiume, a quota 168 m s.l.m., su una superficie di 6 ha ed interessato dalla presenza di un abitato fondato nel Bronzo Medio iniziale - facies di Grotta Nuova e perdurato in continuità durante il Bronzo Medio, il Bronzo Recente e il Bronzo Finale, fasi iniziale e media (XVII-XI/X sec. a.C.).
La Campagna 2015 riprende, a distanza di 19 anni, lo scavo condotto nel sito dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana (1981-1996). A conclusione di quel ciclo di ricerche, si erano realizzati due interventi di studio e valorizzazione: la Sezione dedicata al sito nel Museo di Preistoria e Protostoria di Manciano (settembre 1997) e, nel 1999, l’edizione di una monografia: POGGIANI KELLER R. 1999, Scarceta di Manciano (GR). Un centro abitativo e artigianale dell'età del Bronzo sulle rive del Fiora, Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del fiume Fiora, Manciano.
Obiettivi e motivazioni della ricerca. Con lo scavo 2015 ci si proponeva, come primo obiettivo e doveroso impegno scientifico, di portare a conclusione l’indagine dei due settori (i Settori D ed E), aperti nelle precedenti campagne. Alla base delle motivazioni della ripresa della ricerca in questo abitato, uno dei pochi dell’età del Bronzo dell’Italia centrale dove si sia sviluppata un’indagine in estensione, stavano alcune “qualità” e specificità unanimamente riconosciute dal modo scientifico:
• la attestata presenza di un’attività metallurgica stanziale, sia per la fusione (“l’officina metallurgica”, scavata da A. Soffredi nel 1972), sia per la rifinitura dei manufatti, attività che ben si inseriscono nel contesto territoriale, noto per le presenze minerarie e il ritrovamento di alcuni significativi ripostigli dell’età del Bronzo;
• il modello insediativo, abbastanza anomalo per il periodo considerato in Italia centrale, di un abitato perialveale, a fronte di un modello pressoché esclusivo di abitati su pianoro sommitale;
• la presenza di una fase di Bronzo medio e Recente pertinente alla Cultura appenninica (Appenninico e “Subappenninico”), che costituiva un importante bacino di indagine per quanto fino allora noto in Toscana;
• infine, l’ottimo grado di conservazione generale dell’insediamento che era stato definitivamente abbandonato nel corso del Bronzo Finale e non più re-insediato.
A questi requisiti, le ricerche stratigrafiche condotte nelle pregresse campagne di scavo hanno aggiunto ulteriori, positive, opportunità e motivazioni:
• la serrata sequenza di fasi nel corso del Bronzo Medio-Finale, senza soluzioni di continuità, ha consentito una definizione assai dettagliata degli aspetti culturali susseguitisi nel sito, in particolare per le fasi della Facies di Grotta Nuova e del Bronzo Recente e Finale, nel più ampio quadro dell’Etruria meridionale e delle sue strette e privilegiate relazioni, in questo periodo, con l’area laziale;
• il rinvenimento di ceramica micenea nei livelli del Bronzo Recente ha aperto un interessante campo di indagine sulle relazioni a lunga distanza dell’abitato di Scarceta, certo favorite dall’attività metallurgica specializzata che vi si conduceva e dall’ubicazione in un areale ricco di presenze minerarie;
• il ritrovamento, nel Settore D, di grandi case a pianta ellissoidale (la casa-laboratorio 137 del Bronzo Finale e la casa 61 del Bronzo Recente, ora in corso di indagine) con attività specializzata e indicative di radicate differenziazioni sociali, oltre ad offrire elementi di confronto con analoghe, ma isolate, situazioni dell’Italia centro-meridionale, pongono il sito di Scarceta al centro del dibattito storico sul periodo di formazione dell’Etruria meridionale.
Nella campagna di scavo 2015, si sono riprese le indagini stratigrafiche nel Settore D, dove si è iniziata a scavare la grande casa a pianta ellissoidale del Bronzo Recente denominata ES 61 (lunga, in senso NO-SE, m 21,30 e larga metri 10), di cui si erano nel passato asportati i livelli di crollo raggiungendo il piano pavimentale sul 60% ca. della superficie.
L’indagine archeologica si è sviluppata principalmente su due interventi programmati e considerati prioritari con la ripresa delle ricerche:
1. l’impostazione di un rilievo GIS che, partendo dal Settore di scavo 2015 (il Settore D), potesse negli anni futuri comprendere e rilevare l’intero sito archeologico su base Lidar (responsabili del rilievo: i dottori di ricerca Paolo Rondini e Lorenzo Zamboni con Carlo Tessaro);
2. il completamento dello scavo, nel Settore D, dei livelli di abbandono della grande casa 61 del Bronzo Recente, per potere successivamente procedere, con uno scavo d’alto dettaglio, all’indagine e a tutte le necessarie verifiche stratigrafiche per la ricostruzione degli elementi strutturali. -
en
The is no summary for this season.The site of Manciano (GR) in the locality of Scarceta, is situated on the right bank of the river at 168 m a.s.l. It covers an area of 6 ha and is occupied by the remains of a settlement founded in the early Middle Bronze Age – Grotta Nuova _facies_, with occupation continuing through the Middle Bronze, Recent Bronze ages and the early and middle Final Bronze Age (17th-11th/10th centuries B.C.).
After 19 years, the 2015 campaign reopened the excavations carried out by the Archaeological Superintendency for Tuscany (1981-1996). The main aim was to conclude the investigation of the two sectors (D and E), opened during those years. This settlement is one of the few Bronze Age sites in central Italy on which open area excavations have been conducted and the following “qualities” and unanimously recognised particularities are at the base of the decision to renew research here:
• The attested presence of permanent metalworking activity, both for fusion (“metalworking workshop”, excavated by A. Soffredi in 1972), and for the finishing of artefacts, an activity which fits within the territorial context, known for the presence of minerals and for some significant Bronze Age hoards;
• the settlement model, somewhat anomalous for the period in central Italy, at a riverside site compared to the almost exclusively summit plateau sites;
• the presence of a Middle and Recent Bronze Age phase relating to the Apennine Culture (Apennine and “Sub-Apennine”), which constitutes an important area for research as regards what is known to date in Tuscany;
• lastly, the very good state of general preservation of the site that was definitively abandoned during the Final Bronze Age and was never reoccupied.
The previous excavation campaigns added further positive opportunities and motivations to these requisites:
• the dense, uninterrupted sequence of Middle-Final Bronze Age phases made it possible to define in detail the succession of cultures on the site, in particular for the Grotta Nuova _facies_ and the Recent and Final Bronze Age, within the wider scope of South Etruria, and of its close and privileged relationship, in this period, with Latium;
• The discovery of Mycenaean pottery in the Recent Bronze Age levels has opened an interesting field of research on the settlement’s long distance relationships, certainly favoured by the specialised metalworking done here and its position in an area rich in mineral resources;
• The discovery, in sector D, of elliptical-planned large houses (house-workshop 137 of the Final Bronze Age and house 61 of the Recent Bronze Age, excavation on-going) with specialised activities and evidence of social differentiation. As well as offering parallels with similar, but isolated, situations in central-southern Italy, this places Scarceta at the centre of the historical debate about the formative period of South Etruria.
In 2015, stratigraphic excavations were resumed in sector D, where the investigation of the large elliptical house of the Recent Bronze Age, denominated ES 61 began. The house was 21 m long on a NW-SE axis, and 10 m wide. The layers of collapse were removed, exposing the floor level over about 60% of the surface area.
The excavation involved two main planned interventions considered priorities at the beginning of the renewed investigations:
1. The setting up of a GIS survey (Lidar), which starting from Sector D, will then go on to cover the whole site;
2. The completion, in Sector D, of the excavation of the abandonment layers in the large, Recent Bronze Age house 61, clearing the way for the detailed excavation and investigation that will provided evidence for the reconstruction of the structural elements. - Summary Author
- Raffaella Poggiani Keller
Media
- Name
- Scarceta
- Year
- 2016
- Summary
-
it
Nell’ottobre 2016 nell’abitato dell’età del Bronzo di Scarceta si è svolta la campagna dello scavo 2016, affidato in concessione triennale 2016-2018 alla direzione scientifica di chi scrive e svolto con la collaborazione delle Università di Siena (prof. Lucia Sarti) e di Firenze (prof. Fabio Martini) e del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria.
L’insediamento, uno dei pochi contesti dell’età del Bronzo dell’Italia centrale dove si sia condotta un’indagine in estensione, si sviluppa su un versante collinare lungo le rive del Fiume Fiora in area boschiva interessata dalla presenza di estesi crolli di una piastra travertinosa. Fu insediato ininterrottamente dagli inizi della Media età del Bronzo - Facies di Grotta Nuova per tutto il Bronzo Medio e Recente fino ad una fase avanzata, ma non tarda, del Bronzo Finale / XVII-XI/X sec. a.C.). Vi è attestata un’attività metallurgica stanziale, sia per la fusione (Settore E), sia per la rifinitura dei manufatti metallici (Settore D), attività connesse al contesto territoriale noto per le presenze minerarie e il ritrovamento di significativi ripostigli dell’età del Bronzo.
La Campagna 2016 si è articolata su due interventi:
1. Documentazione e rilievo tridimensionale, svolti sia nell’area di scavo (il Settore D), dove è stato completato il rilievo tridimensionale (GIS e Photoscan), sia nel sito, esteso su 6 ha, dove si è avviato il rilievo generale su base Lidar per il posizionamento e la georeferenziazione delle emergenze morfologiche dei crolli della piastra di travertino originaria, di ingrottamenti e forre, dei sentieri di attraversamento dell’area boschiva lungo i quali furono aperti i sondaggi delle prime Campagne di scavo 1970-1975, delle emergenze in superficie di materiale archeologico, delle evidenze significative (resti strutturali, crop mark, sistemazioni artificiali) e di “anomalie” da chiarire.
2. Scavo. Nel Settore D si è continuata l’indagine della casa 61 a pianta ellissoidale del Bronzo Recente (lunga, in senso NO-SE, m 21,30 e larga metri 10), nella quale nella Campagna 2015 si era raggiunto su tutta la superficie interna il piano pavimentale in concotto, per alcuni tratti perfettamente conservato (US 43), in altri molto degradato (US 247), e si erano evidenziati i probabili elementi strutturali perimetrali (buchi per palo).
Con uno scavo stratigrafico d’alto dettaglio, si sono indagati gli elementi strutturali della casa (buchi per pali, canalina perimetrale di fondazione) e le relazioni tra interno, pavimentato, ed esterno, sia lungo il lato meridionale sia nell’area orientale per definire il sistema di copertura di questo tipo di grandi case: un modello che troviamo precocemente a Scarceta già nel Bronzo Recente (poi ribadito in questo stesso abitato nel Bronzo Finale con la casa-laboratorio 137) e che è attestato, in epoche successive, in altri siti come Sorgenti della Nova e Sovana (Bronzo Finale) o Monterozzi di Tarquinia (Villanoviano).
Lo scavo ha permesso di individuare la presenza, a un passo regolare, di grossi pali, fondati in una canalina, foderati da graticcio intonacato e rincalzati all’esterno da grosse pietre infitte a coltello e, all’interno, da pietre di minori dimensioni.
Lo scavo dell’area esterna ha infine messo in luce lungo il lato meridionale uno spesso strato drenante ottenuto dalla stesura regolare di piccole pietre e frammenti ceramici, mentre all’esterno del lato orientale della casa, lungo il quale si apre l’ingresso alla struttura, si è individuato un ampio sentiero di accesso con piano in concotto, perimetrato su un lato da strutture in pietrame e sull’altro da una probabile staccionata. -
en
The excavations on the Bronze Age site of Scarceta are carried out by Siena and Florence Universities and the Florentine Museum and Institute of Prehistory.
The settlement, one of the few Bronze Age contexts in central Italy where open-area excavations take place, lies on a hill slope on the banks of the River Fiora in a wooded area where there are extensive remains of the collapse of a travertine outcropping. There was settlement on the site uninterruptedly from the early Middle Bronze Age – Grotta Nuova Culture, throughout the Middle and Recent Bronze Age until well into the Final Bronze Age (XVII-XI/X century B.C.). There was evidence of permanent metalworking activity, both for casting (sector E), and for the finishing of metal artefacts (sector D). This activity is connected to the territorial context known for the presence of mines and the discovery of significant Bronze Age hoards.
The 2016 campaign planned two interventions:
1. Documentation and 3D survey, undertaken in the excavation area (sector D), where the 3D survey (GIS and Photoscan) was completed, and on the site, covering 6 hectares, where a general survey began. This aims to position and georeference the morphology of the elements from the collapse of the travertine plate, of grottos and gorges, and paths through the wooded area along which trenches were opened during the first excavations (1970-75), of archaeological material on the surface, of other significant evidence (structural remains, crop marks, man-made features) and “anomalies” to be investigated.
2. Excavation. In sector D the investigation of house 61 continued. The house, dating to the Recent Bronze Age, had an elliptical plan (21.30 m long on its NW-SE axis and 10 m wide). During the 2015 campaign, the baked clay floor was reached throughout, which was perfectly preserved in some areas (US 43), and in others in a poor state of preservation (US 247), and probable perimeter structures were identified (postholes).
The structural elements of the house were excavated (postholes, perimeter foundation channel), and the relationships between the paved interior, and exterior, both along the south side and in the eastern area were investigated in order to define the roofing system of this type of large house. This type is already present at Scarceta in the Recent Bronze Age (and again in the Final Bronze Age with house-workshop 137). In later periods, it is attested on other sites such as Sorgenti della Nova and Sovana (Final Bronze Age) or Monterozzi di Tarquinia (Villanovan).
The excavations also identified large regularly spaced posts, housed in a foundation channel and sheathed with a plastered lattice. The posts were wedged on the exterior with large stones fixed vertically into the ground and, on the interior with smaller stones.
The excavation of the exterior area revealed a thick drainage layer along the south side, formed by small stones and pottery fragments. The entrance to the house was in east side, and a wide pathway was indentified along the exterior of this side. It had a baked clay surface, bordered on one side by a structure of stones and probably by a fence on the other.
Media
- Name
- Scarceta
- Year
- 2017
- Summary
-
it
Dal 25 settembre al 29 ottobre 2017 si è svolta lo scavo nell’abitato dell’età del Bronzo di Manciano (GR) - località Scarceta, affidato in concessione triennale 2016-2018.
Lo scavo ha interessato il Settore D, ubicato nella zona Nord del sito, nel punto più rilevato, ed ha coperto le seguenti aree di intervento:
1- il settore meridionale all’esterno del lato Sud della grande casa 61 del BR dove si sono evidenziate opere di livellamento e “di cantiere” relative alla costruzione della casa e al suo uso (piani di fuoco, concentrazioni di recipienti ceramici abbandonati)
2- il settore all’interno del lato S di 61, aperto in modo mirato per documentare e approfondire stratigraficamente questa porzione del contesto insediativo, di particolare interesse in quanto vede la concentrazione di alcune strutture legate a diverse fasi di vita dell’abitato, tra BM e BF.
3- l’area di una struttura di combustione -ES 250- al centro della casa 61 riferibile a un forno, del tipo a calotta, connesso al piano pavimentale concotto della casa.
4- la struttura accessoria 62, elemento residuo dei livelli del BF relativi alla casa-laboratorio 137.
La Campagna di scavo è stata preceduta nell’inverno, dal 24 al 28 febbraio 2017, da una ricognizione totale del sito di Scarceta finalizzata alla definizione areale dell’abitato e delle sue pertinenze per l’elaborazione del GIS su base LIDAR. Ci soffermiamo in particolare su questo intervento, coordinato da Paolo Rondini, in quanto rappresenta una novità nell’ambito della tradizionale attività di ricerca sul sito.
Il survey, concepito come integrazione delle regolari attività di scavo e rivolto a una più ampia copertura geografica, comprensiva dell’intera area boscata in località Scarceta, fino alle rive del fiume Fiora, ha i seguenti obiettivi:
• effettuare un’attività di ricognizione archeologica estensiva dell’intera area del medio tratto del Fiora, in concomitanza con le località di podere Scarceta (Torareccia) e Le Marmare
• pervenire a una migliore comprensione della geomorfologia del sito, con l’ausilio di strumenti digitali per la georeferenziazione e l’elaborazione dei dati in ambiente GIS, sfruttando i sistemi grafici LIDAR messi a disposizione dalla Regione Toscana
• integrare i dati di scavo disponibili (campagne 1979-2016) con i risultati del survey 2017, per una migliore comprensione della strutturazione dell’abitato protostorico in relazione con il luogo e la sua morfologia
• inquadrare da una prospettiva più ampia il ruolo di Scarceta nel più ampio contesto regionale nelle varie fasi della sua frequentazione (BM-BR-BF), anche in relazione alla viabilità storica e considerando le vie della percorrenza stagionale (transumanza).
Metodologia e tempistica dei lavori. Il lavoro è stato svolto applicando una maglia stretta, concepita partendo dall’area di scavo denominata “Settore D” e ampliando il raggio in modo concentrico in tutte le direzioni, fino a coprire un’area totale di 12 Ha ca. Un ampio riscontro sulla presenza di materiali archeologici qualificanti è stato offerto dai disturbi provocati nel suolo dagli animali selvatici, soprattutto cinghiali. I materiali non permettono di spingersi oltre al sottolineare una buona affinità con le produzioni per cui il sito è noto.
Risultati. É stato possibile, nel corso delle esplorazioni invernali, circoscrivere quali zone, nel perimetro considerato, presentassero le caratteristiche più adatte a un abitato, ovvero un terreno pianeggiante, ampio, con buona accessibilità.
Scendendo verso il fiume si è rilevata una serie di pianori terrazzati, tutti insediati, che chiariscono come l’abitato si sia sviluppato in relazione al Fiora. Guardando i dati nel loro insieme si ottiene un areale archeologico che potremmo definire “fortemente probabile” per l’abitato di Scarceta, dell’estensione tra i 5 e i 6 ha (in passato si era data una stima di ca. 6 ha: cfr. POGGIANI KELLER 1999). Al suo interno si sono individuati due sentieri -in realtà passaggi obbligati a causa della morfologia rocciosa della collina- che conducono verso un punto preciso del fiume Fiora, e forse a un possibile punto di guado o un piccolo ponte. -
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This season’s excavation on the Bronze Age site of Manciano (GR) concentrated on Sector D, situated in the northern part of the site, on the highest point, and investigated the following areas of interest:
1- the southern sector outside the south side of the large BR house 61 where levelling and “construction site” interventions relating to the building of the house and its use were identified (hearths, concentrations of abandoned ceramic containers)
2- the internal sector of the south side of house 61, opened specifically to document and deepen the stratigraphy in this area of the settlement, which is of particular interest given the concentration of several structures linked to diverse occupation phases between the BM and BF
3- the area of a combustion structure -ES 250-, a dome-shaped oven, at the centre of house 61 connected to the baked clay floor surface of the house.
4- the subsidiary structure 62, a residual element relating to the BF levels of house-workshop 137.
The excavations were preceded by a survey of the site that aimed to define the area of the settlement and its structures to then be processed in GIS on a LIDAR base. This intervention presents a novelty in the sphere of the traditional research on the site. The survey, conceived as a supplement to the excavations aimed to cover a wider geographic area, including the entire wooded area in the locality of Scarceta, as far as the banks of the river Fiora, had the following objectives:
• carry out an extensive archaeological survey in the entire middle Fiora valley, on the land belonging to the Scarceta (Torareccia) and Le Marmare farms
• arrive at a better comprehension of the site’s geology, with the aid of digital instruments for georeferencing and processing the data in GIS, using LIDAR graphic systems
• integrate the available excavation data (1979-2016 campaigns) with the 2017 survey results, in order to gain a better understanding of the structuring of the proto-historic settlement in relation to the site and its morphology
• look at the role of Scarceta in a wider perspective within the wider regional context in the various phases of its occupation (BM-BR-BF), also in relation to the historic road network and considering the seasonal routes (transhumance).
During the survey, which covered a total area of c. 12 h., it was possible to define which zones, within the perimeter considered, presented the most suitable characteristics for a settlement, in other words a large area of level ground with easy access.
A series of terraces were documented descending towards the river. All presented occupation evidence, which clarifies how the settlement developed in relation to the Fiora. Taken together, the data provides an archaeological area that can be defined “highly probable” for the settlement of Scarceta, covering between 5 and 6 h. (the previous estimate was 6 h.). Two paths were identified within the area – in actual fact obligatory passageways caused by the hill’s rocky morphology – leading towards a specific point on the river Fiora, and perhaps to a possible ford or small bridge. The materials collected during the survey were similar to the ceramic types already known for the site. - Research Body
- Università degli Studi di Siena
- Università degli Studi di Firenze
- Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria
- Funding Body
- Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria.