Name
Teodoro Scarano
Organisation Name
Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali

Season Team

  • AIAC_1197 - Roca - 2009
    La campagna 2009 si è protratta dal 7 settembre al 13 novembre. Le operazioni di scavo hanno interessato l’area all’interno delle fortificazioni protostoriche e si sono concentrate nel SAS IX, dove sono stati esplorati alcuni settori dell’abitato posti in prossimità del fronte interno, in particolare nell’area a N della Porta. Hanno riguardato soprattutto i livelli protostorici e sono state finalizzate alla verifica e raccolta di nuovi dati relativi alla sequenza stratigrafica messa in luce nelle precedenti campagne (2005, 2006, 2007, 2008). Tale sequenza è caratterizzata da livelli di occupazione pertinenti ad almeno sette fasi distinte, inquadrabili in un arco cronologico compreso tra il Bronzo recente 1-2 ed il Bronzo finale 2. Gli interventi effettuati nella campagna 2009 hanno riguardato in particolare le fasi cronologiche che vanno dalla fine del Bronzo recente 1 ad un orizzonte di transizione Bronzo recente 2-Bronzo finale 1 (fasi I-V). Le indagini si prefiggevano sia di approfondire ed arricchire in quest’area il quadro dell’organizzazione spaziale nelle varie fasi, sia di trarre conferme sulla destinazione cultuale di questo settore di abitato nelle fasi anteriori al BF2, quando venne costruita la cd. “capanna-tempio”. Nei livelli riferibili al Bronzo recente 2 sono stati rinvenuti abbondanti resti scheletrici animali in connessione anatomica, riferibili a sacrifici seguiti da deposizioni rituali, e, in associazione con questi, un’ingente quantità di ceramica, sia d’impasto sia figulina di tipo egeo. Degni di nota sono il basso grado di frammentazione e dispersione ed il buon livello di ricostruibilità di gran parte dei manufatti ceramici. Gli strati sottostanti, apparentemente riferibili ad un orizzonte avanzato del Bronzo recente 1 e a un momento iniziale del Bronzo recente 2, erano caratterizzati dalla presenza di fitte e spesse lenti di ceneri associate a manufatti in metallo, resti malacologici, resti botanici, resti faunistici con segni di macellazione e contenitori ceramici quasi interamente ricostruibili. L’esplorazione della fronte interna delle fortificazioni ha consentito di acquisire nuovi dati su due interventi edilizi anteriori al Bronzo finale 2. Il più antico è documentato da lunghi tratti di un muro a scarpa costruito a secco con conci parallelepipedi di calcarenite locale; il più recente da un muro verticale costruito con materiali simili, lievemente più avanzato. A ridosso di questi paramenti murari sono stati indagati i livelli di occupazione coevi, che hanno restituito abbondante ceramica indigena d’impasto e figulina di tipo egeo ed hanno consentito di datare i due interventi rispettivamente al Bronzo recente 2 e ad una fase di transizione Bronzo recente 2-Bronzo finale 1. Da segnalare, tra i materiali indigeni, numerosi vasi d’impasto con decorazione a solcature che rinviano, per i motivi e la sintassi, a produzioni tipiche dell’area terramaricola ed offrono un’ulteriore testimonianza dell’importanza del sito nella rete di traffici commerciali che collegava l’Egeo all’Adriatico settentrionale.
  • AIAC_1197 - Roca - 2014
    La campagna di scavi del 2014 si è protratta per tre settimane, dal 22 settembre all’17 ottobre. Le indagini si sono concentrate nel settore nordoccidentale dell’insediamento, nei SAS XX e IX, ed hanno interessato la fronte esterna delle fortificazioni del Bronzo medio, tra la porta monumentale e la postierla A, e alcuni livelli di occupazione del Bronzo recente e finale nella cd. area cultuale. Nel tratto delle fortificazioni oggetto delle indagini i paramenti murari si conservavano in alzato per poche decine di centimetri; l’area, è stata suddivisa in quattro settori e sono state condotte accurate operazioni di pulizia delle creste dei muri e dei crolli; questi ultimi sono stati parzialmente asportati dopo la realizzazione dei rilievi. È stata eseguita una battuta di fotografie zenitali al fine di comporre un fotomosaico che, elaborato con un software di raddrizzamento, è stato utilizzato come base per i rilievi georeferenziati. Immediatamente a sud della postierla A, oltre ad un ampio crollo di pietre per lo più lastriformi a ridosso del fronte esterno, si è costatata la presenza di un basamento quadrangolare, verosimilmente da riferire ad una piccola torre che difendeva la postierla stessa. Resti di un basamento simile, apparentemente riferibile a una seconda torre, sono stati individuati all’estremità opposta del tratto esplorato, sul lato nord della porta monumentale all’altezza del corridoio degli ortostati. Queste strutture dimostrano che le difese del Bronzo medio presentavano un’articolazione assai più complessa di quanto si fosse supposto. Tra i crolli sono stati rinvenuti rari frammenti di ceramica d’impasto riferibili al Bronzo medio 3. Un piccolo saggio in profondità è stato avviato nel settore 1, immediatamente a sud della postierla A, al fine di verificare se questa presentasse all’esterno una sistemazione analoga a quella riscontrata nelle postierle C, D ed E, con il fossato che ripartiva a sud oltre il ponte di roccia risparmiata posto in corrispondenza dell’ingresso. Dopo la parziale asportazione dei crolli che lo colmavano, si è potuto costatare che in questo tratto il fossato non terminava con una parete regolare, ma con una rozza rampa, verosimilmente funzionale ad attività di cantiere. Da questo elemento si è dedotto che probabilmente il fossato non era stato completato quando l’abitato fu distrutto dall’incendio che causò anche il crollo delle fortificazioni; la breve durata dell’esposizione alle intemperie spiegherebbe perché le sue pareti presentino ancora segni molto netti degli strumenti utilizzati per scavarlo, altrimenti inspiegabili vista la facile degradabilità della calcarenite. Nel SAS IX si è intervenuti lungo il margine orientale della ‘capanna tempio’ del Bronzo finale 2. Sono state individuate e svuotate alcune buche di palo, che consentiranno d’integrare i rilievi planimetrici della struttura, ed è stato asportato uno degli ultimi lembi dello strato d’incendio sopra il battuto pavimentale. Questo ha restituito alcuni manufatti ceramici d’impasto e il fondo di un grande dolio cordonato in argilla figulina. Sono stati prelevati vari campioni di terreno ed è stata eseguita una setacciatura sistematica che ha consentito di recuperare semi carbonizzati e microfauna. Si è inoltre proseguito lo scavo, già avviato nella precedente campagna, di un testimone lasciato al di sotto dei muri di una struttura tardomedievale (già smantellati) al fine di raggiungere il grande battuto pavimentale che contrassegna la riorganizzazione urbanistica di quest’area dell’abitato nel Bronzo recente 2. A conclusione della campagna dieci giornate lavorative sono state dedicate a interventi di restauro e protezione. I lavori sono stati affidati ad una ditta di costruzioni tramite gara e sono stati seguiti dal responsabile scientifico.
  • AIAC_1197 - Roca - 2015
    La campagna di scavi del 2015 si è protratta per quattro settimane, a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre. Ad essa hanno partecipato 41 studenti dell’Università del Salento, organizzati in due turni, che hanno conseguito crediti formativi. Le indagini si sono concentrate nel settore sudoccidentale dell’insediamento, nel SAS VI, dove due distinte campagne condotte nel 1994 e 1995 avevano consentito di riportare alla luce vari ambienti di edifici tardomedievali dislocati ai lati di una strada che attraversava l’abitato da N a S. Lungo la strada si aprivano numerosi silos granari interrati, alcuni dei quali conservavano in posto i coperchi litici originari. Nella stessa area erano stati riportati alla luce anche i resti di una torre quadrangolare medievale, precedente all’impianto dell’abitato, e un pozzo quadrangolare di epoca protoellenistica, di cui rimaneva pressoché integra la vera costruita con conci squadrati. Con il prosieguo delle indagini in questo settore nelle stesse campagne erano stati raggiunti i livelli di occupazione protostorici e indagati alcuni lembi superstiti di una grande struttura del Bronzo finale 2, denominata capanna-magazzino per la presenza al suo interno di numerosi dolii cordonati in ceramica figulina. Analisi gascromatografiche condotte di recente hanno dimostrato che questi grossi contenitori erano destinati allo stoccaggio di olio di oliva. Si è operato in quest’area perché un progetto del Comune di Melendugno (proprietario dei terreni), recentemente ammesso ai finanziamenti, prevede di attuarvi una serie di interventi di protezione, restauro e valorizzazione. Tra questi interventi programmati figura il ripristino dei piani pavimentali e dei rivestimenti stradali dell’abitato tardomedievale alle quote originarie al fine di impedire ulteriori erosioni e scalzamenti sotto il piano di fondazione dei muri, che ne causerebbero il crollo. Si è ritenuto, quindi, fosse urgente e necessario indagare e asportare i livelli di occupazione protostorici ancora in posto, al di sopra degli strati sterili e della bancata calcarenitica di base. Le indagini hanno consentito di riportare alla luce varie buche di palo, sia circolari sia quadrangolari, che consentiranno di integrare la restituzione planimetrica della capanna-magazzino. Sono stati inoltre recuperati abbondanti materiali ceramici pertinenti alla fase di occupazione della stessa struttura; una concentrazione particolare di manufatti è stata riscontrata all’interno di una fossa rettangolare che si apriva nel piano pavimentale. A conclusione della campagna, una settimana è stata dedicata al completamento dei rilievi.
  • AIAC_1197 - Roca - 2016
    La campagna di scavi del 2016 si è protratta per sole tre settimane, a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre. Ad essa hanno partecipato dieci studenti dell’Università del Salento, che hanno conseguito crediti formativi. Non è stato possibile realizzare gli interventi originariamente previsti per questa campagna perché dal 30 marzo 2016 opera nel sito la ditta appaltatrice dei lavori previsti nel progetto ‘Restauro conservativo, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Roca Vecchia’ (Fondo per lo Sviluppo e Coesione 2007-2013) del Comune di Melendugno, proprietario dei terreni, approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto. La presenza del cantiere, recintato a norma di legge lungo il perimetro dell’intera penisola di Roca, ha creato una situazione nuova e posto inevitabili problemi di sicurezza per quanto concerne la compresenza e le concomitanti attività degli operai e dei mezzi della ditta nelle medesime aree in cui operavano il personale e gli studenti dell’Università del Salento. Questi problemi sono stati parzialmente risolti con un apposito Piano Operativo di Sicurezza redatto dal Servizio Protezione e Prevenzione dell’Università del Salento, grazie al quale è stato reso possibile l’accesso al cantiere dei soli studenti e di personale strutturato. Le prescrizioni indicate nel piano di sicurezza hanno limitato la mobilità e l’operatività degli studenti partecipanti alla campagna che, oltre alle consuete attività formative, sono stati prevalentemente impiegati in operazioni di supporto ai professionisti incaricati dalla direzione dei lavori di eseguire i rilievi e agli operai nelle attività più delicate di pulizia delle strutture che dovevano essere restaurate nonché degli strati esposti che dovevano essere coperti e protetti, in funzione del ripristino dei piani pavimentali degli edifici dell’abitato tardo-medievale previsto dal progetto. Il progetto stesso, benché finalizzato preminentemente al restauro delle strutture murarie e alla valorizzazione del sito, prevede alcuni limitati interventi di scavo archeologico che nei prossimi mesi interesseranno soprattutto la porta monumentale delle fortificazioni del Bronzo medio, la cd. ‘Capanna tempio’ del Bronzo finale e un edificio chiesastico tardo-medievale nel settore orientale della penisola con annesse sepolture. I risultati di queste indagini saranno tempestivamente comunicati e illustrati nel sito: https://www.facebook.com/RocaArchaeologicalProject/?fref=ts curato dal dott. Teodoro Scarano.