Name
Maurizio Marinato
Organisation Name
Università degli Studi di Padova

Season Team

  • AIAC_3413 - Torba - 2013
    Il complesso di Torba, di proprietà del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), costituisce un'appendice verso la valle dell'Olona del castello tardoantico di Castelseprio. Le ricerche, che vi sono state condotte tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80, hanno documentato: (a) tre tratti della cortina difensiva che sale sulla sommità del colle: il primo compreso tra una torre a mezzacosta e un'area di frana; il secondo a est di questa fino ad una torre d'angolo; il terzo costituisce il perimetrale dell'edificio attualmente adibito a ristorante; (b) la torre d'angolo, conservata interamente in elevato, presenta più fasi costruttive con almeno una sopraelevazione al terzo livello, la cui cronologia dipende da un generico _ante quem_ rispetto al ciclo di affreschi che, tra IX e X secolo, ha decorato gli ambienti al secondo e terzo livello; (c) la chiesa di Santa Maria con quattro principali fasi costruttive, la cui cronologia e sequenza è ancora oggetto di discussione; (e) un'area cimiteriale, parzialmente indagata nel 1983 a sud della chiesa. Nella prima campagna di ricerche, condotta tra maggio e luglio 2013, sono stati perseguiti quattro obiettivi: (1) il completamento delle analisi stratigrafiche sulle murature in alzato della chiesa di Santa Maria, della Torre d'angolo e dell'edificio costruito a cavallo delle mura; (2) una valutazione archeologica dell'intera area di proprietà del FAI attraverso: (a) una preliminare campagna di prospezioni georadar (da parte di personale docente e tecnico dell'Università di Padova); (b) la pulizia delle sezioni esposte (risultato di precedenti scavi); (3) lo scavo a nord e a ovest della chiesa di Santa Maria, su una superficie di ca. 200 mq, al fine di documentare la qualità del deposito, la presenza di strutture e attività anteriori al cenobio e l'articolazione del complesso monastico. I risultati di queste indagini sono andate al di là delle aspettative, sia per quanto riguarda gli edifici già noti (Torre d'angolo ed edificio ad essa addossato, chiesa), sia per quanto riguarda lo scavo nei settori a nord e a ovest della chiesa. Hanno infatti dimostrato come esistano stratigrafie delle murature conservate in alzato e sepolte di grande interesse, che non solo ampliano di molto le nostre conoscenze sul complesso di Torba, ma si prestano anche per una ulteriore valorizzazione. In particolare: (a) ad ovest della chiesa sono state individuate due grosse murature di sostruzione del soprastante terrazzo, dove occorre estendere lo scavo per capire quale deposito archeologico vi sopravvive; (b) a nord della chiesa è stato scoperto un ambiente lungo quanto la chiesa e largo ca. 3 metri, utilizzato a lungo come area funeraria privilegiata, con sepolture riferibili alle varie fasi di vita del luogo di culto; (c) a cavallo del muro difensivo di V secolo, è stata messa in luce una porzione di un edificio costruito dopo la demolizione di almeno parte della cinta stessa e lo scavo andrà ampliato per poterlo indagare compiutamente.
  • AIAC_3419 - San Pietro in Ulivetto - 2004
    La piccola chiesa di San Pietro in Ulivetto (Bs) sorge isolata lungo la vecchia strada che da Limone portava verso Tremosine (Bs). Gli scavi condotti nel 2004 hanno chiarito la sequenza della chiesa (ad aula unica con abside rettangolare) e confermato la sua funzione funeraria a partire da una tomba del fondatore costruita contestualmente alla chiesa nell'VIII-IX secolo. Altri inumati deposti sia lungo i perimetrali sia nel piccolo sagrato adiacente ai lati sud ed ovest al meno fino al XIV secolo. Due murature in alzato conservate a sud e ad ovest della chiesa oggi con funzione di contenimento, per la tecnica costruttiva e per un'apertura nell’area centrale del muro sud, potrebbero in origine essere stati i perimetrali di un edificio, demolito per far spazio alla chiesa. L'edificio/ambiente doveva avere una dimensione non inferiore a 10.45x5.24 m. Le quote di fondazione delle due murature sono superiori da 10 a 50 cm, rispetto al livello dal quale sono state scavate le sepolture, per cui sono andati perduti i piani d'uso di pertinenza dell'edificio.
  • AIAC_3419 - San Pietro in Ulivetto - 2013
    Gli scavi, effettuati tra luglio e agosto 2013 nell’intera area a sud est della chiesa di San Pietro a Limone (Br), si sono preposti due obiettivi: identificare le caratteristiche del supposto contesto insediativo legato all’edificio religioso e costatare l'effettiva estensione dell’area funeraria esterna. Sotto gli strati superficiali sistemati a giardino, è stata identificata una sequenza in più periodi. Un primo periodo, rappresentato da uno strato naturale di clasti, tagliato dalla costruzione di un edificio altomedievale rettangolare di grandi dimensioni, conservato fino a un’altezza di 2.15 m (un saggio ha permesso di identificare un piano d’uso in battuto a oggi il più antico individuato). Segue uno strato di demolizione dell’edificio, su cui si sviluppano importanti strati di scaglie. Appartengono, infine, al periodo IV due buche: una riempita con vario materiale metallico riferibile alle vicissitudini del primo conflitto mondiale, la seconda con frammenti provenienti dalla chiesa (transenne in pietra delle monofore meridionali, frammenti di intonaco del vecchio campanile).