Name
Pat
Date Range
3000 BC – 2000 BC
1199 BC – 1 BC
Monuments
Sanctuary

Seasons

  • AIAC_3797 - Pat - 2015
    Da agosto a settembre 2015 si è svolto in Valle Camonica lo scavo di Ossimo-Pat, un esteso luogo di culto e cerimoniale all’aperto con un allineamento Nord-Sud di stele e massi menhir istoriati dell’età del Rame (IV-III millennio a.C.), posto al centro di due aree con tumuli/cenotafi e recinti a carattere votivo, già indagato tra 1994 e 2013 da parte della Soprintendenza Archeologia della Lombardia, sotto la direzione di chi scrive. Il santuario, abbandonato nell’età del Bronzo e di nuovo frequentato per tutta l’età del Ferro, rappresenta eccezionale espressione del fenomeno del megalitismo alpino che vede in Lombardia diffuse attestazioni in Valle Camonica e Valtellina e fa parte di un singolare paesaggio cultuale con altri siti coevi (Pat, Anvòia, Passagròp e Ceresolo-Bagnolo) ubicati su terrazzi di versante a ca. 800 m slm sull’altopiano di Ossimo-Borno. Obiettivi e motivazioni della ricerca: I principali obiettivi di un nuovo e definitivo intervento di scavo sono quelli già percorsi nel primo ciclo di indagini: 1. completare la documentazione della serrata sequenza stratigrafica del santuario dalla fase di fondazione, intorno alla metà del IV mill. a.C., fino al definitivo abbandono con la romanizzazione del territorio; 2. ricostruire le complesse vicende del sito (rituali praticati, azioni di trasformazione) nell’ambito della costruzione di un paesaggio rituale (straordinariamente mantenutosi nei millenni) in cui gli elementi importati dall’uomo (tumuli, allineamenti di stele, recinti votivi) dialogano con le emergenze naturali in un insieme inscindibile; 3. portare a termine lo studio della cultura materiale che rappresenta un complesso particolarmente significativo, per grado di conservazione e varietà tipologica e iconografica; 4. verificare il potenziale di fruizione del sito nell’ambito del Percorso tematico ai santuari megalitici calcolitici camuni. La Campagna di scavo 2015 ha interessato il Settore centrale con allineamento di monoliti istoriati che si snoda, con andamento N-S con le facce principali dei monumenti rivolte verso oriente, per una lunghezza di oltre 40 m, lungo l’orlo del terrazzo affacciato sulla Valle dell’Inferno. I monumenti vennero eretti a metà del IV mill. a.C., ma risultano poi subire più interventi di manipolazione, comprendente azioni di abbattimento, di frantumazione, di dislocazione, di re-istoriazione con cambio dell’iconografia maschile/femminile nel corso dei secoli, con alcune stele che, una volta abbattute o cadute, giacciono definitivamente a terra (“Pat 6, 11, 12, 13, 15, 16, 17, 18, 20, 24, 25 e 26”) e altre che permangono erette (“Pat 1, 2, 10, 19, 22 e 23”). Il santuario è infatti il risultato di più fasi di costruzione e di ristrutturazione. Nella fase di fondazione, nella prima età del Rame, i costruttori impostarono l’allineamento dei monoliti su una sorta di gradino naturale in corrispondenza di un salto di pendenza strutturato con una cordonatura di pietre lungo la quale furono posizionati i monumenti, che in questa prima fase presentano le c.d. incisioni topografiche e, in genere, figurazioni “femminili” (collane a più fili, pendagli a doppia spirale, elementi dell’abbigliamento), come si osserva sia nella successione stratigrafica delle figurazioni, sia in alcune delle stele abbattute dopo la prima fase del santuario e non più istoriate. A Nord dell’allineamento si estende un’area priva di monoliti e occupata da recinti circolari, costituiti da un doppio cerchio concentrico di pietre (alcune delle quali, con la parte figurativa capovolta, sono istoriate con i motivi topografici) con al centro una struttura rettangolare con perimetro in sassi, in forma di sepoltura, ma contenente solo offerte (cuspidi di freccia in selce in una, nell’altra un vaso e una collana di vaghi in pietra, secondo un rituale già praticato nei tumuli/cenotafi dell’area Sud). Lo scavo 2015 ha rivelato che la struttura circolare posta in adiacenza al lato Nord dell’allineamento di monoliti istoriati è una tomba a cista litica su piattaforma. All’interno, i resti della deposizione secondaria di resti ossei umani, ammonticchiati, e cuspidi di freccia e una lama di pugnale in selce. Il rinvenimento della sepoltura rappresenta un fatto nuovo nel sito di Pat e, in generale, nei santuari megalitici della Valle Camonica e Valtellina indagati in questi anni e induce ad attribuire al sito cerimoniale anche la valenza di luogo di culto ancestrale e funerario ed a considerare alcuni dei monumenti incisi come raffigurazioni degli “antenati”.
  • AIAC_3797 - Pat - 2016
    Dal 25 maggio all’8 luglio 2016 si è svolto in Valle Camonica lo scavo di Ossimo-Pat, un esteso santuario megalitico dell’età del Rame, con riprese di frequentazione tra Bronzo Finale ed età del Ferro. La Campagna di scavo 2016 ha interessato i seguenti Settori: • il Settore centrale con allineamento di stele e massi menhir istoriati, nel quale sono state indagate le fosse di alloggiamento dei monoliti dislocati (perché scivolati o caduti o abbattuti). Procedendo da Sud verso Nord si sono indagate le fosse delle stele “Pat 22, 23, 24, 26, 13,15, 11e 12”, rilevandone la scarsa profondità (15-20 cm), anche in presenza di monoliti imponenti che superano i 2 m di altezza, l’uso di pietre di inzeppatura, in genere collocate lungo il lato a monte, cioè quello occidentale, la natura del riempimento, quasi sempre terreno limo-sabbioso, del tutto privo di reperti archeologici, salvo minuti frustoli carboniosi (nelle fosse di “Pat 23, 26, 11”); • il Settore settentrionale con recinti votivi. A Nord dell’allineamento di monoliti si estende un’area disseminata di recinti a doppio cerchio di pietre e struttura rettangolare interna (già scavati i circoli US 174, 173 ed ES 2), contenenti offerte “maschili” (cuspidi di freccia) o “femminili” (collana a più fili in perle di pietra e vaso) che attestano la reiterata frequentazione cerimoniale di questi luoghi di culto. Tra monoliti e circoli si trova la struttura sepolcrale in cista litica su piattaforma circolare in pietre scavata nel 2015 (US 227), pertinente ad un individuo maschile adulto (studio antropologico di Simona Marongiu). L’indagine del circolo 242 mostra una diversa struttura rispetto ai circoli scavati in precedenza che avevano all’interno del doppio cerchio di pietre una struttura rettangolare orientata NE-SO contenente le offerte. Il circolo 242, invece, presenta al centro una struttura circolare colma di pietrame sotto il quale sono deposte (e occultate) le offerte consistenti in cuspidi di freccia in selce di accurata fattura; • il Settore meridionale dei tumuli-cenotafi, dove si è scavato il Tumulo C con strutture connesse. Il tumulo C (US 256) ha forma circolare, con diametro E-O di m 5,05, N-S di 4,80 ca., copertura in sassi di medie dimensioni, perimetro in sassi più grossi infitti a coltello nel terreno. L’altezza del cumulo di pietre è di ca. 30 cm. Sopra è attestata una copertura in terra. Al centro si trova una struttura di forma sub-rettangolare con perimetro in pietre (US 271) e allineamento N-S, misurante m 2,30 N-S e 1,70 E-O e colmata da pietrame a scarsa matrice (US 286). Tolti i sassi che la colmavano, la struttura presenta il fondo regolarizzato nella parte Nord da pietre lastriformi (US 274) messe di piatto, in corrispondenza delle quali si rinvengono 15 punte di freccia in selce mentre un pugnale litico spezzato stava nella parte Sud. A breve distanza dal perimetro Sud ed Est del tumulo C si evidenziano anche altre strutture accessorie rispetto al tumulo, di forma circolare, due delle quali attribuibili a buchi per palo (segnacoli lignei?). Infine, una parte consistente delle ricerche è stata dedicata alla documentazione sul campo dei monumenti incisi rimasti in situ, tramite frottage, rilievo a contatto, foto digitali e 3D.
  • AIAC_3797 - Pat - 2018
    Dal 2 giugno al 27 luglio 2018 si è svolto in Valle Camonica lo scavo di Ossimo-Pat, un santuario megalitico dell’età del Rame (con riprese di frequentazione tra Bronzo Finale ed età del Ferro fino al II-I sec. a.C.), esteso per oltre 4.000 mq all’estremità orientale di un terrazzo di versante affacciato sulla valle dell’Inferno, a quota 812 m slm. La Campagna di scavo 2018 ha interessato la parte del santuario caratterizzata dall’allineamento Nord-Sud di monoliti istoriati calcolitici (27 monumenti, tra stele e massi menhir di H variabile tra 0,40 e 2,95 m). Qui si è continuata l’indagine stratigrafica delle fosse di alloggiamento dei monumenti istoriati dislocati (perché scivolati o caduti o abbattuti nella fase di ristrutturazione del santuario nella seconda metà del III mill. a.C.). Si sono scavate le fosse di Pat 1 (dove si sono trovati anche frr. incisi del monolito, abbattuto e dislocato alcuni metri a Est), Pat 13, 14, 22 e 24. Un secondo settore di intervento ha interessato l’area a Ovest dell’allineamento dove tre trincee (T. 1, 2 e 3) aperte nel 2017 e finalizzate alla verifica dell’esistenza o meno del deposito archeologico sono state ultimate. Lo scavo delle trincee 1 e 2, nella fascia a Ovest dell’allineamento, permette di chiarire che lo strato di riporto di ghiaino US 170, che costituisce un livellamento artificiale operato in una fase di ristrutturazione del santuario, si va assottigliando fino a scomparire verso Ovest. Questo significa che siamo in presenza di una diversa organizzazione dello spazio tra l’area dei monoliti e la zona a monte che nelle trincee 1 e 2 non sembra presentare strutturazioni di rilievo. Infine, si è completata la documentazione grafica dei monoliti rinvenuti a Pat, conservati in situ o esposti nel MuPRE-Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, con l’innovativo metodo elaborato proprio in questo sito di culto e cerimoniale (RONDINI 2018).

Media

Name
Pat
Year
2015
Summary
it Da agosto a settembre 2015 si è svolto in Valle Camonica lo scavo di Ossimo-Pat, un esteso luogo di culto e cerimoniale all’aperto con un allineamento Nord-Sud di stele e massi menhir istoriati dell’età del Rame (IV-III millennio a.C.), posto al centro di due aree con tumuli/cenotafi e recinti a carattere votivo, già indagato tra 1994 e 2013 da parte della Soprintendenza Archeologia della Lombardia, sotto la direzione di chi scrive.

Il santuario, abbandonato nell’età del Bronzo e di nuovo frequentato per tutta l’età del Ferro, rappresenta eccezionale espressione del fenomeno del megalitismo alpino che vede in Lombardia diffuse attestazioni in Valle Camonica e Valtellina e fa parte di un singolare paesaggio cultuale con altri siti coevi (Pat, Anvòia, Passagròp e Ceresolo-Bagnolo) ubicati su terrazzi di versante a ca. 800 m slm sull’altopiano di Ossimo-Borno.

Obiettivi e motivazioni della ricerca:

I principali obiettivi di un nuovo e definitivo intervento di scavo sono quelli già percorsi nel primo ciclo di indagini:
1. completare la documentazione della serrata sequenza stratigrafica del santuario dalla fase di fondazione, intorno alla metà del IV mill. a.C., fino al definitivo abbandono con la romanizzazione del territorio;
2. ricostruire le complesse vicende del sito (rituali praticati, azioni di trasformazione) nell’ambito della costruzione di un paesaggio rituale (straordinariamente mantenutosi nei millenni) in cui gli elementi importati dall’uomo (tumuli, allineamenti di stele, recinti votivi) dialogano con le emergenze naturali in un insieme inscindibile;
3. portare a termine lo studio della cultura materiale che rappresenta un complesso particolarmente significativo, per grado di conservazione e varietà tipologica e iconografica;
4. verificare il potenziale di fruizione del sito nell’ambito del Percorso tematico ai santuari megalitici calcolitici camuni.
La Campagna di scavo 2015 ha interessato il Settore centrale con allineamento di monoliti istoriati che si snoda, con andamento N-S con le facce principali dei monumenti rivolte verso oriente, per una lunghezza di oltre 40 m, lungo l’orlo del terrazzo affacciato sulla Valle dell’Inferno.

I monumenti vennero eretti a metà del IV mill. a.C., ma risultano poi subire più interventi di manipolazione, comprendente azioni di abbattimento, di frantumazione, di dislocazione, di re-istoriazione con cambio dell’iconografia maschile/femminile nel corso dei secoli, con alcune stele che, una volta abbattute o cadute, giacciono definitivamente a terra (“Pat 6, 11, 12, 13, 15, 16, 17, 18, 20, 24, 25 e 26”) e altre che permangono erette (“Pat 1, 2, 10, 19, 22 e 23”). Il santuario è infatti il risultato di più fasi di costruzione e di ristrutturazione. Nella fase di fondazione, nella prima età del Rame, i costruttori impostarono l’allineamento dei monoliti su una sorta di gradino naturale in corrispondenza di un salto di pendenza strutturato con una cordonatura di pietre lungo la quale furono posizionati i monumenti, che in questa prima fase presentano le c.d. incisioni topografiche e, in genere, figurazioni “femminili” (collane a più fili, pendagli a doppia spirale, elementi dell’abbigliamento), come si osserva sia nella successione stratigrafica delle figurazioni, sia in alcune delle stele abbattute dopo la prima fase del santuario e non più istoriate.

A Nord dell’allineamento si estende un’area priva di monoliti e occupata da recinti circolari, costituiti da un doppio cerchio concentrico di pietre (alcune delle quali, con la parte figurativa capovolta, sono istoriate con i motivi topografici) con al centro una struttura rettangolare con perimetro in sassi, in forma di sepoltura, ma contenente solo offerte (cuspidi di freccia in selce in una, nell’altra un vaso e una collana di vaghi in pietra, secondo un rituale già praticato nei tumuli/cenotafi dell’area Sud).

Lo scavo 2015 ha rivelato che la struttura circolare posta in adiacenza al lato Nord dell’allineamento di monoliti istoriati è una tomba a cista litica su piattaforma. All’interno, i resti della deposizione secondaria di resti ossei umani, ammonticchiati, e cuspidi di freccia e una lama di pugnale in selce.

Il rinvenimento della sepoltura rappresenta un fatto nuovo nel sito di Pat e, in generale, nei santuari megalitici della Valle Camonica e Valtellina indagati in questi anni e induce ad attribuire al sito cerimoniale anche la valenza di luogo di culto ancestrale e funerario ed a considerare alcuni dei monumenti incisi come raffigurazioni degli “antenati”.
en The site of Osimo-Pat in the Val Camonica, is an extensive open-air cult and ceremonial site with a north-south alignment of stele and menhir decorated with figured scenes, dating to the Copper Age (4th-3rd millennium B.C.), at the centre of two areas with tumuli/cenotaphs and votive enclosures (investigated between 194 and 2013 by the Archaeological Superintendency for Lombardy). The sanctuary, abandoned in the Bronze Age and reused throughout the Iron Age, represents an exceptional expression of the phenomenon of Alpine megalithism of which there are widespread examples in the Val Camonica and Valtellina. It forms part of an unusual cult landscape together with other coeval sites (Pat, Anvòia, Passagròp and Ceresolo-Bagnolo) situated on terraces at 800 m a.sl. on the uplands of Ossimo-Borno.
Research objectives. The level of the contexts preservation, the ritual events that distinguished it for three millennia, and the exceptional number of figured monoliths found _in_ _situ_ (over 30 elements between menhirs and stones with topographic representations) make Pat a site of extraordinary scientific importance. The 2015-2016 excavations aimed to complete the investigation of the open sectors, define the project for the enhancement of the site, as part of the network of prehistoric megalithic sites “Arte rupestre della Valle Camonica”created by UNESCO between 2005 and the present, and proceed with the publication of the excavation.
The main objectives of a new and definitive excavation are those of the first cycle of investigations:
1. to complete the documentation of the sanctuaries stratigraphic sequence from the foundation around the mid 4th millennium B.C. until its final abandonment when the territory was Romanised;
2. to reconstruct the complex vicissitudes of the site (rituals practiced, transformations) within the context of the creation of a ritual landscape (that extraordinarily survived over the millennia) in which the manmade elements (tumuli, rows of stele, votive enclosures) converse with the natural features in an indissoluble whole;
3. to complete the study of the material culture whose level of preservation and typological and iconographic variety make it a particularly significant complex;
4. to check the potential for opening the site to visitors as part of a thematic itinerary of megalithic Chalcolithic Camunian sanctuaries.

In 2015, excavations took place in the central sector with a row of figured monoliths winding on a north-south alignment, with the main faces of the monuments facing east, for 40 m along the edge of the terrace overlooking the Valle dell’Inferno.
The monuments were erected in about the middle of the 4th millennium B.C., but later underwent various interventions including being knocked down, broken up, moved and re-decorated with alterations to the male/female iconography during the centuries, with some stele remaining definitively on the ground once they were knocked down or fell (“Pat 6, 11, 12, 13, 15, 16, 17, 18, 20, 24, 25 and 26”) and others that remained standing (“Pat 1, 2, 10, 19, 22 and 23”). Indeed, the sanctuary is the result of several phases of construction and reconstruction. During the foundation phase, in the early Copper Age, the builders set out the row of monoliths on a sort of natural step in correspondence with a change in height marked by a cordon of stones along which the monuments were positioned. In this phase the monuments present the so-called topographic carvings and “feminine” elements (necklaces with several strands, double-spiral pendants, items of clothing), as can be seen in the stratigraphic succession of the figures, and on some of the stele that were knocked down after the sanctuary’s first phase and were not decorated further.

To the north of this row there is an area free of monoliths that is occupied by circular enclosures, constituted by a double concentric circle of stones (some of which, with the decorated part upside down, present topographical motifs) with, in the centre, a rectangular structure with a perimeter of stones. This structure takes the form of a burial but contains only offerings (flint arrowheads in one, in another a vase and a necklace of stone beads, according to a ritual already practiced in the tumuli/cenotaphs in the southern area).
The 2015 excavations revealed that the circular structure situated close to the north side of the row of figured monoliths is a stone cist tomb on a platform. It contained a pile of human bones in secondary deposition, and a flint arrowhead and dagger.
The discovery of the burial represents a new element for the site of Pat and for the megalithic sanctuaries of the Val Camonica and Valtellina investigated during these years. The find suggests that the ceremonial site was also used for funerary purposes and as a place of ancestral cult and that some of the incised monuments were representations of the “ancestors”.

Media

Name
Pat
Year
2016
Summary
it Dal 25 maggio all’8 luglio 2016 si è svolto in Valle Camonica lo scavo di Ossimo-Pat, un esteso santuario megalitico dell’età del Rame, con riprese di frequentazione tra Bronzo Finale ed età del Ferro.

La Campagna di scavo 2016 ha interessato i seguenti Settori:
• il Settore centrale con allineamento di stele e massi menhir istoriati, nel quale sono state indagate le fosse di alloggiamento dei monoliti dislocati (perché scivolati o caduti o abbattuti). Procedendo da Sud verso Nord si sono indagate le fosse delle stele “Pat 22, 23, 24, 26, 13,15, 11e 12”, rilevandone la scarsa profondità (15-20 cm), anche in presenza di monoliti imponenti che superano i 2 m di altezza, l’uso di pietre di inzeppatura, in genere collocate lungo il lato a monte, cioè quello occidentale, la natura del riempimento, quasi sempre terreno limo-sabbioso, del tutto privo di reperti archeologici, salvo minuti frustoli carboniosi (nelle fosse di “Pat 23, 26, 11”);

• il Settore settentrionale con recinti votivi. A Nord dell’allineamento di monoliti si estende un’area disseminata di recinti a doppio cerchio di pietre e struttura rettangolare interna (già scavati i circoli US 174, 173 ed ES 2), contenenti offerte “maschili” (cuspidi di freccia) o “femminili” (collana a più fili in perle di pietra e vaso) che attestano la reiterata frequentazione cerimoniale di questi luoghi di culto.
Tra monoliti e circoli si trova la struttura sepolcrale in cista litica su piattaforma circolare in pietre scavata nel 2015 (US 227), pertinente ad un individuo maschile adulto (studio antropologico di Simona Marongiu).
L’indagine del circolo 242 mostra una diversa struttura rispetto ai circoli scavati in precedenza che avevano all’interno del doppio cerchio di pietre una struttura rettangolare orientata NE-SO contenente le offerte. Il circolo 242, invece, presenta al centro una struttura circolare colma di pietrame sotto il quale sono deposte (e occultate) le offerte consistenti in cuspidi di freccia in selce di accurata fattura;

• il Settore meridionale dei tumuli-cenotafi, dove si è scavato il Tumulo C con strutture connesse. Il tumulo C (US 256) ha forma circolare, con diametro E-O di m 5,05, N-S di 4,80 ca., copertura in sassi di medie dimensioni, perimetro in sassi più grossi infitti a coltello nel terreno. L’altezza del cumulo di pietre è di ca. 30 cm. Sopra è attestata una copertura in terra.
Al centro si trova una struttura di forma sub-rettangolare con perimetro in pietre (US 271) e allineamento N-S, misurante m 2,30 N-S e 1,70 E-O e colmata da pietrame a scarsa matrice (US 286). Tolti i sassi che la colmavano, la struttura presenta il fondo regolarizzato nella parte Nord da pietre lastriformi (US 274) messe di piatto, in corrispondenza delle quali si rinvengono 15 punte di freccia in selce mentre un pugnale litico spezzato stava nella parte Sud.
A breve distanza dal perimetro Sud ed Est del tumulo C si evidenziano anche altre strutture accessorie rispetto al tumulo, di forma circolare, due delle quali attribuibili a buchi per palo (segnacoli lignei?).
Infine, una parte consistente delle ricerche è stata dedicata alla documentazione sul campo dei monumenti incisi rimasti in situ, tramite frottage, rilievo a contatto, foto digitali e 3D.
en This season’s excavations on the site of Osimo-Pat in the Val Camonica, a large Copper Age megalithic sanctuary with renewed occupation in the Final Bronze and Iron Ages, took place in the following sectors:
• The central sector with the row of decorated stele and menhirs. The pits in which the dislodged monoliths (slipped, fallen of knocked down) had stood were investigated. From north to south the pits for stele “Pat 22, 23, 24, 26, 13,15, 11 and 12”, were excavated, which revealed they were shallow (15-20 cm), even though they housed monoliths over 2 m in height; the use of wedge stones, usually situated on the uphill side, that is to the west; the nature of the fill, almost always sandy-silt soil; the absence of archaeological finds in the fill apart from minute charcoal fragments (in pits “Pat 23, 26, 11”);
• the northern sector with the votive enclosures. North of the row of monoliths there is an area of enclosures formed by double stone circles and internal rectangular structure (circles US 174 and 173 were excavated previously) containing “masculine” (arrowheads) of “feminine” (necklace with several strands of stone beads, a vase) offerings.
A lithic cist burial on a platform (excavated in 2015, US 227) is situated between the monoliths and circles.
• the southern sector with the tumuli-cenotaphs, where Tumulus C (US 256) and associated structures was excavated. Circular in shape, its E-W diameter is 5.05 m, the N-S diameter c. 4.80 m. It has a covering of medium-sized stones and a perimeter of larger stones fixed vertically into the ground. The accumulation of stones is c. 30 cm high.
At the centre is a sub-rectangular structure with a perimeter of stones (US 217). It is aligned N-S and measures 2.30 m N-S and 1.70 m E-W and is filled with stones in a scarce matrix (US 286). Once the stones were removed, the structure presented a floor levelled in the northern part with horizontally placed slab-like stones (US 274), in correspondence with which there were five flint arrowheads. A broken stone dagger was found in the southern part of the structure.
A short distance from the south and eastern edges of Tumulus C there were circular features associated with the tumulus, two of which probable postholes (for wooden grave markers?).

Lastly, a substantial part of the research was dedicated to the recording in the field of the incised monuments that are still _in_ _situ_, using rubbing, tracing, digital and 3D photography.

Media

Name
Pat
Year
2018
Summary
it Dal 2 giugno al 27 luglio 2018 si è svolto in Valle Camonica lo scavo di Ossimo-Pat, un santuario megalitico dell’età del Rame (con riprese di frequentazione tra Bronzo Finale ed età del Ferro fino al II-I sec. a.C.), esteso per oltre 4.000 mq all’estremità orientale di un terrazzo di versante affacciato sulla valle dell’Inferno, a quota 812 m slm.

La Campagna di scavo 2018 ha interessato la parte del santuario caratterizzata dall’allineamento Nord-Sud di monoliti istoriati calcolitici (27 monumenti, tra stele e massi menhir di H variabile tra 0,40 e 2,95 m). Qui si è continuata l’indagine stratigrafica delle fosse di alloggiamento dei monumenti istoriati dislocati (perché scivolati o caduti o abbattuti nella fase di ristrutturazione del santuario nella seconda metà del III mill. a.C.). Si sono scavate le fosse di Pat 1 (dove si sono trovati anche frr. incisi del monolito, abbattuto e dislocato alcuni metri a Est), Pat 13, 14, 22 e 24.

Un secondo settore di intervento ha interessato l’area a Ovest dell’allineamento dove tre trincee (T. 1, 2 e 3) aperte nel 2017 e finalizzate alla verifica dell’esistenza o meno del deposito archeologico sono state ultimate. Lo scavo delle trincee 1 e 2, nella fascia a Ovest dell’allineamento, permette di chiarire che lo strato di riporto di ghiaino US 170, che costituisce un livellamento artificiale operato in una fase di ristrutturazione del santuario, si va assottigliando fino a scomparire verso Ovest. Questo significa che siamo in presenza di una diversa organizzazione dello spazio tra l’area dei monoliti e la zona a monte che nelle trincee 1 e 2 non sembra presentare strutturazioni di rilievo.

Infine, si è completata la documentazione grafica dei monoliti rinvenuti a Pat, conservati in situ o esposti nel MuPRE-Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, con l’innovativo metodo elaborato proprio in questo sito di culto e cerimoniale (RONDINI 2018).

Media

  • Poggiani Keller 2018
    R. Poggiani Keller, 2018, Copper Age ancestral sanctuaries and landscapes in Valle Camonica, in E. Herring, E. O’Donoghue eds., The Archaeology of Death, Proceedings of the Seventh Conference of Italian Archaeology held at the National University of Ireland, Galway, Aprile 16-18, 2016, Papers in Italian Archaeology VII, Archaeopress AArchaeology, Oxford: 431-442.
  • Rondini 2018
    P. Rondini, 2018, Digital rocks. An integrated approach to rock art recording: the case study of Ossimo-Pat (Valle Camonica), monolith 23, “Archeologia e calcolatori”, 29, 2018: 259-278.
  • Galli et al. c.s.
    A. Galli, L. Panzieri, M. Martini, F. Maspero, E. Sibilia, L. Kakani, P. Rondini, R. Poggiani Keller, c.s., Rock surface luminescence dating of monliths from the megalithic sanctuary of Ossimo-Pat (Valle Camonica, Italy), ISA 2018, 42nd International Symposium on Archaeometry, Merida-Mexico.

Location

Location
Ossimo
Easting
10.249914
Northing
45.963273
Country
Italy
Admin Level 1
Lombardy
Admin Level 2
Province of Brescia
Admin Level 3
Ossimo