- Item
- AIAC_2302
- Name
- Aquinum
- Date Range
- 200 BC – 400
- 1200 – 1300
Seasons
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AIAC_2302 - Aquinum - 2009L’antica città di _Aquinum_ sorgeva nella media valle del Liri, ai piedi del gruppo del monte Cairo (m. 1.669) in una vasta area pianeggiante lambita ad est da tre antichi laghi oggi prosciugati e bonificati (Vallone di Aquino), dove scorre un corso d’acqua, affluente di sinistra del Liri, denominato Le Forme d’Aquino. La moderna cittadina di Aquino non sorge in corrispondenza dell’area dove in passato venne edificata la _Aquinum_ romana, essendo situata più ad ovest, oltre il vallone. Tra le attività di ricerca portate avanti dal Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento a Lecce, si inserisce il “Progetto Ager Aquinas”, indagine territoriale avviata nel 1998 con le ricerche sul campo, che ha prodotto la restituzione aerofotogrammetrica numerica a scala 1:2000 dell’area urbana e sub-urbana della città antica, finalizzata alla redazione della carta archeologica e alla ricostruzione dell’impianto urbano. Le indagini topografiche, supportate da un meticoloso lavoro di fotointerpretazione delle immagini aeree, dalle prospezioni geofisiche e dall’avvio - a partire dal 2005 - di uno specifico programma di ricognizione aerea del territorio a bassa quota, hanno portato alla ricostruzione dell’impianto urbano dell’antica _Aquinum_ e, nello specifico, all’individuazione di un settore residenziale nell’area centrale della città antica, con edifici isolati allineati lungo gli assi stradali. Tenendo in considerazione tali fattori, quindi, il programma dei lavori per la campagna di scavo 2009 ad _Aquinum_ ha comportato l’apertura di due saggi esplorativi nell’ambito di questa area centrale della città - individuata grazie alle immagini aeree e geofisiche - il cui interesse archeologico è richiamato dal toponimo “San Pietro Vetere”, ma che fino ad oggi non aveva restituito particolari elementi utili per la definizione dell’impianto urbano. Nel primo saggio è stata portata in luce una struttura muraria in opera reticolata orientata E-O, interessata da interventi di spoliazione cominciati in età tardo-antica e protrattisi fino ad epoca medievale. Nella zona del saggio a sud del muro sono inoltre venuti in luce elementi lapidei della crepidine o del marciapiede pertinente ad un asse viario con medesimo orientamento. Nel secondo saggio esplorativo, realizzato a nord-est rispetto al primo, sono state riportate in luce strutture murarie pertinenti a diversi ambienti riconducibili ad un edificio termale, forse a carattere pubblico. Si distinguono almeno tre diversi vani, di cui un primo interpretabile come _caldarium_ o _laconicum_, per la presenza di _suspensurae_ del pavimento e tubuli lungo le pareti, un secondo come un piccolo vano di disimpegno mosaicato che permetteva l’ingresso vero e proprio all’impianto e un terzo vano aperto interpretabile come spogliatoio _apodyterium_, in cui si segnala la presenza di un’iscrizione musiva (I sec. d.C.) collocata all’interno di una _tabula ansata_ con l’attestazione di due personaggi, probabili promotori o restauratori di un ambiente dell’edificio termale.
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AIAC_2302 - Aquinum - 2010Nei mesi di Giugno e Luglio 2010 si è svolta la seconda campagna di scavi nell’area urbana dell’antica _Aquinum_ (località San Pietro Vetere). Le attività hanno coinvolto anche quest’anno studenti, archeologi specializzandi e dottorandi provenienti dall’Università del Salento, con la partecipazione del CNR ITABC di Roma per ciò che riguarda le indagini geofisiche. Lo scavo è stato caratterizzato dall’approfondimento e dall’ampliamento di entrambi i saggi di scavo aperti nel corso della campagna del 2009. Il primo saggio ha comportato lo scavo di una tomba infantile. La tomba, di datazione incerta, era composta da materiale architettonico di riutilizzo e conteneva gli scheletri di tre bambini dall’età compresa tra i 2 e i 4 anni. Di particolare interesse sono risultate le indagini del secondo saggio aperto, nell’area dell’impianto termale individuato nella precedente campagna. Le ricerche sono state mirate, oltre che all’approfondimento, anche all’allargamento dello scavo verso Sud e verso Nord. L’apertura verso Sud ha portato all’identificazione di un ampio ambiente riscaldato (probabilmente un _calidarium_), le cui pareti erano rivestite da tubuli e da lastre marmoree, e di uno spazio esterno pavimentato in cocciopesto (a Sud e a Est). L’estensione delle indagini a Nord, invece, ha permesso di evidenziare la presenza di ulteriori vani pertinenti al complesso termale, di cui non è possibile allo stato attuale definire il perimetro ad Ovest poiché esso ricade al di là del limite di scavo. Inoltre ha evidenziato fosse di età post-romana, un muro in blocchi di riutilizzo di età medievale e diversi ambienti di epoca romana le cui murature (in _opus reticulatum_ ma non sempre coeve) evidenziano la presenza di diverse fasi costruttive, volte all’allargamento o al cambio di destinazione d’uso degli ambienti del complesso termale. Nel settore centrale dello scavo, a Nord del _calidarium_ individuato nella campagna del 2009, è stata scoperta e indagata una tomba. Al momento dello scavo la sepoltura risultava parzialmente sconvolta dai lavori agricoli. Era addossata ad un muro dell’impianto termale e il fondo era costituito da materiale di riutilizzo (tegole fratte e mattoni); essa conteneva tre individui sepolti in periodi successivi. La datazione è da fissare al medioevo, quando l’edificio termale cessa di esistere in quanto tale e le sue strutture vengono riutilizzate a fini funerari. Parzialmente esplorato è stato anche il sistema fognario ipogeo, caratterizzato da un tunnel principale orientato nord-sud e da diverse diramazioni ortogonali.
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AIAC_2302 - Aquinum - 2011La terza campagna di scavi (Giugno e Luglio 2011) nell’area urbana di _Aquinum_ (San Pietro Vetere, Castrocielo-FR-) ha visto la partecipazione di studenti, archeologi specializzati e specializzandi dall’Università del Salento e da altre Università italiane, e la presenza, anche quest’anno, del CNR di Roma. Lo scavo ha riguardato principalmente l’allargamento del saggio dell’area delle terme pubbliche. Nel corso della campagna sono stati acquisiti nuovi dati sull’articolazione delle terme e le sue fasi di vita: è stato indagato interamente un ambiente, caratterizzato da tubuli, _suspensurae_ e da un _preafurnium_ sul lato ovest, da interpretare con certezza come un _calidarium_, collegato a N ad un altro ambiente riscaldato, più piccolo, definibile come _tepidarium_. I diversi marmi _in situ_ e i resti delle strutture hanno permesso di ricostruire l’aspetto originario-pregevole dell’ambiente, caratterizzato da un rivestimento, sia sul pavimento che sulle pareti, di marmi colorati. Particolarmente interessante è stata l’indagine integrale dell’ambiente F, le cui murature appartengono a diverse fasi. Dopo l’asportazione del piano pavimentale lo spazio, di forma quadrangolare, stato utilizzato forse come immondezzaio nella fase di abbandono o rifunzionalizzazione delle terme. La sequenza stratigrafia dell’ambiente è fondamentale per la comprensione delle fasi di vita del complesso, grazie alla notevole quantità di reperti ceramici la cui cronologia va dal I sec. a.C. fino al IV sec. d.C. Nel settore nord dello scavo sono stati individuati i limiti del complesso termale, delimitato da un decumano orientato E-O. La strada presenta vari interventi di restauro sulle _crepidines_ ed è quasi interamente basolata, ad eccezione di un breve tratto glareato. Ne settore est lo scavo è stato ulteriormente allargato scoprendo un grande ambiente con mosaico bicromo a tessere bianche e crocette nere, caratterizzato molto probabilmente da due diverse fasi. Sotto il pavimento correva l’impianto di distribuzione dell’acqua. Connesso a quest’ultimo, nella parte centrale si trova una piccola vasca originariamente rivestita in marmo, interpretabile come resti di una fontana o un bacino lustrale. A nord e sud vi sono altri due ambienti, non ancora indagati interamente. I muri in _opus latericium_ avevano un rivestimento in lastre marmoree, come del resto molti degli ambienti finora messi in luce. Sull’angolo SE del muro è stata rinvenuta una tomba, costruita con materiale architettonico di riutilizzo e coperta con un bipedale proveniente da uno degli ambienti riscaldati. All’interno della tomba vi erano numerose resti scheletrici non in connessione, pertinenti almeno a 5 bambini dell’età compresa tra 1 e 6 anni. Unico indizio cronologico per proporre una datazione della sepoltura è rappresentato d una moneta rinvenuta in stratigrafia, databile al V sec. d.C.
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AIAC_2302 - Aquinum - 2012Le indagini hanno interessato il settore Sud e Ovest degli ambienti centrali delle terme e hanno permesso di individuare nuovi ambienti riscaldati. Il più grande è stato riconosciuto come _caldarium_ delimitato da due vasche, di cui una semicircolare con _tubuli_ fittili ancora _in situ_. Si è proceduto a un ampliamento nel settore Est delle terme, dove è stato messo in luce il piano pavimentale mosaicato _frigidarium_, con _tabula_ ansata ed iscrizione, che reca un motivo di fiori neri su fondo bianco entro una doppia fascia in tessere di ardesia nere; il pavimento mostra nella sua porzione centrale un emblema quadrato bordato da una doppia fascia di tessere nere, con al centro un motivo a esagoni neri su fondo bianco. A Nord e a Sud del grande ambiente sono state portate in luce due vasche rettangolari con banchine in opera mista rivestite di intonaco e preparazione per l’allettamento delle lastrine marmoree. È proseguita l’indagine del decumano orientato E-O, che delimita il limite Nord del complesso termale, scoperto per una lunghezza complessiva di mt 38 ca. Il tracciato risulta pressoché conservato, fatta eccezione per alcune lacune dovute a fosse di spoliazione. Il basolato era coperto da battuti che hanno restituito frammenti ceramici, monete, chiodi, placchette bronzee. L’analisi dei materiali ha permesso di collocare le fasi di vita dei piani pavimentali tra la prima metà del III e l’inizio del IV secolo d.C. Lungo il limite nord-occidentale dell’area di scavo sono stati messi in luce quattro ambienti: il primo vano che si incontra da Est è l’Ambiente M, probabile corridoio di servizio, che conserva parte della pavimentazione originale in bipedali in laterizio. Una soglia in marmo segna il passaggio ad Ovest tra questo e un grande ambiente rettangolare con pareti rivestite di intonaco rosso. La pavimentazione è costituita da un mosaico con tessere bianche delimitate da una cornice di tessere in ardesia. Il successivo ambiente, con pavimento in mosaico bianco e concrezioni calcaree sulla superficie, è stato identificato come _natatio_; la vasca è delimitata da murature in opera laterizia, foderate da intonaco rivestito da lastre di marmo. Gli strati di crollo hanno restituito numerose tessere di pasta vitrea colorata, probabile decorazione del soffitto. Addossata alla parete perimetrale Ovest della vasca è stata rinvenuta una tomba a cassone in blocchi di riutilizzo in travertino locale. All’interno della tomba erano resti scheletrici pertinenti ad almeno 3 individui. L’ultimo ambiente portato in luce è stato identificato come latrina. Lungo i quattro lati si conserva una canaletta adibita al passaggio delle acque bianche, costituita da blocchi in calcare, mentre al centro del lato occidentale è visibile una vaschetta per le abluzioni. All’interno della canaletta per lo scarico delle acque nere sono stati rinvenuti i bancali in marmo. La pavimentazione è costituita da un mosaico figurato con tessere bianche e nere. All’interno di una bordura in tessere di ardesia è stata identificata una rappresentazione di “ambiente nilotico”. All’interno di un’imbarcazione è raffigurato l’amplesso tra un uomo e una donna, ai lati dei quali sono due pigmei: il primo nell’atto di condurre l’imbarcazione, il secondo nell’atto di cacciare. A destra della raffigurazione centrale sono un coccodrillo e un volatile; a sinistra, in alto, è un secondo volatile, mentre in basso doveva essere un altro animale, non identificabile.
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AIAC_2302 - Aquinum - 2013Le indagini archeologiche si sono concentrate in vasti settori posti a Nord e ad Ovest degli ambienti centrali; contemporaneamente si è proceduto ad alcuni interventi mirati nel settore orientale, con la finalità di portare in luce le due vasche del _frigidarium_. E' proseguita, infine, la ricerca nel settore della strada, dove è stato anche aperto un saggio vòlto all'individuazione delle fasi che hanno preceduto l’impianto della via basolata. Nel settore orientale dell’edificio è stato completato lo scavo della vasca settentrionale del _frigidarium_; le operazioni hanno permesso di portare in luce il piano pavimentale, del quale si conservava solo la preparazione in cocciopesto che mostra ancora le tracce in negativo delle lastre marmoree che un tempo la rivestivano. Nell’angolo sud-occidentale della vasca è stata individuata una canaletta per il deflusso delle acque, realizzata con un tubo fittile parzialmente conservato. Si è poi proceduto con lo scavo della vasca meridionale, che presentava strati di riempimento costituiti da un crollo di tegole relativo alla copertura originaria del vano e da uno strato di intonaci figurati policromi pertinenti al crollo della decorazione parietale e del soffitto. La rimozione completa di tali livelli ha permesso di mettere in luce il rivestimento in lastre marmoree della vasca. Dallo strato di crollo, infine, proviene una testa in marmo bianco raffigurante un Eracle barbato con capo ricoperto da pelle di pantera (larghezza max. m. 0,12; h m 0,21 ca.). È proseguita l’indagine del settore immediatamente ad Ovest della latrina (Amb. P, posto nel settore NO delle Terme). È stato possibile riconoscere un nuovo ingresso, evidenziato da una soglia in calcare locale, all’impianto termale dalla strada basolata che delimita l’edificio a Nord, e sei vani (Ambienti Q, Z, Y, W, 1, 2), di cui solo uno completamente scavato (Q). Tra questi: l’Ambiente 2 è stato riconosciuto come un corridoio con pavimento in _opus spicatum_; l’Ambiente 1 non è stato scavato integralmente per favorire la conservazione dell’apparato decorativo dei muri perimetrali costituito da intonaci policromi ancora in _situ_; l’Ambiente W, indagato solo nella sua porzione settentrionale, ha restituito una pavimentazione musiva a motivi di rombi e losanghe realizzata con tessere bianche e nere; l’Ambiente Q, piccolo disimpegno di forma rettangolare che consentiva il passaggio dall’Amb. W alla latrina, ha restituito, nella sola porzione occidentale, resti di pavimentazione in tessere musive in calcare bianco e _opus spicatum_ ed evidenti tracce di spoliazione di una fistula con molteplici diramazioni; l’Ambiente Z, infine, piccolo vano quadrato, conserva nella porzione nord-orientale un pozzo quadrato per la costruzione del quale sono stati utilizzati spezzoni di pietra locale di grandi dimensioni. Lo scavo della strada è proseguito in direzione Ovest, scoprendo un ulteriore tratto della lunghezza di m 45 ca. L'asse viario risulta, in questo settore, interessato da interventi di scasso e da diversi tagli di forma allungata con direzione N – S. L'asportazione di alcuni basoli nella parte centrale, avvenuta già in antico, ha permesso di osservare la presenza, sotto la carreggiata della strada, di un condotto fognario che corre in direzione E-O. -
AIAC_2302 - Aquinum - 2014La sesta campagna di scavi si è svolta nell’area urbana di Aquinum (San Pietro Vetere, Castrocielo-FR) in due distinti periodi: dal 16 giugno al 26 luglio e dal 9 al 19 settembre. Si è deciso di proseguire l'approfondimento degli ambienti in precedenza individuati, ma si è proceduto anche a diversi ampliamenti, finalizzati alla regolarizzazione del perimetro di scavo e alla comprensione complessiva dell'edificio termale. Nel settore orientale del complesso le operazioni di sistemazione dei limiti di scavo hanno portato in luce una serie di ambienti d’incerta definizione confinanti ad Est con le vasche del _frigidarium_, indagate nel corso della precedente campagna. Il più settentrionale di tali vani ha restituito, nel corso della rimozione degli strati superficiali, una statua frammentaria in marmo bianco (altezza ca 0,92 m., larghezza max ca 0,40 m, spessore max ca 0,20 m.), identificata come figura femminile con peplo; la scultura appare priva della testa, in origine probabilmente fissata ad incastro, e delle braccia, di cui si conservano i perni di giunzione in ferro. I piedi, impreziositi da sandali rappresentati con dovizia di particolari, erano già distaccati in antico ma integri e ricollocabili nella loro originaria posizione. Nel corso della campagna sono stati, inoltre, realizzati alcuni interventi di scavo nel settore centrale del complesso, mettendo in luce nuovi ambienti tutti dotati di sistema di riscaldamento; uno in particolare ha rivelato una planimetria resa articolata da quattro lobi angolari ricavati nelle strutture murarie perimetrali; la pavimentazione dello stesso conserva solo il massetto di preparazione, composto di spezzoni di laterizio. Altri due restanti vani contigui, posti rispettivamente ad Ovest e ad Est del primo, conservano ancora gli originari pavimenti mosaicati, alcuni dei quali, con raffigurazioni di mostri marini, ancora _in situ_. La normalizzazione del limite di scavo ha interessato anche la porzione Nord dell'area dove, nel corso della precedente campagna, era stato individuato il muro di delimitazione di un nuovo isolato, esteso a Nord del complesso termale e della strada lastricata portata alla luce nel corso delle precedenti campagne. Per questa, si è proceduto ad un ampliamento in direzione Ovest scoprendone un'ulteriore porzione. Nel settore Ovest, poi, si è scelto di proseguire le indagini all’interno di ambienti già noti e contemporaneamente di procedere a un allargamento finalizzato anche alla ricerca dei confini del complesso termale su quel lato, nella speranza di intercettare un incrocio stradale che sembrava visibile da foto aerea.
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AIAC_2302 - Aquinum - 2015Tra il 29 giugno e il 25 luglio 2015, si è svolta la Settima Campagna di scavo nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR), condotta sotto la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Ceraudo dell’Università degli Studi del Salento e coordinata sul campo dai Dottori: Valentina Petrucci, Agnese Ugolini. Durante le attività di scavo, della durata complessiva di quattro settimane, si è deciso di focalizzare la ricerca su ambienti del grande edificio termale già individuati negli anni passati, attraverso un approfondimento delle indagini; si è proceduto anche a diversi ampliamenti, finalizzati alla regolarizzazione del perimetro di scavo e alla comprensione complessiva dell'edificio termale. Parallelamente allo scavo si è, inoltre, ripreso lo studio di archeologia aerea e telerilevamento di prossimità attraverso il supporto di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni). Nel corso della campagna, inoltre, sono stati realizzati alcuni interventi di scavo in settori diversi rispetto al complesso termale, in un’area che il Comune di Castrocielo sta definendo per l’acquisizione al proprio patrimonio. I terreni sono interessati dalla presenza di grandi strutture da sempre note all’interno dell’area urbana della città antica: il cd. Edificio absidato e il Teatro. Tra il 31 agosto e il 25 settembre 2015, si è svolta la campagna di scavo localizzata immediatamente a Nord dell’antica Via Latina nei pressi del c.d. edificio absidato, dalla quale dista m 150 ca. in direzione Sud. La campagna è stata condotta sul campo dal dott. Valentino Vitale e dal dott. Giovanni Murro. In questa campagna si è deciso di effettuare saggi nella porzione Nord, Sud ed Est rispetto all’edificio absidato, finalizzati alla comprensione complessiva dell’edificio e delle sue fasi di vita. L’area di scavo viene definita “Area 9000”, e oltre il saggio praticato nel perimetro dell’edificio absidato, ne viene praticato un altro poco in direzione orientale, definito “Saggio A”. Nel periodo compreso tra il 7 e il 18 settembre 2015, invece, si è svolta la prima campagna di scavo e documentazione dell'area Nord-Est del teatro di Aquinum. La campagna, della durata complessiva di due settimane, è stata condotta sul campo dalla dott.ssa Paola Guacci, dal dott. Alfio Merico e dal dott. Giuseppe Alvar Minaya. L'area interessata dai lavori di scavo e documentazione preliminare è quella individuata tra le strutture murarie ricadenti all'interno dei terreni di cui alle particelle 33 e 173 del Foglio 27 del Comune di Castrocielo (FR). L’area indagata ha un'estensione di circa 285 mq ed è localizzata immediatamente a Nord della Via Latina e a Sud-Ovest di Via Civita Vetere, nei pressi e a Ovest del c.d. edificio absidato. L'area del teatro è stata nominata Area 15000.
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AIAC_2302 - Aquinum - 2016Nei mesi di Luglio e Settembre si è svolta l’ottava campagna di scavo, della durata complessiva di sette settimane, nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR), condotta sotto la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Ceraudo dell’Università degli Studi del Salento e coordinata sul campo da: dott.ssa Valentina Petrucci, dott.ssa Agnese Ugolini, dott. Giovanni Murro, coadiuvati dalla dott.ssa Paola Guacci, dott.ssa Salvatrice Pantano, dott.ssa Paola Giglio. In questa campagna si è scelto di procedere contemporaneamente all’ampliamento dell’area d’indagine e all’approfondimento archeologico in ambienti già individuati, raggiungendo, al termine del periodo di attività, un’estensione complessiva dell’area indagata di circa 9000 mq. I primi interventi di approfondimento si sono concentrati innanzi a un ambiente individuato nel corso della campagna di scavo del 2013 e interpretato come grande vano d’ingresso all’edificio dal settore occidentale. In seguito sono stati indagati i due ambienti speculari, probabili _apodyteria_, con pavimentazione in _opus spicatum_. Le ultime indagini che hanno interessato questa porzione, all’interno di un ambiente riconosciuto come _frigidarium_. Qui a seguito dell’asportazione degli strati pertinenti all’abbandono delle strutture, è stato possibile mettere in luce il bel pavimento in mosaico. Si tratta di un tappeto musivo a fondo nero, bordato da una fascia bianca; presenta un motivo decorativo fitomorfo con quattro petali realizzati con tessere bianche poste a una distanza regolare. Nel settore centrale presenta un emblema quadrangolare, bordato da una cornice bianca, costituito all'interno da una decorazione mista a mosaico e _crustae_ marmoree, che in antico è stato interessato da una serie di tagli funzionali all’asportazione di un qualche elemento decorativo o architettonico qui alloggiato. Lungo il lato E dell'ambiente, è stata trovata un'iscrizione di m 9,70 di lunghezza, orientata N-S e rivolta verso O, racchiusa all'interno di una _tabula_ di m 9,70x0,80. L'iscrizione è realizzata a tessere nere su fondo bianco riporta il nome del magistrato che ha curato a sue spese i lavori (M·VECCIVS·) ed il tipo di intervento realizzato a sue spese (BALNEVM·VIRILE·ET·MVLIEBR·CRYPTAM·PALAEST(am) ORNAMENTA).
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AIAC_2302 - Aquinum - 2017Nei mesi di Luglio e Settembre si è svolta la nona campagna di scavo, della durata complessiva di sette settimane, nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR). In questa campagna si è scelto di ampliare l’area d’indagine e di approfondire lo scavo di ambienti già individuati, raggiungendo un’estensione complessiva dell’area indagata di circa un ettaro. Si è proceduto quindi all’approfondimento di ambienti già individuati nel corso delle precedenti campagne archeologiche, in particolare nel blocco centrale dell’edifico, interessato dagli ambienti riscaldati del settore maschile ad Ovest e di quello femminile ad Est. Altri interventi localizzati nel settore femminile dell’edificio termale hanno avuto come oggetto il completamento delle attività di scavo e di documentazione lungo il lato prospiciente la strada basolata, cosiddetta via delle Terme. Qui si è ripreso lo scavo di un ambiente, interpretato come latrina, il cui piano pavimentale in mosaico di tessere bianche, era stato già in parte stato messo il luce durante la campagna del 2010, nella sua porzione occidentale. Nel settore meridionale dell'impianto termale, dove è stata individuata la palestra e una serie di ambienti ad essa collegati, disposti lungo tutto il lato occidentale, si decide di concentrare le operazioni nella zona centrorientale del grande ambiente, al fine di completarne la messa in luce e appurare la possibile presenza di ambienti di servizio speculari a quelli individuati ad Ovest. Nel corso delle indagini si individua il limite orientale, definendo così il perimetro integrale della Palestra e un nuovo ingresso posto nell'angolo SE. La messa in luce di una trincea di spoglio lungo il limite Ovest, inoltre, permette di ricostruire l’andamento di un portico in questo settore, che doveva presentare almeno il lato di fondo con una ricca decorazione ad intonaco, come dimostrerebbe il consistente strato di disfacimento di questo materiale individuato in prossimità della trincea. Nel settore centrale, quello scoperto, al di sotto degli strati più superficiali, sono stati riconosciuti una serie di accumuli di materiale edilizio di forma circolare ed evidenti tracce della presenza di fiamma viva; essi sembrerebbero ricollegabili a lavorazioni estemporanee di materiale di riutilizzo, in fase di abbandono e di spoliazione dell’intero complesso termale. La rimozione delle stratigrafie più recenti, inoltre, ha permesso la messa in luce di una terza vasca, di mq 5, nella parte NE della palestra, approssimativamente in asse con quella speculare posta sul lato occidentale.
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AIAC_2302 - Aquinum - 2018Nei mesi di Giugno, Luglio e Settembre si è svolta la decima campagna di scavi, della durata complessiva di otto settimane, nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR). In questa campagna si è scelto di ampliare l’area d’indagine e di approfondire lo scavo di ambienti già individuati, raggiungendo un’estensione complessiva dell’area indagata di circa un ettaro. Si è proceduto quindi all’approfondimento di ambienti già individuati nel corso delle precedenti campagne archeologiche, in particolare nel blocco centrale dell’edifico, interessato dagli ambienti riscaldati del settore maschile ad Ovest e di quello femminile ad Est. In particolare le indagini nel settore maschile hanno riguardato lo scavo del tepidarium e di due praefurnia che alimentavano il caldarium. I dati recuperati dallo scavo nel tepidarium maschile restituiscono l'esistenza di un grande vano riscaldato in cui sono state identificate due fasi edilizie, l'ultima coincidente con la ripavimentazione del vano nel corso del II secolo d.C, cui si associa anche un riadattamento/miglioramento del sistema di riscaldamento. Per quanto riguarda la nuova pavimentazione, i disegni figurativi superstiti (rinoceronte, pantera e grifone marini) sono confrontabili stilisticamente con motivi tipici della prima metà del II secolo d.C., periodo in cui nelle Terme Vecciane si riscontra una generale fase di monumentalizzazione edilizia. Per il settore femminile, le indagini hanno interessato lo scavo di alcuni ambienti le cui fasi edilizie rimandano approssimativamente alla tarda età repubblicana – prima età imperiale. Resta ancora da chiarire se tali vani costituivano gli ambienti più orientali del settore femminile oppure se erano relativi ad un settore non più pertinente all’edificio termale. Altri dati sono derivati dalla conclusione dello scavo della latrina ed in particolare di condotti per il deflusso delle acque reflue. Gli strati di riempimento hanno restituito frr. di intonaci policromi figurati e, in alcuni casi, con iscrizione dipinta in rosso. Altri interventi hanno avuto come oggetto il completamento delle attività di scavo e di documentazione della strada, di un tratto della cosiddetta Via delle Terme, che delimita a Nord l'edificio termale. In particolare si è portato alla luce la prosecuzione verso Est del tratto glareato della suddetta via. Nel settore meridionale dell’impianto termale, dove è stata individuata la palestra e una serie di ambienti ad essa collegati, disposti lungo tutto il lato occidentale ed orientale, si decide di concentrare le operazioni nella zona settentrionale, dove si intercetta il muro perimetrale Nord che separava il cortile porticato dai _praefurnia_ che alimentavano i _caldaria_ dell'impianto termale. Altre operazioni sono state effettuate nel settore occidentale della palestra dove sono state intercettate delle strutture pertinenti al primo impianto del cortile. Numerosi sono inoltre i dati riferibili alle attività di spoliazione e smantellamento rilevate nell'area della palestra e che trasformarono l'edificio termale in una vera e propria cava durante l'età tardoantica elemento che va ad aggiungersi, in ordine cronologico, è il rinvenimento di una tomba di VI-VII sec. d.C., posizionata nella parte Nord della palestra. Nel mese di settembre, inoltre, è stato aperto un nuovo fronte di scavo nei pressi del teatro, denominato Area 25000. La scelta di indagare questo settore nasce dall’osservazione di alcune interessanti anomalie da foto aerea rilevate nell’estate del 2015 in uno dei campi ad ovest del settore oggetto di scavo. L’enfatizzazione delle tracce percepibili ha evidenziato in maniera eloquente l’angolo nord-occidentale di una grande struttura porticata, preliminarmente identificata come una _porticus duplex_. Le indagini sono state finalizzate alla ricerca dell’ipotetica prosecuzione della struttura ed alla comprensione dell’assetto urbanistico di questa zona della colonia romana.
FOLD&R
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316 - Alessandra Albiero, Valentina Petrucci, Chiara Fernandez, Agnese Ugolini, Valentino Vitale - 2014Le terme centrali di Aquinum (Castrocielo, FR). Campagne di scavo 2009-2013
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2009
- Summary
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it
L’antica città di _Aquinum_ sorgeva nella media valle del Liri, ai piedi del gruppo del monte Cairo (m. 1.669) in una vasta area pianeggiante lambita ad est da tre antichi laghi oggi prosciugati e bonificati (Vallone di Aquino), dove scorre un corso d’acqua, affluente di sinistra del Liri, denominato Le Forme d’Aquino. La moderna cittadina di Aquino non sorge in corrispondenza dell’area dove in passato venne edificata la _Aquinum_ romana, essendo situata più ad ovest, oltre il vallone.
Tra le attività di ricerca portate avanti dal Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento a Lecce, si inserisce il “Progetto Ager Aquinas”, indagine territoriale avviata nel 1998 con le ricerche sul campo, che ha prodotto la restituzione aerofotogrammetrica numerica a scala 1:2000 dell’area urbana e sub-urbana della città antica, finalizzata alla redazione della carta archeologica e alla ricostruzione dell’impianto urbano. Le indagini topografiche, supportate da un meticoloso lavoro di fotointerpretazione delle immagini aeree, dalle prospezioni geofisiche e dall’avvio - a partire dal 2005 - di uno specifico programma di ricognizione aerea del territorio a bassa quota, hanno portato alla ricostruzione dell’impianto urbano dell’antica _Aquinum_ e, nello specifico, all’individuazione di un settore residenziale nell’area centrale della città antica, con edifici isolati allineati lungo gli assi stradali.
Tenendo in considerazione tali fattori, quindi, il programma dei lavori per la campagna di scavo 2009 ad _Aquinum_ ha comportato l’apertura di due saggi esplorativi nell’ambito di questa area centrale della città - individuata grazie alle immagini aeree e geofisiche - il cui interesse archeologico è richiamato dal toponimo “San Pietro Vetere”, ma che fino ad oggi non aveva restituito particolari elementi utili per la definizione dell’impianto urbano. Nel primo saggio è stata portata in luce una struttura muraria in opera reticolata orientata E-O, interessata da interventi di spoliazione cominciati in età tardo-antica e protrattisi fino ad epoca medievale. Nella zona del saggio a sud del muro sono inoltre venuti in luce elementi lapidei della crepidine o del marciapiede pertinente ad un asse viario con medesimo orientamento. Nel secondo saggio esplorativo, realizzato a nord-est rispetto al primo, sono state riportate in luce strutture murarie pertinenti a diversi ambienti riconducibili ad un edificio termale, forse a carattere pubblico. Si distinguono almeno tre diversi vani, di cui un primo interpretabile come _caldarium_ o _laconicum_, per la presenza di _suspensurae_ del pavimento e tubuli lungo le pareti, un secondo come un piccolo vano di disimpegno mosaicato che permetteva l’ingresso vero e proprio all’impianto e un terzo vano aperto interpretabile come spogliatoio _apodyterium_, in cui si segnala la presenza di un’iscrizione musiva (I sec. d.C.) collocata all’interno di una _tabula ansata_ con l’attestazione di due personaggi, probabili promotori o restauratori di un ambiente dell’edificio termale. -
en
The ancient town of _Aquinum_ was situated in the middle Liri valley, at the foot of the Mount Cairo range (1.669 m). It stood on a vast plain, with three ancient lakes to the east, now drained and reclaimed (Vallone di Aquino), where the left affluent of the river Liri runs, known as Le Forme di Aquino. The modern town of Aquino is situated west of Roman _Aquinum_, beyond the vallone.
Among the research activities undertaken by the Laboratory of Ancient Topography and Photogrammetry at the University of the Salent, Lecce, is the “Ager Aquinas project”. This territorial research began in 1998 with field work which has produced a digital aerial photogrammetrical reconstruction at a scale of 1:2000 of the urban and suburban area of the ancient town, aimed at the drawing up of an archaeological map and reconstruction of the town plan. The topographical investigations, backed up by a careful interpretation of the aerial photographs, geophysical survey and, from 2005, by an aerial survey of the territory undertaken at low height, led to the reconstruction of the urban plan of ancient _Aquinum_ and, specifically, the identification of a residential quarter in the centre of the ancient town, with single buildings aligned along the roads.
Taking these factors into consideration, the excavation programme for 2009 at _Aquinum_ foresaw the opening of two trial trenches within this central area of the town, identified thanks to the aerial and geophysical images. archaeological interest in this zone is also stimulated by the toponym “San Pietro Vetere”, although to date no elements of particular use for the definition of the urban plan had been found there. The first trial trench brought to light an _opus reticulatum_ wall on an east-west alignment, with evidence of robbing which began in the late antique period and continued into the medieval period. In the area of the trench south of the wall stone elements from the kerb or sidewalk belonging to a road on the same alignment were uncovered. In the second trail trench, situated to the north-east of the first, walls belonging to various rooms of a bath complex, perhaps public, were uncovered. At least three different rooms were identified, a first which the presence of _suspensurae_ in the floor and _tubuli_ in the walls suggest can be interpreted as _caldarium_ or _laconicum_, a second as a small access area with mosaic which led into the complex and a third open room interpreted as an _apodyterium_. In the latter room there was a mosaic inscription (1st century A.D.) inside a _tabula ansata_ mentioning two individuals, probably the builders or restorers of one of the rooms in the bath building. - Summary Author
- Laura Castrianni
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2010
- Summary
-
it
Nei mesi di Giugno e Luglio 2010 si è svolta la seconda campagna di scavi nell’area urbana dell’antica _Aquinum_ (località San Pietro Vetere). Le attività hanno coinvolto anche quest’anno studenti, archeologi specializzandi e dottorandi provenienti dall’Università del Salento, con la partecipazione del CNR ITABC di Roma per ciò che riguarda le indagini geofisiche.
Lo scavo è stato caratterizzato dall’approfondimento e dall’ampliamento di entrambi i saggi di scavo aperti nel corso della campagna del 2009. Il primo saggio ha comportato lo scavo di una tomba infantile. La tomba, di datazione incerta, era composta da materiale architettonico di riutilizzo e conteneva gli scheletri di tre bambini dall’età compresa tra i 2 e i 4 anni.
Di particolare interesse sono risultate le indagini del secondo saggio aperto, nell’area dell’impianto termale individuato nella precedente campagna. Le ricerche sono state mirate, oltre che all’approfondimento, anche all’allargamento dello scavo verso Sud e verso Nord.
L’apertura verso Sud ha portato all’identificazione di un ampio ambiente riscaldato (probabilmente un _calidarium_), le cui pareti erano rivestite da tubuli e da lastre marmoree, e di uno spazio esterno pavimentato in cocciopesto (a Sud e a Est).
L’estensione delle indagini a Nord, invece, ha permesso di evidenziare la presenza di ulteriori vani pertinenti al complesso termale, di cui non è possibile allo stato attuale definire il perimetro ad Ovest poiché esso ricade al di là del limite di scavo. Inoltre ha evidenziato fosse di età post-romana, un muro in blocchi di riutilizzo di età medievale e diversi ambienti di epoca romana le cui murature (in _opus reticulatum_ ma non sempre coeve) evidenziano la presenza di diverse fasi costruttive, volte all’allargamento o al cambio di destinazione d’uso degli ambienti del complesso termale.
Nel settore centrale dello scavo, a Nord del _calidarium_ individuato nella campagna del 2009, è stata scoperta e indagata una tomba. Al momento dello scavo la sepoltura risultava parzialmente sconvolta dai lavori agricoli. Era addossata ad un muro dell’impianto termale e il fondo era costituito da materiale di riutilizzo (tegole fratte e mattoni); essa conteneva tre individui sepolti in periodi successivi. La datazione è da fissare al medioevo, quando l’edificio termale cessa di esistere in quanto tale e le sue strutture vengono riutilizzate a fini funerari.
Parzialmente esplorato è stato anche il sistema fognario ipogeo, caratterizzato da un tunnel principale orientato nord-sud e da diverse diramazioni ortogonali. -
en
During the months of June and July 2010 the second season of excavations in the urban area of ancient _Aquinum_ was held , in the site known as San Pietro Vetere. The activities this year involved students, archaeologists and specialists from the University of Salento, and the presence of the CNR in Rome in order to carry out geophysical surveys. They covered both excavations opened in 2009. The first trial trench involved the excavation of a infant burial near a wall in opus reticulatum already identified. The tomb was made up with re-used architectural material and contained the skeletons of two children (between 2 and 4 years old).
Particularly interesting were the investigations of the second excavation trench, in the area of the bath complex identified in the previous year. The excavation was enlarged through an expansion to the south and north. The enlargement towards the south led to the identification of a large heated room (probably a _calidarium_), whose walls were covered with tubuli and marble slabs. The cleaning of the collapse layer led to the discovery, beneath these, of the skeleton of a female individual. From the analysis of its context, location, the disordered position of the skeleton and the absence of evidence for funerary structures of any kind, it is not certain that it is a tomb.
The enlargement of the excavation to the south has also led to the discovery of a room only partially excavated, with a pavement in cocciopesto, interpreted at the time as a piscina or as an open room.
The extension of the investigations to the north revealed further rooms of the bath, whose western limit still lies beyond the edge of the excavation. It also found medieval pits, and a post-Roman blocking wall constructed with re-used building materials, as well as a series of Roman rooms where walls in _opus reticulatum_, but not always of the same period, show the presence of different phases of construction, aimed at the enlargement of the building or to the change of use of the rooms of the bath complex.
In the central sector of the trench, to the north of the _caldarium_ identified in the 2009 excavation campaign, a burial was discovered and investigated. The tomb was partially disrupted by agricultural work. It was built against a wall in the bottom of the bath and was made up of re-used materials (broken tiles and bricks) and contained three individuals buried in a subsequent period. The date is probably medieval, when the baths ceased to exist as such and its structures were reused as a cemetery.
We also partly explored the underground sewer system, almost entirely conserved, characterized by a main drain oriented north-south from which different branches led at right angles.
- Summary Author
- Giovanni Murro
- Director
- Giuseppe Ceraudo
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2011
- Summary
-
it
La terza campagna di scavi (Giugno e Luglio 2011) nell’area urbana di _Aquinum_ (San Pietro Vetere, Castrocielo-FR-) ha visto la partecipazione di studenti, archeologi specializzati e specializzandi dall’Università del Salento e da altre Università italiane, e la presenza, anche quest’anno, del CNR di Roma.
Lo scavo ha riguardato principalmente l’allargamento del saggio dell’area delle terme pubbliche.
Nel corso della campagna sono stati acquisiti nuovi dati sull’articolazione delle terme e le sue fasi di vita: è stato indagato interamente un ambiente, caratterizzato da tubuli, _suspensurae_ e da un _preafurnium_ sul lato ovest, da interpretare con certezza come un _calidarium_, collegato a N ad un altro ambiente riscaldato, più piccolo, definibile come _tepidarium_. I diversi marmi _in situ_ e i resti delle strutture hanno permesso di ricostruire l’aspetto originario-pregevole dell’ambiente, caratterizzato da un rivestimento, sia sul pavimento che sulle pareti, di marmi colorati.
Particolarmente interessante è stata l’indagine integrale dell’ambiente F, le cui murature appartengono a diverse fasi. Dopo l’asportazione del piano pavimentale lo spazio, di forma quadrangolare, stato utilizzato forse come immondezzaio nella fase di abbandono o rifunzionalizzazione delle terme. La sequenza stratigrafia dell’ambiente è fondamentale per la comprensione delle fasi di vita del complesso, grazie alla notevole quantità di reperti ceramici la cui cronologia va dal I sec. a.C. fino al IV sec. d.C.
Nel settore nord dello scavo sono stati individuati i limiti del complesso termale, delimitato da un decumano orientato E-O. La strada presenta vari interventi di restauro sulle _crepidines_ ed è quasi interamente basolata, ad eccezione di un breve tratto glareato.
Ne settore est lo scavo è stato ulteriormente allargato scoprendo un grande ambiente con mosaico bicromo a tessere bianche e crocette nere, caratterizzato molto probabilmente da due diverse fasi. Sotto il pavimento correva l’impianto di distribuzione dell’acqua. Connesso a quest’ultimo, nella parte centrale si trova una piccola vasca originariamente rivestita in marmo, interpretabile come resti di una fontana o un bacino lustrale. A nord e sud vi sono altri due ambienti, non ancora indagati interamente. I muri in _opus latericium_ avevano un rivestimento in lastre marmoree, come del resto molti degli ambienti finora messi in luce. Sull’angolo SE del muro è stata rinvenuta una tomba, costruita con materiale architettonico di riutilizzo e coperta con un bipedale proveniente da uno degli ambienti riscaldati. All’interno della tomba vi erano numerose resti scheletrici non in connessione, pertinenti almeno a 5 bambini dell’età compresa tra 1 e 6 anni. Unico indizio cronologico per proporre una datazione della sepoltura è rappresentato d una moneta rinvenuta in stratigrafia, databile al V sec. d.C. - Summary Author
- Giovanni Murro
- Director
- Giuseppe Ceraudo
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2012
- Summary
-
it
Le indagini hanno interessato il settore Sud e Ovest degli ambienti centrali delle terme e hanno permesso di individuare nuovi ambienti riscaldati. Il più grande è stato riconosciuto come _caldarium_ delimitato da due vasche, di cui una semicircolare con _tubuli_ fittili ancora _in situ_.
Si è proceduto a un ampliamento nel settore Est delle terme, dove è stato messo in luce il piano pavimentale mosaicato _frigidarium_, con _tabula_ ansata ed iscrizione, che reca un motivo di fiori neri su fondo bianco entro una doppia fascia in tessere di ardesia nere; il pavimento mostra nella sua porzione centrale un emblema quadrato bordato da una doppia fascia di tessere nere, con al centro un motivo a esagoni neri su fondo bianco. A Nord e a Sud del grande ambiente sono state portate in luce due vasche rettangolari con banchine in opera mista rivestite di intonaco e preparazione per l’allettamento delle lastrine marmoree.
È proseguita l’indagine del decumano orientato E-O, che delimita il limite Nord del complesso termale, scoperto per una lunghezza complessiva di mt 38 ca. Il tracciato risulta pressoché conservato, fatta eccezione per alcune lacune dovute a fosse di spoliazione. Il basolato era coperto da battuti che hanno restituito frammenti ceramici, monete, chiodi, placchette bronzee. L’analisi dei materiali ha permesso di collocare le fasi di vita dei piani pavimentali tra la prima metà del III e l’inizio del IV secolo d.C.
Lungo il limite nord-occidentale dell’area di scavo sono stati messi in luce quattro ambienti: il primo vano che si incontra da Est è l’Ambiente M, probabile corridoio di servizio, che conserva parte della pavimentazione originale in bipedali in laterizio. Una soglia in marmo segna il passaggio ad Ovest tra questo e un grande ambiente rettangolare con pareti rivestite di intonaco rosso. La pavimentazione è costituita da un mosaico con tessere bianche delimitate da una cornice di tessere in ardesia.
Il successivo ambiente, con pavimento in mosaico bianco e concrezioni calcaree sulla superficie, è stato identificato come _natatio_; la vasca è delimitata da murature in opera laterizia, foderate da intonaco rivestito da lastre di marmo. Gli strati di crollo hanno restituito numerose tessere di pasta vitrea colorata, probabile decorazione del soffitto. Addossata alla parete perimetrale Ovest della vasca è stata rinvenuta una tomba a cassone in blocchi di riutilizzo in travertino locale. All’interno della tomba erano resti scheletrici pertinenti ad almeno 3 individui.
L’ultimo ambiente portato in luce è stato identificato come latrina. Lungo i quattro lati si conserva una canaletta adibita al passaggio delle acque bianche, costituita da blocchi in calcare, mentre al centro del lato occidentale è visibile una vaschetta per le abluzioni. All’interno della canaletta per lo scarico delle acque nere sono stati rinvenuti i bancali in marmo. La pavimentazione è costituita da un mosaico figurato con tessere bianche e nere. All’interno di una bordura in tessere di ardesia è stata identificata una rappresentazione di “ambiente nilotico”. All’interno di un’imbarcazione è raffigurato l’amplesso tra un uomo e una donna, ai lati dei quali sono due pigmei: il primo nell’atto di condurre l’imbarcazione, il secondo nell’atto di cacciare. A destra della raffigurazione centrale sono un coccodrillo e un volatile; a sinistra, in alto, è un secondo volatile, mentre in basso doveva essere un altro animale, non identificabile. -
en
Work took place in the south and west of the central rooms of the baths, which identified new heated rooms. The largest was a _caldarium_ bordered by two pools, one semicircular with terracotta _tubuli_ still _in situ_.
The excavations in the east sector of the baths were extended, where the mosaic floor of the _frigidarium_ was uncovered, with a _tabula ansata_ and inscription. The mosaic had a motif of black flowers on a white background inside a double band of black slate tesserae. At the centre was a square _emblema_ bordered by a double band of black tesserae, in the middle a motif of black hexagons on a white background. Two rectangular pools, with benches in _opus mixtum_, plaster facing and make up for small marble tiles, were excavated to the north and south of the large room.
Investigation of the east-west _decumanus_ bordering the northern edge of the bath complex continued, uncovering an overall length of about 38 m. The road surface was preserved except for a few patches that were cut by robber trenches. The paving was covered by beaten surfaces from which pottery fragments, coins, nails and bronze plaquettes were recovered. These materials dated the phases of the road’s use to between the first half of the 3rd and the beginning of the 4th century A.D.
Four rooms were uncovered along the north-west edge of the excavation area: from the east, the first room was Room M, probably a service corridor, with parts of its floor of bipedales preserved. A marble threshold marked the passage to the west between this and a large rectangular room, its walls faced with red plaster. The floor was a white mosaic with a border of slate tesserae.
The next room had a white mosaic floor with limestone concretions on its surface and has been identified as a _natatio_. The pool was bordered by _opus latericium_ walls, lined with plaster, and faced with marble slabs. The layers of collapse contained numerous coloured glass paste tesserae that probably decorated the ceiling. A tomb built of reused local travertine blocks was found abutting the pool’s west wall. It contained the remains of at least three individuals.
The final room was identified as a latrine. The channel for clean water, built of limestone blocks, was preserved on all four sides. At the centre of the western side was a basin for ablutions. The marble bench tops were found inside the wastewater drain. The floor was paved with a figured mosaic made with black and white tesserae. The mosaic showed a Nilotic scene within a slate border. Inside a boat, a couple are shown in an intimate embrace, two pygmies standing on either side, the first piloting the boat, the other hunting. To the right of the central decoration are a crocodile and bird, above to the left, a second bird, while below there was probably another animal. - Summary Author
- Agnese Ugolini
- Director
- Giuseppe Ceraudo
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali, Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria (LabTAF)
- Funding Body
- Comune di Castrocielo
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2013
- Summary
-
it
Le indagini archeologiche si sono concentrate in vasti settori posti a Nord e ad Ovest degli ambienti centrali; contemporaneamente si è proceduto ad alcuni interventi mirati nel settore orientale, con la finalità di portare in luce le due vasche del _frigidarium_.
E' proseguita, infine, la ricerca nel settore della strada, dove è stato anche aperto un saggio vòlto all'individuazione delle fasi che hanno preceduto l’impianto della via basolata.
Nel settore orientale dell’edificio è stato completato lo scavo della vasca settentrionale del _frigidarium_; le operazioni hanno permesso di portare in luce il piano pavimentale, del quale si conservava solo la preparazione in cocciopesto che mostra ancora le tracce in negativo delle lastre marmoree che un tempo la rivestivano.
Nell’angolo sud-occidentale della vasca è stata individuata una canaletta per il deflusso delle acque, realizzata con un tubo fittile parzialmente conservato.
Si è poi proceduto con lo scavo della vasca meridionale, che presentava strati di riempimento costituiti da un crollo di tegole relativo alla copertura originaria del vano e da uno strato di intonaci figurati policromi pertinenti al crollo della decorazione parietale e del soffitto. La rimozione completa di tali livelli ha permesso di mettere in luce il rivestimento in lastre marmoree della vasca.
Dallo strato di crollo, infine, proviene una testa in marmo bianco raffigurante un Eracle barbato con capo ricoperto da pelle di pantera (larghezza max. m. 0,12; h m 0,21 ca.).
È proseguita l’indagine del settore immediatamente ad Ovest della latrina (Amb. P, posto nel settore NO delle Terme).
È stato possibile riconoscere un nuovo ingresso, evidenziato da una soglia in calcare locale, all’impianto termale dalla strada basolata che delimita l’edificio a Nord, e sei vani (Ambienti Q, Z, Y, W, 1, 2), di cui solo uno completamente scavato (Q).
Tra questi: l’Ambiente 2 è stato riconosciuto come un corridoio con pavimento in _opus spicatum_; l’Ambiente 1 non è stato scavato integralmente per favorire la conservazione dell’apparato decorativo dei muri perimetrali costituito da intonaci policromi ancora in _situ_;
l’Ambiente W, indagato solo nella sua porzione settentrionale, ha restituito una pavimentazione musiva a motivi di rombi e losanghe realizzata con tessere bianche e nere;
l’Ambiente Q, piccolo disimpegno di forma rettangolare che consentiva il passaggio dall’Amb. W alla latrina, ha restituito, nella sola porzione occidentale, resti di pavimentazione in tessere musive in calcare bianco e _opus spicatum_ ed evidenti tracce di spoliazione di una fistula con molteplici diramazioni;
l’Ambiente Z, infine, piccolo vano quadrato, conserva nella porzione nord-orientale un pozzo quadrato per la costruzione del quale sono stati utilizzati spezzoni di pietra locale di grandi dimensioni.
Lo scavo della strada è proseguito in direzione Ovest, scoprendo un ulteriore tratto della lunghezza di m 45 ca.
L'asse viario risulta, in questo settore, interessato da interventi di scasso e da diversi tagli di forma allungata con direzione N – S.
L'asportazione di alcuni basoli nella parte centrale, avvenuta già in antico, ha permesso di osservare la presenza, sotto la carreggiata della strada, di un condotto fognario che corre in direzione E-O. -
en
Excavation took place in the vast sectors north and south of the central rooms. At the same time specific interventions were undertaken in the eastern sector with the aim of exposing the two pools in the _frigidarium_.
Lastly, research on the road continued where a trench was opened in order to identify the phases preceding the construction of the basalt road.
In the eastern sector of the building, the excavation of the northern pool of the _frigidarium_ was completed. The floor surface was exposed, of which only the _opus signinum_ make up was preserved with the negative traces of the marble slabs that formed its facing.
There was a partially preserved terracotta drainage tube in the pool’s south-western corner.
The southern pool was then excavated. The fill was made up of a tile collapse from the room’s original roofing and a layer of polychrome figured wall plaster from the walls and ceiling. The removal of these layers revealed the pool’s marble facing.
A white marble head of a bearded Hercules, covered with a panther skin (max. width 0.12m; h. m 0.21 m) was found in the collapse.
Excavations continued in the area immediately west of the latrine (room P in the north-west sector of the baths). A new entrance to the baths from the basalt road delimiting the building to the north was identified by the presence of a local limestone threshold. Six new rooms were also identified (rooms Q, Z, Y, W, 1, 2) of which only one was completely excavated (Q).
Room 2 was a corridor paved in _opus spicatum_; room 1 was not fully excavated in order to conserve the polychrome wall plaster that was still _in situ_; only the northern part of room W was excavated revealing a black and white mosaic floor with rhomboid and lozenge motifs; room Q a small rectangular anteroom provided a passageway from room W to the latrine, there were the remains of a white limestone mosaic and _opus spicatum_ floor in its western part and clear traces of the robbing of a lead water pipe with multiple branches; lastly, the remains of a square well built of large fragments of local stone were uncovered in the north-eastern part of the small square room Z.
Excavation of the road continued towards the west for about a further 45 m. In this sector, the road showed several elongated cuts on a north-south alignment and other signs of later digging.
In antiquity, several _basoli_ had been removed from the central part and this revealed the presence of a sewer under the road on an east-west alignment. - Summary Author
- Agnese Ugolini
- Director
- Giuseppe Ceraudo
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
- Funding Body
- Comune di Castrocielo
FOLD&R
-
316 - Alessandra Albiero, Valentina Petrucci, Chiara Fernandez, Agnese Ugolini, Valentino Vitale - 2014Le terme centrali di Aquinum (Castrocielo, FR). Campagne di scavo 2009-2013
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2014
- Summary
-
it
La sesta campagna di scavi si è svolta nell’area urbana di Aquinum (San Pietro Vetere, Castrocielo-FR) in due distinti periodi: dal 16 giugno al 26 luglio e dal 9 al 19 settembre.
Si è deciso di proseguire l'approfondimento degli ambienti in precedenza individuati, ma si è proceduto anche a diversi ampliamenti, finalizzati alla regolarizzazione del perimetro di scavo e alla comprensione complessiva dell'edificio termale.
Nel settore orientale del complesso le operazioni di sistemazione dei limiti di scavo hanno portato in luce una serie di ambienti d’incerta definizione confinanti ad Est con le vasche del _frigidarium_, indagate nel corso della precedente campagna. Il più settentrionale di tali vani ha restituito, nel corso della rimozione degli strati superficiali, una statua frammentaria in marmo bianco (altezza ca 0,92 m., larghezza max ca 0,40 m, spessore max ca 0,20 m.), identificata come figura femminile con peplo; la scultura appare priva della testa, in origine probabilmente fissata ad incastro, e delle braccia, di cui si conservano i perni di giunzione in ferro. I piedi, impreziositi da sandali rappresentati con dovizia di particolari, erano già distaccati in antico ma integri e ricollocabili nella loro originaria posizione.
Nel corso della campagna sono stati, inoltre, realizzati alcuni interventi di scavo nel settore centrale del complesso, mettendo in luce nuovi ambienti tutti dotati di sistema di riscaldamento; uno in particolare ha rivelato una planimetria resa articolata da quattro lobi angolari ricavati nelle strutture murarie perimetrali; la pavimentazione dello stesso conserva solo il massetto di preparazione, composto di spezzoni di laterizio. Altri due restanti vani contigui, posti rispettivamente ad Ovest e ad Est del primo, conservano ancora gli originari pavimenti mosaicati, alcuni dei quali, con raffigurazioni di mostri marini, ancora _in situ_.
La normalizzazione del limite di scavo ha interessato anche la porzione Nord dell'area dove, nel corso della precedente campagna, era stato individuato il muro di delimitazione di un nuovo isolato, esteso a Nord del complesso termale e della strada lastricata portata alla luce nel corso delle precedenti campagne. Per questa, si è proceduto ad un ampliamento in direzione Ovest scoprendone un'ulteriore porzione.
Nel settore Ovest, poi, si è scelto di proseguire le indagini all’interno di ambienti già noti e contemporaneamente di procedere a un allargamento finalizzato anche alla ricerca dei confini del complesso termale su quel lato, nella speranza di intercettare un incrocio stradale che sembrava visibile da foto aerea. -
en
This was the sixth excavation campaign in the urban area of Aquinum ((San Pietro Vetere, Castrocielo-FR).
Excavations continued in the previously identified rooms and some areas were extended in order to tidy up the excavation edge and gain an overall understanding of the bath building.
In the eastern sector of the complex, the work to tidy the excavation edge revealed a series of rooms of uncertain plan that bordered the pools of the _frigidarium_ (investigated last season) to the east. A fragmentary white marble statue (H. c. 0.92 m, max. L. c. 0.40 m, max. Th. c. 0.20 m) came to light during the removal of the surface layers in the northernmost of these rooms. Identified as a female figure wearing a _peplos_, the head was missing, which was probably originally inserted onto the body, as were the arms of which the iron pins were preserved. The feet with detailed sandals, had already been removed in antiquity but were intact and could be reattached in their original position.
Some excavation was also carried out in the central part of the complex, uncovering new rooms all with heating system. One particular room had four corner lobes created within the perimeter walls; only the make-up of the floor in this room was preserved, formed by brick/tile fragments. In two other rooms, one to the west and one to the east of the latter, the original mosaic floors were preserved, some depicting sea-monsters were still _in_ _situ_.
Work on tidying the excavation edge also took place in the northern sector of the area where, during the preceding campaign, a wall delimiting a new _insula_ was identified, extending north of the baths and the paved road uncovered in previous seasons. Therefore, the excavations were extended to the west in order to uncover more of it.
In the western sector, it was decided to continue the investigations inside the rooms already known and at the same time to extend the trench in an attempt to identify the borders of the bath complex on that side, and to intercept the crossroads that seemed visible in an aerial photograph. - Director
- Giuseppe Ceraudo
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2015
- Summary
-
it
Tra il 29 giugno e il 25 luglio 2015, si è svolta la Settima Campagna di scavo nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR), condotta sotto la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Ceraudo dell’Università degli Studi del Salento e coordinata sul campo dai Dottori: Valentina Petrucci, Agnese Ugolini.
Durante le attività di scavo, della durata complessiva di quattro settimane, si è deciso di focalizzare la ricerca su ambienti del grande edificio termale già individuati negli anni passati, attraverso un approfondimento delle indagini; si è proceduto anche a diversi ampliamenti, finalizzati alla regolarizzazione del perimetro di scavo e alla comprensione complessiva dell'edificio termale. Parallelamente allo scavo si è, inoltre, ripreso lo studio di archeologia aerea e telerilevamento di prossimità attraverso il supporto di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni).
Nel corso della campagna, inoltre, sono stati realizzati alcuni interventi di scavo in settori diversi rispetto al complesso termale, in un’area che il Comune di Castrocielo sta definendo per l’acquisizione al proprio patrimonio. I terreni sono interessati dalla presenza di grandi strutture da sempre note all’interno dell’area urbana della città antica: il cd. Edificio absidato e il Teatro.
Tra il 31 agosto e il 25 settembre 2015, si è svolta la campagna di scavo localizzata immediatamente a Nord dell’antica Via Latina nei pressi del c.d. edificio absidato, dalla quale dista m 150 ca. in direzione Sud. La campagna è stata condotta sul campo dal dott. Valentino Vitale e dal dott. Giovanni Murro.
In questa campagna si è deciso di effettuare saggi nella porzione Nord, Sud ed Est rispetto all’edificio absidato, finalizzati alla comprensione complessiva dell’edificio e delle sue fasi di vita. L’area di scavo viene definita “Area 9000”, e oltre il saggio praticato nel perimetro dell’edificio absidato, ne viene praticato un altro poco in direzione orientale, definito “Saggio A”.
Nel periodo compreso tra il 7 e il 18 settembre 2015, invece, si è svolta la prima campagna di scavo e documentazione dell'area Nord-Est del teatro di Aquinum. La campagna, della durata complessiva di due settimane, è stata condotta sul campo dalla dott.ssa Paola Guacci, dal dott. Alfio Merico e dal dott. Giuseppe Alvar Minaya.
L'area interessata dai lavori di scavo e documentazione preliminare è quella individuata tra le strutture murarie ricadenti all'interno dei terreni di cui alle particelle 33 e 173 del Foglio 27 del Comune di Castrocielo (FR). L’area indagata ha un'estensione di circa 285 mq ed è localizzata immediatamente a Nord della Via Latina e a Sud-Ovest di Via Civita Vetere, nei pressi e a Ovest del c.d. edificio absidato. L'area del teatro è stata nominata Area 15000.
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en
This was the seventh year of the University of the Salento’s excavations in the urban area of _Aquinum_, in the locality of S. Pietro Vetere, territory of Castrocielo (FR).
The research concentrated on two rooms of the large bath building identified in the past. The excavation area was extended in order to regularize its perimeter and gain an overall understanding of the bath building. At the same time, the campaign of aerial archaeology and remote sensing using drones continued.
Excavation also took place in other sectors, in an area that the local administration aims to acquire. Large structures are present here that fall within the urban area of the ancient city: the so-called apsidal building and the theatre.
Research took place immediately north of the ancient _via_ _Latina_ in the area of the so-called apsidal building. Trenches were opened in the north, south and east parts of the building, aimed at gaining an overall understanding of the structure and its phases. The excavation area was defined “Area 9000”, and in addition to a trench dug in the building’s perimeter, another was opened just to the east, “Trench A”.
For the first time excavations also took place in the theatre of _Aquinum_ (north-eastern area). The excavated area (Area 15000) covered c. 285 m2 and was situated immediately north of the via Latina and south-west of the Via Civita Vetere, and west of and close to the so-called apsidal building. - Summary Author
- Agnese Ugolini
- Director
- Giuseppe Ceraudo
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2016
- Summary
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it
Nei mesi di Luglio e Settembre si è svolta l’ottava campagna di scavo, della durata complessiva di sette settimane, nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR), condotta sotto la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Ceraudo dell’Università degli Studi del Salento e coordinata sul campo da: dott.ssa Valentina Petrucci, dott.ssa Agnese Ugolini, dott. Giovanni Murro, coadiuvati dalla dott.ssa Paola Guacci, dott.ssa Salvatrice Pantano, dott.ssa Paola Giglio.
In questa campagna si è scelto di procedere contemporaneamente all’ampliamento dell’area d’indagine e all’approfondimento archeologico in ambienti già individuati, raggiungendo, al termine del periodo di attività, un’estensione complessiva dell’area indagata di circa 9000 mq.
I primi interventi di approfondimento si sono concentrati innanzi a un ambiente individuato nel corso della campagna di scavo del 2013 e interpretato come grande vano d’ingresso all’edificio dal settore occidentale. In seguito sono stati indagati i due ambienti speculari, probabili _apodyteria_, con pavimentazione in _opus spicatum_.
Le ultime indagini che hanno interessato questa porzione, all’interno di un ambiente riconosciuto come _frigidarium_. Qui a seguito dell’asportazione degli strati pertinenti all’abbandono delle strutture, è stato possibile mettere in luce il bel pavimento in mosaico. Si tratta di un tappeto musivo a fondo nero, bordato da una fascia bianca; presenta un motivo decorativo fitomorfo con quattro petali realizzati con tessere bianche poste a una distanza regolare. Nel settore centrale presenta un emblema quadrangolare, bordato da una cornice bianca, costituito all'interno da una decorazione mista a mosaico e _crustae_ marmoree, che in antico è stato interessato da una serie di tagli funzionali all’asportazione di un qualche elemento decorativo o architettonico qui alloggiato.
Lungo il lato E dell'ambiente, è stata trovata un'iscrizione di m 9,70 di lunghezza, orientata N-S e rivolta verso O, racchiusa all'interno di una _tabula_ di m 9,70x0,80. L'iscrizione è realizzata a tessere nere su fondo bianco riporta il nome del magistrato che ha curato a sue spese i lavori (M·VECCIVS·) ed il tipo di intervento realizzato a sue spese (BALNEVM·VIRILE·ET·MVLIEBR·CRYPTAM·PALAEST(am) ORNAMENTA). -
en
This was the 8th excavation campaign carried out by the University of Salento in the urban area of _Aquinum_, in the locality of _S. Pietro_ _Vetere_, in the territory of Castrocielo (FR).
During this campaign, it was decided to extend the excavation area and continue further investigation in the rooms already identified, covering a total area of about 9000 m2.
The first interventions furthered investigation of a room identified in 2013 and interpreted as a large room leading into the building in the western sector. Two symmetrical rooms were then explored, probably _apodyteria_, with _opus_ _spicatum_ floors.
A room identified as the _frigidarium_ was also investigated. Here the removal of the abandonment layers revealed a beautiful mosaic floor. It had a black background, bordered by a white band with a decorative motif formed by a flower with four petals, the white tesserae positioned at a regular distance. In the centre, there was a quadrangular _emblema_, with a white border surrounding a mixed decoration of mosaic and marble _crustae_, which in antiquity had been cut to remove some of the decorative or architectural elements housed here.
Along the east side of the room there was an inscription 9.70 m long, on a north-south alignment and facing west, inside a _tabula_ 9.70 x 0,80 m. The inscription was made of black tesserae on a white background and names the magistrate who paid for the work (M•VECCIVS•) and the type of intervention that was undertaken at his expense (BALNEVM•VIRILE•ET•MVLIEBR•CRYPTAM•PALAEST(ram) ORNAMENTA). - Summary Author
- Agnese Ugolini
- Director
- Giuseppe Ceraudo
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2017
- Summary
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it
Nei mesi di Luglio e Settembre si è svolta la nona campagna di scavo, della durata complessiva di sette settimane, nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR).
In questa campagna si è scelto di ampliare l’area d’indagine e di approfondire lo scavo di ambienti già individuati, raggiungendo un’estensione complessiva dell’area indagata di circa un ettaro.
Si è proceduto quindi all’approfondimento di ambienti già individuati nel corso delle precedenti campagne archeologiche, in particolare nel blocco centrale dell’edifico, interessato dagli ambienti riscaldati del settore maschile ad Ovest e di quello femminile ad Est.
Altri interventi localizzati nel settore femminile dell’edificio termale hanno avuto come oggetto il completamento delle attività di scavo e di documentazione lungo il lato prospiciente la strada basolata, cosiddetta via delle Terme. Qui si è ripreso lo scavo di un ambiente, interpretato come latrina, il cui piano pavimentale in mosaico di tessere bianche, era stato già in parte stato messo il luce durante la campagna del 2010, nella sua porzione occidentale.
Nel settore meridionale dell'impianto termale, dove è stata individuata la palestra e una serie di ambienti ad essa collegati, disposti lungo tutto il lato occidentale, si decide di concentrare le operazioni nella zona centrorientale del grande ambiente, al fine di completarne la messa in luce e appurare la possibile presenza di ambienti di servizio speculari a quelli individuati ad Ovest. Nel corso delle indagini si individua il limite orientale, definendo così il perimetro integrale della Palestra e un nuovo ingresso posto nell'angolo SE.
La messa in luce di una trincea di spoglio lungo il limite Ovest, inoltre, permette di ricostruire l’andamento di un portico in questo settore, che doveva presentare almeno il lato di fondo con una ricca decorazione ad intonaco, come dimostrerebbe il consistente strato di disfacimento di questo materiale individuato in prossimità della trincea. Nel settore centrale, quello scoperto, al di sotto degli strati più superficiali, sono stati riconosciuti una serie di accumuli di materiale edilizio di forma circolare ed evidenti tracce della presenza di fiamma viva; essi sembrerebbero ricollegabili a lavorazioni estemporanee di materiale di riutilizzo, in fase di abbandono e di spoliazione dell’intero complesso termale. La rimozione delle stratigrafie più recenti, inoltre, ha permesso la messa in luce di una terza vasca, di mq 5, nella parte NE della palestra, approssimativamente in asse con quella speculare posta sul lato occidentale. -
en
This was the University of Salento’s ninth excavation season in the urban area of _Aquinum_, in the locality of S. Pietro Vetere, in the territory of Castrocielo (FR).
During this campaign, it was decided to enlarge the excavations to cover an overall area of about one hectare and continue the excavation of the rooms already identified. The latter are situated in the central block of the building with the heated rooms of the men’s sector to the west and the women’s to the east.
Work also took place in the women’s sector of the bath building in order to complete the excavation and recording along the side facing onto the basalt-paved road, the so called via delle Terme. Here, excavation continued inside a room interpreted as a _latrina_, whose white mosaic floor had been partially uncovered in the room’s western part during the 2010 season.
The _palestra_ and a series of rooms connecting to it, arranged along the entire west side, were identified in the southern sector of the bath complex. Here, it was decided to concentrate on the central-eastern part of the large space in order to complete its excavation and see whether there were any service rooms mirroring those found on the west side. The excavations identified the eastern edge of the room, so that the complete perimeter of the _palestra_, and a new entrance situated in the south-eastern corner were exposed.
The discovery of a robber trench along the western edge made it possible to reconstruct the line of a portico in this sector, whose back wall at least must have been richly decorated with plaster, as indicated by the substantial amount present in a layer close to the robber trench. Below the surface layers in the open-air central sector, there were a series of accumulations of circular-shaped building materials with clear traces of contact with fire. They may be associated with the extemporaneous reworking of building materials, in the phase of abandonment and robbing of the entire bath complex. The removal of the latest stratigraphy also exposed a third pool (5 m2) in the north-eastern part of the _palestra_ approximately on the same axis as the one opposite it on the west side. - Summary Author
- Agnese Ugolini - Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali, Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria (LabTAF
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali, Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria (LabTAF)
- Funding Body
- Comune di Castrocielo
Media
- Name
- Aquinum
- Year
- 2018
- Summary
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it
Nei mesi di Giugno, Luglio e Settembre si è svolta la decima campagna di scavi, della durata complessiva di otto settimane, nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR).
In questa campagna si è scelto di ampliare l’area d’indagine e di approfondire lo scavo di ambienti già individuati, raggiungendo un’estensione complessiva dell’area indagata di circa un ettaro.
Si è proceduto quindi all’approfondimento di ambienti già individuati nel corso delle precedenti campagne archeologiche, in particolare nel blocco centrale dell’edifico, interessato dagli ambienti riscaldati del settore maschile ad Ovest e di quello femminile ad Est.
In particolare le indagini nel settore maschile hanno riguardato lo scavo del tepidarium e di due praefurnia che alimentavano il caldarium. I dati recuperati dallo scavo nel tepidarium maschile restituiscono l'esistenza di un grande vano riscaldato in cui sono state identificate due fasi edilizie, l'ultima coincidente con la ripavimentazione del vano nel corso del II secolo d.C, cui si associa anche un riadattamento/miglioramento del sistema di riscaldamento.
Per quanto riguarda la nuova pavimentazione, i disegni figurativi superstiti (rinoceronte, pantera e grifone marini) sono confrontabili stilisticamente con motivi tipici della prima metà del II secolo d.C., periodo in cui nelle Terme Vecciane si riscontra una generale fase di monumentalizzazione edilizia.
Per il settore femminile, le indagini hanno interessato lo scavo di alcuni ambienti le cui fasi edilizie rimandano approssimativamente alla tarda età repubblicana – prima età imperiale. Resta ancora da chiarire se tali vani costituivano gli ambienti più orientali del settore femminile oppure se erano relativi ad un settore non più pertinente all’edificio termale.
Altri dati sono derivati dalla conclusione dello scavo della latrina ed in particolare di condotti per il deflusso delle acque reflue. Gli strati di riempimento hanno restituito frr. di intonaci policromi figurati e, in alcuni casi, con iscrizione dipinta in rosso.
Altri interventi hanno avuto come oggetto il completamento delle attività di scavo e di documentazione della strada, di un tratto della cosiddetta Via delle Terme, che delimita a Nord l'edificio termale. In particolare si è portato alla luce la prosecuzione verso Est del tratto glareato della suddetta via.
Nel settore meridionale dell’impianto termale, dove è stata individuata la palestra e una serie di ambienti ad essa collegati, disposti lungo tutto il lato occidentale ed orientale, si decide di concentrare le operazioni nella zona settentrionale, dove si intercetta il muro perimetrale Nord che separava il cortile porticato dai _praefurnia_ che alimentavano i _caldaria_ dell'impianto termale. Altre operazioni sono state effettuate nel settore occidentale della palestra dove sono state intercettate delle strutture pertinenti al primo impianto del cortile.
Numerosi sono inoltre i dati riferibili alle attività di spoliazione e smantellamento rilevate nell'area della palestra e che trasformarono l'edificio termale in una vera e propria cava durante l'età tardoantica elemento che va ad aggiungersi, in ordine cronologico, è il rinvenimento di una tomba di VI-VII sec. d.C., posizionata nella parte Nord della palestra.
Nel mese di settembre, inoltre, è stato aperto un nuovo fronte di scavo nei pressi del teatro, denominato Area 25000. La scelta di indagare questo settore nasce dall’osservazione di alcune interessanti anomalie da foto aerea rilevate nell’estate del 2015 in uno dei campi ad ovest del settore oggetto di scavo. L’enfatizzazione delle tracce percepibili ha evidenziato in maniera eloquente l’angolo nord-occidentale di una grande struttura porticata, preliminarmente identificata come una _porticus duplex_. Le indagini sono state finalizzate alla ricerca dell’ipotetica prosecuzione della struttura ed alla comprensione dell’assetto urbanistico di questa zona della colonia romana. -
en
This was the 10th campaign of excavations in the urban area of _Aquinum_, in the locality of S. Pietro Vetere (Castrocielo FR). During this campaign, the excavation area was extended and excavation deepened in the rooms already identified, in particular in the central block of the building where the heated rooms of the male sector to the west, and female to the east are situated. An overall excavation area of c. one hectare was reached.
In particular, in the male sector the investigation involved the excavation of the _tepidarium_ and the two _praefurnia_ that heated the _calidarium_. The excavation data from the male _tepidarium_ showed the existence of a large heated room with two construction phases, the later one coinciding with the re-paving of the room during the 2nd century A.D., associated with alterations or improvements to the heating system.
The surviving figures on the new floor (rhinoceros, panther and sea griffons) find stylistic parallels with motifs typical of the first half of the 2nd century A.D., period when the Vecciane baths saw a general phase of monumentalisation.
In the female sector of the baths, a number of rooms were excavated whose construction phases date to the late Republican-early imperial period. It remains to be clarified whether these rooms constituted the easternmost part of the female sector or whether they related to a sector that was not part of the baths.
The excavation of the latrine and in particular the conduits for the drainage of wastewater was completed. The layers of fill contained fragments of polychrome figured wall plaster including some with inscriptions painted in red.
Other interventions aimed to complete the excavation and documentation of the road, a section of the so-called Via delle Terme, which delimits the bath building to the north. The eastern continuation of the gravel stretch of this road was uncovered.
In the southern sector of the baths, where the gymnasium and a series of rooms connected to it were identified, arranged along the west and east sides, it was decided to concentrate on the northern zone, where the north perimeter wall was intercepted that separated the porticoed courtyard of the _praefurnia_ that heated the _calidarium_ from the bath complex.
Other interventions took place in the western part of the gymnasium where the structures belonging to the first courtyard construction were intercepted.
There was substantial evidence of robbing and dismantling in the gymnasium area, which turned the bath complex into a quarry during the late antique period, and a 6th-7th century burial was found in the northern part of the gymnasium.
A new trench was opened by the theatre (Area 25000). The decision to investigate here was based on the presence of several anomalies in the aerial photographs taken in 2015, in one of the fields west of the excavation area. The traces were seen to be the north-western corner of a large colonnaded structure, which it is suggested was a _porticus_ _duplex_. The investigations aimed to find the hypothetical continuation of the structure and gain some understanding of the urban layout in this part of the Roman colony. - Summary Author
- Paola Guacci - Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali, Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria (LabTAF)
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali, Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria (LabTAF)
- Funding Body
- Comune di Castrocielo
Media
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Ceraudo 2004G. Ceraudo (a cura di), 2004, Ager Aquinas. Aerotopografia archeologica lungo la valle dell’antico Liris, Roma.
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Nicosia, Ceraudo 2007A. Nicosia, G. Ceraudo (a cura di), 2007, Spigolature Aquinati. Studi storico-archeologici su Aquino e il suo territorio, Atti della Giornata di Studio - Aquino, 19 maggio 2007, Aquino (FR).
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Ceraudo 2008G. Ceraudo, 2008, Progetto“Ager Aquinas”. La carta archeologica di Aquinum e territorio, in Atti del Convegno “Dalle sorgenti alla foce. Il bacino del Liri-Garigliano nell\'antichità: culture, contatti, scambi” (Frosinone-Formia, 10-12 novembre 2005), Roma: 145-156.
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Ceraudo 2011G. Ceraudo, Aquinum. Campagne di scavo 2009-2011, in Studi Cassinati, XI, 3: 163-168.
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Ceraudo 2012G. Ceraudo, Progetto ‘Ager Aquinas’. Indagini aerotopografiche finalizzate allo studio della città romana di Aquinum (Lazio, Italia), in F. Vermeulen, G. J. Burgers, S. Keay, C. Corsi (Eds.), Urban Landscape Survey in Italy and the Mediterranean, Oxford (UK): 94-104.
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Ceraudo et Ali 2013G. Ceraudo, C. Molle, D. Nonnis, 2013, L’iscrizione musiva delle Terme Centrali di Aquinum, in Orizzonti. Rassegna di archeologia XIV, pp. 101-109.
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Albiero et alii 2014A. Albiero et alii, 2014, Le terme centrali di Aquinum (Castrocielo, FR). Campagne di scavo 2009-2013, in Folder. The Journal of Fasti Online, 316, pp. 1-20.
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Ceraudo - Murro 2014G. Ceraudo, G. Murro, 2014, Aquinum. Guida ai Monumenti e all'Area Archeologica, Foggia.
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Ceraudo, Vincenti 2015G. Ceraudo, V. Vincenti, 2015., Le terme centrali di Aquinum (FR): considerazioni preliminari sulle fasi e sulle pavimentazioni, in Atti del XX Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (AISCOM), Roma 19-22 marzo 2014.
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Ceraudo, Vincenti 2018G. Ceraudo, V. Vincenti, 2018, Nuovi pavimenti dalle terme centrali di Aquinum, in Atti del XXIII Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (AISCOM), Narni 15-18 marzo 2017, Roma: 461-470.

