Name
Elena Marocchino
Organisation Name
Università degli Studi di Ferrara

Season Team

  • AIAC_265 - Grotta Reali - 2009
    Il sito neandertaliano di Grotta Reali è ubicato nel comune di Rocchetta a Volturno, poco lontano dalle sorgenti del Volturno, a circa 500 metri s.l.m. Individuato nel 2001 dall’amatore P. Berardinelli è stato dapprima oggetto di ricognizioni archeologiche di superficie (anni 2001 e 2005) e successivamente di interventi sistematici di scavo, attivati tra il 2006 e il 2007 che hanno portato a tracciare un quadro complessivo delle modalità di formazione del deposito e delle dinamiche occupazionali. Il sito si apre in una parete di _calcareous tufa_ parzialmente erosa dalle attività di cava le quali hanno limitato la leggibilità della sua morfologia originaria; sembra tuttavia condivisibile che si trattasse di una grotta di piccole dimensioni occupata da gruppi neandertaliani durante l’ultimo Interglaciale in un periodo di interruzione della deposizione dei _tufa_. L’analisi stratigrafica condotta su un deposito archeologico dello spessore di circa due metri, ha portato al riconoscimento di due orizzonti di frequentazione antropica (US 5 e US 2β-2γ) definiti da numerosi manufatti in selce, frammenti ossei e da due focolari, intercalati a livelli sterili (US 3 e 4). Successivamente l’abbandono da parte dell’uomo, la grotta è stata occupata dai carnivori poiché negli orizzonti più recenti (US 1 e US 2abc) le tracce legate alla loro attività prevalgono su quelle antropiche. L’industria litica di Grotta Reali è costituita da circa 8000 manufatti, confezionati su selce locale raccolta nelle vicinanze e trasportata al sito in forma greggia e successivamente sgrossata e lavorata. Tutte le fasi della catena operativa, dunque, si svolgevano sul sito. Nei livelli archeologici sono infatti presenti elementi appartenenti ai diversi stadi: schegge di decorticazione e sgrossatura, sottoprodotti di messa in forma del nucleo, scarti di lavorazione, prodotti finiti, nuclei. I metodi di scheggiatura utilizzati per produrre schegge e strumenti ritoccati quali raschiatoi e denticolati risultano vari; si va da una produzione opportunista, mirata alla produzione veloce del maggior numero possibile di schegge da utilizzare, ad una produzione predeterminata come quella Levallois o laminare. Lo studio della fauna ha permesso di stabilire che il gruppo umano che ha occupato la grotta si è cibato in particolare di cervi, caprioli, stambecchi e bue primigenio, tutte specie probabilmente cacciate in un areale relativamente prossimo alla grotta e caratterizzato dalla presenza di ambienti boschivi con alternanza di zone più aperte e di acque libere. L’analisi archeozoologica ha permesso il riconoscimento di diverse tracce legate ad un intervento antropico; l’osservazione allo stereomicroscopio ha evidenziato la presenza su alcune superfici ossee di cutmarks prodotte dall’azione di scorrimento del bordo di uno strumento litico all’atto del depezzamento delle masse carnee, e di incavi e bordi di frattura derivanti da azioni di fratturazione intenzionale per il recupero del midollo osseo. Il sito di Grotta Reali rappresenta una delle prime testimonianze, analizzate in modo approfondito, dell’occupazione di _Homo neanderthalensis_ nel territorio molisano e con la sua datazione radiometrica a 33-40.000 anni BP, occupa le ultime fasi del Paleolitico medio, inserendosi tra i siti di riferimento per le fasi terminali del Paleolitico medio.