- Item
- AIAC_2840
Seasons
-
AIAC_2840 - Fondi ex Cossar - 2011L’area dei fondi ex Cossar si trova nel settore sud-orientale della città antica, immediatamente all’interno della cinta muraria di età repubblicana, nelle vicinanze della celebre basilica cristiana. Qui gli scavi novecenteschi di Giovanni Battista Brusin, seguiti dagli interventi di Luisa Bertacchi, portarono in luce una torre angolare appartenente alla suddetta opera difensiva, un tratto di strada basolata e un’ampia porzione di quartiere abitativo contraddistinta dalla ricca presenza di pavimentazioni musive. Benché profondamente restaurato e aperto da decenni al pubblico, il settore occupato dalle abitazioni rimase a lungo oggetto di difficoltà interpretative, determinate dalla lacunosa conoscenza delle testimonianze strutturali sotto l’aspetto planimetrico, funzionale e cronologico. I resti della torre difensiva, in precario stato di conservazione, furono invece ben presto reinterrati. A partire dal 2009, su incarico della Fondazione Aquileia, alla quale è conferita l’area ai fini della valorizzazione, e in convenzione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova sta attuando un articolato progetto di ricerca. L’impegno dell’Ateneo patavino si concentra in particolare sulla casa centrale, che presenta caratteristiche di maggiore leggibilità dal punto di vista planimetrico rispetto a quelle confinanti, tanto da essere talvolta citata in modo autonomo con riferimento al mosaico della scena di pesca, uno dei suoi pavimenti musivi più conosciuti. Le nuove ricerche riguardano sia il settore abitativo già esposto da tempo, con approfondimenti mirati nella corte centrale e negli ambienti prossimi al tratto stradale sopra ricordato, sia la porzione occidentale della casa, sita all’interno di un campo adiacente che è stato recentemente acquisito allo scopo. Le indagini stanno così interessando nel complesso una superficie assai vasta, pari a circa 1840 mq, nell’intento di affrontare per la prima volta in modo unitario lo studio dell’intero impianto della casa centrale, esaminandone e ricostruendone la planimetria, gli accessi e i percorsi interni, la funzione degli ambienti, le tecniche costruttive, le coperture, la collocazione urbanistica e la cronologia delle fasi di costruzione, di vita e di abbandono. Le campagne di scavo sin qui condotte consentono di ipotizzare l’esistenza di un primo edificio domestico, caratterizzato dalla tipologia ad atrio ben nota nell’edilizia abitativa romana ma sinora mai documentata ad Aquileia, il quale fu oggetto di un deciso intervento di ampliamento nel corso dell’età imperiale. Dati stratigrafici di particolare importanza, attualmente in corso di studio, riguardano anche le fasi di frequentazione tardo antiche e alto medievali, purtroppo molto spesso trascurate da una lunga tradizione di scavi aquileiesi rivolti più al ritrovamento di strutture, mosaici e manufatti di età romana che alla ricostruzione delle sequenze storico-insediative. Sondaggi di dimensioni più ridotte riguardano infine il tratto di strada basolata e la torre difensiva, al fine di verificarne le modalità realizzative e la datazione.
-
AIAC_2840 - Fondi ex Cossar - 2012The 2012 campaign investigated three different sectors of the excavation. Area I investigated part of the town wall at the south-eastern end of the archaeological area. The defensive structure, uncovered in 1932 and then reburied, was newly investigated in 2011. The other two sectors (areas II and III) are situated inside the large _domus_ occupying the central sector of the archaeological area. The house was partially excavated last century, and investigations were renewed in 2009. In area I, excavations continued inside the trench opened in the previous season. Here, the consistence of the stratigraphic deposits associated with the construction and use of the brick-built town walls, traditionally thought to be of Republican date, was documented. Elements emerged that are of use for defining the construction methods and for documenting the restructuring of the wall in the middle imperial period. An analysis of the stratigraphic contexts will make it possible to date the construction and restoration phases of the walls for the first time, adding significant elements to the history of Aquileia’s urban development. The other interventions involved the large _domus_ situated in the central part of the area. Excavations in area II investigated the large south-eastern sector of the house. Mainly negative traces were uncovered of the eastern end, the structures relating to a portico facing onto the nearby road, a series of shops between the portico and the house itself, some small underground drains, as well as several occupation and reconstruction phases subsequent to the original construction. In the western sector of the house (area III), last year’s excavations revealed the existence of an original nucleus characterised by a typical “atrium” arrangement. This is the first example at Aquileia of this type of plan, widely known in houses of Republican and imperial date. This year’s excavations in this sector aimed to resolve some important questions regarding the dating and entity of the construction phases and the layout and size of this _domus_. In particular, interventions took place in the _vicolo_ alongside the house, in the south wing of the atrium and the western end of the long corridor joining the large porticoed courtyard to the centre of the house. Trenches were also opened at the centre of the atrium, where a well was emptied, in the northern _cubicola_ and the entrance area.
-
AIAC_2840 - Fondi ex Cossar - 2013Nella campagna 2013 le ricerche hanno riguardato due diverse aree di scavo, ubicate all’interno della grande _domus_ indagata a partire dal 2009. La prima (area II) si estende nel settore centrale e orientale della casa; la seconda (area III) si trova nel settore occidentale, acquisito nel 2010 dalla Fondazione Aquileia e sino ad allora quasi ignoto dal punto di vista archeologico. Gli scavi nell’area II hanno interessato innanzitutto l’esteso settore sud-est dell’edificio abitativo, in continuità con le indagini avviate nella campagna 2012. Lo scavo ha consentito sia di mettere in luce le tracce di una complessa e articolata sequenza di attività produttive svolte all’interno di un ambiente affacciato sul tratto stradale che fiancheggia il lato est della casa, sia di documentare i resti, seppur estremamente lacunosi, del cordolo di un sottostante e più antico asse viario con il medesimo orientamento nord-sud. Tale settore offre quindi molteplici spunti di interesse non solo per quanto concerne le vicende dell’edificio domestico, ma anche in relazione ad altri aspetti legati all’archeologia della produzione e alla viabilità urbana aquileiese. Nella stessa area II un secondo contesto di particolare rilevanza è stato riconosciuto nel settore settentrionale della casa, al fine di stabilire i limiti dell’edificio domestico in corrispondenza di uno spazio scoperto, già posto in luce lo scorso secolo, la cui lettura appariva però di difficile soluzione. Altri tre sondaggi, molto più contenuti dal punto di vista spaziale, ma di sicuro interesse per la ricostruzione delle fasi di sviluppo planimetrico dell’edificio, hanno interessato poi il settore orientale della casa, quello meridionale e quello della corte centrale. Vari sondaggi hanno riguardato anche l’opposto settore occidentale dell’abitazione (area III). Le indagini in quest’area, condotte a partire dal 2010, stanno permettendo di comprendere nella loro interezza la planimetria, l’articolazione e i percorsi interni dell’edificio domestico. Ciò riveste un eccezionale interesse scientifico, poiché è questa la prima volta in cui ad Aquileia viene posto in luce e affrontato sistematicamente lo studio di una casa di età romana nel suo complesso. In corrispondenza del settore centrale dell’area III, le indagini archeologiche degli anni scorsi hanno evidenziato l’esistenza di un originario nucleo abitativo caratterizzato da un impianto planimetrico riferibile alla tipologia domestica “ad atrio”, ampiamente diffusa in ambito romano in età repubblicana e alto imperiale, ma sinora mai attestata con sicurezza ad Aquileia. In questo contesto è stato affrontato lo scavo della supposta bottega affiancata all’ingresso della casa, contraddistinta da una complessa sequenza stratigrafica, e sono state condotte alcune verifiche puntuali all’interno dell’atrio e di un secondo spazio attiguo all’ingresso, nonché lungo l’asse stradale nord-sud dal quale si accedeva all’abitazione. Sempre nell’area III, è stata portata a termine l’indagine all’interno di un ambiente già parzialmente scavato lo scorso secolo, individuando una serrata sequenza di piani pavimentali sovrapposti e le successive tracce di un’interessante frequentazione tardo antica legata allo svolgimento di attività metallurgiche.
-
AIAC_2840 - Fondi ex Cossar - 2015Dal 25 maggio al 19 giugno 2015 si è svolta la sesta campagna di scavo presso l’area demaniale dei fondi ex Cossar conferiti in gestione alla Fondazione Aquileia. Le indagini sono state coordinate e condotte sul campo dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, in co-direzione con la Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia. Le indagini stratigrafiche, finalizzate a definire alcuni dettagli planimetrici e cronologici della domus in vista degli interventi di valorizzazione dell’area, hanno riguardato sia l’area II, che coincide con il settore centrale e orientale dell’isolato, già visibile e visitabile in seguito agli interventi del secolo scorso, sia l’area III, che corrisponde al settore occidentale dell’area, acquisito nel 2010 dalla Fondazione Aquileia. Per quanto riguarda l’area II, un primo sondaggio, molto contenuto dal punto di vista spaziale, è stato realizzato nel settore orientale della casa (saggio 1), in corrispondenza delle botteghe, dove è stato indagato un piccolo lembo di stratigrafia mai scavato fino ad ora al fine di verificare la presenza e l’estensione di strutture in quest’area in vista degli interventi di restauro e valorizzazione. Di impegno maggiore le indagini nel settore sud-est dell’edificio abitativo (saggio 4), che si sono sviluppate in continuità con le indagini avviate nelle campagne 2012 e 2013 in un’area prospiciente il portico orientale e occupata da una bottega. Lo scavo ha consentito di mettere in luce completamente la struttura 7270 identificata come un forno per alimenti e la stratigrafia esterna alla struttura, ma ad essa connessa; ci si è inoltre approfonditi nella zona del portico indagando gli strati di sistemazione dell’area e identificando infine una nuova struttura muraria nella parte settentrionale del saggio. Nella stessa area II un altro contesto di particolare rilevanza è stato riconosciuto nel settore settentrionale dell’area di scavo (saggio 6), dove è stato possibile indagare l’angolo nord-orientale dell’edificio, riportando in luce ulteriori tratti del muro perimetrale nord della domus e del muro di fondo del portico adiacente alla strada, nonché alcune canalette attribuibili a diverse fasi edilizie. Infine, un quarto intervento ha interessato il settore occidentale (area III), dove è stato completato lo scavo di un ambiente già parzialmente indagato nel secolo scorso e nelle precedenti campagne (saggio 1, ambiente 11), rimuovendo alcune evidenze relative ad un’attività metallurgica fino a riportare in luce i resti di un tessellato geometrico bianco e nero, in parte già individuato nel 2013. Come di consueto, in parallelo alle indagini di scavo sono stati effettuati e costantemente aggiornati i rilievi planimetrici e strutturali mediante l’utilizzo di una stazione totale Leica TCR705. I rilievi, a cura del dott. Simone Berto, sono stati restituiti tramite software di disegno tecnico (Autodesk AutoCAD) in formati vettoriali correnti (.dwg e .dxf). Le ricerche sul campo sono state affiancate dalle consuete operazioni di ripulitura, catalogazione, disegno e riprese fotografiche di tutti i reperti ceramici, vitrei e metallici riportati in luce in connessione alle stratigrafie, nonché dalla classificazione dei rinvenimenti monetali. La catalogazione dei reperti, a cura della dott.ssa Anna Riccato, è stata effettuata all’interno del database ADaM (software di base: FileMaker Pro) già utilizzato per le precedenti campagne, che accoglie attualmente le schede di circa 60.000 reperti fittili, metallici, vitrei e di altra natura.
Media
- Name
- Fondi ex Cossar
- Year
- 2011
- Summary
-
it
L’area dei fondi ex Cossar si trova nel settore sud-orientale della città antica, immediatamente all’interno della cinta muraria di età repubblicana, nelle vicinanze della celebre basilica cristiana. Qui gli scavi novecenteschi di Giovanni Battista Brusin, seguiti dagli interventi di Luisa Bertacchi, portarono in luce una torre angolare appartenente alla suddetta opera difensiva, un tratto di strada basolata e un’ampia porzione di quartiere abitativo contraddistinta dalla ricca presenza di pavimentazioni musive. Benché profondamente restaurato e aperto da decenni al pubblico, il settore occupato dalle abitazioni rimase a lungo oggetto di difficoltà interpretative, determinate dalla lacunosa conoscenza delle testimonianze strutturali sotto l’aspetto planimetrico, funzionale e cronologico. I resti della torre difensiva, in precario stato di conservazione, furono invece ben presto reinterrati.
A partire dal 2009, su incarico della Fondazione Aquileia, alla quale è conferita l’area ai fini della valorizzazione, e in convenzione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova sta attuando un articolato progetto di ricerca. L’impegno dell’Ateneo patavino si concentra in particolare sulla casa centrale, che presenta caratteristiche di maggiore leggibilità dal punto di vista planimetrico rispetto a quelle confinanti, tanto da essere talvolta citata in modo autonomo con riferimento al mosaico della scena di pesca, uno dei suoi pavimenti musivi più conosciuti.
Le nuove ricerche riguardano sia il settore abitativo già esposto da tempo, con approfondimenti mirati nella corte centrale e negli ambienti prossimi al tratto stradale sopra ricordato, sia la porzione occidentale della casa, sita all’interno di un campo adiacente che è stato recentemente acquisito allo scopo. Le indagini stanno così interessando nel complesso una superficie assai vasta, pari a circa 1840 mq, nell’intento di affrontare per la prima volta in modo unitario lo studio dell’intero impianto della casa centrale, esaminandone e ricostruendone la planimetria, gli accessi e i percorsi interni, la funzione degli ambienti, le tecniche costruttive, le coperture, la collocazione urbanistica e la cronologia delle fasi di costruzione, di vita e di abbandono.
Le campagne di scavo sin qui condotte consentono di ipotizzare l’esistenza di un primo edificio domestico, caratterizzato dalla tipologia ad atrio ben nota nell’edilizia abitativa romana ma sinora mai documentata ad Aquileia, il quale fu oggetto di un deciso intervento di ampliamento nel corso dell’età imperiale. Dati stratigrafici di particolare importanza, attualmente in corso di studio, riguardano anche le fasi di frequentazione tardo antiche e alto medievali, purtroppo molto spesso trascurate da una lunga tradizione di scavi aquileiesi rivolti più al ritrovamento di strutture, mosaici e manufatti di età romana che alla ricostruzione delle sequenze storico-insediative.
Sondaggi di dimensioni più ridotte riguardano infine il tratto di strada basolata e la torre difensiva, al fine di verificarne le modalità realizzative e la datazione.
Media
- Name
- Fondi ex Cossar
- Year
- 2012
- Summary
-
en
The 2012 campaign investigated three different sectors of the excavation. Area I investigated part of the town wall at the south-eastern end of the archaeological area. The defensive structure, uncovered in 1932 and then reburied, was newly investigated in 2011. The other two sectors (areas II and III) are situated inside the large _domus_ occupying the central sector of the archaeological area. The house was partially excavated last century, and investigations were renewed in 2009.
In area I, excavations continued inside the trench opened in the previous season. Here, the consistence of the stratigraphic deposits associated with the construction and use of the brick-built town walls, traditionally thought to be of Republican date, was documented. Elements emerged that are of use for defining the construction methods and for documenting the restructuring of the wall in the middle imperial period. An analysis of the stratigraphic contexts will make it possible to date the construction and restoration phases of the walls for the first time, adding significant elements to the history of Aquileia’s urban development.
The other interventions involved the large _domus_ situated in the central part of the area. Excavations in area II investigated the large south-eastern sector of the house. Mainly negative traces were uncovered of the eastern end, the structures relating to a portico facing onto the nearby road, a series of shops between the portico and the house itself, some small underground drains, as well as several occupation and reconstruction phases subsequent to the original construction.
In the western sector of the house (area III), last year’s excavations revealed the existence of an original nucleus characterised by a typical “atrium” arrangement. This is the first example at Aquileia of this type of plan, widely known in houses of Republican and imperial date. This year’s excavations in this sector aimed to resolve some important questions regarding the dating and entity of the construction phases and the layout and size of this _domus_. In particular, interventions took place in the _vicolo_ alongside the house, in the south wing of the atrium and the western end of the long corridor joining the large porticoed courtyard to the centre of the house. Trenches were also opened at the centre of the atrium, where a well was emptied, in the northern _cubicola_ and the entrance area. -
it
Nella campagna di scavo 2012 le indagini hanno riguardato tre diversi settori di scavo. Il primo (area I) ha interessato una porzione della cinta urbica all’estremità sud-orientale dell’area archeologica. La struttura difensiva, portata in luce nel 1932 e poi interrata, era stata nuovamente individuata nella campagna 2011. Gli altri due settori (aree II e III) si trovano invece all’interno della grande _domus_ che occupa il settore centrale dell’area archeologica. L’abitazione fu parzialmente indagata durante il secolo scorso, per diventare oggetto delle nuove ricerche avviate nella campagna 2009.
Nell’area I sono riprese le indagini all’interno del saggio aperto nella scorsa campagna. Lo scavo ha permesso di verificare la consistenza dei depositi stratigrafici connessi con la costruzione e l’utilizzo delle mura urbiche in laterizi, ritenute tradizionalmente di età repubblicana. Sono così emersi elementi utili alla definizione delle modalità realizzative della struttura e alcune evidenze che documentano sul terreno un episodio di ristrutturazione della cinta muraria avvenuto nella media età imperiale. L’analisi dei contesti stratigrafici permetterà di precisare per la prima volta la datazione delle fasi di costruzione e di restauro delle mura, apportando significativi elementi alla ricostruzione storico-urbanistica dell’intera Aquileia.
Gli altri interventi esplorativi riguardano invece la grande _domus_ sita nella fascia centrale dei fondi ex Cossar. Gli scavi nell’area II hanno riguardato l’esteso settore sud-est dell’edificio abitativo, in precedenza non interessato dagli interventi esplorativi del 2009 e del 2010. Come previsto, le indagini hanno messo in luce le tracce, per lo più in negativo, dell’estremità est del perimetrale meridionale dell’abitazione, delle strutture pertinenti al portico affacciato sul vicino cardine stradale, della serie di botteghe disposte tra il portico stesso e la casa, di alcune canalette ipogee per il deflusso idrico, nonché di diversi episodi di vita e di ristrutturazione edilizia successivi alla fase di costruzione.
Piuttosto articolata è la situazione indagata nell’opposto settore occidentale della casa (area III), dove le indagini archeologiche dell’anno scorso hanno evidenziato l’esistenza di un originario nucleo abitativo caratterizzato da un canonico impianto “ad atrio”. Si tratta, com’è noto, di una tipologia domestica ampiamente diffusa in ambito romano in età repubblicana e alto imperiale, ma sinora mai attestata con sicurezza ad Aquileia. Nella campagna 2012 le indagini all’interno di quest’area sono riprese con l’obiettivo di sciogliere alcuni importanti dubbi sulla datazione e sull’entità delle fasi di costruzione e di sviluppo planimetrico e dimensionale della casa. In particolare sono stati effettuati alcuni sondaggi mirati nel settore meridionale dell’area e in quello centrale. Nel settore meridionale si è intervenuti presso l' _ambitus_ adiacente all’abitazione, l’ala sud dell’atrio e l’estremità ovest del lungo corridoio di raccordo con la grande corte porticata al centro dell’abitazione. Nel settore centrale si sono aperti saggi stratigrafici al centro dell’atrio (dove si è proceduto anche allo svuotamento di un pozzo per la captazione idrica), nei _cubicula_ settentrionali e nel settore dell’ingresso.
Parallelamente alle indagini sul campo è proseguita da parte del gruppo di architetti dell’Università IUAV di Venezia l’opera di progettazione degli interventi di valorizzazione dell’area archeologica previsti dalla Fondazione Aquileia.
Media
- Name
- Fondi ex Cossar
- Year
- 2013
- Summary
-
it
Nella campagna 2013 le ricerche hanno riguardato due diverse aree di scavo, ubicate all’interno della grande _domus_ indagata a partire dal 2009.
La prima (area II) si estende nel settore centrale e orientale della casa; la seconda (area III) si trova nel settore occidentale, acquisito nel 2010 dalla Fondazione Aquileia e sino ad allora quasi ignoto dal punto di vista archeologico.
Gli scavi nell’area II hanno interessato innanzitutto l’esteso settore sud-est dell’edificio abitativo, in continuità con le indagini avviate nella campagna 2012.
Lo scavo ha consentito sia di mettere in luce le tracce di una complessa e articolata sequenza di attività produttive svolte all’interno di un ambiente affacciato sul tratto stradale che fiancheggia il lato est della casa, sia di documentare i resti, seppur estremamente lacunosi, del cordolo di un sottostante e più antico asse viario con il medesimo orientamento nord-sud.
Tale settore offre quindi molteplici spunti di interesse non solo per quanto concerne le vicende dell’edificio domestico, ma anche in relazione ad altri aspetti legati all’archeologia della produzione e alla viabilità urbana aquileiese.
Nella stessa area II un secondo contesto di particolare rilevanza è stato riconosciuto nel settore settentrionale della casa, al fine di stabilire i limiti dell’edificio domestico in corrispondenza di uno spazio scoperto, già posto in luce lo scorso secolo, la cui lettura appariva però di difficile soluzione.
Altri tre sondaggi, molto più contenuti dal punto di vista spaziale, ma di sicuro interesse per la ricostruzione delle fasi di sviluppo planimetrico dell’edificio, hanno interessato poi il settore orientale della casa, quello meridionale e quello della corte centrale.
Vari sondaggi hanno riguardato anche l’opposto settore occidentale dell’abitazione (area III).
Le indagini in quest’area, condotte a partire dal 2010, stanno permettendo di comprendere nella loro interezza la planimetria, l’articolazione e i percorsi interni dell’edificio domestico.
Ciò riveste un eccezionale interesse scientifico, poiché è questa la prima volta in cui ad Aquileia viene posto in luce e affrontato sistematicamente lo studio di una casa di età romana nel suo complesso.
In corrispondenza del settore centrale dell’area III, le indagini archeologiche degli anni scorsi hanno evidenziato l’esistenza di un originario nucleo abitativo caratterizzato da un impianto planimetrico riferibile alla tipologia domestica “ad atrio”, ampiamente diffusa in ambito romano in età repubblicana e alto imperiale, ma sinora mai attestata con sicurezza ad Aquileia.
In questo contesto è stato affrontato lo scavo della supposta bottega affiancata all’ingresso della casa, contraddistinta da una complessa sequenza stratigrafica, e sono state condotte alcune verifiche puntuali all’interno dell’atrio e di un secondo spazio attiguo all’ingresso, nonché lungo l’asse stradale nord-sud dal quale si accedeva all’abitazione.
Sempre nell’area III, è stata portata a termine l’indagine all’interno di un ambiente già parzialmente scavato lo scorso secolo, individuando una serrata sequenza di piani pavimentali sovrapposti e le successive tracce di un’interessante frequentazione tardo antica legata allo svolgimento di attività metallurgiche. -
en
During the 2013 campaign excavations took place in two different areas situated inside the large _domus_ where investigations began in 2009.
The first (area II), was in the central and eastern sectors of the house; the second (area III), was situated in the western sector, acquired in 2010 by the Fondazione Aquileia and until then almost unknown archaeologically.
The excavations in area II mainly involved the extensive south-east sector of the residential structure, continuing on from the 2012 investigations.
The excavations exposed traces of a complex sequence of production activities undertaken inside a room facing onto the stretch of road flanking the east side of the house. The remains (extremely patchy) of the kerb of an underlying earlier road on the same north-south alignment were also documented.
This sector offers several points of interest not only regarding the domestic building but also in relation to other aspects linked to the archaeology of production and the urban road network of Aquileia.
A second important context was uncovered in this area in the northern part of the house as it established the perimeter of the residential building in correspondence with an open area, already excavated in the last century, whose interpretation appeared difficult. Three smaller trenches were opened in the east and south sectors of the house, and in the courtyard in order to gain more evidence for the development phases of the _domus_.
Other trenches were dug in the western sector of the house (area III). Here, the investigations, which began in 2010, gradually revealed the structure’s complete plan and internal organisation. This is of great importance because it is the first time that a complete Roman house has been excavated and systematically studied in Aquileia.
In recent years, excavations have revealed the existence of an original residential nucleus in the central sector of area III. The plan showed it to be an “atrium” house, a type widespread in the Roman Republican and early imperial periods but to date unknown with certainty at Aquileia.
The supposed workshop/shop next to the entrance to the house was excavated. The stratigraphy was complex and test pits were dug inside the atrium and in a second space next to the entrance, as well as along the north-south road from which the building was entered in order to check it.
Also in area III, the excavation inside a room partially investigated last century was completed. This revealed a close sequence of overlying floor surfaces and successive traces of an interesting late antique occupation linked to metalworking activity.
Media
- Name
- Fondi ex Cossar
- Year
- 2015
- Summary
-
it
Dal 25 maggio al 19 giugno 2015 si è svolta la sesta campagna di scavo presso l’area demaniale dei fondi ex Cossar conferiti in gestione alla Fondazione Aquileia. Le indagini sono state coordinate e condotte sul campo dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, in co-direzione con la Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia.
Le indagini stratigrafiche, finalizzate a definire alcuni dettagli planimetrici e cronologici della domus in vista degli interventi di valorizzazione dell’area, hanno riguardato sia l’area II, che coincide con il settore centrale e orientale dell’isolato, già visibile e visitabile in seguito agli interventi del secolo scorso, sia l’area III, che corrisponde al settore occidentale dell’area, acquisito nel 2010 dalla Fondazione Aquileia.
Per quanto riguarda l’area II, un primo sondaggio, molto contenuto dal punto di vista spaziale, è stato realizzato nel settore orientale della casa (saggio 1), in corrispondenza delle botteghe, dove è stato indagato un piccolo lembo di stratigrafia mai scavato fino ad ora al fine di verificare la presenza e l’estensione di strutture in quest’area in vista degli interventi di restauro e valorizzazione.
Di impegno maggiore le indagini nel settore sud-est dell’edificio abitativo (saggio 4), che si sono sviluppate in continuità con le indagini avviate nelle campagne 2012 e 2013 in un’area prospiciente il portico orientale e occupata da una bottega. Lo scavo ha consentito di mettere in luce completamente la struttura 7270 identificata come un forno per alimenti e la stratigrafia esterna alla struttura, ma ad essa connessa; ci si è inoltre approfonditi nella zona del portico indagando gli strati di sistemazione dell’area e identificando infine una nuova struttura muraria nella parte settentrionale del saggio.
Nella stessa area II un altro contesto di particolare rilevanza è stato riconosciuto nel settore settentrionale dell’area di scavo (saggio 6), dove è stato possibile indagare l’angolo nord-orientale dell’edificio, riportando in luce ulteriori tratti del muro perimetrale nord della domus e del muro di fondo del portico adiacente alla strada, nonché alcune canalette attribuibili a diverse fasi edilizie.
Infine, un quarto intervento ha interessato il settore occidentale (area III), dove è stato completato lo scavo di un ambiente già parzialmente indagato nel secolo scorso e nelle precedenti campagne (saggio 1, ambiente 11), rimuovendo alcune evidenze relative ad un’attività metallurgica fino a riportare in luce i resti di un tessellato geometrico bianco e nero, in parte già individuato nel 2013.
Come di consueto, in parallelo alle indagini di scavo sono stati effettuati e costantemente aggiornati i rilievi planimetrici e strutturali mediante l’utilizzo di una stazione totale Leica TCR705. I rilievi, a cura del dott. Simone Berto, sono stati restituiti tramite software di disegno tecnico (Autodesk AutoCAD) in formati vettoriali correnti (.dwg e .dxf).
Le ricerche sul campo sono state affiancate dalle consuete operazioni di ripulitura, catalogazione, disegno e riprese fotografiche di tutti i reperti ceramici, vitrei e metallici riportati in luce in connessione alle stratigrafie, nonché dalla classificazione dei rinvenimenti monetali. La catalogazione dei reperti, a cura della dott.ssa Anna Riccato, è stata effettuata all’interno del database ADaM (software di base: FileMaker Pro) già utilizzato per le precedenti campagne, che accoglie attualmente le schede di circa 60.000 reperti fittili, metallici, vitrei e di altra natura. -
en
This was the sixth campaign of excavations in the area of the ex Cossar property run by the Fondazione Aquileia. The fieldwork was coordinated and led by the University of Padova’s Department of Cultural Heritage, and the Archaeological Superintendency of Friuli Venezia Giulia.
Excavations, took place both in area II, corresponding with the central and eastern parts of the _insula_ (already visible following work carried out last century), and in area III, corresponding with the western part of the area. This work aimed towards finalizing and defining some details of the plan and chronology of the _domus_ prior to interventions to enhance the area, acquired in 2010 by the Fondazione Aquileia.
In area II, a small trench was opened in the eastern sector of the house (trench 1), in correspondence with the workshops, where a small patch of unexcavated stratigraphy was investigated in order to check for the presence of structures and their extension in this area prior to restoration and enhancement.
The investigations in the south-eastern sector of the house were more extensive (trench 4), and continued the work begun in 2012-2013 in an area in front of the east portico occupied by a workshop. The excavation completely uncovered structure 7270, identified as a food oven, and the associated stratigraphy outside it. Excavation also continued in the portico, where the layers attesting the re-organisation of the area were investigated and a new wall was identified in the northern part of the trench.
Another particularly important context was also identified in area II, in the northern part of the excavation area (trench 6). Here, the north-eastern corner of the building was investigated, exposing further sections of the northern perimeter wall of the _domus_ and of the rear wall of the portico next to the road, in addition to several small channels relating to different building phases.
Lastly, in the western sector (area III) the excavation of a room, partially investigated last century and in previous campaigns, was completed (trench 1, room 11). This involved the removal of evidence relating to metalworking activities in order to expose the remains of a white and black geometric mosaic, partially identified in 2013.
As usual, during the excavations structural recording and planning was undertaken using a Leica TCR705 total station. The data was processed using Autodesk AutoCAD.
Finds processing was also carried out: cleaning, cataloguing, drawing and photography of all the ceramic, glass and metal finds. The finds are catalogued in the ADaM database (using FileMaker Pro) already used in previous campaigns, which at present comprises entries for about 60,000 terracotta, metal, glass and other types of finds. - Summary Author
- Jacopo Bonetto Università degli Studi di Padova - Dipartimento dei Beni Culturali
- Vanessa Centola
- Caterina Previato - Università degli Studi di Padova
Media
-
Bonetto et al. 2009J. Bonetto, D. Bragagnolo, V. Centola, D. Dobreva, G. Furlan, E. Madrigali, A. Menin, C. Previato, 2009, Aquileia (UD). Fondi ex Cossar. Relazione delle ricerche 2009, in Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, 4.
-
Bonetto c.d.s.J. Bonetto, M. Salvadori, c.d.s., Aquileia. Edilizia domestica. I progetti di ricerca presso la cd. Domus delle Bestie ferite e presso l’area dei fondi ex Cossar, in Primo forum sulla ricerca archeologica in Friuli Venezia Giulia, Atti delle Giornate di studio (Aquileia, 28-29 gennaio 2011),in Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, 5.
-
Centola et al. c.d.s.V. Centola, G. Furlan., A. R. Ghiotto, E. Madrigali, C. Previato, c.d.s., La casa centrale dei fondi ex Cossar ad Aquileia: nuovi scavi e prospettive di ricerca, in J. Bonetto e M. Salvadori (a cura di), L’edilizia privata ad Aquileia e nel suo territorio, Atti delle Giornate di studio (Padova, 21-22 febbraio 2011), Padova.
-
Bonetto, Ghiotto 2011J. Bonetto, A. R. Ghiotto (a cura di), 2011, Aquileia. Fondi ex Cossar. Missione archeologica 2011, Padova.
-
Bonetto, Ghiotto 2012J. Bonetto, A.R. Ghiotto (a cura di), 2012, Aquileia. Fondi ex Cossar. Missione archeologica 2012, Padova.
-
De Min et al. 2012M. De Min, P. Grandinetti, E. Vassallo, 2012, Un’idea progettuale per la conservazione, protezione e valorizzazione dei resti della Domus della Pesca nel fondo Cossar, in L’architettura privata ad Aquileia in età romana, Atti del Convegno di studio (Padova, 21-22 febbraio 2011), a cura di J. Bonetto e M. Salvadori, Padova: 723-731.
-
Dobreva 2012D. Dobreva, 2012, Studio e analisi di alcuni contesti della domus centrale presso i fondi ex Cossar, in L’architettura privata ad Aquileia in età romana, Atti del Convegno di studio (Padova, 21-22 febbraio 2011), a cura di J. Bonetto e M. Salvadori, Padova: 369-405.
-
J. Bonetto, F. Ghedini 2014J. Bonetto, F. Ghedini, 2014, Vitruvio ad Aquileia. La casa ad atrio dei fondi ex Cossar, in Vitruvio e l’Archeologia. Tra Norma e Prassi, Atti del III Symposium di studi vitruviani (Fano, 8-11 novembre 2012), Venezia: 61-85.
-
J. Bonetto, M. Salvadori, 2010J. Bonetto, M. Salvadori, 2010, Aquileia. Edilizia domestica. I progetti di ricerca presso la cd. Casa delle Bestie ferite e presso l’area dei fondi ex Cossar, in Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, 5, Atti del I Forum sulla ricerca archeologica in Friuli Venezia Giulia (Aquileia, 28-29 gennaio 2011): 74-79.
-
J. Bonetto, A. R. Ghiotto (a cura di), 2013J. Bonetto, A. R. Ghiotto (a cura di), 2013, Aquileia. Fondi ex Cossar. Missione archeologica 2013, Padova.
-
V. Centola, S. Di Resta, 2013V. Centola, S. Di Resta, 2013, Scavo, conservazione e protezione dei “fondi ex Cossar” ad Aquileia. Un’occasione di ricerca multidisciplinare in un sistema integrato di valorizzazione, in Conservazione e valorizzazione dei siti archeologici. Approcci scientifici e problemi di metodo, Atti del Convegno di studi (Bressanone, 9-12 luglio 2013), a cura di G. Biscontin e G. Driussi, Venezia: 947-957.
-
V. Centola, G. Furlan, A. R. Ghiotto, E. Madrigali, C. Previato, 2012V. Centola, G. Furlan, A. R. Ghiotto, E. Madrigali, C. Previato, 2012, La casa centrale dei fondi ex Cossar ad Aquileia: nuovi scavi e prospettive di ricerca, in L’architettura privata ad Aquileia in età romana, Atti del Convegno di studio (Padova, 21-22 febbraio 2011), a cura di J. Bonetto e M. Salvadori, Padova: 105-129.
