Name
Monte Petrino - Rocca Montis Draconis
Date Range
800 – 1100
1200 – 1500

Seasons

  • AIAC_1025 - Monte Petrino - Rocca Montis Draconis - 2001
    Nel settembre, sono iniziate le prime esplorazioni presso la rocca di Mondragone ( _Montis Draconis_ ), un insediamento fortificato di età medievale che sovrasta l’attuale abitato. I risultati di questa prima campagna di scavo hanno evidenziato l’importanza del sito, suggerendo delle strategie di ricerca indirizzate verso un ampliamento delle indagini per comprendere la ricca articolazione di tutto l’insediamento, formato da un recinto d’altura, da un primo borgo fortificato con la chiesa, il torrione pentagonale ed una serie piuttosto numerosa di case ed ambienti di servizio, e da un secondo villaggio, che si estende sul versante meridionale della collina, a sua volta difeso da altre due cortine murarie.
  • AIAC_1025 - Monte Petrino - Rocca Montis Draconis - 2006
    L’insediamento fortificato relativo alla Rocca di Mondragone è attestato nella documentazione scritta dagli inizi del XII secolo. L’assenza di dati relativi a precedenti occupazioni del sito d’altura, sia d’età romana che di età tardoantica, sembra non sostenere l’ipotesi della persistenza dell’insediamento fortificato medievale su un preesistente sistema difensivo. Tuttavia, l’esistenza di un abitato di età protostorica sul versante occidentale dell’altura costituisce un precedente tipo di occupazione a carattere abitativo. In età normanna inizia una prima fase dell’insediamento fortificato, che interesserà sia il recinto fortificato superiore sia il primo villaggio/borgo e vedrà successivamente, fino alla tarda età angioina e aragonese, lo sviluppo relativo al secondo villaggio/borgo e la realizzazione del c.d. “palazzo residenziale”. La campagna di scavo del 2006 ha avuto come obbiettivo l’ampliamento delle zone indagate nelle campagne precedenti (2001-2005), e cioè il pianoro sommatale e l’area compresa tra la cisterna/torre e gli ambienti a ridosso della cinta muraria sud. Sul pianoro sommitale era l’originario insediamento fortificato dell'intero complesso, delimitato da una prima cinta muraria ad andamento fusiforme; alcuni edifici del villaggio ai piedi del primo recinto sul versante occidentale dell’altura, sono rinchiusi a loro volta entro una cinta muraria. Da questi ambienti addossati alla cinta muraria, il rinvenimento in un piano pavimentale di smaltata bianca e smaltata dipinta in blu, e un frammento di Deruta, offre un arco cronologico esteso tra il XV e il XVI secolo. Nell’area compresa tra la cisterna/torre e gli ambienti a ridosso della cinta muraria sud, nella quale erano stati messi in luce nelle campagne precedenti i livelli pavimentali in massetto di malta relativi all’ultima fase di frequentazione dell’area centrale del pianoro, abitata fin dall’età federiciana e abbandonata nella seconda metà del XV secolo, come attestano i rinvenimenti ceramici e metallici e numerose monete databili tra il XIII e la fine del XV secolo, sono stati riportati alla luce ulteriori frammenti di ceramica acroma sia depurata che ad impasto grezzo e dipinta a bande rosse, insieme a frammenti di legno e ossa animali.
  • AIAC_1025 - Monte Petrino - Rocca Montis Draconis - 2009
    Nel corso delle indagini archeologiche sul sito svoltesi tra il 2007 e il 2009 sono state indagate consistenti porzioni del pianoro sommitale dell’insediamento fortificato, con l’intento di chiarire la fisionomia e l’estensione della stratificazione relativa alle fasi di costruzione-frequentazione-distruzione dell’area e degli ambienti distribuiti all’interno della cinta muraria. Sul lato ovest è stato indagato il grande torrione semicircolare CF 9 nel quale sono state riconosciute tre fasi costruttive. Nell’ultima fase è stata realizzata una serie di intercapedini al di sotto del piano pavimentale in conglomerato, che intersecandosi tra di loro creano un reticolo atto all’alloggiamento di assi in legno. E’ stato ipotizzato che questo reticolo fungesse da sostegno per la base di una macchina da guerra, la cui potente gettata doveva essere in relazione con le caratteristiche dell’impalcatura che la sorreggeva. L’ambiente rettangolare CF10, ubicato a ridosso del precedente, è stato indagato fino al piano di calpestio originario, in massetto di malta lisciata. L’accuratezza delle parti costitutive la muratura e dei vani di accesso all’ambiente, unitamente ai materiali archeologici rinvenuti (in particolar modo una corazza a piastre rivettate in bronzo, con tracce di tessuto, una staffa, monete di età aragonese, ceramica invetriata e smaltata, mortai) hanno suggerito una funzione abitativa dell’ambiente, verosimilmente riservata ad una parte della guarnigione militare e ad un personaggio di spicco al suo interno. Lungo il lato nord del pianoro, a ridosso del muro di cinta settentrionale, è stato messo in luce un grande ambiente CF8, utilizzato nella sua ultima fase di frequentazione come edificio di culto. Al centro della parete est è stato rinvenuto un altare in muratura, rivestito da affreschi che imitano il rivestimento a marmi policromi; altresì affrescate con figure umane e con motivi geometrici policromi sono le pareti sui lati S ed N (fine XIV-XV secolo). L’ambiente ha subito un rialzamento di quota con la realizzazione di un nuovo piano pavimentale, che ha in parte coperto gli affreschi che adornavano le pareti dell’edificio; l’abbandono si data in base ai reperti ceramici e numismatici alla metà del XVI secolo. Ancora lungo il versante nord, ma in prossimità del c.d. Palatium, è stata indagata un’area relativa ad impianto di difesa articolato in un piccolo ambiente ed in una torre (CF 256) di piccole dimensioni, con un varco di accesso annesso che metteva in comunicazione il villaggio (CA”C”) con il pianoro soprastante(CA”B”). E’ stata inoltre messo in luce la metà occidentale dell’ambiente 12, compreso tra la cinta muraria settentrionale del pianoro e la grande cisterna centrale. Nei potenti strati di crollo sono evidenti gli elementi delle coperture oltre a due grandi blocchi murari crollati e frammenti di intonaco parietale. Sul pavimento in malta lisciata dell’ambiente era poggiato un grosso blocco lapideo definito da una parziale sbozzatura e decorazione ad ovuli entro racemi, parzialmente cavo. Nel complesso, le caratteristiche dello stesso, suggeriscono l’idea di un prodotto “non finito”, con ogni probabilità inizialmente pensato come elemento architettonico (capitello?) e in seguito riutilizzato come vasca/acquasantiera. E’ documentata ceramica del XV e XVI secolo (invetriata monocroma gialla e verde, smaltata bianca e policroma, maiolica policroma di Montelupo e ceramica acroma), nonché numerosi pezzi di masse vitree e gocce vetrose pertinenti ad indicatori di produzione derivanti dalla lavorazione del vetro, il cui numero lascia pensare alla presenza di una struttura produttiva nelle immediate vicinanze. All’inizio del villaggio sottostante il pianoro fortificato, a ridosso del muro di cinta, è stata scavato un forno di cottura per il pane, di forma circolare, realizzato in mattoni quadrangolari, impilati su più file. Il piano di cottura è costituito da pietre piatte, coppi e malta ed è allettato sulla base in muratura poggiante direttamente su terra. Il forno è addossato inoltre ad una nuova struttura muraria che, per caratteri costruttivi e dimensioni, è stata interpretata come un ulteriore muro di cinta del villaggio, relativo ad una fase di ampliamento del tessuto insediativo del villaggio, databile ad età tardomedievale. Sono proseguite inoltre le ricognizioni sui versanti del Monte Petrino, finalizzate alla mappatura sistematica dei terrazzamenti che attestano i sistemi di sfruttamento del territorio adiacente il castello nel medioevo nonché delle evidenze insediative di età preromana e romana, relative soprattutto a ville-fattorie specializzate nella viticoltura.
  • AIAC_1025 - Monte Petrino - Rocca Montis Draconis - 2011
    Nella campagna di scavo del settembre 2011, gli interventi si sono concentrati soprattutto in due aree: nei pressi dell’antemurale (CAE), includendo le due torri ad esso collegate e nell’area centrale del pianoro sommitale (CAB), interpretata come platea superiore (CF 11), in particolare nell’angolo SW, all’esterno dell’edificio CF 8, già scavato nel corso delle precedenti campagne ed interpretato, nella sua fase di frequentazione finale (XIV-XV sec.), come cappella privata. Entrambe le aree rispondono a quesiti specifici a cui la ricerca scientifica sul sito sta cercando di fornire qualche spiegazione: le modalità di accesso e di difesa del sito in ogni fase della sua esistenza e la suddivisione e dislocazione degli spazi afferenti alle differenti compagini della società e ai vari poteri che condividevano l’area più importante del sito in questione, cioè il pianoro sommitale. L’area denominata CAE è localizzata su di un terrazzamento naturale, sul versante occidentale del monte Petrino, ad una costa inferiore rispetto al pianoro sommitale dove si sviluppano le principali evidenze archeologiche dell’area. Tra le aree vi sono circa cento metri di dislivello (CAB: 409 s.l.m.; CAE: 333 s.l.m.); esse sono collegate da stradine che ricalcano le curve di livello della montagna ed attraversano i due villaggi (CA C e CA D) che occupano i versanti occidentale e meridionale del rilievo. L’antemurale, lungo 7,38 metri e largo 5, conservato per un’altezza di circa 1 metro e 50, costituisce un possente dispositivo di difesa dell’unica via di accesso all’insediamento fortificato sul versante settentrionale dell’altura, essendo il versante meridionale inaccessibile perché molto ripido e privo di vegetazione. Esso è potenziato, alle due estremità da due torrioni di forma poligonale, da esso separati da varchi, che si protendono verso il versante nord, oltrepassando l’antemurale. Il torrione orientale, quadrangolare, ha una base piena in muratura conservata per un’atezza di c.ca m 2 e 50, a scarpa, mentre è privo dell’alzato. Il secondo torrione di guardia ha una forma poligonale irregolare, con base in muratura piena ed è ubicato all’estremità ovest dell’antemurale, da cui è separato da un varco largo tre metri e 50, a pianta strombata verso l’interno del crinale. E’ stata ipotizzata qui l’esistenza di un passaggio ampio a sufficienza per far accedere carri e truppe equipaggiate che potevano acquartierarsi nella fascia di terreno pianeggiante, difesa dall’antemurale. Le analogie di dimensioni e struttura con il corridoio nella torre est e l’intervisibilità dei due apprestamenti di controllo militare fanno propendere per un sistema coerente ed unitario di difesa, messo in atto con buona probabilità in occasione del conflitto tra angioini e aragonesi per la conquista del Regno, alla fine del XV secolo, quando la Rocca di Mondragone era una delle fortezze più importanti del Ducato di Sessa. Infine sul pianoro sommitale CA B sono state condotte alcune verifiche stratigrafiche nell’area antistante la cappella gentilizia di età tardoangioina scavata nel 2010 (CF 8), per chiarire la successione dei piani pavimentali esterni. Nuovamente ci si interroga sulla natura dell’abbandono dell’insediamento, avvenuta alla metà del XVI secolo. L’abbandono fu preceduto da un’intensa attività di rifacimento dei piani pavimentali al centro del pianoro, che vennero rialzati costipando materiale di risulta da precedenti demolizioni. Lo testimonia il rinvenimento in questi strati di una quantità molto considerevole di reperti con diverse datazioni, tra cui ceramica, oggetti in ferro sia impiegati nell’edilizia sia nelle attività artigianali sia per attività belliche, assieme a quasi 50 monete, prevalentemente cavalli di Ferrante d’ Aragona emessi tra il 1472 e il 1496, ma anche monete di Luigi XII (1502-1505) rinvenute nel crollo che ha obliterato gli ultimi livelli di frequentazione, accanto ad una moneta romano-campana (265-240 a.C.) e ad una di età romano imperiale. Sono proseguite inoltre le ricognizioni sui versanti del Monte Petrino, finalizzate alla mappatura sistematica dei terrazzamenti che attestano i sistemi di sfruttamento del territorio adiacente il castello nel medioevo nonché delle evidenze insediative di età preromana e romana, relative soprattutto a ville-fattorie specializzate nella viticoltura.
  • AIAC_1025 - Monte Petrino - Rocca Montis Draconis - 2013
    During the archaeological investigations on the site took place between 2012 and 2013 were investigated substantial portions of the fortified settlement summit plateau, with the intention of continuing the excavation of stratigraphic environments enclosed by boundary walls and understand their attendance phases and the consequent abandonment. The 2010 excavation (September 8 to October 4) concentrated mainly in CA "C" (the first village below the summit plateau of the settlement) and especially in the area positioned at S cisterns already dug in past years (CF 20-23) and near the circular tower (CF 9) overlying the entire village. The area chosen for the excavation was already identified in its supporting structures during the reconnaissance of 1997; at the beginning of the investigation it appeared with some walls in evidence and a substantial collapse of rubble within a large quadrangular building, highlighted completely during the excavations (CF 22). To the east of the latter, it has been excavated completely a cistern and an area affected by other walls with relative floor levels (CF 302), while to the north has been partially investigated a small area bounded by a straight wall, which was to serve as a base for the housing of wooden poles to support a canopy of perishable material. They also continued the work of cataloging and arrangement of archaeological finds in the Restoration Laboratory and warehouse findings of the Archaeological Museum of Mondragone B. Greco. In the excavation of September 2011, the interventions are mainly concentrated in two areas: near a fortified place in the lower side of the montain (CAE), including the two towers connected to a big wall and in the central area of the summit plateau (CAB), interpreted as the upper stalls (CF 11), in particular in the SW, outside the building CF 8, already dug during previous campaigns and interpreted, in its phase of final attendance (XIV-XV sec.), as a private chapel. Both areas respond to specific questions on which the scientific research on the site is trying to provide some explanation: how to access and site defense at every stage of its existence and the division and location of spaces belonging to different company teams and the various powers (aristocratic, religious, military, commercial) who shared the most important area of the site in question, ie the summit plateau. The area called CAE is located on a natural terrace on the western slope of Mount Petrino, at a lower cost than the summit plateau where they develop the main archaeological evidence of the area. Among the areas there are about one hundred meters in altitude (CAB: 409 s.l.m .; CAE: 333 s.l.m.); They are connected by roads that follow the contours of the mountain and through the two villages (CA C and D CA) occupying the western and southern slopes of the relief. The rampart along 7.38 meters wide and 5, preserved to a height of about 1 meter and 50, constitutes a powerful defense system the only way of access to the settlement fortified on the northern slope of the rise, being the southern side inaccessible because very steep and devoid of vegetation. It is powered at either end by two towers of polygonal shape, it separated by gates, which extend toward the north side, past the breakwater. The east tower, rectangular, has a base full masonry preserved for m 2:50 high, while it is devoid of the elevation; however retains on the exposed surface a cavity made in the masonry, from 50 cm to 1 meter wide and 50, which has been interpreted as the basis of a sighting functional corridor of the access path from the settlement north, where the saddle adjacent the rise was a more immediate access from the sea to the inland plains to Teano and Capua. The second guard tower has an irregular polygonal shape, with base in solid masonry and is located at the west of the coast, from which it is separated by a wide gap three-meter and 50, to plant splayed towards the interior of the ridge. E 'has been suggested here that there is a large enough step to make access carts and equipped troops could quartered in the range of flat land. Guarding this gate there was the tower also has a lookout corridor made transversely to allow a perspective view to the valley, but at the same time to avoid being seen. The similarities of size and structure with the corridor in the east tower and the intervisibility of the two military check points argue in favor of a coherent and unified system of defense, put in place in all probability during the conflict between the Angevins and Aragonese for conquest of the Kingdom, in the late fifteenth century, when the Fortress of Mondragone was one of the most important fortresses of the Duchy of Sessa. Finally on the summit plateau CA B stratigraphic some checks in front of the chapel of later Angevins age excavated in 2010 (CF 8), to clarify the succession of external floor levels were conducted. Again, there are questions of the abandonment of the settlement, which occurred in the mid-sixteenth century, if it was caused by the gradual and repopulate the surrounding plain or whether it was due to a catastrophic event, an earthquake or a siege, as seems to testify to the dynamics of powerful layers of collapse present in all settlement building. The abandonment was in any event preceded by intense revamping of the floors in the center of the plateau, which were raised compacting of results from previous demolition material. Witness the discovery in these layers of a very considerable amount of finds with various datings, including ceramic (ceramic of the XV and XVI century (glazed monochrome yellow and green, white glazed and polychrome, polychrome majolica ceramics from Montelupo and achromatic), objects iron is used in construction (split pins, hinges, nails, locks) and in craft activities (scissors, needles textiles) and for warfare (bites and other items to harness a horse, two leaf tips, an arrow and a ball lead by musket), along with nearly 50 coins, mainly horses Ferrante d 'Aragona issued between 1472 and 1496, but also coins of Louis XII (1502-1505) discovered in the collapse that has obliterated the last levels of attendance , next to a Roman coin-bell (265-240 BC) and a Roman imperial age. Work also continued reconnaissance on the slopes of Mount Petrino, aimed at the systematic mapping of the terraces that attest to the systems of exploitation of the territory adjacent to the castle in the Middle Ages as well as evidence of the settlement of pre-Roman and Roman times, mainly relating to specialized farm-villas in viticulture.
  • AIAC_1025 - Monte Petrino - Rocca Montis Draconis - 2015
    Le attività relative al sito fortificato medievale della Rocca Montis Dragonis hanno previsto interventi volti alla tutela ed alla valorizzazione delle strutture in loco e dei materiali archeologici conservati nel Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone. Nelle campagne di scavo 2014 e 2015 si sono proseguite le procedure di sgombero dalle macerie della grande area centrale sul pianoro sommitale dell’insediamento. Durante gli interventi di rimozione delle macerie è stato necessario repertoriare tutti i reperti metallici, visto lo stato di conservazione e soprattutto il numero elevato. Questo procedimento, effettuato con stazione totale e foto restituzione 3d, ha consentito di localizzare con puntualità tutti i reperti ceramici e metallici, testimonianza delle cause repentine dell’abbandono del sito. In questa campagna, in vista di un’operazione di restauro conservativo, è stata dedicata particolare attenzione al recupero ed al posizionamento degli elementi pertinenti le aperture degli edifici che si affacciavano sulla grande platea centrale. Dai dati raccolti, infatti è stato possibile ricostruire un modello di riferimento per le differenti tipologie di infissi, dai portali, ai vani comunicanti, alle finestre. Per consentire che il restauro sia archeologicamente sostenibile, il team di scavo ha provveduto ad elaborare un modello in 3d, che funga da riferimento alle operazioni di ripristino dell’antica platea dell’insediamento. L’analisi dell’articolazione interna del pianoro sommitale è stata l’occasione anche per confrontare e ricollegare l’antico abitato di Rocca Montis Dragonis con la cittadina moderna di Mondragone. Nel centro storico sono stati individuati alcuni edifici che cronologicamente ben si ricollegano alla storia insediativa del sito fortificato medievale in altura e che sono state tenute in debito conto nella rigenerazione di un modello interpretativo delle strutture che insistevano sulla grande platea centrale. Ad esempio, da alcune finestre del Palazzo del “Filosofo Taglialatela” (XIV sec.) sono state ridisegnate e ricollocate quelle scoperte in fase di crollo nell’area indagata dalla Scuola. Il portale di un ampio ingresso all’area militare con torre di guardia è stato ricostruito grazie al confronto con alcuni presenti nell’attuale Mondragone e che conservano ancora il sistema “a copiglie” , cioè un insieme di grappe basculanti inchiodate contemporaneamente sugli stipiti e sulle ante della porta.

Media

Name
Monte Petrino - Rocca Montis Draconis
Year
2001
Summary
it Nel settembre, sono iniziate le prime esplorazioni presso la rocca di Mondragone ( _Montis Draconis_ ), un insediamento fortificato di età medievale che sovrasta l’attuale abitato.

I risultati di questa prima campagna di scavo hanno evidenziato l’importanza del sito, suggerendo delle strategie di ricerca indirizzate verso un ampliamento delle indagini per comprendere la ricca articolazione di tutto l’insediamento, formato da un recinto d’altura, da un primo borgo fortificato con la chiesa, il torrione pentagonale ed una serie piuttosto numerosa di case ed ambienti di servizio, e da un secondo villaggio, che si estende sul versante meridionale della collina, a sua volta difeso da altre due cortine murarie.
en In September the first investigations began of the castle of Mondragone ( _Montis Draconis_ ), a medieval fortified settlement which overlooks the present town.

The results of the first excavation campaign highlighted the site’s importance, suggesting research strategies which would widen the scope of the investigation to include the entire settlement. This comprised an enclosure wall, a first fortified village with church, the pentagonal tower and numerous houses and service rooms, and by a second village which extended over the southern slope of the hill and was defended by a further two curtain walls.
Summary Author
Stefano De Caro
Team
Field director - Luigi Crimaco
Field director - F. Sogliani

Media

Name
Monte Petrino - Rocca Montis Draconis
Year
2006
Summary
it L’insediamento fortificato relativo alla Rocca di Mondragone è attestato nella documentazione scritta dagli inizi del XII secolo. L’assenza di dati relativi a precedenti occupazioni del sito d’altura, sia d’età romana che di età tardoantica, sembra non sostenere l’ipotesi della persistenza dell’insediamento fortificato medievale su un preesistente sistema difensivo. Tuttavia, l’esistenza di un abitato di età protostorica sul versante occidentale dell’altura costituisce un precedente tipo di occupazione a carattere abitativo. In età normanna inizia una prima fase dell’insediamento fortificato, che interesserà sia il recinto fortificato superiore sia il primo villaggio/borgo e vedrà successivamente, fino alla tarda età angioina e aragonese, lo sviluppo relativo al secondo villaggio/borgo e la realizzazione del c.d. “palazzo residenziale”.

La campagna di scavo del 2006 ha avuto come obbiettivo l’ampliamento delle zone indagate nelle campagne precedenti (2001-2005), e cioè il pianoro sommatale e l’area compresa tra la cisterna/torre e gli ambienti a ridosso della cinta muraria sud.

Sul pianoro sommitale era l’originario insediamento fortificato dell'intero complesso, delimitato da una prima cinta muraria ad andamento fusiforme; alcuni edifici del villaggio ai piedi del primo recinto sul versante occidentale dell’altura, sono rinchiusi a loro volta entro una cinta muraria. Da questi ambienti addossati alla cinta muraria, il rinvenimento in un piano pavimentale di smaltata bianca e smaltata dipinta in blu, e un frammento di Deruta, offre un arco cronologico esteso tra il XV e il XVI secolo.

Nell’area compresa tra la cisterna/torre e gli ambienti a ridosso della cinta muraria sud, nella quale erano stati messi in luce nelle campagne precedenti i livelli pavimentali in massetto di malta relativi all’ultima fase di frequentazione dell’area centrale del pianoro, abitata fin dall’età federiciana e abbandonata nella seconda metà del XV secolo, come attestano i rinvenimenti ceramici e metallici e numerose monete databili tra il XIII e la fine del XV secolo, sono stati riportati alla luce ulteriori frammenti di ceramica acroma sia depurata che ad impasto grezzo e dipinta a bande rosse, insieme a frammenti di legno e ossa animali.
en The fortified settlement of Rocca di Mondragone is attested in documents written at the beginning of the 12th century. The absence of data relating to earlier occupation on this hill site, both Roman and late antique, would seem to negate the hypothesis that the early medieval fortified settlement was built on top of a pre-existing defensive system. However, the existence of a prehistoric settlement on the western side of the hill does constitute an earlier form of settlement. The first phase of the fortified settlement began in the Norman period with the upper defensive enclosure and the first village within it. Subsequent development, until the late Angevin and Aragonese periods, saw the creation of the an outer ‘borgo’ and the construction of the so-called “residential palace”.

The 2006 excavation campaign aimed to increase the area investigated in the preceding campaigns (2001-2005), that is the summit plateau and the area between the cistern/tower and the rooms up against the southern defensive wall.
The original fortified centre of the entire complex stood on the hill summit, surrounded by a spindle-shaped defensive wall. Several of the buildings in the village at the foot of the first enclosure wall on the western side of the hill also stood within a defensive wall. Within these rooms situated up against the wall a glazed blue and white ceramic pavement came to light. A fragment of Deruta pottery was also found and with the pavement gives a chronology that runs between the 15th and 16th centuries.

In the area between the cistern/tower and the rooms by the southern defences previous campaigns had revealed mortar floors relating to the final occupation phase of the plateau’s central area. This area had been inhabited since the time of Federico II and abandoned in the second half of the 15th century, as attested by pottery and metal finds and numerous coins datable to between the 13th and the end of the 15th century. The new excavations recovered more fragments of plain ware pottery, both refined and coarse, painted with red bands, together with fragments of wood and animal bones.
Summary Author
MiBAC
Director
Luigi Crimaco
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Maria Graza Ruggi d'Aragona
Architect - Maria Cerovaz
Architect - G. Bruno
Field director - Francesca Sogliani

Media

Name
Monte Petrino - Rocca Montis Draconis
Year
2009
Summary
it Nel corso delle indagini archeologiche sul sito svoltesi tra il 2007 e il 2009 sono state indagate consistenti porzioni del pianoro sommitale dell’insediamento fortificato, con l’intento di chiarire la fisionomia e l’estensione della stratificazione relativa alle fasi di costruzione-frequentazione-distruzione dell’area e degli ambienti distribuiti all’interno della cinta muraria. Sul lato ovest è stato indagato il grande torrione semicircolare CF 9 nel quale sono state riconosciute tre fasi costruttive. Nell’ultima fase è stata realizzata una serie di intercapedini al di sotto del piano pavimentale in conglomerato, che intersecandosi tra di loro creano un reticolo atto all’alloggiamento di assi in legno. E’ stato ipotizzato che questo reticolo fungesse da sostegno per la base di una macchina da guerra, la cui potente gettata doveva essere in relazione con le caratteristiche dell’impalcatura che la sorreggeva.

L’ambiente rettangolare CF10, ubicato a ridosso del precedente, è stato indagato fino al piano di calpestio originario, in massetto di malta lisciata. L’accuratezza delle parti costitutive la muratura e dei vani di accesso all’ambiente, unitamente ai materiali archeologici rinvenuti (in particolar modo una corazza a piastre rivettate in bronzo, con tracce di tessuto, una staffa, monete di età aragonese, ceramica invetriata e smaltata, mortai) hanno suggerito una funzione abitativa dell’ambiente, verosimilmente riservata ad una parte della guarnigione militare e ad un personaggio di spicco al suo interno.

Lungo il lato nord del pianoro, a ridosso del muro di cinta settentrionale, è stato messo in luce un grande ambiente CF8, utilizzato nella sua ultima fase di frequentazione come edificio di culto. Al centro della parete est è stato rinvenuto un altare in muratura, rivestito da affreschi che imitano il rivestimento a marmi policromi; altresì affrescate con figure umane e con motivi geometrici policromi sono le pareti sui lati S ed N (fine XIV-XV secolo). L’ambiente ha subito un rialzamento di quota con la realizzazione di un nuovo piano pavimentale, che ha in parte coperto gli affreschi che adornavano le pareti dell’edificio; l’abbandono si data in base ai reperti ceramici e numismatici alla metà del XVI secolo.
Ancora lungo il versante nord, ma in prossimità del c.d. Palatium, è stata indagata un’area relativa ad impianto di difesa articolato in un piccolo ambiente ed in una torre (CF 256) di piccole dimensioni, con un varco di accesso annesso che metteva in comunicazione il villaggio (CA”C”) con il pianoro soprastante(CA”B”). E’ stata inoltre messo in luce la metà occidentale dell’ambiente 12, compreso tra la cinta muraria settentrionale del pianoro e la grande cisterna centrale. Nei potenti strati di crollo sono evidenti gli elementi delle coperture oltre a due grandi blocchi murari crollati e frammenti di intonaco parietale. Sul pavimento in malta lisciata dell’ambiente era poggiato un grosso blocco lapideo definito da una parziale sbozzatura e decorazione ad ovuli entro racemi, parzialmente cavo. Nel complesso, le caratteristiche dello stesso, suggeriscono l’idea di un prodotto “non finito”, con ogni probabilità inizialmente pensato come elemento architettonico (capitello?) e in seguito riutilizzato come vasca/acquasantiera. E’ documentata ceramica del XV e XVI secolo (invetriata monocroma gialla e verde, smaltata bianca e policroma, maiolica policroma di Montelupo e ceramica acroma), nonché numerosi pezzi di masse vitree e gocce vetrose pertinenti ad indicatori di produzione derivanti dalla lavorazione del vetro, il cui numero lascia pensare alla presenza di una struttura produttiva nelle immediate vicinanze.

All’inizio del villaggio sottostante il pianoro fortificato, a ridosso del muro di cinta, è stata scavato un forno di cottura per il pane, di forma circolare, realizzato in mattoni quadrangolari, impilati su più file. Il piano di cottura è costituito da pietre piatte, coppi e malta ed è allettato sulla base in muratura poggiante direttamente su terra. Il forno è addossato inoltre ad una nuova struttura muraria che, per caratteri costruttivi e dimensioni, è stata interpretata come un ulteriore muro di cinta del villaggio, relativo ad una fase di ampliamento del tessuto insediativo del villaggio, databile ad età tardomedievale.

Sono proseguite inoltre le ricognizioni sui versanti del Monte Petrino, finalizzate alla mappatura sistematica dei terrazzamenti che attestano i sistemi di sfruttamento del territorio adiacente il castello nel medioevo nonché delle evidenze insediative di età preromana e romana, relative soprattutto a ville-fattorie specializzate nella viticoltura.
en Archaeological investigations of the site from 2007 to 2009 focused on substantial areas of the bailey at the summit of the fortified settlement, aimed at clarifying the nature and extension of the stratigraphy relating to the construction, occupation and destruction sequences of the area and of the structures within the walled circuit. On the western side the great semicircular tower CF 9 was investigated: three construction phases were identified. In the latest phase underneath the conglomerate pavement a series of cavities were built, these intersect to create a lattice for the setting of wooden axes. It has been hypothesized that the platform functioned as a support for a war-machine, clearly the power of the war machine is in direct correlation to nature of the substructure which supported it.

The rectangular room CF10, situated behind the latter, was excavated down to the original beaten earth floor, in a preparation of smoothed mortar. The good construction techniques and of the rooms leading into CF10, together with the archaeological material recovered (in particular a cuirass linked with bronze rivets, with traces of cloth, coins of the Aragonese period, glazed and tin glazed pottery and mortars) suggest that the room had a residential function, probably reserved for part of the military garrison and for a high-status person.

Along the northern side of the bailey near the northern curtain wall, a large room CF8 has been brought to light, which in its last phase of use was a cult building. At the centre of the Eastern wall a masonry structure was discovered, decorated with frescoes which imitate a facing of polychrome marble; the southern and northern walls are also decorated with frescoes depicting human figures and polychrome geometric designs of the late 14th-15th centuries. The pavement of the room was raised; a new floor was built which partly covered the frescoes decorating the walls of the building which on the basis of the pottery and coins was abandoned in the mid 16th century.

Along the northern side, but close to the so-called _Palatium_, another area was investigated. It relates to the defensive structure in a small room and a small tower (CF 256). with a passage which linked the village (CA “C”) with the plain above (CA “B”). The western side of room 12, was also brought to light, between the northern section of the walled circuit of the bailey and the large central cistern. The substantial layers of collapsed masonry include roofing elements as well as two great blocks of walls and fragments of wall plaster. On the smoothed mortar pavement of the room was a great partially worked stone block, with relief decoration in the form of eggs between darts, like the stone block itself, the carving of the latter is incomplete. These characteristics suggest that this was an ‘unfinished’ product, probably initially envisaged as an architectural element (capital?) and later reused as a basin or _acquasantiera_. Ceramics were recovered of the 15th and the 16th centuries (yellow and green glazed pottery, plain and decorated maiolica including that of Montelupo, and unglazed pottery), as well as numerous glass wasters (pieces of fused glass and vitreous drops) which suggest the existence of a glass production workshop nearby.

At the beginning of the village belownext to the walled circuit, a bread oven was excavated. The oven is circular in plan and realized in rows of quadrangular bricks. The hearth consists of flat stones, curved tiles (pantiles) and mortar and is lodged on a walled base resting directly on the earth. Furthermore, the oven rests against a new wall which, on the basis of its construction technique and dimensions, has been interpreted as the last curtain wall of the village, relating to the enlargement of the settlement, dating to the late medieval period.

Field survey on the slopes of Monte Petrino continued, aimed at the systematic recording of the terraces relating to the exploitation of the territory around the _castello_ in the medieval period, as well as the evidence for pre-Roman and Roman settlement, relating above all to villas-farms specialized in viticulture.
Summary Author
Francesca Sogliani
Director
Luigi Crimaco
Team
Archaeologist - A. Carcaiso
Archaeologist - A. De Gregorio
Archaeologist - M.A. Minopoli
Architect - F. Gabellone
Architect - Maria Cerovaz
Architect - G. Bruno
Conservator - M. Musella
Numismatist - B. Gargiulo
Surveyor - D. Roubis

Media

Name
Monte Petrino - Rocca Montis Draconis
Year
2011
Summary
it Nella campagna di scavo del settembre 2011, gli interventi si sono concentrati soprattutto in due aree: nei pressi dell’antemurale (CAE), includendo le due torri ad esso collegate e nell’area centrale del pianoro sommitale (CAB), interpretata come platea superiore (CF 11), in particolare nell’angolo SW, all’esterno dell’edificio CF 8, già scavato nel corso delle precedenti campagne ed interpretato, nella sua fase di frequentazione finale (XIV-XV sec.), come cappella privata. Entrambe le aree rispondono a quesiti specifici a cui la ricerca scientifica sul sito sta cercando di fornire qualche spiegazione: le modalità di accesso e di difesa del sito in ogni fase della sua esistenza e la suddivisione e dislocazione degli spazi afferenti alle differenti compagini della società e ai vari poteri che condividevano l’area più importante del sito in questione, cioè il pianoro sommitale.

L’area denominata CAE è localizzata su di un terrazzamento naturale, sul versante occidentale del monte Petrino, ad una costa inferiore rispetto al pianoro sommitale dove si sviluppano le principali evidenze archeologiche dell’area. Tra le aree vi sono circa cento metri di dislivello (CAB: 409 s.l.m.; CAE: 333 s.l.m.); esse sono collegate da stradine che ricalcano le curve di livello della montagna ed attraversano i due villaggi (CA C e CA D) che occupano i versanti occidentale e meridionale del rilievo. L’antemurale, lungo 7,38 metri e largo 5, conservato per un’altezza di circa 1 metro e 50, costituisce un possente dispositivo di difesa dell’unica via di accesso all’insediamento fortificato sul versante settentrionale dell’altura, essendo il versante meridionale inaccessibile perché molto ripido e privo di vegetazione. Esso è potenziato, alle due estremità da due torrioni di forma poligonale, da esso separati da varchi, che si protendono verso il versante nord, oltrepassando l’antemurale. Il torrione orientale, quadrangolare, ha una base piena in muratura conservata per un’atezza di c.ca m 2 e 50, a scarpa, mentre è privo dell’alzato. Il secondo torrione di guardia ha una forma poligonale irregolare, con base in muratura piena ed è ubicato all’estremità ovest dell’antemurale, da cui è separato da un varco largo tre metri e 50, a pianta strombata verso l’interno del crinale. E’ stata ipotizzata qui l’esistenza di un passaggio ampio a sufficienza per far accedere carri e truppe equipaggiate che potevano acquartierarsi nella fascia di terreno pianeggiante, difesa dall’antemurale. Le analogie di dimensioni e struttura con il corridoio nella torre est e l’intervisibilità dei due apprestamenti di controllo militare fanno propendere per un sistema coerente ed unitario di difesa, messo in atto con buona probabilità in occasione del conflitto tra angioini e aragonesi per la conquista del Regno, alla fine del XV secolo, quando la Rocca di Mondragone era una delle fortezze più importanti del Ducato di Sessa.
Infine sul pianoro sommitale CA B sono state condotte alcune verifiche stratigrafiche nell’area antistante la cappella gentilizia di età tardoangioina scavata nel 2010 (CF 8), per chiarire la successione dei piani pavimentali esterni. Nuovamente ci si interroga sulla natura dell’abbandono dell’insediamento, avvenuta alla metà del XVI secolo. L’abbandono fu preceduto da un’intensa attività di rifacimento dei piani pavimentali al centro del pianoro, che vennero rialzati costipando materiale di risulta da precedenti demolizioni. Lo testimonia il rinvenimento in questi strati di una quantità molto considerevole di reperti con diverse datazioni, tra cui ceramica, oggetti in ferro sia impiegati nell’edilizia sia nelle attività artigianali sia per attività belliche, assieme a quasi 50 monete, prevalentemente cavalli di Ferrante d’ Aragona emessi tra il 1472 e il 1496, ma anche monete di Luigi XII (1502-1505) rinvenute nel crollo che ha obliterato gli ultimi livelli di frequentazione, accanto ad una moneta romano-campana (265-240 a.C.) e ad una di età romano imperiale.

Sono proseguite inoltre le ricognizioni sui versanti del Monte Petrino, finalizzate alla mappatura sistematica dei terrazzamenti che attestano i sistemi di sfruttamento del territorio adiacente il castello nel medioevo nonché delle evidenze insediative di età preromana e romana, relative soprattutto a ville-fattorie specializzate nella viticoltura.
en The 2011 campaign concentrated on two areas: by the outer defensive wall (CAE), including the two towers connected to it, and the central area of the summit plateau (CAB) interpreted as the upper platea (CF11), in particular the south-western corner outside building CF8. The latter had been excavated earlier and its final occupation period (14th-15th century) interpreted as a private chapel. Both areas presented specific questions, which the excavations aimed to answer: the method of access and defence of the site in each occupation phase, and the subdivision and arrangement of the spaces relating to different social classes and powers that shared the most important part of the site, that is the summit plateau.

Area CAE is situated on a natural terrace, on the western slope of Mt. Petrino, below the summit where the main archaeological evidence lies. There is a change in height between the areas of about 1000 m (CAB: 409 m a.s.l.; CAE: 333 m a.s.l.). They are linked by tracks that follow the contours of the mountain and cross two villages (CAC and CAD) on the western and southern slopes. The outer defensive wall, 7.38 m long and 5 m wide, preserved to a height of about 1.50 m, constitutes an imposing defence for the only entry point to the fortified settlement on the plateau’s northern side. The southern side of the settlement was rendered inaccessible by the sheer rock formation and lack of vegetation. The wall was reinforced by the presence of a polygonal tower at each end, from which it was separated by openings. The towers projected towards the north side beyond the front wall. The east tower had a quadrangular plan with a solid masonry scarp base preserved to a height of about 2.50 m, but no standing walls survive. The second watchtower had an irregular polygonal plan with a solid masonry base. Situated at the west end of the wall, from which it was separated by a 3.50 m gap, it splayed towards the interior of the ridge. It is suggested that an opening existed here that was wide enough to allow the entry of wagons and equipped troops who would have camped on the flat strip of land protected by the outer defensive wall. Similarities in dimension and structure with the passage in the east tower and the inter-visibility between the two, suggests a system coherent with a defensive structure (barbican?), probably built during the conflict between Angevins and Aragonese for the conquest of the dukedom at the end of the 15th century. The Rocca di Mondragone was one of the most important castles in the Ducato di Sessa during this period.

Several test trenches were put in on the summit of CAB, in the area in front of the late Angevin chapel excavated in 2010 (CF8) in order to clarify the sequence of the external floors. Once again, questions were asked about the settlement’s abandonment in the mid 16th century. This was preceded by intense activity to replace the floors at the centre of the plateau, which were raised by dumps of material from earlier demolitions. These layers produced a considerable number of finds of varying dates, including pottery, iron objects (for building, craft work and war) together with almost 50 coins, mainly cavalli issued by Ferrante di Aragona between 1472 and 1496. A coin of Louis XII (1502-1505) was also found in the collapse obliterating the final occupation levels, together with a Romano-Campanian coin (265-240 B.C.) and an imperial coin.

Survey continued on the slopes of Mt. Petrino with the aim of mapping the terracing, which attests the exploitation of the territory around the medieval castle, as well as the evidence for settlement of pre-Roman and Roman date, in particular villa-farms specialising in viticulture.
Summary Author
Francesca Sogliani
Director
Luigi Crimaco
Funding Body
Comune di Mondragone
Team
Archaeologist - B. Gargiulo
Archaeologist - A. Carcaiso
Archaeologist - A. De Gregorio
Architect - F. Gabellone
Conservator - M. Musella
Field director - F. Sogliano
Surveyor - D. Roubis

Media

Name
Monte Petrino - Rocca Montis Draconis
Year
2013
Summary
en During the archaeological investigations on the site took place between 2012 and 2013 were investigated substantial portions of the fortified settlement summit plateau, with the intention of continuing the excavation of stratigraphic environments enclosed by boundary walls and understand their attendance phases and the consequent abandonment.

The 2010 excavation (September 8 to October 4) concentrated mainly in CA "C" (the first village below the summit plateau of the settlement) and especially in the area positioned at S cisterns already dug in past years (CF 20-23) and near the circular tower (CF 9) overlying the entire village. The area chosen for the excavation was already identified in its supporting structures during the reconnaissance of 1997; at the beginning of the investigation it appeared with some walls in evidence and a substantial collapse of rubble within a large quadrangular building, highlighted completely during the excavations (CF 22). To the east of the latter, it has been excavated completely a cistern and an area affected by other walls with relative floor levels (CF 302), while to the north has been partially investigated a small area bounded by a straight wall, which was to serve as a base for the housing of wooden poles to support a canopy of perishable material. They also continued the work of cataloging and arrangement of archaeological finds in the Restoration Laboratory and warehouse findings of the Archaeological Museum of Mondragone B. Greco.

In the excavation of September 2011, the interventions are mainly concentrated in two areas: near a fortified place in the lower side of the montain (CAE), including the two towers connected to a big wall and in the central area of the summit plateau (CAB), interpreted as the upper stalls (CF 11), in particular in the SW, outside the building CF 8, already dug during previous campaigns and interpreted, in its phase of final attendance (XIV-XV sec.), as a private chapel. Both areas respond to specific questions on which the scientific research on the site is trying to provide some explanation: how to access and site defense at every stage of its existence and the division and location of spaces belonging to different company teams and the various powers (aristocratic, religious, military, commercial) who shared the most important area of the site in question, ie the summit plateau.

The area called CAE is located on a natural terrace on the western slope of Mount Petrino, at a lower cost than the summit plateau where they develop the main archaeological evidence of the area. Among the areas there are about one hundred meters in altitude (CAB: 409 s.l.m .; CAE: 333 s.l.m.); They are connected by roads that follow the contours of the mountain and through the two villages (CA C and D CA) occupying the western and southern slopes of the relief. The rampart along 7.38 meters wide and 5, preserved to a height of about 1 meter and 50, constitutes a powerful defense system the only way of access to the settlement fortified on the northern slope of the rise, being the southern side inaccessible because very steep and devoid of vegetation. It is powered at either end by two towers of polygonal shape, it separated by gates, which extend toward the north side, past the breakwater. The east tower, rectangular, has a base full masonry preserved for m 2:50 high, while it is devoid of the elevation; however retains on the exposed surface a cavity made in the masonry, from 50 cm to 1 meter wide and 50, which has been interpreted as the basis of a sighting functional corridor of the access path from the settlement north, where the saddle adjacent the rise was a more immediate access from the sea to the inland plains to Teano and Capua. The second guard tower has an irregular polygonal shape, with base in solid masonry and is located at the west of the coast, from which it is separated by a wide gap three-meter and 50, to plant splayed towards the interior of the ridge. E 'has been suggested here that there is a large enough step to make access carts and equipped troops could quartered in the range of flat land. Guarding this gate there was the tower also has a lookout corridor made transversely to allow a perspective view to the valley, but at the same time to avoid being seen. The similarities of size and structure with the corridor in the east tower and the intervisibility of the two military check points argue in favor of a coherent and unified system of defense, put in place in all probability during the conflict between the Angevins and Aragonese for conquest of the Kingdom, in the late fifteenth century, when the Fortress of Mondragone was one of the most important fortresses of the Duchy of Sessa.

Finally on the summit plateau CA B stratigraphic some checks in front of the chapel of later Angevins age excavated in 2010 (CF 8), to clarify the succession of external floor levels were conducted. Again, there are questions of the abandonment of the settlement, which occurred in the mid-sixteenth century, if it was caused by the gradual and repopulate the surrounding plain or whether it was due to a catastrophic event, an earthquake or a siege, as seems to testify to the dynamics of powerful layers of collapse present in all settlement building. The abandonment was in any event preceded by intense revamping of the floors in the center of the plateau, which were raised compacting of results from previous demolition material. Witness the discovery in these layers of a very considerable amount of finds with various datings, including ceramic (ceramic of the XV and XVI century (glazed monochrome yellow and green, white glazed and polychrome, polychrome majolica ceramics from Montelupo and achromatic), objects iron is used in construction (split pins, hinges, nails, locks) and in craft activities (scissors, needles textiles) and for warfare (bites and other items to harness a horse, two leaf tips, an arrow and a ball lead by musket), along with nearly 50 coins, mainly horses Ferrante d 'Aragona issued between 1472 and 1496, but also coins of Louis XII (1502-1505) discovered in the collapse that has obliterated the last levels of attendance , next to a Roman coin-bell (265-240 BC) and a Roman imperial age.

Work also continued reconnaissance on the slopes of Mount Petrino, aimed at the systematic mapping of the terraces that attest to the systems of exploitation of the territory adjacent to the castle in the Middle Ages as well as evidence of the settlement of pre-Roman and Roman times, mainly relating to specialized farm-villas in viticulture.
it Nel corso delle indagini archeologiche sul sito svoltesi tra il 2012 e il 2013 sono state indagate consistenti porzioni del pianoro sommitale dell’insediamento fortificato, con l’intento di proseguire lo scavo stratigrafico degli ambienti racchiusi dalle cinte murarie e di comprenderne le fasi di frequentazione e di conseguente abbandono.

La campagna di scavo 2010 (08 settembre-04 ottobre) si è concentrata prevalentemente nel CA”C” (il primo villaggio sottostante il pianoro sommitale dell’insediamento) e soprattutto nell’area posizionata a S delle cisterne già scavate negli anni passati (CF 20-23) e a ridosso del torrione circolare (CF 9) sovrastante l’intero villaggio. L’area scelta per lo scavo fu già individuata nelle sue strutture portanti durante le ricognizioni del 1997; all’inizio delle indagini si presentava con alcuni muri in evidenza e un cospicuo crollo di macerie all’interno di un grande edificio quadrangolare, messo in luce completamente durante la campagna di scavo (CF 22). Ad est di quest’ultimo, è stata scavata interamente una cisterna e un’area interessata da altre strutture murarie con relativi piani pavimentali (CF 302), mentre a nord è stata parzialmente indagata una piccola area delimitata da un muro rettilineo, che doveva servire come base per l’alloggiamento di pali lignei a sostegno di una tettoia in materiale deperibile. Sono proseguiti inoltre i lavori di catalogazione e sistemazione dei reperti archeologici nel Laboratorio di Restauro e magazzino reperti del Museo Civico Archeologico B. Greco di Mondragone.

Nella campagna di scavo del settembre 2011, gli interventi si sono concentrati soprattutto in due aree: nei pressi dell’antemurale (CAE), includendo le due torri ad esso collegate e nell’area centrale del pianoro sommitale (CAB), interpretata come platea superiore (CF 11), in particolare nell’angolo SW, all’esterno dell’edificio CF 8, già scavato nel corso delle precedenti campagne ed interpretato, nella sua fase di frequentazione finale (XIV-XV sec.), come cappella privata. Entrambe le aree rispondono a quesiti specifici a cui la ricerca scientifica sul sito sta cercando di fornire qualche spiegazione: le modalità di accesso e di difesa del sito in ogni fase della sua esistenza e la suddivisione e dislocazione degli spazi afferenti alle differenti compagini della società e ai vari poteri (aristocratico, religioso, militare, commerciale) che condividevano l’area più importante del sito in questione, cioè il pianoro sommitale.

L’area denominata CAE è localizzata su di un terrazzamento naturale, sul versante occidentale del monte Petrino, ad una costa inferiore rispetto al pianoro sommitale dove si sviluppano le principali evidenze archeologiche dell’area. Tra le aree vi sono circa cento metri di dislivello (CAB: 409 s.l.m.; CAE: 333 s.l.m.); esse sono collegate da stradine che ricalcano le curve di livello della montagna ed attraversano i due villaggi (CA C e CA D) che occupano i versanti occidentale e meridionale del rilievo. L’antemurale, lungo 7,38 metri e largo 5, conservato per un’altezza di circa 1 metro e 50, costituisce un possente dispositivo di difesa dell’unica via di accesso all’insediamento fortificato sul versante settentrionale dell’altura, essendo il versante meridionale inaccessibile perché molto ripido e privo di vegetazione. Esso è potenziato, alle due estremità da due torrioni di forma poligonale, da esso separati da varchi, che si protendono verso il versante nord, oltrepassando l’antemurale. Il torrione orientale, quadrangolare, ha una base piena in muratura conservata per un’atezza di c.ca m 2 e 50, a scarpa, mentre è privo dell’alzato; conserva tuttavia sulla superficie esposta un’intercapedine realizzata nella muratura, larga da 50 cm a 1 metro e 50, che è stata interpretata come la base di un corridoio funzionale all’avvistamento del sentiero di accesso all’insediamento da nord, dove la sella adiacente l’altura costituiva un più immediato accesso dal mare alle pianure interne verso Teano e Capua. Il secondo torrione di guardia ha una forma poligonale irregolare, con base in muratura piena ed è ubicato all’estremità ovest dell’antemurale, da cui è separato da un varco largo tre metri e 50, a pianta strombata verso l’interno del crinale. E’ stata ipotizzata qui l’esistenza di un passaggio ampio a sufficienza per far accedere carri e truppe equipaggiate che potevano acquartierarsi nella fascia di terreno pianeggiante, difesa dall’antemurale. A guardia di questo varco vi era il torrione anch’esso dotato di un corridoio di avvistamento realizzato trasversalmente per consentire una vista prospettica e direzionata verso E nella valle, ma nello stesso tempo per non essere visti. Le analogie di dimensioni e di struttura con il corridoio nella torre est e l’intervisibilità dei due apprestamenti di controllo militare fanno propendere per un sistema coerente ed unitario di difesa, messo in atto con buona probabilità in occasione del conflitto tra angioini e aragonesi per la conquista del Regno, alla fine del XV secolo, quando la Rocca di Mondragone era una delle fortezze più importanti del Ducato di Sessa.

Infine sul pianoro sommitale CA B sono state condotte alcune verifiche stratigrafiche nell’area antistante la cappella gentilizia di età tardoangioina scavata nel 2010 (CF 8), per chiarire la successione dei piani pavimentali esterni. Nuovamente ci si interroga sulla natura dell’abbandono dell’insediamento, avvenuta alla metà del XVI secolo, se fu graduale e causato dal ripopolarsi della pianura circostante o se invece fu dovuto ad un evento catastrofico, un sisma o un assedio, come sembra testimoniare la dinamica dei potenti strati di crollo presenti in tutti gli edifici dell’insediamento. L’abbandono fu in ogni caso preceduto da un’intensa attività di rifacimento dei piani pavimentali al centro del pianoro, che vennero rialzati costipando materiale di risulta da precedenti demolizioni. Lo testimonia il rinvenimento in questi strati di una quantità molto considerevole di reperti con diverse datazioni, tra cui ceramica (ceramica del XV e XVI secolo (invetriata monocroma gialla e verde, smaltata bianca e policroma, maiolica policroma di Montelupo e ceramica acroma), oggetti in ferro sia impiegati nell’edilizia (copiglie, cardini, chiodi, serrature) sia nelle attività artigianali (forbici, aghi tessili) sia per attività belliche (morsi ed altri elementi da bardatura da cavallo, due punte di balestra, una di freccia e una sfera in piombo da archibugio), assieme a quasi 50 monete, prevalentemente cavalli di Ferrante d’ Aragona emessi tra il 1472 e il 1496, ma anche monete di Luigi XII (1502-1505) rinvenute nel crollo che ha obliterato gli ultimi livelli di frequentazione, accanto ad una moneta romano-campana (265-240 a.C.) e ad una di età romano imperiale.

Sono proseguite inoltre le ricognizioni sui versanti del Monte Petrino, finalizzate alla mappatura sistematica dei terrazzamenti che attestano i sistemi di sfruttamento del territorio adiacente il castello nel medioevo nonché delle evidenze insediative di età preromana e romana, relative soprattutto a ville-fattorie specializzate nella viticoltura.
Summary Author
Francesca Sogliani
Director
Luigi Crimaco
Team
Conservator - M. Musella
Supervisor - D. Roubis
Supervisor - B. Gargiulo
Supervisor - A. Carcaiso

Media

Name
Monte Petrino - Rocca Montis Draconis
Year
2015
Summary
it Le attività relative al sito fortificato medievale della Rocca Montis Dragonis hanno previsto interventi volti alla tutela ed alla valorizzazione delle strutture in loco e dei materiali archeologici conservati nel Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone.

Nelle campagne di scavo 2014 e 2015 si sono proseguite le procedure di sgombero dalle macerie della grande area centrale sul pianoro sommitale dell’insediamento. Durante gli interventi di rimozione delle macerie è stato necessario repertoriare tutti i reperti metallici, visto lo stato di conservazione e soprattutto il numero elevato. Questo procedimento, effettuato con stazione totale e foto restituzione 3d, ha consentito di localizzare con puntualità tutti i reperti ceramici e metallici, testimonianza delle cause repentine dell’abbandono del sito.

In questa campagna, in vista di un’operazione di restauro conservativo, è stata dedicata particolare attenzione al recupero ed al posizionamento degli elementi pertinenti le aperture degli edifici che si affacciavano sulla grande platea centrale. Dai dati raccolti, infatti è stato possibile ricostruire un modello di riferimento per le differenti tipologie di infissi, dai portali, ai vani comunicanti, alle finestre. Per consentire che il restauro sia archeologicamente sostenibile, il team di scavo ha provveduto ad elaborare un modello in 3d, che funga da riferimento alle operazioni di ripristino dell’antica platea dell’insediamento. L’analisi dell’articolazione interna del pianoro sommitale è stata l’occasione anche per confrontare e ricollegare l’antico abitato di Rocca Montis Dragonis con la cittadina moderna di Mondragone. Nel centro storico sono stati individuati alcuni edifici che cronologicamente ben si ricollegano alla storia insediativa del sito fortificato medievale in altura e che sono state tenute in debito conto nella rigenerazione di un modello interpretativo delle strutture che insistevano sulla grande platea centrale. Ad esempio, da alcune finestre del Palazzo del “Filosofo Taglialatela” (XIV sec.) sono state ridisegnate e ricollocate quelle scoperte in fase di crollo nell’area indagata dalla Scuola. Il portale di un ampio ingresso all’area militare con torre di guardia è stato ricostruito grazie al confronto con alcuni presenti nell’attuale Mondragone e che conservano ancora il sistema “a copiglie” , cioè un insieme di grappe basculanti inchiodate contemporaneamente sugli stipiti e sulle ante della porta.
Summary Author
Francesca Sogliani
Director
Luigi Crimaco
Team
Conservator - M. Musella
Supervisor - D. Roubis
Supervisor - B. Gargiulo
Supervisor - A. Carcaiso

Media

  • Arthur et al. 1989
    P. Arthur, U. Albarella, M. Wayman, 1989, M. 179: an early medieval lowland site at loc. Arevito, near Mondragone (CE), in Archeologia Medievale XVI: 583-612.
  • Crimaco 1991
    L. Crimaco, 1991, Volturnum, Roma.
  • Crimaco 2002
    L. Crimaco, 2002, Dal vicus al castello. Genesi ed evoluzione del paesaggio agrario tra antichità e medioevo: il caso della Campania settentrionale, in L. Crimaco-F. Sogliani (a cura di), Culture del passato. La Campania settentrionale tra preistoria e medioevo, Napoli 2002: 59-144.
  • Crimaco 2005
    L. Crimaco, 2005, Modalità insediative e strutture agrarie nella Campania settentrionale costiera, in G. Vitolo (a cura di), Le città campane tra Tardoantico e Alto Medioevo, Atti Seminario di studio (Napoli 21-22 aprile 2004), Napoli: 61-129.
  • Crimaco-Gasperetti 1993
    L. Crimaco, G. Gasperetti (a cura di), 1993, Prospettive di Memoria. Testimonianze archeologiche dalla città e dal territorio di Sinuessa, Napoli.
  • Crimaco, Sogliani 2000
    L. Crimaco, F. Sogliani, 2000, Indagini preliminari sull’insediamento fortificato di Monte Petrino (Mondragone – Caserta). Prime note per la ricostruzione delle strutture insediative tra tardoantico e medioevo nella Campania settentrionale, in G.P. Brogiolo (a cura di), II Convegno Nazionale di Archeologia Medievale (Brescia sett.-ott. 2000), Firenze: 199-208.
  • Sogliani 2002
    F. Sogliani, 2002, La Rocca Montis Dragonis (CE). Contributo allo studio degli insediamenti fortificati nella Campania settentrionale, in L. Crimaco, F. Sogliani (a cura di),Culture del passato. La Campania settentrionale tra preistoria e medioevo, Napoli: 163-202.
  • De Caro 2002
    S. De Caro 2002, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2001, in Atti del XLI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2001), Taranto: 635-675.
  • Crimaco, Sogliani 2002
    L. Crimaco, F. Sogliani (a cura di), 2002, Culture del passato. La Campania settentrionale tra preistoria e medioevo, Napoli.
  • Crimaco, Sogliani 2007
    L. Crimaco, F. Sogliani (a cura di), 2007, Museo Civico Archeologico “Biagio Greco”. Dieci anni di ricerche archeologiche a Mondragone e nel suo territorio (1997-2007), Sparanise.
  • Cinti, Crimaco, Sogliani 2009
    A. Cinti, L. Crimaco, F. Sogliani, 2009, Lesione patologica a livello dell’articolazione coxo-femorale di un individuo infantile, rinvenuto nel sito medievale di Rocca Montis Dragonis (Mondragone –CE), in M. Micheletti Cremasco, F. Scalfari (a cura di), Antropologie des Populations alpines. Corpo Attività Fisica e Patologica: un percorso dal passato al presente, Atti Convegno Internazionale IX Université Européenne d’Eté (Asti, 9-11 luglio 2006), Torino: 31-94.
  • Crimaco, Sogliani 2009
    L. Crimaco, F. Sogliani (a cura di), 2009, \"La terra di mezzo” e la “Rocca Montis Dragonis”. Il bacino tra Volturno e Garigliano tra protostoria e medioevo. La ricerca archeologica, Caserta.
  • Sogliani, Crimaco 2010
    F. Sogliani, L. Crimaco, 2010, La Rocca Montis Dragonis in età angioina. Ruoli e funzioni del sito fortificato da presidio militare a centro di potere, in P. Peduto, A.M. Santoro (a cura di), Archeologia dei castelli nell’Europa angioina (secoli XIII-XV), Atti del Convegno Internazionale (Salerno novembre 2008), Firenze.
  • Sogliani, Crimaco, Gabellone 2010
    F. Sogliani, L. Crimaco, F. Gabellone, 2010, The fortified medieval settlement of Rocca Montis Dragonis (Mondragone, Caserta – Italy) virtually alive, in Proceedings 14th International Congress Vienna Cultural Heritage and New Technologies (Vienna,16-18 novembre 2009), Wien; 461-472.
  • Crimaco - Sogliani 2012
    L. Crimaco, F. Sogliani , 2012, La Rocca Montis Dragonis nella Terra di Mezzo. La ricerca archeologica nel bacino tra Volturno e Garigliano dalla protostoria al Medioevo, Mondragone 2012 (2 ed.).

Location

Ancient Site Name
Rocca Montis Draconis
Location
Mondragone
Easting
13.8990709938
Northing
41.130757115289