Name
Buca dei Pipistrelli
Date Range
3000 BC – 1
Monuments
Cave

Seasons

  • AIAC_3336 - Buca dei Pipistrelli - 2013
    La Buca dei Pipistrelli fu individuata nella prima metà degli anni ’60 del secolo scorso dal prof. Alfio Gianninoni, membro del Gruppo Speleologico Maremmano, che vi raccolse elementi di industria litica (tipologicamente ascrivibili al Paleolitico medio e superiore), frammenti ceramici, una discreta quantità di resti faunistici (in buona parte di epoca pleistocenica) e pochi reperti umani, tra i quali un osso parietale sinistro e una grossa porzione di osso frontale, attribuiti all’Età del Bronzo. Dopo una visita al sito e un esame preliminare del materiale rinvenuto durante i sopralluoghi degli anni ’60, si è ritenuto opportuno che il Comune di Campagnatico richiedesse la concessione per poter effettuare nuove ricerche. L’intervento di scavo, finalizzato a verificare l’effettiva presenza di un deposito di interesse archeologico all’interno della cavità e ad iniziarne l’esplorazione scientifica, ha avuto luogo dal 4 al 24 del mese di luglio e ha visto la partecipazione attiva di laureati e laureandi in Archeologia preistorica delle Università degli Studi di Firenze, di Sassari e di Milano. Dopo aver predisposto l’area di scavo è stato aperto un saggio immediatamente all’ingresso della cavità, che ha interessato, in toto o parzialmente, 13 quadrati (Q 4-5-6-7 e R, S, T 5-6-7). Nei quadrati Q6 e R6, sotto l’humus, è comparsa quasi immediatamente una concrezione stalagmitica di discreta potenza. In tutti gli altri settori del saggio, al di sotto dell’humus superficiale, è stato individuato un sedimento sabbioso di colore giallastro, sprovvisto di scheletro, di spessore variabile tra i 10 e i 15 cm; nell’area più prossima alla parete est dell’ingresso, da dove si accede alla cavità, sono stati rilevati alcuni accumuli di pietre che riempivano delle buche, risultato di attività clandestina di scasso. Sia dall’humus superficiale che dal sottostante strato giallastro sono emersi resti animali ed un solo frammento di ceramica, tutti di età moderna. Sotto lo strato giallastro è comparso un sedimento più compatto, di colore rossastro, argilloso, che appare inclinato verso nord. In questo sedimento, al limite fra i quadrati S5 e S6, a quota -95, è affiorato un mucchietto scomposto formato da alcuni denti e diverse ossa umane. Procedendo nei lavori, l’accumulo di ossa e denti è divenuto più consistente: alle ossa umane si sono aggiunti elementi animali e una lamella in ossidiana rotta ab antiquo. Dopo pochi centimetri ancora, intorno a quota -110, insieme a altre ossa, sono venute alla luce alcune piccole pietre e un vaso a fiasco a corpo lenticolare. Il vaso poggiava quasi direttamente sulla roccia, in un piccolo avvallamento naturale, appena accennato. A partire da quota – 200, nei quadrati R e S6 la roccia/concrezione già notata all’inizio dei lavori, ha cominciato ad aumentare in estensione e al termine dei lavori occupava anche gran parte dei quadrati R5, S5-6-7. Alla profondità di -290 si è interrotto lo scavo di questa campagna. La specifica morfologia del reperto ceramico rinvenuto suggerisce un inquadramento culturale del deposito nell’ambito dell’Eneolitico e di conseguenza il sito di Buca dei Pipistrelli costituisce il primo documento ascrivibile a tale periodo nell’area del Comune di Campagnatico.
  • AIAC_3336 - Buca dei Pipistrelli - 2014
    Dal 9 al 25 luglio 2014 si è svolta la seconda campagna di scavo nel sito di Buca dei Pipistrelli. Ai lavori hanno preso parte laureati e laureandi in archeologia preistorica delle Università degli Studi di Firenze e di Sassari e membri della Società Naturalistica Speleologica Maremmana e dell’Associazione Arké di Grosseto. L’intento principale dell’indagine 2014 era quello di proseguire ed ampliare lo scavo del deposito antropico adiacente l’attuale ingresso della cavità, anche per liberare gli spazi in previsione delle future indagini che, gradualmente, andranno ad interessare la parte più interna della grotta. Verificata l’assenza di danni al deposito archeologico e dopo aver provveduto alla rimozione della copertura collocata al termine dell’intervento dell’anno passato, alla verifica della quadrettatura del deposito e alla rettifica di una sezione posta al limite tra i quadrati T5/U5, si è iniziato il lavoro concentrando l’attività verso il settore del deposito posto a sud dell’ingresso della grotta (quadrati R4, S4 e, successivamente, S3, R3), non interessato da indagini durante la scorsa campagna. In seguito sono stati effettuati dei nuovi saggi e sono state riprese le ricerche anche nelle aree poste al centro (quadrati S5, T5), ad est (quadrati Q3, Q4 e Q5) e a nord (quadrati S8, T6, T8) rispetto all'accesso della cavità. Nel complesso, i lavori della campagna 2014, hanno interessato 12 quadrati. La ricerca nel settore meridionale del deposito, iniziata a partire da quota -160 rispetto al livello di riferimento, ha portato in evidenza una situazione stratigrafica simile a quella osservata nella zona centrale del sedimento antropico durante la scorsa campagna di scavo: al di sotto del livello di _humus_ superficiale si trova uno strato giallastro sabbioso, abbastanza tenace, interessato in parte dalla presenza di buche, riempite con pietre di medie dimensioni, che costituiscono la testimonianza di interventi di scavo clandestini. Inoltre, intorno a quota -215, si assiste al passaggio, verso un terreno compatto, argilloso, di colore rossastro, che appare decisamente inclinato verso nord. Sia dall’ _humus_ superficiale che dal sottostante strato giallastro sono emersi esclusivamente residui di frequentazione ed elementi faunistici di età moderna, mentre il sedimento rossastro più basso contiene elementi faunistici antichi. Parte del volume del quadrato S4 risulta compromesso dalla presenza di una grande tana di istrice; intorno a quota -230, sia in S4 che in R4, sono comparsi degli elementi faunistici associati a pietre che, in seguito, sono stati identificati come due "punti di fuoco", piccoli focolari caratterizzati dalla presenza di frammenti di ossa lunghe e di denti di animale combusti, coperti e delimitati da pietre. La superficie di base dei due "punti di fuoco" si trovava a quota -242, esattamente in corrispondenza del piano di frequentazione eneolitica individuato l'anno passato. Una volta asportati i piccoli focolari, il deposito prosegue alternando alcune formazioni di origine stalagmitica a sabbie, piuttosto fini, di colore prima giallo-brillante poi più spento, che preannunciano la base naturale della cavità. In questo settore, in cui a partire da quota -280 la superficie dei quadrati risulta in gran parte occupata da roccia, lo scavo si è interrotto ad una profondità massima di -335. Un simile contesto stratigrafico si ripete nel settore est dove sono da segnalare i rinvenimenti di una piccola scheggia di diaspro nel quadrato Q3, a quota - 243 e dello scheletro in connessione di un esemplare maschile di istrice nel quadrato Q5, a quota – 310. In questa parte del deposito le sabbie gialle compaiono intorno a quota -310/320 per poi proseguire con una potenza di almeno 80/90 cm poiché un saggio effettuato nel solo quadrato Q4 ha permesso di seguirne l'andamento fino a quota- 404 (profondità massima raggiunta nel deposito al termine della campagna). Infine, è proseguita l'indagine nel settore nord dove gran parte del sedimento antropico appare compromesso dall’azione di scavo degli animali. Dal deposito di questo settore (quadrati S8/T8) in cui, in alcune zone, a quota -240, i lavori hanno raggiunto la roccia di base della grotta, provengono alcune falangi e pochi denti di origine umana, quasi certamente pertinenti ad individui della necropoli eneolitica. Al termine dei lavori, l'intera area di scavo è stata protetta da un retino plastico traspirante e l'ingresso della grotta, chiuso con del retino da edilizia, è stato evidenzato tramite segnaletica di avvertimento. Le zone di fuoco rinvenute quest'anno nel settore meridionale del deposito costituiscono un'ulteriore testimonianza della presenza umana nella cavità durante l'età del Rame, una frequentazione da collegare quasi certamente alla funzione funeraria alla quale, almeno una parte della grotta era stata destinata. Siamo di fronte alla prima testimonianza dell'Eneolitico nel territorio del Comune di Campagnatico, un ritrovamento di notevole interesse per la preistoria di tutta la Toscana centro-meridionale.
  • AIAC_3336 - Buca dei Pipistrelli - 2015
    La terza campagna di scavo nel sito di Buca dei Pipistrelli ha avuto luogo dal 13 al 31 luglio 2015 con la partecipazione di laureati e laureandi in archeologia preistorica e archeologia orientale dell’Università degli Studi di Firenze e di membri della Società Naturalistica Speleologica Maremmana e dell’Associazione Arké di Grosseto. Con questa campagna si intendeva proseguire ed ampliare lo scavo della porzione più interna del sedimento archeologico al fine di controllare se anche in quella zona fossero presenti tracce di frequentazione umana, così come era stato riscontrato in prossimità dell’ingresso della cavità. Dopo le attività propedeutiche di routine (verifica dell’assenza di danni al deposito antropico; rimozione della copertura collocata al termine dell’intervento dell’anno passato; ampliamento del reticolo di riferimento) sono iniziati gli scavi nel settore del deposito che procede verso la parte più interna della grotta (quadrati P3, P4 e P5 e, successivamente, P6, Q2 e Q3). In seguito sono proseguite le ricerche anche nelle aree poste al centro (quadrato T5), a ponente (quadrati U5, U6, U7) e a nord (quadrati T6, T7, T8) dell’attuale ambiente di accesso della cavità. Infine è stata rimossa una parte del quadrato S3 per un evidente rischio di frana causato dell’azione di grosse radici presenti nel terreno. Nel complesso, durante la campagna 2015, sono risultati interessati dalle ricerche 14 quadrati. La ricerca nel settore orientale del deposito, iniziata a partire da quota -160 rispetto al livello di riferimento, ha messo in evidenza una situazione stratigrafica che, sotto il livello di humus superficiale, spesso circa 20 cm., intorno a quota -180 presenta direttamente il sedimento argilloso di colore rossastro che in molte altre zone della grotta è preceduto da uno strato giallastro sabbioso, con presenza di buche. Dall’humus superficiale sono emersi esclusivamente residui di frequentazione ed elementi faunistici di età moderna e contemporanea, mentre dal sedimento rossastro provengono abbondanti reperti faunistici pleistocenici. Parte del volume dei quadrati P4, P6 e P6 è risultato essere compromesso dalla presenza di molte tane di istrice che si estendono fino a quota – 285, profondità intorno a cui si rileva la comparsa di un terreno chiaro, più sabbioso e privo di pietre. Nel quadrato P4, a quota -271, è stata rinvenuta una piccola scheggia di diaspro, mentre in P3, a quota -299, sono stati mesi in luce alcuni coproliti di iena. Nel settore P del reticolato di riferimento il deposito prosegue, a partire da quota -300, con un sedimento sabbioso, piuttosto fine, di colore prima giallo-brillante poi più spento che, come era già stato verificato durante la scorsa campagna nella striscia Q, preannuncia la base naturale della cavità. Nella porzione P del deposito lo scavo si è interrotto ad una profondità massima di -310, quando la superficie dei quadrati è risultata essere occupata in gran parte dalla roccia di base. Nei quadrati Q2 e Q3, ove si ripete il contesto stratigrafico del settore P, è da segnalare il ritrovamento di diversi coproliti di iena intorno a quota -300, in un’area limitrofa agli altri simili ritrovamenti avvenuti in P3. In seguito al riscontro della presenza di alcune ossa umane visibili nella sezione, si è proceduto all’indagine delle residue porzioni di deposito presenti in U5 e U6, quadrati nei quali lo scavo, avviato da quota – 155, è terminato a quota -290. Contemporaneamente è stata effettuata anche la ripulitura del quadrato U7 interessato per tutta la sua estensione dalla presenza di una tana, prima di arrivare alla roccia di base. Infine, l’indagine è proseguita nel settore nord del deposito dove gran parte del sedimento antropico è apparso ancora una volta compromesso dall’azione di scavo degli animali. Dal deposito di questo settore (quadrati T6, T7, T8) in cui, intorno a quota -280, i lavori hanno raggiunto la roccia di base, provengono rari reperti di origine umana, indubbiamente pertinenti ad individui della piccola necropoli eneolitica individuata durante la campagna di scavo 2013. Con questo intervento, che ha consentito di raggiungere la base naturale della cavità in un’ampia parte dell’ambiente di accesso, è stato deciso di interrompere le ricerche nel sito che sembra non poter restituire, almeno per il momento, ulteriori testimonianze archeologiche. Per questo motivo, al termine dei lavori, dopo aver provveduto a proteggere e delimitare l’area interessata dallo scavo con un retino plastico traspirante, il livello di riempimento della cavità, di facile accesso dalla strada carrozzabile, è stato colmato con materiale inerte fino ad una quota che non costituisse pericolo per coloro che dovessero cercare di penetrare nell’anfratto. In conclusione, l’intervento archeologico attuato a Buca dei Pipistrelli ha messo in evidenza la presenza di faune pleistoceniche nella parte basale del sedimento, mentre nei livelli superiori, è attestata una frequentazione umana, avvenuta durante l’Eneolitico e testimoniata dalla presenza di una piccola necropoli e di “focolari” probabilmente da mettere in relazione con essa. Sarà molto interessante conoscere i risultati delle datazioni attinenti ai coproliti di iena che ci permetteranno di determinare l’epoca relativa alla prima frequentazione della grotta e quelle concernenti i reperti della necropoli che ci indicheranno con precisione il periodo in cui Buca dei Pipistrelli venne utilizzata dagli uomini dell’età del Rame per lo svolgimento delle loro pratiche funerarie. Anche per il 2015, l’Ufficio Usi Civici di Montorsaio ha sostenuto in maniera sostanziale lo svolgimento dell’attività di scavo fornendo un contributo finanziario e garantendo l’ospitalità per tutti i partecipanti ai lavori.

Media

Name
Buca dei Pipistrelli
Year
2013
Summary
it La Buca dei Pipistrelli fu individuata nella prima metà degli anni ’60 del secolo scorso dal prof. Alfio Gianninoni, membro del Gruppo Speleologico Maremmano, che vi raccolse elementi di industria litica (tipologicamente ascrivibili al Paleolitico medio e superiore), frammenti ceramici, una discreta quantità di resti faunistici (in buona parte di epoca pleistocenica) e pochi reperti umani, tra i quali un osso parietale sinistro e una grossa porzione di osso frontale, attribuiti all’Età del Bronzo.

Dopo una visita al sito e un esame preliminare del materiale rinvenuto durante i sopralluoghi degli anni ’60, si è ritenuto opportuno che il Comune di Campagnatico richiedesse la concessione per poter effettuare nuove ricerche.

L’intervento di scavo, finalizzato a verificare l’effettiva presenza di un deposito di interesse archeologico all’interno della cavità e ad iniziarne l’esplorazione scientifica, ha avuto luogo dal 4 al 24 del mese di luglio e ha visto la partecipazione attiva di laureati e laureandi in Archeologia preistorica delle Università degli Studi di Firenze, di Sassari e di Milano.

Dopo aver predisposto l’area di scavo è stato aperto un saggio immediatamente all’ingresso della cavità, che ha interessato, in toto o parzialmente, 13 quadrati (Q 4-5-6-7 e R, S, T 5-6-7). Nei quadrati Q6 e R6, sotto l’humus, è comparsa quasi immediatamente una concrezione stalagmitica di discreta potenza. In tutti gli altri settori del saggio, al di sotto dell’humus superficiale, è stato individuato un sedimento sabbioso di colore giallastro, sprovvisto di scheletro, di spessore variabile tra i 10 e i 15 cm; nell’area più prossima alla parete est dell’ingresso, da dove si accede alla cavità, sono stati rilevati alcuni accumuli di pietre che riempivano delle buche, risultato di attività clandestina di scasso. Sia dall’humus superficiale che dal sottostante strato giallastro sono emersi resti animali ed un solo frammento di ceramica, tutti di età moderna.

Sotto lo strato giallastro è comparso un sedimento più compatto, di colore rossastro, argilloso, che appare inclinato verso nord. In questo sedimento, al limite fra i quadrati S5 e S6, a quota -95, è affiorato un mucchietto scomposto formato da alcuni denti e diverse ossa umane. Procedendo nei lavori, l’accumulo di ossa e denti è divenuto più consistente: alle ossa umane si sono aggiunti elementi animali e una lamella in ossidiana rotta ab antiquo. Dopo pochi centimetri ancora, intorno a quota -110, insieme a altre ossa, sono venute alla luce alcune piccole pietre e un vaso a fiasco a corpo lenticolare. Il vaso poggiava quasi direttamente sulla roccia, in un piccolo avvallamento naturale, appena accennato. A partire da quota – 200, nei quadrati R e S6 la roccia/concrezione già notata all’inizio dei lavori, ha cominciato ad aumentare in estensione e al termine dei lavori occupava anche gran parte dei quadrati R5, S5-6-7. Alla profondità di -290 si è interrotto lo scavo di questa campagna.

La specifica morfologia del reperto ceramico rinvenuto suggerisce un inquadramento culturale del deposito nell’ambito dell’Eneolitico e di conseguenza il sito di Buca dei Pipistrelli costituisce il primo documento ascrivibile a tale periodo nell’area del Comune di Campagnatico.
en The Buca dei Pipistrelli was first discovered in the 1960s by Prof. Alfio Gianninoni, member of the Gruppo Speleologico Maremmano. From within the cave he collected lithics typologically ascribable to the middle and upper Paleolithic, pottery fragments, faunal remains (mainly Pleistocene) and a few human remains, including a left parietal bone and a large part of a frontal bone, attributable to the Bronze Age.

After a site visit and a preliminary examination of the finds recovered in the 1960s, a request was made for permission to carry out new research.
The intervention aimed to assess the actual presence of an archaeological deposit inside the cave and to begin excavations.

Having laid out the excavation area, a trench was opened at the entrance to the cave, covering totally or partially 13 quadrants (Q 4-5-6-7 e R, S, T 5-6-7). In quadrants Q6 and R6, a substantial stalagmitic concretion appeared almost immediately below the humus. Below the surface humus, a non-skeletal yellowish sandy sediment, 10-15 cm deep, was present in all other sectors of the trench. In the area closest to the east wall where the cave was entered, a number of piles of stones in holes were identified. These were the result of illegal excavation. Both the surface humus and the underlying yellowish layer contained animal remains and only one pottery fragment, all modern.

Below the yellowish layer there was more compact, reddish clay sediment that appeared to slope to the north. Within this sediment, where quadrants S5 and S6 joined, at 95 cm below surface level, a small heap of teeth and human bones appeared. As excavation continued, this heap of teeth and bones became larger and animal bones and an obsidian flake, broken in antiquity, also came to light. A few centimeters further down (-110), a lens-shaped flask and a few small stones were exposed. The vase rested almost directly on the rock in a small, shallow natural depression. At 200 cm below the surface level, in quadrants R and S6, the rock/concretion noted at the beginning of the excavation, began to increase in extension and at the end of the intervention occupied most of quadrants R5, S5-6-7. Excavation for this season halted at -290 cm.
Summary Author
Luca Bachechi
Team
Archaeologist - Teresa Cavallo
Archaeologist - Floriano Cavanna

Media

Name
Buca dei Pipistrelli
Year
2014
Summary
it Dal 9 al 25 luglio 2014 si è svolta la seconda campagna di scavo nel sito di Buca dei Pipistrelli. Ai lavori hanno preso parte laureati e laureandi in archeologia preistorica delle Università degli Studi di Firenze e di Sassari e membri della Società Naturalistica Speleologica Maremmana e dell’Associazione Arké di Grosseto.

L’intento principale dell’indagine 2014 era quello di proseguire ed ampliare lo scavo del deposito antropico adiacente l’attuale ingresso della cavità, anche per liberare gli spazi in previsione delle future indagini che, gradualmente, andranno ad interessare la parte più interna della grotta.

Verificata l’assenza di danni al deposito archeologico e dopo aver provveduto alla rimozione della copertura collocata al termine dell’intervento dell’anno passato, alla verifica della quadrettatura del deposito e alla rettifica di una sezione posta al limite tra i quadrati T5/U5, si è iniziato il lavoro concentrando l’attività verso il settore del deposito posto a sud dell’ingresso della grotta (quadrati R4, S4 e, successivamente, S3, R3), non interessato da indagini durante la scorsa campagna. In seguito sono stati effettuati dei nuovi saggi e sono state riprese le ricerche anche nelle aree poste al centro (quadrati S5, T5), ad est (quadrati Q3, Q4 e Q5) e a nord (quadrati S8, T6, T8) rispetto all'accesso della cavità.

Nel complesso, i lavori della campagna 2014, hanno interessato 12 quadrati.

La ricerca nel settore meridionale del deposito, iniziata a partire da quota -160 rispetto al livello di riferimento, ha portato in evidenza una situazione stratigrafica simile a quella osservata nella zona centrale del sedimento antropico durante la scorsa campagna di scavo: al di sotto del livello di _humus_ superficiale si trova uno strato giallastro sabbioso, abbastanza tenace, interessato in parte dalla presenza di buche, riempite con pietre di medie dimensioni, che costituiscono la testimonianza di interventi di scavo clandestini. Inoltre, intorno a quota -215, si assiste al passaggio, verso un terreno compatto, argilloso, di colore rossastro, che appare decisamente inclinato verso nord.

Sia dall’ _humus_ superficiale che dal sottostante strato giallastro sono emersi esclusivamente residui di frequentazione ed elementi faunistici di età moderna, mentre il sedimento rossastro più basso contiene elementi faunistici antichi. Parte del volume del quadrato S4 risulta compromesso dalla presenza di una grande tana di istrice; intorno a quota -230, sia in S4 che in R4, sono comparsi degli elementi faunistici associati a pietre che, in seguito, sono stati identificati come due "punti di fuoco", piccoli focolari caratterizzati dalla presenza di frammenti di ossa lunghe e di denti di animale combusti, coperti e delimitati da pietre. La superficie di base dei due "punti di fuoco" si trovava a quota -242, esattamente in corrispondenza del piano di frequentazione eneolitica individuato l'anno passato. Una volta asportati i piccoli focolari, il deposito prosegue alternando alcune formazioni di origine stalagmitica a sabbie, piuttosto fini, di colore prima giallo-brillante poi più spento, che preannunciano la base naturale della cavità. In questo settore, in cui a partire da quota -280 la superficie dei quadrati risulta in gran parte occupata da roccia, lo scavo si è interrotto ad una profondità massima di -335.

Un simile contesto stratigrafico si ripete nel settore est dove sono da segnalare i rinvenimenti di una piccola scheggia di diaspro nel quadrato Q3, a quota - 243 e dello scheletro in connessione di un esemplare maschile di istrice nel quadrato Q5, a quota – 310. In questa parte del deposito le sabbie gialle compaiono intorno a quota -310/320 per poi proseguire con una potenza di almeno 80/90 cm poiché un saggio effettuato nel solo quadrato Q4 ha permesso di seguirne l'andamento fino a quota- 404 (profondità massima raggiunta nel deposito al termine della campagna).

Infine, è proseguita l'indagine nel settore nord dove gran parte del sedimento antropico appare compromesso dall’azione di scavo degli animali. Dal deposito di questo settore (quadrati S8/T8) in cui, in alcune zone, a quota -240, i lavori hanno raggiunto la roccia di base della grotta, provengono alcune falangi e pochi denti di origine umana, quasi certamente pertinenti ad individui della necropoli eneolitica.

Al termine dei lavori, l'intera area di scavo è stata protetta da un retino plastico traspirante e l'ingresso della grotta, chiuso con del retino da edilizia, è stato evidenzato tramite segnaletica di avvertimento.

Le zone di fuoco rinvenute quest'anno nel settore meridionale del deposito costituiscono un'ulteriore testimonianza della presenza umana nella cavità durante l'età del Rame, una frequentazione da collegare quasi certamente alla funzione funeraria alla quale, almeno una parte della grotta era stata destinata. Siamo di fronte alla prima testimonianza dell'Eneolitico nel territorio del Comune di Campagnatico, un ritrovamento di notevole interesse per la preistoria di tutta la Toscana centro-meridionale.
en This was the second campaign of excavations at the Buca dei Pipistrelli. The main aim was to extend the excavation of the anthropological deposit adjacent to the cavern’s present entrance, thus freeing the space for future excavations that will take place further inside.
Initially, a check was made for damage to the archaeological deposit, the covering put down at the end of last season’s excavations was removed, the grid checked and a section situated at the border between quadrants T5/U5 cleaned up. Work began on the sector of the deposit situated south of the entrance to the cavern (quadrants R4, S4, and subsequently S3, R3), that had not been investigated during the previous season. Subsequently, new trenches were opened and research also continued in the areas at the centre (quadrants S5, T5), east (quadrants Q3, Q4, and Q5) and north (quadrants S8, T6, T8) of the cavern entrance.
Overall, excavations took place in 12 quadrants during the 2014 season.
The research in the southern sector of the deposit, starting at -160 with respect to the temporary benchmark, revealed a similar stratigraphy to that documented in the central part of the deposit. Below the level of surface humus lay a yellowish sandy layer presenting holes filled with medium sized stones, the result of clandestine excavations. At about -215, there was a change to a compact reddish clayey soil that appeared to slope steeply to the north. Both the surface humus and the underlying yellowish layer contained evidence of occupation and faunal material of modern date, while the lower reddish sediment contained ancient faunal material.

Part of quadrant S4 was disturbed by a large porcupine burrow; at -230, both in S4 and R4, faunal material associated with stones appeared that have been identified as two small hearths. They were made up of burnt animal long bone fragments and teeth, covered and delimited by stones. The surface of the hearths lay at -242, exactly in correspondence with the Eneolithic occupation level identified the previous year.

Once the small hearths were removed, the deposit continued with alternating formations of stalagmatic origin with rather fine sands, firstly bright yellow in colour then becoming duller, which preannounced the natural floor of the cavern. In this sector, in which from -280 onwards the surface was largely occupied by rock, the excavation halted at a maximum depth of -335.
A similar stratigraphic context was documented in the eastern sector where the finds included a small jasper flake in quadrant Q3 at -243, and the articulated skeleton of a male porcupine in quadrant Q5, at -310. In this part of the deposit, the yellow sands appeared at about -310/320 and formed a thickness of at least 80/90 cm and a _sondage_ only opened in Q4 followed them to a depth of -404 (the maximum depth reached in the deposit at the end of the campaign).

Lastly, the investigations in the north sector continued where animal burrowing had compromised most of the occupation deposit. In some areas in quadrants S8/T8 the rock at the base of the cave was reached at -240. Several human phalanges and a few teeth were found within the deposit, almost certainly belonging to individuals buried in the Eneolithic necropolis.
The hearths found this year in the south sector of the deposit provide further evidence of human presence in the cave during the Copper Age, an occupation almost certainly associated with the funerary function for which at least a part of the cavern was used. This is the first Eneolithic evidence in the territory of Campagnatico, a find of notable interest for the prehistory of central-southern Tuscany.

Media

Name
Buca dei Pipistrelli
Year
2015
Summary
it La terza campagna di scavo nel sito di Buca dei Pipistrelli ha avuto luogo dal 13 al 31 luglio 2015 con la partecipazione di laureati e laureandi in archeologia preistorica e archeologia orientale dell’Università degli Studi di Firenze e di membri della Società Naturalistica Speleologica Maremmana e dell’Associazione Arké di Grosseto.
Con questa campagna si intendeva proseguire ed ampliare lo scavo della porzione più interna del sedimento archeologico al fine di controllare se anche in quella zona fossero presenti tracce di frequentazione umana, così come era stato riscontrato in prossimità dell’ingresso della cavità.

Dopo le attività propedeutiche di routine (verifica dell’assenza di danni al deposito antropico; rimozione della copertura collocata al termine dell’intervento dell’anno passato; ampliamento del reticolo di riferimento) sono iniziati gli scavi nel settore del deposito che procede verso la parte più interna della grotta (quadrati P3, P4 e P5 e, successivamente, P6, Q2 e Q3). In seguito sono proseguite le ricerche anche nelle aree poste al centro (quadrato T5), a ponente (quadrati U5, U6, U7) e a nord (quadrati T6, T7, T8) dell’attuale ambiente di accesso della cavità. Infine è stata rimossa una parte del quadrato S3 per un evidente rischio di frana causato dell’azione di grosse radici presenti nel terreno.

Nel complesso, durante la campagna 2015, sono risultati interessati dalle ricerche 14 quadrati.
La ricerca nel settore orientale del deposito, iniziata a partire da quota -160 rispetto al livello di riferimento, ha messo in evidenza una situazione stratigrafica che, sotto il livello di humus superficiale, spesso circa 20 cm., intorno a quota -180 presenta direttamente il sedimento argilloso di colore rossastro che in molte altre zone della grotta è preceduto da uno strato giallastro sabbioso, con presenza di buche.
Dall’humus superficiale sono emersi esclusivamente residui di frequentazione ed elementi faunistici di età moderna e contemporanea, mentre dal sedimento rossastro provengono abbondanti reperti faunistici pleistocenici. Parte del volume dei quadrati P4, P6 e P6 è risultato essere compromesso dalla presenza di molte tane di istrice che si estendono fino a quota – 285, profondità intorno a cui si rileva la comparsa di un terreno chiaro, più sabbioso e privo di pietre. Nel quadrato P4, a quota -271, è stata rinvenuta una piccola scheggia di diaspro, mentre in P3, a quota -299, sono stati mesi in luce alcuni coproliti di iena. Nel settore P del reticolato di riferimento il deposito prosegue, a partire da quota -300, con un sedimento sabbioso, piuttosto fine, di colore prima giallo-brillante poi più spento che, come era già stato verificato durante la scorsa campagna nella striscia Q, preannuncia la base naturale della cavità. Nella porzione P del deposito lo scavo si è interrotto ad una profondità massima di -310, quando la superficie dei quadrati è risultata essere occupata in gran parte dalla roccia di base.
Nei quadrati Q2 e Q3, ove si ripete il contesto stratigrafico del settore P, è da segnalare il ritrovamento di diversi coproliti di iena intorno a quota -300, in un’area limitrofa agli altri simili ritrovamenti avvenuti in P3.

In seguito al riscontro della presenza di alcune ossa umane visibili nella sezione, si è proceduto all’indagine delle residue porzioni di deposito presenti in U5 e U6, quadrati nei quali lo scavo, avviato da quota – 155, è terminato a quota -290. Contemporaneamente è stata effettuata anche la ripulitura del quadrato U7 interessato per tutta la sua estensione dalla presenza di una tana, prima di arrivare alla roccia di base.

Infine, l’indagine è proseguita nel settore nord del deposito dove gran parte del sedimento antropico è apparso ancora una volta compromesso dall’azione di scavo degli animali. Dal deposito di questo settore (quadrati T6, T7, T8) in cui, intorno a quota -280, i lavori hanno raggiunto la roccia di base, provengono rari reperti di origine umana, indubbiamente pertinenti ad individui della piccola necropoli eneolitica individuata durante la campagna di scavo 2013.

Con questo intervento, che ha consentito di raggiungere la base naturale della cavità in un’ampia parte dell’ambiente di accesso, è stato deciso di interrompere le ricerche nel sito che sembra non poter restituire, almeno per il momento, ulteriori testimonianze archeologiche. Per questo motivo, al termine dei lavori, dopo aver provveduto a proteggere e delimitare l’area interessata dallo scavo con un retino plastico traspirante, il livello di riempimento della cavità, di facile accesso dalla strada carrozzabile, è stato colmato con materiale inerte fino ad una quota che non costituisse pericolo per coloro che dovessero cercare di penetrare nell’anfratto.

In conclusione, l’intervento archeologico attuato a Buca dei Pipistrelli ha messo in evidenza la presenza di faune pleistoceniche nella parte basale del sedimento, mentre nei livelli superiori, è attestata una frequentazione umana, avvenuta durante l’Eneolitico e testimoniata dalla presenza di una piccola necropoli e di “focolari” probabilmente da mettere in relazione con essa.

Sarà molto interessante conoscere i risultati delle datazioni attinenti ai coproliti di iena che ci permetteranno di determinare l’epoca relativa alla prima frequentazione della grotta e quelle concernenti i reperti della necropoli che ci indicheranno con precisione il periodo in cui Buca dei Pipistrelli venne utilizzata dagli uomini dell’età del Rame per lo svolgimento delle loro pratiche funerarie.

Anche per il 2015, l’Ufficio Usi Civici di Montorsaio ha sostenuto in maniera sostanziale lo svolgimento dell’attività di scavo fornendo un contributo finanziario e garantendo l’ospitalità per tutti i partecipanti ai lavori.
en This was the third campaign of excavations undertaken with the participation of students in prehistoric and eastern archaeology from the University of Florence and members of the “Società Naturalistica Speleologica Maremmana” and the “Associazione Arké” of Grosseto.
The aim of this campaign was to continue and extend the excavations of the innermost portion of the archaeological sediment in order to check whether traces of human occupation were also present there. Such traces had previously been found close to the cave entrance.
Following a check for absence of damage to the occupation deposit, the covering put down at the end of last season was removed, and the grid extended. Excavation began in the sector of the deposit that proceeded towards the innermost part of the cave (quadrants P3, P4, P5 and then P6, Q2 and Q3). Research then continued in the central areas (quadrant T5), to the west (quadrants U5, U6, U7) and to the north (T6, T7, T8) of the present entrance to the cave. Lastly, part of quadrant S3 was removed due to the risk of a landslide caused by the action of large roots present in the terrain.
During the 2015 campaign, research took place in 14 quadrants. In the eastern sector of the deposit, excavation began at 160 cm below the benchmark. Once the topsoil was removed (20 cm deep), the excavation came down directly to the reddish clay sediment (at -180 cm) that in many of the cave’s other zones was preceded by a yellowish sandy layer in which holes were present.
The humus contained traces of occupation and faunal remains that were exclusively of modern and contemporary date, while the reddish sediment produced faunal remains from the Pleistocene period. Parts of quadrants P4, P5, and P6 were compromised by numerous porcupine burrows that went down to -285, depth at which a lighter and sandier soil appeared that was free of stones. A small flake of jasper was found in quadrant P4, at -271, while a number of hyena coprolites were uncovered in quadrant P3 at -299. In sector P of the grid the deposit continued, from -300, with fine sandy sediment, at first bright yellow in colour then becoming duller which, as seen last season in strip Q, overlay the natural floor of the cave. In sector P, the excavation of the deposit was halted at -310 when the surface of the quadrants was mainly occupied by bedrock.

In quadrants Q2 and Q3, where the stratigraphy of sector P is repeated, several hyena coprolites were found at -300, in an area adjacent to other similar finds in P3.
Following the discovery of several human bones visible in section, the residual parts of the deposit present in U5 and U6 were excavated. In these quadrants, the excavation began at -155 and terminated at -290. At the same time quadrant U7 was cleaned, a burrow affected the entire quadrant, before reaching the bedrock.

Lastly, excavations continued in the northern sector of the deposit where most of the anthropological sediment was again seen to have been compromised by animal burrowing. The excavation of quadrants T6, T7, and T8 reached bedrock at about -280. It was in this sector that rare human remains were found, certainly relating to individuals from the small Eneolithic necropolis identified during the 2013 excavations.

This intervention reached the natural floor of the cave across a large part of the entrance and it was decided to interrupt work at the site as it appeared, at least for the moment, that no further archaeological evidence would be uncovered. Therefore, the excavation was covered and back filled to a level that made it safe for anyone entering the cave that can be easily accessed.

To conclude, the excavations in the Buca dei Pipistrelli revealed the presence of Pleistocenic fauna in the basal part of the sediment, while evidence for human occupation in the Eneolithic period represented by a small necropolis and “hearths” was present in the upper levels.
The results of the dating of the hyena coprolites should make it possible to determine the period in which the cave was first occupied and the dating of the finds from the necropolis should indicate the period in which the Buca dei Pipistrelli was used in the Copper Age for the practice of funerary rituals.
Summary Author
Luca Bachechi
Team
Anthropologist - Jacopo Moggi-Cecchi
Archaeologist - Floriano Cavanna
Archaeologists - Teresa Cavallo

Media

  • Bachechi 2012
    L. Bachechi, 2012, La preistoria: Aia del Castellare – Buca dei Pipistrelli, in M. Celuzza, M.A. Turchetti, a cura di, Natione Italus. Valerio Clemente e il territorio di Campagnatico dalle origini al Medioevo, Plastiho, Grosseto: 14-20.
  • Guerrini 1964
    G. Guerrini, 1964, La Buca dei Pipistrelli in Maremma, La Zagalia 6: 411-412.
  • Guerrini 1969
    G. Guerrini, 1969, Buca dei Pipistrelli, Actes du 4° Congres Intrenational de speleologie en Yougoslavie: Postojna – Ljubjana – Dubrovnik 1965, voll. 4-5: 322.
  • Bachechi 2013
    L. Bachechi, 2013, Buca dei Pipistrelli: campagna di scavo 2013 - concessione di scavo, Notiziario della Soprintendenza Archeologica della Toscana.
  • Bachechi 2014
    L. Bachechi, 2014, Campagnatico (GR). Buca dei Pipistrelli (concessione di scavo), Notiziario della Soprintendenza Archeologica della Toscana 10, pp. 471-473.
  • Bachechi 2015
    L. Bachechi, 2015, Buca dei Pipistrelli (Campagnatico, Prov. Di Grosseto), Notiziario di Preistoria e Protostoria – 2.I, Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, pp. 8-11.

Location

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