Name
Ann Kuttner
Organisation Name
Department of Art History, University of Pennsylvania

Season Director

  • AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2006
    In June and early July a campaign of excavation and geophysical survey was carried out at the site of Villa Magna. In spite of the fact that the villa is mentioned in two letters from _Marcus Aurelius_ to his tutor, Fronto (iv.5), and on a well-known inscription recording the paving of a road from Anagni to the villa (CIL X, 5909, A.D. 207), the site had never been the subject of scientific investigation. Over the northern sector of the villa was built the monastery of S. Pietro di Villamagna, mentioned in documents from the tenth century onwards. Of this, a Romanesque church and a line of 15th century fortifications are still visible. The magnetometry covered around 9 ha. Its spectacular results, still in the process of elaboration show the plan of the northern half of the villa. Excavation took place in front of the church and in the courtyard of the nineteenth-century casale, built on extensive vaulted substructures. An extensive cemetery occupied a yard at the entrance to the church, subsequently sealed by the fortification of the borgo around 1400. Inside the church, excavation in the northwest chapel revealed a group of tombs dating perhaps to the sixteenth century, cutting a series of pavements beneath. A Cosmatesque pavement was also revealed during the cleaning of a small clandestine excavation in the presbytery. In the courtyard of the casale, 300 meters to the South, the general plan of the productive sector of the villa was revealed. All floors were paved in marble, including that of the sumptuous _cella vinaria_ paved in _opus spicatum_ with tiles of Numidian marble, and panelled with marble and serpentine. Dolia emerging from this pavement leave no doubt that, in spite of its decoration, the room was used for the pressing and storage of wine.
  • AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2007
    A Casale la nostra interpretazione del 2006 che l’ambiente situato a nord-est fosse una _cella vinaria_ per la produzione e per l’immagazzinamento del vino durante la fermentazione è stata confermata dalle indagini di tutta la stanza. Gli scavi hanno rivelato una serie di _dolia_ all’interno della cella. Benché sia il pavimento in _opus spicatum_ sia i _dolia_ stessi siano stati quasi completamente spoliati, i tagli negli strati d’argilla sottostanti mostravano la posizione di 28 di questi contenitori, sistemati su quattro file parallele. A sud della _cella vinaria_ si trova un secondo ambiente, II, definito da un muro che descrive un’emiciclo lungo il lato meridionale. Oltre di quest’ultimo, un secondo muro parallelo genera un ambulatorio, la stanza III. L’interpretazione della stanza II come _coenatio_ deriva non solo dal confronto con strutture analoghe in ville lussuose, ma anche dalle celebri lettere scritte da Marco Aurelio a Frontino (Fron., 4.6), in cui menziona la sua cena nel _torcular_. Verso ovest si trova un’ampia scalinata che costituisce l’entrata all’edificio. Essa è composta da una sequenza di pianerottoli pavimentati con un semplice mosaico bianco, separati da rampe di tre gradini completamente rivestiti di marmo lunense. I muri erano rivestiti con lo stesso marmo separato da lastre di pavonazetto. Un’occupazione più tarda è indicata da circa 200 buche di palo e fosse: quelle databili si inquadrano entro il XII secolo. Tale materiale ci permette di suggerire che il villaggio rappresentato dai buchi di palo era uno dei _casalia_ menzionati nei documenti contemporanei del monastero di S. Pietro di Villamagna. Scavi nell’area della chiesa hanno rivelato una torre campanaria, una fossa dentro la chiesa per la fusione della campana, oltre 200 tombe e strutture relative al monastero stesso. Ad est della chiesa, un nuovo sito, D, ha rivelato una strada romana ben pavimentata che correva in senso est-ovest, lungo cui fu costruita una struttura con una pianta a griglia, distrutta dal fuoco in qualche momento del periodo tardo-imperiale. Sia la strada sia le rovine dell’edificio erano tagliate da un fossato che correva in senso nord-sud attraverso la trincea. Nella sua parte occidentale mucchi di macerie indicano la presenza di una palizzata. Il fossato è datato dalla ceramica e dalle monete approssimativamente alla metà del V sec. d.C.

Season Team

  • AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2008
    Lo scavo è continuato nei tre settori aperti negli anni precedenti: il casale, la Chiesa e il Monastero e il sito denominato D. All’interno del casale, dove lo scorso anno era stato completato lo scavo del complesso _Cella/Coenatio_, in cui l’imperatore e i suoi ospiti cenavano, è stato completato lo scavo del moderno cortile, riportando alla luce una corte aperta con un bacino quadripartito rivestito in _opus signinum_, la cui funzione non è ancora evidente. La fornace di calce che occupava una stanza absidata è stata rimossa ed è stato scavato il riempimento fino al livello della fondazione: ogni livello pavimentale era stato rimosso al tempo della realizzazione della fornace. A sud del casale è stata aperta una trincea con lo scopo di scoprire la continuazione della scala imperiale: la rimozione del terreno superficiale e degli strati relativi al giardino del XIX secolo hanno rivelato una serie di buche di palo apparentemente databili al IX-X secolo. Saggi all’interno e a nord del granaio moderno hanno rivelato ulteriori dettagli sulla pianta del complesso. Nel sito D, la trincea scavata nel 2006 è stata ampliata a 25 x25 m, mostrando una buona parte della pianta di un edificio interpretabile come una sorta di caserma fiancheggiante una strada basolata, con due file di ambienti (m. 10 x 12), affacciati su uno stretto vicolo con una fogna al centro. Le stanze erano pavimentate in terra battuta e in genere contenevano un focolare e un singolo _dolium_. Se la struttura sia stata occupata da soldati o da contadini/schiavi non è chiaro. Il lavoro al monastero è continuato nell’area del cimitero situato ad ovest della chiesa, con oltre 200 tombe attualmente scavate. La presenza di un precedente nartece sulla fronte della chiesa è stata confermata e sono state rinvenute tracce della sua pavimentazione. A nord della chiesa sono stati rimossi i livelli relativi a due fasi della fornace di calcare del XIV secolo: questa è situata ad ovest del muro originale del monastero e può essere datato al tardo medioevo. All’interno delle mura del convento, si trova un chiostro largo 17,5 m, parzialmente scavato nel 2007. Corridoi sono ora visibili su tre lati, mentre un pozzo verso il centro conduce ad una cisterna. Sono state individuate numerose fasi dell’uso post-monastico del monastero, incluso ciò che è apparso essere stato il luogo di stoccaggio delle lastre di marmo pavimentale, lastre e cornici di epoca romana.
  • AIAC_77 - San Sebastiano - 2003
    The monastery of S. Sebastiano was founded in the hills outside Alatri (Aletrium) in the sixth century, according to textual sources including Gregory the Great. The present project represents the collaboration of a group of Italian and American scholars - archaeologists, art historians, and historians, to describe the history of the abbey from its foundation to the early modern period using structural analysis, archaeological survey, excavation, and archival research. The constructions have been divided into 10 chronological phases, most dated to the period between the 11th -15th centuries. Seven small trenches have clarified the plan of some phases. These have also yielded limited pottery finds confirming dating evidence otherwise indicated by relative chronology of the structures and typological associations. The earliest structures on the site pertain to an aqueduct and terracing walls, though the original extent of the latter has been difficult to ascertain as they lie beneath subsequent structures. The original abbey comprised two parallel rectangular buildings separated by a courtyard, built on a rocky ridge below an abundant spring. These buildings were very tall; one had a second story, the other a monumental arcade of three arches, leading into the church (now entirely rebuilt). To the east of the church, a small triconch tomb was excavated in the tufo, reached by a flight of steps. These structures formed the nucleus of the later abbey, and even today the characteristic masonry of the sixth-century walls is visible, preserved in later additions. Throughout the middle ages, as the cenobitic community of S. Sebastiano grew, the monastery enclosed the areas between the two original structures and expanded along the ridge, creating a compact complex of buildings with diversified spaces including a cloister, chapter room, refectory, kitchens, and other rooms. Modifications to these spaces occurred as the community was replaced by Clarisse in 1234, a precocious house of these mendicant sisters who required strict enclosure. In the mid-fifteenth century, the nuns were evicted, and noted humanist Giovanni Tortelli was charged with the maintenance of S. Sebastiano. Tortelli worked both to preserverve the monastic nature of the buildings and to convert the abbey into a Renaissance villa. (Elizabeth Fentress, Caroline Goodson)

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