- Item
- AIAC_3763
- Name
- Grotta di Castelcivita
- Date Range
- 43000 BC – 40000 BC
- 41000 BC – 38000 BC
- Monuments
- Cave
Seasons
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AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2015Nell’ambito del progetto di valorizzazione delle evidenze preistoriche situate nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano promosso dalla Soprintendenza Archeologica della Campania in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell'Ambiente – UR di Preistoria e Antropologia dell'Università di Siena, è stato programmato di riprendere le ricerche stratigrafiche nelle Grotta di Castelcivita, un giacimento preistorico tra i più importanti non solo a livello regionale ma anche nel contesto scientifico nazionale e internazionale. Il deposito preistorico della grotta è stato oggetto di indagine sistematica da parte dell’Università di Siena, in collaborazione con l’allora Soprintendenza alle Antichità di Salerno, sotto la direzione del prof. Paolo Gambassini, negli anni tra il 1975 e il 1988. La ripresa delle indagini è giustificata, oltre che dall'indubbia importanza scientifica del giacimento e dalla possibilità di acquisire nuovi e più completi dati derivati dai moderni approcci di ricerca, dal rinnovato interesse da parte degli enti locali a valorizzare il territorio anche sotto il profilo archeologico. La campagna 2015 è stata dedicata a verificare le condizioni del giacimento, per quanto riguarda lo stato di conservazione del deposito e delle sezioni stratigrafiche, e alla ripulitura e ripristino dell’area di scavo. Tra queste ultime attività è da segnalare lo svuotamento di una canaletta che attraversava obliquamente l’area di scavo adiacente alla cancellata esterna e che era stata costruita negli anni ’70 per il passaggio di un cavo elettrico destinato all’illuminazione delle Grotte. L’escavazione della canaletta aveva purtroppo inciso i livelli preistorici, raggiungendo forse il tetto del Musteriano. Lungo le sue sezioni interne sono infatti visibili chiaramente resti di focolari. A parte il danno dovuto a questa struttura (che risale però a vecchia data), il resto del deposito è apparso ben conservato e assai promettente dal punto di vista scientifico.
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AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2016La campagna di scavo 2016 ha avuto luogo nel periodo compreso tra il 12 e il 30 Luglio. I primi giorni sono stati dedicati alla ripulitura dell’area di scavo e al ripristino della quadrettatura e del livello 0. E’ stata inoltre iniziata la realizzazione della pianta georeferenziata della grotta con l’inserimento dell’attuale quadrettatura e della vecchia trincea di scavo (scavi Gambassini anni ’70/’80 del secolo scorso). Lo scavo stratigrafico è stato condotto per settori di 25 x 25 cm al fine di identificare dettagliatamente la posizione dei reperti di dimensioni anche molto piccole che vengono in genere recuperati al vaglio. Per la denominazione degli strati si è deciso di conservare quella adottata negli anni precedenti. Tra gli scopi delle nuove indagini vi è quello di ampliare l’area di scavo in modo da raccogliere dati significativi ai fini della ricostruzione della distribuzione spaziale dei reperti e quindi delle diverse aree di attività nelle varie fasi abitative. E’ stato, pertanto, deciso di estendere l’indagine verso sud, nella zona adiacente alla trincea Gambassini, occupata dai quadrati L11-14 e I 11-14. Lo scavo ha interessato anche un blocco residuo di deposito di circa 2 x 1 m, poggiante su un grosso masso di crollo e situato in corrispondenza dei quadrati G e H 15, in quanto soggetto a possibile smottamento. In questi quadrati è stato asportato inizialmente un piccolo lembo dello strato _ars_ (arancione sabbioso: Proto-aurignaziano finale) ancora presente in G 15. Si è poi proceduto ad asportare lo strato gic (giallo concrezionato: Proto-aurignaziano a micropunte a dorso marginale) di spessore variabile. In H15 è stato individuato e scavato, all’interno dello strato gic un focolare (70 x 90 cm) non strutturato allocato in una lieve depressione. Asportato lo strato gic si è scoperto il tetto dello strato rsa’ (rosso sabbioso: Proto-aurignaziano a lamelle Dufour) nel quale è stato effettuato un primo taglio. Nell’area occupata dai quadrati L/I 11/14 si è proceduto allo scavo della base dello strato gic in L 11-13 e I 12-13. Anche qui, in L11-12 è stato scoperto un piccolo focolare (60 x 90 cm) non strutturato, incastrato tra un grande masso e una grossa pietra. Entrambi i focolari sono stati campionati per analisi micromorfologiche e datazioni 14C. In I13, tolto lo strato gic, è stato scoperto il tetto di rsa’ ed effettuato un primo taglio in questo strato. Lo strato gic, di colore grigio rosato, è formato da un sedimento a componente leggermente limosa ed è normalmente concrezionato salvo nelle zone vicino ai due focolari dove ha consistenza più morbida. Tra i materiali rinvenuti (fauna molto frammentata, litica, molluschi) sono da segnalare diverse micropunte a dorso marginale e numerose conchiglie marine forate. Lo strato rsa’ è formato da sedimento sabbioso di colore rosso con scheletro a blocchetti calcarei derivati dal disfacimento della volta. Tra i materiali (ossa molto frammentate, litica) è da segnalare la presenza di lamelle Dufour; sono per ora assenti gli ornamenti (molluschi forati). Nel corso dell’ultima settimana di scavo studiosi dell’Università di Oxford hanno prelevato campioni di carbone e di sedimento lungo tutta la serie stratigrafica per datazioni 14C e OSL
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AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2017La campagna di scavo 2017 ha avuto luogo nel periodo compreso tra il 10 e il 30 Luglio. Quest’anno, nel corso dello scavo dello strato Protoaurignaziano a micropunte a dorso marginale tipo Castelcivita(gic = giallo concrezionato), è emersa la presenza di un piano di abitato con ossa e selci. Questo ci ha indotti ad estendere l’indagine ai quadrati M 11-14, I 11 e I 14 nell’intento di mettere in luce quanta più paleosuperficie possibile al fine di non perdere informazioni preziose. Nei quadrati L11, 12 e M11,12, 13e 14 sono stati scavati i tagli 1, 2 e 3 di questo strato, costituito da una sabbia che si presenta ovunque indurita più o meno tenacemente. Unica eccezione un’area ben delimitata in L-M 11 e 12: qui infatti il gic si distingue per avere una consistenza friabile, essendo completamente privo di concrezioni (gic morbido). Il gic morbido si localizza nella stessa area occupata dal focolare rinvenuto nel 2016 in L11-12. Contestualmente è proseguito lo scavo nei quadrati G15 e H15. Qui si è proseguito con l’indagine nello strato rsa’ (= rosso sabbioso, riferibile al Protoaurignaziano a lamelle Dufour) con lo scopo di raggiungere il tetto dei livelli uluzziani, ossia dello strato che Gambassini aveva denominato rsa”. Sono stati effettuati i tagli 2, 3, 4, 5.Il sedimento sabbioso, sempre ricco di elementi calcarei più o meno alterati, ha restituito una grande quantità di manufatti litici, incluse numerose lamelle, a fronte di una quasi totale assenza di altre categorie di reperti, in primis quelli faunistici. Alla base del tg 4 è stato portato alla luce un grande focolare situato fra G e H 15, in parte sconvolto da disturbi post-deposizionali. Questo focolare poggia su un livello di sabbie di colore arancio sterili le cui caratteristiche non trovano riscontro in nessuno degli strati descritti da Gambassini. A fine campagna è stato necessario rimuovere, lungo la sezione, una grossa zolla (corrispondente a parte dei settori O, P, Q) che minacciava di staccarsi. Qui sono stati effettuati i tagli 5, 6 e 7. Alla base del tg 6 è stato scoperto il lembo residuo di un focolare. In associazione a questa struttura è stato rinvenuto materiale cospicuo (compresi resti di fauna) con caratteri ben diversi dai reperti litici dello strato precedente. Riteniamo possa trattarsi del tetto dell’occupazione uluzziana. Mentre l’rsa’ scavato nei quadrati G15 e H15 ha restituito, come si è detto, una grande quantità di litica (in particolare lamelle ritoccate e non), non altrettanto si può dire del soprastante strato gic che quest’anno è stato piuttosto avaro di reperti (al contrario del 2016). Una novità è stato il campionamento di unità di sedimento dai diversi strati per effettuare analisi sul aDNA umano. Tali analisi sono ancora in via sperimentale e vengono effettuate al Max Planck Institute di Lipsia, con il quale il nostro Dipartimento collabora da tempo anche per altre tipologie di indagine.
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AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2018La campagna di scavo 2018 ha avuto luogo tra l’8 e il 25 Luglio e ha interessato esclusivamente i quadrati G15 e H15. La scelta di dare la precedenza all’indagine in quest’area è dovuta al fatto che questi quadrati occupano un’area completamente isolata dal resto dello scavo, con il sedimento antropico appoggiato in modo precario su un enorme masso con superficie superiore inclinata. Questa posizione fa sì che l’intero blocco di sedimento possa andare soggetto ad uno scivolamento verso il centro della cavità con la conseguente perdita dei dati stratigrafici. L’intervento di quest’anno ha permesso di chiarire la situazione emersa alla fine della campagna 2017. In questi quadrati era affiorata un’interessante situazione alla base del tg. 4 dello strato rsa’ (rosso sabbioso), con la messa in luce di quello che sembrava un unico grande focolare in parte sconvolto da disturbi post-deposizionali, avente base su un livello denominato sabbia arancio (differente dall’ rsa’ in quanto dotato di una certa quantità di argilla e completamente privo di clasti calcarei). Quest’anno, con la prosecuzione dello scavo, è stato possibile accertare che quanto ipotizzato nel 2017 non era corretto, in quanto si trattava non di una, ma di due differenti aree di combustione, l’una (A) leggermente più antica dell’altra (A’). Si tratta di piccoli focolari (circa 70 cm di diametro) alloggiati ciascuno in una fossetta poco profonda, aventi uno spessore massimo di 6-7 cm e formati da uno straterello di carbone sovrimposto ad un livelletto di cenere biancastra con terreno di base fortemente arrossato a causa del calore. Entrambi i focolari hanno restituito materiali riferibili alla facies proto-aurignaziana. La fossetta del focolare A scavata nella sabbia arancio era, nella parte basale, a diretto contatto con un’area di cenere pertinente ad un terzo focolare più antico, correlabile ad una superficie con materiali emersa sotto il taglio 5 nella sabbia arancio, risultato praticamente sterile. Quest’ultima area di combustione, denominata C, è molto probabilmente da attribuire alla fase più recente della frequentazione uluzziana. Infatti, dall’osservazione della sezione tipo di Gambassini, si evince che lo strato da noi denominato sabbia arancio corrisponde, sia nella posizione stratigrafica che nello spessore, allo strato denominato da Gambassini rsa”, caratterizzato dalla presenza di clasti calcarei assenti invece nell’area attualmente indagata, e pertinente alla facies uluzziana. Un ulteriore attività ha riguardato il proseguimento della verifica della documentazione degli scavi Gambassini con la digitalizzazione della sezione tra H e G 12-15. Si è dovuto inoltre procedere al consolidamento della sezione della trincea Gambassini corrispondente ai Q.ti H e I 12-13 perché il distacco di terreno, a seguito del cedimento di una grossa pietra nella parte bassa della sezione, aveva creato un vuoto nel deposito che metteva a serio pericolo di crollo il livello uluzziano più recente.
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AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2019La campagna di scavo 2019 ha avuto luogo nel periodo compreso tra l’8 al 19 Luglio ed è stata dedicata in parte al prelievo di più di 100 campioni di suolo per analisi sul DNA antico che verranno svolte dai colleghi del Department of Evolutionary Genetics Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia (Germania). Lo scavo ha interessato prevalentemente i quadrati G15 e H15 in quanto situati in un'area in cui il deposito antropico appoggia in modo precario su un grande masso inclinato con rischio di scivolamento verso il basso e conseguente perdita dei dati stratigrafici. In una piccola area fra G15 e H15 era stato messo in luce, alla fine della campagna 2018, al di sotto di un sottile livello di terreno sterile, il probabile tetto della frequentazione Uluzziana che quest'anno è stato scoperto integralmente in entrambi i quadrati. Si tratta di una superficie d'abitato caratterizzata dalla presenza di numerosi materiali (resti di fauna e industria litica) disposti intorno a un grande focolare non strutturato (focolare "C"), formato da uno strato di cenere dello spessore di 10 cm. Come ultimo intervento sono stati asportati, collocandoli in planimetria, tutti i materiali presenti sulla superficie adiacente al focolare ed è stato preso un campione del focolare medesimo per analisi micromorfologiche. I materiali litici rinvenuti in fase con il focolare C denunciano un evidente differenza nel registro tecnologico rispetto al precedente strato rsa' con la scomparsa delle lamelle e dei sistemi di produzione tipici del Protoaurignaziano e l'impiego frequente della tecnica bipolare. Questo cambiamento conferma quanto osservato su basi stratigrafiche, ossia che il contesto messo in luce quest'anno rappresenta la più recente frequentazione uluzziana (tetto strato rsa') della grotta descritta da Gambassini nel 1997. Lo scavo ha interessato, inoltre, le esigue porzioni residue di strato gic ancora presenti in L11-12 dove si è finito di scavare la base del focolare L11-L12 pertinente al Protoaurignaziano a punte di Castelcivita, arrivando ovunque al tetto dello strato rsa'. Legenda denominazione strati ARS = strato arancio sabbioso GIC = strato giallo concrezionato RSA = strato rosso sabbioso RPI = strato rosso con pietre PIE = strato a pietrame RSI = strato rosso inferiore GAR = strato giallo argilloso CGR = strato grigio concrezionato
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AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2020La campagna 2020 alla Grotta di Castelcivita (Castelcivita – SA) ha avuto luogo nel periodo compreso tra il 14 e il 26 settembre, ed ha riguardato principalmente lo scavo dei quadrati G15 e H15. Inizialmente è stata asportata la cenere residua relativa all’area di combustione C, che rappresenta la più recente frequentazione Uluzziana. La cenere risultava distribuita su buona parte dell’area indagata ed era costituita da un nucleo centrale più compatto contenente pochi materiali, in maggioranza frammenti di osso bruciati, e da un’area periferica con cenere mista a terreno scuro. Al di sotto è emerso un terreno sabbioso di colore rossastro ben compattato (rsa inf.). Successivamente è stato effettuato il tg 1 che ha restituito materiali abbastanza numerosi distribuiti uniformemente in tutto il suo spessore. Alla base del tg 1 è emersa una superficie (quote comprese tra -114 e -120) con materiali disposti in orizzontale caratterizzata dalla presenza di numerose ossa, soprattutto di cavallo. Il materiale risultava più abbondante nel quadrato G15. Una volta tolto il taglio 1 è stata scoperta la superficie del masso sottostante il deposito in tutta l’area adiacente alla parete di fondo. Nel quadrato H15 sono affiorate due chiazze di cenere, relative probabilmente al tetto del sottostante strato rpi. Legenda denominazione strati ARS = strato arancio sabbioso GIC = strato giallo concrezionato RSA = strato rosso sabbioso RPI = strato rosso con pietre PIE = strato a pietrame RSI = strato rosso inferiore GAR = strato giallo argilloso CGR = strato grigio concrezionato
Media
- Name
- Grotta di Castelcivita
- Year
- 2015
- Summary
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it
Nell’ambito del progetto di valorizzazione delle evidenze preistoriche situate nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano promosso dalla Soprintendenza Archeologica della Campania in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell'Ambiente – UR di Preistoria e Antropologia dell'Università di Siena, è stato programmato di riprendere le ricerche stratigrafiche nelle Grotta di Castelcivita, un giacimento preistorico tra i più importanti non solo a livello regionale ma anche nel contesto scientifico nazionale e internazionale.
Il deposito preistorico della grotta è stato oggetto di indagine sistematica da parte dell’Università di Siena, in collaborazione con l’allora Soprintendenza alle Antichità di Salerno, sotto la direzione del prof. Paolo Gambassini, negli anni tra il 1975 e il 1988.
La ripresa delle indagini è giustificata, oltre che dall'indubbia importanza scientifica del giacimento e dalla possibilità di acquisire nuovi e più completi dati derivati dai moderni approcci di ricerca, dal rinnovato interesse da parte degli enti locali a valorizzare il territorio anche sotto il profilo archeologico.
La campagna 2015 è stata dedicata a verificare le condizioni del giacimento, per quanto riguarda lo stato di conservazione del deposito e delle sezioni stratigrafiche, e alla ripulitura e ripristino dell’area di scavo.
Tra queste ultime attività è da segnalare lo svuotamento di una canaletta che attraversava obliquamente l’area di scavo adiacente alla cancellata esterna e che era stata costruita negli anni ’70 per il passaggio di un cavo elettrico destinato all’illuminazione delle Grotte.
L’escavazione della canaletta aveva purtroppo inciso i livelli preistorici, raggiungendo forse il tetto del Musteriano. Lungo le sue sezioni interne sono infatti visibili chiaramente resti di focolari.
A parte il danno dovuto a questa struttura (che risale però a vecchia data), il resto del deposito è apparso ben conservato e assai promettente dal punto di vista scientifico. -
en
As part of the Archaeological Superintendency of Campania’s project to enhance the prehistoric remains situated in the Cilento and Diana Valley National Park, excavations in the Grotta di Castelcivita were reopened. The excavations were undertaken in collaboration with Siena University’s Department of Earth and Environmental Sciences – Prehistory and Anthropology. This is one of the most important prehistoric deposits not only at a regional but also at national and international level.
The deposit had previously been investigated by Siena University and the then Superintendency for Antiquities of Salerno, under the direction of Prof. Paolo Gambassini, between 1975 and 1988.
The reopening of the excavations was justified, not only by the undoubted scientific importance of the deposit and the possibility of acquiring new and more complete data using modern research methods, but also by renewed interest on the part of the local authorities in enhancing the territory, including its archaeological sites.
The 2015 campaign aimed to establish the state of preservation of the deposit and sections, and to clean up the excavation area.
The latter activities included the emptying of a channel crossing the excavation area on a diagonal adjacent to the external railings, built during the 1970s for laying the electricity cables for the grotto’s illuminations.
Unfortunately, this channel had cut into the prehistoric levels, perhaps reaching the roof of the Mousterian deposit. In fact, the remains of hearths were clearly visible along its internal sections.
Apart from the damage caused by this structure, the rest of the deposit appeared to be in a good state of preservation and very promising for future research.
Media
- Name
- Grotta di Castelcivita
- Year
- 2016
- Summary
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it
La campagna di scavo 2016 ha avuto luogo nel periodo compreso tra il 12 e il 30 Luglio. I primi giorni sono stati dedicati alla ripulitura dell’area di scavo e al ripristino della quadrettatura e del livello 0. E’ stata inoltre iniziata la realizzazione della pianta georeferenziata della grotta con l’inserimento dell’attuale quadrettatura e della vecchia trincea di scavo (scavi Gambassini anni ’70/’80 del secolo scorso).
Lo scavo stratigrafico è stato condotto per settori di 25 x 25 cm al fine di identificare dettagliatamente la posizione dei reperti di dimensioni anche molto piccole che vengono in genere recuperati al vaglio. Per la denominazione degli strati si è deciso di conservare quella adottata negli anni precedenti.
Tra gli scopi delle nuove indagini vi è quello di ampliare l’area di scavo in modo da raccogliere dati significativi ai fini della ricostruzione della distribuzione spaziale dei reperti e quindi delle diverse aree di attività nelle varie fasi abitative. E’ stato, pertanto, deciso di estendere l’indagine verso sud, nella zona adiacente alla trincea Gambassini, occupata dai quadrati L11-14 e I 11-14. Lo scavo ha interessato anche un blocco residuo di deposito di circa 2 x 1 m, poggiante su un grosso masso di crollo e situato in corrispondenza dei quadrati G e H 15, in quanto soggetto a possibile smottamento. In questi quadrati è stato asportato inizialmente un piccolo lembo dello strato _ars_ (arancione sabbioso: Proto-aurignaziano finale) ancora presente in G 15. Si è poi proceduto ad asportare lo strato gic (giallo concrezionato: Proto-aurignaziano a micropunte a dorso marginale) di spessore variabile. In H15 è stato individuato e scavato, all’interno dello strato gic un focolare (70 x 90 cm) non strutturato allocato in una lieve depressione. Asportato lo strato gic si è scoperto il tetto dello strato rsa’ (rosso sabbioso: Proto-aurignaziano a lamelle Dufour) nel quale è stato effettuato un primo taglio.
Nell’area occupata dai quadrati L/I 11/14 si è proceduto allo scavo della base dello strato gic in L 11-13 e I 12-13. Anche qui, in L11-12 è stato scoperto un piccolo focolare (60 x 90 cm) non strutturato, incastrato tra un grande masso e una grossa pietra. Entrambi i focolari sono stati campionati per analisi micromorfologiche e datazioni 14C. In I13, tolto lo strato gic, è stato scoperto il tetto di rsa’ ed effettuato un primo taglio in questo strato.
Lo strato gic, di colore grigio rosato, è formato da un sedimento a componente leggermente limosa ed è normalmente concrezionato salvo nelle zone vicino ai due focolari dove ha consistenza più morbida. Tra i materiali rinvenuti (fauna molto frammentata, litica, molluschi) sono da segnalare diverse micropunte a dorso marginale e numerose conchiglie marine forate.
Lo strato rsa’ è formato da sedimento sabbioso di colore rosso con scheletro a blocchetti calcarei derivati dal disfacimento della volta. Tra i materiali (ossa molto frammentate, litica) è da segnalare la presenza di lamelle Dufour; sono per ora assenti gli ornamenti (molluschi forati).
Nel corso dell’ultima settimana di scavo studiosi dell’Università di Oxford hanno prelevato campioni di carbone e di sedimento lungo tutta la serie stratigrafica per datazioni 14C e OSL
Media
- Name
- Grotta di Castelcivita
- Year
- 2017
- Summary
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it
La campagna di scavo 2017 ha avuto luogo nel periodo compreso tra il 10 e il 30 Luglio. Quest’anno, nel corso dello scavo dello strato Protoaurignaziano a micropunte a dorso marginale tipo Castelcivita(gic = giallo concrezionato), è emersa la presenza di un piano di abitato con ossa e selci. Questo ci ha indotti ad estendere l’indagine ai quadrati M 11-14, I 11 e I 14 nell’intento di mettere in luce quanta più paleosuperficie possibile al fine di non perdere informazioni preziose.
Nei quadrati L11, 12 e M11,12, 13e 14 sono stati scavati i tagli 1, 2 e 3 di questo strato, costituito da una sabbia che si presenta ovunque indurita più o meno tenacemente. Unica eccezione un’area ben delimitata in L-M 11 e 12: qui infatti il gic si distingue per avere una consistenza friabile, essendo completamente privo di concrezioni (gic morbido). Il gic morbido si localizza nella stessa area occupata dal focolare rinvenuto nel 2016 in L11-12.
Contestualmente è proseguito lo scavo nei quadrati G15 e H15. Qui si è proseguito con l’indagine nello strato rsa’ (= rosso sabbioso, riferibile al Protoaurignaziano a lamelle Dufour) con lo scopo di raggiungere il tetto dei livelli uluzziani, ossia dello strato che Gambassini aveva denominato rsa”.
Sono stati effettuati i tagli 2, 3, 4, 5.Il sedimento sabbioso, sempre ricco di elementi calcarei più o meno alterati, ha restituito una grande quantità di manufatti litici, incluse numerose lamelle, a fronte di una quasi totale assenza di altre categorie di reperti, in primis quelli faunistici. Alla base del tg 4 è stato portato alla luce un grande focolare situato fra G e H 15, in parte sconvolto da disturbi post-deposizionali. Questo focolare poggia su un livello di sabbie di colore arancio sterili le cui caratteristiche non trovano riscontro in nessuno degli strati descritti da Gambassini. A fine campagna è stato necessario rimuovere, lungo la sezione, una grossa zolla (corrispondente a parte dei settori O, P, Q) che minacciava di staccarsi. Qui sono stati effettuati i tagli 5, 6 e 7. Alla base del tg 6 è stato scoperto il lembo residuo di un focolare. In associazione a questa struttura è stato rinvenuto materiale cospicuo (compresi resti di fauna) con caratteri ben diversi dai reperti litici dello strato precedente. Riteniamo possa trattarsi del tetto dell’occupazione uluzziana.
Mentre l’rsa’ scavato nei quadrati G15 e H15 ha restituito, come si è detto, una grande quantità di litica (in particolare lamelle ritoccate e non), non altrettanto si può dire del soprastante strato gic che quest’anno è stato piuttosto avaro di reperti (al contrario del 2016).
Una novità è stato il campionamento di unità di sedimento dai diversi strati per effettuare analisi sul aDNA umano. Tali analisi sono ancora in via sperimentale e vengono effettuate al Max Planck Institute di Lipsia, con il quale il nostro Dipartimento collabora da tempo anche per altre tipologie di indagine. -
en
This season’s excavations of the proto-Aurignacian layer, containing marginal backed micro-points of the Castelcivita _facies_ (gic = concretionary yellow), revealed the presence of an occupation layer containing bones and flint. This led to the extension of the investigation into quadrants M 11-14, I 11 and I 14 with the aim of exposing as much as possible of the palaeo-surface to avoid losing important evidence.
In quadrants L11, 12 and M11, 12, 13e 14, spits 1, 2, and 3 of this layer were excavated, constituted by a sand, present everywhere, which was hardened to varying degrees. The only exception was a well-defined area in L-M 11 and 12. In fact, here the gic was distinguished by a friable consistency, as it contained no concretions (gic soft). The gic soft was situated in the same area occupied by the hearth found in 2016 in L 11-12 and “contained” this structure. At the same time, excavation continued in quadrants G15 and H15. Here, the investigation proceeded of layer rsa’ (= sandy red, attributable to the proto-Aurignacian of the Dufour flakes _facies_) with the aim of reaching the top of the Uluzzian levels, that is of the layer which Gambassini had denominated rsa”.
Spits 2, 3, 4, and 5 were excavated. The sandy sediment, rich in more or less altered calcareous elements, produced a large quantity of lithic artefacts, including numerous flakes contrasting with the almost total absence of other types of finds, particularly faunal remains. At the base of spit 4, a large hearth was uncovered situated between G and H 15, partly disturbed by post-depositional activity. The hearth rested on a layer of orange sterile sand whose characteristics do not correspond with any of the layers described by Gambassini. At the end of the campaign, it was necessary to remove, along the section, a large piece of turf (corresponding with parts of sectors O, P, Q) that was coming away. Here spits 5, 6 and 7 were cut. At the base of spit 6, a residual patch of a hearth was exposed. A large amount of material was found in association with this structure (including faunal remains) that was very different from the lithic finds in the preceding layer. This is believed to be the top of the Uluzzian occupation.
While the layer rsa’ excavated in quadrants G15 and H15 produced a large quantity of lithics (in particular retouched and un-retouched blades), the same cannot be said of the overlying layer gic, which this year contained very few finds (contrary to 2016).
This year, for the first time, sediment samples were taken from the various layers for human DNA analysis. This type of analysis is still in an experimental phase and is being carried out at the Max Planck Institute in Leipzig. - Summary Author
- Annamaria Ronchitelli Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Università di Siena.
- Adriana Moroni-Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Università di Siena.
Media
- Name
- Grotta di Castelcivita
- Year
- 2018
- Summary
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it
La campagna di scavo 2018 ha avuto luogo tra l’8 e il 25 Luglio e ha interessato esclusivamente i quadrati G15 e H15. La scelta di dare la precedenza all’indagine in quest’area è dovuta al fatto che questi quadrati occupano un’area completamente isolata dal resto dello scavo, con il sedimento antropico appoggiato in modo precario su un enorme masso con superficie superiore inclinata. Questa posizione fa sì che l’intero blocco di sedimento possa andare soggetto ad uno scivolamento verso il centro della cavità con la conseguente perdita dei dati stratigrafici.
L’intervento di quest’anno ha permesso di chiarire la situazione emersa alla fine della campagna 2017. In questi quadrati era affiorata un’interessante situazione alla base del tg. 4 dello strato rsa’ (rosso sabbioso), con la messa in luce di quello che sembrava un unico grande focolare in parte sconvolto da disturbi post-deposizionali, avente base su un livello denominato sabbia arancio (differente dall’ rsa’ in quanto dotato di una certa quantità di argilla e completamente privo di clasti calcarei). Quest’anno, con la prosecuzione dello scavo, è stato possibile accertare che quanto ipotizzato nel 2017 non era corretto, in quanto si trattava non di una, ma di due differenti aree di combustione, l’una (A) leggermente più antica dell’altra (A’).
Si tratta di piccoli focolari (circa 70 cm di diametro) alloggiati ciascuno in una fossetta poco profonda, aventi uno spessore massimo di 6-7 cm e formati da uno straterello di carbone sovrimposto ad un livelletto di cenere biancastra con terreno di base fortemente arrossato a causa del calore. Entrambi i focolari hanno restituito materiali riferibili alla facies proto-aurignaziana.
La fossetta del focolare A scavata nella sabbia arancio era, nella parte basale, a diretto contatto con un’area di cenere pertinente ad un terzo focolare più antico, correlabile ad una superficie con materiali emersa sotto il taglio 5 nella sabbia arancio, risultato praticamente sterile. Quest’ultima area di combustione, denominata C, è molto probabilmente da attribuire alla fase più recente della frequentazione uluzziana. Infatti, dall’osservazione della sezione tipo di Gambassini, si evince che lo strato da noi denominato sabbia arancio corrisponde, sia nella posizione stratigrafica che nello spessore, allo strato denominato da Gambassini rsa”, caratterizzato dalla presenza di clasti calcarei assenti invece nell’area attualmente indagata, e pertinente alla facies uluzziana.
Un ulteriore attività ha riguardato il proseguimento della verifica della documentazione degli scavi Gambassini con la digitalizzazione della sezione tra H e G 12-15.
Si è dovuto inoltre procedere al consolidamento della sezione della trincea Gambassini corrispondente ai Q.ti H e I 12-13 perché il distacco di terreno, a seguito del cedimento di una grossa pietra nella parte bassa della sezione, aveva creato un vuoto nel deposito che metteva a serio pericolo di crollo il livello uluzziano più recente. -
en
The 2018 campaign concentrated on quadrants G15 and H15. The decision to give precedent to these quadrants was based on the fact that they occupy an area completely isolated from the rest of the excavation, with the anthropic sediment resting precariously on an enormous mass with a sloping upper surface. Its position means the entire block of sediment could slip towards the centre of the cavity with the consequent loss of the stratigraphy.
This season’s intervention clarified the situation that emerged at the end of the 2017 excavations. An interesting situation appeared in these quadrants at the base of spit 4 of the layer rsa’ (sandy red). What appeared to be a large hearth, partly disturbed by post-depositional events, was uncovered, the base on a level denominated sandy orange (different from rsa’ as it contained a certain quantity of clay and completely free of limestone clasts). This year, the continuation of the excavations ascertained that what was suggested in 2017 was incorrect, as this was not one hearth but two different combustion areas, one (A) slightly earlier than the other (A’).
These small hearths (c. 70 cm in diameter) were each housed in a shallow pit, were a maximum thickness of 6-7cm and formed by a thin layer of charcoal overlying a layer of whitish ash, the soil at the base heavily reddened by heat. Both hearths contained materials attributable to the proto-Aurignatian _facies_.
At the base, the pit of hearth A, dug into the orange sand was in direct contact with an area of ash relating to a third, earlier hearth, which can be associated with a surface with materials that emerged below spit 5 in the orange sand, which was practically sterile. The third hearth, denominated C, can probably be attributed to the latest phase of Uluzzian occupation. Indeed, from the observation of the Gambassini type section, it was seen that the layer we denominated orange sand corresponded, both in stratigraphic position and thickness, with the layer denominated by Gambassini rsa”, characterised by the presence of limestone clasts, which are on the contrary absent in the area currently being investigated, and belonging to the Uluzzian _facies_.
Work also continued on checking the documentation from the Gambassini excavations with the digitalisation of the sections between H and G 12-15.
The section in the Gambassini trench corresponding with quadrants H and I 12-13 was consolidated as the detachment of the terrain, following the subsidence of a large stone in the lower part of the section, created a large void in the deposit that put the latest Uluzzian level at risk from collapse.
Media
- Name
- Grotta di Castelcivita
- Year
- 2019
- Summary
-
it
La campagna di scavo 2019 ha avuto luogo nel periodo compreso tra l’8 al 19 Luglio ed è stata
dedicata in parte al prelievo di più di 100 campioni di suolo per analisi sul DNA antico che
verranno svolte dai colleghi del Department of Evolutionary Genetics Max Planck Institute for
Evolutionary Anthropology di Lipsia (Germania). Lo scavo ha interessato prevalentemente i quadrati G15 e H15 in quanto situati in un'area in cui il deposito antropico appoggia in modo precario su un grande masso inclinato con rischio di scivolamento verso il basso e conseguente perdita dei dati stratigrafici.
In una piccola area fra G15 e H15 era stato messo in luce, alla fine della campagna 2018, al di sotto
di un sottile livello di terreno sterile, il probabile tetto della frequentazione Uluzziana che
quest'anno è stato scoperto integralmente in entrambi i quadrati. Si tratta di una superficie d'abitato caratterizzata dalla presenza di numerosi materiali (resti di fauna e industria litica) disposti intorno a un grande focolare non strutturato (focolare "C"), formato da uno strato di cenere dello spessore di 10 cm. Come ultimo intervento sono stati asportati, collocandoli in planimetria, tutti i materiali presenti sulla superficie adiacente al focolare ed è stato preso un campione del focolare medesimo per analisi micromorfologiche.
I materiali litici rinvenuti in fase con il focolare C denunciano un evidente differenza nel registro
tecnologico rispetto al precedente strato rsa' con la scomparsa delle lamelle e dei sistemi di
produzione tipici del Protoaurignaziano e l'impiego frequente della tecnica bipolare. Questo
cambiamento conferma quanto osservato su basi stratigrafiche, ossia che il contesto messo in luce
quest'anno rappresenta la più recente frequentazione uluzziana (tetto strato rsa') della grotta descritta da Gambassini nel 1997.
Lo scavo ha interessato, inoltre, le esigue porzioni residue di strato gic ancora presenti in L11-12
dove si è finito di scavare la base del focolare L11-L12 pertinente al Protoaurignaziano a punte di
Castelcivita, arrivando ovunque al tetto dello strato rsa'.
Legenda denominazione strati
ARS = strato arancio sabbioso
GIC = strato giallo concrezionato
RSA = strato rosso sabbioso
RPI = strato rosso con pietre
PIE = strato a pietrame
RSI = strato rosso inferiore
GAR = strato giallo argilloso
CGR = strato grigio concrezionato -
en
Part of the 2021 campaign at the Grotta di Castelcivita (SA) was dedicated to a survey that aimed to discover the source of the lithic raw materials used on the site. An area of 2 m2 was investigated, corresponding with quadrants G15 and H15, in which only the Uluzzian level RPI was excavated.
Spit 1 was excavated in the RPI in H15 and in sectors R and N of G15. In H15, below the first spit in the RPI, a hardened surface appeared that was more or less reddish in colour and presented patches of ash with bone and flint on top. This surface lay between levels 120 and 125 and therefore corresponded with upper spit 13 excavated by Gambassini in the adjacent quadrant H14 where two hearths were discovered. Therefore, there is probably a correlation between the hearths and the hardened surface with ash patches found this year in H15. Excavation continued exclusively in H15, down to the top of the great boulder across the entire quadrant. Very little in the way of materials came out of the five spits excavated. The top of the boulder corresponds with the beginning of layer PIE.
Layers:
ARS = sandy orange layer
GIC = yellow concretionary layer
RSA = sandy red layer
RPI = stony red layer
PIE = gravel layer
RSI = lower red layer
GAR = clayey yellow layer
CGR = grey concretionary level - Summary Author
- Annamaria Ronchitelli- Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Università di Siena.
- Adriana Moroni- Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Università di Siena.
Media
- Name
- Grotta di Castelcivita
- Year
- 2020
- Summary
-
it
La campagna 2020 alla Grotta di Castelcivita (Castelcivita – SA) ha avuto luogo nel periodo compreso tra il 14 e il 26 settembre, ed ha riguardato principalmente lo scavo dei quadrati G15 e H15. Inizialmente è stata asportata la cenere residua relativa all’area di combustione C, che rappresenta la più recente frequentazione Uluzziana. La cenere risultava distribuita su buona parte dell’area indagata ed era costituita da un nucleo centrale più compatto contenente pochi materiali, in maggioranza frammenti di osso bruciati, e da un’area periferica con cenere mista a terreno scuro. Al di sotto è emerso un terreno sabbioso di colore rossastro ben compattato (rsa inf.). Successivamente è stato effettuato il tg 1 che ha restituito materiali abbastanza numerosi distribuiti uniformemente in tutto il suo spessore. Alla base del tg 1 è emersa una superficie (quote comprese tra -114 e -120) con materiali disposti in orizzontale caratterizzata dalla presenza di numerose ossa, soprattutto di cavallo. Il materiale risultava più abbondante nel quadrato G15. Una volta tolto il taglio 1 è stata scoperta la superficie del masso sottostante il deposito in tutta l’area adiacente alla parete di fondo. Nel quadrato H15 sono affiorate due chiazze di cenere, relative probabilmente al tetto del sottostante strato rpi.
Legenda denominazione strati
ARS = strato arancio sabbioso
GIC = strato giallo concrezionato
RSA = strato rosso sabbioso
RPI = strato rosso con pietre
PIE = strato a pietrame
RSI = strato rosso inferiore
GAR = strato giallo argilloso
CGR = strato grigio concrezionato -
en
This season’s campaign at the Grotta di Castelcivita (Castelcivita-SA) concentrated on the excavation of quadrants G15 and H15. Firstly, the residual ash from combustion area C, which represented the latest Uluzzian occupation, was removed. The ash was distributed over most of the excavation area and was constituted by a compact central nucleus containing sparse materials, primarily burnt bone fragments, and by a looser peripheral area of ash mixed with dark soil. Below the ash layer there was a compact reddish sandy soil (rsa inf.). Spit 1 was excavated, containing numerous materials uniformly distributed throughout its depth. At the base emerged a surface (at a depth between -114 and -120) on which lay materials characterised by the presence of numerous bones, primarily horse. The material was more abundant in quadrant G15. The removal of spit 1 exposed the surface of the boulder lying below the deposit across the entire area adjacent to the back wall. Two patches of ash appeared in G15, probably relating to the top of underlying layer rpi.
Key to layers
ARS = sandy orange layer
GIC = yellow concretionary layer
RSA = sandy red layer
RPI = red layer with stones
PIE = gravel layer
RSI = lower red layer
GAR = clayey yellow layer
CGR = grey concretionary layer
Media
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D'Errico et Alii 2012F. D’errico, V.Borgia, A.Ronchitelli, 2012, uluzzian bone technology and its implications for the origin of behavioural modernity, quaternary international, vol. 259, pp. 59-71.
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De Stefani et Alii 2012M. De Stefani, M. Dini, H. Klempererova, M. Peresani, F.Ranaldo, A.Ronchitelli, S.Ziggiotti, 2012, continuity and replacement in flake production across the middle-upper palaeolithic transition: a view over the italian peninsula, in “flakes not blades: the role of flake production at the onset of the upper palaeolithic in europe” (a. pastoors & m. peresani eds.), wissenschaftliche schriftendes neanderthal museums, 5, mettmann, pp. 135-151.
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Douka et Alii 2014K. Douka, T.F.G. Higham, R.Wood, P.Boscato, P.Gambassini, T.Karkanas, M. Peresani, A. Ronchitelli, 2014, on the chronology of the uluzzian, journal of human evolution, 68,pp. 1-13.
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Giaccio et Alii 2008B.Giaccio, R.Isaia, F.G. Fedele, E.Di Canzio, J.Hoffecker, A. Ronchitelli, A. Sinitsyn, M. Anikovich, S.N.Lisitsyn, V.V.Popov, 2008, the campanian ignimbrite and codola tephra layers: two temporal/stratigraphic markers for the early upper palaeolithic in southern italy and eastern europe, “journal of volcanology and geothermal research”, vol. 177, pp. 208-226.
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Gambassini 1997P.Gambassini, 1997, il paleolitico di castelcivita, culture e ambiente. electa napoli, napoli.
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Higham et Alii 2014T. Higham, K.Douka, R.Wood, C.Bronk Ramsey, F.Brock, L.Basell, M.Camps, A.Arrizabalaga, J.Baena, C.Barroso-Ruíz, C.Bergman, C.Boitard, P.Boscato, M.Caparrós, N.J.Conard, C.Draily, A. Froment, B.Galván, P.Gambassini, A.Garcia-Moreno, S. Grimaldi, P.Haesaerts, B.Holt, M-J.Iriarte-Chiapusso, A.Jelinek, J.F Jordá Pardo, J.-M. Maíllo-Fernández, A. Marom, J.Maroto, M.Menéndez, L.Metz, E.Morin, A.Moroni, F.Negrino, E.Panagopoulou, M.Peresani, S.Pirson, M.De La Rasilla, J.Riel-Salvatore, A. Ronchitelli, D. Santamaria, P.Semal, L. Slimak, J. Soler, N.Soler, A.Villaluenga, R.Pinhasi, R. Jacobi, 2014, the timing and spatio-temporal patterning of neanderthal extinction, nature, vol. 512, pp. 306-309.
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Moroni et Alii 2013A. Moroni, P. Boscato, A. Ronchitelli, 2013, what roots for the uluzzian? modern behaviour in central-southern italy and hypothesis on amh dispersal routes, quaternary international, vol. 316, pp. 27-44.
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Ronchitelli et Alii 2009A. Ronchitelli, P.Boscato, P.Gambassini, 2009, gli ultimi neandertaliani in italia: aspetti culturali, in “la lunga storia di neandertal. biologia e comportamento” (a cura di f. facchini e g. belcastro), jaka book, bologna, pp. 257-288.
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Ronchitelli et Alii 2014A. Ronchitelli, S.Benazzi, P. Boscato, K. Douka, A. Moroni, 2014, comments on “human-climate interaction during the early upper paleolithic: testing the hypothesis of an adaptive shift between the proto-aurignacian and the early aurignacian” by william e. banks, francesco d’errico, joão zilhão, journal of human evolution, 73, pp. 107-111.
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Moroni et al. 2018A. Moroni, A. Ronchitelli, D. Aureli, S.E. Bailey, P. Boscato, F. Boschin, G. Capecchi, J. Crezzini, K. Daouka, G. Marciani, D. Panetta, F. Ranaldo, S. Ricci, S. Scaramucci, V. Spagnolo, S. Benazzi, P. Gambassini, 2018, Grotta del Cavallo (Apulia – Southern Italy). The Uluzzian in the mirror, Journal of Anthropological Sciences, 96: 125-160.
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Arrighi et al. 2020ARRIGHI, S., MORONI, A., TASSONI, L., BOSCHIN, F., BADINO, F., BORTOLINI, E., BOSCATO, P., CREZZINI, J., FIGUS, C., FORTE, M., LUGLI, F., MARCIANI, G., OXILIA, G., NEGRINO, F., RIEL-SALVATORE, J., ROMANDINI, M., PERESANI, M., SPINAPOLICE, E.E., RONCHITELLI, A., BENAZZI, S. (2020). Bone tools, ornaments and other unusual objects during the Middle to Upper Palaeolithic transition in Italy. Quaternary International 551, 169-187. https://doi.org/10.1016/j.quaint.2019.11.016.
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Marciani et al. 2020MARCIANI, G., RONCHITELLI, A., ARRIGHI, S., BADINO, F., BORTOLINI, E., BOSCATO, P., BOSCHIN, F., CREZZINI, J., DELPIANO, D., FALCUCCI, A., FIGUS, C., LUGLI, F., OXILIA, G., ROMANDINI, M., RIEL-SALVATORE, J., NEGRINO, F., PERESANI, M., SPINAPOLICE, E.E., MORONI, A., BENAZZI, S. (2020). Lithic techno-complexes in Italy from 50 to 39 thousand years BP: An overview of lithic technological changes across the Middle-Upper Palaeolithic boundary. Quaternary International 551, 123-149.
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Fiore et al. 2020FIORE, I., GALA, M., BOSCHIN, F., CREZZINI, J., TAGLIACOZZO, A., MORONI, A. (2020). Archeozoology and taphonomy of bird remains from Grotta di Castelcivita (Salerno, Italy) and clues for human-bird interactions. Quaternary International 551, 224-242. https://doi.org/10.1016/j.quaint.2019.09.004.
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Arrighi et al. 2020ARRIGHI, S., MARCIANI, G., ROSSINI, M., PEREIRA SANTOS, M.C., FIORINI, A., MARTINI, I., AURELI, D., BADINO, F., BORTOLINI, E., FIGUS, C, LUGLI, F., OXILIA, G., ROMANDINI, M., SILVESTRINI, S., RONCHITELLI, A., MORONI, A. & BENAZZI, S. (2020). Between the hammerstone and the anvil: bipolar knapping and other percussive activities in the late Mousterian and the Uluzzian of Grotta di Castelcivita (Italy). Archaeological and Anthropological Sciences 12:271. https://doi.org/10.1007/s12520-020-01216-w.