Name
Grotta Fumane
Date Range
150000 BC – 10000 BC

Seasons

  • AIAC_3064 - Grotta Fumane - 2011
    Grotta di Fumane lies at the base of a rock cliff at 350 m a.s.l. on the southern edge of the Veneto Pre-Alps, in the North of Italy. The cave belongs to a fossil karst system probably composed of several cavities and tunnels excavated in dolomitic limestone. After a first exploration carried out by the Natural History Museum of Verona in 1964, the site has been the object since 1988 of a new series of investigations, bringing to light an impressive sequence of Middle and Upper Paleolithic levels. The sequence documents the main climatic events which occurred during the last glacial cycle from 90.000 to 30.000 years ago and affected the human settlement. Excavations are conducted on a regular basis every year by the University of Ferrara under the patronage of the Superintendence for the Archeological Heritage. After an ancient landslide which completely obstructed the external vault was removed in 1996, a sheltered area of almost 60 sq m was brought to light and extensive digging began, with the aim of investigating evidence of the last Neanderthals and the first anatomically modern humans. Thousands of flint flakes and cores, bones, teeth, charcoal, worked pebbles, bone retouchers and hammers prove that Neanderthals lighted fire, manufactured stone tools, butchered ungulates, carnivores and birds, and treated hides and pelts. From the Aurignacian up, dwelling structures, lithic assemblages, bone and antler tools, painted stones and pierced molluscan shells mark the arrival of the first Anatomically Modern Humans. Neverheless, the archeological evidence prove that also Neanderthals achieved a level of behavioral complexity that was not culturally transmitted or mimicked via incoming modern humans. Now the cave is open to the public after protection was made in 2005. Visitors can acceed to the entrance of the cave also during the archaeological fieldwork and see the sections showing the finely layered Paleolithic sequence.
  • AIAC_3064 - Grotta Fumane - 2012
    Anche quest’anno gli scavi archeologici a Grotta di Fumane hanno portato a scoperte importanti. Grazie alla concessione del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, la campagna di ricerche è iniziata il 2 luglio e si è chiusa alla fine di settembre con grande soddisfazione dei ricercatori dell’Università di Ferrara coordinati da Marco Peresani, che da oltre cinque anni dirige lo studio scientifico di questo importante sito paleolitico. Mai prima d’ora il centro di ricerca ferrarese aveva intrapreso tre mesi di attività incentrata sullo scavo di un singolo livello archeologico, ma la grande abbondanza di reperti e soprattutto il loro stato di conservazione hanno pienamente giustificato questo progetto sostenuto dalla National Geographic Society, dalla Comunità Montana della Lessinia, dal Comune di Fumane e dai molti sponsor che a vario titolo intervengono da alcuni anni (Impresa Roberto Gardina, Banca di Credito Cooperativo della Valpolicella, Cantine Albino Armani e molti altri). L’obiettivo degli archeologi era quello di concludere l’esplorazione di uno strato risalente all’incirca a 48mila anni fa, scavato nelle altre zone della grotta nel corso degli anni precedenti. L’interesse era legato a un duplice obiettivo: acquisire informazioni complete sull’organizzazione dei gruppi di neandertaliani che avevano frequentato la grotta e raccogliere il maggior numero di ossa di uccelli possibile. Grazie alla collaborazione dei ricercatori e dei migliori studenti dell’Università di Ferrara e di alcuni dell’Università di Verona, i lavori sono stati condotti con estrema perizia e precisione, tanto da richiede costantemente l’impiego di aspiratori per scavare con la massima attenzione sedimenti così antichi. In effetti, l’eccezionalità di Fumane è proprio quella di conservare livelli sottili uno o pochi più centimetri che conservano innumerevoli carboni, ossa e pietre scheggiate ma, soprattutto, resti di focolari. Gli archeologi in questi tre mesi di scavo ne hanno esposti circa una ventina, a testimonianza dell’intensa attività di cottura o affumicatura dei cibi da parte dei neandertaliani all’entrata della cavità. Ognuno di questi focolari è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna (larice e pino) utilizzato, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso della frequentazioni stagionali della cavità. Attorno a questi focolari sono state rinvenute schegge di selce adoperate come coltelli, punte e numerose ossa di erbivori come cervi e megaceri (grandi cervi estinti del Pleistocene), caprioli e stambecchi. Anche il secondo obiettivo è stato pienamente raggiunto. Ad oltre un centinaio ammontano i resti di pennuti, di varie taglie e specie, che sono stati prontamente inviati al Laboratorio di Archeozoologia del Museo Pigorini a Roma per la determinazione tassonomica. Il ritrovamento conferma l’interesse dei Neanderthal verso questo tipo di animali e apre un ampio ventaglio di interrogativi sulle attitudini predatorie di questi nostri cugini estinti. Cacciavano? Catturavano? E con quali mezzi, in quali stagioni, con che scopo? Alimentario o simbolico/cerimoniale? Le ossa, bene conservate, potranno rilevare nell’immediato futuro tutte le eventuali tracce lasciate dall’Uomo.
  • AIAC_3064 - Grotta Fumane - 2013
    Gli scavi archeologici a Grotta di Fumane condotti per concessione del Ministero dei Beni Culturali Ambientali e del Turismo e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, sono iniziati il 4 agosto e si sono chiusi agli inizi di settembre. Il progetto è stato sostenuto dalla National Geographic Society, dalla Comunità Montana della Lessinia, dal Comune di Fumane e dai molti sponsor che a vario titolo intervengono da alcuni anni (Impresa Roberto Gardina, Banca di Credito Cooperativo della Valpolivella, Cantine Albino Armani e molti altri). L’obiettivo di concludere lo scavo dello strato A9 è stato raggiunto. I risultati hanno permesso di acquisire informazioni più complete sull’organizzazione dei gruppi di neandertaliani che avevano frequentato la grotta e di raccogliere ulteriori ossa di uccelli. Grazie alla collaborazione dei ricercatori e degli studenti dell’Università di Ferrara e dell’Università di Verona, i lavori sono stati condotti con perizia e precisione, tanto da richiedere costantemente l’impiego di aspiratori per scavare con la massima attenzione sedimenti così antichi. Sono stati esposti altri due focolari, a testimonianza dell’intensa attività di cottura o affumicatura dei cibi da parte dei neandertaliani all’entrata della cavità. Ognuno di questi focolari è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna (larice e pino) utilizzato, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso della frequentazioni stagionali della cavità. Attorno a questi focolari sono state rinvenute schegge di selce adoperate come coltelli, punte e numerose ossa di erbivori come cervi e megaceri (grandi cervi estinti del Pleistocene), caprioli e stambecchi. Ulteriori resti avifaunistici, di varie taglie e specie, sono stati raccolti e predisposti per la determinazione tassonomica al Laboratorio di Archeozoologia del Museo Pigorini a Roma.
  • AIAC_3064 - Grotta Fumane - 2014
    La campagna di scavo archeologico a Grotta di Fumane si è incentrata su due settori di scavo. Il primo, all’interno dell’attuale cavità, ha esplorato la sequenza aurignaziana su un’area di 1mq, rimuovendo le sezioni esposte dalla campagna 2006. Il secondo ha indagato su un’area di 0,5mq la microsequenza musteriana dell’unità A10. Inoltre, questi livelli antropizzati hanno offerto la possibilità di sperimentare una nuova tecnica analitica finalizzata alla determinazione dei residui organici e integrata all’analisi funzionale dei manufatti litici e in materia dura animale. Strumenti rappresentati da semplici schegge o da manufatti più elaborati mediante il ritocco o un’altra trasformazione di una loro parte, possono ancora mantenere aderenti sulla loro superficie i residui dei tessuti organici con cui sono venuti a contatto durante il loro ciclo funzionale, generalmente l’ultimo. Sangue, collagene, grasso ma anche piume e altro materiale proveniente dalla lavorazione delle carcasse animali, vari materiali vegetali come fibre, spore, ecc., quando vengono individuati in associazione incontrovertibile con parti funzionali di strumenti, costituiscono una potenziale risorsa di informazioni sulle economie e le strategie di sussistenza degli ominini, in questo caso Neandertal e primi Uomini Anatomicamente Moderni. Avviata in Europa con risultati interessanti, la ricerca di molecole organiche ha trovato applicazione a Fumane grazie alla collaborazione del Laboratorio TRACEOLAB dell’Università di Liegi. Per Fumane, il progetto richiede un primo test di verifica della presenza dei residui organici nei sedimenti e su un nutrito campione di manufatti litici raccolto secondo un rigido protocollo volto ad evitare qualsiasi forma di contaminazione. Nel corso dello scavo sono stati esposti numerosi focolari nei livelli musteriani, a testimonianza dell’intensa attività di cottura o affumicatura dei cibi da parte dei neandertaliani all’entrata della cavità. Ognuno di questi focolari è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna (larice e pino) utilizzato, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso della frequentazioni stagionali della cavità. Attorno a queste strutture sono state rinvenute schegge di selce adoperate come coltelli, punte e numerose ossa di erbivori come cervi e megaceri (grandi cervi estinti del Pleistocene), caprioli e stambecchi.
  • AIAC_3064 - Grotta Fumane - 2016
    La campagna di scavo archeologico a Grotta di Fumane si è incentrata su un settore indagato su un’area di ca. 5,5 mq dove è stata messa in luce la microsequenza musteriana dell’unità A10, caratterizzata dall’alternarsi di livelli maggiormente antropizzati e livelli a brecce. Lo scavo è proceduto stratigraficamente per riquadri di 33 cmq il cui sedimento è stato aspirato, lavato e vagliato per recuperare ossa, ossa combuste, selci, malacofauna, resti di micromammiferi, carboni flottati (recuperati durante il lavaggio) e carboni vagliati. Parte del sedimento è stato campionato per analisi micromorfologiche. Durante lo scavo le selci ≥3cm, le ossa ≥5cm, le pietre dei focolari e i carboni plurimillimetrici e compatti sono stati rilevati mediante stazione totale, segnalando US di appartenenza, coordinate spaziali e se possibile inclinazione e orientazione. Nel corso dello scavo sono stati esposti numerosi focolari nei livelli musteriani. Ognuno di questi focolari è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna utilizzato, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso delle frequentazioni stagionali della cavità. Nei livelli A10I.1, A10I.2, A10I.2biog, A10IBRII, A10III.2, A10III.1, A10IIIBRIII, A10III.1/A10IV.1, A10IV.2, A10IV.1, sono state rinvenute schegge di selce, riferibili soprattutto ai metodi Levallois e Discoide, in parte trasformate in strumenti ritoccati come raschiatoi e qualche raschiatoio convergente e numerose ossa di erbivori come cervi e megaceri, caprioli e stambecchi. Inoltre, questi livelli antropizzati hanno offerto la possibilità di sperimentare una nuova tecnica analitica finalizzata alla determinazione dei residui organici e integrata all’analisi funzionale dei manufatti litici e in materia dura animale. Avviata in Europa con risultati interessanti, la ricerca di molecole organiche ha trovato applicazione a Fumane grazie alla collaborazione del Laboratorio TRACEOLAB dell’Università di Liegi. Per Fumane, il progetto richiede un primo test di verifica della presenza dei residui organici nei sedimenti e su un nutrito campione di manufatti litici raccolto secondo un rigido protocollo volto ad evitare qualsiasi forma di contaminazione.
  • AIAC_3064 - Grotta Fumane - 2017
    La campagna di scavo archeologico a Grotta di Fumane si è incentrata su un’area di ca. 3,5 mq dove è stata messa in luce la microsequenza musteriana dell’unità A10, caratterizzata dall’alternarsi di livelli maggiormente antropizzati e livelli a brecce. Lo scavo è proceduto stratigraficamente per riquadri di 33 cmq il cui sedimento è stato aspirato, lavato e vagliato per recuperare ossa, ossa combuste, selci, malacofauna, microteriofauna e carboni. Parte del sedimento è stato campionato per analisi micromorfologiche. Durante lo scavo le selci ≥3cm, le ossa ≥5cm e quelle determinabili, le pietre dei focolari e i carboni plurimillimetrici e compatti sono stati rilevati mediante stazione totale, segnalando US di appartenenza, coordinate spaziali e se possibile inclinazione e orientamento. Nel corso dello scavo è stato esposto un focolare, denominato A10ISX. Esso è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna utilizzata, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso delle frequentazioni stagionali della cavità. Sono stati individuati e campionati per studi micromorfologici e sedimentologici i livelli A10I, A10I.1, A10IBRII, A10I.2, A10III.2, A10III.1, A10III.3, A10IV.2 e A10IV.1. Al loro interno sono state rinvenute schegge di selce, riferibili soprattutto ai metodi di scheggiatura Levallois e Discoide, in parte trasformate in strumenti ritoccati come raschiatoi e numerose ossa di erbivori come cervi, megaceri, caprioli e stambecchi. Inoltre, durante la campagna di scavo, è stata effettuata la campionatura dai livelli indagati di sedimento per l’analisi del DNA.
  • AIAC_3064 - Grotta Fumane - 2019
    Lo scavo archeologico a Grotta di Fumane si è incentrato su un’area di ca. 5,5 mq. Nello specifico, è stato concluso lo scavo dell’unità A10 nell’area indagata durante la campagna eseguita nel 2017 e in due quadrati già scavati nel 1996, in modo da equiparare la situazione con lo scavo circostante. In questi settori è stata messa in luce la microsequenza dell’unità A10, identificando l’alternarsi di livelli antropizzati e livelli a brecce. Lo scavo è proceduto stratigraficamente per riquadri di 33 cmq il cui sedimento è stato aspirato, lavato e vagliato per recuperare ossa, ossa combuste, selci, malacofauna, microteriofauna e carboni. Parte del sedimento è stato campionato per analisi micromorfologiche. Durante lo scavo le selci ≥3cm, le ossa ≥5cm e quelle determinabili, le pietre dei focolari e i carboni plurimillimetrici e compatti sono stati rilevati mediante stazione totale, segnalando US di appartenenza, coordinate spaziali e se possibile inclinazione e orientamento. Durante lo scavo sono state rinvenute due strutture di combustione: la prima si presenta più strutturata ed è stata attribuita a A10IVSVIII, già scavata in parte nel 2015; la seconda, assimilabile ad un accumulo di carboni, è stata denominata A10IVSXI. Entrambe sono state documentate e campionate per poter comprendere le tecniche utilizzate per l’accensione, il mantenimento e l’utilizzo del fuoco all’interno del sito. Sono stati identificati e campionati i livelli A10I, A10IBRI, A10I.2, A10III.2, A10III+A10IV, A10IV.1BR, A10IV.1, A10VBRIV. Al loro interno sono state rinvenute schegge di selce, riferibili soprattutto ai metodi di scheggiatura Levallois e Discoide e numerose ossa di erbivori come cervi, megaceri, caprioli e stambecchi. In linea con gli anni precedenti è stata effettuata la campionatura di sedimento per l’analisi del DNA.

FOLD&R

Media

Name
Grotta Fumane
Year
2011
Summary
en Grotta di Fumane lies at the base of a rock cliff at 350 m a.s.l. on the southern edge of the Veneto Pre-Alps, in the North of Italy. The cave belongs to a fossil karst system probably composed of several cavities and tunnels excavated in dolomitic limestone. After a first exploration carried out by the Natural History Museum of Verona in 1964, the site has been the object since 1988 of a new series of investigations, bringing to light an impressive sequence of Middle and Upper Paleolithic levels.

The sequence documents the main climatic events which occurred during the last glacial cycle from 90.000 to 30.000 years ago and affected the human settlement. Excavations are conducted on a regular basis every year by the University of Ferrara under the patronage of the Superintendence for the Archeological Heritage.

After an ancient landslide which completely obstructed the external vault was removed in 1996, a sheltered area of almost 60 sq m was brought to light and extensive digging began, with the aim of investigating evidence of the last Neanderthals and the first anatomically modern humans. Thousands of flint flakes and cores, bones, teeth, charcoal, worked pebbles, bone retouchers and hammers prove that Neanderthals lighted fire, manufactured stone tools, butchered ungulates, carnivores and birds, and treated hides and pelts. From the Aurignacian up, dwelling structures, lithic assemblages, bone and antler tools, painted stones and pierced molluscan shells mark the arrival of the first Anatomically Modern Humans.

Neverheless, the archeological evidence prove that also Neanderthals achieved a level of behavioral complexity that was not culturally transmitted or mimicked via incoming modern humans.

Now the cave is open to the public after protection was made in 2005. Visitors can acceed to the entrance of the cave also during the archaeological fieldwork and see the sections showing the finely layered Paleolithic sequence.
it Grotta di Fumane è ubicata alla base di un costone roccioso, a 350 m s.l.m., lungo il limite meridionale delle pre-Alpi venete. La grotta fa parte di un sistema carsico fossile, probabilmente composto da più cavità e gallerie scavate nel calcare dolomitico. Dopo una prima esplorazione effettuata dal Museo di Storia Naturale di Verona nel 1964, il sito è stato oggetto, dal 1988, di una nuova serie di indagini che hanno messo in luce una consistente sequenza di livelli relativi al Paleolitico Medio e Superiore.

La sequenza documenta i principali eventi climatici che si sono verificati durante l'ultimo ciclo glaciale (90,000-30,000 anni fa) e che hanno influenzato l'insediamento umano. Gli scavi sono condotti, con cadenza annuale, dall'Università di Ferrara con il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Archeologici.

Dopo che una frana ha completamente ostruito la volta esterna della grotta, questa è stata rimossa nel 1996. Ciò ha consentito di indagare un'area protetta di circa 60 mq, con l'obiettivo di accertare la presenza degli ultimi Neanderthaliani e dei primi esseri umani anatomicamente moderni. Il rinvenimento di migliaia di schegge e nuclei di selce, ossa, denti, carboni, ciottoli lavorati, ritoccatori in osso e percussori, dimostra che gli uomini di Neanderthal erano in grado di accendere il fuoco, realizzare strumenti in pietra, macellare ungulati, carnivori e uccelli, e lavorare pelli. L'arrivo dei primi umani anatomicamente moderni, si data all'Aurignaziano superiore, momento in cui si segnalano le prime strutture abitative, assemblaggi litici, ossa e strumenti in corno, sassi dipinti e conchiglie o molluschi forati.

Inoltre, le testimonianze archeologiche dimostrano che gli uomini di Neanderthal raggiunsero un livello di complessità comportamentale indipendente dalla trasmissione culturale o dall'imitazione dei primi esseri umani moderni.

La grotta è attualmente aperta al pubblico, dopo che l'area è stata messa in sicurezza nel 2005. I visitatori possono accedervi anche durante lo svolgimento delle indagini archeologiche e apprezzare così le sezioni che mostrano la ricca sequenza archeologica risalente al Paleolitico.
Summary Author
Marco Peresani
Team
Archaeologist - Matteo Romandini
Archaeologist - Camille Jéquier
Archaeologist - Andrea Picin
Archaeologist - Nicola Nannini
Archaeologist - Laura Cento
Archaeologist - Elisa di Taranto
Archaeologist - Rossella Duches

Media

Name
Grotta Fumane
Year
2012
Summary
it Anche quest’anno gli scavi archeologici a Grotta di Fumane hanno portato a scoperte importanti. Grazie alla concessione del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, la campagna di ricerche è iniziata il 2 luglio e si è chiusa alla fine di settembre con grande soddisfazione dei ricercatori dell’Università di Ferrara coordinati da Marco Peresani, che da oltre cinque anni dirige lo studio scientifico di questo importante sito paleolitico.

Mai prima d’ora il centro di ricerca ferrarese aveva intrapreso tre mesi di attività incentrata sullo scavo di un singolo livello archeologico, ma la grande abbondanza di reperti e soprattutto il loro stato di conservazione hanno pienamente giustificato questo progetto sostenuto dalla National Geographic Society, dalla Comunità Montana della Lessinia, dal Comune di Fumane e dai molti sponsor che a vario titolo intervengono da alcuni anni (Impresa Roberto Gardina, Banca di Credito Cooperativo della Valpolicella, Cantine Albino Armani e molti altri).

L’obiettivo degli archeologi era quello di concludere l’esplorazione di uno strato risalente all’incirca a 48mila anni fa, scavato nelle altre zone della grotta nel corso degli anni precedenti. L’interesse era legato a un duplice obiettivo: acquisire informazioni complete sull’organizzazione dei gruppi di neandertaliani che avevano frequentato la grotta e raccogliere il maggior numero di ossa di uccelli possibile. Grazie alla collaborazione dei ricercatori e dei migliori studenti dell’Università di Ferrara e di alcuni dell’Università di Verona, i lavori sono stati condotti con estrema perizia e precisione, tanto da richiede costantemente l’impiego di aspiratori per scavare con la massima attenzione sedimenti così antichi.

In effetti, l’eccezionalità di Fumane è proprio quella di conservare livelli sottili uno o pochi più centimetri che conservano innumerevoli carboni, ossa e pietre scheggiate ma, soprattutto, resti di focolari. Gli archeologi in questi tre mesi di scavo ne hanno esposti circa una ventina, a testimonianza dell’intensa attività di cottura o affumicatura dei cibi da parte dei neandertaliani all’entrata della cavità. Ognuno di questi focolari è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna (larice e pino) utilizzato, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso della frequentazioni stagionali della cavità. Attorno a questi focolari sono state rinvenute schegge di selce adoperate come coltelli, punte e numerose ossa di erbivori come cervi e megaceri (grandi cervi estinti del Pleistocene), caprioli e stambecchi.

Anche il secondo obiettivo è stato pienamente raggiunto. Ad oltre un centinaio ammontano i resti di pennuti, di varie taglie e specie, che sono stati prontamente inviati al Laboratorio di Archeozoologia del Museo Pigorini a Roma per la determinazione tassonomica. Il ritrovamento conferma l’interesse dei Neanderthal verso questo tipo di animali e apre un ampio ventaglio di interrogativi sulle attitudini predatorie di questi nostri cugini estinti. Cacciavano? Catturavano? E con quali mezzi, in quali stagioni, con che scopo? Alimentario o simbolico/cerimoniale? Le ossa, bene conservate, potranno rilevare nell’immediato futuro tutte le eventuali tracce lasciate dall’Uomo.
Summary Author
Marco Peresani
Team
Archaeologist - Matteo Romandini
Archaeologist - Camille Jéquier
Archaeologist - Andrea Picin
Archaeologist - Nicola Nannini
Archaeologist - Laura Cento
Archaeologist - Elisa di Taranto
Archaeologist - Rossella Duches

Media

Name
Grotta Fumane
Year
2013
Summary
it Gli scavi archeologici a Grotta di Fumane condotti per concessione del Ministero dei Beni Culturali Ambientali e del Turismo e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, sono iniziati il 4 agosto e si sono chiusi agli inizi di settembre.

Il progetto è stato sostenuto dalla National Geographic Society, dalla Comunità Montana della Lessinia, dal Comune di Fumane e dai molti sponsor che a vario titolo intervengono da alcuni anni (Impresa Roberto Gardina, Banca di Credito Cooperativo della Valpolivella, Cantine Albino Armani e molti altri).

L’obiettivo di concludere lo scavo dello strato A9 è stato raggiunto.

I risultati hanno permesso di acquisire informazioni più complete sull’organizzazione dei gruppi di neandertaliani che avevano frequentato la grotta e di raccogliere ulteriori ossa di uccelli.

Grazie alla collaborazione dei ricercatori e degli studenti dell’Università di Ferrara e dell’Università di Verona, i lavori sono stati condotti con perizia e precisione, tanto da richiedere costantemente l’impiego di aspiratori per scavare con la massima attenzione sedimenti così antichi.

Sono stati esposti altri due focolari, a testimonianza dell’intensa attività di cottura o affumicatura dei cibi da parte dei neandertaliani all’entrata della cavità.
Ognuno di questi focolari è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna (larice e pino) utilizzato, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso della frequentazioni stagionali della cavità. Attorno a questi focolari sono state rinvenute schegge di selce adoperate come coltelli, punte e numerose ossa di erbivori come cervi e megaceri (grandi cervi estinti del Pleistocene), caprioli e stambecchi.

Ulteriori resti avifaunistici, di varie taglie e specie, sono stati raccolti e predisposti per la determinazione tassonomica al Laboratorio di Archeozoologia del Museo Pigorini a Roma.
en This season’s main objective was to complete the excavation of layer A9.
The results provided more evidence regarding the organisation of the groups of Neanderthals who occupied the cavern. The excavation also recovered more bird bones.

Two more hearths were exposed, attesting the intense activity involving the cooking or smoking of food which took place at the cave entrance. Each of the hearths was sectioned, recorded and sampled in order to collect the maximum information about the wood (larch and pine) used, the possible use of herbs and animal fat, combustion temperature and possible reuse of the structures during the various seasonal occupations of the cave. Flint blades and points were recovered from around the hearths together with numerous bones of herbivores such as deer and megalocerus (extinct in the Pleistocene period), roe deer and ibex.

Other faunal and bird remains of various sizes and species were collected and are being studied at the archeo-zoology laboratory of the Pigorini Museum in Rome.
Summary Author
Marco Peresani
Team
Archaeologist - Matteo Romandini

Media

Name
Grotta Fumane
Year
2014
Summary
it La campagna di scavo archeologico a Grotta di Fumane si è incentrata su due settori di scavo. Il primo, all’interno dell’attuale cavità, ha esplorato la sequenza aurignaziana su un’area di 1mq, rimuovendo le sezioni esposte dalla campagna 2006. Il secondo ha indagato su un’area di 0,5mq la microsequenza musteriana dell’unità A10. Inoltre, questi livelli antropizzati hanno offerto la possibilità di sperimentare una nuova tecnica analitica finalizzata alla determinazione dei residui organici e integrata all’analisi funzionale dei manufatti litici e in materia dura animale. Strumenti rappresentati da semplici schegge o da manufatti più elaborati mediante il ritocco o un’altra trasformazione di una loro parte, possono ancora mantenere aderenti sulla loro superficie i residui dei tessuti organici con cui sono venuti a contatto durante il loro ciclo funzionale, generalmente l’ultimo. Sangue, collagene, grasso ma anche piume e altro materiale proveniente dalla lavorazione delle carcasse animali, vari materiali vegetali come fibre, spore, ecc., quando vengono individuati in associazione incontrovertibile con parti funzionali di strumenti, costituiscono una potenziale risorsa di informazioni sulle economie e le strategie di sussistenza degli ominini, in questo caso Neandertal e primi Uomini Anatomicamente Moderni. Avviata in Europa con risultati interessanti, la ricerca di molecole organiche ha trovato applicazione a Fumane grazie alla collaborazione del Laboratorio TRACEOLAB dell’Università di Liegi. Per Fumane, il progetto richiede un primo test di verifica della presenza dei residui organici nei sedimenti e su un nutrito campione di manufatti litici raccolto secondo un rigido protocollo volto ad evitare qualsiasi forma di contaminazione.

Nel corso dello scavo sono stati esposti numerosi focolari nei livelli musteriani, a testimonianza dell’intensa attività di cottura o affumicatura dei cibi da parte dei neandertaliani all’entrata della cavità. Ognuno di questi focolari è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna (larice e pino) utilizzato, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso della frequentazioni stagionali della cavità. Attorno a queste strutture sono state rinvenute schegge di selce adoperate come coltelli, punte e numerose ossa di erbivori come cervi e megaceri (grandi cervi estinti del Pleistocene), caprioli e stambecchi.
en The excavations at Grotta di Fumane concentrated on two sectors. The first, inside the actual cavity, explored the Aurignacian sequence over an area of 1 m2, removing the sections exposed in 2006. The second sector investigated the Mousterian micro-sequence in unit A10 over an area of 0.5 m2. These occupation levels provided the chance to experiment a new analytical technique for identifying organic residue alongside the functional analysis of artefacts made from lithics and hard animal material. The surfaces of tools represented by simple flakes or more elaborate examples that were re-touched or transformed in some other way, may still present residue of the organic tissue which they came into contact with during their use. When identified in indisputable association with the functional parts of tools, blood, collagene, fat, but also feathers and other materials from the processing of animal carcasses, together with various plant materials such as fibres, spores etc. constitute a potential source of information about the economy and subsistence strategies of the hominids, in this case Neanderthal and first Anatomically Modern Men.

Already used in Europe with interesting results, the search for organic molecules has been used at Fumane thanks to collaboration with the TRACEOLAB Laboratory at Liege University. For Fumane, the project requires a first test for the presence of organic residues in the sediments and a large sample of lithic artefacts collected following a rigid protocol in order to avoid any form of contamination.

During the excavations, numerous hearths were exposed in the Mousterian levels, attesting the intense activity of cooking or smoking food by the Neanderthals at the cave entrance. Each hearth was sectioned, recorded, and sampled in order to collect the maximum amount of data about the type of wood (larch and pine) used, the possible use of herbs and animal fats, the temperature of the fire and possible reuse during the seasonal occupations of the cave. Flint flakes, used like knives, points and numerous bones from herbivores such as deer and megaloceros (large deer extinct in the Pleistocene), roe deer, and ibex were found around the hearths.
Summary Author
Marco Peresani
Team
Archaeologist - Matteo Romandini

Media

Name
Grotta Fumane
Year
2016
Summary
it La campagna di scavo archeologico a Grotta di Fumane si è incentrata su un settore indagato su un’area di ca. 5,5 mq dove è stata messa in luce la microsequenza musteriana dell’unità A10, caratterizzata dall’alternarsi di livelli maggiormente antropizzati e livelli a brecce.

Lo scavo è proceduto stratigraficamente per riquadri di 33 cmq il cui sedimento è stato aspirato, lavato e vagliato per recuperare ossa, ossa combuste, selci, malacofauna, resti di micromammiferi, carboni flottati (recuperati durante il lavaggio) e carboni vagliati. Parte del sedimento è stato campionato per analisi micromorfologiche. Durante lo scavo le selci ≥3cm, le ossa ≥5cm, le pietre dei focolari e i carboni plurimillimetrici e compatti sono stati rilevati mediante stazione totale, segnalando US di appartenenza, coordinate spaziali e se possibile inclinazione e orientazione.

Nel corso dello scavo sono stati esposti numerosi focolari nei livelli musteriani. Ognuno di questi focolari è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna utilizzato, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso delle frequentazioni stagionali della cavità. Nei livelli A10I.1, A10I.2, A10I.2biog, A10IBRII, A10III.2, A10III.1, A10IIIBRIII, A10III.1/A10IV.1, A10IV.2, A10IV.1, sono state rinvenute schegge di selce, riferibili soprattutto ai metodi Levallois e Discoide, in parte trasformate in strumenti ritoccati come raschiatoi e qualche raschiatoio convergente e numerose ossa di erbivori come cervi e megaceri, caprioli e stambecchi.

Inoltre, questi livelli antropizzati hanno offerto la possibilità di sperimentare una nuova tecnica analitica finalizzata alla determinazione dei residui organici e integrata all’analisi funzionale dei manufatti litici e in materia dura animale. Avviata in Europa con risultati interessanti, la ricerca di molecole organiche ha trovato applicazione a Fumane grazie alla collaborazione del Laboratorio TRACEOLAB dell’Università di Liegi. Per Fumane, il progetto richiede un primo test di verifica della presenza dei residui organici nei sedimenti e su un nutrito campione di manufatti litici raccolto secondo un rigido protocollo volto ad evitare qualsiasi forma di contaminazione.
en This campaign at the Grotta di Fumane concentrated on a sector investigated over an area of c. 5.5 m2 where the Mousterian micro-sequence of unit A10, characterised by anthropised levels alternating with breccias.
The stratigraphic excavation was carried out in 33 cm squares from which the sediment was aspirated, washed, and sieved in order to recover bones, burnt bones, flints, malacofauna, micro-mammal remains, charcoal (from floatation and sieving). Part of the sediment was sampled for micro-morphological analysis. During the excavation, the flints ≥3cm, bones ≥5cm, hearthstones, compact charcoal fragments more than a few millimetres in size and were surveyed using a total station, noting the layer number, spatial co-ordinates and, where possible, slope and orientation.

The excavations uncovered numerous hearths in the Mousterian levels. Each was sectioned, documented, and sampled in order to gain the maximum amount of information about the type of use, possible use of grass and animal fat, combustion temperature, and possible reuse during seasonal occupation of the cavern. Levels A10I.1, A10I.2, A10I.2biog, A10IBRII, A10III.2, A10III.1, A10IIIBRIII, A10III.1/A10IV.1, A10IV.2, and A10IV.1 produced flint flakes relating to the Levallois and Discoid methods, partially transformed into retouched tools such as scrapers, some convergent scrapers and numerous herbivore bones from deer and megaloceros, roe deer and ibex.

These levels offered the possibility of testing a new analytical technique aimed at identifying organic residues and integrated into the functional analysis of the stone and animal bone tools. This search for organic molecules was made possible at Fumane thanks to collaboration with the TRACEOLAB Laboratory at the University of Liege. For Fumane, the project foresees a first test to check for the presence of organic residues in the sediments and on a large sample of stone tools collected according to a rigid protocol set up to avoid any form of contamination.
Team
Archaeologist - Matteo Romandini

FOLD&R

Media

Name
Grotta Fumane
Year
2017
Summary
it La campagna di scavo archeologico a Grotta di Fumane si è incentrata su un’area di ca. 3,5 mq dove è stata messa in luce la microsequenza musteriana dell’unità A10, caratterizzata dall’alternarsi di livelli maggiormente antropizzati e livelli a brecce.

Lo scavo è proceduto stratigraficamente per riquadri di 33 cmq il cui sedimento è stato aspirato, lavato e vagliato per recuperare ossa, ossa combuste, selci, malacofauna, microteriofauna e carboni. Parte del sedimento è stato campionato per analisi micromorfologiche. Durante lo scavo le selci ≥3cm, le ossa ≥5cm e quelle determinabili, le pietre dei focolari e i carboni plurimillimetrici e compatti sono stati rilevati mediante stazione totale, segnalando US di appartenenza, coordinate spaziali e se possibile inclinazione e orientamento.

Nel corso dello scavo è stato esposto un focolare, denominato A10ISX. Esso è stato sezionato, documentato e campionato per carpirne le migliori informazioni possibili sul tipo di legna utilizzata, l’eventuale impiego di erbe e grasso animale, la temperatura di combustione e il possibile riutilizzo nel corso delle frequentazioni stagionali della cavità. Sono stati individuati e campionati per studi micromorfologici e sedimentologici i livelli A10I, A10I.1, A10IBRII, A10I.2, A10III.2, A10III.1, A10III.3, A10IV.2 e A10IV.1. Al loro interno sono state rinvenute schegge di selce, riferibili soprattutto ai metodi di scheggiatura Levallois e Discoide, in parte trasformate in strumenti ritoccati come raschiatoi e numerose ossa di erbivori come cervi, megaceri, caprioli e stambecchi.

Inoltre, durante la campagna di scavo, è stata effettuata la campionatura dai livelli indagati di sedimento per l’analisi del DNA.
en The excavations at the Grotta di Fumane concentrated on an area of c. 3.5 m2, where the Mousterian micro-sequence in unit A10, characterised by occupation layers alternating with gravels, was uncovered.

The excavation was carried out in 33 cm squares whose sediment was aspirated, washed, and sieved in order to recover bone, burnt bone, flints, malacofauna, microteriological fauna, and charcoal. Part of the sediment was sampled for micro-morphological analyses. During the excavation the ≥3cm flints, ≥5cm bones and those that could be identified, the hearth stones and compact pieces of charcoal several millimeters in size were positioned using a total station, documenting the layer, spatial coordinates and where possible inclination and orientation.

The excavations uncovered a hearth, denominated A101SX. It was sectioned, recorded, and sampled in order to gain information about the type of wood used, the possible use of grass and animal fat, the combustion temperature, and its possible reuse during the course of seasonal occupation of the cavern. Layers A10I, A10I.1, A10IBRII, A10I.2, A10III.2, A10III.1, A10III.3, A10IV.2 and A10IV.1 were identified and sampled for micro-morphological and sediment analyses. Flint flakes were found in the layers, primarily the result of the Levallois and Discoide methods, partly transformed in retouched instruments such as scrapers. Numerous bones were also present belonging to herbivores such as deer, megalocerous, roe deer, and ibex.

Sediment samples were also taken from the excavated layers for DNA analysis.
Team
Archaeologist - Rossella Duches
Archaeologist - Matteo Romandini

Media

Name
Grotta Fumane
Year
2019
Summary
it Lo scavo archeologico a Grotta di Fumane si è incentrato su un’area di ca. 5,5 mq. Nello specifico, è stato concluso lo scavo dell’unità A10 nell’area indagata durante la campagna eseguita nel 2017 e in due quadrati già scavati nel 1996, in modo da equiparare la situazione con lo scavo circostante. In questi settori è stata messa in luce la microsequenza dell’unità A10, identificando l’alternarsi di livelli antropizzati e livelli a brecce.

Lo scavo è proceduto stratigraficamente per riquadri di 33 cmq il cui sedimento è stato aspirato, lavato e vagliato per recuperare ossa, ossa combuste, selci, malacofauna, microteriofauna e carboni.
Parte del sedimento è stato campionato per analisi micromorfologiche. Durante lo scavo le selci
≥3cm, le ossa ≥5cm e quelle determinabili, le pietre dei focolari e i carboni plurimillimetrici e compatti sono stati rilevati mediante stazione totale, segnalando US di appartenenza, coordinate spaziali e se possibile inclinazione e orientamento.

Durante lo scavo sono state rinvenute due strutture di combustione: la prima si presenta più
strutturata ed è stata attribuita a A10IVSVIII, già scavata in parte nel 2015; la seconda, assimilabile ad un accumulo di carboni, è stata denominata A10IVSXI. Entrambe sono state documentate e campionate per poter comprendere le tecniche utilizzate per l’accensione, il mantenimento e l’utilizzo del fuoco all’interno del sito. Sono stati identificati e campionati i livelli A10I, A10IBRI, A10I.2, A10III.2, A10III+A10IV, A10IV.1BR, A10IV.1, A10VBRIV. Al loro interno sono state rinvenute schegge di selce, riferibili soprattutto ai metodi di scheggiatura Levallois e Discoide e numerose ossa di erbivori come cervi, megaceri, caprioli e stambecchi.
In linea con gli anni precedenti è stata effettuata la campionatura di sedimento per l’analisi del DNA.
en The excavations concentrated on an area of c. 5.5 m2 and saw the completion of the excavation of unit A10 in the area investigated in 2017 and of two quadrants already excavated in 1996, in order to integrate them with the rest of the excavation. The micro-sequence of unit A10 was uncovered in these quadrants, identifying the alternation of occupation levels and gravel layers.

The excavation continued in 33 cm2 squares. The sediment was removed by suction and sieved in order to recover bone, burnt bone, flint, malacofauna, microtheriofauna and charcoal. During the excavation the flints ≥3cm, bones ≥5cm and identifiable examples, the hearth stones and compact charcoal fragments of several millimetres in size were recorded using a total station, noting the context, spatial coordinates, and where possible inclination and alignment.

Two hearths were found; the first was more structured and was attributed to A10IVSVIII, already partially excavated in 2015. The second that appeared as a heap of charcoal, was denominated A10IVSXI. Both were recorded and sampled in order to gain an understanding of the techniques used for lighting, upkeep and use of the fire within the site. Levels A10I, A10IBRI, A10I.2, A10III.2, A10III+A10IV, A10IV.1BR, A10IV.1, A10VBRIV were identified and sampled. Flint flakes relating to the Levallois and Discoide methods were found within these levels together with numerous bones from herbivores such as deer, megaloceros, roe deer and ibex.
As in other years, the sediments were sampled for DNA analysis.
Team
Archaeologist - Rossella Duches
Archaeologist - Matteo Romandini
Archaeologist - Marco Peresani

Media

  • Broglio, Dalmeri 2005
    A. Broglio, G. Dalmeri (a cura di), 2005, Pitture paleolitiche nelle Prealpi Venete: Grotta di Fumane e Riparo Dalmeri, in Atti del Simposio, Memorie Museo Civico di Storia Naturale di Verona, 2. serie, Sezione Scienze dell’Uomo 9, Preistoria Alpina, nr. speciale.
  • Bartolomei et al. 1992
    G. Bartolomei, A. Broglio, P. Cassoli, L. Castelletti, M. Cremaschi, G. Giacobini, G. Malerba, A. Maspero, M. Peresani, A. Sartorelli, A. Tagliacozzo, 1992, La Grotte-Abri de Fumane. Un site Aurignacien au Sud des Alps, in Atti Colloquio Internazionale Human Adaptations in the Mountain environment during the Upper Paleolithic and Mesolithic, Preistoria Alpina, Vol. 28: 131-179.
  • Bartolomei et al. 1992
    G. Bartolomei, A. Broglio, P. Cassoli, M. Cremaschi, G. Giacobini, G. Malerba, A. Maspero, M. Peresani, A. Tagliacozzo, 1992, Risultati preliminari delle nuove ricerche al Riparo di Fumane. Annuario storico della Valpolicella: 9-64.
  • Bertola et al. 2009
    S. Bertola, A. Broglio, F. Gurioli , G. De Vecchi, M. De Stefani, A. Facciolo, I. Fiore, A. Tagliacozzo, P. Pallecchi, 2009, Le territoire des chasseurs aurignaciens dans les Préalpes de la Vénétie : l’exemple de la Grotte de Fumane. In Djindjian F., Kozłowski J., Bicho N. (eds.), Le concept de territoire dans le Paléolithique supérieur européen. British Archaeological Reports, International Series 1938: 167-181.
  • Broglio 1995
    A. Broglio, 1995, Discontinuità tra Musteriano e Protoaurignaziano mediterraneo nella Grotta di Fumane (Monti Lessini, Prealpi Venete), in Veleia, 12: 49-65.
  • Broglio 1995
    A. Broglio, 1995, Modificazioni del comportamento legate alla comparsa dell’Uomo moderno in Europa: le evidenze del giacimento di Fumane (Prealpi Venete), in Atti XI Congresso degli Antropologi Italiani, Isernia: 29-50.
  • Broglio 1996
    A. Broglio, 1996, Le punte a dorso del Protoaurignaziano mediterraneo: i reperti della Grotta di Fumane (Prealpi Venete), in Atti del XIII Congresso Internazionale dell’Unione Internazionale delle Scienze Prehistoriche e Protostoriche, Forlì, Colloquia, 6, The Upper Palaeolithic, Colloquium XII The origin of the Gravettian: 237-248.
  • Broglio 1996-1997
    A. Broglio, 1996-1997, L’estinzione dell’Uomo di Neandertal e la comparsa dell’Uomo moderno in Europa. Le evidenze della Grotta di Fumane nei Monti Lessini, in Atti Ist. Veneto SS. LL. AA., Classe Scienze fisiche, matematiche e naturali, t. CLV: 1-44.
  • Broglio 2001
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  • Broglio 2000
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  • Broglio 2010-2011
    A. Broglio, 2010-2011, La decorazione pittorica della Grotta di Fumane, in Annuario storico della Valpolicella: 11-32.
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    A. Broglio, D. E. Angelucci, M. Peresani, C. Lemorini, P. Rossetti, 1998, L'industrie protoaurignacienne de la Grotta di Fumane: données préliminaires, in Palma di Cesnola A.: Upper Palaeolithic, section 6, Atti del Congresso XIII UISPP, Vol. 2: 495-509.
  • Broglio et al. 2006
    A. Broglio, S. Bertola, M. De Stefani, F. Gurioli, 2006, Le strutture d’abitato aurignaziane della Grotta di Fumane, in Dialektikê, Cahiers de Typologie analytique. Servei d’Investigacions Arquerlògiques i Prehistòriques, Castellò de la Plana: 27-43.
  • Broglio et al. 2005
    A. Broglio, S. Bertola, M. De Stefani, D. Marini, C. Lemorini, P. Rossetti, 2005, La production lamellaire et les armatures lamellaires de l’Aurignacien ancien de la Grotte de Fumane (Monts Lessini, Vénétie), in F. Le Brun-Ricalens (ed.), Production lamellaires attribuèes à l’Aurignacien, Luxembourg: Musée National d’Histoire et d’Art: 415–436.
  • Broglio et al. 2006
    A. Broglio, C. Cilli, G. Giacobini, F. Gurioli, 2006, Osso, palco, dente, conchiglia: i supporti in materia dura animale dei manufatti dei primi Uomini moderni a Fumane (Verona), in Atti della XXXIX Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze: 815-827.
  • [Untitled]
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    A. Broglio, M. Cremaschi, M. Peresani, S. Bertola, L. Bolognesi, M. De Stefani, C. Fiocchi, F. Gurioli, D. Marini, 2003, L’Aurignacien dans le territoire préalpin: la Grotte de Fumane, in Vasil’ev S. A., Soffer O., Kozlowski J. (Eds.), Perceived landscapes and built environments. The cultural geography of Late Palaeolithic Eurasia. Atti XIV Congresso Unione Società Preistoriche e Protostoriche, Sezione 6 : Paléolithique supérieur, Coll 6.2 & 6.5, British Archaeological Reports, International Series, Vol. 1122: 93-104.
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  • Broglio et al. 2006
    A. Broglio, M. De Stefani, A. Tagliacozzo, F. Gurioli, A. Facciolo, 2006, Aurignacian dwelling structures, hunting strategies and seasonality in the Fumane Cave (Lessini Mountains), in Vasil’ev, Popov, Anikovich, Praslov, Sinitsyn, Hoffecker (eds.), Kostenki & the Early Upper Paleolithic of Eurasia: general trends, local developments, Kostenki: 263-268.
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    A. Broglio, M. De Stefani, F. Gurioli, P. Pallecchi, G. Giachi, Th. Higham, F. Brock, 2009, L’art aurignacien dans la décoration de la Grotte de Fumane, in L’Anthropologie 113: 753–761.
  • Broglio, Fiocchi, Gurioli 2002
    A. Broglio, C. Fiocchi, F. Gurioli, 2002, La spiritualità dei primi uomini moderni: le evidenze della Grotta di Fumane, in Preistoria veronese. Contributi e aggiornamenti. Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona (II serie), Sezione Scienze dell’Uomo, n°5, Verona: 37-39.
  • Broglio et al. 2005
    A. Broglio, G. Giacobini, A. Tagliacozzo, M. Peresani, S. Bertola, C. Cilli, M. De Stefani, F. Gurioli, 2005, L’abitato aurignaziano, in A. Broglio, G. Dalmeri (a cura di), Pitture paleolitiche nelle Prealpi Venete: Grotta di Fumane e Riparo Dalmeri, Atti del Simposio, Memorie Museo Civico di Storia Naturale di Verona, 2. serie, Sezione Scienze dell’Uomo 9, Preistoria Alpina, nr. speciale: 23-37.
  • Broglio et al. 2007
    A. Broglio, G. Giachi, F. Gurioli, P. Pallecchi, 2007, Les peintures aurignaciennes de la Grotte de Fumane (Italie), in H. Floss, N. Rouquerol (Eds.), Les chemins de l’Art aurignacien en Europe. Musée-Forum, Aurignac: 157–170.
  • Broglio, Gurioli 2004
    A. Broglio, F. Gurioli, 2004, Le comportement symbolique des premiers Hommes modernes: les données de la Grotte de Fumane (Pré-Alpes vénitiennes). Actes de Colloque international de Liège (10-12 décembre 2003) La Spiritualité , U.I.S.P.P., VIIIe Commission - Paléolithique supérieur, ERAUL 106: 97-102.
  • Broglio et al. 2003
    A. Broglio, C. Lemorini, M. Peresani, P. Rossetti, 2003, Modifications culturelles et comportementales entre mousterién et aurignaciaen au sud des Alpes, in J. Bruzek, B. Vandermeersch, Garralda M.D. (eds.), Changements Biologiques et Culturels en Europe de la fin du Paléolithique moyen au Néolithique. Actes du Colloque International, Universitè Bordeaux I: 39-59.
  • Cassoli, Tagliacozzo 1991
    P. F. Cassoli, A. Tagliacozzo, 1991, Considerazioni paleontologiche, paleoeconomiche e archeozoologiche sui macromammiferi e gli uccelli dei livelli del Pleistocene superiore del Riparo di Fumane (VR) (Scavi 1988-91), in Bollettino Museo Civico Storia Naturale Verona, vol. 18: 349-445.
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    M. Cremaschi, M. R. Ferraris, V. Scola, A. Sartorelli, 1986, Note preliminari sul deposito pleistocenico di Fumane (Verona), in Bollettino Museo Civico Storia Naturale Verona, 13: 535-567.
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    M. Cremaschi, F. Ferraro, M. Peresani, A. Tagliacozzo, 2005, Il sito: nuovi contributi sulla stratigrafia, la cronologia, le faune a macromammiferi e le industrie del paleolitico antico, in A. Broglio, G. Dalmeri (Eds.), Pitture paleolitiche nelle Prealpi Venete: Grotta di Fumane e Riparo Dalmeri, Atti del Simposio, Memorie Museo Civico di Storia Naturale di Verona, 2. serie, Sezione Scienze dell’Uomo 9, Preistoria Alpina, nr. speciale: 12-22.
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    M. Cremaschi, M. Peresani, G. Pizziolo, 2002, Analisi spaziale del suolo d’abitato musteriano BR6base della Grotta di Fumane, in C. Peretto (Ed.), Analisi informatizzata e trattamento dati delle strutture di abitato di età preistorica e protostorica in Italia. Origines, Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Progetti 1: 59-70.
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    S. Davanzo, P. Iacumin, A. Longinelli, 2002, Mammal skeletal remains from the Fumane cave (Verona, Northern Italy): an oxygen isotope study and its palaeoclimatological implications, in Il Quaternario, Italian Journal of Quaternary Sciences, 15(1): 39-44.
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    C. Fiocchi, 1996, La parure dei primi uomini moderni, in La Lessinia ieri, oggi, domani, 19: 89-98.
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    C. Fiocchi, 1996-97, Le conchiglie marine provenienti dalla Grotta di Fumane (Monti Lessini - Verona), in Atti dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, CLV: 441-462.
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    M. Gala, A. Tagliacozzo, 2005, L’avifauna dei livelli aurignaziani di Grotta di Fumane (VR) Risultati preliminari dello studio tafonomico, in Atti del IV Convegno Nazionale di Archeozoologia,13/15 novembre 2003, Pordenone: 53-57.
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    G. Giacobini, 1992, New discoveries of Palaeolithic Humans Remains in Italy, in Toussaint M. (ed.), Cinq millions d'années, l'adventure humaine. E.R.A.U.L., 56 (1992): 199-205.
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    C. A. Jéquier, M. Romandini, M. Peresani, 2012, Les retouchoirs en matières dures animales: une comparaison entre Moustérien final et Uluzzien, in Comptes Rendus Palevol, 11/4: 283-292.
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  • Leonardi 1981
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Location

Ancient Site Name
Riparo Solinas
Location
Grotta Fumane
Easting
10.904961
Northing
45.591878
Country
Italy
Admin Level 1
Veneto
Admin Level 2
Province of Verona
Admin Level 3
Fumane