- Item
- AIAC_4363
- Name
- Pian del Monte della Baldissera
- Date Range
- 900 BC – 601 BC
- 500 BC – 301 BC
- Monuments
- Settlement
Seasons
-
AIAC_4363 - Pian del Monte della Baldissera - 2014Nel 2011 la Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Pavia ha inaugurato una nuova stagione di ricerche, dedicata all’insediamento villanoviano di Verucchio (Rimini) e in particolare alla ricostruzione dell’abitato posto sull’acropoli naturale del Pian del Monte della Baldissera. L’area, sporadicamente indagata già dalla fine del XIX secolo (scavi Brizio e Ghirardini) e poi durante gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso (Scarani, Zuffa e Gentili), si presenta come un ampio pianoro circondato da alture e da sorgenti d’acqua. Le attività di scavo sono state precedute nel 2011 da prospezioni geomagnetiche e georadar affidate alla Fondazione Lerici, che hanno restituito una mappatura preliminare delle anomalie imputabili alla presenza di strutture antropiche sepolte. Nel 2012 le prime operazioni di scavo si sono concentrate in tre saggi esplorativi sui due lati dell’attuale via Nanni: a nord, all’interno dei giardini pubblici (saggio Beta), è stato possibile documentare modeste tracce di frequentazione di epoca villanoviana (e poi classica), perlopiù in giacitura secondaria (comunque disturbata da intrusioni di materiali moderni), che affiorano a quasi diretto a contatto coi livelli limo-argillosi geologici. A sud di via Nanni, all’interno dell’area archeologica recintata di proprietà comunale, è stato riportato alla luce un tratto di fondazione muraria (saggio Alpha), in parte scavato negli anni ’70 del secolo scorso, che appare riferibile alla fase protoellenistica dell’insediamento. I maggiori sforzi si sono tuttavia concentrati all’interno dell’edificio in muratura tardoclassico scavato e restaurato dalla Soprintendenza nei decenni precedenti, con saggi nei tre vani orientali (rispettivamente A, B, C) eseguiti nel triennio 2012-2014. Qui è stato possibile verificare come i precedenti scavi, diretti dal soprintendente G.V. Gentili, avessero asportato gli strati superiori propriamente relativi alla fase di frequentazione della grande casa in muratura (V-IV sec. a.C.), scoprendo le fondazioni dei muri in pietrame a secco, ma altresì preservando i livelli inferiori della prima età del Ferro. Qui le nostre ricerche stanno ricostruendo la fisionomia di un grande edificio abitativo databile, sulla base delle associazioni di materiale e dei primi dati archeometrici (misurazioni radiocarboniche), tra la fine del IX e gli inizi dell’VIII sec. a.C. La struttura, sulla base di evidenze ancora preliminari, si configura a pianta ovaleggiante, orientata nord-sud e lunga oltre 10 m, tipicamente edificata con canaline di fondazione perimetrali e alzato sostenuto da pali portanti. È in corso, inoltre, di verifica l’eventualità di azioni di bonifica precedenti l’impianto della struttura abitativa principale, eseguite direttamente nel sottosuolo geologico limo-argilloso che caratterizza il pianoro. I livelli di frequentazione principali restituiscono abbondante materiale ceramico delle prime fasi del Villanoviano verucchiese (si segnalano biconici e tazze ansate, frequentemente decorate), oltre a resti di pasto e instrumentum domestico. Sia all’interno della struttura che al di fuori del suo perimetro principale, trovano sede alcuni pozzetti di ampia dimensione, scavati direttamente nello sterile, contenenti vasellame domestico, resti faunistici e botanici e suggestivi esemplari di plastica fittile zoomorfa. Altre fosse hanno restituito tracce di sporadiche frequentazioni sia di epoca precedente (Bronzo Finale) che posteriore (VII sec. a.C.). -
AIAC_4363 - Pian del Monte della Baldissera - 2016Nel 2016 si è svolta la sesta campagna d’indagini sul terreno, condotta dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia nell’insediamento di Verucchio (Rimini), località Pian del Monte della Baldissera. Come noto, l’ampio pianoro circondato da alture ricche di sorgenti era stato sporadicamente indagato a cavallo tra Otto e Novecento (scavi Brizio e Ghirardini) e negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso (da Scarani, Zuffa e Gentili). Le nuove indagini consentono di documentare tracce del popolamento più antico, risalente alla prima età del Ferro. In particolare si è messo in luce quello che – a correzione della provvisoria lettura come fondo di capanna, datane nella scheda di fine campagna 2014 – appare oggi un ben più complesso sistema di azioni di bonifica e preparazione e delimitazione del suolo, databile (grazie anche a misure radiocarboniche) tra il IX e l’VIII secolo a.C. e attestato dal taglio di larghi fossati orientati nord-sud, affiancati da canali minori e da numerosi pozzetti e silos. Gli scavi confermano, almeno nel settore oggetto d’indagine (l’area recintata della cosiddetta Casa Etrusca), quello iato nella storia della frequentazione, collocabile tra la fine del VII e il V secolo a.C., che già in precedenza era stato supposto sulla base dei dati delle necropoli e di altre zone dell’insediamento. Solo allo scorcio del V e soprattutto nel IV secolo si registra infatti un ripopolamento del pianoro, con la costruzione di alcuni edifici dotati di fondazioni in pietra a secco. Tra questi spicca quello, assai ampio, a pianta rettangolare, già sterrato negli anni Settanta (la Casa Etrusca), di cui il progetto in corso intende offrire più corretta definizione planimetrica, strutturale e cronologica. Per ciò che riguarda i materiali, la fase della prima età del Ferro restituisce un alto numero di frammenti ceramici che, per corpo, forma e decorazione, appaiono tipici dell’orizzonte villanoviano più antico, ben inquadrabili nel panorama già noto a Verucchio e nel resto della regione padana, con riferimento particolare al comparto bolognese, ma non senza buoni confronti anche nell’Etruria interna. Si segnala la produzione, che appare distintiva di Verucchio, di forme aperte dotate di anse sopraelevate, spesso configurate a protome zoomorfica.
Media
- Name
- Pian del Monte della Baldissera
- Year
- 2014
- Summary
-
it
Nel 2011 la Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Pavia ha inaugurato una nuova stagione di ricerche, dedicata all’insediamento villanoviano di Verucchio (Rimini) e in particolare alla ricostruzione dell’abitato posto sull’acropoli naturale del Pian del Monte della Baldissera. L’area, sporadicamente indagata già dalla fine del XIX secolo (scavi Brizio e Ghirardini) e poi durante gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso (Scarani, Zuffa e Gentili), si presenta come un ampio pianoro circondato da alture e da sorgenti d’acqua.
Le attività di scavo sono state precedute nel 2011 da prospezioni geomagnetiche e georadar affidate alla Fondazione Lerici, che hanno restituito una mappatura preliminare delle anomalie imputabili alla presenza di strutture antropiche sepolte.
Nel 2012 le prime operazioni di scavo si sono concentrate in tre saggi esplorativi sui due lati dell’attuale via Nanni: a nord, all’interno dei giardini pubblici (saggio Beta), è stato possibile documentare modeste tracce di frequentazione di epoca villanoviana (e poi classica), perlopiù in giacitura secondaria (comunque disturbata da intrusioni di materiali moderni), che affiorano a quasi diretto a contatto coi livelli limo-argillosi geologici. A sud di via Nanni, all’interno dell’area archeologica recintata di proprietà comunale, è stato riportato alla luce un tratto di fondazione muraria (saggio Alpha), in parte scavato negli anni ’70 del secolo scorso, che appare riferibile alla fase protoellenistica dell’insediamento.
I maggiori sforzi si sono tuttavia concentrati all’interno dell’edificio in muratura tardoclassico scavato e restaurato dalla Soprintendenza nei decenni precedenti, con saggi nei tre vani orientali (rispettivamente A, B, C) eseguiti nel triennio 2012-2014. Qui è stato possibile verificare come i precedenti scavi, diretti dal soprintendente G.V. Gentili, avessero asportato gli strati superiori propriamente relativi alla fase di frequentazione della grande casa in muratura (V-IV sec. a.C.), scoprendo le fondazioni dei muri in pietrame a secco, ma altresì preservando i livelli inferiori della prima età del Ferro.
Qui le nostre ricerche stanno ricostruendo la fisionomia di un grande edificio abitativo databile, sulla base delle associazioni di materiale e dei primi dati archeometrici (misurazioni radiocarboniche), tra la fine del IX e gli inizi dell’VIII sec. a.C. La struttura, sulla base di evidenze ancora preliminari, si configura a pianta ovaleggiante, orientata nord-sud e lunga oltre 10 m, tipicamente edificata con canaline di fondazione perimetrali e alzato sostenuto da pali portanti. È in corso, inoltre, di verifica l’eventualità di azioni di bonifica precedenti l’impianto della struttura abitativa principale, eseguite direttamente nel sottosuolo geologico limo-argilloso che caratterizza il pianoro.
I livelli di frequentazione principali restituiscono abbondante materiale ceramico delle prime fasi del Villanoviano verucchiese (si segnalano biconici e tazze ansate, frequentemente decorate), oltre a resti di pasto e instrumentum domestico. Sia all’interno della struttura che al di fuori del suo perimetro principale, trovano sede alcuni pozzetti di ampia dimensione, scavati direttamente nello sterile, contenenti vasellame domestico, resti faunistici e botanici e suggestivi esemplari di plastica fittile zoomorfa. Altre fosse hanno restituito tracce di sporadiche frequentazioni sia di epoca precedente (Bronzo Finale) che posteriore (VII sec. a.C.). -
en
In 2011, the University of Pavia’s department of Etruscology and Italic Antiquities began a new season of research on the Villanovan settlement of Verucchio (Rimini) and the reconstruction of the town standing on the natural acropolis of the Pian del Monte della Baldissera. The area, already sporadically investigated at the end of the 19th century (Brizio and Ghirardini excavations) and then in the 1960s and 70s (Scarani, Zuffa e Gentili), is a large plateau surrounded by high ground and springs. The excavations were preceded in 2011 by geomagnetic and georadar surveys, which provided a preliminary mapping of the anomalies attributable to the presence of buried anthropological structures.
Here, our research is reconstructing the physiognomy of a large residential building, dated to between the late 9th and early 8th century B.C. by the archaeological materials and C14 dating. The preliminary evidence suggests it was sub-oval in plan, orientated north-south, and over 10 m long, built in the typical way with perimeter foundation channels and walls supported by posts. The possibility that the land may have been reclaimed prior to the construction of the hut is being investigated through an examination of the silt-clay geological substratum that characterizes the plateau.
The main occupation levels contained abundant pottery from the early Villanovan verucchiese phases (biconical vessels and handled cups, often decorated), food remains, and domestic implements. Both inside the structure and outside its main perimeter there were a number of large pits, excavated directly in natural, containing domestic pottery, faunal and botanical remains, and evocative examples of terracotta zoomorphic figurines. Other pits contained traces of sporadic occupation in the preceding (Final Bronze Age) and later (7th century B.C.) periods. - Director
- Maurizio Harari
- Research Body
- Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Pavia
- Funding Body
- Università degli Studi di Pavia
Media
- Images
-
Fig. 1 - Pian del Monte.jpg
- Name
- Pian del Monte della Baldissera
- Year
- 2016
- Summary
-
it
Nel 2016 si è svolta la sesta campagna d’indagini sul terreno, condotta dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia nell’insediamento di Verucchio (Rimini), località Pian del Monte della Baldissera. Come noto, l’ampio pianoro circondato da alture ricche di sorgenti era stato sporadicamente indagato a cavallo tra Otto e Novecento (scavi Brizio e Ghirardini) e negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso (da Scarani, Zuffa e Gentili).
Le nuove indagini consentono di documentare tracce del popolamento più antico, risalente alla prima età del Ferro. In particolare si è messo in luce quello che – a correzione della provvisoria lettura come fondo di capanna, datane nella scheda di fine campagna 2014 – appare oggi un ben più complesso sistema di azioni di bonifica e preparazione e delimitazione del suolo, databile (grazie anche a misure radiocarboniche) tra il IX e l’VIII secolo a.C. e attestato dal taglio di larghi fossati orientati nord-sud, affiancati da canali minori e da numerosi pozzetti e silos.
Gli scavi confermano, almeno nel settore oggetto d’indagine (l’area recintata della cosiddetta Casa Etrusca), quello iato nella storia della frequentazione, collocabile tra la fine del VII e il V secolo a.C., che già in precedenza era stato supposto sulla base dei dati delle necropoli e di altre zone dell’insediamento. Solo allo scorcio del V e soprattutto nel IV secolo si registra infatti un ripopolamento del pianoro, con la costruzione di alcuni edifici dotati di fondazioni in pietra a secco. Tra questi spicca quello, assai ampio, a pianta rettangolare, già sterrato negli anni Settanta (la Casa Etrusca), di cui il progetto in corso intende offrire più corretta definizione planimetrica, strutturale e cronologica.
Per ciò che riguarda i materiali, la fase della prima età del Ferro restituisce un alto numero di frammenti ceramici che, per corpo, forma e decorazione, appaiono tipici dell’orizzonte villanoviano più antico, ben inquadrabili nel panorama già noto a Verucchio e nel resto della regione padana, con riferimento particolare al comparto bolognese, ma non senza buoni confronti anche nell’Etruria interna. Si segnala la produzione, che appare distintiva di Verucchio, di forme aperte dotate di anse sopraelevate, spesso configurate a protome zoomorfica. -
en
This was the University of Pavia’s 6th season of excavations on the site (see above).
The new investigations documented traces of the earliest settlement on the site, dating to the Early Iron Age. In particular, what in 2014 was interpreted as a hut floor now appears as a much more complex system for land reclamation and the preparation and delimitation of the area. The evidence, dated by C14 to between the 9th and 8th century B.C., appears as the cuts of wide ditches aligned north-south, flanked by smaller channels and numerous pits and silos.
The excavations confirmed (at least in the investigated area, that of the so-called Etruscan House), this hiatus in the history of the site’s occupation, datable to between the late 7th and the 5th century B.C., which had already been presumed based on the data from the necropolis and other parts of the settlement. Indeed, it is only at the end of the 5th century B.C. and above all in the 4th century B.C. that the plateau is repopulated, with the construction of several buildings with dry-stone foundations. They include the large, rectangular building dug in the 1970s (the Etruscan House), for which the present project intends to provide a more accurate planimetric, structural, and chronological definition.
As regards the materials, for the Early Iron Age there was a large number of pottery fragments, whose shape and decoration appear typical of the earliest Villanovan horizon. They fall within the panorama already known at Verucchio and in the rest of the Po valley, in particular the area around Bologna, but there are also good parallels with material from the inner areas of Etruria. Of interest, a production of open forms with raised handles, often forming zoomorphic protome, which appears typical of Verucchio. - Research Body
- Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Pavia
Media
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Harari 2016M. Harari, 2016, Note sulle indagini in corso nell’abitato villanoviano di Verucchio, in Dalla capanna al palazzo. Edilizia abitativa nell’Italia preromana, in “Annali Faina” XXIII, pp. 367-375.
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Rondini - Zamboni 2016P. Rondini, L. Zamboni, 2016, Riscavare Verucchio. La ripresa delle indagini nell'insediamento di Pian del Monte, in P. Rondini, L. Zamboni (a cura di), Digging Up Excavations. Processi di ricontestualizzazione di vecchi scavi. Esperienze, problemi, prospettive, Atti del seminario (Pavia, 15-16 gennaio 2015), Roma: pp. 105-118.
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Harari 2016M. Harari, 2016, Un fermo immagine sull’età del Ferro, in “Archeo” 380:pp. 36-47.
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Harari c.d.s.M. Harari, c.d.s., Verucchio: spazio insediativo e azioni cerimoniali in un processo di formazione urbana non interamente compiuto, in G. Sassatelli, E. Govi (a cura di), La città etrusca e il sacro. Santuari e istituzioni politiche, Atti del Convegno Internazionale (Bologna 21-23 gennaio 2016).
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Rondini - Zamboni c.d.s.P. Rondini, L. Zamboni, c.d.s., L’abitato di Verucchio. Primi dati dalla ripresa delle indagini a Pian del Monte (2012-2015), in G. Sassatelli, E. Govi (a cura di), La città etrusca e il sacro. Santuari e istituzioni politiche, Atti del Convegno Internazionale (Bologna 21-23 gennaio 2016).
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Zamboni-Rondini c.d.s.L. Zamboni, P. Rondini, c.d.s., Lords of Amber. The Villanovan settlement of Verucchio rediscovered, in Proceedings of the Seventh Conference of Italian Archaeology (Galway, 16-18 aprile 2016).