Name
Maria Anna De Lucia Brolli
Organisation Name
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale

Season Director

  • AIAC_2734 - Via Amerina, Cavo degli Zucchi - 2010
    Le attività di scavo e valorizzazione si sono svolte in due diverse aree del percorso della via Amerina. La prima, in località Cavo degli Zucchi (Civita Castellana-Fabrica di Roma) è parte del più ampio complesso della necropoli meridionale di Falerii Novi (seconda metà III a.C.- III d.C.), oggetto di recupero dal 1983. In particolare è proseguita l’indagine nell’area della tomba 51 a portico con annessa struttura teatriforme, sulla quale sembra essersi innestata la spalla settentrionale del ponte romano sul Fosso Maggiore. Ne è emersa una complessa serie di interventi protratti nel tempo almeno fino all’età augustea, quando fu realizzato il lastricato stradale attualmente visibile.
  • AIAC_2735 - Musalè - 2008
    Il cantiere è stato avviato nel 2008 con l’obiettivo di recuperare l’intero tracciato corchianese della via Amerina, purtroppo, notevolmente compromesso dai massicci interventi agricoli connessi all’impianto di noccioleti. Nonostante la presenza di questi interventi, è stato possibile portare alla luce lacerti di pavimentazione stradale nel tratto più a Sud, in località Castiglione, in corrispondenza della Strada Statale per Vignanello (VT). L’intervento si inserisce in un progetto, fortemente sostenuto dal Comune di Corchiano, per la valorizzazione del territorio attraverso la creazione di un percorso archeologico che sia di collegamento tra il Monumento Naturale delle Forre e l’Oasi WWF di Pian Sant’Angelo, in direzione della quale si snoda proprio l’antico tracciato viario. Proprio in virtù di questo ampio progetto, si è provveduto anche ad un intervento di ripulitura del tratto più a Nord del basolato romano, meglio conservato e restaurato.
  • AIAC_2735 - Musalè - 2009
    L’attività di scavo 2009 si è concentrata nel tratto del tracciato viario immediatamente a Sud della lacunosa pavimentazione stradale emersa nel 2008. Si è provveduto ad estendere l’indagine dell’anno precedente verso Sud, in modo da mettere in luce ulteriori parti del basolato stradale. Ancora più a Sud, verso il fosso delle Pastine, è stato realizzato un importante intervento di ripulitura dalla vegetazione. Si sono potute mettere in luce, in questo modo, le pareti di una tagliata tufacea, assai mal conservata, in asse con il tracciato viario dell’Amerina. Sulle pareti della tagliata è stato possibile individuare diversi tagli, probabilmente relativi ad interventi antropici in fase con l’utilizzo della tagliata stessa.
  • AIAC_2735 - Musalè - 2010
    L’attività di scavo 2010, in continuità con le operazioni dell’anno precedente, ha consentito di continuare a mettere in luce porzioni di pavimentazione stradale nella zona più meridionale del tracciato viario. Nel settore più settentrionale, invece, verso il fosso delle Pastine, è stata realizzata l’indagine del tracciato viario in relazione alla tagliata tufacea individuata nel 2009. L’osservazione e la documentazione degli interventi individuati sulle pareti della tagliata, ha consentito di ricostruire la presenza di alcune tipologie funerarie differenti, quali un loculo e, probabilmente, un monumento a dado, in pessimo stato di conservazione.
  • AIAC_3772 - Valle del Fosso dei Cappuccini - 2013
    Il vasto progetto denominato “Completamento del Polo di Depurazione di Civita Castellana” ha previsto la realizzazione di una composita rete fognante nel centro abitato, con relative stazioni di sollevamento, le quali sono andate ad interessare zone di rilevante entità archeologica. Tali lavori hanno portato anche alla “riscoperta” dell’area sacra denominata “Ninfeo Rosa”, nota agli archeologici dal XIX secolo, ma le cui vestigia ed ubicazione sono andati mano a mano obliate. Le vicine località Cappuccini e Colonnette sono separate da una valle percorsa dal Fosso dei Cappuccini (chiamato nelle mappe catastali col nome di Carraccio di Coccione) la quale va a congiungersi con la gola del Rio Maggiore. In prossimità delle confluenze in quest’ultimo torrente di una serie di corsi d’acqua minori si collocano le celebri aree sacre suburbane di Celle e di Sassi Caduti e, in posizione intermedia tra di esse, il già citato “Ninfeo Rosa”. Quest’ultimo, seppure non toccato direttamente dal nuovo impianto di depurazione, è stato con l’occasione sottoposto ad un intervento di ripulitura dalla vegetazione infestante che ha permesso di esaminare e rilevare per la prima volta il complesso santuariale nella sua pienezza e di inserirlo nel contesto topografico antico. Nel 1873 la scoperta casuale di cinque statuette bronzee indusse il proprietario del terreno, conte C. Antonisi Rosa (da cui il sito prende il nome), ad intraprendere uno scavo archeologico nell’area del rinvenimento; l’indagine permise di mettere in evidenza una serie di strutture e di recuperare un cospicuo deposito votivo. I materiali votivi recuperati attestano una continuità di uso dell’area sacra dall’età arcaica fino alla piena età imperiale, mentre la presenza di alcuni reperti litici e fittili non torniti, dimostrerebbe la frequentazione del sito in epoca molto remota (gli autori che si sono occupati del sito avanzano diverse datazioni: età neolitica o età del bronzo).
  • AIAC_4278 - Civita Castellana, Via Roma - 2013
    La realizzazione della nuova rete fognante a Civita Castellana ha dato l’occasione di ampliare ed arricchire il quadro delle conoscenze del sito di Falerii Veteres, grazie al rinvenimento in corso d’opera di nuove evidenze archeologiche presenti nel suburbio della città antica. In seguito al ritrovamento in via Roma di un tratto di strada basolata, è stata eseguita una serie di indagini specifiche di approfondimento lungo tale arteria (dall’incrocio con Via Terrano fino a Largo Roma) che ha consentito di mettere in luce i resti di una inedita strada di epoca romana caratterizzata da una pavimentazione in piccoli basoli in lava leucitica. Come è noto la conquista romana del 241 a.C. comportò l’abbandono della città falisca e la fondazione in altra sede di un nuovo centro abitato, che assunse il nome di Falerii Novi; tuttavia questa scoperta va ad unirsi ad altre importanti testimonianze archeologiche che documentano una continuità di frequentazione in un’epoca successiva a questa data sia dei santuari (frequentati fino alla fine del II – inizi del I secolo a.C.) sia del pianoro su cui sorse un piccolo sepolcreto romano. Tali attestazioni sono certamente prova di un popolamento del sito, seppur limitato, anche dopo la conquista. Alla viabilità antica si è sovrapposta una successiva strada sterrata con crepidini in blocchetti di tufo, pertinente con ogni probabilità alla risistemazione dell’accesso orientale alla città nel momento in cui venne realizzato il collegamento tra Cassia e Flaminia tramite via Nepesina: questi lavori vennero fatti eseguire nel 1787 da papa Pio VI come documenta l’epigrafe di commemorazione dell’evento situata nei pressi dell’ingresso al Forte Sangallo.

Season Team

  • AIAC_79 - Scasato - 2003
    Rescue soundings were carried out during building work in the area surrounding the old Coletta ceramics factory at Civita Castellana, in Scasato. The existence of an important urban sanctuary in this area was already known, and other archaeological features had been suggested. As early as 1924, the foundations of a monumental temple were discovered during construction work, along with numerous architectural terracottas that are now on display in the Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia and in the Museo Archeologico dell' Agro Falisco at Civita Castellana. The new research has revealed walls of the medieval period associated with materials of the eleventh through thirteenth centuries, and a series of cuts in the tufa bedrock, datable to the Faliscan phase of occupation of the ridge. Also discovered was a rectangular trench with small pediment and probable funerary use that could attest to the presence of a necropolis at the eastern extremity of the ridge. None of the structures discovered in the course of this research could be related to the foundations of the temple discovered in 1924 by R. Mengarelli. The excavation, however, further defines the zone where the ancient building must be situated, while archival research has suggested the sector where future investigations will take place. (Maria Anna De Lucia Brolli-Lucia Suaria)