Name
Stefania Casini
Organisation Name
Museo Archeologico di Bergamo

Season Team

  • AIAC_2323 - Le Torbiere, Aga e Val Camisana (Area delle incisioni rupestri) - 2012
    La campagna del 2012 aveva come scopo il completamento della documentazione parziale di alcuni massi, soprattutto per quanto riguarda il rilievo a contatto di AGA 29, CMS 73A, CMS 73B, CMS 119 e CMS 172. Si prefiggeva, inoltre, di verificare con un sondaggio stratigrafico eventuali tracce di frequentazione antropica di una struttura a recinto quadrangolare (dial. baréch), formata da un poderoso muro di enormi blocchi di roccia, adibita probabilmente, almeno per una parte della sua storia, a ricovero per animali. Si è proseguito, inoltre, nella decifrazione e nella lettura delle iscrizioni in alfabeto di Lugano incise sul masso CMS1. È stato effettuato un _survey_ al passo Cigola, dove, tuttavia, non sono state localizzate rocce incise. In collaborazione con il CNR-IDPA di Dalmine, Università degli Studi Bicocca Milano si è provveduto ad effettuare nuovi carotaggi nella torbiera principale, per ottenere ulteriori campionature da sottoporre ad analisi pollinica e datazione C14.
  • AIAC_2388 - Forcello - 2011
    Le campagne di scavo condotte nei settori Q-R 18-19 da maggio a luglio e nel settembre 2011 hanno avuto come obiettivo principale quello di mettere in luce una porzione più ampia della casa FII di fase F, collocata immediatamente a sud-ovest della casa FI. Il limite settentrionale di quest’ultima è stato infatti individuato con le campagne del 2010, mentre della casa FII si conoscevano solo tre ambienti di dimensioni differenti e indagati parzialmente. La ricerca si è concentrata lungo la fascia più occidentale della trincea di scavo, comprendente sia l’area indagata nel settembre del 2010 sia l’area corrispondente ai qq. R18 b-m3-14, scavata fino al 1998. A giugno, infine, è stata anche aperta una nuova area, in corrispondenza dei qq. Q18-19 s-u18-3, R19 a-b1-3, necessaria per correlare le aree appena citate con quella scavata nel 2009-2010 in corrispondenza dei qq. R19 a-k2-6 ed e-o7-11. I lavori in questa zona, ripresi dai livelli sotto l’agrario, hanno messo in evidenza uno spazio sicuramente esterno alle strutture abitative, forse via di passaggio o area di scarico, caratterizzato da potenti riporti argillosi e interessato solo per una ristretta fascia da piani pavimentali. Qui, tuttavia, si ipotizzava, per simmetria con il limite settentrionale della casa FI, la presenza del limite settentrionale anche della casa FII. Al termine dei lavori non solo è stato raggiunto l’obiettivo proposto, mettendo in luce su tutta l’area indagata i piani d’uso di fase F, ma è stato anche completato il perimetro della casa FII, il cui limite occidentale è stato individuato poco prima della sezione di scavo. Sono state così raccolte nuove e importanti informazioni su una seconda abitazione di fine VI secolo a.C., che si distingue dalla prima per numero, forma e dimensioni degli ambienti, nonché per la tecnica edilizia adoperata. Nel settembre 2011, infine, sono ripresi gli scavi anche nel settore R17, dove è stato operato un ampliamento verso ovest, in corrispondenza di un crollo di concotti rinvenuto lo scorso anno. Su un’area di 5x5m, corrispondente ai qq. R17 n-t15-20, sono stati asportati i riporti di bonifica stesi per sigillare il crollo per incendio di una struttura abitativa e si è proceduto a rimuovere il crollo formato dai resti dell’incannucciato delle pareti, al di sotto del quale è affiorato un livello d’incendio poggiante direttamente sul piano d’uso. Da entrambi i livelli provengono moltissimi materiali ceramici, fra cui almeno 120 frammenti di un cratere attico a colonnette a figure rosse, ricomponibile quasi integralmente, e una cinquantina di frammenti di un secondo cratere a colonnette, di maggiori dimensioni. La possibilità di ricongiungimento dei frammenti ceramici dimostra che dopo l’evento catastrofico, tutti i materiali sono stati lasciati in situ e sigillati dai riporti di bonifica. Tra gli altri materiali provenienti dal crollo da segnalare una fibula Certosa in ferro. In base a una prima valutazione, in attesa della pulizia e del restauro, il cratere di dimensioni minori può essere datato al 450-430 a.C., fornendo così un prezioso dato di cronologia assoluta per la fase C a cui è attribuibile la struttura.
  • AIAC_2388 - Forcello - 2012
    La campagna di scavo si è svolta dal 3 al 28 settembre 2012. L’obiettivo principale dell’intervento consisteva nella prosecuzione dell’indagine della cd. casa “dei Crateri” nel settore R-S 17-18, lambita dagli interventi dell’anno 2010 e parzialmente messa in luce - per quanto riguarda la sua porzione più sud-occidentale - nel corso dello scavo 2011. La struttura, di cui si è conservata la fase di crollo per incendio _in situ_, ha restituito numerosi frammenti di ceramica attica, con i quali sono stati identificati almeno due crateri attici a f.r. Per la pertinenza stratigrafica la struttura è attribuibile alla fase C della sequenza insediativa del Forcello, che grazie proprio alla ceramica attica cui si associa nel contesto in oggetto può essere più puntualmente datata verso il terzo quarto del V secolo a.C. Nel 2011 erano stati messi in luce circa 35 mq del piano della abitazione, ma appurato che proseguiva sotto i livelli di fase B in R- S/17-18, se ne rimandava l’indagine alla successiva campagna. Pertanto, la campagna 2012 ha previsto l’asportazione di una serie di strutture più recenti, in particolare il piano della casa di fase B in R- S/17-18 e il riporto sottostante il pavimento, posto a sigillare il crollo di fase C. Il crollo, anche nel nuovo ampliamento, si articola in un livello più superficiale di concotti (US 2198), che alla base poggia su un livello più carbonioso (US 2792); US 2752 comprende abbondanti resti culturali e in particolare ceramiche. Sono stati notati numerosi concotti a faccia piana con impronte di fibre di legno e ancora più frequenti concotti con impronte di incannucciato, ma in ogni caso tutti presentano elevato grado di frammentarietà e tendenza a sbriciolarsi. Questo dato potrà essere approfondito per fornire indicazioni circa la temperatura e la natura dell’incendio che distrusse la struttura. Con l’avanzamento del 2012, la superficie di crollo portata finora alla luce raggiunge i 55 mq, senza naturalmente esaurire l’estensione della struttura che prosegue in direzione nord-est.