Name
Giovanna Maggiulli
Organisation Name
Università del Salento

Season Team

  • AIAC_1197 - Roca - 2006
    Grazie ai risultati dell’ultima campagna di scavo è possibile valutare nel loro sviluppo le costruzioni distrutte da un incendio nel corso del Bronzo finale e la relazione delle stesse con altri monumenti coevi e contigui (mura, porta d’accesso all’abitato, tracciati stradali). Nuovi dati sono emersi per la valutazione delle strutture (alzati, fortificazioni, drenaggio delle acque), per il riconoscimento delle principali destinazioni d’uso e funzioni al momento della distruzione. Sono stati eseguiti interventi a ridosso del pendio dell’aggere, che hanno permesso di disporre di ordinate sequenze stratigrafiche relative agli interventi di sistemazione del pendio stesso e dell’area che si estendeva alla base. Sono stati riconosciuti imponenti ed estesi interventi ricostruttivi sulle rovine provocate da un incendio delle strutture murarie del Bronzo medio (XV sec. a.C.): tali interventi, relativi a muri e scarpe degli stessi, vedono per la prima volta nella storia delle tecniche costruttive preistoriche del Salento, l’impiego prevalente della calcarenite estratta da cava e la messa in opera con allettamenti costanti in “tufina” e scarso uso del legno. La frequenza degli interventi di manutenzione delle nuove costruzioni è evidenziata dal numero di battuti che si sovrappongono al primo, messo in opera nel Bronzo recente. L’estensione limitata dei saggi non ha permesso di valutare a pieno le evidenze relative alle frequentazioni sulle superfici dei vari battuti (che sono evidenti nelle tracce di buche di palo e in resti di fornelli). Lo scavo ha però confermato che nelle fasi del Bronzo recente notevole è la presenza di materiale ceramico di importazione, che ha permesso di riconoscere la principale funzione dell’area oggetto di indagine in quella di luogo di culto. Dato straordinario è inoltre offerto dalla continuità di destinazione nei secoli successivi e fino agli inizi del II sec. a.C. della stessa area, che si arricchisce di monumenti e strutture che, nel loro insieme, ripropongono pratiche cultuali.
  • AIAC_1197 - Roca - 2007
    La campagna di scavo 2007 si è svolta nei mesi di settembre, ottobre e novembre e ha interessato i livelli protostorici dei saggi II, IV, IX e X della cd. ‘area Castello’. In tutti i casi si tratta di saggi contigui tra loro e vicini al fronte interno delle fortificazioni dell’età del Bronzo e costituiscono ampliamenti e approfondimenti di indagini condotte nelle precedenti campagne. Nello stesso periodo è stato effettuato nell’area della ‘Porta Monumentale’ delle fortificazioni appenniniche un intervento finalizzato alla rimozione ed alla sostituzione di alcune strutture lignee protettive ormai usurate. Le indagini nel SAS IX e nell’adiacente SAS II hanno interessato i livelli relativi alle fasi del Bronzo recente e finale; è stato ampliato il fronte di scavo in direzione dell’area della porta. L’intervento si prefiggeva di arricchire il quadro topografico generale relativo alle varie fasi di occupazione protostoriche, la cui complessità era stata evidenziata nelle precedenti campagne. Di particolare rilievo si sono rivelati i dati riferibili al Bronzo finale 2. Si è avuta conferma dell’esistenza di una serie di grandi edifici, i cui spazi interni sono scanditi da allineamenti regolari di grossi pali e il cui perimetro è segnato da percorsi stradali pavimentati con massicciate. Lo scavo del SAS II ha permesso di individuare parte di un edificio ubicato a S-SE della ‘capanna-tempio’, al di là di un’area libera e al margine della rampa che doveva condurre alla porta. Al suo interno, su un battuto pavimentale di argilla, sono stati rinvenuti alcuni forni di terracotta e abbondante ceramica, sia d’impasto sia figulina. Le indagini condotte nel SAS IV hanno portato ad un limitato ampliamento del settore già indagato nel 2006; si segnala in particolare il rinvenimento di almeno altri due forni di terracotta in buono stato di conservazione e di due grandi bacini in ceramica figulina con decorazione protogeometrica, posti l’uno accanto all’altro con i fondi incassati nel battuto pavimentale. Nel SAS X lo scavo ha interessato un’area di 20 mq ca., al centro della quale una profonda escavazione di epoca tardo-medievale consentiva di osservare una potente stratigrafia; le indagini si sono limitate a raggiungere le giaciture riferibili alla Fase IV (Bronzo finale 1). Da segnalare, per questa fase, il rinvenimento del piano pavimentale e delle palificazioni riferibili ad una capanna già individuata nel 2006. Si è potuta identificare, inoltre, un’area esterna, posta tra la struttura e il fronte interno delle fortificazioni, pavimentata con una grossolana massicciata di pietre. L’area della ‘Porta Monumentale’ nelle fortificazioni appenniniche è stata oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria e si è provveduto ad alcune operazioni di scavo stratigrafico mirate e di revisione e completamento della documentazione grafica e fotografica. Gli interventi hanno interessato i crolli che ingombravano il vano della porta, le buche di palo poste lungo i paramenti murari e un tratto del battuto pavimentale delimitato da ortostati. Si segnala il rinvenimento di alcuni frammenti di una kylix micenea databile al TEIIIA2, che fornisce un utile aggancio cronologico.
  • AIAC_1197 - Roca - 2008
    La campagna di scavi 2008 si è svolta dal 10 settembre al 15 ottobre. Il programma di lavoro prevedeva interventi in tre differenti settori: nel SAS IX, ubicato in zona ‘Castello-Carrare’, in una struttura funeraria ipogea in zona ‘Grotta Poesia Grande’, parzialmente esplorata alla fine della campagna 2007, e nell’area di ‘Grotta Poesia Piccola’, con l’apertura di nuovi saggi esplorativi (SAS XVIII-XIX). Nel SAS IX sono state portate a termine le indagini stratigrafiche avviate nelle precedenti campagne e sono stati acquisiti nuovi dati riferibili alle fasi del Bronzo recente e agli sviluppi dell’uso di questo settore di abitato fino al Bronzo finale 2. Si è confermata la preminente destinazione cultuale dell’area, con chiari resti riferibili alla celebrazione di sacrifici cruenti, alla deposizione di quarti di animali di grossa taglia con tutte le carni e alla consumazione di pasti comunitari, da cui si desumono preziose informazioni sulle credenze e i rituali delle popolazioni indigene del II millennio. Altrettanto importante è il rinvenimento in questo saggio di un’ingente quantità (oltre 2000 frammenti) di ceramica figulina di tipo egeo. Di particolare interesse è la struttura ipogea individuata nella zona in cui si aprono due cavità carsiche note come ‘Poesia Grande’ e ‘Poesia Piccola’, ca. 200 m a S dell’abitato protostorico. Questa era già stata liberata dagli apporti recenti nella campagna 2007; comprende due grotticelle in comunicazione tra loro precedute da un breve dromos; la volta della prima è parzialmente crollata. Si è avviato lo scavo sistematico, protrattosi per parte della campagna, e sono stati raggiunti alcuni importanti risultati. Si è avuta conferma della destinazione funeraria della cavità, che rappresenta la prima sepoltura monumentale riferibile alla comunità protostorica a Roca. La tomba, che è stata indagata in misura limitata, sembra contenere i resti di decine di individui; gli scarsi materiali finora venuti alla luce suggeriscono una generica datazione all’età del bronzo. Due ampi saggi di scavo (XVIII e XIX) sono stati aperti a W e S della ‘Grotta Poesia’. Nel SAS XVIII è stato localizzato ed indagato un fossato scavato nel banco roccioso, seguito per un tratto di ca. 100 m. Ha una larghezza di ca. 2,50 m e una profondità di 2 m. Per quanto concerne la datazione, la parte più alta del riempimento (50 cm ca.) consiste in riporti eseguiti alla fine del IV secolo a.C. quando il fossato era stato già colmato con gettate di terreno misto a pietrame che contiene frammenti ceramici databili ad età tardo-arcaica. Lo scavo condotto saggi XVIII e XIX ha inoltre fornito importanti e nuovi dati sulla vita di Roca nel corso del IV e III secolo a.C. Si sono individuati resti di edifici e di recinti e un tratto (80 m ca.) di una larga strada orientata E-W, con due traverse, fiancheggiata da costruzioni. Nella stessa area sono state individuate e scavate 22 tombe , con sepolture monosome e polisome, databili anch’esse tra il IV e il III sec. a.C.
  • AIAC_1197 - Roca - 2009
    La campagna 2009 si è protratta dal 7 settembre al 13 novembre. Le operazioni di scavo hanno interessato l’area all’interno delle fortificazioni protostoriche e si sono concentrate nel SAS IX, dove sono stati esplorati alcuni settori dell’abitato posti in prossimità del fronte interno, in particolare nell’area a N della Porta. Hanno riguardato soprattutto i livelli protostorici e sono state finalizzate alla verifica e raccolta di nuovi dati relativi alla sequenza stratigrafica messa in luce nelle precedenti campagne (2005, 2006, 2007, 2008). Tale sequenza è caratterizzata da livelli di occupazione pertinenti ad almeno sette fasi distinte, inquadrabili in un arco cronologico compreso tra il Bronzo recente 1-2 ed il Bronzo finale 2. Gli interventi effettuati nella campagna 2009 hanno riguardato in particolare le fasi cronologiche che vanno dalla fine del Bronzo recente 1 ad un orizzonte di transizione Bronzo recente 2-Bronzo finale 1 (fasi I-V). Le indagini si prefiggevano sia di approfondire ed arricchire in quest’area il quadro dell’organizzazione spaziale nelle varie fasi, sia di trarre conferme sulla destinazione cultuale di questo settore di abitato nelle fasi anteriori al BF2, quando venne costruita la cd. “capanna-tempio”. Nei livelli riferibili al Bronzo recente 2 sono stati rinvenuti abbondanti resti scheletrici animali in connessione anatomica, riferibili a sacrifici seguiti da deposizioni rituali, e, in associazione con questi, un’ingente quantità di ceramica, sia d’impasto sia figulina di tipo egeo. Degni di nota sono il basso grado di frammentazione e dispersione ed il buon livello di ricostruibilità di gran parte dei manufatti ceramici. Gli strati sottostanti, apparentemente riferibili ad un orizzonte avanzato del Bronzo recente 1 e a un momento iniziale del Bronzo recente 2, erano caratterizzati dalla presenza di fitte e spesse lenti di ceneri associate a manufatti in metallo, resti malacologici, resti botanici, resti faunistici con segni di macellazione e contenitori ceramici quasi interamente ricostruibili. L’esplorazione della fronte interna delle fortificazioni ha consentito di acquisire nuovi dati su due interventi edilizi anteriori al Bronzo finale 2. Il più antico è documentato da lunghi tratti di un muro a scarpa costruito a secco con conci parallelepipedi di calcarenite locale; il più recente da un muro verticale costruito con materiali simili, lievemente più avanzato. A ridosso di questi paramenti murari sono stati indagati i livelli di occupazione coevi, che hanno restituito abbondante ceramica indigena d’impasto e figulina di tipo egeo ed hanno consentito di datare i due interventi rispettivamente al Bronzo recente 2 e ad una fase di transizione Bronzo recente 2-Bronzo finale 1. Da segnalare, tra i materiali indigeni, numerosi vasi d’impasto con decorazione a solcature che rinviano, per i motivi e la sintassi, a produzioni tipiche dell’area terramaricola ed offrono un’ulteriore testimonianza dell’importanza del sito nella rete di traffici commerciali che collegava l’Egeo all’Adriatico settentrionale.
  • AIAC_1197 - Roca - 2010
    La campagna 2010 si è svolta dal 4 ottobre al 14 dicembre. L’esplorazione ha interessato il settore nord-occidentale dell’abitato e in particolare un’area al margine settentrionale delle fortificazioni protostoriche, dove è stato delimitato un nuovo saggio (SAS XX), che ha un’estensione di ca. 350 mq. In questo tratto le murature dell’età del bronzo risultano interrotte da costruzioni e da fossati del XV sec. d.C. e sono disturbate da interventi (scavi di trincee e ridotti) riferibili alla seconda guerra mondiale, nonché da scassi per piantumazioni arboree eseguiti dal Corpo Forestale dello stato negli anni ’50. Poiché la campagna era finalizzata preminentemente allo studio dell’impianto di fortificazione protostorico, le indagini si sono concentrate sulle strutture di difesa riferibili alle fasi edilizie più antiche, inquadrabili nel Bronzo medio 2-3. Tra le scoperte più significative sono da segnalare l’individuazione e lo scavo di una quinta postierla, designata con la lettera E, e di un tratto di fossato lungo la fronte esterna che, come negli altri segmenti riportati alla luce, è interrotto da un ponte di roccia in corrispondenza dell’uscita della postierla. Sia la postierla sia il fossato sono risultati ingombri di materiali provenienti dai crolli delle strutture sovrastanti. Lungo la fronte interna, alla base della muratura più antica, è stato individuato e in minima parte scavato uno spesso deposito contenente ceneri, carboni, frammenti ceramici d’impasto (uniformemente riferibili al BM3), frammenti di ceramica di tipo minio, abbondanti ossa animali e alcuni grossi manufatti lignei, che sono stati consolidati, ricoperti e protetti con tettoie, rinviando il loro recupero alla prossima campagna. Su questo deposito poggiavano alcune strutture realizzate con pietrame a secco che si addossavano alla muratura più antica; la loro funzione non è ancora chiara e potrà essere compresa con il prosieguo delle indagini. Oltre a numerosi rilievi planimetrici, nel corso della campagna è stato possibile realizzare una sezione completa E-W delle fortificazioni in prossimità del margine N.
  • AIAC_1197 - Roca - 2015
    La campagna di scavi del 2015 si è protratta per quattro settimane, a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre. Ad essa hanno partecipato 41 studenti dell’Università del Salento, organizzati in due turni, che hanno conseguito crediti formativi. Le indagini si sono concentrate nel settore sudoccidentale dell’insediamento, nel SAS VI, dove due distinte campagne condotte nel 1994 e 1995 avevano consentito di riportare alla luce vari ambienti di edifici tardomedievali dislocati ai lati di una strada che attraversava l’abitato da N a S. Lungo la strada si aprivano numerosi silos granari interrati, alcuni dei quali conservavano in posto i coperchi litici originari. Nella stessa area erano stati riportati alla luce anche i resti di una torre quadrangolare medievale, precedente all’impianto dell’abitato, e un pozzo quadrangolare di epoca protoellenistica, di cui rimaneva pressoché integra la vera costruita con conci squadrati. Con il prosieguo delle indagini in questo settore nelle stesse campagne erano stati raggiunti i livelli di occupazione protostorici e indagati alcuni lembi superstiti di una grande struttura del Bronzo finale 2, denominata capanna-magazzino per la presenza al suo interno di numerosi dolii cordonati in ceramica figulina. Analisi gascromatografiche condotte di recente hanno dimostrato che questi grossi contenitori erano destinati allo stoccaggio di olio di oliva. Si è operato in quest’area perché un progetto del Comune di Melendugno (proprietario dei terreni), recentemente ammesso ai finanziamenti, prevede di attuarvi una serie di interventi di protezione, restauro e valorizzazione. Tra questi interventi programmati figura il ripristino dei piani pavimentali e dei rivestimenti stradali dell’abitato tardomedievale alle quote originarie al fine di impedire ulteriori erosioni e scalzamenti sotto il piano di fondazione dei muri, che ne causerebbero il crollo. Si è ritenuto, quindi, fosse urgente e necessario indagare e asportare i livelli di occupazione protostorici ancora in posto, al di sopra degli strati sterili e della bancata calcarenitica di base. Le indagini hanno consentito di riportare alla luce varie buche di palo, sia circolari sia quadrangolari, che consentiranno di integrare la restituzione planimetrica della capanna-magazzino. Sono stati inoltre recuperati abbondanti materiali ceramici pertinenti alla fase di occupazione della stessa struttura; una concentrazione particolare di manufatti è stata riscontrata all’interno di una fossa rettangolare che si apriva nel piano pavimentale. A conclusione della campagna, una settimana è stata dedicata al completamento dei rilievi.