- Item
- AIAC_869
- Name
- Timpone della Motta
- Date Range
- 1300 BC – 600
- Monuments
- Sanctuary
Seasons
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AIAC_869 - Timpone della Motta - 2004Il sito, tra i più importanti insediamenti precoloniali, è costituito da un villaggio presso l’altopiano del Timpone della Motta, dove Strabone colloca l’antica Lagaria, fondata dal mitico Epeo, costruttore del cavallo di Troia, una ricca necropoli in località Macchiavate, dove sono stati riportati in luce da P. Zancani negli anni ’60 vasi enotri e ricchi oggetti di bronzo di ornamento personale (armi, fibule, cinture, diademi, monili in metallo, ambra e paste vitree) ed un Athenaion sull’acropoli (da cui un’epigrafe con il nome di Athena). Il santuario dell’acropoli è costituito da edifici cultuali e di servizio; quello denominato V, che ha preso il posto del Tempio X di epoca arcaica ipotizzato dalla W.M. Stoop nell’area della Chiesetta bizantina, presenta diverse fasi. Nella prima è documentata una abitazione del Bronzo Medio, poi tagliata da costruzioni più recenti e con abside orientata verso ovest, a cui segue una casa in legno e altro materiale deperibile della prima età del Ferro (la Casa delle Tessitrici), con focolare nella parte occidentale, un telaio nella stanza centrale e ad est una zona absidata. Oggetti di bronzo presso il focolare, dello stesso tipo di quelli presenti nei corredi delle tombe muliebri del Macchiabate, attestano la funzione anche cultuale di questa parte della casa, mentre la zona esterna conserva un ruolo domestico. Pendagli bronzei a forma di ochette su basi decorate (VIII sec. a.C.), di matrice laconica sull’acropoli testimoniano un primo influsso greco nell’area. Le dimensioni dei pesi da telaio nella stanza centrale indicano una “macchina” per la tessitura monumentale e perciò destinata alla realizzazione di stoffe da dedicare alla divinità. Il vasellame rinvenuto nella casa si data al tardo Geometrico Medio (775-725 a.C.). La struttura absidata della casa, paragonabile ad alcuni edifici coevi in Grecia, doveva essere rappresentativa del prestigio delle famiglie dominanti e costituire un luogo di culto, anche se non è possibile sapere se fosse destinata sin dall’inizio ad una divinità o se appartenesse a rappresentanti dell’aristocrazia locale che vi svolgevano lavori connessi alla realizzazione di stoffe destinate a scopi religiosi. Su questo edificio fu costruito un nuovo tempio, riutilizzando le stesse buche di palo della capanna precedente. La ceramica d’importazione (coppe, brocche e _kantharoi_ di tipo acheo) e di produzione locale è legata al rituale del bere, mentre i _kantharoi_ a traforo, le _lekytoi_ a becco stretto o trilobate, _aryballoi_ e _alabastra_ per olii e balsami profumati, dimostrano la venerazione ad una dea legata alla tessitura e all’attività artigianale. All’inizio del VI secolo la parte meridionale dell’acropoli fu ricoperta con uno strato di ghiaia asportata dal pendio durante i lavori per la costruzione del muro difensivo che cingeva il santuario, databile da alcuni _alabastra_ del Corinzio Antico al 625-590 a.C. Al di sopra del riempimento fu eretto un nuovo tempio (fase e dell’Edificio V) la cui struttura venne poi distrutta per l’erezione della cappella bizantina (X sec. d.C.). La presenza di _hydriskai_ e servizi per bere nel santuario collega l’acqua al culto della dea protettrice della tessitura che fu assimilata alla greca Athena; la relazione sembra fornita dalla figura dell’eroe _Epeios_ , assimilabile ad Efesto nella sua abilità di artigiano e per il trasporto dell’acqua per i comandanti greci nella guerra di Troia. (MiBAC)
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AIAC_869 - Timpone della Motta - 2017Lo scavo dell'abitato del Timpone della Motta intrapreso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria ha interessato il cosiddetto "pianoro II", dove i precedenti scavi olandesi di Marianne Kleibrink avevano già individuato in passato presenze abitative. La prima campagna si è svolta dal 4 settembre al 13 ottobre 2017, pertanto i risultati che qui presentiamo hanno carattere preliminare, dovendo ancora procedere allo studio dei reperti. L'indagine è stata preceduta da un'analisi del pianoro condotta con rilevamenti da drone e prospezioni geofisiche. L'intervento sul campo inoltre è stato realizzato dopo lo svolgimento di una campagna di ricognizione di superficie che ha permesso di registrare reperti e strutture diffusi in tutte le aree del pianoro, a dimostrazione del fatto che l'insediamento, almeno in età arcaica fosse densamente occupato. A quest’epoca si datano la maggior parte delle evidenze rinvenute, ma i ritrovamenti della ricognizione indicano anche orizzonti cronologici relativi all'età del ferro e al IV sec. a.C. Sono stati posizionati tre saggi di m 5 x 5, di m 8.5 x 5 e di m 8.5 x 4.0, con successive estensioni, per un totale di mq 168. Soltanto lo scavo nel saggio 1 ha raggiunto il banco naturale. Negli altri saggi lo scavo deve ancora essere ultimato. Nel saggio 1 sono stati rinvenuti i resti di una abitazione costruita con ciottoli, di cui restano anche tracce degli alloggiamenti sul banco roccioso. La struttura, sottoposta nel tempo ad una intensa erosione e spoliazione, è stata poi obliterata da strati ricchi di reperti ceramici. L’edificio è posto lungo una estremità dell'affioramento del banco naturale che è stato regolarizzato con un taglio e forse utilizzato come piano di percorrenza est-ovest. Nel saggio 2 è stato individuato un muro con andamento est-ovest, al momento visibile per una lunghezza di m 6.35 e costituito da blocchi squadrati di conglomerato e grandi ciottoli (largh. m 0.40). Il muro doveva far parte di una struttura piuttosto imponente sia per la dimensione dei blocchi che per la tecnica di costruzione, differenti rispetto alle normali case di abitazione già note sul pianoro. Allo stato attuale è difficile definire i limiti della struttura in quanto lo scavo deve essere ancora completato ed esteso. Adiacente al lato sud del saggio 2, si è aperto il saggio 3, dove è stato individuato un fitto addensamento di grandi ciottoli e parti di conglomerato misti a terra, esteso per una lunghezza massima di circa m 7.00 (est-ovest) e una larghezza di circa m 1.50. Si tratta probabilmente di un muraglione il cui orientamento riprende il muro a blocchi del saggio 2. Tuttavia, per precisare la funzione e la cronologia della struttura è necessaria la prosecuzione dello scavo. -
AIAC_869 - Timpone della Motta - 2018Nei mesi di settembre e ottobre 2018 si è svolta la seconda campagna di scavo del Dipartimento di Studi Umanistici nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). Le indagini si sono concentrate sul cosiddetto pianoro II, una delle principali aree di insediamento. Contestualmente, sono stati condotti i primi sopralluoghi sul pianoro I, che si prevede di indagare il prossimo anno. Gli scavi sono stati preceduti da indagini geofisiche realizzate col georadar e col magnetometro, che hanno segnalato la presenza di importanti anomalie. Nella campagna 2018 è proseguito lo scavo dei saggi 2 e 3 e sono stati aperti i saggi 4 (9 x 8,5 m) e 9 (3,4 x 2 m), per ampliare la superficie di indagine precedente. Di nuova apertura sono i saggi 5 (5 x 5 m), 8 (5 x 3,10 m) e 7 (14 x 12 m), tutti localizzati sulla terrazza inferiore del pianoro. Lo scavo dei saggi 2, 3, 4 e 9 ha messo in luce una sequenza stratigrafica di tre strutture realizzate in momenti diversi. La costruzione più antica è costituita da un allineamento di ciottoli e pareti di pithoi, rinvenuto finora per una lunghezza di circa 2 m. Tali resti sono obliterati da uno strato sul quale si imposta un imponente muro, conservato per circa 6,5 m, realizzato con grandi ciottoli e blocchi di conglomerato squadrati, già individuato lo scorso anno. Il muro a blocchi è obliterato da uno strato di terra su cui viene realizzato un grande muraglione di contenimento, costituito da parti informi di conglomerato e grandi ciottoli, intercettato nel 2017 e quest’anno messo in luce per un’estensione di circa 15 m. Per quanto riguarda la datazione delle strutture, in via del tutto preliminare, si riconosce una fase maggiormente monumentale del VI secolo a.C. e periodi di frequentazione più antichi (prima età del ferro e VII secolo a.C.) e più recenti (V-IV secolo a.C.), che indicano la continuità di vita nel pianoro. Nei saggi 5 e 8 sono stati rinvenuti apprestamenti pertinenti ai resti di una capanna collocata ai margini del pianoro. Tra i reperti rinvenuti si segnalano frammenti di concotto e materiali riferibili alla prima età del ferro. Nel saggio 7 è stata riscoperta la cosiddetta “Casa della cucina”, edificio già parzialmente indagato negli anni ’60 da Marianne Kleibrink, della quale si erano perse le tracce e risultava impossibile la localizzazione puntuale sulla base delle planimetrie edite. Riscoperta grazie all’impiego del georadar, la struttura è da subito apparsa in ottimo stato di conservazione. Soprattutto nella parte orientale si conserva integralmente lo zoccolo di fondazione in ciottoli dell’abitazione (altezza di circa 70 cm). Nella campagna del 2018 è stato esposto l’intero perimetro della casa (lunga circa 15 m e larga circa 5 m) ed è iniziato lo scavo degli ambienti (non indagati negli anni ’60); per il 2019 si prevede di ultimare l’indagine.
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AIAC_869 - Timpone della Motta - 2019Nei mesi di settembre e ottobre del 2019 si è svolta la terza campagna di scavo del Dipartimento di Studi Umanistici nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). Le indagini per il primo anno sono state effettuate sul pianoro I e contestualmente, per il terzo anno, sono proseguite anche sul pianoro II. Sul pianoro I, preliminarmente, sono stati realizzati rilievi aereo-fotogrammetrici da drone ed un’area è stata sottoposta ad indagini geofisiche, che hanno rilevato una serie di anomalie pertinenti a strutture sepolte. Successivamente è stata svolta la ricognizione di superficie di tutta l’area, volta a determinare la dispersione dei reperti sul terreno. La raccolta ha previsto il posizionamento e la georeferenziazione dei singoli manufatti, procedimento sperimentale che ha permesso di ricostruire dettagliatamente le concentrazioni delle diverse classi di materiale. Inoltre, è stato aperto un saggio, denominato 2, di dimensioni di 5 x 5 m, con lo scopo di verificare le potenzialità del bacino stratigrafico. Il saggio, posizionato nel settore centro-meridionale del pianoro, è stato condotto fino ad una profondità di circa 1 m. Gli strati di riempimento finora rinvenuti sono relativi ad azioni di deposito naturale. Il dato attesta una diversità di questo bacino stratigrafico rispetto alla situazione verificata sul pianoro II, dove le strutture cominciano ad emergere anche intorno ai 40 cm di profondità. Per la prossima campagna di scavo è previsto l’approfondimento dello scavo. Sul pianoro II sono stati aperti i saggi 10, 11 e 12 ed è proseguito lo scavo del saggio 7. I saggi 10 (dimensioni massime 5,7 x 3,8 m) e 12 (dimensioni massime di 5,1 x 3,1 m), successivamente unificati, sono adiacenti al saggio 2, posti rispettivamente a nord e a est. Nei due saggi è stata rinvenuta una struttura muraria costituita da frammenti di dolii e ciottoli, già parzialmente intercettata nello scavo del 2018. Il muro si estende complessivamente, in lunghezza, per circa 6,2 m, mentre non presenta una larghezza uniforme, che risulta compresa tra 60 e 80 cm. Verso est la struttura termina con un abside, che prosegue verso nord per circa 1,8 m, continuando anche oltre gli attuali limiti di scavo. Verso ovest il muro risulta meno conservato, a causa di fenomeni di erosione, disperdendosi; tuttavia, alcune impronte nel banco roccioso lasciano ipotizzare la continuazione della struttura anche in questa direzione. Il muro, verosimilmente, è stato realizzato posteriormente alla fine dell’VIII-inizi del VII secolo a.C., in quanto è impostato su una serie di strati di riempimento databili in quest’epoca, per il rinvenimento di ceramica matt-painted e protocorinzia. Tali strati di riempimento, a loro volta, coprivano un battuto di calpestio, costituito da terra compatta, parti di conglomerato e pareti di dolii, probabilmente da ascrivere alla frequentazione precedente, che sarà oggetto di indagini future. Il saggio 11 (dimensioni massime 6 x 4,6 m), adiacente al saggio 8, è stato aperto con lo scopo di approfondire l’estensione e l’andamento di una capanna, parzialmente rinvenuta già nel 2018. Lo scavo ha messo in luce una serie di buche di palo, probabilmente pertinenti a due capanne di diversa cronologia. Riferibili alla struttura più antica sono alcune regolarizzazioni del banco roccioso, fosse e sei buche di palo, che attualmente non definiscono una precisa planimetria. Alla seconda e più recente capanna, invece, sono pertinenti nove buche di palo, che circoscrivono un perimetro pressoché ovale. Anche per questo settore è previsto il proseguimento delle indagini nella prossima campagna di scavo. Nel saggio 7 (dimensioni massime 14 x 12 m) è proseguito lo scavo della “Casa della Cucina”. Le indagini hanno permesso di definire l’assetto planimetrico della struttura e di scavare i tre ambienti interni. È stato messo in luce un battuto pavimentale, costituito da terra compatta, conservatosi disomogeneamente. Nell’ambiente III, al di sotto del battuto, è stato individuato un muro costituito da ciottoli di medie e grandi dimensioni, disposti con orientamento est-ovest per una lunghezza di circa 5,5 m. Per ragioni stratigrafiche, il muro va riferito ad una struttura più antica. Il completamento dello scavo dei tre ambienti interni, inoltre, ha messo in luce un grandissimo numero di buche di palo, presenti sulla superficie del banco roccioso.
FOLD&R
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407 - Paolo Brocato, Luciano Altomare - Università della Calabria - 2018Nuovi scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2017 -
452 - Paolo Brocato, Dipartimento di Studi Umanistici, Università della Calabria, Luciano Altomare - Università della Calabria, Chiara Capparelli -
Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici, Benedetto Carroccio -
Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici, Giuseppe Ferraro -
Geofisica Misure, Margherita Perri -
Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici, Antonio Agostino Zappani - Università della Calabria, Dipartimento di Ingegneria Civile - 2019Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2018 -
537 - Paolo Brocato - Luciano Altomare - Chiara Capparelli - Filomena Costanzo -
Aurelio Marino - Margherita Perri - 2022Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2021 -
544 - Paolo Brocato, Dipartimento di Studi Umanistici, Università della Calabria - 2022Un tempio arcaico per Athena sul Timpone della Motta a Francavilla Marittima (CS, Italia): alcune osservazioni sui vecchi scavi di M.W. Stoop nella zona sud ovest dell’acropoli
Media
- Name
- Timpone della Motta
- Year
- 2004
- Summary
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it
Il sito, tra i più importanti insediamenti precoloniali, è costituito da un villaggio presso l’altopiano del Timpone della Motta, dove Strabone colloca l’antica Lagaria, fondata dal mitico Epeo, costruttore del cavallo di Troia, una ricca necropoli in località Macchiavate, dove sono stati riportati in luce da P. Zancani negli anni ’60 vasi enotri e ricchi oggetti di bronzo di ornamento personale (armi, fibule, cinture, diademi, monili in metallo, ambra e paste vitree) ed un Athenaion sull’acropoli (da cui un’epigrafe con il nome di Athena).
Il santuario dell’acropoli è costituito da edifici cultuali e di servizio; quello denominato V, che ha preso il posto del Tempio X di epoca arcaica ipotizzato dalla W.M. Stoop nell’area della Chiesetta bizantina, presenta diverse fasi. Nella prima è documentata una abitazione del Bronzo Medio, poi tagliata da costruzioni più recenti e con abside orientata verso ovest, a cui segue una casa in legno e altro materiale deperibile della prima età del Ferro (la Casa delle Tessitrici), con focolare nella parte occidentale, un telaio nella stanza centrale e ad est una zona absidata. Oggetti di bronzo presso il focolare, dello stesso tipo di quelli presenti nei corredi delle tombe muliebri del Macchiabate, attestano la funzione anche cultuale di questa parte della casa, mentre la zona esterna conserva un ruolo domestico. Pendagli bronzei a forma di ochette su basi decorate (VIII sec. a.C.), di matrice laconica sull’acropoli testimoniano un primo influsso greco nell’area. Le dimensioni dei pesi da telaio nella stanza centrale indicano una “macchina” per la tessitura monumentale e perciò destinata alla realizzazione di stoffe da dedicare alla divinità. Il vasellame rinvenuto nella casa si data al tardo Geometrico Medio (775-725 a.C.). La struttura absidata della casa, paragonabile ad alcuni edifici coevi in Grecia, doveva essere rappresentativa del prestigio delle famiglie dominanti e costituire un luogo di culto, anche se non è possibile sapere se fosse destinata sin dall’inizio ad una divinità o se appartenesse a rappresentanti dell’aristocrazia locale che vi svolgevano lavori connessi alla realizzazione di stoffe destinate a scopi religiosi. Su questo edificio fu costruito un nuovo tempio, riutilizzando le stesse buche di palo della capanna precedente. La ceramica d’importazione (coppe, brocche e _kantharoi_ di tipo acheo) e di produzione locale è legata al rituale del bere, mentre i _kantharoi_ a traforo, le _lekytoi_ a becco stretto o trilobate, _aryballoi_ e _alabastra_ per olii e balsami profumati, dimostrano la venerazione ad una dea legata alla tessitura e all’attività artigianale.
All’inizio del VI secolo la parte meridionale dell’acropoli fu ricoperta con uno strato di ghiaia asportata dal pendio durante i lavori per la costruzione del muro difensivo che cingeva il santuario, databile da alcuni _alabastra_ del Corinzio Antico al 625-590 a.C. Al di sopra del riempimento fu eretto un nuovo tempio (fase e dell’Edificio V) la cui struttura venne poi distrutta per l’erezione della cappella bizantina (X sec. d.C.).
La presenza di _hydriskai_ e servizi per bere nel santuario collega l’acqua al culto della dea protettrice della tessitura che fu assimilata alla greca Athena; la relazione sembra fornita dalla figura dell’eroe _Epeios_ , assimilabile ad Efesto nella sua abilità di artigiano e per il trasporto dell’acqua per i comandanti greci nella guerra di Troia. (MiBAC) -
en
This site, one of the most important pre-colonial settlements, comprises a village on the plateau of Timpone della Motta, where Strabo placed the ancient Lagaria, founded by the mythical Epeios maker of the Trojan horse, a rich necropolis in the locality of Macchiavate where in the 1960s P. Zancani excavated Enotrian vases and precious bronze personal ornaments (arms, fibulae, belts, diadems, and metal, amber and glass paste necklaces) and an Athenaion on the acropolis (where an inscription with the name of Athena was found).
The sanctuary on the acropolis is constituted by cult and service buildings. The structure denominated V, which replaced the archaic temple X hypothesised by W.M. Stoop in the area of the Byzantine chapel, showed various phases. The first phase is represented by a middle Bronze Age dwelling, cut by later constructions, with an apse facing west. This was followed by a house made of wood and other perishable materials datable to the early Iron Age (the House of the Weavers), with a hearth in the western part, a loom in the central room and to the east a room with an apse. Bronze objects by the hearth, of the same type as those present in the tomb groups of the female burials at Macchiabate, attest that this part of the house also had a cult function, whilst the exterior preserved a domestic role. Finds on the acropolis of Laconian type bronze pendants in the form of young geese on decorated bases (8th century B.C.) attest the first Greek influence in the area. The size of the loom weights from the central room suggests that the loom was very large and therefore used for weaving cloth to be dedicated to the divinity. The vessels found in the house date to the late middle Geometric period (775-725 B.C.). The apsed structure of the house, comparable to several contemporary buildings in Greece, must have been representative of the prestige of the dominant families and constituted a place for cult practices, although it is not possible to know whether it was destined from the start to a divinity or whether it belonged to the local aristocracy who carried out work there linked to the production of cloth to be used for religious purposes. Over this building a new temple was built re-using the post holes from the earlier hut. The imported pottery (cups, jugs and kantharoi of Achaean type) and local wares were linked to the drinking ritual, whilst the openwork kantharoi, the lekythoi with narrow or trilobate spouts, aryballoi and alabastra for oils and perfumed unguents, show the veneration of a goddess linked to weaving and craft activities.
At the beginning of the 6th century B.C. the southern part of the acropolis was covered by a layer of gravel that had been removed from the slopes during construction of the defensive wall surrounding the sanctuary, dated by a few early Corinthian alabastra to 625-590 B.C. A new temple was built on top of this deposit (phase e of Building V) whose structure was then demolished to make way for the Byzantine chapel (10th century A.D.).
The presence in the sanctuary of hydriskai and services of drinking vessels links water to the cult of a goddess who was the patroness of weavers and who was assimilated to the Greek Athena; the relationship seems to be provided by the figure of the hero Epaios, comparable to Hephaiston for his craft-working skills and for his transport of water for the Greek commanders during the Trojan war. (MiBAC) - Funding Body
- Groningen Institute of Archaeology, The Netherlands
Media
- Name
- Timpone della Motta
- Year
- 2017
- Summary
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it
Lo scavo dell'abitato del Timpone della Motta intrapreso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria ha interessato il cosiddetto "pianoro II", dove i precedenti scavi olandesi di Marianne Kleibrink avevano già individuato in passato presenze abitative. La prima campagna si è svolta dal 4 settembre al 13 ottobre 2017, pertanto i risultati che qui presentiamo hanno carattere preliminare, dovendo ancora procedere allo studio dei reperti.
L'indagine è stata preceduta da un'analisi del pianoro condotta con rilevamenti da drone e prospezioni geofisiche. L'intervento sul campo inoltre è stato realizzato dopo lo svolgimento di una campagna di ricognizione di superficie che ha permesso di registrare reperti e strutture diffusi in tutte le aree del pianoro, a dimostrazione del fatto che l'insediamento, almeno in età arcaica fosse densamente occupato. A quest’epoca si datano la maggior parte delle evidenze rinvenute, ma i ritrovamenti della ricognizione indicano anche orizzonti cronologici relativi all'età del ferro e al IV sec. a.C.
Sono stati posizionati tre saggi di m 5 x 5, di m 8.5 x 5 e di m 8.5 x 4.0, con successive estensioni, per un totale di mq 168. Soltanto lo scavo nel saggio 1 ha raggiunto il banco naturale. Negli altri saggi lo scavo deve ancora essere ultimato.
Nel saggio 1 sono stati rinvenuti i resti di una abitazione costruita con ciottoli, di cui restano anche tracce degli alloggiamenti sul banco roccioso. La struttura, sottoposta nel tempo ad una intensa erosione e spoliazione, è stata poi obliterata da strati ricchi di reperti ceramici. L’edificio è posto lungo una estremità dell'affioramento del banco naturale che è stato regolarizzato con un taglio e forse utilizzato come piano di percorrenza est-ovest.
Nel saggio 2 è stato individuato un muro con andamento est-ovest, al momento visibile per una lunghezza di m 6.35 e costituito da blocchi squadrati di conglomerato e grandi ciottoli (largh. m 0.40). Il muro doveva far parte di una struttura piuttosto imponente sia per la dimensione dei blocchi che per la tecnica di costruzione, differenti rispetto alle normali case di abitazione già note sul pianoro. Allo stato attuale è difficile definire i limiti della struttura in quanto lo scavo deve essere ancora completato ed esteso.
Adiacente al lato sud del saggio 2, si è aperto il saggio 3, dove è stato individuato un fitto addensamento di grandi ciottoli e parti di conglomerato misti a terra, esteso per una lunghezza massima di circa m 7.00 (est-ovest) e una larghezza di circa m 1.50. Si tratta probabilmente di un muraglione il cui orientamento riprende il muro a blocchi del saggio 2. Tuttavia, per precisare la funzione e la cronologia della struttura è necessaria la prosecuzione dello scavo. -
en
The excavation of the settlement of Timpone della Motta undertaken by the University of Calabria explored the so-called “pianoro II”, where previous Dutch excavations led by Marianne Kleibrink had identified residential structures. The following is a preliminary report as the finds have yet to be studied.
The excavation was preceded by an analysis of the plateau using a drone and geophysical survey. A field survey was also carried out, which documented the finds and structures across all areas of the plateau and showed that, at least in the archaic period, the settlement was densely occupied. Most of the finds recovered dated to this period, but other survey finds also dated to the Iron Age and the 4th century B.C.
Three trenches, 5 x 5 m, 8.5 x 5 m and 8.5 x 4.0 m, were opened and later extended to cover a total of 168 m2. Natural was only reached in trench 1; the other trenches remain to be completed.
Trench 1: the remains of a house built of cobblestones were identified, including traces of housings in the bedrock. Over the course of time, the structure had suffered heavy erosion and robbing and was then obliterated by layers containing abundant pottery. The building was situated along one end of a rock outcrop, which was levelled by a cut and perhaps used as a surface on an east-west alignment.
Trench 2: a wall on an east-west alignment was identified, at present visible for 6.35 m, built of squared blocks of conglomerate and large cobblestones (0.40 m wide). The size of the blocks and construction technique differing from that of the houses already known on the plateau, suggest the wall must have been part of a rather large building. At present, the perimeter of the building has not been defined as the excavation remains to be extended and completed.
Trench 3: opened on the south side of Trench 2. A dense area of large cobblestones and lumps of conglomerate mixed with earth was identified. It was a maximum of c. 7 m long (east-west) and c. 1.50 m wide and was probably a retaining wall whose alignment was the same as the blocks in Trench 2. However, more excavation is necessary in order to define its function and chronology.
FOLD&R
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407 - Paolo Brocato, Luciano Altomare - Università della Calabria - 2018Nuovi scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2017
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- Name
- Timpone della Motta
- Year
- 2018
- Summary
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it
Nei mesi di settembre e ottobre 2018 si è svolta la seconda campagna di scavo del Dipartimento di Studi Umanistici nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). Le indagini si sono concentrate sul cosiddetto pianoro II, una delle principali aree di insediamento. Contestualmente, sono stati condotti i primi sopralluoghi sul pianoro I, che si prevede di indagare il prossimo anno.
Gli scavi sono stati preceduti da indagini geofisiche realizzate col georadar e col magnetometro, che hanno segnalato la presenza di importanti anomalie. Nella campagna 2018 è proseguito lo scavo dei saggi 2 e 3 e sono stati aperti i saggi 4 (9 x 8,5 m) e 9 (3,4 x 2 m), per ampliare la superficie di indagine precedente. Di nuova apertura sono i saggi 5 (5 x 5 m), 8 (5 x 3,10 m) e 7 (14 x 12 m), tutti localizzati sulla terrazza inferiore del pianoro.
Lo scavo dei saggi 2, 3, 4 e 9 ha messo in luce una sequenza stratigrafica di tre strutture realizzate in momenti diversi. La costruzione più antica è costituita da un allineamento di ciottoli e pareti di pithoi, rinvenuto finora per una lunghezza di circa 2 m. Tali resti sono obliterati da uno strato sul quale si imposta un imponente muro, conservato per circa 6,5 m, realizzato con grandi ciottoli e blocchi di conglomerato squadrati, già individuato lo scorso anno. Il muro a blocchi è obliterato da uno strato di terra su cui viene realizzato un grande muraglione di contenimento, costituito da parti informi di conglomerato e grandi ciottoli, intercettato nel 2017 e quest’anno messo in luce per un’estensione di circa 15 m. Per quanto riguarda la datazione delle strutture, in via del tutto preliminare, si riconosce una fase maggiormente monumentale del VI secolo a.C. e periodi di frequentazione più antichi (prima età del ferro e VII secolo a.C.) e più recenti (V-IV secolo a.C.), che indicano la continuità di vita nel pianoro.
Nei saggi 5 e 8 sono stati rinvenuti apprestamenti pertinenti ai resti di una capanna collocata ai margini del pianoro. Tra i reperti rinvenuti si segnalano frammenti di concotto e materiali riferibili alla prima età del ferro.
Nel saggio 7 è stata riscoperta la cosiddetta “Casa della cucina”, edificio già parzialmente indagato negli anni ’60 da Marianne Kleibrink, della quale si erano perse le tracce e risultava impossibile la localizzazione puntuale sulla base delle planimetrie edite. Riscoperta grazie all’impiego del georadar, la struttura è da subito apparsa in ottimo stato di conservazione. Soprattutto nella parte orientale si conserva integralmente lo zoccolo di fondazione in ciottoli dell’abitazione (altezza di circa 70 cm). Nella campagna del 2018 è stato esposto l’intero perimetro della casa (lunga circa 15 m e larga circa 5 m) ed è iniziato lo scavo degli ambienti (non indagati negli anni ’60); per il 2019 si prevede di ultimare l’indagine. -
en
This was the second season of excavations at the settlement of the Timpone of the Motta di Francavilla Marittima (CS). The investigations concentrated on the so-called plateau II, one of the main settlement areas. At the same time, the first survey of plateau I was undertaken, which it is planned to excavated next year.
The excavations were preceded by georadar and magnetometer surveys, which registered substantial anomalies. Excavation continued in trenches 2 and 3, and new trenches were opened (4: 9 x 8.5 m, 9: 3.4 x 2 m) in order to extend this excavation area. New trenches 5 (5 x 5 m), 8 (5 x 3.10 m) and 7 (14 x 12 m) were also opened on the lower terrace of the plateau. The excavations in trenches 2, 3, 4, and 9 revealed a stratigraphic sequence with three structures that were built in different periods. The earliest structure was constituted by a row of cobbles and _pithoi_ body sherds, found thus far for a length of c. 2 m. These remains were obliterated by a layer on which a substantial wall was built, conserved for a length of c. 6.5 m, constructed with large cobbles and squared blocks of conglomerate. The latter was identified last year. This wall was obliterated by a layer of earth on top of which a large containing wall was built of lumps of conglomerate and large cobbles, intercepted in 2017, and excavated for c. 15 m this year. The preliminary dating has identified a more monumental phase in the 6th century B.C., earlier periods of occupation (early Iron Age and 7th century B.C.), and later phases (5th-4th century B.C.), which show continuity of occupation on the plateau.
In trenches 5 and 8 the remains of a hut were found on the edge of the plateau. The finds included fragments of baked clay and materials datable to the early Iron Age.
In trench 7, the so-called “Casa della cucina” was rediscovered. It was partially excavated in the 1960s, but all trace of it was lost and it was impossible to get a precise location from the published plans. Rediscovered thanks to the use of georadar, the structure immediately appeared to be well-preserved. In the northern part, the foundation footing of cobbles was preserved intact (c. 70 cm high). This season, the entire perimeter of the hut was exposed (c. 15 x 5 m) and the excavation began of the rooms (not investigated in the 60s); its excavation will be completed in 2019.
FOLD&R
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452 - Paolo Brocato, Dipartimento di Studi Umanistici, Università della Calabria, Luciano Altomare - Università della Calabria, Chiara Capparelli -
Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici, Benedetto Carroccio -
Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici, Giuseppe Ferraro -
Geofisica Misure, Margherita Perri -
Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici, Antonio Agostino Zappani - Università della Calabria, Dipartimento di Ingegneria Civile - 2019Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2018
Media
- Name
- Timpone della Motta
- Year
- 2019
- Summary
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it
Nei mesi di settembre e ottobre del 2019 si è svolta la terza campagna di scavo del Dipartimento di Studi Umanistici nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). Le indagini per il primo anno sono state effettuate sul pianoro I e contestualmente, per il terzo anno, sono proseguite anche sul pianoro II.
Sul pianoro I, preliminarmente, sono stati realizzati rilievi aereo-fotogrammetrici da drone ed un’area è stata sottoposta ad indagini geofisiche, che hanno rilevato una serie di anomalie pertinenti a strutture sepolte. Successivamente è stata svolta la ricognizione di superficie di tutta l’area, volta a determinare la dispersione dei reperti sul terreno. La raccolta ha previsto il posizionamento e la georeferenziazione dei singoli manufatti, procedimento sperimentale che ha permesso di ricostruire dettagliatamente le concentrazioni delle diverse classi di materiale. Inoltre, è stato aperto un saggio, denominato 2, di dimensioni di 5 x 5 m, con lo scopo di verificare le potenzialità del bacino stratigrafico. Il saggio, posizionato nel settore centro-meridionale del pianoro, è stato condotto fino ad una profondità di circa 1 m. Gli strati di riempimento finora rinvenuti sono relativi ad azioni di deposito naturale. Il dato attesta una diversità di questo bacino stratigrafico rispetto alla situazione verificata sul pianoro II, dove le strutture cominciano ad emergere anche intorno ai 40 cm di profondità. Per la prossima campagna di scavo è previsto l’approfondimento dello scavo.
Sul pianoro II sono stati aperti i saggi 10, 11 e 12 ed è proseguito lo scavo del saggio 7.
I saggi 10 (dimensioni massime 5,7 x 3,8 m) e 12 (dimensioni massime di 5,1 x 3,1 m), successivamente unificati, sono adiacenti al saggio 2, posti rispettivamente a nord e a est. Nei due saggi è stata rinvenuta una struttura muraria costituita da frammenti di dolii e ciottoli, già parzialmente intercettata nello scavo del 2018. Il muro si estende complessivamente, in lunghezza, per circa 6,2 m, mentre non presenta una larghezza uniforme, che risulta compresa tra 60 e 80 cm. Verso est la struttura termina con un abside, che prosegue verso nord per circa 1,8 m, continuando anche oltre gli attuali limiti di scavo. Verso ovest il muro risulta meno conservato, a causa di fenomeni di erosione, disperdendosi; tuttavia, alcune impronte nel banco roccioso lasciano ipotizzare la continuazione della struttura anche in questa direzione. Il muro, verosimilmente, è stato realizzato posteriormente alla fine dell’VIII-inizi del VII secolo a.C., in quanto è impostato su una serie di strati di riempimento databili in quest’epoca, per il rinvenimento di ceramica matt-painted e protocorinzia. Tali strati di riempimento, a loro volta, coprivano un battuto di calpestio, costituito da terra compatta, parti di conglomerato e pareti di dolii, probabilmente da ascrivere alla frequentazione precedente, che sarà oggetto di indagini future.
Il saggio 11 (dimensioni massime 6 x 4,6 m), adiacente al saggio 8, è stato aperto con lo scopo di approfondire l’estensione e l’andamento di una capanna, parzialmente rinvenuta già nel 2018. Lo scavo ha messo in luce una serie di buche di palo, probabilmente pertinenti a due capanne di diversa cronologia. Riferibili alla struttura più antica sono alcune regolarizzazioni del banco roccioso, fosse e sei buche di palo, che attualmente non definiscono una precisa planimetria. Alla seconda e più recente capanna, invece, sono pertinenti nove buche di palo, che circoscrivono un perimetro pressoché ovale. Anche per questo settore è previsto il proseguimento delle indagini nella prossima campagna di scavo.
Nel saggio 7 (dimensioni massime 14 x 12 m) è proseguito lo scavo della “Casa della Cucina”. Le indagini hanno permesso di definire l’assetto planimetrico della struttura e di scavare i tre ambienti interni. È stato messo in luce un battuto pavimentale, costituito da terra compatta, conservatosi disomogeneamente. Nell’ambiente III, al di sotto del battuto, è stato individuato un muro costituito da ciottoli di medie e grandi dimensioni, disposti con orientamento est-ovest per una lunghezza di circa 5,5 m. Per ragioni stratigrafiche, il muro va riferito ad una struttura più antica. Il completamento dello scavo dei tre ambienti interni, inoltre, ha messo in luce un grandissimo numero di buche di palo, presenti sulla superficie del banco roccioso. -
en
This was the third campaign of excavations on the settlement of Timpone della Motta di Francavilla (CS). For the first time exploration took place on plateau I and at the same time, for the third year, continued on plateau II.
Firstly, on plateau I, aerial-photogrammetric surveys using a drone were made and a geophysical survey was carried out in one area, which revealed a series of anomalies relating to buried structures. A surface survey was then undertaken over the entire area. The collection of the material involved the positioning and geo-referencing of each individual find, an experimental procedure that made it possible to make a detailed reconstruction of the concentrations of different classes of materials. A 5 x 5 m trench was opened (trench 2) with the aim of checking the potential of the stratigraphic deposit. Positioned in the central-southern sector of the plateau, it was excavated to a depth of c. 1 m. The layers of fill identified thus far are the result of natural deposition. This attests the difference between this deposit and that found on plateau II, where the structures began to emerge at about 40 cm in depth. The excavation will be deepened during the next campaign.
Trenches 10, 11 and 12 were opened on plateau II, and work continued in trench 7.
Trenches 10 (max. 5.7 x 3.8 cm) and 12, later unified, were adjacent to trench 2, positioned respectively to the north and east. A wall appeared in both trenches, made up of _dolia_ fragments and cobblestones. This wall had been partially intercepted in 2018 and overall extended for about 6.2 m and its width varied between 60 and 80 cm. Towards the east, the structure terminated with an apse, which continued to the north for about 1.8 m, also continuing beyond the trench edge. Towards the west, less of the wall was preserved due to erosion. However, some impressions in the bedrock suggest the structure also continued in this direction. The wall was probably built after the late 8th-early 7th century B.C., as it was built on top of a series of fills dated to this period by the presence of matt-painted and proto-Corinthian pottery. The fills in turn covered a surface of compact beaten earth, parts of conglomerate and _dolium_ walls, probably relating to the previous occupation, which will be investigated in the future.
Trench 11 (max. 6 x 6 m), adjacent to trench 8, was opened in order to investigate the size and shape of a hut, partially identified in 2018. The excavations revealed a series of postholes, probably relating to two huts of different date. The bedrock had been levelled for the earliest structure and presented pits and six postholes, which at present do not define a precise plan. The second, later hut, presented nine postholes forming a sub-oval perimeter. Work will continue in this sector next season.
In trench 7 (max. 14 x 12 m), the excavation continued of the “Casa della Cucina”. The excavations defined the structure’s plan and excavated three rooms. A patchily-preserved floor surface of compact beaten earth was exposed. In room III, below the floor, there was a wall of medium-large cobblestones, arranged on an east-west alignment and c. 5.5 m long. The stratigraphy shows this wall belongs to an earlier structure. The excavation of the three rooms also revealed a large number of postholes cut onto the bedrock.
FOLD&R
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537 - Paolo Brocato - Luciano Altomare - Chiara Capparelli - Filomena Costanzo -
Aurelio Marino - Margherita Perri - 2022Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2021 -
544 - Paolo Brocato, Dipartimento di Studi Umanistici, Università della Calabria - 2022Un tempio arcaico per Athena sul Timpone della Motta a Francavilla Marittima (CS, Italia): alcune osservazioni sui vecchi scavi di M.W. Stoop nella zona sud ovest dell’acropoli
Media
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Van der Wielen 2007F. Van der Wielen, Van Ommeren, L.de Lachenal (a cura di), La dea di Sibari e il santuario ritrovato. Studi sui rinvenimenti dal Timpone Motta di Francavilla Marittima. I.1. Ceramiche d'importazione, di produzione coloniale e indigena, Bollettino d'Arte, Roma.
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Brocato 2015P. Brocato, 2015, Lagaria tra mito e storia, in P. Brocato (a cura di), Note di archeologia calabrese, Cosenza, 23-57.
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Brocato, Altomare 2018P. Brocato, L. Altomare, 2018,Nuovi scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2017, in FOLD&R Italy 407:1-22.
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Brocato, Altomare 2018P. Brocato, L. Altomare, 2018, Ricerche nell’abitato del Timpone della Motta a Francavilla Marittima (CS), in C. Malacrino, M. Paoletti, D. Costanzo (a cura di), Tanino de Santis. Una vita per la Magna Grecia, Reggio Calabria: 139-147.
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Brocato, Altomare 2018P. Brocato, L. Altomare, 2018, Nuove ricerche nell’abitato del Timpone della Motta, in Atti della XVI Giornata Archeologica Francavillese (Francavilla Marittima, 11 novembre 2017), Rende: 29-34.
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Brocato et al. 2019P. Brocato, L. Altomare, C. Capparelli, M. Perri, Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2018, in FOLD&R Italy 452, 2019, in corso di stampa.
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Brocato, Altomare c.s.P. Brocato, L. Altomare (a cura di), Abitato del Timpone della Motta (Francavilla Marittima, CS). Il pianoro II. Le ricerche di superficie e il saggio 1, Arcavacata di Rende 2019, in corso di stampa.