Name
Luca Trombino
Organisation Name
Università di Milano - Dipartimento di "Scienze della Terra"

Season Team

  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2009
    La successione pleistocenica di Riparo Tagliente, individuata nel 1958 e in corso di indagine dal 1962, costituisce una delle principali serie di riferimento per il Paleolitico nell’Italia nord-orientale. Tale serie è articolata in due diversi depositi che, complessivamente, interessano uno spessore di oltre 4,5 m: quello inferiore, riferito all’evento glaciale noto come Würm (fasi antica e media, databili tra 60.000 e 30.000 anni fa circa), contiene reperti musteriani (uomo di Neandertal, Paleolitico medio) e, al tetto, aurignaziani (uomo moderno, Paleolitico superiore antico); quello superiore datato al Tardoglaciale würmiano (databile tra circa 17.000 - 11.500 anni fa circa) è caratterizzato da industrie dell’Epigravettiano recente (Paleolitico superiore finale). Le due serie sono intervallate da una lacuna dovuta ad un’erosione torrentizia. Il sito, ubicato a pochi chilometri dall’imbocco della Valpantena, sui Monti Lessini, a circa 250 metri di altitudine, al di sotto di una paretina rocciosa ai piedi del Monte Tregnago, occupa una posizione strategica rispetto al territorio circostante, ricco di risorse minerali e naturali, che ne ha sicuramente favorito l’intensa occupazione. Le uniche datazioni assolute ad oggi disponibili sono riferibili ai livelli epigravettiani e coprono il periodo compreso tra 13,430±180, 14,600-13,280 cal. B.C. (livelli 15-16) e 12,040±170 BP, 12,520-11,500 cal. B.C. (livelli 10-8), includendo il Dryas antico e parte dell’interstadio tardoglaciale. Nel corso della campagna 2009 sono stati indagati esclusivamente i livelli epigravettiani. In particolare, le ricerche hanno riguardato due aree: - nel settore nord, l’area esterna all’aggetto del riparo dove è proseguito il rilievo e la rimozione di un grande ammasso di scarti di litici che copre un’area di circa 8 mq (US 356), appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana. Al fine di favorire la comprensione dei processi di formazione di tale ammasso lo scavo è proceduto per décapage successivi tramite la realizzazione di fotopiani e la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate. - Nel settore sud sono stati invece indagati i livelli superiori della serie epigravettiana nell’area di transizione tra interno ed esterno del riparo, a partire dal fianco destro della trincea fino alla sezione che delimita i depositi verso Sud. Sono stati messi in luce suoli d’abitato caratterizzati dalla presenza di resti di pasto e manufatti in posizione sub-planare (US 616 e 617) e la porzione di una fovea di focolare (US 615), parzialmente distrutta dagli interventi di epoca medievale e successivi. Questa area presenta notevole interesse anche ai fini della ricostruzione dei processi di formazione naturali, nelle fasi successive all’abbandono del sito con la deposizione di sedimenti e crolli che hanno sigillato e in parte disturbato la porzione superiore dei depositi epigravettiani.
  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2010
    La campagna di scavo dell’anno 2010 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) è iniziata venerdì 10 settembre e si è conclusa venerdì 8 ottobre. Sono stati indagati i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore finale) e quelli musteriani (Paleolitico medio). Per quanto riguarda il deposito epigravettiano, sono state esplorate tre diverse aree: - nel settore nord (area esterna) è proseguita la rimozione dell’US 356 (grande ammasso di scarti litici appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana), tramite la realizzazione di fotopiani e la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate. Nel corridoio più esterno, tra i massi di crollo e la sezione, si è continuato lo scavo del potente livello a clasti (US 365 II), derivato da un crollo della parete rocciosa. A questo stesso evento sono probabilmente da ricollegare anche i grandi massi presenti nella zona antistante il riparo. Sopra a questo crollo, entro un’area circoscritta, è stato inoltre individuato un nuovo livello (US 366), caratterizzato da una concentrazione di selci appartenenti alla Scaglia Variegata. - nel settore nord (area interna) è stata ripristinata una superficie epigravettiana già messa in luce nel corso dei primi anni ’90 del secolo scorso. Questa appartiene presumibilmente ad una delle prime fasi di occupazione tardo-paleolitica del sito e si sviluppa intorno a due focolari (US 250 e US 311), il primo dei quali già scavato negli anni ‘90, di cui è visibile l’interfaccia negativa, il secondo da scavare. E’stato effettuato il fotopiano dei due focolari (US 250 e US 311) e del relativo suolo d’abitato. E’ stato quindi ripreso lo scavo epigravettiano, nell’area sotto parete, a contatto diretto con quello musteriano. Sono inoltre riprese le indagini nella strisciata di quadrati corrispondente alla massima linea di aggetto della parete. Questi assumono grande interesse per la comprensione dei rapporti stratigrafici esistenti tra area interna ed area esterna del riparo essendo caratterizzati dallo sviluppo di livelli che proseguono, rispettivamente, nelle due aree di cui sopra. - nel settore sud è stato scavato il focolare US 615, in parte distrutto dallo scasso medievale e il livello US 616 formatosi a seguito delle attività antropiche svoltesi intorno al focolare stesso. In particolare è stato asportato il taglio I di questo livello caratterizzato da manufatti in posizione sub-planare e disturbato dalla presenza di piccole tane di animali fossoriali. Successivamente ne è stato messo in luce il secondo taglio (US 616II), caratterizzato da una diminuzione dei manufatti e delle ossa (realizzazione del fotopiano). Infine, nello stesso settore sono stati rimossi una serie di livelli, con il fine di cercare di mettere in luce la continuazione di US 9, strato a sviluppo planare con ossa e selci, corrispondente ad un’antica paleosuperficie, di cui una porzione era già stata messa in luce negli anni ’70 dello scorso secolo. I livelli in questa zona appaiono parzialmente tagliati dal solco di una profonda ed ampia tana, mentre nella zona esterna (US 617) risultano “omogeneizzati” da probabili disturbi post-deposizionale di natura non ben precisabile.
  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2011
    La campagna di scavo dell’anno 2011 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) si è svolta tra il 12 settembre e il 14 ottobre. Sono stati indagati sia i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore), sia quelli quelli musteriani (Paleolitico medio). Per quanto riguarda l’Epigravettiano, si è intervenuti in due diverse aree: - nel settore nord (area esterna) è proseguita la rimozione del IV taglio dell’US 356 (grande ammasso di scarti litici appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana) tramite la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate. Solo nei QQ. 64-65 dove US 356 risultava ricoperta da potenti concrezioni, non potendo procedere alla rimozione dei singoli reperti separatamente, si è scavato per riquadri. Rimuovendo US 356 in questa zona (unico taglio) sono stati messi in luce due nuovi livelli, l’uno con abbondanti selci (US 373) l’altro caratterizzato da scheletro ricco di clasti (US 374). Si è iniziato, inoltre, a mettere in luce il V décapage della stessa US (taglio) rimuovendo il sedimento su cui poggiava il taglio IV per riquadri di 20 cm di lato a partire dai QQ addossati alla trincea (QQ. 21, 22, 36, 37, 38 e 52). Nel corridoio più esterno, tra i massi di crollo e la sezione, si è ripreso lo scavo dell’US366, costituita da un accumulo concrezionato di supporti/residui di scheggiatura, prevalentemente riferibili alla Scaglia Variegata, tipo SV3, di rapido deposito all’interno di US 365 (crollo di massi dalla parete rocciosa immersi in matrice loessica). E’ inoltre proseguito lo scavo del III taglio di 365 nei QQ. 64-65 e 79-80. Nel corso della prossima campagna sarà di primaria importanza chiarire i rapporti stratigrafici tra le UUSS 365III, 356, 373 e 374. - nel settore nord (area interna) si è ripreso lo scavo della strisciata di quadrati compresi lungo il limite massimo dell’aggetto del riparo (QQ. 23, 38, 53, 68, 83) asportando i lembi residui di una serie di US già identificate e scavate nell’area interna durante gli anni ’80 e ’90 dello scorso secolo. Si tratta rispettivamente di una serie di livelli limosi-cinerei contenenti selci ed ossa, interpretabili come suoli d’abitato (UUSS 13 interno, 367, 368, 369, 300), di accumuli di scarti di lavorazione (US 358) e “butti” di ceneri derivate dallo svuotamento di focolari (US 357). E’ stata identificata anche la porzione di una struttura di combustione/butto di residui di combustione che continua all’interno della sezione Nord (US 308). Al termine della campagna sono state messe in evidenza due UUSS riferibili alla parte basale della serie epigravettiana (UUSS 301 e 359) estese oltre che nei suddetti quadrati anche nei quadrati adiacenti verso l’interno del riparo (QQ. 24, 39, 54, 69 e 84). Per quanto riguarda i depositi musteriani (Paleolitico medio), lo scavo ha interessato l’area interna, con particolare riferimento ai quadrati prossimi alla parete rocciosa (QQ. 42, 57, 72 e 87). Si è proseguito il lavoro iniziato nel 2010, asportando l’US 35 α nei quadrati precedentemente elencati e l’US 810 nel Q. 72 riquadri 3 ,5, 6. Il sedimento è risultato sempre argilloso con la presenza variabile della componente limosa-sabbiosa. E’ stata così messa in luce la sottostante US 36. Tutti questi livelli contengono materiali musteriani ed epigravettiani rimescolati, attestando i profondi rimaneggiamenti subiti dalla porzione sommitale della serie musteriana in questo settore.
  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2012
    La campagna di scavo dell’anno 2012 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) ha interessato sia i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore), sia quelli musteriani (Paleolitico medio). Per quanto riguarda l’Epigravettiano, si è intervenuti in due diverse aree: - settore Nord - area esterna. E’ proseguita la rimozione della base del IV taglio di US 356, una concentrazione di scarti litici in scarsa matrice. Lo scavo è stato effettuato per riquadri di 20 x 20 cm nei QQ. 21-22, 34-38, 49-50 e 52 al fine di mettere in luce il V taglio. Giunti al tetto di questo ultimo nei QQ. 20-22 e 36-37 ne è stata effettuata la pulitura ad acqua e si sono realizzate le fotografie per la composizione della prima parte del fotopiano. Le immagini sono state successivamente raddrizzate ed è stato composto il relativo fotopiano. Si è quindi iniziata la rimozione del V taglio partendo dal reperto n. 1, giungendo a fine campagna al n. 1051. - settore Nord - area di transizione tra interno ed esterno del riparo (QQ. 38-39, 53-54, 68-69, 83-84). Le indagini si sono concentrate su una superficie resa stratigraficamente omogenea dagli interventi dello scorso anno, finalizzati all’abbassamento dello “scalino” più alto che interessava i QQ. 38, 53, 68, 83. La situazione riscontrata risulta piuttosto articolata, per la presenza di diverse U.S. di limitata estensione, corrispondenti a differenti eventi più o meno puntuali nel tempo, parzialmente sovrapposti l’uno all’altro. Si tratta principalmente di accumuli di ceneri e porzioni di suoli d’abitato ricchi di residui antropici di varia natura (selci, macro e micro fauna, ocra), con numerosi strumenti litici e in osso ed ornamenti che attestano l’uso domestico di questa zona. In generale le U.S. presenti in questa area risultano ricollegabili con la stratigrafia interna, mentre quella esterna, dove si concentrano gli ammassi di scarti di lavorazione e di macellazione, sembra “agganciarsi” alla precedente in corrispondenza dell’accumulo dei massi di crollo situati subito all’esterno del riparo, grosso modo lungo la linea di sezione corrispondente al passaggio tra i QQ. 52-53. Per quanto riguarda i depositi musteriani (Paleolitico medio), lo scavo si è concentrato nel sondaggio esterno (QQ. 6-7), indagato negli anni ’70 e successivamente ampliato nelle campagne di scavo 1997-1998. I quadrati sondati corrispondono ai riqq. 8/5-6-8-9 e 9/2-3. Durante questa campagna di scavo è iniziato il lavoro di recupero di reperti faunistici idonei per poter effettuare le datazioni 14C. Lo scavo è avvenuto mantenendo la suddivisione in tagli di circa 10 cm, stabilita negli anni’70, a causa del maggiore ispessimento dell’US verso l’esterno del riparo. I reperti sono stati raccolti mediante rilevamento delle coordinate (X, Y, Z) secondo la metodologia impostata nel 1998