Name
Martine Dewailly
Organisation Name
Ecole Française de Rome

Season Team

  • AIAC_2452 - Grotta di Santa Maria di Agnano - 2010
    La grotta di Santa Maria di Agnano si apre lungo il pendio del “monte” Risieddi,ad Ovest di Ostuni ed è un grande riparo sottoroccia alto circa 10 metri ad andamento pressoché orizzontale, ad una quota compresa tra i 169,50 e i 173 metri sul livello del mare. Il complesso si divide in tre settori, interno, di riparo sottoroccia ed esterno. Al centro domina la cappella seicentesca che divide la grande grotta in due aree definite rispettivamente cavità occidentale e cavità orientale. All’interno della cavità occidentale C. De Giorgi segnalava nel 1882 l'esistenza di un altare in rovina ed i resti di un affresco. D. Coppola agli inizi degli anni '70 metteva in evidenza il grande interesse archeologico del complesso di S. Maria di Agnano. Dal 21 aprile al 4 maggio 1987 D. Coppola in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Puglia, eseguiva un saggio di scavo esplorativo di m 8 x m 3 che documentava l'esistenza di aree funzionali ad un culto ubicate all'esterno della vera e propria cavità, con il rinvenimento di un focolare del IV sec. a.C. contornato da offerte votive. Si rinvennero anche frammenti ceramici con iscrizioni dedicatorie e terrecotte figurate. Dal 16 settembre 1991 al 22 febbraio 1992 si effettuava la prima regolare campagna di scavi nella grotta di Santa Maria di Agnano. Le ricerche hanno portato alla scoperta di importantissime testimonianze paleolitiche. Nella cavità occidentale sono stati rinvenuti due seppellimenti di età gravettiana (Ostuni 1 e 2), posti in posizione contratta. Ostuni 1, datato al 24.410 ± 320 B.P. (Gif 9247) in base ai carboni contenuti nella fossa della sepoltura, era una gestante di circa 20 anni con i resti di un feto ad uno stadio di sviluppo avanzato. La sepoltura Ostuni 2, più recente pur appartenendo alla stessa cultura gravettiana, è stata recentemente datata su un frammento osseo al 23450+ 170 B.P. (ETH-24006). Nella cavità orientale si apriva una trincea di m 10 x 3 (divisa in due settori contigui, G, di m 3 x 3 ed E, di m 7 x 3), con uno spessore dei depositi finora esplorati di circa m 3 con resti stratificati dall’età medievale al Paleolitico superiore. Gli scavi su concessione del 2009 hanno evidenziato l’esistenza all’esterno di un livello epigravettiano (LTL2513A 17850 – 1770 cal BC.; LTL2786A 15255±65 -20.7±0.1 non calibrata; LTL2514A 9700 – 9290 cal BC) seguito da un crollo e da un sottostante livello gravettiano (LTL1811A 23945±110 -15.4±0.5), correlabile alla sepoltura Ostuni 1 dell’interno. L’ampliamento dell’area santuariale esterna, con la collaborazione di Martine Dewailly ed Alessandro Quercia, ha evidenziato resti significativi del santuario messapico con materiali in situ riferibile ai rituali cultuali consistenti in ceramiche indigene e d’importazione, iscrizioni messapiche e bronzi. Si segnalano numerosi circoli di pietre con fosse votive e resti di offerte oltre ai resti di un muro a blocchi calcarei squadrati solo identificato e da scavare nel corso del 2010.