- Item
- AIAC_4504
- Name
- Tosina
- Date Range
- 4900 BC – 3800 BC
- Monuments
- Settlement
Seasons
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AIAC_4504 - Tosina - 2017In giugno e luglio 2017 si è svolta la sesta campagna di indagini archeologiche alla Tosina di Monzambano (MN), un insediamento del Neolitico Recente - Finale connotato da elementi della tarda Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata e della Cultura Chassey-Lagozza (fine V-primi secoli del IV millennio a.C.). Il sito, ubicato nelle colline moreniche a Sud del Lago di Garda si sviluppa sui versanti di un basso rilievo collinare prospiciente aree un tempo paludose, oggi bonificate, che costituiscono una sorta di difesa naturale attorno all’insediamento che è prossimo a due rivi d’acqua. L’abitato, che rappresenta uno straordinario segno plurimillenario nel paesaggio storico attuale che ancora conserva l’assetto circolare dell’antico impianto preistorico, è stato oggetto di cinque campagne di ricerca condotte nel 2006 (ricerche di superficie sistematiche su tutta l’area della collina), nel 2007 (scavo in estensione: Settori A e B), nel 2011-2012 (apertura di 18 sondaggi stratigrafici per definire l’estensione del sito), 2014-2015 e 2016 (scavo Settori A e B), sotto la direzione della Soprintendenza. Nel 2014 fu edita una prima monografia delle ricerche (POGGIANI KELLER R., a cura di, Contadini, allevatori e artigiani a Tosina di Monzambano (Mn) tra V e IV millennio a.C. Una comunità neolitica nei circuiti padani e veneti, Calcinato 2014). Dal 2017 lo scavo si svolge in concessione al Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria. Gli obiettivi della campagna 2017 erano due: 1- completamento dell’indagine nel Settore di scavo A che era stato oggetto delle cinque Campagne di ricerca 2006-2016 2- apertura di un nuovo Settore di scavo in estensione in corrispondenza del Sondaggio 8 (aperto nel 2011 e ubicato nella particella catastale 54): il Settore C. Lo scavo stratigrafico ha previsto la setacciatura ad acqua della terra di risulta per raggiungere due risultati: - la ricostruzione paleoambientale di massimo dettaglio attraverso il recupero di tutti gli elementi di microfauna che offrono migliori indicazioni sulle variazioni climatiche e sugli aspetti ecologici generali dell’abitato neolitico di Tosina e del contesto territoriale circostante; - la definizione, attraverso la raccolta di ogni utile elemento, nell’ambito della catena operativa di lavorazione della selce (scarti di lavorazione, tecniche di confezionamento dei manufatti, provenienza materia prima), dell’assetto lavorativo ed economico del gruppo umano di Tosina dedito ad una produzione artigianale di manufatti in selce confezionati con materia prima proveniente dai Lessini veronesi, con tecniche mediate sia dai gruppi della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata dell’Italia settentrionale centro-orientale, sia dai Gruppi occidentali della Cultura Chassey-Lagozza. Nel corso della Campagna 2017 è stato elaborato anche il progetto di ricerca "Valorizzazione della Preistoria dell'Alto Mantovano: cultura, economia, ambiente e relazioni interregionali a Tosina di Monzambano", co-finanziato da Regione Lombardia sul Bando - Avviso unico 2017 relativo ad interventi per attività culturali - Anni finanziari 2017 e 2018 (D.D.G. del 05/06/2017)- Area d'intervento A7 – «Aree archeologiche e siti iscritti o candidati alla lista Unesco» (ultimazione LL prevista a fine 2017). Obiettivo primo del progetto è lo studio del sito di Tosina nel più ampio quadro dell’Italia settentrionale nel Neolitico tardo mediante ricerche mirate su temi di carattere generale quali: • l’approvvigionamento delle materie prime (selce soprattutto) • i percorsi di diffusione di materie prime, prodotti e tecnologie • le caratteristiche paleoambientali e climatiche • le relazioni culturali. Infatti la collocazione geografica della Tosina di Monzambano, non distante dai depositi selciferi della Lessinia, unita alla rilevante quantità di reperti litici rinvenuti (oltre 30.000 manufatti), rende lecito ipotizzare che durante il Neolitico il sito svolgesse un ruolo primario nella circolazione, nella gestione e distribuzione delle risorse litiche provenienti dalla regione alpina orientale che, in forma di semilavorati e prodotti finiti, erano destinati agli insediamenti dei territori posti ad West e a Sud. Allo scavo, infine, sono connessi interventi di divulgazione e valorizzazione (Incontro di studio su “La Tosina di Monzambano. Una comunità neolitica nel territorio padano-veneto tra V e IV millennio a.C.”, tenutosi a Castellaro di Monzambano il 23.4.2017), attività didattiche rivolte alle scuole del territorio e curate dall’archeologa R. Tremolada, un Corso di aggiornamento per docenti, organizzato al Museo Archeologico di Cavriana il 1° dicembre 2017, e un documentario, a cura del regista Piavoli, sulle attività di scavo, le ricerche specialistiche e gli incontri di divulgazione rivolti alla Comunità locale.
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AIAC_4504 - Tosina - 2018Dall’11 giugno al 20 luglio 2018 si è svolta la VII campagna di scavo e ricerche alla Tosina di Monzambano (MN), insediamento del Neolitico Recente - Finale connotato da elementi della tarda Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata e della Cultura Chassey-Lagozza. L’abitato, ubicato nelle colline moreniche a Sud del Lago di Garda, si sviluppa su una superficie di 5 ha sui versanti di un basso rilievo collinare prospiciente aree un tempo paludose. Nella campagna 2018 si è approfondito l’assetto stratigrafico del Settore C che è stato allargato verso Nord, per studiare in senso diacronico il rapporto tra insediamento preistorico e apprestamenti agricoli di età storica (muri di terrazzamento settecenteschi) e verso Sud per verificare il rapporto tra abitato e le circostanti paludi. La stratificazione archeologica individuata mostra una costante giacitura fortemente inclinata da Nord verso Sud che sembra il prodotto di scarichi colluviali, sia naturali (US 185) sia con forti contributi antropici (UUSS 174,175=181,164=182,165,159,160). Unico elemento strutturato è rappresentato da US 178, una struttura rettilinea in pietrame a secco con andamento NW-SE interpretata come sistemazione e arginatura del versante in età neolitica; essa si confronta, per componenti e quota altimetrica (m 85,23 slm), con altri tratti della medesima cordonatura indagata nel Settore A-scavo 2006-2016 (US 117, m 85,56 slm) e nel sondaggio 6 (US 162). Il Settore C era posto al piede di un insediamento abitativo che occupava la sommità della collina e che fu fortemente manomesso dalla realizzazione di terrazzamenti agricoli di età storica moderna. Il contesto territoriale, ricostruito sulla base dei dati palinologici e paleobotanici, ci suggerisce l’immagine di un’altura circondata da un ambiente umido, testimoniato dalla granulometria del sedimento, dall’abbondantissima quantità di malacofauna, di marker vegetali di natura ripariale e da una importante presenza osteologica di fauna ittica e anfibia. A differenza di quanto si ipotizzava nel corso della campagna 2017, ossia che la superficie archeologica esposta più a Nord (US 174) si potesse ancora estendere orizzontalmente verso settentrione, conservando tracce insediative più strutturate (fondi di capanna e piani di calpestio), si è invece constatato che poco oltre il limite del settore raggiunto nel 2018 la stratigrafia preistorica risulta asportata da uno scasso artificiale di età storica, relativo alle lavorazioni agrarie. I materiali archeologici sono rappresentati da una gran quantità di frr. ceramici attribuibili al tardo Neolitico: frammenti di vasellame della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata (RR 463 da US 182, RR 289 da US 165, frammento di pintadera fittile RR 295 da US 160, che ha restituito anche un ciottolo inciso con decorazione concentrica RR 546) e della Cultura della Lagozza. L’abbondantissima industria litica (finora oltre 40.000 pezzi) presenta caratteri tecno-tipologici omogenei ascrivibili alla cultura della Lagozza e in particolare ad un aspetto locale che sembra essere circoscritto al territorio che si estende dalla sponda bresciana del lago di Garda fino ai margini meridionali del Veronese. Tutto ciò è associato ad una grande quantità fauna, prevalentemente resti di animali allevati (bovini, suini, ovo caprini) ma anche animali domestici (canidi e muridi) e selvatici (ungulati, suinidi, mustelidi, canidi, plantigradi). Pochi reperti ceramici, metallici e litici provenienti dai depositi più superficiali indicano una rifrequentazione del sito, in discontinuità, anche nelle età del Rame (cuspidi di freccia) e del Bronzo (frr. di boccali poladiani, industria litica). La presenza di molti studenti delle Università toscane in attività di formazione didattica ha consentito uno scavo di grande dettaglio con flottazione e setacciatura totale del deposito di risulta, seguita dalla vagliatura per l’individuazione selettiva (clipping) di debitage litico minuto e della microfauna. Inoltre nel corso del 2018 si è concluso il progetto di ricerca "Valorizzazione della Preistoria dell'Alto Mantovano: cultura, economia, ambiente e relazioni interregionali a Tosina di Monzambano", co-finanziato da Regione Lombardia sul Bando 2017 relativo ad interventi per attività culturali - Anni finanziari 2017 e 2018 (D.D.G. del 05/06/2017)- Area d'intervento A7 – «Aree archeologiche e siti iscritti o candidati alla lista Unesco». Obiettivo del progetto era lo studio del sito di Tosina nel più ampio quadro dell’Italia settentrionale nel Neolitico tardo mediante ricerche mirate su temi di carattere generale (approvvigionamento e percorsi di diffusione di materie prime litiche, prodotti e tecnologie; caratteristiche paleoambientali e climatiche; relazioni culturali). Allo scavo, infine, sono connessi interventi di divulgazione e valorizzazione promossi dall’ Associazione Culturale Amici di Castellaro: il documentario di M. Piavoli Tosina di Monzambano; attività didattiche rivolte alle scuole del territorio (curate dall’archeologa R. Tremolada); il Seminario di approfondimento per docenti, organizzato a Mantova (9 nov. 2018) in collaborazione con la Soprintendenza ABAP di CR-LO-MN (dr. Leonardo Lamanna) e la Provincia di Mantova.
Media
- Name
- Tosina
- Year
- 2017
- Summary
-
it
In giugno e luglio 2017 si è svolta la sesta campagna di indagini archeologiche alla Tosina di Monzambano (MN), un insediamento del Neolitico Recente - Finale connotato da elementi della tarda Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata e della Cultura Chassey-Lagozza (fine V-primi secoli del IV millennio a.C.).
Il sito, ubicato nelle colline moreniche a Sud del Lago di Garda si sviluppa sui versanti di un basso rilievo collinare prospiciente aree un tempo paludose, oggi bonificate, che costituiscono una sorta di difesa naturale attorno all’insediamento che è prossimo a due rivi d’acqua.
L’abitato, che rappresenta uno straordinario segno plurimillenario nel paesaggio storico attuale che ancora conserva l’assetto circolare dell’antico impianto preistorico, è stato oggetto di cinque campagne di ricerca condotte nel 2006 (ricerche di superficie sistematiche su tutta l’area della collina), nel 2007 (scavo in estensione: Settori A e B), nel 2011-2012 (apertura di 18 sondaggi stratigrafici per definire l’estensione del sito), 2014-2015 e 2016 (scavo Settori A e B), sotto la direzione della Soprintendenza. Nel 2014 fu edita una prima monografia delle ricerche (POGGIANI KELLER R., a cura di, Contadini, allevatori e artigiani a Tosina di Monzambano (Mn) tra V e IV millennio a.C. Una comunità neolitica nei circuiti padani e veneti, Calcinato 2014).
Dal 2017 lo scavo si svolge in concessione al Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria.
Gli obiettivi della campagna 2017 erano due:
1- completamento dell’indagine nel Settore di scavo A che era stato oggetto delle cinque Campagne di ricerca 2006-2016
2- apertura di un nuovo Settore di scavo in estensione in corrispondenza del Sondaggio 8 (aperto nel 2011 e ubicato nella particella catastale 54): il Settore C.
Lo scavo stratigrafico ha previsto la setacciatura ad acqua della terra di risulta per raggiungere due risultati:
- la ricostruzione paleoambientale di massimo dettaglio attraverso il recupero di tutti gli elementi di microfauna che offrono migliori indicazioni sulle variazioni climatiche e sugli aspetti ecologici generali dell’abitato neolitico di Tosina e del contesto territoriale circostante;
- la definizione, attraverso la raccolta di ogni utile elemento, nell’ambito della catena operativa di lavorazione della selce (scarti di lavorazione, tecniche di confezionamento dei manufatti, provenienza materia prima), dell’assetto lavorativo ed economico del gruppo umano di Tosina dedito ad una produzione artigianale di manufatti in selce confezionati con materia prima proveniente dai Lessini veronesi, con tecniche mediate sia dai gruppi della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata dell’Italia settentrionale centro-orientale, sia dai Gruppi occidentali della Cultura Chassey-Lagozza.
Nel corso della Campagna 2017 è stato elaborato anche il progetto di ricerca "Valorizzazione della Preistoria dell'Alto Mantovano: cultura, economia, ambiente e relazioni interregionali a Tosina di Monzambano", co-finanziato da Regione Lombardia sul Bando - Avviso unico 2017 relativo ad interventi per attività culturali - Anni finanziari 2017 e 2018 (D.D.G. del 05/06/2017)- Area d'intervento A7 – «Aree archeologiche e siti iscritti o candidati alla lista Unesco» (ultimazione LL prevista a fine 2017).
Obiettivo primo del progetto è lo studio del sito di Tosina nel più ampio quadro dell’Italia settentrionale nel Neolitico tardo mediante ricerche mirate su temi di carattere generale quali:
• l’approvvigionamento delle materie prime (selce soprattutto)
• i percorsi di diffusione di materie prime, prodotti e tecnologie
• le caratteristiche paleoambientali e climatiche
• le relazioni culturali.
Infatti la collocazione geografica della Tosina di Monzambano, non distante dai depositi selciferi della Lessinia, unita alla rilevante quantità di reperti litici rinvenuti (oltre 30.000 manufatti), rende lecito ipotizzare che durante il Neolitico il sito svolgesse un ruolo primario nella circolazione, nella gestione e distribuzione delle risorse litiche provenienti dalla regione alpina orientale che, in forma di semilavorati e prodotti finiti, erano destinati agli insediamenti dei territori posti ad West e a Sud.
Allo scavo, infine, sono connessi interventi di divulgazione e valorizzazione (Incontro di studio su “La Tosina di Monzambano. Una comunità neolitica nel territorio padano-veneto tra V e IV millennio a.C.”, tenutosi a Castellaro di Monzambano il 23.4.2017), attività didattiche rivolte alle scuole del territorio e curate dall’archeologa R. Tremolada, un Corso di aggiornamento per docenti, organizzato al Museo Archeologico di Cavriana il 1° dicembre 2017, e un documentario, a cura del regista Piavoli, sulle attività di scavo, le ricerche specialistiche e gli incontri di divulgazione rivolti alla Comunità locale. -
en
This was the sixth campaign of excavations at Tosina di Monzambano (MN), a Recent-Final Neolithic settlement with elements of the Square-mouthed Vase and Chassey-Lagozza cultures (late 5th-early centuries of the 4th millennium B.C.).
The site, situated in the morainic hills south of Lake Garda, develops on the slopes of a low hill overlooking once swampy areas, now reclaimed land, which constituted a sort of natural defense around the settlement that is next to two streams.
The settlement represents an extraordinary multi-millennial _mark_ on the historic landscape that still preserves the circular form of the prehistoric site. The first five campaigns were directed by the Superintendency. This season’s excavations were carried out by the Florentine Museum and Institute of Prehistory.
There were two main objectives for the 2017 campaign:
- completion of the excavations in Sector A where work took place between 2006-2016
- the opening of a new sector (Sector C) in correspondence with _Sondage_ 8 (opened in 2011).
Floatation was carried out on all of the excavated soil in order to achieve two results:
- the detailed reconstruction of the palaeo-environment through the retrieval of all micro-faunal elements offering the best indications on climate variation and on the general ecological aspects of the Neolithic settlement and the surrounding territory;
- the definition, through the collection of all useful elements, of the production line for flint working (waste products, working techniques, provenance of the raw materials), of the working and economic structure of the group of humans at Tosina dedicated to an artisan production of flint artefacts made with raw materials from the Lessinia in the territory of Verona, using techniques acquired from the Square-mouthed Vase culture of northern central-eastern Italy and from western groups of the Chassey-Lagozza culture.
During the 2017 campaign, a research project was planned, "Valorizzazione della Preistoria dell'Alto Mantovano: cultura, economia, ambiente e relazioni interregionali a Tosina di Monzambano", financed by the Lombardy Region. The project’s main objective is the study of the site of Tosina within the wider context of northern Italy in the late Neolithic period through research based around general themes such as:
- the supply of raw materials (above all flint)
- the routes via which the raw materials, products and technologies spread
- palaeo-environmental and climactic characteristics
- cultural relationships.
In fact, the geographical position of Tosina di Monzambano, not far from the flint deposits of Lessinia, together with the substantial quantity of lithic finds recovered (over 30,000 artefacts), suggest that during the Neolithic period the site played a primary role in the circulation, management and distribution of the lithic resources from the eastern Alpine region, which in the form of semi-worked elements and finished artefacts, were destined for the settlements in the territories to the west and south.
Media
- Name
- Tosina
- Year
- 2018
- Summary
-
it
Dall’11 giugno al 20 luglio 2018 si è svolta la VII campagna di scavo e ricerche alla Tosina di Monzambano (MN), insediamento del Neolitico Recente - Finale connotato da elementi della tarda Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata e della Cultura Chassey-Lagozza. L’abitato, ubicato nelle colline moreniche a Sud del Lago di Garda, si sviluppa su una superficie di 5 ha sui versanti di un basso rilievo collinare prospiciente aree un tempo paludose.
Nella campagna 2018 si è approfondito l’assetto stratigrafico del Settore C che è stato allargato verso Nord, per studiare in senso diacronico il rapporto tra insediamento preistorico e apprestamenti agricoli di età storica (muri di terrazzamento settecenteschi) e verso Sud per verificare il rapporto tra abitato e le circostanti paludi.
La stratificazione archeologica individuata mostra una costante giacitura fortemente inclinata da Nord verso Sud che sembra il prodotto di scarichi colluviali, sia naturali (US 185) sia con forti contributi antropici (UUSS 174,175=181,164=182,165,159,160). Unico elemento strutturato è rappresentato da US 178, una struttura rettilinea in pietrame a secco con andamento NW-SE interpretata come sistemazione e arginatura del versante in età neolitica; essa si confronta, per componenti e quota altimetrica (m 85,23 slm), con altri tratti della medesima cordonatura indagata nel Settore A-scavo 2006-2016 (US 117, m 85,56 slm) e nel sondaggio 6 (US 162).
Il Settore C era posto al piede di un insediamento abitativo che occupava la sommità della collina e che fu fortemente manomesso dalla realizzazione di terrazzamenti agricoli di età storica moderna. Il contesto territoriale, ricostruito sulla base dei dati palinologici e paleobotanici, ci suggerisce l’immagine di un’altura circondata da un ambiente umido, testimoniato dalla granulometria del sedimento, dall’abbondantissima quantità di malacofauna, di marker vegetali di natura ripariale e da una importante presenza osteologica di fauna ittica e anfibia. A differenza di quanto si ipotizzava nel corso della campagna 2017, ossia che la superficie archeologica esposta più a Nord (US 174) si potesse ancora estendere orizzontalmente verso settentrione, conservando tracce insediative più strutturate (fondi di capanna e piani di calpestio), si è invece constatato che poco oltre il limite del settore raggiunto nel 2018 la stratigrafia preistorica risulta asportata da uno scasso artificiale di età storica, relativo alle lavorazioni agrarie.
I materiali archeologici sono rappresentati da una gran quantità di frr. ceramici attribuibili al tardo Neolitico: frammenti di vasellame della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata (RR 463 da US 182, RR 289 da US 165, frammento di pintadera fittile RR 295 da US 160, che ha restituito anche un ciottolo inciso con decorazione concentrica RR 546) e della Cultura della Lagozza. L’abbondantissima industria litica (finora oltre 40.000 pezzi) presenta caratteri tecno-tipologici omogenei ascrivibili alla cultura della Lagozza e in particolare ad un aspetto locale che sembra essere circoscritto al territorio che si estende dalla sponda bresciana del lago di Garda fino ai margini meridionali del Veronese.
Tutto ciò è associato ad una grande quantità fauna, prevalentemente resti di animali allevati (bovini, suini, ovo caprini) ma anche animali domestici (canidi e muridi) e selvatici (ungulati, suinidi, mustelidi, canidi, plantigradi).
Pochi reperti ceramici, metallici e litici provenienti dai depositi più superficiali indicano una rifrequentazione del sito, in discontinuità, anche nelle età del Rame (cuspidi di freccia) e del Bronzo (frr. di boccali poladiani, industria litica).
La presenza di molti studenti delle Università toscane in attività di formazione didattica ha consentito uno scavo di grande dettaglio con flottazione e setacciatura totale del deposito di risulta, seguita dalla vagliatura per l’individuazione selettiva (clipping) di debitage litico minuto e della microfauna.
Inoltre nel corso del 2018 si è concluso il progetto di ricerca "Valorizzazione della Preistoria dell'Alto Mantovano: cultura, economia, ambiente e relazioni interregionali a Tosina di Monzambano", co-finanziato da Regione Lombardia sul Bando 2017 relativo ad interventi per attività culturali - Anni finanziari 2017 e 2018 (D.D.G. del 05/06/2017)- Area d'intervento A7 – «Aree archeologiche e siti iscritti o candidati alla lista Unesco». Obiettivo del progetto era lo studio del sito di Tosina nel più ampio quadro dell’Italia settentrionale nel Neolitico tardo mediante ricerche mirate su temi di carattere generale (approvvigionamento e percorsi di diffusione di materie prime litiche, prodotti e tecnologie; caratteristiche paleoambientali e climatiche; relazioni culturali).
Allo scavo, infine, sono connessi interventi di divulgazione e valorizzazione promossi dall’ Associazione Culturale Amici di Castellaro: il documentario di M. Piavoli Tosina di Monzambano; attività didattiche rivolte alle scuole del territorio (curate dall’archeologa R. Tremolada); il Seminario di approfondimento per docenti, organizzato a Mantova (9 nov. 2018) in collaborazione con la Soprintendenza ABAP di CR-LO-MN (dr. Leonardo Lamanna) e la Provincia di Mantova.
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en
This was the seventh campaign of excavations at Tosina di Monzambano (MN), a Late-Final Neolithic settlement characterized by elements of the Square-mouthed Vase and Chassey-Lagozza cultures.
The site, situated in the morainic hills south of Lake Garda, covers a surface area of 5 hectares on the slopes of a low hill overlooking areas that were once marshy.
This season, the stratigraphic excavation in sector C was deepened and extended towards the north, in order to make a diachronic study of the relationship between the prehistoric settlement and the agricultural structures of the historical period (18th century terrace walls), and towards the south to check the relationship between the settlement and surrounding marshes.
The identified stratigraphy showed a substantial deposit heavily sloping from north to south that seemed the result of colluvial dumps, both natural (US 185) and with substantial anthropic contributions (UUSS 174,175=181,164=182,165,159,160). The only structural element was US 178, a rectilinear dry-stone structure on a NW-SE alignment, interpreted as having been built to form an embankment in the Neolithic period. It was similar for its components and level (85.23 m a.s.l) to other sectors of the same cordon investigated in sector A – 2006-2016 excavations (US 117, 85.56 m a.s.l) and in _sondage_ 6 (US 162).
Sector C was situated at the foot of a settlement that occupied the hill summit and that was heavily disturbed by the construction of agricultural terraces in the modern period. The territorial context, reconstructed on the basis of the palynological and palaeobotanical data, suggests an image of high ground surrounded by a wet environment, attested by the sediment granulometry, by the abundant malacofauna, markers for river bank plant species and a significant osteological presence of ichthyic and amphibian fauna. During the 2017 campaign, it was hypothesised that the archaeological surface exposed furthest to the north (US 174) could extend further horizontally towards the north, preserving more structured settlement traces (hut bases and floor surfaces). Instead, it was seen that just beyond the edge of the sector reached in 2018, the prehistoric stratigraphy had been removed by agricultural activity in the historical period.
The archaeological materials are represented by a large quantity of pottery fragments attributable to the late Neolithic period: fragments of vessels from the Square-mouthed Vase Culture (RR 463 from US 182, RR 289 from US 165, fragments of a terracotta pintadera RR 295 and a bowl with a concentric incised decoration RR 546 from US 160), and from the Lagozza culture. The vast amount of lithic industry (to date over 40,000 pieces) presents uniform technical-typological characteristics attributable to the Lagozza Culture and in particular, a local aspect that seems to be circumscribed to the territory that extends from the Brescian shore of Lake Garda as far as the southern edges of the shore on the Verona side.
These finds were associated with a large quantity of faunal remains, mainly raised animals (bovines, pigs, sheep-goat) but also domestic animals (canidae and muridae) and wild animals (ungulates, suidae, mustelidae, canidae, plantigrads).
The few pottery, metal and lithic finds from the upper deposits indicate the site was also reoccupied in the Copper Age (arrowheads) and Bronze Age (fragments of Pola beakers, lithic industry).
All the excavated soil went through sieving and floatation. Sieving was also undertaken to collect the minute lithic debitage and microfauna. Additionally, during the 2018 season the research project “_Valorizzazione della Preistoria dell'Alto Mantovano: cultura, economia, ambiente e relazioni interregionali a Tosina di Monzambano_", was completed. The project’s aim was the study of the site of Tosina within the wider context of northern Italy in the late Neolithic period through research looking at general characteristics (supply and distribution routes for raw lithic materials, products and technologies; paleo-environmental and climate characteristics; cultural relations).