- Item
- AIAC_4487
- Name
- Riparo Mochi
- Date Range
- 100000 BC – 10000 BC
- Monuments
- Cave
Seasons
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AIAC_4487 - Riparo Mochi - 2017Le ricerche al Riparo Mochi sono state effettuate nel periodo dal 4 al 29 settembre 2017 con studenti dell'università di Trento. I livelli intaccati dallo scavo sono riferibili alla Unità B (Gravettiano finale) suggerita da L. Cardini. Lo scavo ha interessato una superficie di circa 8m2 per una profondità media di circa 40 cm. E' stato possibile correlare il punto zero sia con gli scavi Bietti che con gli scavi Cardini del 1959 permettendo così un perfetto raccordo con i dati provenienti da tutte le campagne di scavo precedenti. Lo scavo è stato effettuato con tagli artificiali di 5 cm di spessore e, per ogni taglio, è stata prodotta una scheda stratigrafica e una archeologica; tutti i reperti provenienti da ogni taglio e indipendentemente dalle loro dimensioni sono stati coordinati. Tutti i reperti coordinati e anche le pietre superiori a 7 cm di lunghezza sono stati cartografati. Campioni di sedimento sono stati prelevati laddove ritenuto utile per analisi geomorfologiche e per flottazione. Il sedimento scavato è stato setacciato prima a secco con maglie di 2 cm2 e poi ad acqua con maglie di diverse misure fino al millimetro quadro. Nel complesso, è stata rinvenuta abbondante industria litica riferibile al Gravettiano; la assenza di bulini di noailles e la presenza di lame di e schegge di dimensioni significative permettono di confermare l'attribuzione culturale dei reperti al Gravettiano finale. La macrofauna è presente prevalentemente con frammenti di ossa lunghe e denti di Cervidi mentre abbondante è la microfauna e la malacofauna; tra quest'ultima sono state rinvenuti alcuni esemplari ben conservati di fauna marina. Tra i reperti di particolare rilievo, si segnalano numerose punte della Gravette e un frammento apicale di un punteruolo in corno. Durante la rimozione dei sedimenti, è stato possibile raggiungere la base del primo dei diversi massi che sporgono pericolosamente dalla sezione di riferimento del Riparo Mochi compromettendone seriamente la stabilità. Tale masso è stato asportato con successo e senza alcun danno per il sito. Infine, poiché lo scavo interessa l'ultima porzione di deposito originale del Riparo Mochi rimasta ancora preservata, si è deciso di lasciare una porzione rilevante di deposito come testimone stratigrafico. Tale porzione è attualmente di 2 metri di lunghezza nel suo asse Est-Ovest e di 1,50 metri di lunghezza nel suo asse Nord-sud; in futuro si prevede di utilizzare i 50 cm di quest'ultimo come "riserva" di deposito per prelievi, campionature e eventualmente per realizzare degli "strappi" da musealizzare. Tutti i sedimenti e materiali prelevati sono conservati nei magazzini dell'Università di Trento dove saranno oggetto di studio nei prossimi mesi.
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AIAC_4487 - Riparo Mochi - 2018Le ricerche al Riparo Mochi sono state effettuate nel periodo dal 01 al 27 ottobre 2018 con un gruppo di studenti volontari dell'università di Trento e di altre università italiane. I livelli intaccati dallo scavo sono riferibili alla transizione tra l'Unità B (Gravettiano finale) e l'Unità C (Gravettiano a Noailles). Lo scavo ha interessato una superficie di circa 8m2 per una profondità media di circa 40 cm. Tutta l'area è stata suddivisa con una griglia di 1 metro quadro riagganciandola a quella utilizzata dal prof. A.Bietti durante gli scavi del 1997-2005 nel settore Est. E' stato possibile correlare il punto zero sia con gli scavi Bietti che con gli scavi Cardini del 1959 permettendo così un perfetto raccordo con i dati provenienti da tutte le campagne di scavo precedenti. Lo scavo ha continuato l'attività dell'anno precedente e ha consentito, per la prima volta nella storia degli scavi al Riparo Mochi di evidenziare un netto e evidente marker stratigrafico rappresentato da un potente episodio di crollo. Tale episodio si incontra in una area di forma vagamente semicircolare restando concava verso la parete dei Balzi Rossi; il crollo divide in due il deposito indagato in una parte interna compresa tra la parete rocciosa dei Balzi Rossi e il crollo e in una parte esterna al crollo stesso. Il deposito direttamente a contatto con la superficie dei massi di crollo ha fornito rari manufatti e frammenti ossei indicando quindi che, durante il periodo immediatamente successivo all'episodio, il sito non è stato frequentato. Il deposito interno, scavato solo parzialmente in quanto la maggior parte di esso costituisce il testimone stratigrafico che sarà lasciato in posto per future attività di musealizzazione, risulta essere cronologicamente successivo all'evento di crollo; si tratta di un sedimento fortemente argilloso, a tratti di colorazione marrone scura che viene citato anche da L.Cardini nel suo diario di scavo del 1959 in cui riporta allo stesso livello la presenza di un sedimento color "cioccolata" e ricco di manufatti tipologicamente ascrivibili al Gravettiano finale. L'assenza di bulini di Noailles e di altre tipologie riferibili al Gravettiano di facies a Noailles lascia ipotizzare che l'episodio di crollo possa essere stato l'evento determinante per il cambiamento culturale nella sequenza stratigrafica del Riparo Mochi. Campioni di sedimento sono stati prelevati laddove ritenuto utile per analisi geomorfologiche e per flottazione. Il sedimento scavato è stato setacciato prima a secco con maglie di 2 cm2 e poi ad acqua con maglie di diverse misure fino al millimetro quadro. In questo modo, è possibile recuperare anche i resti di alcune specie di microfauna particolarmente indicative del paleoambiente. Nel complesso, è stata rinvenuta numerosa industria litica riferibile al Gravettiano; la assenza di bulini di Noailles e la presenza di lame di e schegge di dimensioni significative permettono di confermare l'attribuzione culturale dei reperti al Gravettiano finale. La macrofauna è presente prevalentemente con frammenti di ossa lunghe e denti di Cervidi mentre abbondante è la microfauna e la malacofauna; tra quest'ultima sono state rinvenuti alcuni esemplari ben conservati di fauna marina (Patelle). Tra i reperti di particolare rilievo, si segnalano diversi frammenti di ossa lunghe di ungulati con evidenti tracce di macellazione. Non sono emerse evidenze riferibili a strutture quali fossette, buche di palo o focolari. Tutti i sedimenti e materiali prelevati sono conservati nei magazzini dell'Università di Trento dove saranno oggetto di studio nei prossimi mesi.
Media
- Name
- Riparo Mochi
- Year
- 2017
- Summary
- it Le ricerche al Riparo Mochi sono state effettuate nel periodo dal 4 al 29 settembre 2017 con studenti dell'università di Trento. I livelli intaccati dallo scavo sono riferibili alla Unità B (Gravettiano finale) suggerita da L. Cardini. Lo scavo ha interessato una superficie di circa 8m2 per una profondità media di circa 40 cm. E' stato possibile correlare il punto zero sia con gli scavi Bietti che con gli scavi Cardini del 1959 permettendo così un perfetto raccordo con i dati provenienti da tutte le campagne di scavo precedenti. Lo scavo è stato effettuato con tagli artificiali di 5 cm di spessore e, per ogni taglio, è stata prodotta una scheda stratigrafica e una archeologica; tutti i reperti provenienti da ogni taglio e indipendentemente dalle loro dimensioni sono stati coordinati. Tutti i reperti coordinati e anche le pietre superiori a 7 cm di lunghezza sono stati cartografati. Campioni di sedimento sono stati prelevati laddove ritenuto utile per analisi geomorfologiche e per flottazione. Il sedimento scavato è stato setacciato prima a secco con maglie di 2 cm2 e poi ad acqua con maglie di diverse misure fino al millimetro quadro. Nel complesso, è stata rinvenuta abbondante industria litica riferibile al Gravettiano; la assenza di bulini di noailles e la presenza di lame di e schegge di dimensioni significative permettono di confermare l'attribuzione culturale dei reperti al Gravettiano finale. La macrofauna è presente prevalentemente con frammenti di ossa lunghe e denti di Cervidi mentre abbondante è la microfauna e la malacofauna; tra quest'ultima sono state rinvenuti alcuni esemplari ben conservati di fauna marina. Tra i reperti di particolare rilievo, si segnalano numerose punte della Gravette e un frammento apicale di un punteruolo in corno. Durante la rimozione dei sedimenti, è stato possibile raggiungere la base del primo dei diversi massi che sporgono pericolosamente dalla sezione di riferimento del Riparo Mochi compromettendone seriamente la stabilità. Tale masso è stato asportato con successo e senza alcun danno per il sito. Infine, poiché lo scavo interessa l'ultima porzione di deposito originale del Riparo Mochi rimasta ancora preservata, si è deciso di lasciare una porzione rilevante di deposito come testimone stratigrafico. Tale porzione è attualmente di 2 metri di lunghezza nel suo asse Est-Ovest e di 1,50 metri di lunghezza nel suo asse Nord-sud; in futuro si prevede di utilizzare i 50 cm di quest'ultimo come "riserva" di deposito per prelievi, campionature e eventualmente per realizzare degli "strappi" da musealizzare. Tutti i sedimenti e materiali prelevati sono conservati nei magazzini dell'Università di Trento dove saranno oggetto di studio nei prossimi mesi.
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en
The research at the Riparo Mocchi was carried out by students from Trento University. The investigated levels can be attributed to Unità B (Final Epigravettian period) excavated by L. Cardini. An area of c 8m2 was excavated to an average depth of 40 cm. Point 0 was coordinated with both the Bietti and Cardini excavations of 1959 thus creating a perfect link between the data from all preceding excavations. The excavation was carried out using artificial spits 5cm deep and a stratigraphic and archaeological context sheet was created for each spit. All finds from each spit were given coordinates independently of their size. Such finds and also stones over 7 cm long were mapped. Sediment samples were taken were it was thought useful for geomorphological analysis and floatation. The excavated sediment was firstly dry sieved (2 cm 2 mesh) and then wet sieved using different mesh sizes down to 1 mm2. Overall, abundant material relating to the Epigravettian lithic industry was found; the absence of Noailles burins and the presence of large blades and flakes make it possible to attribute the material finds to the Final Epigravettian period. The macro-fauna was mainly constituted by fragments of long bones and teeth from Cervids. There was abundant micro-fauna and malaco-fauna, the latter including well-preserved examples of marine species.
Among the more significant finds were numerous Epigravettian points and the apex of a horn punch. During the removal of the sediments, it was possible to reach the base of the first of the large boulders that project dangerously from the reference section of the Riparo Mocchi seriously compromising its stability. This boulder was successfully removed without causing any damage to the site. Lastly, as the excavation involves the final portion of the original deposit within the Riparo Mocchi that is still preserved, it was decided to leave a substantial part of the deposit as a stratigraphic baulk. This portion is at present 2 m long on its east-west axis and 1.5 m north-south. In the future, 50 cm of the latter will be used as a “reserve” deposit for sampling and the creation of “strips” to be displayed in a museum. All sediments and material are housed at Trento University where they will be studied during coming months. - Summary Author
- Stefano Grimaldi-Università degli studi di Trento
- Research Body
- Istituto Italiano di Paleontologia Umana
Media
- Name
- Riparo Mochi
- Year
- 2018
- Summary
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it
Le ricerche al Riparo Mochi sono state effettuate nel periodo dal 01 al 27 ottobre 2018 con un gruppo di studenti volontari dell'università di Trento e di altre università italiane.
I livelli intaccati dallo scavo sono riferibili alla transizione tra l'Unità B (Gravettiano finale) e l'Unità C (Gravettiano a Noailles). Lo scavo ha interessato una superficie di circa 8m2 per una profondità media di circa 40 cm. Tutta l'area è stata suddivisa con una griglia di 1 metro quadro riagganciandola a quella utilizzata dal prof. A.Bietti durante gli scavi del 1997-2005 nel settore Est. E' stato possibile correlare il punto zero sia con gli scavi Bietti che con gli scavi Cardini del 1959 permettendo così un perfetto raccordo con i dati provenienti da tutte le campagne di scavo precedenti. Lo scavo ha continuato l'attività dell'anno precedente e ha consentito, per la prima volta nella storia degli scavi al Riparo Mochi di evidenziare un netto e evidente marker stratigrafico rappresentato da un potente episodio di crollo. Tale episodio si incontra in una area di forma vagamente semicircolare restando concava verso la parete dei Balzi Rossi; il crollo divide in due il deposito indagato in una parte interna compresa tra la parete rocciosa dei Balzi Rossi e il crollo e in una parte esterna al crollo stesso. Il deposito direttamente a contatto con la superficie dei massi di crollo ha fornito rari manufatti e frammenti ossei indicando quindi che, durante il periodo immediatamente successivo all'episodio, il sito non è stato frequentato. Il deposito interno, scavato solo parzialmente in quanto la maggior parte di esso costituisce il testimone stratigrafico che sarà lasciato in posto per future attività di musealizzazione, risulta essere cronologicamente successivo all'evento di crollo; si tratta di un sedimento fortemente argilloso, a tratti di colorazione marrone scura che viene citato anche da L.Cardini nel suo diario di scavo del 1959 in cui riporta allo stesso livello la presenza di un sedimento color "cioccolata" e ricco di manufatti tipologicamente ascrivibili al Gravettiano finale. L'assenza di bulini di Noailles e di altre tipologie riferibili al Gravettiano di facies a Noailles lascia ipotizzare che l'episodio di crollo possa essere stato l'evento determinante per il cambiamento culturale nella sequenza stratigrafica del Riparo Mochi.
Campioni di sedimento sono stati prelevati laddove ritenuto utile per analisi geomorfologiche e per flottazione. Il sedimento scavato è stato setacciato prima a secco con maglie di 2 cm2 e poi ad acqua con maglie di diverse misure fino al millimetro quadro. In questo modo, è possibile recuperare anche i resti di alcune specie di microfauna particolarmente indicative del paleoambiente. Nel complesso, è stata rinvenuta numerosa industria litica riferibile al Gravettiano; la assenza di bulini di Noailles e la presenza di lame di e schegge di dimensioni significative permettono di confermare l'attribuzione culturale dei reperti al Gravettiano finale. La macrofauna è presente prevalentemente con frammenti di ossa lunghe e denti di Cervidi mentre abbondante è la microfauna e la malacofauna; tra quest'ultima sono state rinvenuti alcuni esemplari ben conservati di fauna marina (Patelle). Tra i reperti di particolare rilievo, si segnalano diversi frammenti di ossa lunghe di ungulati con evidenti tracce di macellazione. Non sono emerse evidenze riferibili a strutture quali fossette, buche di palo o focolari. Tutti i sedimenti e materiali prelevati sono conservati nei magazzini dell'Università di Trento dove saranno oggetto di studio nei prossimi mesi. -
en
This season, the excavated layers related to the transition between Unit B (late Gravettian) and Unit C (Gravettian Noaillian _facies_). The excavation covered 8 m2 and reached an average depth of 40 cm. A one metre grid was laid out, continuing on from that used by Prof. A. Bietti during the 1997-2005 excavations in the eastern sector. It was possible to correlate point zero both with the Bietti excavations and those carried out by Cardini in 1959, thus making it possible to fully integrate all the data from all the previous excavations campaigns. The excavation continued the work of the previous season and, for the first time in the history of excavations at the Riparo Mochi, made it possible to distinguish a clear stratigraphic marker represented by a substantial layer of collapse. This episode was present in a vaguely semi-circular area that was concave towards the wall of the Balzi Rossi. The collapse divided in two the deposit investigated in an inner part of the shelter between the rock wall of the Balzi Rossi and the collapse and in an external part of the collapse itself. The deposit directly in contact with the surfaces of the collapsed boulders contained occasional artefacts and bone fragments indicating therefore that during the period immediately after this episode, the site was no longer occupied. The internal deposit was partially excavated as most of it formed the stratigraphic baulk that will be left in place. This was seen to post-date the collapse and was formed by a predominantly clay matrix with some dark brown areas that was also mentioned by L. Cardini in his excavation diary for 1959. Here he describes a “chocolate” colour sediment that was rich in artefacts typologically attributable to the late Gravettian period. The absence of Noialles burins and other typologies attributable to the Gravettian Noailles _facies_ suggests that the collapse was the determining episode leading to the cultural change in the stratigraphic sequence of Riparo Mochi.
Sediment samples were taken where it was though useful for geomorphological analysis and floatation. The excavated sediment was dry-sieved with a 2 cm2 mesh and then wet-sieved with different sized meshes down to one millimetre squared. The remains of some species of micro-fauna that are particularly indicative of the palaeo-environment were recovered. Overall, numerous flints attributable to the Gravettian period were. The macro-fauna was mainly represented by fragments of long bones and teeth of cervids. There was also abundant micro-fauna and malaco-fauna; among the latter were several well-preserved examples of marina fauna (Patella). The finds of particular significance included several fragments of long bones from ungulates with clear butchery marks. There was no evidence of structures such as small pits, postholes or hearths. - Summary Author
- Stefano Grimaldi- Università degli studi di Trento
Media
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Douka et al. 2012Douka K., Grimaldi S., Boschian G., Del Lucchese A., Higham T. 2012. A new chronostratigraphic framework for the Upper Palaeolithic of Riparo Mochi (Italy). Journal of Human Evolution 62:286-299
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Grimaldi, Santaniello 2014Grimaldi S., Santaniello F. 2014. New insights into Final Mousterian lithic production in western Italy. Quaternary International 350: 116-129
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Tomasso et al. 2014Tomasso A., Naudinot N., Binder D., Grimaldi S. 2014. Unité et diversité dans l’Épigravettien récent de l’arc liguro-provençal. In: Langlais M., Naudinot N., Peresani M. (eds) “Les groupes culturels de la transition Pleistocene-Holocene entre Atlantique et Adriatique”, Actes de la séance de la Societe prehistorique Française (Bordeaux 24-25 mai 2012), 155-184. Parigi.
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Higham et al. 2014Higham, T.F.G., Douka, K., Wood, R., Bronk Ramsey, C., Brock, F., Basell, L., Camps, M., Arrizabalaga, A., Baena, J., Barroso-Ruíz, C., Bergman, C., Boitard, C., Boscato, P., Caparrós, M., Conard, N.J., Draily, C., Froment, A., Galván, B., Gambassini, P., Garcia-Moreno, A., Grimaldi, S., Haesaerts, P., Holt, B., Iriarte-Chiapusso, M-J., Jelinek, A., Jordá Pardo, J.F., Maíllo-Fernández, J-M., Marom, A., Maroto, J., Menéndez, M., Metz, L., Morin, E., Moroni, A., Negrino, F., Panagopoulou, E., Peresani, M., Pirson, S., de la Rasilla, M., Riel-Salvatore, J., Ronchitelli, A., Santamaria, D., Semal, P., Slimak, L., Soler, J., Soler, N., Villaluenga, A., Pinhasi, R. and Jacobi, R. 2014. The timing and spatio-temporal patterning of Neanderthal disappearance. Nature 512, 306–309.
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Grimaldi 2014Grimaldi S. 2014. The Protoaurignacian Knives of Riparo Mochi (Balzi Rossi, Italy). In: Marreiros Joao, Bicho Nuno, Gibaja Juan (Eds.), Proceedings of the International Conference on Use-Wear analysis, Use-Wear 2012 (Faro, 10-12 ottobre). Cambridge Publishing Scholars: 256-269
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Grimaldi et al. 2014Grimaldi S., Porraz G., Santaniello F. 2014. Raw material procurement and land use in the northern Mediterranean Arc: insight from the first Proto-Aurignacian of Riparo Mochi (Balzi Rossi, Italy). Quartar 61: 113-127.
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Tejero, Grimaldi 2015Tejero J-M., Grimaldi S. 2015. Assessing bone and antler exploitation at Riparo Mochi (Balzi Rossi, Italy): implications for the characterization of the Aurignacian in south-western Europe. Journal of Archaeological Science 61: 59-77.
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Grimaldi et al. 2017Grimaldi S., Santaniello F., Starnini E. 2017. Le Riparo Mochi (Balzi Rossi, Ventimiglia, Italie): les nouvelles fouilles. Bulletin de la Société préhistorique française 114,1: 169-172.