AIAC_601 - Faragola - 2009Gli scavi sistematici dell’Università di Foggia nel sito di Faragola nel territorio di Ascoli Satriano (FG), condotti in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, hanno avuto inizio a partire dal 2003, affiancati da un progetto di ricognizioni nella Valle del Carapelle e da un cantiere di restauro dell’Istituto Centrale per il Restauro.
Le indagini stanno consentendo di ricostruire la complessa vicenda dell’insediamento, dalle fasi di epoca daunia, alla grande villa romana e tardoantica, fino all’abitato rurale altomedievale.
Gli scavi condotti nel 2009 hanno interessato alcune aree del sito importanti per la definizione dell’articolazione planimetrica della villa, nelle sue differenti fasi edilizie e per la comprensione della destinazione funzionale degli spazi. A conclusione della campagna di scavi, l’area indagata ha raggiunto una superficie totale di oltre 3500 m2. Le ricerche hanno, in particolare, consentito di definire alcuni aspetti della fisionomia della villa tardoantica di III-IV secolo, il cui impianto era stato finora parzialmente indagato a causa della sovrapposizione delle strutture pertinenti alla fase di monumentalizzazione successiva databile al pieno V sec. d.C.
Un saggio di scavo ha consentito di verificare la presenza di un ampio giardino esteso ad Ovest della lussuosa sala da pranzo ( _cenatio_ ) ristrutturata nel corso del V secolo d.C., confermando l’ipotesi interpretativa formulata a proposito di questo grande vano che doveva presentarsi come un padiglione, una sorta di ‘gazebo’ in giardino, provvisto di copertura ma con grandi aperture sui lati funzionali al passaggio di aria e luce. L’individuazione di due strutture murarie parallele preesistenti, allineate con muri intercettati nelle precedenti campagne di scavo al di sotto del portico della _cenatio_, ha portato alla scoperta di una porzione di un grande peristilio quadrangolare databile al IV sec. d.C. esteso su una superficie di oltre 1200 m2, probabilmente scandito da pilastri. Intorno al peristilio dovevano disporsi alcuni ambienti solo parzialmente scavati. Gran parte delle strutture murarie pertinenti al peristilio erano già state individuate nell’area del settore termale e in corrispondenza del corridoio di collegamento tra la _cenatio_ e le terme. Le molteplici e complesse trasformazioni funzionali e architettoniche subite da tali vani tra V e VIII secolo permettono di cogliere parzialmente l’articolazione planimetrica complessiva.
Le indagini condotte nel settore localizzato a Nord-Ovest del portico della _cenatio_ hanno consentito, invece, di individuare un complesso di ambienti di grandi dimensioni pertinenti alla villa di III-IV secolo e caratterizzati da interventi edilizi nel corso del V-VI secolo, con successive rifunzionalizzazioni in età altomedievale. Alcuni indizi sembrerebbero orientare verso l’ipotesi di una destinazione d’uso in età tardoantica di tipo funzionale-produttivo (legata verosimilmente alla lavorazione e stoccaggio del grano).
Al contrario, significativi sono i dati acquisiti in relazione alla fase di abbandono di tale settore della villa e alle successive forme e modalità di frequentazione altomedievale (VII-IX sec. d.C.). Ad una fase di occupazione funeraria dei vani, caratterizzata in particolar modo da sepolture infantili per le quali è stato possibile, in alcuni casi, rintracciare pratiche di tipo rituale ( _refrigerium_ ), fece seguito una frequentazione abitativa i cui tratti distintivi sono individuabili nell’impianto di strutture adibite a cucine, all’interno di nuclei residenziali verosimilmente di tipo familiare.
Importanti dati potranno essere recuperati circa l’alimentazione e l’edilizia in materiale deperibile attraverso le analisi di carattere bioarcheologico in corso.
Un saggio di scavo, localizzato a circa 20 metri ad Est dell’area finora indagata e impiantato in corrispondenza di anomalie rilevate dalle prospezioni magnetometriche, ha portato all’individuazione di un nucleo di ambienti destinati ad accogliere attività artigianali legate probabilmente alla lavorazione dei metalli (rame, in particolare) documentata da alcune scorie. Si tratta di una scoperta di grande interesse per la comprensione dell’articolazione funzionale e produttiva della villa di Faragola che sembra essere dotata di un quartiere artigianale esteso, caratterizzato da molteplici aree artigianali e da un ampio spettro di attività produttive individuate nelle precedenti campagne di scavo (lavorazione dell’argilla, della pietra, dei metalli e del vetro).