Name
Giacomo Eramo
Organisation Name
Università degli Studi di Bari

Season Team

  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2009
    Nei mesi di giugno e luglio 2009 è stata effettuata la seconda campagna di scavo sul sito archeologico di Montecorvino, incentrata sulle aree già sottoposte a primi sondaggi nel 2008, ovvero quella del potere signorile, configurata in forma castrale, e quella del potere religioso e cioè del complesso episcopale. _Saggio I: area della cattedrale_ Le indagini stratigrafiche svolte nel 2009 all’interno della cattedrale hanno interessato l’area della navata settentrionale e la zona tra le due torri già individuate in facciata. Per quanto riguarda le ricerche nella navata nord della basilica esse si sono concentrate in particolare nel prolungamento del saggio 2008 verso W. L’esplorazione 2009 ha consentito di acquisire ulteriori prove circa la pertinenza dell’edificio ecclesiastico a due fasi costruttive differenti. Sono state inoltre individuate due sepolture, una delle quali terragna (t. 4), riferibile forse alla chiesa di I fase, l’altra (t. 2), a cassa, realizzata lungo il muro perimetrale nord di II fase; contestualmente è stato approfondito lo scavo all’interno della t. 1 già venuta alla luce nel 2008; al di sotto dell’inumato rimosso lo scorso anno, forse un cavaliere, sono emerse altre due deposizioni supine e 4 crani, corredati da 4 fibbie in ferro. Il saggio condotto tra le due torri ha inoltre consentito di rintracciare la muratura di facciata della chiesa fino al momento sconosciuta, portando anche alla luce il tratto di una cortina muraria, ad essa parallela, esterna alla chiesa stessa, probabilmente preesistente. Ad una fase invece successiva all’impianto della chiesa pare doversi ascrivere una tomba-ossario (t. 3), addossata alla facciata, verosimilmente tardomedievale. I lavori di rimozione dei depositi umiferi superficiali effettuati nell’area a S della basilica hanno confermato l’esistenza di ambienti adiacenti all’edificio ecclesiastico, verosimilmente pertinenti all’episcopio, i cui spazi saranno oggetto di indagini future. _Saggi II-III. Area castrense_ Nel 2009 è proseguita la ricerca nei pressi della torre superstite dell’impianto castrale, databile, sulla base di un’analisi degli elevati, al tardo XII-inizi XIII sec. Il saggio II, ubicato a ovest della torre, ha messo in luce resti del fronte meridionale del recinto murario che circondava la motta castrale; inoltre ha individuato setti murari appartenenti a cinque distinte fasi costruttive, di cui la più antica (documentata sinora da poche vestigia murarie) forse precedente all’erezione della torre. Altri tre periodi costruttivi sono successivi alla costruzione della medesima struttura turrita e collocabili fra XIII e XV sec.: essi testimoniano dell’articolazione e dell’evoluzione del castello, con l’edificazione di elementi di ulteriore rafforzamento della torre (cinta da un muro a scarpa) e di una cappella castrale, mononave, absidata, pavimentata in pietra. Lo scavo ha restituito frammenti ceramici, vitrei, monete bronzee, oggetti metallici (quali p. es. punte di dardi di balestra) collocabili fra età normanna e aragonese. Il saggio III ubicato a nord della torre, al vertice nord-orientale del recinto castrale, ha fornito informazioni sulle ultime fasi di vita del castello, fra tardo medioevo e XVI-XVII secolo, costituite da una fossa verosimilmente destinata a lavorazioni edili per risistemazioni sommarie e precarie dell’area.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2010
    Nei mesi di giugno e luglio 2010 è stata effettuata la 5a campagna archeologica (3a campagna di scavo) sul sito di Montecorvino, incentrata sulle aree già sottoposte a sondaggi nelle campagne 2008-2009, ovvero la zona del castello e della cattedrale, segnata dai resti ancora in parte conservati in alzato delle strutture. Nel 2010 è stata aperta inoltre una terzo settore di ricerca, nell’area dell’abitato. _Saggio I. Area della Cattedrale_ Nell’area della cattedrale gli scavi effettuati nel 2010 hanno mirato ad indagare gli ambienti del presunto episcopio individuato a Sud della basilica in appoggio al muro meridionale della chiesa stessa, edificato verosimilmente in età tardosveva-primoangioina. Le ricerche hanno consentito di individuare il fronte murario di delimitazione sud del complesso episcopale, lungo non meno di 15 m., e di esplorare in profondità soltanto due vani, gli ambienti 5 e 15. Il primo di essi (dimensioni: 4,30 x 6,15 m), collegato mediante una porta direttamente all’edificio di culto e comunicante, tramite un altro ingresso, anche con una stanza collocata a Ovest, è apparso connotato da peculiari dispositivi: probabilmente un bancone ligneo, sorretto da mensole alloggiate nella parete, doveva occupare tutto il lato orientale dell’ambiente; un tubulo in terracotta inserito nel muro est, a quote un po’ più elevate rispetto al piano ligneo, doveva forse essere utilizzato per smaltire liquidi; non si può escludere che il vano fosse utilizzato per la preparazione dei pasti; gli spazi residenziali (da cui proviene la suppellettile ceramica e vitrea ritrovata negli strati di crollo) potevano essere collocati al piano superiore. L’ambiente 15 (dimensioni 4,30 x 2,10), attiguo al vano 5, fu aggiunto a quest’ultimo in un momento successivo; dotato di un piccolo accesso (0,78 m) sul lato est, appariva privo di finestre e dotato di un dispositivo di deflusso, alloggiato nel muro meridionale, che sfocia all’esterno, quasi in corrispondenza dello spigolo del fabbricato, al di sopra di una piccola piattaforma costruita aggettante dalla muratura, costruita contestualmente ad essa; le caratteristiche generali di questo amb. potrebbero suggerirne l’ipotetica funzione di ricovero per animali. Forse nel corso della stessa età angioina questi vani crollarono; l’amb. 15 probabilmente non fu più occupato, mentre l’amb. 5 fu prima oggetto di una frequentazione di tipo abitativo dai caratteri assai precari, successivamente, tra Tardomedioevo e inizi dell’età moderna, venne rifunzionalizzato con finalità produttive, con l’impianto di un’ampia e profonda canaletta in laterizi, forse adoperata per attività non chiaramente precisabili per assenza di indicatori particolari; si potrebbe ipotizzarne un uso collegato alla lavorazione di tessuti o pelli. Tra età sveva e angioina fu costruito, in appoggio al muro di fondo della cappella di S. Alberto, uno spesso muro, forse di recinzione di uno spazio funerario. A Est di questa cortina; nello spazio compreso tra il nuovo muro e l’abside della cappella fu installata una tomba infantile. _Saggi II-III-IV. Area castrense_ Nel 2010 è proseguita la ricerca nei pressi della torre superstite dell’impianto castrale, databile, sulla base di un’analisi degli elevati, al tardo XII-inizi XIII sec. Nel saggio II, ubicato a W della torre, si erano già individuati quattro periodi insediativi, di cui uno precedente alla edificazione della torre stessa; la nuova campagna ha permesso di meglio definire l’esistenza di un recinto castrale di cui la torre costituiva il rafforzamento angolare SE, lungo E-W oltre 25 m. e N-S circa 30 m.. In particolare si è constatata la presenza di una chiesetta castrale, ad auletta absidata, con muretto presbiteriale e pavimentazione lapidea e di altri quattro vani intercomunicanti, frequentati nel XIII-XIV sec.. Nel saggio IV è stata messa in luce una seconda torretta difensiva con livello ipogeo adibito a cisterna e un altro tratto del circuito murario. _Saggio V Area dell’abitato_ Il saggio V ha individuato un tratto di sede stradale della rete urbana insediativa, occupati da un silo granario e da una fossa per calce.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2012
    Dal 21 giugno al 3 agosto 2012 si è tenuta la VIIa campagna archeologica (Va dedicata espressamente allo scavo) sul sito di Montecorvino. Questa stagione di ricerca ha segnato, dopo un anno di interruzione, la ripresa dell’indagine sia nell’area della cattedrale e del complesso sacro episcopale che nell’abitato; l’intervento ha inoltre ripreso e ampliato i saggi impiantati nel settore castrense _Saggio I. Area della cattedrale_ Sono stati ripresi in particolare le indagini immediatamente all’esterno della cattedrale, lungo il suo fianco meridionale; essi hanno permesso di constatare che nella fase costruttiva di età normanna e poi verosimilmente in epoca sveva, tale spazio non era occupato da strutture annesse e di servizio alla chiesa ma utilizzato come luogo funerario; lo scavo infatti ha individuato cinque tombe dalla semplice struttura, ricavate nella terra e con pareti rinforzate e rivestite da pietre e ciottoli. Altri resti ossei umani si rinvengono alle spalle della cappella absidata laterale annessa alla chiesa. Solo in un secondo tempo dunque, verosimilmente in epoca angioina, fu obliterato lo spazio cimiteriale a favore di un’area costruita, identificabile come l’insieme degli ambienti legati alla condizione episcopale della chiesa di Montecorvino. La campagna del 2012 ha meglio definito, seppure non ancora interamente, la planimetria di tale insieme edilizio, organizzato in quattro ambienti collegati, di cui i due settentrionali in diretta comunicazione con l’aula sacra. _Saggi II-III-IV. Area castrense_ Nel 2012 un sondaggio di approfondimento nel saggio II nei pressi dell’angolo sudoccidentale dell’alta torre meridionale che domina l’area castrense ha consentito di verificare con maggiore nettezza stratigrafica l’esistenza di fasi insediative antecedenti all’erezione della suddetta torre (collocabile verosimilmente in età normanna avanzata), documentate in particolare da un allineamento murario, probabilmente di ampio sviluppo. Lo stesso sondaggio ha inoltre esposto la struttura di sostruzione della medesima torre, che si fonda su un poderoso zoccolo. Sempre nell’area castrense è stato posto in evidenza un vano voltato (epoca sveva presumibilmente) ed è stato definito il perimetro di un ambiente verosimilmente destinato alla funzione di cucina, connotato da un piano in laterizi per la cottura (di età angioina). Nell’area meridionale del castello è stata infine puntualizzata la successione e la riformulazione edilizia cui fu soggetto un originario nucleo architettonico, ubicato ai margini del fossato di protezione della rocca e verosimilmente realizzato nel XIV secolo. _Saggio VI. Area dell’abitato_ Nella campagna 2012 si è affrontata in maniera più sistematica l’indagine nell’abitato, sino a quel momento limitata a un piccolo saggio nel 2010. Nel quartiere compreso fra torre e cattedrale si è individuato un lungo fronte murario, riferibile ad un vasto ambiente, verosimilmente prospiciente un’arteria stradale Successivamente l’ambiente fu frazionato almeno in due vani. Esternamente a questo ambiente lo scavo ha messo in luce un’altra struttura muraria con grosse lastre e l’imboccatura di una fossa granaria.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2013
    Dal 24 giugno al 27 luglio 2013 si è svolta l’8a campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, provincia di Foggia). L'intervento costituisce la 6a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione del rilievo su cui sorge il _castrum_, concentrandosi in particolare nell’area est (saggio III) e nel settore nordovest (saggio IV) e si è proposta di indagare più ampiamente la zona dell’abitato (saggio VI). _Saggio III. Area nord-est del castrum_ È stata ripresa l’indagine del fianco orientale della collina, più ad Est dei saggi effettuati negli anni precedenti, per verificare sia la natura del rialzo su cui sorge l’insediamento fortificato, sia la presenza del fossato, suggerita dalla conformazione del terreno. Lo scavo ha portato ad intercettare un grande ambiente, forse un magazzino, e a riconoscere lavori di sistemazione del fianco collinare, ascrivibili, in base ai materiali, alla tarda età angioina. Queste vestigia furono poi obliterate da strati argillosi, su uno dei quali fu costruita, in età tardo medievale, una nuova cortina di terrazzamento o delimitazione in cui si apriva una porta, poi tompagnata. L’abbandono dell’area è collocabile nel corso dell’Età moderna, _Saggio IV. Area nord-ovest del castrum_ In questo settore sono stati svolti unicamente lavori di pulizia e diserbaggio. Essi hanno consentito di porre meglio in luce la cresta del muro di recinzione nordoccidentale dell’area del _castrum_, appoggiato alla torre pentagonale, e di osservare che a questa struttura di cinta dovevano addossarsi internamente alcuni ambienti. Anche sul versante ad est della torre pentagonale si è rilevata la presenza di una cortina di recinzione, leggibile però soltanto sul paramento esterno e distante circa 1,80 m dalla torre stessa; è possibile che in questo punto esistesse una porta di accesso all’area castrense, protetta dall’edificio pentagonale. _Saggio VI. Area dell’abitato_ Nel settore urbano si è ampliata e approfondita l’indagine del fabbricato individuato nel 2012, con la finalità di indagarne il vano ovest; le ricerche hanno consentito di delineare 4 fasi di occupazione cui si associano diversi interventi di distruzione e costruzione. Un secondo sondaggio è stato impostato a nord-ovest dell’edificio, area verosimilmente interessata dalla presenza della strada principale che attraversava l’intero poggio; qui, al disopra di un primo livello d’uso connesso ad irregolari cordoli di pietre giustapposte, sono state intercettate due fosse-immondezzaio, colme di terra argillosa, carboni, ossa animali, cariossidi, fr. ceramici e, limitatamente alla più grande delle due, mattoni cotti e crudi. Nell’area settentrionale del saggio, a seguito di una più accurata pulizia degli strati umiferi, sono stati messi in evidenza diversi allineamenti murari pertinenti a strutture verosimilmente abitative e/o funzionali. In questo settore lo scavo ha riguardato esclusivamente una fossa per la conservazione di derrate, ubicata quasi al limite nord del saggio, colmata non prima del XIV sec.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2014
    Dal 9 giugno al 26 luglio 2014 si è svolta la nona campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 7a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione del rilievo su cui sorge il castrum, concentrandosi in particolare nell’area est (saggio III) e nel settore meridionale (saggio II), si è proposta di indagare più ampiamente la zona dell’abitato (saggio VI) e ha ripreso il saggio nella chiesa cattedrale (saggio I) Saggio I - Area della cattedrale I lavori di rimozione della pietraia localizzata a Ovest del margine di scavo dell’episcopio, mediante mezzi meccanici, ha consentito di riconoscere, sia pur in cresta, alcuni elementi strutturali, utili alla ricostruzione generale del complesso. In particolare è stato intercettato il muro occidentale pertinente all’ampliamento del nucleo edilizio primigenio (limitato all’amb. 5 costruito nel periodo IVa, nel tardo XIII sec.), che pertanto venne ad assumere nel periodo IVb (XIV sec.) le ragguardevoli dimensioni di circa 175 m2 (18,80x9,30 m.). Non è stato possibile appurare se il settore esteso ad Ovest degli ambb. 24 e 28 sia anch’esso costruito o rappresenti uno spazio recintato, scoperto, adibito ad usi differenti da quelli più strettamente abitativi. In appoggio al muro occidentale dell’amb. 24 è stato individuato un insieme strutturale articolato, interpretabile, per lo meno nella sua configurazione finale, come una scala di accesso al piano superiore dell’ala Est. In ogni caso gli scavi 2014 condotti nel settore si sono incentrati prevalentemente all’interno della parte orientale del fabbricato, specificatamente all’interno dell’amb. 24, uno dei vani aggiunti nel periodo IVb (XIV sec.), insieme all’amb. 15 cui era collegato da una porta; l’amb. 24 si affacciava a Nord su un corridoio (amb. 28) adiacente alla chiesa, sul quale prospettavano due accessi affiancati all’aula di culto, l’ingresso all’amb. 5 ed una porta di collegamento con la parte occidentale del polo. L’indagine stratigrafica ha consentito di accertare la funzione del vano 24 (dotato anche di una banchina aderente al muro ovest) come amb. di servizio, nel quale erano forse depositati gli attrezzi agricoli ed in cui si provvedeva alla loro manutenzione (traccia di piccole attività metallurgiche documentate da scorie di ferro); l’incendio delle travi di un solaio (forse di un soppalco) o ancora del sottotetto, seguito dal crollo del tetto e della parte sommitale dei muri, obliterò le tracce dell’uso originario dello spazio, successivamente riadattato per una frequentazione di tipo precario (periodo IVc o V: XV sec.); i crolli successivi (periodo V-VI: tardo XV-XVI sec.) ne decretarono la dismissione sancita anche dal tompagno della porta di accesso. Saggio II. Area sud del castrum La ripresa dello scavo in questa area ha analizzato il quadro stratigrafico esterno al tratto meridionale della cortina della rocca castrale della cittadina. In particolare la ricerca archeologica ha rinvenuto due segmenti murari di differenti fasi e fatture. Entrambi si collocano stratigraficamente ad un periodo insediativo antecedente al circuito perimetrale castrense; sulla base dei reperti ceramici queste strutture risultano obliterate ante XIII secolo, verosimilmente seconda metà Saggio III. Fronte orientale del castrum In quest’area è stato messo in luce un allineamento murario di circa 8 m. che potrebbe rappresentare il fronte murario di recinzione dell’area signorile in epoca bassomedievale e di articolazione della configurazione planimetrica interna. La testata muraria potrebbe segnare il segno del varco di accesso al castrum , dal versante dell’abitato con attraversamento del fossato. Saggio VI. Area dell’abitato Nel settore urbano si è ampliata e approfondita l’indagine del fabbricato individuato nel 2012-2013, con la finalità di indagarne il vano sud; le ricerche hanno consentito di articolare ulteriormente i periodi di occupazione in cinque momenti cui si associano diversi interventi di distruzione e costruzione. La fase più antica è rappresentata da un piano d’uso in terra battuta su cui fu installata una serie di fosse di forma circolare o elissoidale. La successiva frequentazione, presuntivamente collocabile in epoca bassomedievale è costituita dall’edificazione di un grande ambiente di forma rettangolare (8.70x6.40), con piano d’uso in terra battuta. Successivamente tale edifico fu frazionato e articolato in più spazi e ambienti tramite setti murari divisori. ( Pasquale Favia e Roberta Giuliani, Cinzia Corvino, Vincenzo Valenzano)
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2015
    Dal 16 giugno al 30 luglio 2015 si è svolta la decima campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 8a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione della residenza vescovile, addossata alla cattedrale (saggio) e nel settore settentrionale dell’area castrense (saggi III-IV). Per ragioni logistiche, non è stato possibile proseguire la ricerca nell’abitato _Area della cattedrale. Saggio I_ Le ricerche svolte nel luglio 2015 nell’area dell’episcopio sono state orientate da un lato al completamento dell’indagine stratigrafica all’interno del corridoio 28, esplorato nel 2012 esclusivamente nella porzione orientale, dall’altro hanno investito principalmente il settore a Ovest degli ambienti 24-28, quasi del tutto inesplorato. Gli scavi nel corridoio 28 hanno consentito di raggiungere il livello da cui prese avvio la costruzione dell’ampliamento dell’episcopio (periodo IVb), un piano argilloso apprestato per regolarizzare la superficie di calpestio tra le tombe del cimitero che occupava fino a quel momento (periodi II e III) l’area a Sud della Cattedrale; al di sopra di questo suolo sono stati rintracciati lembi del battuto di frequentazione del periodo IVb; su queste superfici si sono poi avvicendati crolli (contenenti materiali relativi sia al disfacimento dei tetti, sia delle murature d’ambito) e piani di frequentazione precari relativi alle fasi più tarde (periodi IVc-d e V). Per quanto riguarda invece il settore ad Ovest degli ambienti 24-28, le ricerche hanno permesso di portare in evidenza le strutture perimetrali di un nuovo ambiente (38), affiancato al 24 e costruito contestualmente ad esso nel periodo IVb, dotato di un affaccio sul lato nord, prospiciente su uno spazio aperto, rivestito da un acciottolato; questo piano d’uso è sembrato realizzato in modo da inglobare al suo interno i resti delle strutture tombali del cimitero del periodo II e III . Nell’angolo tra gli ambb. 24 e 38 è stata portata in luce la struttura di una scala che consentiva l’accesso dall’esterno al piano superiore dell’episcopio. Diversi strati di crollo, depositatisi tra periodo IV c e V, andarono ad obliterare le tracce di questa occupazione. _Area del castrum. Settore Nord-Est. Saggio III_ In questo settore della zona signorile è stato messo più chiaramente in luce un lungo fronte murario con testata, interpretabile come la risistemazione, verosimilmente di età angiona del fronte di ingresso al poggio rialzato della rocca castrense. Questa cortina muraria è preceduta, sul fronte rivolto verso l’abitato da due paralleli muretti di semplice fattura, edificati controterra; verosimilmente essi fungono da strutture di contenimento, supporto terrazzamento della fascia antistante l’ingresso bassomedievale alla zona signorile e alla rocca castrense. Successivamente fra i due muretti controterra venne praticate una rozza canaletta, verosimilmente per il deflusso delle acque discendenti dal rilievo del _castrum_. _Area del castrum. Settore Nord-Ovest. Saggio IV_ In questo settore è stato messo in luce un segmento murario, purtroppo non definibile nella suo sviluppo, stratigraficamente attribuibile a epoca bizantina o normanna. Lo scavo ha portato in evidenza uno spesso, imponente setto murario verosimilmente in rapporto con la torre pentagonale settentrionale di fortificazione del _castrum_, databile forse ad epoca sveva. Presso questo grosso muro vi era un silos granario. Successivamente in appoggio alla torre pentagonale, nel corso del XIII secolo fu edificato un nuovo fronte settentrionale di recinzione dell’area; esso servì anche come muro portante per la formazione di un nuovo vano giustapposto alla torre, munito di una nuova fossa granaria che obliterò la precedente.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2016
    Dal 20 giugno al 30 luglio 2015 si è svolta l’undicesima campagna di ricerca archeologica a Montecorvino (comune di Volturino-FG). Questo intervento costituisce la nona stagione di scavo su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. In tale stagione si è proseguita l’esplorazione della residenza vescovile, addossata alla cattedrale (saggio I) e nel settore settentrionale dell’area castrense (saggi III-IV). Per ragioni logistiche, non è stato possibile proseguire la ricerca nell’abitato. _Area della cattedrale. Saggio I_ Le ricerche svolte nel 2016 nell’area dell’episcopio hanno portato avanti la strategia del 2015, finalizzata all’approfondimento della stratigrafia all’interno del corridoio 28, di collegamento fra chiesa ed episcopio stesso, al di sotto dei piani connessi alla costruzione e alla frequentazione del complesso vescovile. A quote più basse rispetto a tali livelli fondativi, in effetti, si è ritrovato un piano d’uso tagliato da quattro fosse funerarie, testimonianza di una più ampia area cimiteriale all’esterno sud della cattedrale. Due tombe, frutto della suddivisione di un’originaria unica fossa, presentano una struttura a “triplice risega” che permetteva l’appoggio delle lastre di differenti livelli di copertura. I resti ossei rinvenuti, privi di connessione, si riferiscono a un alto numero di individui. Un’altra tomba presentava una struttura ad ossario, con tre lastre infisse nelle pareti per l’appoggio delle deposizioni. Una maggiore estensione della necropoli è dimostrata dall’affioramento di sepolture anche al disotto dei livelli d’uso e costruttivi del contiguo amb. 38. Quest’ultimo spazio rappresenta un ampliamento occidentale del complesso episcopale; l’ambiente subì poi danneggiamenti che costrinsero ad un puntellamento con pali lignei. In questa fase ad ovest dell’ambiente 38 fu edificato un ulteriore ambiente, indagato ad ora parzialmente. Esso risulta separato dal vano 38 medesimo da uno stretto corridoio al quale si accedeva mediante una soglia a gradini, rialzata rispetto al piano di circolazione esterno, con un concio squadrato di riutilizzo. _Area del castrum_ _Settore Est. Saggio III_ In questo settore della zona signorile è proseguita la ricerca finalizzata a ricomporre il sistema di fossato, terrapieno e cinta muraria della rocca, già individuato negli anni scorsi. nel 2014 era stato individuato un fronte murario alla base del poggio castrale, che si concludeva con una testata, la quale pare contrassegnare un varco d’accesso al _castrum_. Sulla linea di questo setto, nel saggio 2016, non è stata trovata traccia di strutture; l’ingresso poteva dunque verosimilmente conformarsi in un sistema a barriere “sfalsate, o a “chicane”. E’ stato invece recuperato un segmento che pare ricollegabile alla cortina edificata controterra che corre a Est al suddetto muro, verso l’abitato, già in parte scavata negli ultimi anni; si ricostruisce dunque un lungo sviluppo murario, di andamento curvilineo che fungeva da opera di contenimento-terrazzamento-sostegno della fascia antistante l’ingresso bassomedievale alla zona signorile e alla rocca castrense, probabilmente in una fase, di fine XIII-XIV secolo, di parziale riempimento del fossato che divideva il _castrum_ dai quartieri urbani. _Settore Nord-Ovest. Saggio IV_ In questo settore del _castrum_, connotato dai resti di una torre “a puntone” è stato messo in luce un ulteriore tratto dello spesso setto murario che corre parallelo al lato occidentale del bastione; l’ampliamento e l’approfondimento dello scavo portano ora ad ipotizzare, seppure con necessità di verifiche, una sua preesistenza rispetto alla stessa torre ed una sua possibile, presumibile collocazione cronologica fra età bizantina e normanna. Lo scavo ha inoltre portato in evidenza unità murarie riferibili alla sistemazione dell’area in rapporto all’erezione del suddetto bastione; l’indagine ha poi ulteriormente esposto il fronte nordorientale della cinta muraria delle rocca in epoca angioina, leggibile su 12 m. Sulla stessa cinta furono poi attestati i muri perimetrali di alcuni ambienti: al già individuato amb. 34, si giustappongono, verso Est, altri spazi recintati: l’amb. 40 e forse un secondo che lo scavo ha solo prefigurato.