Name
Felice Stoico
Organisation Name
Università di Foggia

Season Team

  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2009
    Nei mesi di giugno e luglio 2009 è stata effettuata la seconda campagna di scavo sul sito archeologico di Montecorvino, incentrata sulle aree già sottoposte a primi sondaggi nel 2008, ovvero quella del potere signorile, configurata in forma castrale, e quella del potere religioso e cioè del complesso episcopale. _Saggio I: area della cattedrale_ Le indagini stratigrafiche svolte nel 2009 all’interno della cattedrale hanno interessato l’area della navata settentrionale e la zona tra le due torri già individuate in facciata. Per quanto riguarda le ricerche nella navata nord della basilica esse si sono concentrate in particolare nel prolungamento del saggio 2008 verso W. L’esplorazione 2009 ha consentito di acquisire ulteriori prove circa la pertinenza dell’edificio ecclesiastico a due fasi costruttive differenti. Sono state inoltre individuate due sepolture, una delle quali terragna (t. 4), riferibile forse alla chiesa di I fase, l’altra (t. 2), a cassa, realizzata lungo il muro perimetrale nord di II fase; contestualmente è stato approfondito lo scavo all’interno della t. 1 già venuta alla luce nel 2008; al di sotto dell’inumato rimosso lo scorso anno, forse un cavaliere, sono emerse altre due deposizioni supine e 4 crani, corredati da 4 fibbie in ferro. Il saggio condotto tra le due torri ha inoltre consentito di rintracciare la muratura di facciata della chiesa fino al momento sconosciuta, portando anche alla luce il tratto di una cortina muraria, ad essa parallela, esterna alla chiesa stessa, probabilmente preesistente. Ad una fase invece successiva all’impianto della chiesa pare doversi ascrivere una tomba-ossario (t. 3), addossata alla facciata, verosimilmente tardomedievale. I lavori di rimozione dei depositi umiferi superficiali effettuati nell’area a S della basilica hanno confermato l’esistenza di ambienti adiacenti all’edificio ecclesiastico, verosimilmente pertinenti all’episcopio, i cui spazi saranno oggetto di indagini future. _Saggi II-III. Area castrense_ Nel 2009 è proseguita la ricerca nei pressi della torre superstite dell’impianto castrale, databile, sulla base di un’analisi degli elevati, al tardo XII-inizi XIII sec. Il saggio II, ubicato a ovest della torre, ha messo in luce resti del fronte meridionale del recinto murario che circondava la motta castrale; inoltre ha individuato setti murari appartenenti a cinque distinte fasi costruttive, di cui la più antica (documentata sinora da poche vestigia murarie) forse precedente all’erezione della torre. Altri tre periodi costruttivi sono successivi alla costruzione della medesima struttura turrita e collocabili fra XIII e XV sec.: essi testimoniano dell’articolazione e dell’evoluzione del castello, con l’edificazione di elementi di ulteriore rafforzamento della torre (cinta da un muro a scarpa) e di una cappella castrale, mononave, absidata, pavimentata in pietra. Lo scavo ha restituito frammenti ceramici, vitrei, monete bronzee, oggetti metallici (quali p. es. punte di dardi di balestra) collocabili fra età normanna e aragonese. Il saggio III ubicato a nord della torre, al vertice nord-orientale del recinto castrale, ha fornito informazioni sulle ultime fasi di vita del castello, fra tardo medioevo e XVI-XVII secolo, costituite da una fossa verosimilmente destinata a lavorazioni edili per risistemazioni sommarie e precarie dell’area.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2010
    Nei mesi di giugno e luglio 2010 è stata effettuata la 5a campagna archeologica (3a campagna di scavo) sul sito di Montecorvino, incentrata sulle aree già sottoposte a sondaggi nelle campagne 2008-2009, ovvero la zona del castello e della cattedrale, segnata dai resti ancora in parte conservati in alzato delle strutture. Nel 2010 è stata aperta inoltre una terzo settore di ricerca, nell’area dell’abitato. _Saggio I. Area della Cattedrale_ Nell’area della cattedrale gli scavi effettuati nel 2010 hanno mirato ad indagare gli ambienti del presunto episcopio individuato a Sud della basilica in appoggio al muro meridionale della chiesa stessa, edificato verosimilmente in età tardosveva-primoangioina. Le ricerche hanno consentito di individuare il fronte murario di delimitazione sud del complesso episcopale, lungo non meno di 15 m., e di esplorare in profondità soltanto due vani, gli ambienti 5 e 15. Il primo di essi (dimensioni: 4,30 x 6,15 m), collegato mediante una porta direttamente all’edificio di culto e comunicante, tramite un altro ingresso, anche con una stanza collocata a Ovest, è apparso connotato da peculiari dispositivi: probabilmente un bancone ligneo, sorretto da mensole alloggiate nella parete, doveva occupare tutto il lato orientale dell’ambiente; un tubulo in terracotta inserito nel muro est, a quote un po’ più elevate rispetto al piano ligneo, doveva forse essere utilizzato per smaltire liquidi; non si può escludere che il vano fosse utilizzato per la preparazione dei pasti; gli spazi residenziali (da cui proviene la suppellettile ceramica e vitrea ritrovata negli strati di crollo) potevano essere collocati al piano superiore. L’ambiente 15 (dimensioni 4,30 x 2,10), attiguo al vano 5, fu aggiunto a quest’ultimo in un momento successivo; dotato di un piccolo accesso (0,78 m) sul lato est, appariva privo di finestre e dotato di un dispositivo di deflusso, alloggiato nel muro meridionale, che sfocia all’esterno, quasi in corrispondenza dello spigolo del fabbricato, al di sopra di una piccola piattaforma costruita aggettante dalla muratura, costruita contestualmente ad essa; le caratteristiche generali di questo amb. potrebbero suggerirne l’ipotetica funzione di ricovero per animali. Forse nel corso della stessa età angioina questi vani crollarono; l’amb. 15 probabilmente non fu più occupato, mentre l’amb. 5 fu prima oggetto di una frequentazione di tipo abitativo dai caratteri assai precari, successivamente, tra Tardomedioevo e inizi dell’età moderna, venne rifunzionalizzato con finalità produttive, con l’impianto di un’ampia e profonda canaletta in laterizi, forse adoperata per attività non chiaramente precisabili per assenza di indicatori particolari; si potrebbe ipotizzarne un uso collegato alla lavorazione di tessuti o pelli. Tra età sveva e angioina fu costruito, in appoggio al muro di fondo della cappella di S. Alberto, uno spesso muro, forse di recinzione di uno spazio funerario. A Est di questa cortina; nello spazio compreso tra il nuovo muro e l’abside della cappella fu installata una tomba infantile. _Saggi II-III-IV. Area castrense_ Nel 2010 è proseguita la ricerca nei pressi della torre superstite dell’impianto castrale, databile, sulla base di un’analisi degli elevati, al tardo XII-inizi XIII sec. Nel saggio II, ubicato a W della torre, si erano già individuati quattro periodi insediativi, di cui uno precedente alla edificazione della torre stessa; la nuova campagna ha permesso di meglio definire l’esistenza di un recinto castrale di cui la torre costituiva il rafforzamento angolare SE, lungo E-W oltre 25 m. e N-S circa 30 m.. In particolare si è constatata la presenza di una chiesetta castrale, ad auletta absidata, con muretto presbiteriale e pavimentazione lapidea e di altri quattro vani intercomunicanti, frequentati nel XIII-XIV sec.. Nel saggio IV è stata messa in luce una seconda torretta difensiva con livello ipogeo adibito a cisterna e un altro tratto del circuito murario. _Saggio V Area dell’abitato_ Il saggio V ha individuato un tratto di sede stradale della rete urbana insediativa, occupati da un silo granario e da una fossa per calce.