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Dunia Filippi

Season Team

  • AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2003
    Excavations on the northern slopes of the Palatine between the Arch of Titus and the Atrium Vestae were undertaken to study a residential quarter occupied by Republican aristocratic residences. The excavation has yielded unexpected results, and it is now possible to reconstruct the history of this area from the ninth century BC through the late Medieval period, the moment of its abandonment. The first systematic arrangement of the slopes dates back to the mid 8th century BC, when a series of scattered huts were destroyed to allow the construction of the fortifications. These walls remained in use until the mid 6th century BC. Following the destruction of the walls, the area was occupied by a private residential area, destroyed later by Nero. New buildings were constructed under the Flavians, who built here two horrea. Placed in direct communication with the sacred grove of the Vestal Virgins (the lucus Vestae), a domus was found that has been interpreted as the domus publica, dating back to the beginning of the 6th century BC and destroyed under Augustus, who built another horrea in its place. The most recent extension of the excavation toward the House of the Vestals was undertaken for the study of a building that has been tentatively identificatied as the domus regis sacrorum, as well as an absidal monument, interpreted as the aedes Larum. The oldest phase of both of these structures dates to around 750 BC. Future excavations aim at a better definition the plan of the domus regia of the 8th - 7th century BC, as well as the recovery of new information on monuments belonging to the sanctuary of Vesta. (Dunia Filippi)
  • AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2006
    _Area della c.d. domus Publica_ Già nel 2001 l’indagine ha permesso di documentare come questa parte delle pendici prossime all’angolo nord-ovest del colle sia stata oggetto per la prima volta di un intervento edilizio nella metà dell’VIII sec. a.C. concretizzatosi nella realizzazione di un edificio a più vani, che non trova confronti coevi in area etrusco-laziale, se non alla fine del VII e nel VI sec. a.C. Di questo edificio nella campagna del 2006 è stato documentato il primo degli ambienti addossati al lato ovest. Nello stesso settore è emersa anche la prima sostruzione dei margini del fossato, rivelatasi contestuale alla sistemazione dell’area per la presenza dell’edificio. Per la fase relativa alla seconda metà dell’VIII sec. a.C., è stato possibile documentare la presenza di un ambiente di servizio addossato al lato occidentale dell’edificio, aperto verso l’area dei focolari; questo ambiente sarà poi sostituito da un vano analogo nel corso della prima metà del VII sec. a.C. e successivamente da due ambienti con analoghe funzioni. _La Casa delle Vestali_ Il paleosuolo, nella parte nord-orientale della casa delle Vestali pre 64 d.C. che obliterava attività risalenti alla II fase laziale (un focolare forse connesso con le tombe adiacenti) e una fossa risalente all’età del Bronzo recente, mostrava delle tracce di lavorazione identificate come arature realizzate con un aratro ad uncino. L’ampliamento dell’indagine ai settori settentrionali dell’atrium Vestae di epoca imperiale ha portato, nel corso delle varie campagne, a raccogliere dati anche sulle fasi del Santuario successive alla sua distruzione a causa dell’incendio neroniano, e la sua successiva ricostruzione. E’ emerso che le colmate presenti nella parte orientale dell’edificio imperiale si datano in età tardo-neroniana. Questo indica come il progetto neroniano sia stato portato a termine almeno per l’area delle Vestali, come testimoniato anche dai bolli laterizi nelle murature.
  • AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2018
    Le indagini condotte nel 2018 hanno consentito di comprendere meglio l’uso degli _horrea_ di età imperiale tra il VI secolo d.C. e il XVI secolo d.C. Sono stati indagati due vani dell’edificio ( _horrea_ Vespasiani ) nei quali è stata documentata una consistente stratificazione pertinente alla frequentazione post antica del complesso. In esso (tra VI e VII secolo d.C.) si impianta un’attività produttiva che ha prodotto un consistente contesto di scorie metalliche. L’impianto viene obliterato dalla deposizione di tre sepolture di infanti (tra VII e IX secolo d.C.) e successivamente viene sepolto sotto un cospicuo interro finalizzato alla costruzione degli Orti Farnesiani.
  • AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2019
    Si è conclusa l’indagine sistematica della pendice settentrionale del Palatino, nell’ampia area compresa tra il cosiddetto Clivo Palatino, la cosiddetta Via Nova di età imperiale, le cosiddette _scalae Grecae_ (o _scalae Anulariae_ ) e la Via Sacra. Grazie alla collaborazione e al sostegno del Parco Archeologico del Colosseo, è stata avviata una nuova fase di ricerca sul versante opposto del monte. Questo nuovo progetto muove dalla necessità di effettuare un’analisi sistematica del settore compreso tra le _scalae Caci_, la strada che separava il complesso di edifici antichi sottostante la Chiesa di Sant’Anastasia dal Circo Massimo, la cosiddetta _domus Praeconum_ con il cosiddetto _Pedagogium_ e la _domus_ con due peristili di età augustea che occupa la media pendice del monte. Si tratta di un vero e proprio “vuoto” nella nostra conoscenza riguardo la topografia del Palatino e l’articolazione dei complessi architettonici che, in età imperiale, articolavano il paesaggio urbano di questa pendice prospiciente la Valle Murcia Le indagini condotte nel 2019 hanno permesso la riscoperta di alcune strutture antiche rappresentate in disegni rinascimentali e nella planimetria di G.B. Nolli dove sono raffigurati tre ambienti di forma rettangolare con i lati lunghi orientati nordovest-sudest aperti a nord e chiusi a sud da una struttura a essi perpendicolare. Le indagini di questo primo anno hanno interessato il più occidentale dei vani. Qui è stata rimossa stratificazione pertinente all’obliterazione della struttura il cui studio è attualmente in corso.

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