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Valentina Albano

Season Team

  • AIAC_2184 - Panificio I 12, 1-2 - 2009
    L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. A seguito della campagna 2009, i vari saggi eseguiti hanno permesso di proporre una cronologia relativa – ancora ipotetica – per lo sviluppo del panificio, percepito attraverso la sala delle macine. Dopo una fase forse originaria per la casa che compredeva una bottega, il panificio è stato creato con la costruzione di uno spazio contenente due macine. In una fase successiva, una terza macina viene aggiunta a nord delle due prime, dopo l’obliterazione della bottega che fronteggeva la via dell’Abbondanza. Dopo il terremoto del 62, l’architettura della sala viene cambiata: tutti i muri divisori sono abbattuti per creare una grande stanza con due colonne per sopportare il primo piano. L’ultima fase, che si svolge molto probabilmente nella seconda metà degli anni 70 d.C., vede una nuova estensione delle capacità macinatorie del panificio: una volta abattuto il muro divisorio tra la sala principale e la stanza 3, viene aggiunta una quarta macina, sprovvista del consueto basolato.
  • AIAC_2184 - Panificio I 12, 1-2 - 2010
    L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. A seguito delle campagne precedenti, lo scavo in estensione della sala delle macine permette di proporre una cronologia ipotetica per lo sviluppo del panificio, rinnovata rispetto a quella proposta nel 2009. Dopo una fase forse originaria marcata da una casa (non datata) che compredeva una bottega, il panificio è stato creato in età tiberiana ( _terminus post quem_ numismatico: 22 d.C.) con la costruzione di uno spazio contenente due macine. In una fase successiva, consecutiva al terremoto del 62 d.C., due ambienti sono scavati, raggiungendo i livelli delle eruzioni ante-pliniane, forse per verificare lo stato delle fondazioni dopo la scossa. Di seguito, una terza macina viene aggiunta a nord delle due prime, dopo l’obliterazione della bottega che fronteggeva la via dell’Abbondanza. La sala delle macine è rimaneggiata con l’aggiunta di una colonna. L’ultima fase, che si svolge molto probabilmente nella seconda metà degli anni 70 d.C., vede una nuova estensione delle capacità macinatorie del panificio: una volta abattuto il muro divisorio tra la sala principale e la stanza 3, viene aggiunta una quarta macina, sprovvista del consueto basolato.
  • AIAC_2186 - Panificio IX 3, 19-20 - 2009
    L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e delll’organizzazione degli spazi produttivi. Durante questa campagna, abbiamo approfondito i saggi iniziati nel 2008, ad ovest della stanza della macine. Malgrado le forti perturbazioni della stratigrafia – dovute ad un cedimento del terreno – si sono potute osservare le grandi modifiche attorno al panificio, nelle stanze 118 e 121. Lo scavo ha permesso di riconoscere e di studiare le trasformazioni del sistema di approviggionamento idrico, le cui cisterne sono state individuate o localizzate. L’installazione del panificio in questa casa potrebbe risalire alle conseguenze del terremoto del 62 d.C. In concomitanza con la creazione dell’impianto di lavorazione del grano, viene trasformato anche il sistema idraulico, funzionale alla costruzione di un sistema che potrebbe permettere di lavare il grano. Tuttavia, il collegamento con l’aqua proveniente del castellum aquae non avviene prima dell’ultima fase della casa, dopo importanti lavori di ristrutturazione.
  • AIAC_2186 - Panificio IX 3, 19-20 - 2010
    L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e delll’organizzazione degli spazi produttivi. Durante questa campagna, tre saggi sono stati realizzati, due nella stanza delle macine, il terzo nella stanza 117. Nell’angolo sud-est di questa sala, il saggio ha permesso di intravedere due fasi precedenti all’installazione del panificio, probabilmente legate ad una funzione di produzione. In corrispondenza della più antica di esse un dolio seminterrato è stato rinvenuto. L’analisi delle pareti in gascromatografia (HRGC) ha permesso di identificare due contenuti successivi: olio seguito da una materia che necessita un rivestimento di pece, forse del vino. Lungo la parete ovest della stessa sala, abbiamo continuato il saggio iniziato l’anno scorso malgrado una stratigrafia sconvolta dall’affossamento di una cisterna. Vestigia di infrastrutture idrauliche successive sono state rinvenute, tutte anteriori all’installazione del panificio. Pochi elementi permettono di collegare queste strutture con quelle osservate durante la campagna 2009 nella stanza 120. Un terzo saggio è stato condotto nell’angolo nord-orientale della stanza 117. La più antica fase osservata è caratterizzata da un pavimento in _opus signinum_ decorato di tesselle bianche. Si sviluppava a nord e forse ad ovest. La seconda fase vede la riduzione di quest’ambiente con la costruzione di un muro nord-sud. In una terza fase, l’ambiente viene rialzato. È solo dopo un’estensione verso sud che l’ambiente prende la forma attuale mantenuta fino all’eruzione con la costruzione del muro di separazione tra le stanze 117 e 120.
  • AIAC_2665 - Panificio VII 1, 25.46-47 - 2010
    L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Durante questa campagna, si è iniziato ad indagare la zona del dismesso panificio della _domus_ Sirici (VII 1, 25.46-47) ed, in particolare, la parte destinata originariamente alle macine. Al momento dell’eruzione, infatti, il panificio di questa grande dimora era stato smantellato ed in parte occupato da un grande ambiente che si apre sull’atrio principale della casa. Di esso, oltre al pavimento in basoli si conserva il forno che nel 79 non veniva probabilmente più utilizzato. Le indagini si sono concentrate all’interno dei due negativi lasciti nei basoli dalle macine e davanti il forno stesso al fine di definire cronologicamente il momento di smantellamento del panificio. I risultati più significativi sono emersi durante il sondaggio praticato nel negativo della macina orientale. Infatti oltre ad aver messo in evidenza le sequenze costruttive del montaggio della macina stessa e del basolato le indagini si sono approfondite sino a raggiungere la stratigrafia geologica situata a circa 27 m s.l.m. dove è apparsa una struttura realizzata in _opus incertum_ allettata in abbondante malta dello spessore visibile di circa 0,8 m e per una lunghezza di 1,5 m ca. Essa è stata costruita direttamente nel suolo non antropizzato e, malgrado il suo profilo irregolare, traccia una linea N/S formante un angolo di circa 34° con il muro sud della stanza. La creazione del panificio ha sensibilmente intaccato tale struttura che viene interpretata sulla base delle sue caratteristiche struttive come una fondazione. Il suo orientamento lascia presupporre che faccia parte di una sistemazione dell’area molto differente rispetto all’attuale. La ridotta superficie del sondaggio non può, per il momento, fornire ulteriori dati per una corretta interpretazione che si cercherà di chiarire nelle prossime campagne. Un secondo sondaggio è stato praticato all’interno del negativo della macina occidentale. In questo punto la situazione è stata compromessa da due interventi. Insiste infatti in questo punto la costruzione dell’angolo N-E della grande stanza aperta sull’atrio della _domus_ Sirici. Essa è stata realizzata dopo il terremoto del 62 e fornisce dunque un valido termine _ante quem_ per l’abbandono del panificio. Nello stesso punto e in un momento posteriore alla realizzazione di questa stanza lo scavo ha evidenziato dei lavori connessi alla posa di una _fistula_ plumbea funzionale all’approvvigionamento di un bacino posto poco più a nord. Questo ulteriore intervento ci informa dunque su almeno due fasi del periodo _post_ sismico della _domus_ e dell’ex panificio. Davanti al forno, infine, lo scavo si è limitato, per il momento, all’asporto dei residui di cenere e lapilli dell’eruzione del 79 d.C. non intaccati dallo scavo moderno. In attesa di precisare la cronologia con dati ceramologici si sono dunque osservate differenti fasi sia precedenti che posteriori all’installazione del panifico.