- Item
- AIAC_3026
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Date Range
- 800 BC – 800
- Monuments
- Town
Seasons
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AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2012Dal 1990 l’Università degli Studi di Genova è impegnata sul sito dell’antica città di Nora grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano e nell’ambito di un piano di cooperazione interuniversitario sviluppato con gli Atenei di Milano, Padova, Viterbo. Dal 1996 le indagini dell’Ateneo genovese si sono concentrate nella zona nord-occidentale della città, occupata ed urbanizzata con l’arrivo cartaginese alla fine del VI sec.a.C.; qui si sviluppa un quartiere artigianale (Area C), che da subito ha una forte valenza commerciale. Questa funzione, documentata per il IV-III sec.a.C. da un’officina di _garum_, è mantenuta fino alla trasformazione in area abitativa (fine II-I sec.a.C.), che subirà una prima monumentalizzazione, non facilmente individuabile, nel corso del II sec.d.C., poiché l’intervento severiano ne intacca profondamente le evidenze, in parte già scavate da G. Pesce nel secolo scorso. Si deve a G. Pesce la messa in luce di una struttura commerciale polivalente, il cd. _macellum/hospitium_, delle Piccole Terme, di una serie di abitazioni, anche se parte dei dati per le fasi più recenti sono andati persi. Dal 2010, in occasione dei restauri delle Piccole Terme, si sono effettuati una serie di scavi e saggi sia all’interno dell’edificio termale sia nelle sue vicinanze per chiarirne fasi e cronologia. Le Piccole Terme si impostano su precedenti abitazioni (quartiere A-B), sfruttandone le murature; si presentano ad impianto semplice ( _frigidarium_, due _tepidaria_, un _calidarium_ ) in età severiana; nel IV sec.d.C. si aggiunge un _apodyterium_, un corridoio e un ingresso monumentale. L’abbandono della funzione termale vede una parziale occupazione di nuovo con funzioni abitative (?) e infine un’ulteriore trasformazione (VI sec. d.C.) in area artigianale con fornaci sia nella vasca del _frigidarium_ che nei _tepidaria_. Invece nell’area verso N si crea un nuovo quartiere abitativo, che rappresenta l’ultima fase di vita della città (VII-VIII sec.a.C.). Nel 2012 lo scavo ha interessato anche la strada E-F che attraversa il quartiere, parallela ad un’altra strada (G-H), che invece lo delimita verso mare. Si è portato in luce un tratto stradale lastricato, individuando due tombini del sottostante impianto fognario. In particolare l’intervento si è focalizzato su una struttura (cd. Vano A), già nota da precedenti scavi (1992-1993), che rientra nell’ultima fase di urbanizzazione di Nora. Lo scavo ha permesso di evidenziare che, a differenza della strada G-H restata sempre in funzione, questa, che si deve forse all’intervento severiano, viene defunzionalizzata nel V sec.d.C., come testimonia la presenza di terra e sabbia che ne ricoprono quasi uniformemente il lastricato. Su questo strato naturale collassano le murature delle abitazioni ai lati della strada, anch’esse abbandonate con la fine del V sec.d.C.. Nel VII sec. la ripresa di vita comporta un livellamento dello strato di abbandono: viene costruito il cd. vano A. Si tratta di un lacerto di una più ampia struttura abitativa, che rientra nell’ultima urbanizzazione di Nora, le cui tracce si recuperano anche in prossimità delle Piccole Terme. Viene così documentata la fine della città, probabilmente in concomitanza con l’invasione araba del Campidano (753 d.C.).
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AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2013Dal 1990 l’Università degli Studi di Genova è impegnata sul sito dell’antica città di Nora grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano e nell’ambito di un piano di cooperazione interuniversitario sviluppato con gli Atenei di Milano, Padova, Viterbo. Dal 1996 le indagini dell’Ateneo genovese si sono concentrate nella zona nord-occidentale della città, occupata ed urbanizzata con l’arrivo cartaginese alla fine del VI sec.a.C.; qui si sviluppa un quartiere artigianale (Area C), che da subito ha una forte valenza commerciale. Questa funzione, documentata per il IV-III sec.a.C. da un’officina di garum, è mantenuta fino alla trasformazione in area abitativa (fine II-I sec.a.C.), che subirà una prima monumentalizzazione, non facilmente individuabile, nel corso del II sec.d.C. Il posteriore intervento severiano ne intacca profondamente le evidenze, in parte già scavate nel secolo scorso. Si deve a G. Pesce la messa in luce di una struttura commerciale polivalente, il cd. macellum/hospitium, che nella prima fase è in realtà un horreum, delle Piccole Terme e di una serie di abitazioni. Una parte dei dati relativi alle fasi più recenti sono andati persi, ma la campagna di scavo del 2012 conferma un vitalità della città ed in particolare del quartiere nord-occidentale fino alla metà dell’VIII sec.d.C. Dal 2010, in occasione dei restauri delle Piccole Terme, si sono effettuati una serie di scavi e saggi sia all’interno dell’edificio termale sia nelle sue vicinanze per chiarirne fasi e cronologia. Le Piccole Terme si impostano su precedenti abitazioni (quartiere A-B), sfruttandone le murature; dapprima con un impianto semplice ( frigidarium, due tepidaria, un calidarium ) (età severiana). Nel IV sec.d.C. si aggiunge un apodyterium, un corridoio e un ingresso monumentale. L’abbandono della funzione termale vede una parziale rioccupazione con funzioni abitative (?) e infine un’ulteriore trasformazione (VI sec. d.C.) in area artigianale con fornaci sia nella vasca del frigidarium che nei tepidaria (di queste ultime restano solo labili tracce). Nel 2013 è stata indagato l’interno della vasca del frigidarium, che per tre quarti risulta occupato da una fornace: si sono scavati tre piani di cottura (Fornace 1-3) sovrapposti in rapida successione, che prevedevano una profonda azione di pulitura tra l’uno e l’altro; di conseguenza la mancanza di reperti non permette una cronologia dell’uso. Invece tra la Fornace 3 e quella sottostante (Fornace 4) si trova uno spesso strato di terreno combusto contenente frr. ceramici, scorie di vetro, ossi, indizio di un probabile periodo di abbandono. Inoltre questa fornace a differenza delle tre superiori circolari, ha un impianto quadrangolare di maggiori dimensioni. Lo scavo si è interrotto a questo livello, ma è proseguito nella zona della vasca non occupata dalla fornace. Qui probabilmente era già intervenuto G.Pesce negli anno 60 del secolo scorso, giungendo a portare in luce un tratto di pavimentazione laterizia originaria della vasca, con la conseguente perdita di dati stratigrafici utili all’inquadramento cronologico. Nel contesto della stessa campagna si è provveduto al restauro pavimentale dei due tepidaria delle Piccole Terme, procedendo con erbicida, consolidanti ed integrazione e, dove ancora presenti, si sono restaurate le pilae delle suspensurae. Questa area è stata coperta con tessuto non tessuto e con strati differenti di ghiaia (più chiari per indicare vani interni; più scuri per individuare spazi aperti e /o di passaggio); la stessa metodologia conservativa è stata seguita anche per permettere la fruizione da parte dei visitatori del Parco archeologico delle fauces delle Piccole Terme e dell’ambitus (Area C/C1).
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AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2014Dal 1990 l’Università degli Studi di Genova è impegnata sul sito di Nora nell’ambito di un piano di cooperazione con gli Atenei di Milano, Padova, Viterbo e in concessione con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano. Le indagini si sono concentrate dal 1996 nell’area settentrionale della città, che risulta occupata ed urbanizzata dalla fine del VI sec.a.C.; qui gli scavi condotti da G. Pesce nel secolo scorso hanno messo in luce la fase severiana: il cd. _macellum/hospitium_, le Piccole Terme, alcune abitazioni, ma hanno portato alla perdita di dati relativi a periodi di vita posteriori al III sec. a.C. Nel 2010 i nuovi restauri dei pavimenti musivi delle Piccole Terme sono stati occasione per effettuare alcuni saggi all’interno dell’edificio termale e all’esterno così da chiarirne le fasi cronologiche. Le Piccole Terme sorgono all’inizio del III sec. d.C. su un’area a valenza abitativa, dapprima ad impianto semplice ( _frigidarium_, due _tepidaria_, un _calidarium_ ) per essere poi monumentalizzate in IV sec. d.C., allorché si aggiunge un _apodyterium_, un corridoio ed un ingresso. L’abbandono della funzione termale vede una parziale rioccupazione abitativa ed infine un’ulteriore trasformazione (VI sec. d.C.) in area artigianale con fornaci nella vasca del _frigidarium_ e nei vani tiepidi. La campagna del 2014 è stata condotta all’interno delle vasca del _frigidarium_, dove è stato possibile evidenziare un sovrapporsi di strutture a partire da un forno quadrato più antico che dopo un breve periodo di vita, usuratasi, viene sostituito in rapida successione per lo meno da tre forni e relative preparazioni. Questa fornace si impianta quando l’edificio termale ha perso la sua funzione, ma dopo un lasso di tempo ed una frequentazione sporadica, poiché al di sotto della fase più antica si è evidenziato uno strato di crollo delle pareti marmoree della vasca. Si è verificato che, dopo un primo abbandono della terma, il pavimento della vasca viene spogliato, tranne che per le parti laterali più difficili da asportare, mentre in un angolo si imposta un piccolo forno fusorio (residui di bronzo) e in quello opposto una vaschetta per lavorazione. Sempre nel 2014 (gennaio) si sono terminati i saggi preventivi alla costruzione di una struttura di copertura prevista per preservare dall'erosione ambientale il mosaico dell’ _apodyterium_ : l’indagine ha confermato che l’edificio termale si imposta su _domus_, allineate lungo la strada del porto, e di una queste si è recuperato un lacerto di vasca del viridario. Nel 2014 si è continuato anche lo scavo per portare in luce verso Nord il tracciato basolato della strada E-F che attraversa il quartiere, parallela ad un’altra strada (G-H), che invece lo delimita verso mare. I precedenti scavi (2012) avevano individuato due tombini dell’impianto fognario ed avevano evidenziato un forte andamento verso N-O tanto da far supporre che non fosse la via preferenziale di collegamento tra Nora e Cagliari, ma un ulteriore percorso interno verso l’approdo ed il porto che si doveva collocare presso la laguna, dove ancora esiste il moderno porto-pescherecci. -
AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2015Nelle campagne di scavo del 2015 l’attenzione è stata volta ad indagini mirate in vista della pubblicazione delle Piccole Terme, cercando di ottenere risultati utili a tracciare la lunga vita di questo edificio, sorto in età severiana ma vissuto fino almeno al VII sec. d.C. con funzioni differenziate. Molti interrogativi sono ancora aperti sulla struttura iniziale e sulle ristrutturazioni della terma, poiché gli scavi di G. Pesce hanno lasciato una scarsa documentazione. Tuttavia è emerso che l’edificio non è crollato, ma è stato oggetto di un costante spoglio pur continuando ad adoperare i diversi vani, trasformandoli sia in spazi abitativi sia in aree occupate da una modesta attività artigianale. In particolare si è proceduto alla verifica nei due vani affacciati sulla via del porto, che non sembrano presentare funzioni precipue. Il vano sud ha sempre fatto parte del progetto della terma: in I fase era un’area porticata di cui restano - angoli nord-ovest e sud-ovest - blocchi squadrati interpretabili come basi di un portico; nella II fase, ad una quota superiore, è stato realizzato un condotto fognario, che ha portato all’asportazione quasi totale della precedente pavimentazione. In seguito alla costruzione della fognatura è stato messo in opera un battuto pavimentale in malta con un allettamento piuttosto massiccio, su cui si impostano le due scale che costituiscono la modifica monumentale dell’accesso. Interventi, anche recenti, hanno intaccato il complesso rendendo ardua una migliore leggibilità. Il vano nord rappresenta il prosieguo del porticato, che è stato interrotto dalla costruzione dei due muri ad est e ad ovest; questi si appoggiano chiaramente alle murature del _tepidarium_ e rappresentano una ristrutturazione tarda, quando il vano caldo aveva perso la sua originaria funzione. E’ stato possibile evidenziare gli strati di riporto di terra, in cui sono tagliate queste due strutture e quindi si spera che, dallo studio del materiale ivi contenuto, si possa arguirne una cronologia di fondazione. La campagna di maggio-giugno 2015 è stata mirata allo scavo dell’intero vano del _praefurnium_: è stato possibile individuare un livello di piano di calpestio relativo alla funzione principale di questa zona, ma è apparso anche abbastanza chiaro che si è intervenuti con una serie di rifacimenti; la conseguenza è stata un innalzamento della bocca del _praefurnium_: anche in questo caso è difficile recuperare una cronologia assoluta per mancanza di dati provenienti dai precedenti scavi. A sud dell’imboccatura si è scavata una buca quadrata (1mx1mx1m) contenente cenere e reperti vari, che si è interpretata funzionale alla terma, probabilmente per mantenere e alimentare il fuoco (cfr. Edificio termale di San Giovanni Incarico-Frosinone). Si è inoltre appurato che il _praefurnium_ è costruito su uno spesso strato di riporto di terra, obliterando e rasando una potente muratura est-ovest, che è stata parzialmente sfruttata per impostare la soglia dell’ambiente. -
AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2016_Nora, quartiere nord-occidentale_ La campagna di scavo del 2016 è stata finalizzata al recupero e al controllo di dati emersi in anni recenti, nell’ottica di inserire l’edificio delle Piccole terme nel contesto del quartiere. Si è pertanto continuata l’indagine nell’area di accesso alla terma (II fase: IV sec.d.C..), riuscendo a recuperare - individuandola solo in piccoli lacerti - la pavimentazione a ciottoli, che era originaria della zona porticata. Questo portico, aperto sulla strada verso il porto settentrionale ed inglobato poi nell’edificio termale, è pavimentato in origine con un acciottolato; resta a lungo in uso, come documentano i diversi interventi di ripavimentazione, tutti tagliati dalla grande fognatura che serve le Piccole terme e vien costruita in concomitanza della ristrutturazione monumentale (II Fase). L’acciottolato si presenta leggermente a schiena d’asino per favorire il deflusso delle acque meteoriche e poggia su alcuni strati di riporto che hanno avuto lo scopo di livellare il terreno, da cui proviene materiale inquadrabile nel corso del I sec. d.C. ( _terminus post quem_ ). Nella campagna di scavo si è anche verificato che questo spazio non è fisicamente separato dal cd. _macellum_ o _Insula_ A, nella fase di IV sec.d.C.; di conseguenza si è iniziata un’indagine nel confinante vano (D10) per comprendere il rapporto tra i due edifici. Il cd. _macellum_ ha una prima fase di età severiana con funzione di _horreum_; quando si procede all’ingrandimento (IV sec. d.C.) vengono inglobate anche le _domus_ affacciate sul portico della via del porto e trasformate in botteghe con abitazione al piano superiore. Risulta evidente la connessione con le Piccole terme che sono funzionali proprio a questa Insula A, a sud della quale si ergono le maestose e pubbliche Terme a mare. Lo scavo ha portato alla luce il crollo del tetto, delle parti superiori delle pareti del vano (D10), ed alcuni interventi tardi (VII sec.d.C.). Si tratta di una struttura lignea precaria, un utilizzo dopo un periodo di abbandono (VI sec. d.C.?), indicato da uno strato di sabbia eolica, che emerge anche in altri punti del quartiere sempre nello stesso periodo. -
AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2017La campagna di scavo del 2017 è stata finalizzata al recupero e al controllo di dati emersi in anni recenti, nell’ottica di ricostruire la seriazione cronologica della vita del quartiere. Per tale motivo si è ripresa l’indagine del vano D10 (2016), ampliandone l’area per comprendere il rapporto tra il cd. _macellum_ e le Piccole terme, così da ricostruire il tessuto urbanistico della zona prima dell’intervento di età severiana, a cui si lega la struttura termale. E’ stato possibile individuare uno spazio a valenza artigianale, forse un _pistrinum_ (?) con la porta carraia che affaccia sul portico della via portuale e con una porta pedonale laterale. Purtroppo le condizioni metereologiche non hanno permesso un ulteriore approfondimento dell’indagine con la conferma della funzione, suggerita dalla presenza di due circoli di pietre su cui potevano poggiare le macine. E’ stata ripresa anche l’indagine nell’area retrostante l’edificio termale, dove nel 2014 si era proceduto con un intervento mirato per permettere la costruzione della copertura del mosaico dell’ _apodyterium_. Qui nel 2011 si erano individuati tre lati di un vano, di cui uno formato da un tramezzo in mattoni crudi, intonacato in bianco con banda rossa e blu. La campagna di quest’anno ha permesso di determinare anche il quarto lato di questo ambiente, che viene utilizzato per scaricarvi materiale edilizio proveniente dal finitimo edificio termale, quando non è più in uso (V sec. d.C.?). Dopo un periodo di abbandono viene costruito un muro, pressoché privo di fondamenta (si imposta direttamente sul terreno), che, insieme ad altre evidenze ad esso collegate, rappresenta il periodo seriore di vita nel quartiere. Proprio per comprendere le fasi tarde del quartiere, a seguito di un rilievo con stazione totale delle emergenze, si è scelta una nuova zona d’indagine (C2) in uno spazio, che non dovrebbe essere stato toccato da ricerche precedenti. All’interno dell’area delimitata da murature, si riconoscono diversi strati ricchi di materiali edilizi, riferibili ad un crollo dilazionato nel tempo, con una continuità di frequentazione finalizzata allo scarico di rifiuti e alla parziale spoliazione delle macerie. L’attività di scavo di quest’anno rappresenta solo un momento di indagine in un quadro di ricerca di ampio respiro; i risultati dovranno essere letti in rapporto sia alla stratigrafia delle aree già indagate sia considerando le informazioni fornite dallo studio del materiale. -
AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2018La campagna di scavo del 2018, sebbene disturbata da condizioni metereologiche non favorevoli, è stata impostata in modo tale che si potessero continuare le indagini già intraprese nel 2017, ed anche con lo scopo di ampliare le aree di scavo per meglio comprendere l’articolarsi diacronico del quartiere. Per tale motivo, ossia per meglio comprendere lo spazio a valenza artigianale, forse un _pistrinum_ (?), individuato nella precedente campagna, si è proceduto all’indagine nel vicino corridoio del cd. _macellum_ (vano D11), che ha portato a rintracciare il probabile muro sud di limite dello spazio artigianale, rasato per impostarci sopra il _macellum_ -Insula A. Gli strati di riempimento e spianamento utili a procedere alla costruzione delle mura attualmente in vista sono stati determinati, in base ai repererti, con un _termine post quem_ del III sec.d.C., confermando quindi una cronologia già nota in letteratura. La campagna di quest’anno ha permesso, inoltre, di portare completamente in luce il quarto lato del vano, intonacato in bianco con banda rossa e blu, individuato nel 2011 sul retro delle Piccole Terme (Area PT/RG); è stato possibile identificare l’accesso all’ambiente, che per misure modeste e per tipo di semplice decorazione poteva avere funzione di vano di servizio. In ogni caso si conferma la valenza abitativa della zona in cui si imposta l’edificio termale: questo vano sembra continuare a vivere in contemporanea alla terma ed - in concomitanza della sua defunzionalizzazione - si trasforma in area di scarico di materiale edilizio e di rifiuti urbani. Non potendo per motivi di sicurezza approfondire qui l’indagine, si è preferito iniziare ad ampliare verso nord l’area (Area PT/RA), procedendo semplicemnte ad una pulizia iniziale (causa mal tempo). La nuova zona di indagine aperta verso nord nel 2017 (Area C2) è stata ulteriormente ampliata. Nell’area interessata dall’edificazione di una serie di strutture murarie di cui una chiude a nord il vano già individuato nella precedente campagna, si sono portate in luce due ulteriori muri ad andamento est-ovest, che ben presto sono in crollo e parzialmente spoliati. Su questa situazione si impostano direttamente nuove muraturee, specchio di un’importante operazioni di riorganizzazione. Il nuovo assetto dell’area prevede anche la chiusura della porta con cui il vano sopra citato si apriva verso est, tamponandola con materiali di riuso; nel contempo viene allestita una rozza pavimentazione in terra battuta, rinforzata con piccole pietre e frammenti di laterizi, posti di piatto ed il vano è suddiviso da un tramezzo in muratura leggera con orditura a graticcio. In seguito la zona è probabilmente defunzionalizzata e le strutture, private della manutenzione, vengono interessate da una serie di fenomeni di degrado progressivo e, talvolta, di crollo repentino. La cronologia relativa appare evidente, ma solo lo studio dei reperti potrà fornire una cronologia assoluta. Infatti questi risultati rappresentano un momento di indagine in un quadro di ricerca di ampio respiro e dovranno essere letti tenendo conto sia della stratigrafia delle aree indagate sia delle informazioni fornite dallo studio del materiale. -
AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2019La campagna 2019 ha previsto l’analisi stratigrafica delle murature delle pendici occidentali del Colle di Tanit e l’approfondimento delle ricerche nell’area C2, già in parte indagata durante le campagne 2017 e 2018. Le indagini hanno messo in luce, al di sotto dei resti strutturali di una fase caratterizzata da una edilizia povera in terra e legno, le tracce evidenti di una fase di abbandono. La schedatura preliminare dei materiali rinvenuti all’interno di questi contesti segnala che essi dovrebbero potersi inquadrare nell’ambito del periodo compreso tra la fine del IV e il V secolo d.C. In questo periodo, nell’area si depositano alcuni potenti mucchi di macerie edilizie. Parte di questi materiali si è probabilmente accumulata nel corso di fenomeni di crollo dilazionato nel tempo, che hanno interessato alcune strutture murarie edificate in epoche precedenti. Altri mucchi sono, invece, verosimilmente da mettere in relazione con le attività di spoliazione che interessarono gli elevati; le tracce negative di queste ultime operazioni sono, talvolta, chiaramente riconoscibili sulle rasature dei muri e sulle stratificazioni ad essi circostanti. Nella parte centrale del saggio, la parziale rimozione dei piani di calpestio e degli strati di crollo ha consentito di intercettare un pozzetto verticale, sigillato in antico, che permetteva l’accesso ad un vano sotterraneo, solo parzialmente riempito, nel quale è probabilmente da riconoscere una cisterna a bagnarola. Le dimensioni attuali dell’apertura del pozzetto non hanno consentito di accedere alla cavità che è stata, al momento, ispezionata solo attraverso l’acquisizione di immagini fotografiche e video. L’accesso al vano ipogeo e lo studio delle stratificazioni conservate al suo interno sono in previsione per la campagna 2020.
Media
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Year
- 2012
- Summary
-
it
Dal 1990 l’Università degli Studi di Genova è impegnata sul sito dell’antica città di Nora grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano e nell’ambito di un piano di cooperazione interuniversitario sviluppato con gli Atenei di Milano, Padova, Viterbo.
Dal 1996 le indagini dell’Ateneo genovese si sono concentrate nella zona nord-occidentale della città, occupata ed urbanizzata con l’arrivo cartaginese alla fine del VI sec.a.C.; qui si sviluppa un quartiere artigianale (Area C), che da subito ha una forte valenza commerciale. Questa funzione, documentata per il IV-III sec.a.C. da un’officina di _garum_, è mantenuta fino alla trasformazione in area abitativa (fine II-I sec.a.C.), che subirà una prima monumentalizzazione, non facilmente individuabile, nel corso del II sec.d.C., poiché l’intervento severiano ne intacca profondamente le evidenze, in parte già scavate da G. Pesce nel secolo scorso. Si deve a G. Pesce la messa in luce di una struttura commerciale polivalente, il cd. _macellum/hospitium_, delle Piccole Terme, di una serie di abitazioni, anche se parte dei dati per le fasi più recenti sono andati persi.
Dal 2010, in occasione dei restauri delle Piccole Terme, si sono effettuati una serie di scavi e saggi sia all’interno dell’edificio termale sia nelle sue vicinanze per chiarirne fasi e cronologia. Le Piccole Terme si impostano su precedenti abitazioni (quartiere A-B), sfruttandone le murature; si presentano ad impianto semplice ( _frigidarium_, due _tepidaria_, un _calidarium_ ) in età severiana; nel IV sec.d.C. si aggiunge un _apodyterium_, un corridoio e un ingresso monumentale. L’abbandono della funzione termale vede una parziale occupazione di nuovo con funzioni abitative (?) e infine un’ulteriore trasformazione (VI sec. d.C.) in area artigianale con fornaci sia nella vasca del _frigidarium_ che nei _tepidaria_. Invece nell’area verso N si crea un nuovo quartiere abitativo, che rappresenta l’ultima fase di vita della città (VII-VIII sec.a.C.).
Nel 2012 lo scavo ha interessato anche la strada E-F che attraversa il quartiere, parallela ad un’altra strada (G-H), che invece lo delimita verso mare. Si è portato in luce un tratto stradale lastricato, individuando due tombini del sottostante impianto fognario. In particolare l’intervento si è focalizzato su una struttura (cd. Vano A), già nota da precedenti scavi (1992-1993), che rientra nell’ultima fase di urbanizzazione di Nora. Lo scavo ha permesso di evidenziare che, a differenza della strada G-H restata sempre in funzione, questa, che si deve forse all’intervento severiano, viene defunzionalizzata nel V sec.d.C., come testimonia la presenza di terra e sabbia che ne ricoprono quasi uniformemente il lastricato. Su questo strato naturale collassano le murature delle abitazioni ai lati della strada, anch’esse abbandonate con la fine del V sec.d.C..
Nel VII sec. la ripresa di vita comporta un livellamento dello strato di abbandono: viene costruito il cd. vano A. Si tratta di un lacerto di una più ampia struttura abitativa, che rientra nell’ultima urbanizzazione di Nora, le cui tracce si recuperano anche in prossimità delle Piccole Terme. Viene così documentata la fine della città, probabilmente in concomitanza con l’invasione araba del Campidano (753 d.C.). -
en
The University of Genova, in collaboration with the Universities of Milano, Padova and Viterbo, has been excavating the site of the ancient town of Nora since 1990.
From 1996, the excavations have concentrated on the north-western zone of the town, occupied and urbanised by the Carthaginians at the end of the 6th century B.C. Here, a craft-working quarter developed (Area C), which immediately gave the town a commercial role. This function, documented for the 4th-3rd century B.C. by a _garum_ maker’s shop, continued until the area became residential (end of the 2nd-1st century B.C.). During the 2nd century A.D., the area underwent a first monumentalisation, the evidence for which is difficult to identify as it was heavily cut by the Severan intervention (partially excavated last century by G. Pesce). It was Pesce who uncovered a multipurpose commercial structure, the so-called _macellum/hospitium_, the Small baths, and a series of houses; although a part of the data relating to the later phases has been lost.
From 2010, as restoration project began on the Small Baths, a series of excavations and test trenches have been undertaken both inside the baths and in the vicinity, in order to clarify their phasing and chronology. The Small Baths are built on top of earlier dwellings (quarter A-B), making use of their walls. In the Severan period, they had a simple layout made up of a _frigidarium_, two _tepidaria_, one _calidarium_. An _apodyterium_, a corridor and monumental entrance were added during the 4th century A.D. The baths went out of use and were partially reoccupied for residential purposes (?) and finally transformed into a craft-working area with kilns both in the _frigidarium_ and _tepidaria_ pools. In the area to the north a new residential quarter was created, which represented the final phase of the town’s life (7th-8th century A.D.).
In 2012, the excavation concentrated on the road E-F crossing the quarter, parallel to another road (G-H), which borders the area on the coastal side. A stretch of paved road was exposed and two manholes for the sewers below were identified. In particular, the intervention concentrated on a structure (so-called room A), known from previous seasons (1992-93), relating to this final phase of Nora’s urbanisation. The excavation showed that, contrary to road G-H-, which remained in function, this road, perhaps the result of a Severan intervention, went out of use in the 5th century A.D. This event was attested by the presence of an almost uniform layer of soil and sand covering the paved surface. The walls from the houses along the sides of this road were also abandoned at the end of the 5th century A.D. and collapsed onto this natural surface. In the 7th century, the levelling of the abandonment layer and construction of room A attest the site’s reoccupation. This room was part of a larger house relating to the final phase of urbanisation, traces of which were also documented close to the Small Baths. The town’s end probably came at the time of the Arab invasion of Campidano (753 A.D.). - Summary Author
- Bianca Maria Giannattasio
- Research Body
- Università degli Studi di Genova
- Funding Body
- Comune di Pula
Media
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Year
- 2013
- Summary
-
it
Dal 1990 l’Università degli Studi di Genova è impegnata sul sito dell’antica città di Nora grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano e nell’ambito di un piano di cooperazione interuniversitario sviluppato con gli Atenei di Milano, Padova, Viterbo.
Dal 1996 le indagini dell’Ateneo genovese si sono concentrate nella zona nord-occidentale della città, occupata ed urbanizzata con l’arrivo cartaginese alla fine del VI sec.a.C.; qui si sviluppa un quartiere artigianale (Area C), che da subito ha una forte valenza commerciale. Questa funzione, documentata per il IV-III sec.a.C. da un’officina di garum, è mantenuta fino alla trasformazione in area abitativa (fine II-I sec.a.C.), che subirà una prima monumentalizzazione, non facilmente individuabile, nel corso del II sec.d.C. Il posteriore intervento severiano ne intacca profondamente le evidenze, in parte già scavate nel secolo scorso. Si deve a G. Pesce la messa in luce di una struttura commerciale polivalente, il cd. macellum/hospitium, che nella prima fase è in realtà un horreum, delle Piccole Terme e di una serie di abitazioni. Una parte dei dati relativi alle fasi più recenti sono andati persi, ma la campagna di scavo del 2012 conferma un vitalità della città ed in particolare del quartiere nord-occidentale fino alla metà dell’VIII sec.d.C.
Dal 2010, in occasione dei restauri delle Piccole Terme, si sono effettuati una serie di scavi e saggi sia all’interno dell’edificio termale sia nelle sue vicinanze per chiarirne fasi e cronologia. Le Piccole Terme si impostano su precedenti abitazioni (quartiere A-B), sfruttandone le murature; dapprima con un impianto semplice ( frigidarium, due tepidaria, un calidarium ) (età severiana). Nel IV sec.d.C. si aggiunge un apodyterium, un corridoio e un ingresso monumentale. L’abbandono della funzione termale vede una parziale rioccupazione con funzioni abitative (?) e infine un’ulteriore trasformazione (VI sec. d.C.) in area artigianale con fornaci sia nella vasca del frigidarium che nei tepidaria (di queste ultime restano solo labili tracce). Nel 2013 è stata indagato l’interno della vasca del frigidarium, che per tre quarti risulta occupato da una fornace: si sono scavati tre piani di cottura (Fornace 1-3) sovrapposti in rapida successione, che prevedevano una profonda azione di pulitura tra l’uno e l’altro; di conseguenza la mancanza di reperti non permette una cronologia dell’uso. Invece tra la Fornace 3 e quella sottostante (Fornace 4) si trova uno spesso strato di terreno combusto contenente frr. ceramici, scorie di vetro, ossi, indizio di un probabile periodo di abbandono. Inoltre questa fornace a differenza delle tre superiori circolari, ha un impianto quadrangolare di maggiori dimensioni. Lo scavo si è interrotto a questo livello, ma è proseguito nella zona della vasca non occupata dalla fornace. Qui probabilmente era già intervenuto G.Pesce negli anno 60 del secolo scorso, giungendo a portare in luce un tratto di pavimentazione laterizia originaria della vasca, con la conseguente perdita di dati stratigrafici utili all’inquadramento cronologico. Nel contesto della stessa campagna si è provveduto al restauro pavimentale dei due tepidaria delle Piccole Terme, procedendo con erbicida, consolidanti ed integrazione e, dove ancora presenti, si sono restaurate le pilae delle suspensurae. Questa area è stata coperta con tessuto non tessuto e con strati differenti di ghiaia (più chiari per indicare vani interni; più scuri per individuare spazi aperti e /o di passaggio); la stessa metodologia conservativa è stata seguita anche per permettere la fruizione da parte dei visitatori del Parco archeologico delle fauces delle Piccole Terme e dell’ambitus (Area C/C1). - Summary Author
- Bianca Maria Giannattasio
- Research Body
- Università degli Studi di Genova
- Funding Body
- Comune di Pula
Media
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Year
- 2014
- Summary
-
it
Dal 1990 l’Università degli Studi di Genova è impegnata sul sito di Nora nell’ambito di un piano di cooperazione con gli Atenei di Milano, Padova, Viterbo e in concessione con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano.
Le indagini si sono concentrate dal 1996 nell’area settentrionale della città, che risulta occupata ed urbanizzata dalla fine del VI sec.a.C.; qui gli scavi condotti da G. Pesce nel secolo scorso hanno messo in luce la fase severiana: il cd. _macellum/hospitium_, le Piccole Terme, alcune abitazioni, ma hanno portato alla perdita di dati relativi a periodi di vita posteriori al III sec. a.C.
Nel 2010 i nuovi restauri dei pavimenti musivi delle Piccole Terme sono stati occasione per effettuare alcuni saggi all’interno dell’edificio termale e all’esterno così da chiarirne le fasi cronologiche.
Le Piccole Terme sorgono all’inizio del III sec. d.C. su un’area a valenza abitativa, dapprima ad impianto semplice ( _frigidarium_, due _tepidaria_, un _calidarium_ ) per essere poi monumentalizzate in IV sec. d.C., allorché si aggiunge un _apodyterium_, un corridoio ed un ingresso.
L’abbandono della funzione termale vede una parziale rioccupazione abitativa ed infine un’ulteriore trasformazione (VI sec. d.C.) in area artigianale con fornaci nella vasca del _frigidarium_ e nei vani tiepidi.
La campagna del 2014 è stata condotta all’interno delle vasca del _frigidarium_, dove è stato possibile evidenziare un sovrapporsi di strutture a partire da un forno quadrato più antico che dopo un breve periodo di vita, usuratasi, viene sostituito in rapida successione per lo meno da tre forni e relative preparazioni. Questa fornace si impianta quando l’edificio termale ha perso la sua funzione, ma dopo un lasso di tempo ed una frequentazione sporadica, poiché al di sotto della fase più antica si è evidenziato uno strato di crollo delle pareti marmoree della vasca. Si è verificato che, dopo un primo abbandono della terma, il pavimento della vasca viene spogliato, tranne che per le parti laterali più difficili da asportare, mentre in un angolo si imposta un piccolo forno fusorio (residui di bronzo) e in quello opposto una vaschetta per lavorazione.
Sempre nel 2014 (gennaio) si sono terminati i saggi preventivi alla costruzione di una struttura di copertura prevista per preservare dall'erosione ambientale il mosaico dell’ _apodyterium_ : l’indagine ha confermato che l’edificio termale si imposta su _domus_, allineate lungo la strada del porto, e di una queste si è recuperato un lacerto di vasca del viridario.
Nel 2014 si è continuato anche lo scavo per portare in luce verso Nord il tracciato basolato della strada E-F che attraversa il quartiere, parallela ad un’altra strada (G-H), che invece lo delimita verso mare.
I precedenti scavi (2012) avevano individuato due tombini dell’impianto fognario ed avevano evidenziato un forte andamento verso N-O tanto da far supporre che non fosse la via preferenziale di collegamento tra Nora e Cagliari, ma un ulteriore percorso interno verso l’approdo ed il porto che si doveva collocare presso la laguna, dove ancora esiste il moderno porto-pescherecci. -
en
Since 1990, Genoa University has been excavating on the site of Nora as part of a project involving the universities of Milan, Padua, and Viterbo.
From 1996 onwards, the excavations have been concentrated in the northern area of the city that was occupied and urbanised at the end of the 6th century B.C. Here, G. Pesce’s excavations last century uncovered the Severan phase: the so-called _macellum_/_hospitium_, the Small Baths, and several houses, but caused the destruction of the data relating to the post 3rd century B.C. occupation.
In 2010, the new restoration work on the mosaic floors in the Small Baths provided the occasion for the opening of _sondages_ inside and outside the structure in order to check the chronological phases.
The Small Baths were built at the 3rd century A.D. on a residential area. The first complex was simple (_frigidarium_, two _tepidaria_, _calidarium_) and was monumentalised in the 4th century, when an _apodyterium_, a corridor, and an entrance were added.
The baths ceased to function as such and were partially reoccupied for residential purposes and lastly were transformed (6th century A.D.) into workshops with kilns in the _frigidarium_ pool and the _tepidaria_.
The 2014 campaign excavated the _frigidarium_ pool, where it was possible to identify the build-up of structures beginning with the earliest square kiln that after a short period of use was substituted by a rapid succession of three kilns and related make-ups. This kiln was installed after the baths went out of use, but after a period of time and some sporadic occupation. This sequence was shown by the collapse of the pool’s marble sides underneath the earliest kiln phase. It was seen that following a first abandonment, the floor of the pool was robbed out, except for the parts to the sides that were more difficult to remove, while a small smelting kiln (bronze residue) was built in one corner and a small tank installed in the opposite one.
Also in 2014 test trenches were dug prior to the construction of a roof to protect the _apodyterium_ mosaic. The evidence from these trenches confirmed that the bath building was constructed on top of a _domus_, beside the road to the port, from one of which a section of the _viridarium_ pool was recovered.
This season also saw the continuation of the excavations to bring to light towards the north the basalt-paved road E-F that crossed the quarter, parallel to another road (G-H), which bordered the area on the coastal side.
The 2012 excavations had identified two manhole covers from the sewer network and seen that the road travelled north-west suggesting that it was not the main road between Nora and Cagliari, but another internal route towards the landing place and port that must have been situated on the lagoon where the modern fishing port lies. - Summary Author
- Bianca Maria Giannattasio
- Research Body
- Università degli Studi di Genova, Dipartimento Antichità, Filosofia, Storia (D.A.FI.ST.)
- Funding Body
- Università degli Studi di Genova
Media
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Year
- 2015
- Summary
-
it
Nelle campagne di scavo del 2015 l’attenzione è stata volta ad indagini mirate in vista della pubblicazione delle Piccole Terme, cercando di ottenere risultati utili a tracciare la lunga vita di questo edificio, sorto in età severiana ma vissuto fino almeno al VII sec. d.C. con funzioni differenziate.
Molti interrogativi sono ancora aperti sulla struttura iniziale e sulle ristrutturazioni della terma, poiché gli scavi di G. Pesce hanno lasciato una scarsa documentazione. Tuttavia è emerso che l’edificio non è crollato, ma è stato oggetto di un costante spoglio pur continuando ad adoperare i diversi vani, trasformandoli sia in spazi abitativi sia in aree occupate da una modesta attività artigianale.
In particolare si è proceduto alla verifica nei due vani affacciati sulla via del porto, che non sembrano presentare funzioni precipue.
Il vano sud ha sempre fatto parte del progetto della terma: in I fase era un’area porticata di cui restano - angoli nord-ovest e sud-ovest - blocchi squadrati interpretabili come basi di un portico; nella II fase, ad una quota superiore, è stato realizzato un condotto fognario, che ha portato all’asportazione quasi totale della precedente pavimentazione. In seguito alla costruzione della fognatura è stato messo in opera un battuto pavimentale in malta con un allettamento piuttosto massiccio, su cui si impostano le due scale che costituiscono la modifica monumentale dell’accesso. Interventi, anche recenti, hanno intaccato il complesso rendendo ardua una migliore leggibilità.
Il vano nord rappresenta il prosieguo del porticato, che è stato interrotto dalla costruzione dei due muri ad est e ad ovest; questi si appoggiano chiaramente alle murature del _tepidarium_ e rappresentano una ristrutturazione tarda, quando il vano caldo aveva perso la sua originaria funzione. E’ stato possibile evidenziare gli strati di riporto di terra, in cui sono tagliate queste due strutture e quindi si spera che, dallo studio del materiale ivi contenuto, si possa arguirne una cronologia di fondazione.
La campagna di maggio-giugno 2015 è stata mirata allo scavo dell’intero vano del _praefurnium_: è stato possibile individuare un livello di piano di calpestio relativo alla funzione principale di questa zona, ma è apparso anche abbastanza chiaro che si è intervenuti con una serie di rifacimenti; la conseguenza è stata un innalzamento della bocca del _praefurnium_: anche in questo caso è difficile recuperare una cronologia assoluta per mancanza di dati provenienti dai precedenti scavi.
A sud dell’imboccatura si è scavata una buca quadrata (1mx1mx1m) contenente cenere e reperti vari, che si è interpretata funzionale alla terma, probabilmente per mantenere e alimentare il fuoco (cfr. Edificio termale di San Giovanni Incarico-Frosinone). Si è inoltre appurato che il _praefurnium_ è costruito su uno spesso strato di riporto di terra, obliterando e rasando una potente muratura est-ovest, che è stata parzialmente sfruttata per impostare la soglia dell’ambiente. -
en
The 2015 campaign concentrated on investigations linked to the forthcoming publication of the Small Baths, with the aim of obtaining results that would help trace this building’s long life, which began with its construction in the Severan period. Its structures remained in use with various functions until at least the 7th century A.D.
Many questions remained to be answered about the first building and the restructuring of the baths, as Pesce’s excavations left very little documentation. However, it was seen that the building did not collapse but was continually robbed although several rooms continued to be used, both as residential spaces and as areas occupied by modest craft-working activities.
Two adjacent rooms on the via del porto, which did not appear to present any evidence of a particular function, were investigated.
The south room has always been part of the baths. In phase I, it was an area surrounded by a portico, of which the squared blocks interpretable as column bases were present in the north-east and south-west corners. In phase II, at a higher level, a sewer was built which led to the almost complete removal of the earlier paving. Following the sewer construction, a beaten mortar surface was laid over a substantial make up, on which the two steps constituting the monumental alteration to the entrance were built. Interventions, some recent, have damaged the complex making any clear interpretation difficult.
The north room was a continuation of the portico, which was interrupted by the construction of the two walls to the east and west. Clearly abutting the walls of the _tepidarium_, they represent a late restructuring, when the warm room had lost its original function. It was possible to identify the layers of dumped soil into which these two structures were cut and therefore it is hoped that the study of the materials recovered from the layers will suggest a date for the foundations.
The aim of the 2015 campaign was the complete excavation of the _praefurnium_ room. Here, a floor surface relating to the main function of this zone was identified. Evidence of a series of rebuilds was also clear. These resulted in the raising of the mouth of the _praefurnium_: in this case too it also difficult to get an absolute chronology due to the lack of data from the earlier excavations.
A square hole (1 m2), was excavated to the south of the _praefurnium_ opening. It contained ash and various archaeological materials and was interpreted as a structure relating to maintaining and feeding the fire (cf. bath building at San Giovanni Incarico-Frosinone). It was also seen that the _praefurnium_ was built on a thick layer of dumped earth, obliterating and razing an imposing wall on an east-west alignment. The threshold to the room was built on a part of this wall. - Summary Author
- Bianca Maria Giannattasio
- Director
- Bianca Maria Giannattasio - Università degli Studi di Genova
- Marco Minoja - Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano
- Maurizia Canepa - Soprintendenza dei beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano
- Research Body
- Università degli Studi di Genova, Dipartimento Antichità, Filosofia, Storia (D.A.FI.ST.)
- Funding Body
- Università degli Studi di Genova
Media
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Year
- 2016
- Summary
-
it
_Nora, quartiere nord-occidentale_
La campagna di scavo del 2016 è stata finalizzata al recupero e al controllo di dati emersi in anni recenti, nell’ottica di inserire l’edificio delle Piccole terme nel contesto del quartiere.
Si è pertanto continuata l’indagine nell’area di accesso alla terma (II fase: IV sec.d.C..), riuscendo a recuperare - individuandola solo in piccoli lacerti - la pavimentazione a ciottoli, che era originaria della zona porticata. Questo portico, aperto sulla strada verso il porto settentrionale ed inglobato poi nell’edificio termale, è pavimentato in origine con un acciottolato; resta a lungo in uso, come documentano i diversi interventi di ripavimentazione, tutti tagliati dalla grande fognatura che serve le Piccole terme e vien costruita in concomitanza della ristrutturazione monumentale (II Fase). L’acciottolato si presenta leggermente a schiena d’asino per favorire il deflusso delle acque meteoriche e poggia su alcuni strati di riporto che hanno avuto lo scopo di livellare il terreno, da cui proviene materiale inquadrabile nel corso del I sec. d.C. ( _terminus post quem_ ).
Nella campagna di scavo si è anche verificato che questo spazio non è fisicamente separato dal cd. _macellum_ o _Insula_ A, nella fase di IV sec.d.C.; di conseguenza si è iniziata un’indagine nel confinante vano (D10) per comprendere il rapporto tra i due edifici.
Il cd. _macellum_ ha una prima fase di età severiana con funzione di _horreum_; quando si procede all’ingrandimento (IV sec. d.C.) vengono inglobate anche le _domus_ affacciate sul portico della via del porto e trasformate in botteghe con abitazione al piano superiore. Risulta evidente la connessione con le Piccole terme che sono funzionali proprio a questa Insula A, a sud della quale si ergono le maestose e pubbliche Terme a mare.
Lo scavo ha portato alla luce il crollo del tetto, delle parti superiori delle pareti del vano (D10), ed alcuni interventi tardi (VII sec.d.C.). Si tratta di una struttura lignea precaria, un utilizzo dopo un periodo di abbandono (VI sec. d.C.?), indicato da uno strato di sabbia eolica, che emerge anche in altri punti del quartiere sempre nello stesso periodo. -
en
Nora, north-western quarter.
The 2016 excavations aimed to rediscover and check the data that emerged in recent years, with a view to inserting the Small Baths within the context of the quarter.
Therefore, investigations continued in the entrance area of the baths (phase II: 4th century A.D.), rediscovering the cobblestone floor, although only in small patches, that was originally in the porticoed area. This portico, open onto the road towards the northern port and later incorporated into the bath complex, was originally paved with cobblestones. It was in use for a long period, as attested by the various interventions to repave the area, all cut by the large sewer that served the Small Baths and was built at the same time as the monumental restructuring (Phase II). The cobblestone paving was slightly humped in order to allow rainwater drainage. It was built on layers of dumped material used to level the terrain, which contained finds datable to the 1st century A.D. (_terminus_ _post_ _quem_).
The excavations showed that this space was not physically separated from the so-called _macellum_ or _Insula_ A, in the 4th century A.D. phase. Consequently, exploration began in the adjacent room (D10) in order to understand the relationship between the two buildings.
The so-called _macellum_ had a first phase in the Severan period when it functioned as a _horreum_. When it was enlarged in the 4th century A.D., it incorporated a number of _domus_ facing onto the portico of the port road, which were transformed into shops with dwellings on the upper floor. The connection with the Small Baths was evident, as they were functional precisely to this _Insula_ A, to the south of which the majestic and public seaward baths stood.
The excavations uncovered the roof collapse, parts of the upper walls of the room (D10), and several late interventions (7th century A.D.). This was a temporary timber structure, used after a period of abandonment (6th century A.D.?), attested by a layer of Aeolian sand, which also emerged in other parts of the quarter dating to the same period. - Summary Author
- Bianca Maria Giannattasio - Università degli Studi di Genova
- Director
- Arch. Fausto Martino- Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano
- Maurizia Canepa - Soprintendenza dei beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano
- Research Body
- Università degli Studi di Genova, Dipartimento Antichità, Filosofia, Storia (D.A.FI.ST.)
- Funding Body
- Università degli Studi di Genova
Media
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Year
- 2017
- Summary
-
it
La campagna di scavo del 2017 è stata finalizzata al recupero e al controllo di dati emersi in anni recenti, nell’ottica di ricostruire la seriazione cronologica della vita del quartiere.
Per tale motivo si è ripresa l’indagine del vano D10 (2016), ampliandone l’area per comprendere il rapporto tra il cd. _macellum_ e le Piccole terme, così da ricostruire il tessuto urbanistico della zona prima dell’intervento di età severiana, a cui si lega la struttura termale. E’ stato possibile individuare uno spazio a valenza artigianale, forse un _pistrinum_ (?) con la porta carraia che affaccia sul portico della via portuale e con una porta pedonale laterale. Purtroppo le condizioni metereologiche non hanno permesso un ulteriore approfondimento dell’indagine con la conferma della funzione, suggerita dalla presenza di due circoli di pietre su cui potevano poggiare le macine.
E’ stata ripresa anche l’indagine nell’area retrostante l’edificio termale, dove nel 2014 si era proceduto con un intervento mirato per permettere la costruzione della copertura del mosaico dell’ _apodyterium_. Qui nel 2011 si erano individuati tre lati di un vano, di cui uno formato da un tramezzo in mattoni crudi, intonacato in bianco con banda rossa e blu. La campagna di quest’anno ha permesso di determinare anche il quarto lato di questo ambiente, che viene utilizzato per scaricarvi materiale edilizio proveniente dal finitimo edificio termale, quando non è più in uso (V sec. d.C.?). Dopo un periodo di abbandono viene costruito un muro, pressoché privo di fondamenta (si imposta direttamente sul terreno), che, insieme ad altre evidenze ad esso collegate, rappresenta il periodo seriore di vita nel quartiere.
Proprio per comprendere le fasi tarde del quartiere, a seguito di un rilievo con stazione totale delle emergenze, si è scelta una nuova zona d’indagine (C2) in uno spazio, che non dovrebbe essere stato toccato da ricerche precedenti. All’interno dell’area delimitata da murature, si riconoscono diversi strati ricchi di materiali edilizi, riferibili ad un crollo dilazionato nel tempo, con una continuità di frequentazione finalizzata allo scarico di rifiuti e alla parziale spoliazione delle macerie.
L’attività di scavo di quest’anno rappresenta solo un momento di indagine in un quadro di ricerca di ampio respiro; i risultati dovranno essere letti in rapporto sia alla stratigrafia delle aree già indagate sia considerando le informazioni fornite dallo studio del materiale. -
en
The 2017 campaign aimed to recover and check the data that emerged in recent years, with a view to reconstructing the chronological seriation of the quarter’s life.
For this reason, the investigation continued in room D10 (2016), enlarging the area in order to understand the relationship between the so-called _macellum_ and the Small Baths, and therefore reconstruct the area’s urban fabric prior to the intervention on the baths complex in the Severan period. A craft working space was identified, perhaps a _pistrinum_? with a carriage gateway facing onto the portico of the port road and a lateral pedestrian entrance. Unfortunately, the weather conditions prevented further excavation to confirm the structure’s function, suggested by the presence of two stone circles that could have been rests for millstones.
The investigation of the area behind the bath building also continued, where in 2014 a specific intervention took place in order to permit the construction of a covering for the _apodyterium_ mosaic. In 2011, three sides of a room were identified here, one formed by a mud-brick partition wall, plastered in white with a red and blue band. This year, the fourth side of the room was identified. The room was used to dump building materials from the adjacent bath building when no longer in use (5th century A.D.?). After a period of abandonment a wall was built, more or less without foundations (directly on the earth), which, together with the other elements associated with it, represents the quarter’s latest occupation period.
In order to understand the quarter’s later phases, the visible remains were surveyed using a total station and a new excavation area was chosen (C2) in a space which should not have been touched by previous research. The area was surrounded by walls inside which several layers containing abundant building material were identified, relating to a gradual collapse, continued dumping and the partial robbing of the remains.
This season’s excavations represent only a part of a much wider research programme; the results must be read in relationship both to the stratigraphy and to the information provided by the finds study. - Summary Author
- Bianca Maria Giannattasio - Università degli Studi di Genova
- Director
- Bianca Maria Giannattasio - Università degli Studi di Genova
- Arch. Fausto Martino- Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano
- Gianfranca Salis - Soprintendenza dei beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano
- Research Body
- Research Body: Università degli Studi di Genova, Dipartimento Antichità, Filosofia, Storia (D.A.FI.ST.)
- Funding Body
- Università degli Studi di Genova
Media
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Year
- 2018
- Summary
-
it
La campagna di scavo del 2018, sebbene disturbata da condizioni metereologiche non favorevoli, è stata impostata in modo tale che si potessero continuare le indagini già intraprese nel 2017, ed anche con lo scopo di ampliare le aree di scavo per meglio comprendere l’articolarsi diacronico del quartiere.
Per tale motivo, ossia per meglio comprendere lo spazio a valenza artigianale, forse un _pistrinum_ (?), individuato nella precedente campagna, si è proceduto all’indagine nel vicino corridoio del cd. _macellum_ (vano D11), che ha portato a rintracciare il probabile muro sud di limite dello spazio artigianale, rasato per impostarci sopra il _macellum_ -Insula A. Gli strati di riempimento e spianamento utili a procedere alla costruzione delle mura attualmente in vista sono stati determinati, in base ai repererti, con un _termine post quem_ del III sec.d.C., confermando quindi una cronologia già nota in letteratura.
La campagna di quest’anno ha permesso, inoltre, di portare completamente in luce il quarto lato del vano, intonacato in bianco con banda rossa e blu, individuato nel 2011 sul retro delle Piccole Terme (Area PT/RG); è stato possibile identificare l’accesso all’ambiente, che per misure modeste e per tipo di semplice decorazione poteva avere funzione di vano di servizio. In ogni caso si conferma la valenza abitativa della zona in cui si imposta l’edificio termale: questo vano sembra continuare a vivere in contemporanea alla terma ed - in concomitanza della sua defunzionalizzazione - si trasforma in area di scarico di materiale edilizio e di rifiuti urbani. Non potendo per motivi di sicurezza approfondire qui l’indagine, si è preferito iniziare ad ampliare verso nord l’area (Area PT/RA), procedendo semplicemnte ad una pulizia iniziale (causa mal tempo).
La nuova zona di indagine aperta verso nord nel 2017 (Area C2) è stata ulteriormente ampliata. Nell’area interessata dall’edificazione di una serie di strutture murarie di cui una chiude a nord il vano già individuato nella precedente campagna, si sono portate in luce due ulteriori muri ad andamento est-ovest, che ben presto sono in crollo e parzialmente spoliati. Su questa situazione si impostano direttamente nuove muraturee, specchio di un’importante operazioni di riorganizzazione. Il nuovo assetto dell’area prevede anche la chiusura della porta con cui il vano sopra citato si apriva verso est, tamponandola con materiali di riuso; nel contempo viene allestita una rozza pavimentazione in terra battuta, rinforzata con piccole pietre e frammenti di laterizi, posti di piatto ed il vano è suddiviso da un tramezzo in muratura leggera con orditura a graticcio. In seguito la zona è probabilmente defunzionalizzata e le strutture, private della manutenzione, vengono interessate da una serie di fenomeni di degrado progressivo e, talvolta, di crollo repentino. La cronologia relativa appare evidente, ma solo lo studio dei reperti potrà fornire una cronologia assoluta. Infatti questi risultati rappresentano un momento di indagine in un quadro di ricerca di ampio respiro e dovranno essere letti tenendo conto sia della stratigrafia delle aree indagate sia delle informazioni fornite dallo studio del materiale. -
en
Although this season was hampered by bad weather, work continued on the investigation begun in 2017 and this involved the enlargement of the excavation area in order to gain a better understanding of the diachronic evolution of the quarter.
Therefore, in order to gain a better understanding of the space and artisan activity in the structure identified last year (_pistrinum_?), excavation continued in the nearby corridor of the so-called _macellum_ (room D11), which led to the discovery of the probable south perimeter wall of the workshop, razed prior to the construction of the _macellum_-_Insula_ A. The layers of fill and levelling relating to the construction of the wall that is now visible were determinant, based on the finds, with a _terminus_ post_ _quem_ of the 3rd century A.D., therefore confirming the chronology known from the literary sources.
This season’s campaign also completed the excavation of the fourth side of the room, plastered in white with red and blue bands, identified in 2011 to the rear of the Small Baths (Area PT/RG). The entrance to the room was identified; whose modest size and plain decoration suggest could have been a service room. In any case, the residential nature of this zone in which the baths stood was confirmed. The room seemed to continue in use for as long as the baths remained in use. In fact, when the baths went out of use the room became a dump for building rubble and rubbish. For safety reasons it was not possible to deepen the excavation here any further, therefore it was decided to extend the area to the north (Are PT/RA). Unfortunately, bad weather meant that only initial cleaning took place.
The new area towards the north (Area C2), opened in 2017, was extended. In the area where several walls were present, one of which the north wall of the room identified in the previous campaign, two more walls on an east-west alignment were uncovered, which had collapsed and been partially robbed. New walls were built on top of them, indicating substantial reorganisation. The new layout of the area involved the blocking with reused material of the door into the room mentioned above, which opened to the east. At the same time, a rough floor of beaten earth was created, reinforced with small stones and tile fragments laid flat and the room was divided by a wattle and daub partition wall. Subsequently, the area probably went out of use and the structures gradually degraded, and in some cases collapsed. The relative chronology appears to be clear, but only the study of the finds will provide an absolute chronology. In fact, these results represent only a part of a wider research project and will have to be interpreted by taking into account not only the stratigraphy of the excavated areas but also the information provided by the finds study. - Summary Author
- Bianca Maria Giannattasio - Università degli Studi di Genova
- Director
- Bianca Maria Giannattasio - Università degli Studi di Genova
- Maura Picciau- Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
- Gianfranca Salis - Soprintendenza dei beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano
- Research Body
- Research Body: Università degli Studi di Genova, Dipartimento Antichità, Filosofia, Storia (D.A.FI.ST.)
- Funding Body
- Università degli Studi di Genova
Media
- Images
-
DJI_0111.JPG
- Name
- Nora, quartiere nord-occidentale
- Year
- 2019
- Summary
-
it
La campagna 2019 ha previsto l’analisi stratigrafica delle murature delle pendici occidentali del Colle di Tanit e l’approfondimento delle ricerche nell’area C2, già in parte indagata durante le campagne 2017 e 2018.
Le indagini hanno messo in luce, al di sotto dei resti strutturali di una fase caratterizzata da una edilizia povera in terra e legno, le tracce evidenti di una fase di abbandono. La schedatura preliminare dei materiali rinvenuti all’interno di questi contesti segnala che essi dovrebbero potersi inquadrare nell’ambito del periodo compreso tra la fine del IV e il V secolo d.C.
In questo periodo, nell’area si depositano alcuni potenti mucchi di macerie edilizie. Parte di questi materiali si è probabilmente accumulata nel corso di fenomeni di crollo dilazionato nel tempo, che hanno interessato alcune strutture murarie edificate in epoche precedenti. Altri mucchi sono, invece, verosimilmente da mettere in relazione con le attività di spoliazione che interessarono gli elevati; le tracce negative di queste ultime operazioni sono, talvolta, chiaramente riconoscibili sulle rasature dei muri e sulle stratificazioni ad essi circostanti.
Nella parte centrale del saggio, la parziale rimozione dei piani di calpestio e degli strati di crollo ha consentito di intercettare un pozzetto verticale, sigillato in antico, che permetteva l’accesso ad un vano sotterraneo, solo parzialmente riempito, nel quale è probabilmente da riconoscere una cisterna a bagnarola. Le dimensioni attuali dell’apertura del pozzetto non hanno consentito di accedere alla cavità che è stata, al momento, ispezionata solo attraverso l’acquisizione di immagini fotografiche e video. L’accesso al vano ipogeo e lo studio delle stratificazioni conservate al suo interno sono in previsione per la campagna 2020. -
en
The 2019 campaign involved the stratigraphic analysis of the walls on the western slopes of the Tanit Hill and further research in area C2, already partially investigated during the 2017 and 2018 campaigns.
Below the structural remains of a phase characterised by modest buildings in mud and wood, the excavations revealed clear traces of an abandonment phase. The preliminary cataloguing of the materials from these contexts indicates they date to the period between the late 4th and the 5th centuries A.D.
In this period, several substantial dumps of building rubble were deposited in this area. Part of these materials probably accumulated during the collapse of structures built in preceding periods that occurred over time. Other accumulations probably relate to the robbing of the standing walls: some negative traces of these actions were clearly visible in the razing of the walls and in the surrounding stratigraphy.
In the central part of the trench, the partial removal of the floor surfaces and layers of collapse revealed the presence of a vertical shaft, sealed in antiquity, which provided access to an underground space. This space was partially filled and can probably be identified as a “bath-tub” shaped cistern. The present size of the opening to the shaft did not make it possible to enter the cavity, which was inspected using photography and video images. Entrance to the cavity and the study of the stratigraphy within will take place during 2020 campaign. - Summary Author
- Bianca Maria Giannattasio - Università degli Studi di Genova
- Silvia Pallecchi - Università degli Studi di Genova
- Director
- Maura Picciau- Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
- Bianca Maria Giannattasio - Università degli Studi di Genova
- Silvia Pallecchi - Università degli Studi di Genova
- Gianfranca Salis - Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
- Research Body
- Università degli Studi di Genova, Dipartimento Antichità, Filosofia, Storia (D.A.FI.ST.)
- Funding Body
- Università degli Studi di Genova
Media
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