- Item
- AIAC_88
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Date Range
- 1350 BC – 1400
Seasons
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2003Excavations on the northern slopes of the Palatine between the Arch of Titus and the Atrium Vestae were undertaken to study a residential quarter occupied by Republican aristocratic residences. The excavation has yielded unexpected results, and it is now possible to reconstruct the history of this area from the ninth century BC through the late Medieval period, the moment of its abandonment. The first systematic arrangement of the slopes dates back to the mid 8th century BC, when a series of scattered huts were destroyed to allow the construction of the fortifications. These walls remained in use until the mid 6th century BC. Following the destruction of the walls, the area was occupied by a private residential area, destroyed later by Nero. New buildings were constructed under the Flavians, who built here two horrea. Placed in direct communication with the sacred grove of the Vestal Virgins (the lucus Vestae), a domus was found that has been interpreted as the domus publica, dating back to the beginning of the 6th century BC and destroyed under Augustus, who built another horrea in its place. The most recent extension of the excavation toward the House of the Vestals was undertaken for the study of a building that has been tentatively identificatied as the domus regis sacrorum, as well as an absidal monument, interpreted as the aedes Larum. The oldest phase of both of these structures dates to around 750 BC. Future excavations aim at a better definition the plan of the domus regia of the 8th - 7th century BC, as well as the recovery of new information on monuments belonging to the sanctuary of Vesta. (Dunia Filippi)
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2006_Area della c.d. domus Publica_ Già nel 2001 l’indagine ha permesso di documentare come questa parte delle pendici prossime all’angolo nord-ovest del colle sia stata oggetto per la prima volta di un intervento edilizio nella metà dell’VIII sec. a.C. concretizzatosi nella realizzazione di un edificio a più vani, che non trova confronti coevi in area etrusco-laziale, se non alla fine del VII e nel VI sec. a.C. Di questo edificio nella campagna del 2006 è stato documentato il primo degli ambienti addossati al lato ovest. Nello stesso settore è emersa anche la prima sostruzione dei margini del fossato, rivelatasi contestuale alla sistemazione dell’area per la presenza dell’edificio. Per la fase relativa alla seconda metà dell’VIII sec. a.C., è stato possibile documentare la presenza di un ambiente di servizio addossato al lato occidentale dell’edificio, aperto verso l’area dei focolari; questo ambiente sarà poi sostituito da un vano analogo nel corso della prima metà del VII sec. a.C. e successivamente da due ambienti con analoghe funzioni. _La Casa delle Vestali_ Il paleosuolo, nella parte nord-orientale della casa delle Vestali pre 64 d.C. che obliterava attività risalenti alla II fase laziale (un focolare forse connesso con le tombe adiacenti) e una fossa risalente all’età del Bronzo recente, mostrava delle tracce di lavorazione identificate come arature realizzate con un aratro ad uncino. L’ampliamento dell’indagine ai settori settentrionali dell’atrium Vestae di epoca imperiale ha portato, nel corso delle varie campagne, a raccogliere dati anche sulle fasi del Santuario successive alla sua distruzione a causa dell’incendio neroniano, e la sua successiva ricostruzione. E’ emerso che le colmate presenti nella parte orientale dell’edificio imperiale si datano in età tardo-neroniana. Questo indica come il progetto neroniano sia stato portato a termine almeno per l’area delle Vestali, come testimoniato anche dai bolli laterizi nelle murature.
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2009Le indagini hanno permesso di precisare alcuni importanti dati che coinvolgono l’intera area del Santuario di Vesta. Per quanto concerne la delimitazione del Santuario è stato documentato un altro tratto del muro che intorno alla metà dell’VIII sec. a.C. viene costruito per definirne l’area: il muro, in pisé, viene allestito a S del fossato che corre tra Palatino e Velia, a sua volta regolarizzato mediate un profondo taglio verticale. Questo tratto è stato documentato a W della domus Regia, l’edificio costituito da una serie di ambienti allineati sul suo lato lungo che viene costruito nel 750-725 a.C. (Fase 2.1 della domus nota come domus Publica). Quest’anno è stata confermata la modifica, realizzata nella seconda metà dell’VIII sec. a.C. (sottofase 2), della planimetria di tale edificio, indiziata nelle precedenti indagini, e realizzata aggiungendo un’ala all’estremità orientale, perpendicolare al corpo centrale. Per quanto concerne la Casa delle vestali e il Tempio di Vesta, laddove nella prima sono stati documentati ulteriori elementi strutturali della fase del VI e del II sec. a.C., ci sembra opportuno in questa sede soffermarci sui nuovi dati relativi al Tempio. Qui la riapertura di un settore parzialmente indagato già da G. Boni e da R.T. Scott, sul lato SW del Tempio conservato, ha riservato importati novità. Oltre a riportare alla luce l’angolo di una struttura in blocchi di tufo, databile prima del 550 a.C. e rasata nel V sec. a.C., adiacente al Tempio, sono state documentate tratti di due fosse di fondazione del Tempio: la più antica si data nella prima metà del IV sec. a.C., la successiva all’ultimo quarto del IV a.C. e di questa fase sono conservati anche due blocchi in tufo di Grotta Oscura attribuibili al podio. Per la storia del sito post 64 d.C. ricordiamo, oltre all’indagine di settori dell’Atrium Vestae imperiale (ala W), lo scavo di alcuni ambienti addossati al portico neroniano e costruiti obliterando parte della Sacra via neroniana, di cui già era stata sottolineata la funzione termale e di cui emerge una preliminare datazione al IV sec. d.C.
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2010Le indagini condotte nel 2010 hanno permesso di portare avanti la ricerca raggiungendo importanti risultati che contribuiscono a chiarire le strutture facenti parte del Santuario di Vesta, specie per quanto concerne la fase alto arcaica. Nel lotto regio è stato possibile indagare in un ulteriore tratto, alle spalle della sala centrale dell’edificio da noi interpretato come la domus Regia, la sequenza dei muri di sostruzione del fossato, realizzati tra la seconda metà dell’VIII e la metà del VII sec. a.C. che conferma la costruzione di 3 successivi muri, di cui il primo a emplecton. Proprio in rapporto al primo muro, nel tratto attualmente indagato, viene allestito un deposito rituale. Entro una fossa è deposta mezza parete di un dolio, a cui è sovrapposta l’altra metà e su di esso viene collocato un infante. Il deposito viene allestito a monte del muro, in posizione perpendicolare ad esso. Nel lotto delle vestali è stato concluso lo scavo della capanna costruita intorno alla metà dell’VIII sec. a.C. sotto la residenza arcaica e repubblicana delle vestali e forse già in questa fase abitata dalle sacerdotesse di Vesta. Della capanna è stato individuato parte del muro perimetrale meridionale. Il muro, in pisé, conservava uno stipite della porta di accesso, che dunque si apriva sul lato meridionale, con due pali esterni e un palo interno. L’andamento del muro delinea una forma dell’edificio più quadrangolare, rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento, con una lunghezza di m 8,43 ca. e una larghezza di almeno m 6 e ricostruibile in m 8, 10 ca.
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2012Le indagini condotte nel 2012 hanno contribuito enormemente alla conoscenza non solo dei monumenti che costituiscono il Santuario di Vesta, sia nella fase alto arcaica, che in quelle più recenti, ma anche di quelli immediatamente a est del Santuario. Nel lotto regio i nuovi dati consentono di conoscere ormai la larghezza del primo edificio costruito intorno al 750 a.C., grazie al rinvenimento di un tratto del muro perimetrale e di acquisire dati sull’elevato dell’edificio successivo, da noi interpretato come la _domus Regia_: il suo muro di fondo, che dava sul fossato tra Palatino e Velia, era rivestito in concotto, di cui è stato recuperato un frammento che presenta una modanatura. Nella successiva _domus regis sacrorum_ di età medio repubblicana l’approfondimento dello scavo di un ambiente a fianco del tablino ha portato a novità eclatanti: almeno dal IV sec. a.C. in questa stanza, che forse era scoperta, viene innalzato un altare connesso con un pozzo. E’ stato rinvenuto anche materiale votivo (arule) nelle vicinanze dell’altare. Almeno fino alla tarda Repubblica l’altare viene ricostruito, e insieme il pozzo. Contemporaneamente alle indagini nel Santuario è stata aperta una nuova area di scavo antistante la porta Mugonia di età arcaica e tardo repubblicana, in una zona non coinvolta dagli scavi di G. Boni. Proprio davanti alla porta, di cui segue l’orientamento, è stata scoperta un’area cultuale risalente almeno all’età arcaica, con un altare e materiale votivo, a cui si accedeva dal cd. clivo Palatino A, che dalla Sacra via conduceva alla porta. La posizione del culto davanti alla porta, richiama quello di Giove Statore. Verso la fine del II sec. a.C., l’area di culto potrebbe essere stata inglobata in un edificio, in cui sembra di riconoscere la presenza di un tablino.
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2014Le indagini condotte nel 2014 hanno permesso di riportare alla luce un frammento di Roma, finora sconosciuto, immediatamente a est del Santuario di Vesta, nell’area aperta ormai due anni or sono (2012) e conclusa in questa campagna di scavo. Nella nuova area di scavo lo scorso anno era stato possibile documentare che il luogo di culto riportato alla luce davanti alla struttura da noi identificata con la porta Mugonia di età arcaica e tardo repubblicana, risaliva almeno alla seconda metà dell’VIII sec. a.C. ed era attivo senza soluzione di continuità sino agli inizi del II sec. a.C. A questa area cultuale si accedeva dalla strada (il cd. clivo Palatino A), che dalla Sacra via saliva verso la menzionata porta: al suo interno, nella seconda metà dell’VIII sec. a.C. fu costruito un ambiente rettangolare, con elevati in pisè, al centro del quale era un focolare monumentale. La campagna di questo anno ha permesso non solo di precisarne la cronologia (fase laziale IVA1), ma di appurare che era preceduta da una fase precedente: la fase più antica viene semplicemente restaurata nella fase laziale IVA1, senza una modifica sostanziale della sua articolazione. Al centro di questo primo sacello, successivamente ricostruito, verrà posizionato l’altare. Ma la costruzione dell’edificio cultuale non segna l’inizio della storia di questa parte delle pendici palatine. Una delle novità più eclatanti è stata la scoperta che questo sacello viene costruito sopra gli strati di obliterazione dei resti dell’abitato proto urbano. Il raggiungimento del deposito naturale ha permesso di documentare l’intera sequenza stratigrafica del pendio: la più antica frequentazione dell’area è costituita dai resti di capanne, costruiti a partire dalla fase laziale IIB e riproposti senza soluzione di continuità (per un totale di 5 fasi), fino alla fase laziale IIIB1, quando sono distrutte. Questi resti sono indubbiamente da connettersi, con quelli, più esigui, documentati precedentemente pochi metri a monte.
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2018Le indagini condotte nel 2018 hanno consentito di comprendere meglio l’uso degli _horrea_ di età imperiale tra il VI secolo d.C. e il XVI secolo d.C. Sono stati indagati due vani dell’edificio ( _horrea_ Vespasiani ) nei quali è stata documentata una consistente stratificazione pertinente alla frequentazione post antica del complesso. In esso (tra VI e VII secolo d.C.) si impianta un’attività produttiva che ha prodotto un consistente contesto di scorie metalliche. L’impianto viene obliterato dalla deposizione di tre sepolture di infanti (tra VII e IX secolo d.C.) e successivamente viene sepolto sotto un cospicuo interro finalizzato alla costruzione degli Orti Farnesiani.
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AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2019Si è conclusa l’indagine sistematica della pendice settentrionale del Palatino, nell’ampia area compresa tra il cosiddetto Clivo Palatino, la cosiddetta Via Nova di età imperiale, le cosiddette _scalae Grecae_ (o _scalae Anulariae_ ) e la Via Sacra. Grazie alla collaborazione e al sostegno del Parco Archeologico del Colosseo, è stata avviata una nuova fase di ricerca sul versante opposto del monte. Questo nuovo progetto muove dalla necessità di effettuare un’analisi sistematica del settore compreso tra le _scalae Caci_, la strada che separava il complesso di edifici antichi sottostante la Chiesa di Sant’Anastasia dal Circo Massimo, la cosiddetta _domus Praeconum_ con il cosiddetto _Pedagogium_ e la _domus_ con due peristili di età augustea che occupa la media pendice del monte. Si tratta di un vero e proprio “vuoto” nella nostra conoscenza riguardo la topografia del Palatino e l’articolazione dei complessi architettonici che, in età imperiale, articolavano il paesaggio urbano di questa pendice prospiciente la Valle Murcia Le indagini condotte nel 2019 hanno permesso la riscoperta di alcune strutture antiche rappresentate in disegni rinascimentali e nella planimetria di G.B. Nolli dove sono raffigurati tre ambienti di forma rettangolare con i lati lunghi orientati nordovest-sudest aperti a nord e chiusi a sud da una struttura a essi perpendicolare. Le indagini di questo primo anno hanno interessato il più occidentale dei vani. Qui è stata rimossa stratificazione pertinente all’obliterazione della struttura il cui studio è attualmente in corso.
FOLD&R
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20 - Dunia Filippi - 2004Ricerche e scavi in corso sulle pendici settentrionali del Palatino -
27 - Sheila Cherubini - 2004Una fossa rituale nella domus Regis sacrorum -
402 - Barbara Maurina - 2018Frammenti di intonaco e stucco rinvenuti nello scavo della domus Publica sul Palatino a Roma
Media
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Year
- 2003
- Summary
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en
Excavations on the northern slopes of the Palatine between the Arch of Titus and the Atrium Vestae were undertaken to study a residential quarter occupied by Republican aristocratic residences. The excavation has yielded unexpected results, and it is now possible to reconstruct the history of this area from the ninth century BC through the late Medieval period, the moment of its abandonment. The first systematic arrangement of the slopes dates back to the mid 8th century BC, when a series of scattered huts were destroyed to allow the construction of the fortifications. These walls remained in use until the mid 6th century BC. Following the destruction of the walls, the area was occupied by a private residential area, destroyed later by Nero. New buildings were constructed under the Flavians, who built here two horrea.
Placed in direct communication with the sacred grove of the Vestal Virgins (the lucus Vestae), a domus was found that has been interpreted as the domus publica, dating back to the beginning of the 6th century BC and destroyed under Augustus, who built another horrea in its place.
The most recent extension of the excavation toward the House of the Vestals was undertaken for the study of a building that has been tentatively identificatied as the domus regis sacrorum, as well as an absidal monument, interpreted as the aedes Larum. The oldest phase of both of these structures dates to around 750 BC. Future excavations aim at a better definition the plan of the domus regia of the 8th - 7th century BC, as well as the recovery of new information on monuments belonging to the sanctuary of Vesta. (Dunia Filippi) -
it
I lavori di indagine delle pendici settentrionali del Palatino, nell'area compresa tra l'arco di Tito e l'_Atrium Vestae_, avevano come obiettivo principale lo studio di un quartiere abitativo occupato da dimore aristocratiche di epoca repubblicana. Lo scavo, iniziato nel 1985, ha consentito di ricostruire la storia di quest'area dal IX secolo a.C. fino al basso Medioevo, momento del suo abbandono. Il primo intervento di sistemazione delle pendici si fa risalire alla metà dell'VIII secolo a.C., quando le capanne sparse vengono obliterate dalla costruzione di mura di fortificazione, rimaste in uso fino alla metà del VI secolo a.C. In seguito le mura vengono distrutte e l'area risulta occupata da un quartiere di residenze private, a loro volta distrutte da Nerone. Nuovi interventi si registrano sotto i Flavi, che costruiranno qui due _horrea_.
Posta in comunicazione diretta con il bosco sacro delle Vestali (il _lucus Vestae_), è stata rinvenuta una _domus_, risalente agli inizi del VI secolo a.C. Questa, interpretata come la domus publica, viene distrutta sotto Augusto che vi costruisce sopra un _horrea_.
L'ulteriore estensione dello scavo verso la Casa delle Vestali ha interessato un edificio per cui si propone l'identificazione con la _domus regis sacrorum_ e un monumento absidato, interpretato come l'_aedes Larum_. Le fasi più antiche di entrambe queste strutture risalgono al 750 a.C. ca. Le prossime campagne di scavo avranno lo scopo di definire meglio la planimetria della domus regia di VIII e VII secolo a.C. e di acquisire nuovi dati sugli altri monumenti pertinenti al santuario di Vesta. - Director
- Andrea Carandini
- Research Body
- Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
- Funding Body
- Grandi Scavi
FOLD&R
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20 - Dunia Filippi - 2004Ricerche e scavi in corso sulle pendici settentrionali del Palatino -
27 - Sheila Cherubini - 2004Una fossa rituale nella domus Regis sacrorum
Media
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Year
- 2006
- Summary
-
it
_Area della c.d. domus Publica_
Già nel 2001 l’indagine ha permesso di documentare come questa parte delle pendici prossime all’angolo nord-ovest del colle sia stata oggetto per la prima volta di un intervento edilizio nella metà dell’VIII sec. a.C. concretizzatosi nella realizzazione di un edificio a più vani, che non trova confronti coevi in area etrusco-laziale, se non alla fine del VII e nel VI sec. a.C. Di questo edificio nella campagna del 2006 è stato documentato il primo degli ambienti addossati al lato ovest. Nello stesso settore è emersa anche la prima sostruzione dei margini del fossato, rivelatasi contestuale alla sistemazione dell’area per la presenza dell’edificio. Per la fase relativa alla seconda metà dell’VIII sec. a.C., è stato possibile documentare la presenza di un ambiente di servizio addossato al lato occidentale dell’edificio, aperto verso l’area dei focolari; questo ambiente sarà poi sostituito da un vano analogo nel corso della prima metà del VII sec. a.C. e successivamente da due ambienti con analoghe funzioni.
_La Casa delle Vestali_
Il paleosuolo, nella parte nord-orientale della casa delle Vestali pre 64 d.C. che obliterava attività risalenti alla II fase laziale (un focolare forse connesso con le tombe adiacenti) e una fossa risalente all’età del Bronzo recente, mostrava delle tracce di lavorazione identificate come arature realizzate con un aratro ad uncino.
L’ampliamento dell’indagine ai settori settentrionali dell’atrium Vestae di epoca imperiale ha portato, nel corso delle varie campagne, a raccogliere dati anche sulle fasi del Santuario successive alla sua distruzione a causa dell’incendio neroniano, e la sua successiva ricostruzione. E’ emerso che le colmate presenti nella parte orientale dell’edificio imperiale si datano in età tardo-neroniana. Questo indica come il progetto neroniano sia stato portato a termine almeno per l’area delle Vestali, come testimoniato anche dai bolli laterizi nelle murature. - Summary Author
- MiBAC
- Director
- Andrea Carandini
Media
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Year
- 2009
- Summary
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it
Le indagini hanno permesso di precisare alcuni importanti dati che coinvolgono l’intera area del Santuario di Vesta.
Per quanto concerne la delimitazione del Santuario è stato documentato un altro tratto del muro che intorno alla metà dell’VIII sec. a.C. viene costruito per definirne l’area: il muro, in pisé, viene allestito a S del fossato che corre tra Palatino e Velia, a sua volta regolarizzato mediate un profondo taglio verticale. Questo tratto è stato documentato a W della domus Regia, l’edificio costituito da una serie di ambienti allineati sul suo lato lungo che viene costruito nel 750-725 a.C. (Fase 2.1 della domus nota come domus Publica). Quest’anno è stata confermata la modifica, realizzata nella seconda metà dell’VIII sec. a.C. (sottofase 2), della planimetria di tale edificio, indiziata nelle precedenti indagini, e realizzata aggiungendo un’ala all’estremità orientale, perpendicolare al corpo centrale.
Per quanto concerne la Casa delle vestali e il Tempio di Vesta, laddove nella prima sono stati documentati ulteriori elementi strutturali della fase del VI e del II sec. a.C., ci sembra opportuno in questa sede soffermarci sui nuovi dati relativi al Tempio. Qui la riapertura di un settore parzialmente indagato già da G. Boni e da R.T. Scott, sul lato SW del Tempio conservato, ha riservato importati novità. Oltre a riportare alla luce l’angolo di una struttura in blocchi di tufo, databile prima del 550 a.C. e rasata nel V sec. a.C., adiacente al Tempio, sono state documentate tratti di due fosse di fondazione del Tempio: la più antica si data nella prima metà del IV sec. a.C., la successiva all’ultimo quarto del IV a.C. e di questa fase sono conservati anche due blocchi in tufo di Grotta Oscura attribuibili al podio. Per la storia del sito post 64 d.C. ricordiamo, oltre all’indagine di settori dell’Atrium Vestae imperiale (ala W), lo scavo di alcuni ambienti addossati al portico neroniano e costruiti obliterando parte della Sacra via neroniana, di cui già era stata sottolineata la funzione termale e di cui emerge una preliminare datazione al IV sec. d.C. -
en
The investigation clarified a number of important points regarding the entire area of the Sanctuary of Vesta.
As regards the sanctuary’s borders, a further stretch of the wall which was constructed around the mid 8th century B.C. in order to define the area was recorded. The mud-brick wall was built to the south of the ditch which ran between the Palatine and the Velia, in turn regularised by a deep vertical cut. This stretch was recorded to the west of the domus Regia, the building constituted by a number of aligned rooms on its long side which was built in 750-725 B.C. (Phase 2.1 of the domus known as the domus Publica). This year’s excavation confirmed what had been suggested by preceding investigations, that is the modification to the plan of this building that was made during the second half of the 8th century B.C. (sub-phase 2) by the addition at the eastern end of a wing built at right angles to the central part of the building.
In the House of the Vestals further structural elements from the 6th and 2nd century phases were found, however, here it seems opportune to concentrate on the new data from the Temple of Vesta. Here, the reopening of a sector already partially investigated by G. Boni and R. T. Scott, on the south-western side of the preserved temple uncovered important new elements. As well as bringing to light the corner of a structure in tufa blocks, datable to before 550 B.C. and razed in the 5th century B.C., next to the temple stretches of two of the temple’s foundation trenches were documented. The earliest dated to the first half of the 4th century B.C., the later one to the last quarter of the 4th century B.C. Also belonging to this phase were two blocks of Grotta Oscura tufa attributable to the podium. As regards the post 64 A.D. history of the site, as well as the investigation of the imperial Atrium Vestae (wing W), we note the excavation of a number of rooms abutting the Neronian portico and built obliterating part of the Neronian via Sacra, whose function as part of a baths has been underlined and for which a preliminary 4th century A.D. date emerged. - Summary Author
- Dunia Filippi
- Director
- Andrea Carandini
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
- Funding Body
- Grandi Scavi
Media
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Year
- 2010
- Summary
-
it
Le indagini condotte nel 2010 hanno permesso di portare avanti la ricerca raggiungendo importanti risultati che contribuiscono a chiarire le strutture facenti parte del Santuario di Vesta, specie per quanto concerne la fase alto arcaica. Nel lotto regio è stato possibile indagare in un ulteriore tratto, alle spalle della sala centrale dell’edificio da noi interpretato come la domus Regia, la sequenza dei muri di sostruzione del fossato, realizzati tra la seconda metà dell’VIII e la metà del VII sec. a.C. che conferma la costruzione di 3 successivi muri, di cui il primo a emplecton. Proprio in rapporto al primo muro, nel tratto attualmente indagato, viene allestito un deposito rituale. Entro una fossa è deposta mezza parete di un dolio, a cui è sovrapposta l’altra metà e su di esso viene collocato un infante. Il deposito viene allestito a monte del muro, in posizione perpendicolare ad esso. Nel lotto delle vestali è stato concluso lo scavo della capanna costruita intorno alla metà dell’VIII sec. a.C. sotto la residenza arcaica e repubblicana delle vestali e forse già in questa fase abitata dalle sacerdotesse di Vesta.
Della capanna è stato individuato parte del muro perimetrale meridionale. Il muro, in pisé, conservava uno stipite della porta di accesso, che dunque si apriva sul lato meridionale, con due pali esterni e un palo interno. L’andamento del muro delinea una forma dell’edificio più quadrangolare, rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento, con una lunghezza di m 8,43 ca. e una larghezza di almeno m 6 e ricostruibile in m 8, 10 ca. -
en
Important results came out of the 2010 investigations, providing further clarification regarding the structures that were part of the sanctuary of Vesta, in particular the early Archaic phase. Behind the central hall of the building, interpreted as the domus Regia, it was also possible to further investigate the sequence of walls belonging to the ditch substructure, built in between the second half of the 8th and the mid 7th century B.C. which confirms the construction of three successive walls, the first of which an emplecton. In relation to the first wall, in the stretch presently being investigated, there was a ritual burial. Half of a dolium wall had been placed in a pit, the other half placed on top of it and then an infant’s body. The burial was positioned uphill from the wall and at a right angle to it. In the area of the Vestals the excavation was completed of a hut built in around the mid 8th century B.C. Below the Archic and Republican residence of the Vestals, it was perhaps already inhabited in this phase by the priestesses of Vesta.
Part of the hut’s southern perimeter was uncovered. The wall, built in pisé, preserved one of the door jambs with two external and one internal post. The line of the wall indicated that the hut was more rectangular than initially thought, with a length of about 8.43 m and a width of at least 6 m, reconstructable as about 8.10 m. - Summary Author
- Dunia Filippi
- Director
- Paolo Carafa
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
- Funding Body
- Università degli Studi di Roma I, Grandi scavi
Media
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Year
- 2012
- Summary
-
it
Le indagini condotte nel 2012 hanno contribuito enormemente alla conoscenza non solo dei monumenti che costituiscono il Santuario di Vesta, sia nella fase alto arcaica, che in quelle più recenti, ma anche di quelli immediatamente a est del Santuario. Nel lotto regio i nuovi dati consentono di conoscere ormai la larghezza del primo edificio costruito intorno al 750 a.C., grazie al rinvenimento di un tratto del muro perimetrale e di acquisire dati sull’elevato dell’edificio successivo, da noi interpretato come la _domus Regia_: il suo muro di fondo, che dava sul fossato tra Palatino e Velia, era rivestito in concotto, di cui è stato recuperato un frammento che presenta una modanatura.
Nella successiva _domus regis sacrorum_ di età medio repubblicana l’approfondimento dello scavo di un ambiente a fianco del tablino ha portato a novità eclatanti: almeno dal IV sec. a.C. in questa stanza, che forse era scoperta, viene innalzato un altare connesso con un pozzo. E’ stato rinvenuto anche materiale votivo (arule) nelle vicinanze dell’altare. Almeno fino alla tarda Repubblica l’altare viene ricostruito, e insieme il pozzo.
Contemporaneamente alle indagini nel Santuario è stata aperta una nuova area di scavo antistante la porta Mugonia di età arcaica e tardo repubblicana, in una zona non coinvolta dagli scavi di G. Boni. Proprio davanti alla porta, di cui segue l’orientamento, è stata scoperta un’area cultuale risalente almeno all’età arcaica, con un altare e materiale votivo, a cui si accedeva dal cd. clivo Palatino A, che dalla Sacra via conduceva alla porta. La posizione del culto davanti alla porta, richiama quello di Giove Statore. Verso la fine del II sec. a.C., l’area di culto potrebbe essere stata inglobata in un edificio, in cui sembra di riconoscere la presenza di un tablino. -
en
The 2012 investigations have made an important contribution to knowledge not only of the monuments constituting the Sanctuary of Vesta, both in the early archaic and later periods, but also of those immediately east of the sanctuary. The width of the first building constructed around 750 B.C. is now known thanks to the discovery of a stretch of perimeter wall, and new information on the walls of the subsequent structure, interpreted as the _domus Regia_ has been uncovered. Its back wall, facing onto the ditch between the Palatine and Velia, was faced with baked clay of which a fragment with moulding was recovered.
In the subsequent _domus regis sacrorum_ of mid Republican date, the deepening of the excavation in a room next to the _tablinium_ produced sensational results. This room, perhaps open-air, housed an altar connected to a well from at least from the 4th century B.C. Votive material ( _arule_ ) was found close to the altar. Until at least the late Republican period, the altar and well continued to be rebuilt.
A new excavation area was opened next to the Porta Mugonia of archaic and late Republican date, in an area untouched by G. Boni’s excavations. A cult area, of at least archaic date, with an altar and votive material, was uncovered right in front of the gate, whose orientation it follows. It was accessed from the so-called ‘clivo Palatino A’, which from the via Sacra led to the gate. The cult’s position in front of the gate recalls that of Jupiter Stator. Towards the end of the 2nd century B.C., the cult area may have been incorporated into a building in which a _tablinium_ seemed to be present. - Summary Author
- Dunia Filippi
- Director
- Paolo Carafa
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
- Funding Body
- Grandi Scavi
Media
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Year
- 2014
- Summary
-
it
Le indagini condotte nel 2014 hanno permesso di riportare alla luce un frammento di Roma, finora sconosciuto, immediatamente a est del Santuario di Vesta, nell’area aperta ormai due anni or sono (2012) e conclusa in questa campagna di scavo. Nella nuova area di scavo lo scorso anno era stato possibile documentare che il luogo di culto riportato alla luce davanti alla struttura da noi identificata con la porta Mugonia di età arcaica e tardo repubblicana, risaliva almeno alla seconda metà dell’VIII sec. a.C. ed era attivo senza soluzione di continuità sino agli inizi del II sec. a.C. A questa area cultuale si accedeva dalla strada (il cd. clivo Palatino A), che dalla Sacra via saliva verso la menzionata porta: al suo interno, nella seconda metà dell’VIII sec. a.C. fu costruito un ambiente rettangolare, con elevati in pisè, al centro del quale era un focolare monumentale.
La campagna di questo anno ha permesso non solo di precisarne la cronologia (fase laziale IVA1), ma di appurare che era preceduta da una fase precedente: la fase più antica viene semplicemente restaurata nella fase laziale IVA1, senza una modifica sostanziale della sua articolazione. Al centro di questo primo sacello, successivamente ricostruito, verrà posizionato l’altare. Ma la costruzione dell’edificio cultuale non segna l’inizio della storia di questa parte delle pendici palatine. Una delle novità più eclatanti è stata la scoperta che questo sacello viene costruito sopra gli strati di obliterazione dei resti dell’abitato proto urbano. Il raggiungimento del deposito naturale ha permesso di documentare l’intera sequenza stratigrafica del pendio: la più antica frequentazione dell’area è costituita dai resti di capanne, costruiti a partire dalla fase laziale IIB e riproposti senza soluzione di continuità (per un totale di 5 fasi), fino alla fase laziale IIIB1, quando sono distrutte. Questi resti sono indubbiamente da connettersi, con quelli, più esigui, documentati precedentemente pochi metri a monte. -
en
The 2014 excavations uncovered a part of Rome, unknown to date, immediately east of the sanctuary of Vesta, in the area opened two years ago and whose investigation was completed this season. Last year, evidence showed that the cult site in front of the structure we identified as the _porta_ _Mugonia_ dating to the archaic and late Republican periods, dated to at least the second half of the 8th century B.C. and was continuously in use until the early 2nd century B.C. This cult area was entered from the road (the so-called _clivius_ _Palatinus_ A), which from the _via_ _Sacra_ climbed up to the above mentioned gate. During the 8th century B.C., a rectangular room, with pisè walls and a monumental hearth at the centre, was built within the area.
The results from this season’s campaign fixed its chronology (Latium phase IVA1), and revealed that there was an earlier phase: the earliest phase was simply restored in the Latium phase IVA1, without any substantial alterations to its plan. An altar was placed at the centre of this first _sacellum_ that was subsequently rebuilt. However, the construction of the cult building did not mark the beginning of the history of this part of the Palatine slopes. One of the most striking new discoveries was that this _sacellum_ was built on top of the obliteration levels covering a proto-urban dwelling. The excavation reached natural, documenting the entire stratigraphic sequence of the slope. The earliest occupation of the area was constituted by the remains of huts, built from the Latium phase IIB onwards, and continually rebuilt for a total of five phases until the Latium phase IIIB 1, when they were destroyed. These remains can certainly be associated with the scarcer remains previously documented a few metres further up the hill. - Summary Author
- Dunia Filippi
- Director
- Paolo Carafa
FOLD&R
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402 - Barbara Maurina - 2018Frammenti di intonaco e stucco rinvenuti nello scavo della domus Publica sul Palatino a Roma
Media
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Year
- 2018
- Summary
- it Le indagini condotte nel 2018 hanno consentito di comprendere meglio l’uso degli _horrea_ di età imperiale tra il VI secolo d.C. e il XVI secolo d.C. Sono stati indagati due vani dell’edificio ( _horrea_ Vespasiani ) nei quali è stata documentata una consistente stratificazione pertinente alla frequentazione post antica del complesso. In esso (tra VI e VII secolo d.C.) si impianta un’attività produttiva che ha prodotto un consistente contesto di scorie metalliche. L’impianto viene obliterato dalla deposizione di tre sepolture di infanti (tra VII e IX secolo d.C.) e successivamente viene sepolto sotto un cospicuo interro finalizzato alla costruzione degli Orti Farnesiani.
- en The 2018 excavations provided new information about the use of the _horrea_ in the imperial period between the 6th and 16th centuries A.D. Two rooms were investigated inside the _horrea_ _Vespasiani_ where a substantial stratigraphy relating to the post-antique occupation of the building was documented. Between the 6th and 7th centuries A.D., a production activity was set up here that produced a large amount of metalworking waste. This installation was obliterated by the deposition of three infant burials (7th-9th century A.D.) and was later buried below a substantial dump of material put down in relation to the construction of the Orti Farnesiani.
- Summary Author
- Mattia Ippoliti
- Director
- Paolo Carafa
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
Media
- Name
- Palatino, pendici settentrionali
- Year
- 2019
- Summary
-
it
Si è conclusa l’indagine sistematica della pendice settentrionale del Palatino, nell’ampia area compresa tra il cosiddetto Clivo Palatino, la cosiddetta Via Nova di età imperiale, le cosiddette _scalae Grecae_ (o _scalae Anulariae_ ) e la Via Sacra. Grazie alla collaborazione e al sostegno del Parco Archeologico del Colosseo, è stata avviata una nuova fase di ricerca sul versante opposto del monte.
Questo nuovo progetto muove dalla necessità di effettuare un’analisi sistematica del settore compreso tra le _scalae Caci_, la strada che separava il complesso di edifici antichi sottostante la Chiesa di Sant’Anastasia dal Circo Massimo, la cosiddetta _domus Praeconum_ con il cosiddetto _Pedagogium_ e la _domus_ con due peristili di età augustea che occupa la media pendice del monte. Si tratta di un vero e proprio “vuoto” nella nostra conoscenza riguardo la topografia del Palatino e l’articolazione dei complessi architettonici che, in età imperiale, articolavano il paesaggio urbano di questa pendice prospiciente la Valle Murcia
Le indagini condotte nel 2019 hanno permesso la riscoperta di alcune strutture antiche rappresentate in disegni rinascimentali e nella planimetria di G.B. Nolli dove sono raffigurati tre ambienti di forma rettangolare con i lati lunghi orientati nordovest-sudest aperti a nord e chiusi a sud da una struttura a essi perpendicolare. Le indagini di questo primo anno hanno interessato il più occidentale dei vani. Qui è stata rimossa stratificazione pertinente all’obliterazione della struttura il cui studio è attualmente in corso. -
en
This season saw completion of the investigation of the north slope of the Palatine, in the area between the so-called _Clivius_ _Palatinus_, the so-called Via Nova of imperial date, the so-called _scalae_ _Grecae_ (or _scalae_ _Anulariae_) and the via Sacra. Thanks to the collaboration and support of the Colosseum Archaeological Park, a new phase of research began on the opposite side of the hill. This new project came out of the need to undertake a systematic analysis of the sector between the _scalae_ _Caci_, the road separating the complex of ancient buildings below the church of Sant’Anastasio from the Circus Maximus, the so-called _domus_ _Praeconum with the so-called _Pedagogium_ and the Augustan _domus_ with two peristyles occupying the middle slope of the hill. This area represents a “vacuum” in our knowledge of the Palatine’s topography and the layout of the building complexes, which in the imperial period formed the urban landscape of this slope overlooking the Murcia Valley.
The 2019 investigations led to the rediscovery of several ancient structures shown in Renaissance drawings and on G. B. Nolli’s plan where three rectangular rooms are shown with the long sides on a NW-SE alignment, open to the north and closed to the south by a perpendicular structure. This season, the westernmost of these rooms was explored and the stratigraphy relating to the obliteration of the structure was removed. The material is currently being studied. - Summary Author
- Mattia Ippoliti
- Director
- Paolo Carafa
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
Media
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