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AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2012
L’indagine archeologica svoltasi nel corso della campagna 2012 si è concentrata su tre fronti: sul versante occidentale, nei pressi del pozzo/cisterna; lungo tutto il versante settentrionale, ossia nell’area di accesso all’area di servizio; e nell’area orientale, dove erano gli ambienti di ingresso alle terme.
Il pozzo/cisterna si trova ad ovest degli ambienti termali; l’area in cui si trova è pavimentata a cocciopesto ed è delimitata a nord da un basso muretto, rasato quasi per intero nell’ultima fase di vita del sito prima dell’eruzione del 472 d.C., mentre i muri sud ed ovest sono di spessore maggiore e servivano a separare l’area di servizio (nord) dalla corte antistante gli ambienti termali (sud). Questi muri furono in gran parte distrutti illegalmente da mezzi d’opera nel 1988. Durante l’ultima campagna di scavo, si è continuato lo svuotamento del pozzo/cisterna dai depositi vulcanoclastici dell’eruzione del 472 d.C.
L’area a nord delle terme era utilizzata come accesso agli ambienti di servizio. Qui nell’ambiente di ingresso al primo prefurnio g è stato eseguito uno scavo stratigrafico che ha rivelato la presenza di uno spesso riempimento cineritico relativo all’eruzione del 79 d.C. e posto sotto le fondazioni dell’edificio termale. Sia sotto che sopra le ceneri sono stati raccolti reperti databili al I secolo d.C. ed in particolare alcuni frammenti di affreschi che in origine probabilmente decoravano un’altra villa posta in prossimità dell’edificio termale.
Lungo il muro nord degli ambienti di servizio è stato rinvenuto uno spesso accumulo di reperti, per lo più ceramici, legati sia alla lavorazione, stoccaggio e consumo di derrate alimentari, sia all’utilizzo delle terme. La rimozione di questa discarica tardoantica ha portato in luce una rampa, utilizzata per accedere ad uno degli ambienti di servizio.,
Nell’area orientale del sito, l’attività si è concentrata su due fronti. Nella parte più meridionale, sono stati rimossi i depositi moderni che ancora insistevano sulle murature antiche e che hanno rivelato la presenza di un ambiente di passaggio verso il frigidario. Nella parte centrale del fronte est è stato in parte rimosso l’interro vulcanoclastico del 472 d.C. dall’apoditerio, rivelando così sulla sezione est la cresta di un ambiente che, in considerazione della stratigrafia verticale e della tecnica costruttiva potrebbe essere uno degli ambienti residenziali della villa annessa alle terme ed ad esse antecedente.
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AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2013
Durante la campagna di scavo ed indagine 2013 sono stati aperti diversi saggi stratigrafici sui fronti nord, est e sud delle strutture finora messe in luce. Sul fronte nord, è continuato lo scavo del pozzo, appurandone la sua connessione con la cisterna ad ovest ma riportando solo interro vulcanoclastico relativo all’eruzione del 472 d.C. In prossimità del pozzo è stato aperto un saggio lungo il muro esterno nord della carbonaia. Qui si è notato un imponente interro relativo all’eruzione del 472 d.C. che scendeva anche sotto il livello di calpestio originario dell’area, come si può desumere dalla quota della risega di fondazione dell’edificio. L’interro del 472 andava a coprire direttamente il deposito cineritico dell’eruzione del 79 d.C. Sopra questa è stata rinvenuta un’impronta di dolio tagliata nella cenere, un basso muretto ed una scala che conduce all’area del pozzo.
Lungo il versante est del sito è stato individuato un nuovo ambiente, forse il primo pertinente alla villa vera e propria, coperto da uno strato di macerie probabilmente pertinenti alla fase eruttiva, su cui è posto lo spesso deposito vulcanoclastico. In quest’area si è raggiunto il livello pavimentale, caratterizzato da un mosaico a tessere bianche e nere, molto lacunoso, con tracce di buche di palo.
Sul fronte sud sono stati rinvenuti alcune porzioni di muri, di cui una sembra di particolare interesse, in quanto permette di stabilire una sequenza stratigrafica per cui i muri relativi alla villa sembrano essere precedenti a quelli più legati all’edificio termale. In ultimo, sempre sul fronte sud, è stato rinvenuto un muro di terrazzamento con orientamento nord-sud il quale serviva probabilmente a dividere l’area a cielo aperto rivestita in cocciopesto in due parti.
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AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2014
Durante la campagna di scavo 2014 buona parte del tempo e delle risorse sono state dedicate al recupero e restauro dei paramenti murari e dei manufatti rinvenuti durante la campagna stessa e nelle campagne precedenti. Particolare attenzione ha ricevuto una parete affrescata, rinvenuta in crollo, e la messa in sicurezza dell’area dell’ _apoditerium_ delle terme.
Le attività di scavo si sono concentrate in tre aree: la terrazza in cocciopesto a sud del quartiere termale, il _tepidarium_, l’area a margine della villa nell’area sud-est del sito.
L’area della terrazza in cocciopesto a sud del quartiere termale era stata ampiamente sconvolta negli anni ‘80 dal mezzo meccanico ed in particolare dallo sversamento di materiale misto che ha trasformato l’intero settore in una discarica abusiva. Tale situazione era ormai nota dalle precedenti campagne di scavo, tuttavia è risultato necessario rimuovere il riempimento moderno che ancora insisteva sul cocciopesto, in modo non solo da poter recuperare tutto il materiale ceramico antico (sebbene misto al moderno), dall’altra per creare una via di scolo per le acque piovane, seguendo la pendenza antica del pavimento. Lo scavo non ha mostrato grandi sorprese, poiché la maggioranza degli strati risultava chiaramente moderna, tranne che per un solo contesto, antico, in cui è stata rinvenuta una sepoltura infantile. Questa si va a collocare in prossimità dell’area non toccata dal mezzo meccanico negli anni ‘80 ed in cui nel 2010 sono state rinvenute due sepolture infantili in anfora.
Lo scavo del _tepidarium_ era un completamento delle attività di indagine eseguite nel 2007-2008 durante le quali fu messo in luce solo metà dell’ambiente. Coerentemente con quanto già osservato in precedenza, sono stati scavati gli strati che insistevano ancora sul pavimento, tutti relativi all’ultima fase di vita del complesso (metà V sec. d.C.) precedenti l’eruzione del 472 d.C. Poggiati sul pavimento riscaldato, crollato al centro al tempo dell’eruzione a causa del gran peso degli interri, sono state scavate due sepolture infantili, senza corredo e parzialmente coperte da tegole.
Nella terza ed ultima area investigata durante la campagna 2014, nell’angolo sud-est del sito, è stata rinvenuta una parete in crollo su alcune macerie ed un corridoio con rampa di accesso al secondo piano della villa, oltre il quale un basso muro rivestito di cocciopesto delimita un’area probabilmente a giardino.