Name
Wilma Bassilissi
Organisation Name
ICR

Season Team

  • AIAC_953 - Pyrgi - 2009
    Dal 1957 lo scavo di Pyrgi è stato incentrato sull’indagine del polo santuariale (il Santuario Monumentale di Ino-Leucothea e il santuario meridionale di Apollo) che, a partire dalla seconda metà avanzata del VI secolo, si è sviluppato all’estremità meridionale del comprensorio archeologico, in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale proveniente da Caere. L’indagine pregressa ha da un lato evidenziato il fondamentale ruolo della porta scea del santuario come tramite per l’ingresso “in città” di tale arteria, che nel suo tratto terminale descrive un’ampia curva assumendo un andamento parallelo alla costa. Dall’altro, mancando sul lato nord un muro di peribolo, ha lasciato aperto il problema dell’identificazione del confine settentrionale del Santuario. La campagna del 2009 ha avuto l’obiettivo di approfondire la conoscenza dell’area sacra nel suo assetto topografico complessivo e di affrontare il rapporto tra aree funzionalmente distinte del comprensorio archeologico. E’ stata pertanto avviata l’indagine estensiva della fascia di confine tra santuario ed insediamento portuale (fondato alla fine del VII secolo, esteso per 10 ettari), aprendo tre diversi saggi di scavo secondo la maglia di quadrati. La scelta del settore è stata basata sui risultati della prospezione eseguita dalla Fondazione Lerici nel 1968 ed in particolare sulla presenza di una vistosa anomalia lineare che prosegue per 60 metri oltre il limite del Santuario piegando a gomito verso mare. Lo scavo ha dimostrato la pertinenza del primo tratto dell’anomalia alla Caere-Pyrgi. La strada, caratterizzata da potenti massicciate tufacee alternate a livelli di ghiaia, è larga cm 780 ed appare delimitata sul lato ovest da un muro di crepidine in blocchi di tufo, fiancheggiato da un canale. La crepidine risulta allineata con il muro di témenos tardo-arcaico del santuario, dunque esercita la possibile funzione di “confine” nei confronti dello spazio sacro. Nella fase arcaica, il tracciato era delimitato sul lato dell’entroterra da una canaletta a cielo aperto ricavata a carico di blocchi di tufo giustapposti, il cui speco appare ancora rivestito da un sottile ed aderente strato di intonaco. Tale conduttura è la medesima opera idraulica che costeggia il tratto in curva della strada, in corrispondenza del piazzale di ingresso al Santuario Monumentale. Al tracciato della Caere-Pyrgi si innesta ad angolo retto una strada glareata (largh. max. 435) che dirige verso il mare con una sensibile pendenza; è fiancheggiato sul lato sud da una cunetta di drenaggio a cielo aperto larga cm. 60 e da un marciapiede. Si tratta di una strada principale dell’insediamento, che esercita la specifica funzione di elemento di confine. Sul lato nord della strada sono affiorati ambienti delimitati da strutture murarie con zoccolo in pietrame, riferibili ad edifici a carattere abitativo, ed inoltre un pozzo. Sul lato sud, sta invece affiorando un edificio a carattere monumentale, decorato con terrecotte architettoniche, delimitato lungo la strada da un robusto muro in pietrame e ciottoli. A tale edificio si riferisce un consistente strato di crollo, in corso di indagine. La presenza di basi di colonne in peperino, una delle quali incassata nel battuto pavimentale, indica che si tratta di un edificio porticato.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2010
    La campagna di scavo del 2010 ha interessato il settore immediatamente a nord dell’area del Santuario Monumentale, che corrisponde ad un settore nevralgico del comprensorio archeologico: la fascia di confine tra l’abitato, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, e il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi. L’indagine di scavo è stata impostata a cavallo della via glareata provvista di una cunetta laterale di scolo, che si raccorda ad angolo retto con il monumentale asse viario della via Caere-Pyrgi e che corre in direzione della costa ad una distanza di circa m 48 dal Tempio A. Tale strada è stata utilizzata con continuità fino all’epoca dell’impianto della colonia romana del III sec. a.C., sopravvivendo agli isolati che si sviluppano lungo il suo percorso. Lungo il lato nord della sede stradale sono state portate alla luce, sotto la coltre di humus, una serie di strutture murarie realizzate con diversa tecnica costruttiva e provviste di orientamenti non omogenei, riferibili a più fasi costruttive di almeno due diversi edifici. Il primo edificio, sul lato dell’entroterra, appare delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e con impiego di blocchi di tufo in posizione cantonale. Esibisce per intero due ambienti, l’uno di forma stretta ed allungata (cm 200 x 630), con possibile funzione di corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; l’altro a pianta quadrangolare (cm 520 x 630), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di (parziale) ripavimentazione in tegole. Il secondo edificio, presumibilmente a carattere pubblico-monumentale, è stato parzialmente portato in luce estendendo lo scavo in direzione del mare ed è caratterizzato da strutture perimetrali in opera quadrata di tufo che rispondono a due diversi orientamenti. Allo stato attuale dell’indagine è possibile osservare almeno un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80 x 8,50) suddiviso in due vani e conservato alla quota di fondazione. Di notevole interesse è la presenza, presso l’intersezione dei muri perimetrali nord ed est della struttura, di una offerta di fondazione costituita da una olla piena di ossa combuste e carboni. Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio preceduto da un portico, ed articolato in più ambienti, uno dei quali destinato a magazzino di dolia. Sul robusto piano pavimentale in scaglie di tufo pressate, è stato evidenziato un dolio ricomponibile, coricato in orizzontale e schiacciato, ed inoltre tracce dell’alloggiamento di almeno altri due esemplari. Alla copertura di tale edificio è attribuibile un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C. E’ possibile che si tratti di un edificio L’edificio, abbandonato in seguito ad un evento distruttivo entro la prima metà del V sec. a.C., era forse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica. In corrispondenza della cunetta di scolo della strada, è stata indagata una fossa denominata “dei pesi da telaio”, riempita con un consistente scarico di materiale architettonico e ceramico. La presenza di almeno 30 pesi da telaio tronco piramidali, di un braciere e di due grandi olle d’impasto ricomponibili sottolinea il carattere femminile del contesto, la cui pertinenza ad ambito santuariale appare sottolineata anche dalla presenza di ossa animali, di aes rude e di terrecotte.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2011
    La campagna di scavo del 2011 ha interessato la fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, e il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi. Lungo il lato nord della strada glareata che si raccorda con l’asse stradale Caere-Pyrgi, sono in corso di definizione due edifici, delimitati da strutture realizzate con diversa tecnica costruttiva e orientate in maniera non omogenea, riferibili a più fasi edilizie. Il primo edificio appare delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e con impiego di blocchi di tufo in posizione cantonale. Esibisce per intero due ambienti, l’uno di forma stretta e allungata (m 2x6,30), con possibile funzione di corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; l’altro a pianta quadrangolare (m 5,20x6,30), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di parziale ripavimentazione in tegole. Un terzo ambiente è stato parzialmente portato alla luce sul lato nord e si mostra ricchissimo di materiale edilizio, di vasellame, molto del quale di importazione, e di reperti zoologici, inquadrabile alla metà del V secolo a.C. Il secondo edificio, presumibilmente a carattere pubblico-monumentale, appare delimitato da strutture perimetrali in opera quadrata di tufo con due diversi orientamenti. E’ possibile osservare almeno un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80x8,50) suddiviso in due vani e conservato alla quota di fondazione, provvisto di un avancorpo sul lato della strada. Di notevole interesse è la presenza, presso l’intersezione dei muri perimetrali nord ed est della struttura, di un’offerta costituita da una anfora etrusca piena di ossa combuste e carboni, collocata in verticale; recuperata con un pane di terra, l’anfora sarà sottoposta a microscavo. L’edificio in opera, conservato per un solo filare di blocchi di fondazione, appare preceduto da strutture in pietrame, livelli pavimentali e crolli che ne suggeriscono un inquadramento cronologico post metà del VI secolo a.C. Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio porticato, articolato in più ambienti, alla cui copertura originaria è stato attribuito un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C.. In base alle risultanze dello scavo, è ipotizzabile che l’edificio fosse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica. Sul consistente pavimento in scaglie di tufo pressate sono state riscontrate le tracce per l’alloggiamento di almeno due esemplari di dolia e diverse colature di piombo. Nel nuovo settore di splateo la presenza di ulteriori esemplari di dolia, ma anche di tabelloni pavimentali e di terrecotte architettoniche di rivestimento è indiziata dai numerosi frammenti restituiti dagli strati superficiali disturbati dalle attività agricole. Il consistente affioramento di pietre e ciottoli, anche di grandi dimensioni, consentono di delineare il perimetro dell’edificio lungo la sede stradale e suggerisce l’ipotetico andamento dei muri di tramezzo. Quanto alla sede stradale, è stato possibile portare il luce il manto superiore in pietrisco e ghiaia che, in corrispondenza dell’edificio in opera quadrata e del suo avancorpo, assume l’aspetto di vero e proprio lastricato. In corrispondenza della cunetta di scolo meridionale della strada, cunetta che accoglieva la fossa dei “pesi da telaio” (con forte connotazione rituale), è stato individuato e recuperato un dolio di medie dimensioni, collocato in verticale all’interno di una buca. In attesa dell’analisi della terra di riempimento ricca di carbone isolata alla quota del fondo, si segnala il rinvenimento di uno skyphos attico a figure nere, parzialmente ricomponibile, recante una serie di personaggi seduti su diphroi, databile alla seconda metà del VI sec. a.C.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2012
    L’indagine del 2012 è stata indirizzata alla definizione della fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, ed il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi, attraverso la prosecuzione dello scavo stratigrafico e delle prospezioni di tipo geofisico. Nel 2012 è stato operato un ulteriore allargamento dell’area di scavo. L’estensione del saggio è stata indirizzata in primo luogo ad indagare il raccordo tra le due arterie stradali. In corrispondenza dello snodo tra i due percorsi, è stato evidenziato un intervento di ristrutturazione del tracciato della Caere-Pyrgi, caratterizzato da una lastricatura con grandi pietre e ciottoli allettata su un poderoso riporto di argilla scura, che interessa una fascia larga circa cm 950 con andamento parallelo al mare; tale intervento risulta posteriore all’abbandono degli edifici in corso di scavo e si riferisce alla sopravvivenza del sistema di collegamento viario, almeno fino all’epoca dell’impianto del _castrum_ repubblicano. Lungo il lato nord della via glareata, l’indagine ha interessato i due edifici parzialmente portati in luce, distinti tanto dal punto di vista funzionale quanto dal punto di vista architettonico. Il primo edificio è delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e da blocchi di tufo in posizione cantonale e presenta un corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; a ovest del corridoio di ingresso è stato evidenziato per intero un ambiente a pianta quadrangolare (cm 520 x 630), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di parziale ripavimentazione in tegole; a nord è stato parzialmente portato alla luce un ulteriore ambiente, caratterizzato da due strati di accumulo pavimentale ricchissimi di materiale edilizio (spezzoni di tegole e coppi di I e II fase), e di frammenti di vasellame da mensa . Il secondo edificio, delimitato da muri in opera quadrata di tufo, si configura come un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80 x 8,50) suddiviso in due vani e provvisto di un avancorpo sul lato della strada. La fronte di tale edificio sul versante della strada presenta un andamento fortemente obliquo, non coerente con la maglia urbanistica del settore in corso di scavo ma piuttosto rispondente all’orientamento degli edifici templari A e B. E’ pertanto legittimo ipotizzare che la struttura rispetti un orientamento di tipo rituale, e che rientri in un intervento di ristrutturazione collegabile alle fasi edilizie del Santuario. Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio porticato, articolato in più ambienti delimitati da muri in pietrame e ciottoli e tramezzati con muri in materiale deperibile, alla cui copertura originaria è stato attribuito un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C.. In base alle risultanze dello scavo, è ipotizzabile che l’edificio fosse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica. La campagna di scavo del 2012 ha definitivamente confermato la pertinenza degli edifici che si sviluppano lungo la sede stradale glareata all’area santuariale di Pyrgi, documentando la progressiva monumentalizzazione degli isolati che si sviluppano lungo la sede stradale glareata ed evidenziando la presenza di infrastrutture, strutture a carattere cultuale e contesti a carattere rituale.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2013
    L’indagine del 2013 è stata indirizzata alla definizione della fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi e l’area portuale, attraverso la prosecuzione dello scavo stratigrafico avviato in estensione nel 2009 e di saggi mirati alla verifica dei risultati delle prospezioni geofisiche. L’indagine di scavo è stata condotta all’interno dell’ampio saggio (m. 28 x 36) che abbraccia il tratto urbano della via di collegamento Caere-Pyrgi, sul lato dell’entroterra; l’innesto ad angolo retto con la via Caere-Pyrgi e lo sviluppo in direzione dell’area portuale di una larga _via glareata_, che si configura come importante elemento di demarcazione topografica; una serie di edifici diversi per tecnica edilizia e destinazione funzionale che si sviluppano lungo il percorso di quest’ultimo asse stradale. A nord della _via glareata_ è proseguito lo scavo nel sottosuolo dell’edificio monumentale in opera quadrata, arrivando ad evidenziare strutture murarie e livelli di abbandono pertinenti a un preesistente edificio, distrutto in seguito ad incendio e databile entro il terzo quarto del VI sec.a.C. A sud della _via glareata_ lo scavo ha interessato in primo luogo il settore in cui ricade il basamento quadrangolare, delimitato da blocchi di tufo e pavimentato con lastroni poligonali in calcare e arenaria, portato in luce nel 2012 sul limite ovest del saggio. L’interpretazione del basamento come altare ha ricevuto una conferma dallo scavo del contiguo ambiente/recinto, delimitato da strutture in pietrame, al cui interno era presente una depressione colmata con carbone di legna, cenere e ossa animali, assimilabile a una _eschara_. Alla funzione cultuale del basamento si riferisce inoltre un eccezionale atto rituale compiuto nei pressi: la deposizione, all’interno di una piccola buca, di una olpe locale in argilla depurata, fissata sul fondo con un chiodo da carpenteria. Lo scavo del livello pavimentale approntato a sud del basamento, oltre a fornire un termine di datazione al secondo quarto del V sec.a.C., ha consentito di portare parzialmente in luce strutture in opera quadrata con orientamento SE-NW, obliterate mediante scarichi di tegole e coppi di I fase; la presenza di due incassi circolari a carico dei blocchi potrebbe suggerirne la pertinenza a un edificio preceduto da una tettoia. Sul medesimo versante della via glareata, lo scavo ha permesso di esaurire gli strati di abbandono e di precisare ulteriormente l’articolazione planimetrica del cd edificio porticato, la cui funzione di magazzino è stata confermata dal ritrovamento di un ulteriore esemplare di dolio. Resta da rintracciarne il muro di delimitazione sul lato dell’entroterra, dove l’edificio si interrompe per la presenza di un fossato agricolo post-antico. L’indagine è stata avviata aprendo una trincea esplorativa, che ha evidenziato una struttura muraria probabilmente riferibile all’edificio e, immediatamente all’esterno, una pavimentazione lastricata sconvolta dalle arature, riferibile alla sistemazione dello snodo tra i due percorsi stradali. La trincea ha inoltre permesso di evidenziare in tutta la sua estensione (largh. cm 520) la massicciata tufacea della Caere-Pyrgi, di intercettarne la crepidine orientale in blocchi di tufo (parzialmente smantellata in antico) ma soprattutto di chiarire che la strada correva su un rilevato artificiale, contenuto da un potente terrapieno di argilla sterile foderata con detrito tufaceo, con andamento a scarpa; la strada era affiancata una profonda depressione, parzialmente indagata, che sulla base delle risultanze della prospezione geofisica potrebbe riferirsi ad un fossato. Per verificare le risultanze delle prospezioni geofisiche eseguite nel 2011-2013, è stato infine aperto un saggio misurante m 15 x 10 ad ampliamento dell’area di scavo in direzione del Santuario Monumentale. Tale saggio, confermando la corrispondenza delle anomalie lineari con altrettante strutture murarie, ha evidenziato la presenza di una serie di vani affiancati, che si sviluppano in direzione NW/SE, e che affacciano su un piazzale; di estremo interesse è la presenza, all’interno del piazzale, di un basamento in blocchi di tufo, purtroppo quasi completamente divelto dalle arature.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2014
    La campagna di scavo del 2014 ha interessato prevalentemente la fascia a Nord del Santuario Monumentale, proseguendo lo scavo in estensione avviato nel 2009. A nord della via glareata, è proseguito lo scavo all’interno dell’edificio monumentale in opera quadrata di primo quarto del V sec. a.C., purtroppo rasato alla quota di fondazione. Di estremo interesse è il rinvenimento di una offerta nel cavo del muro occidentale, che contribuisce a segnalare il carattere del tutto eccezionale dell’edificio: si tratta dei resti di un cane, fatto in pezzi e deposto all’interno di una buca rivestita e sigillata con frammenti di tegole. Tale offerta riveste un chiaro significato infero e probabilmente segnala la funzione liminare del fabbricato, per il quale è forse possibile avanzare l’interpretazione di casa-torre in prossimità di un importante varco di accesso. Lo scavo di questo settore ha permesso inoltre di perfezionare la lettura delle fasi di vita preesistenti, databili entro la seconda metà del VI sec. a.C, evidenziando strutture in pietrame a secco riferibili ad almeno due diverse fasi edilizie, connesse a piani pavimentali in battuto di tufo e in materiale deperibile recanti tracce di incendio e sigillati da una coltre di tegole e coppi di prima fase. A sud della via glareata, lo scavo è stato invece condotto in estensione ed è stato mirato a perfezionare la lettura planimetrica del complesso di strutture che, delimitato dai percorsi della Caere-Pyrgi e della via glareata, si sviluppa verso sud in direzione del Santuario Monumentale. Lo scavo, limitato agli strati di abbandono, ha permesso di identificare la presenza di almeno due diversi isolati. Il primo isolato a partire da nord si attesta contro la sede stradale glareata e presenta lungo il perimetro una serie di vani di diverse dimensioni, delimitati da strutture in pietrame a secco e affacciati su un’area cortilizia centrale. La serie di strutture comprende sul lato ovest il basamento pavimentato in lastroni di calcare già interpretato come altare e la contigua eschara; sul lato est, il cd. “edificio porticato” di cui è stato possibile evidenziare, oltre al muro di fondo del portico, la presenza di almeno due ambienti affiancati e, nel sottosuolo, di un canale di drenaggio in blocchi di tufo. Resta da chiarire il rapporto dell’edificio con il percorso della Caere-Pyrgi. Il secondo isolato, sul versante del Santuario Monumentale, appare occupato da un poderoso basamento in blocchi di tufo in gran parte divelto dalle arature e da strutture in blocchi di tufo che, con andamento parallelo al tempio A proseguono in direzione dell’entroterra e risultano obliterate da un consistente strato di abbandono, databile entro il IV sec. a.C: si tratta di uno strato ricco di ossa di animali di grande taglia e ceramiche in gran parte ricomponibili, tra cui figurano olle di grandi dimensioni e coperchi di impasto, coppette miniaturistiche e piattelli in argilla depurata acroma e a vernice nera etrusco-arcaica, ma anche frammenti di terrecotte architettoniche. La campagna del 2014 ha infine segnato la ripresa delle indagini nel Santuario Monumentale, interessando la terrazza davanti al TpA.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2015
    La campagna di scavo del 2015 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, proseguendo lo scavo in estensione avviato nel 2009 in corrispondenza del raccordo tra la Caere-Pyrgi e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi. A nord della via glareata, è proseguito lo scavo nel sottosuolo dell’edificio monumentale in opera quadrata di tufo (intorno al 500 a.C.), interpretato come casa-torre in rapporto a un varco di ingresso sulla sede stradale. E' stato in parte evidenziato un edificio delimitato da strutture con fondazioni in pietrame a secco e alzato in mattoni crudi e provvisto di un pavimento in battuto di tufo, articolato in almeno due ambienti e ristrutturato nel corso della seconda metà del VI sec.a.C. A sud della via glareata, l'area di indagine è stata ampliata in direzione dell'entroterra di ulteriori 200 mq precisando lo sviluppo planimetrico del grande isolato attestato contro i due assi stradali e articolato in sequenze di vani affacciati su un'area cortilizia. Lo splateo ha permesso di portare in luce l'ala occidentale dell'isolato, preceduta da un portico scandito da colonne con basi in peperino, e intaccata longitudinalmente da tre larghi e profondi fossati post-antichi. Lo scavo ha privilegiato l'angolo settentrionale dell'isolato, al raccordo dei due tracciati stradali, evidenziando un fabbricato articolato in più vani e delimitato sul lato sud da una stretta intercapedine muraria. Tale intercapedine è percorsa da una fognatura in blocchi di tufo funzionale a drenare l'area cortilizia verso l'entroterra, che prosegue attraversando diagonalmente il tracciato della Caere-Pyrgi. Lo spaccato dei fossati post-antichi dimostra che tale edificio è preceduto da almeno due fasi costruttive, con diverso impianto planimetrico. A tale porzione dell'isolato sono attribuibili più tetti decorati databili nella seconda metà del VI sec.a.C.: ai frammenti recuperati in precedenza dagli strati di abbandono finali, si è aggiunto quest'anno un frammento di antefissa di tipo campano a testa gorgonica (530-520a.C.). Lo scavo degli ambienti appartenenti all'ala meridionale dell'isolato ha permesso di intercettare un consistente deposito di materiali, che si riferisce con ogni probabilità allo svolgimento di una cerimonia collettiva di espiazione/purificazione, in occasione della ristrutturazione dell'edificio di pertinenza intorno al 500 a.C. Il deposito comprendeva infatti oggetti ricomponibili, reiterati e specificatamente selezionati: alla sfera del bere alludono in particolare diversi esemplari di anfore di importazione e di _kantharoi_ e calici in bucchero deposti all'intorno di un cratere a vernice nera; alla sfera della preparazione e consumo del cibo carneo preceduti dal sacrificio alludono invece l'abbondante quantità di ossa animali (in particolare, mandibole), le olle di diverso formato e i frammenti di fornello. L'indagine ha infine interessato un secondo isolato, solo parzialmente portato in luce sul versante del Santuario Monumentale. In questo settore è presente una platea quadrangolare in blocchi di tufo rosso, dotata di una probabile funzione idraulica: lo scavo del 2015 ha infatti evidenziato una opera di canalizzazione sotterranea in blocchi di tufo che da essa prende avvio, garantendo il drenaggio dell'area in direzione dell'entroterra.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2017
    La campagna di scavo del 2017 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, in corrispondenza del raccordo tra la via di collegamento con Caere e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi. A nord della via glareata, è proseguita l'indagine nel sottosuolo e nei dintorni dell'edificio in opera quadrata di tufo (ca. 500 a.C.), interpretato come casa-torre. E' stata perfezionata la lettura dell'edificio in pietrame a secco impiantato nei decenni finali del VII sec.a.C., costituito da due vani assiali forse compresi all'interno di un recinto. Nella fase di ristrutturazione della seconda metà del VI sec. a.C., tale edificio si articolava in almeno due vani affiancati e affacciava su un'area cortilizia porticata, includente una grande cisterna circolare che è stata definitivamente interrata in epoca imperiale. Nel contiguo isolato, lo scavo ha interessato l'ambiente A, dove è stato raggiunto il pavimento tufaceo tardo-arcaico portando in luce un pozzetto votivo in tufo grigio, all'intorno del quale erano presenti diverse punte di freccia in lamina di bronzo: dal riempimento, ricco di bruciato, si segnalano un piccolo lingotto in piombo e numerosi chiodini. A sud della via glareata, l'area di cantiere è stata ampliata con il mezzo meccanico in direzione del mare di ulteriori 100 mq, permettendo di perfezionare la lettura del grande isolato che si attesta contro i due percorsi stradali. Lo scavo ha interessato l'ala porticata orientale dell'isolato, che anche quest'anno ha restituito evidenza di più tetti decorati di epoca arcaica e di reiterati atti a carattere rituale: in particolare, nell'antistante portico, un contesto caratterizzato dalla presenza di numerose colature di piombo, che trova confronto a Pyrgi nel Santuario Meridionale. Nell'area cortilizia, occupata da una piattaforma tufacea bordata da lastre, è proseguito lo scavo del pozzo collocato presso l'angolo del vano I, colmato definitivamente in epoca imperiale con un atto di tipo rituale consistente nella deposizione congiunta di una selezione di ossa animali associate a resti umani: è stata raggiunta la quota della falda acquifera alla profondità di cm 350, recuperando una grande quantità di materiale ceramico e architettonico ricomponibile di epoca preromana. È stata inoltre completamente portato alla luce il condotto idraulico realizzato per drenare l'area cortilizia verso l'entroterra, che attraversa l'edificio porticato e la sede stradale della Caere-Pyrgi. Nella fascia occidentale dell'isolato, fortemente intaccata dalle arature, è stato individuato il probabile muro di delimitazione dell'isolato sul versante del mare, evidenziando una serie di muri in pietrame a secco relativi ad ambienti soggetti a più rifacimenti nella fase di V-IV sec. a.C.; ad una fase precedente si riferisce l'affioramento di almeno due briglie murarie in opera quadrata di tufo connesse a un consistente scarico di tegole, coppi e anche terrecotte architettoniche di I fase. Nel 2017 è infine proseguito lo scavo dell'isolato parzialmente portato in luce sul versante del Santuario Monumentale, dove sono presenti livelli di frequentazione di pieno IV sec. a.C., in rapporto a una platea quadrangolare in blocchi di tufo, da cui prende avvio una opera di canalizzazione sotterranea defluente verso l'entroterra.