Name
Tomáš Jirák
Organisation Name
University of Brno

Season Team

  • AIAC_1898 - Falacrinae - 2010
    La campagna di scavo 2010, che ha interessato un’area di 300 mq, si è concentrata sull’indagine del settore meridionale, separato dalla chiesa di San Lorenzo e dal moderno cimitero, dall’impianto monumentale della villa, datato a partire dall’epoca augustea, localizzato a nord della chiesa e costituito da una parte residenziale nel settore settentrionale e da quella rustico-produttiva nel settore occidentale. Con prospezioni geofisiche e alcuni sondaggi nel 2008 e 2009 era risultata evidente l’esistenza di una serie di ambienti che sono stati ora portati alla luce. Si tratta di un edificio plausibilmente interpretabile come separato, probabilmente da un asse viario e da cortili, dal nucleo principale della villa. La costruzione del cimitero ha parzialmente impedito di indagare la continuità tra i due nuclei. Ciononostante sono stati individuati otto ambienti il cui corpo centrale, composto da sei ambienti rettangolari allineati, era disposto nord-sud, mentre un nucleo di almeno due ambienti, anch’essi rettangolari, era disposto a partire dall’angolo nord-ovest del corpo principale. L’orografia del terreno ha condizionato la costruzione di una serie di moderati terrazzamenti che ha avuto come risultato l’impianto di ambienti su livelli diversi, variamente danneggiati dalle arature profonde che hanno compromesso la conservazione degli alzati dei muri, di cui rimangono solamente le fondazioni, realizzate con ciottoli in calcare e laterizi, tenuti insieme da una malta molto fine. I lacerti di pavimento conservati sono tutti in cocciopesto, mentre l’assenza significativa di tessere porta ad escludere la presenza di mosaici. Come nella parte residenziale della villa, anche il corpo meridionale ha avuto numerose fasi di ampliamento, modifica e cambio di uso dei vani. La costruzione del complesso è inquadrabile in età augustea, mentre la fase di massimo sviluppo è nella prima e media età imperiale, con un’apparente cesura nel III secolo d.C. e una sostanziale fase di riutilizzo tardo-antica, che è possibile inquadrare alla luce dei nuovi ritrovamenti tra IV e VI secolo d.C. Il dato importante emerso in questa campagna è l’esistenza, già suggerita dai risultati 2008-2009, di una fase tardo-repubblicana dell’edificio. L’interpretazione della funzione degli ambienti risulta problematica, ma è possibile individuare almeno la presenza di una cucina. Si tratterebbe, pertanto, della continuazione della pars rustica della villa e gli ambienti rappresentano probabilmente dei quartieri servili, come spesso avviene nelle ville che sfruttano strutture precedenti. L’abbandono del settore meridionale del complesso servile sembra essere piuttosto precoce e inquadrabile intorno alla fine del II secolo d.C. La fase di rioccupazione tardo-antica ne ha interessato solamente la parte nord, dove i vani si aprivano su un ambiente con portico ligneo e tettoia in laterizi, che si affacciava a sua volta su un cortile al cui limite nord-est è stata individuata una possibile strada. Una piccola struttura rettangolare situata ad est del quartiere servile ha un orientamento diverso rispetto all’edificio imperiale, il che presuppone il completo abbandono e la probabile obliterazione di quest’ultimo. La funzione del piccolo ambiente non è facilmente individuabile; si apriva certamente ad est, come dimostrato dai cardini della porta, era provvisto di pavimento in cocciopesto e di intonaco rosso alle pareti. L’ultima fase prima del completo abbandono del complesso tardo-antico è rappresentata da una sepoltura femminile inserita nel muro occidentale della suddetta struttura. Si tratta di una tomba a fossa di forma rettangolare, priva di copertura, con il corpo della defunta orientato nord-sud, e dotata di corredo costituito da una tazza monoansata ed un pettine in osso.
  • AIAC_2549 - San Silvestro - 2010
    La VI campagna di scavi a Cittareale ha inteso concentrare una parte delle sue energie presso una località rimasta sino ad ora estranea alle precedenti indagini: si tratta dell’area antistante alla chiesa di S. Silvestro, tra le frazioni di Bricca e Collicelle. Gli scavi stratigrafici, intrapresi circa 60 m ad ovest della chiesa sulla scorta delle anomalie segnalate dalle prospezioni geofisiche, hanno interessato un’area complessiva di quasi 285 mq. Sono così emersi i resti di un muro orientato approssimativamente in senso E-W, e conservato per una lunghezza massima di circa 15 m ed un’altezza media di circa 0.50 m. La struttura costituisce una cortina di terrazzamento creata incidendo il leggero declivio argilloso del colle, appoggiandovi il basso muro di contenimento, spianando l’area a sud di esso e rivestendola (al fine di isolarla dall’umidità generata dalla vicina falda acquifera) con un sottile strato di terra e carbone e, al di sopra, con un compatto banco di argilla e laterizi sminuzzati dello spessore medio di 0.20 m. La finalità dell’opera rimane sconosciuta, e solo a livello ipotetico può essere messa in rapporto con una seconda serie di attività che coinvolse l’area sia anteriormente che posteriormente alla creazione della platea: si tratta dei resti di quattro piccole e rudimentali fornaci, due delle quali furono obliterate dalla platea stessa, mentre le altre due andarono a loro volta a obliterare parzialmente il muro di terrazzamento. Il materiale portato alla luce ci permette di datare queste attività al VI-IX secolo d.C., contemporaneamente dunque alla fase originaria della chiesa di S. Silvestro (di cui un’iscrizione ricorda la riconsacrazione avvenuta nel 923 d.C., al termine delle incursioni saracene) e alla deposizione delle 52 tombe della non lontana località Pallottini (indagata nelle prime due missioni di scavo degli anni 2005-2006).
  • AIAC_2979 - Prato Felici - 2012
    The first season of excavation in the area of Prato Felici at Segni forms part of the wider Segni Project, launched in 2012 by the Archaeological Museum of Segni and the British School at Rome. Over the course of the next 3 years, the project will explore three areas within the town: Prato Felici, Piazza Santa Maria and Piazza San Pietro. The area of Prato Felici lies towards the summit of the acropolis, and is defined by a large open field, where the fieldwork focused in particular upon two parallel walls, approximately 30m apart, visible on the surface. Following a gradiometer and georadar survey conducted by the BSR and APSS, the surface clearance involved the removal of a significant amount of topsoil that had accumulated on the terraces of the steep field directly above Porta Foca. The excavation revealed evidence for a large cistern or pool, the construction of which can be dated to the second half of the 2nd century BC. The walls were constructed in opera cementizia, with the floor surface constructed in a thick layer of cocciopesto (40cm). The structure appears to have gone out of use in the 2nd century AD, and was later reused in the late antique period as revealed by a small hearth and associated material. Immediately to the south of the structure, as well as beneath the cistern, the excavation revealed several stratigraphic layers which contained material associated to the earliest phases of settlement in the city, dating to the late Bronze Age. Furthermore, to the east of the structure, as well as underneath the cocciopesto, the excavation recovered material dating to the end of the 7th century BC amongst which was bucchero and a fragment of a head of a votive offering.
  • AIAC_2980 - San Pietro - 2012
    La prima stagione di scavo nell’area di Piazza San Pietro a Segni fa parte del più ampio progetto Segni, iniziato nel 2012 dal Museo Archeologico di Segni e dall British School di Roma. Nei prossimi tre anni il progetto esplorerà tre aree all’interno della città: Prato Felici, Piazza Santa Maria e Piazza San Pietro. Gli scavi a Piazza San Pietro si sono focalizzati intorno al podio del tempio di Giunone Moneta. Attraverso indagini con georadar ad alta risoluzione (condotti da APSS e BSR) molteplici aree sono state selezionate al fine di avere una comprensione migliore dell’area immediatamente intorno al podio. Il primo saggio, di 5 x 10 m, si trova all’interno del quadrato a sud del podio. Lo scavo ha rivelato la profondità del basamento superficiale della fronte del tempio (40-70 cm), e ha indicato il livello dell’antica pavimentazione davanti al tempio. Inoltre, un secondo scavo più piccolo realizzato lungo il lato sud del podio, ha rivelato come la struttura sia stata anche costruita utilizzando il sostrato roccioso, cavato e modellato al fine di fare da base per sovrastanti blocchi del podio. Un terzo saggio si è aperto sul lato nord del tempio, tra il podio e la cisterna circolare; ha rivelato che l’area era stata usata come officina, probabilmente durante l’età medievale, per l’estrazione di calce.
  • AIAC_2981 - Piazza Santa Maria - 2012
    La prima stagione di scavo di Piazza Santa Maria a Segni fa parte della più ampia ricerca del “Segni Project”, iniziato nel 2012 dal Museo Archeologico Comunale di Segni e dalla British School at Rome. Il progetto avrà la durata di tre anni e la ricerca sarà incentrata su tre diverse aree all’interno della città: Prato Felici, Piazza Santa Maria, Piazza San Pietro. Lo scavo di Piazza Santa Maria ha confermato la presenza di strutture al di sotto della piazza attuale, ipotizzate da tempo da uno studio del Museo Archeologico Comunale di Segni ed evidenziate dalle indagini geofisiche effettuate nel mese di giugno dalla British School at Rome. Tali strutture, ascrivibili ad epoche diverse, sono probabilmente pertinenti a tre o quattro fasi di occupazione, distinguibili su differenti livelli ben distinti tra loro. La fase più antica è segnata da un mosaico policromo a motivi geometrici a pale di mulino, databile nella prima età del I secolo a.C.. A una fase successiva, riconducibile ad età tardo antica o altomedievale, appartengono una serie di strutture da mettere in relazione a una diversa funzione degli ambienti e una nuova articolazione e organizzazione degli stessi. Fra questi una preparazione pavimentale, realizzata con malta molto compatta e schegge finissime di calcare, nel cui composto sono riutilizzati frammenti di mosaico d’età repubblicana in battuto di cocciopesto con decorazioni a pelte ed alcuni frammenti di marmo cipollino e basalto. Nella preparazione pavimentale sono state poi scavate quattro fosse, pertinenti probabilmente ad alcune sepolture. A un primo livello di interro, cronologicamente posteriore alle sopraindicate fasi di occupazione d’età tardo antica – altomedievale, appartiene una struttura a blocchi di calcare, che si imposta sopra l’ambiente del mosaico e probabilmente un focolare, rinvenuto nell’angolo NE del settore di scavo. L’ultima fase, databile all’incirca tra XI e XII secolo, è segnata da un forte rialzamento dei livelli di occupazione (grandi interri segnati in particolare da grandi scarichi di materiale), cui sono pertinenti alcune sepolture, individuate nel settore O dello scavo e un grande muro di fondazione, che sembra proseguire verso la linea degli edifici che chiudono l’attuale piazza nel lato O.