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G. Gallucci

Season Team

  • AIAC_2203 - Aquileia, Casa delle Bestie ferite - 2010
    Le indagini della campagna 2010 si sono poste l’obiettivo di definire con maggiore precisione l’articolazione planimetrica della domus delle Bestie ferite nel suo sviluppo diacronico, dal primo impianto all’abbandono dell’edificio. A questo scopo, oltre a riprendere lo scavo stratigrafico di aree sensibili già parzialmente sondate nelle precedenti campagne, è stato operato l’allargamento del saggio per un ampliamento complessivo di ulteriori 200 mq verso est. L’indagine estensiva della nuova area ha consentito di individuare setti murari, fosse di spoliazione e piani d’uso strutturati, relativi ad alcuni ambienti della _domus_. La sovrapposizione dei piani pavimentali e le diverse tecniche edilizie che caratterizzano i setti murari conservati acclarano la lunga continuità di vita che contraddistinse l’edificio, dall’ultimo scorcio del I sec. a.C. all’età tardoantica. All’interno di tale arco cronologico, la sequenza stratigrafica del sito orienta per la definizione di due principali fasi edilizie, con ulteriori sottofasi che apportarono modifiche planimetriche meno significative o il semplice aggiornamento dei sistemi decorativi. A conferma del quadro delineato in occasione della campagna 2009, l’analisi stilistica dei pavimenti in tessellato consente di inquadrare la fondazione della _domus_ in un orizzonte cronologico di fine I secolo a.C.-inizio I secolo d.C. A questa prima fase possono essere assegnate alcune strutture murarie in arenaria associate a raffinati pavimenti in tessellato a decorazione geometrica, che denotano già in questo periodo l’alto livello della committenza. Una ridefinizione planimetrica della domus è invece documentata a partire dal IV secolo d.C., quando le evidenze archeologiche testimoniano la realizzazione di interventi edilizi unitari che segnarono una profonda cesura nel palinsesto edilizio del sito. Attraverso le nuove indagini è stato appurato un costante rialzamento dei livelli pavimentali operato mediante l’apprestamento di _suspensurae_ o livelli di riporto costituiti da argilla frammista a materiale di scarto (frammenti di intonaco dipinto, stucchi, lastrine, ecc.). Strutture murarie con fondazione a sacco - cifra tecnica della nuova fase edilizia - vengono a intercettare, demolendoli, i precedenti piani pavimentali.