Name
Giovanni Mastronuzzi
Organisation Name
Università del Salento

Season Team

  • AIAC_2838 - Castro - 2011
    Indagini condotte nell’ambito di una collaborazione tra Amministrazione Comunale, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia ed Università del Salento, hanno consentito di riportare alla luce ampi tratti della struttura difensiva dell’abitato di età ellenistica, a cui si sovrappone la cinta cinquecentesca. Gli interventi di scavo hanno interessato alcuni settori della parte sud-orientale delle mura messapiche, presso il bastione sud-est, e la torre est. E’ possibile ipotizzare che la cinta messapica di Castro racchiudeva una superficie di circa 2 ettari. La struttura si conserva per un’altezza massima di sette filari su cui poggiano le mura di età medievale, a loro volta inglobate dalla soprastante fortificazione spagnola. In prossimità di uno sfalsamento del circuito si trova un porta, collocata in posizione arretrata di m 8 rispetto all’allineamento esterno, all’estremità di un corridoio largo m 2. Le indagini archeologiche hanno accertato che la struttura, che fungeva da terrazzamento oltre che da opera difensiva, presenta tre fasi costruttive databili tra la seconda metà del IV e gli inizi del III sec. a.C., tutte caratterizzate dall’impiego di blocchi squadrati di grandi dimensioni in calcarenite locale, messi in opera a secco in maniera molto accurata e disposti alternativamente di testa e di taglio. Un saggio stratigrafico nell’area interna alle mura, ad ovest della porta, ha permesso di identificare un consistente scarico di materiali ceramici, contenuti in uno strato a forte componente cinerosa, databile al III sec. a.C. Sono state rinvenute coppette, tazze, piattelli, vasi miniaturistici, ceramica da fuoco, alcune punte di freccia e di lancia e frammenti del panneggio di una statua femminile in calcare. La natura del contesto e la tipologia dei reperti indicano che si tratta di un deposito, in giacitura secondaria, da collegare ad attività cultuali che si svolgevano nella zona. Il fortunato rinvenimento di una statuetta in bronzo raffigurante Atena, di alcune iscrizioni e di un elemento architettonico pertinente alla decorazione del frontone di un tempio sono indicativi della complessa articolazione di uno spazio sacro dedicato alla dea. Alcuni materiali sono indicativi di una frequentazione dell’area anche nelle fasi dell’età del Ferro e di età arcaica. Nel corso delle indagini archeologiche è stato messo in luce anche un quartiere di abitazioni medievali che si imposta sugli strati di demolizione delle mura messapiche; sono documentate varie fasi di frequentazione comprese tra la fine del XII ed il XVI secolo.

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