Name
Claudio Mazzoli
Organisation Name
Dipartimento di Geoscienze. Università di Padova

Season Team

  • AIAC_2348 - Fondo Paviani - 2010
    Nella campagna 2010 a Fondo Paviani si sono proseguiti il survey sistematico nella parte settentrionale del sito e lo scavo del Settore 2+2.1 indagato già nel 2008-2009. Il survey, effettuato sempre tramite griglia di m. 5 x 5, ha interessato un’area di 550 m2. Non diversamente da quanto emerso dalle ricognizioni precedenti, i materiali recuperati sembrano potersi riferire al periodo compreso tra la fase di passaggio BM/BR e il pieno BF, con prevalenza di elementi attribuibili al BR avanzato. Lo scavo nel Settore 2, localizzato in un punto-chiave per la comprensione dell’evoluzione complessiva del sito - esso insiste infatti su di un’area nella quale, grazie alla presenza allo spesso deposito alluvionale USS17 e 17 b, databile presumibilmente all’età del ferro, ha preservato i livelli di ultima frequentazione e di abbandono dell’abitato - è stato direzionato all’asportazione del livello US19b - che copriva e inglobava gli scarichi e le clusterizzazioni di frammenti ceramici sulle quali si erano concentrate le operazioni del 2009 - e alla conseguente esposizione del livello US19c, sul quale si impostano le numerose strutture pirotecnologiche che rappresentano la cifra caratteristica del settore in esame. Nella parte centro-settentrionale dell’area l’asportazione dell’US19b ha portato effettivamente all’esposizione dell’US19c, la quale, in corrispondenza settore in questione, presenta le caratteristiche di un piano di calpestio. Nella parte centro-meridionale di tale area, invece, è stato messo in luce un grande scarico cumuliforme (SC1007) contraddistinto da butti di ceramica, porzioni di vasi frammentati in situ, grossi carboni e concotti e gusci di Unio interi. Lo scarico, esito di attività domestiche, non presenta evidenza alcuna di calpestio e va quindi probabilmente riferito a strutture su impalcato aereo. A livello cronologico esso si colloca con certezza nel BR avanzato. Parallelamente al lavoro di asportazione di US19b si è inoltre proseguito nello scavo delle diverse strutture pirotecnologiche e allo scavo della buca -US318. La struttura, caratterizzata da un profilo gradonato, presentava un riempimento US317 costituito da livelli di grossi carboni ed è plausibile pensare che in origine essa fosse una buca di palo con inzeppatura terrosa riutilizzata come pozzetto di scarico. Sempre nell’ambito del Settore 2, in corrispondenza del limite N, si è infine praticato un approfondimento per tagli artificiali all’interno di US19c al fine di controllare soprattutto le caratteristiche del contatto tra tale livello e il substrato sterile US23. Tale approfondimento ha consentito l’identificazione delle tracce di diverse buche di palo, le quali potrebbero confermare che, nelle prime fasi di vita del sito, l’area in esame era occupata da strutture su impalcato aereo. Per quanto concerne il Settore 2.1, ci si è concentrati nello scavo in estensione del livello ortivo US19a. L’approfondimento, effettuato anche in questo caso mediante tagli artificiali, ha evidenziato l’esistenza di una sequenza almeno in parte differente rispetto a quella osservata nel Settore 2. Nell’area in questione il livello US19b parrebbe infatti pressoché assente. A livello cronologico, invece, la situazione è la medesima del Settore 2. Anche US19a di Settore 2.1 è caratterizzata infatti dalla presenza di materiali riferibili sia al BR evoluto - ripresi dai livelli sottostanti -, sia al BF. Da rimarcare il fatto che nel livello in questione sono stati rinvenuti un nodulo di ambra grezzo, dato che testimonia la lavorazione in loco di questo materiale, e un frammento di figurina fittile in ceramica figulina e dipinte in rosso riferibile forse a un idoletto “a psi” di tipo miceneo.
  • AIAC_2348 - Fondo Paviani - 2011
    Nella campagna 2011 si sono proseguiti lo scavo del Settore 2 e l’analisi stratigrafica della Sezione EW. Si è condotto un limitato survey nel Campo Nord. Lo scavo nel Settore 2 - punto-chiave per la comprensione dell’evoluzione del sito - insiste infatti su un’area nella quale lo deposito alluvionale, databile all’età del ferro, ha preservato i livelli di ultima frequentazione dell’abitato - è stato direzionato all’asportazione delle evidenze relative alla fase “a focolari”, sottostante i livelli 19b e 301 e caratterizzata dall’impostazione di una sequenza di impianto, uso e disattivazione di strutture pirotecnologiche. L’obiettivo è stato quello di indagare la fase di primi impianto del sito. Nella fascia di qq. ZA-E 1-6, si è scavato lo scarico cumuliforme, composto da matrice sabbiosa e numerosi inclusi ceramici, concotti, scorie di bronzo, ossa, parti di focolari scalzati, Unio, scorie di ceramica. Lo scarico poggiava sul livello 19c, interdigitandosi tra esso e la soprastante US 301. Nel livello di contatto tra US 19c e gli strati superiori, si sono individuate in piano le teste del riempimento di numerose strutture negative: 1) buche di palo; 2) buche di palo doppie; 3) buche di palo allargate dopo l’asportazione del palo stesso e utilizzate come fosse di scarico o clay pits; 4) cavità utilizzate dall’inizio come fosse di scarico e/o clay pits. Lo scavo delle buche ha permesso di ipotizzare la presenza di due fasi di strutturazione dell’area: una prima caratterizzata dall’impostazione di strutture, e una seconda fase contraddistinta dall’asportazione dei pali e dall’uso dell’area (anche) come cava di argilla. Le evidenze relative allo scarico e alle buche sono cronologicamente riferibili alla fase avanzata del BR, pertanto la prima frequentazione della porzione di insediamento indagata è da collocarsi nel BR2. Nella fascia di qq. ZA-E 7-8, si sono asportate le evidenze basali della “struttura 1003”, costituite da limi crudi e scottati, comprendendo che tale struttura è stata impostata immediatamente sopra le assi carbonizzate del graticcio US 205. L’analisi stratigrafica di un tratto della “Sezione EW” ha permesso di individuare i livelli relativi alla prima frequentazione dell’area e di comprendere i rapporti relativi dei due fossati esterni del sito. In particolare, si sono individuate il taglio del 1° fossato a spese del substrato naturale; il taglio del fossato più recente, a spese sia di unità relative al substrato fluvio-palustre sia di unità del riempimento del 1° fossato; le unità relative alla realizzazione del primo nucleo dell’aggere; le unità relative all’abbandono dell’area - caratterizzate da indicatori che denunciano l’esistenza di un ambiente umido per un periodo prolungato - e alla sua colmatura, tramite alluvione. Sul piano cronologico l’intero sistema argine fossato, sembra essere stato realizzato nell’ambito del BR2. Negli ultimi giorni della campagna è stato possibile condurre un breve survey nel Campo Nord, che ha consentito il recupero di sette nuovi frammenti di ceramica di tipo egeo-miceneo.