AIAC_104 - Bruncu Mogumu - 1998Lo scavo ha evidenziato un tempietto nuragico di pianta rettangolare, absidato sul lato corto meridionale, diviso in due ambienti e inserito all'interno di un'area recintata. L'edificio era costruito nella parte alta in blocchi di arenaria, trasportati da lontano, mentre la base era in blocchi di scisto calcareo locale. Alcuni dei blocchi di arenaria, di forma trapezoidale, erano in opera isodoma. Gli strati più profondi hanno restituito reperti esclusivamente nuragici, mentre negli strati più recenti (seconda età del ferro), assieme ai reperti nuragici, si sono rinvenute anche testimonianze della frequentazione fenicia.
Il _terminus ante quem_ dell'utilizzo dell'edificio, dopo il crollo, è dato dai reperti del periodo orientalizzante, deposti nella nicchia ricavata sul muro già crollato dell'edificio, mentre lo strato più antico, che, per la presenza di scodelloni lenticolari con ansa verticale, potrebbe essere inquadrato tra il bronzo finale e la prima età del ferro, ci dà la datazione dell'ultimo momento di vita dell'edificio prima del crollo. In origine i due vani erano comunicanti e soltanto in una fase successiva al primo impianto, questo accesso fu chiuso con una struttura più sottile rispetto al muro originario.
L'edificio continuò ad essere frequentato anche dopo il crollo della parte alta, come testimonia l'utilizzo del focolare, impiantato all'angolo Nord Est del vano meridionale, che subì successive trasformazioni.
L'interesse del monumento è dato dal fatto che, in un momento successivo al crollo e di poco precedente a quello in cui si deposero gli oggetti orientalizzanti della nicchia, in una fase probabilmente iniziale della seconda età del ferro, l'edificio continuava ad essere frequentato da Nuragici che avevano rapporti di scambio con i Fenici. E' probabile che questi contatti avvenissero sul posto, ma non è ancora dimostrato. Restano ancora molti interrogativi che si spera di chiarire con la prossima campagna di scavo.