Name
Giuseppe Muci
Organisation Name
Università del Salento

Season Team

  • AIAC_2407 - Castello Carlo V - 2010
    La campagna di scavo condotta nel 2010 presso il castello di Lecce ha interessato undici aree di intervento in diversi punti del castello, localizzati sopratutto in base alle esigenze di restauro del monumento. Questo lavoro ha permesso il recupero di numerosi dati relativi alle fasi medievali e moderne del sito, di seguito sintetizzati: _Cortile_: si è proceduto con l'allargamento di un'area di scavo aperta nel 2007. Sono stati messi in luce i piani di calpestio realizzati tra il XVI e il XX secolo al di sotto dei quali si conservano i resti medievali di un pozzo, strutture murarie e pavimentazioni in basoli, entrati in disuso nel XIV secolo. _Sacrestia della Chiesa di S. Barbara_: si è portato a termine lo scavo di un grande forno messo in luce nel 2007. Della struttura si conserva il piano di cottura costituito da lastroni quadrangolari in pietra refrattaria, al di sotto del quale sono state recuperate le tracce di un piano di cottura più antico, e pochi resti della copertura a cupola. _Vano est presso la sacrestia di S. Barbara_: lo scavo ha rivelato la presenza di un piccolo forno rettangolare, realizzato con lastre di pietra quadrangolari. II piano era inserito all'interno di una struttura muraria distrutta nel corso del XVII-XVIII secolo. _Porticato est del cortile_: sono stati intercettati condotti idrici, cavi elettrici e pozzetti per la messa a terra, appena sotto il piano di calpestio. Sono stati rinvenuti pochi resti del porticato e canalette per il convogliamento delle acque, connesse ad una cisterna. _Gallerie sud ed est del castello aragonese_: nella galleria sud del castello cinquecentesco, durante i lavori di svuotamento del materiale accumulatosi nei secoli, sono stati effettuati dei saggi di scavo che hanno messo in luce i resti del fossato del castello medievale. Il fondo del fossato era caratterizzato da tagli di cava disposti in file parallele di circa 50 cm di larghezza aventi orientamento sud-ovest/nord-est. Probabilmente attinente, invece, al cantiere rinascimentale, è un ambiente ipogeo ricavato nel banco di roccia, funzionale allo scolo delle acque e liquami. La galleria est, invece, è stata parzialmente svuotata. Essa si imposta direttamente sul fossato medievale riprendendone la larghezza e l’andamento. _Corridoi sud ed est del castello aragonese_: queste aree corrispondono al camminamento superiore delle sottostanti gallerie. I lavori di restauro finalizzati al consolidamento e alla realizzazione del nuovo piano pavimentale, hanno messo in luce i vecchi piani di calpestio e gli estradossi delle volte delle gallerie. Probabilmente cinquecenteschi sono due piccoli ambienti rettangolari rinvenuti a ridosso del muro meridionale di collegamento tra il bastione S.S. Trinità e il bastione San Giacomo. Ad una fase successiva, e probabilmente legati alla presenza dei militari, sono da attribuirsi, invece, due strutture connesse allo sfruttamento idrico. _Fossato SW_: quest'area è localizzata a ridosso della rampa d'ingresso verso la galleria sud. Lo scavo in profondità ha messo in luce i resti dell’angolo sud del castello di età angioina al quale si addossa una struttura, probabilmente quattrocentesca obliterata dalla fabbrica cinquecentesca. _Fossato W_: quest'area è situata a ovest della cappella di Santa Barbara, dove l’attuale progetto di restauro ha previsto la realizzazione di una scala per consentire l'accesso alle cortine cinquecentesche. La realizzazione di quest'opera ha comportato l'escavazione di una trincea profonda circa 4.60 m all’interno del riempimento del fossato medievale, colmato con una serie di scarichi di terreni il più antico dei quali è databile al XV secolo. _Angolo NW (presso il bastione San Martino)_: Sono stati messi in luce i resti di pilastri quadrangolari pertinenti, probabilmente, una rampa d’accesso alle mura di cinta esistente nel ‘500. Lo scavo, non ancora terminato, ha messo in luce i resti di una struttura muraria e del crollo della copertura in laterizi, abbattuta, probabilmente già nel XV secolo.
  • AIAC_2407 - Castello Carlo V - 2011
    L’obiettivo delle indagini archeologiche svolte nel 2011 (area Cortile e area Angolo nord-ovest) è stato quello di accertare la cronologia più antica del sito e di verificare alcune strutture parzialmente portate alla luce nel 2010. Sul lato nord del cortile è stato scavato un ambiente delimitato da due setti murari in parte ricadenti nell’area di scavo e coperti dal pavimento in tufina del cortile quattrocentesco. All’interno sono stati intercettati dei tagli, alcuni dei quali colmati poco prima dell’obliterazione di strutture più antiche. In seguito alla rimozione degli accumuli di terreno e delle pietre costipati all’interno del vano, è stato intercettato un primo battuto di tufina, che probabilmente costituisce l’ultimo pavimento dell’ambiente prima del definitivo abbandono per la conversione dell’area in cortile. A sud dell’ambiente è stato realizzato un saggio che ha rivelato la presenza di un muro realizzato con blocchi parallelepipedi ben squadrati, con doppio paramento e sacco costituito da piccole pietre allettate con il bolo. Al momento del muro è stato intercettato solo il paramento nord e il sacco che si conserva bene per circa 4m in direzione est, mentre il paramento sud è al momento parzialmente percepibile per la presenza delle lastre del canale di scolo delle acque collegato al pozzo costruito sul lato ovest del cortile. Non è escluso che la struttura sia stata rasata, come le altre presenti nell’area, e che il paramento sud sia stato sfruttato come spalla del canale. Al centro dello scavo sono stati rimossi gli ultimi lembi del pavimento quattrocentesco del cortile che hanno rivelato la presenza di un basolato realizzato in calcare associato ad un battuto in tufina; entrambi costituivano il piano di calpestio relativo ad una struttura demolita tra il XIII e gli inizi del XIV secolo. Di essa sono stati intercettati due gradini, l’ultimo dei quali è stato rasato nel corso del XV secolo e inglobato nella pavimentazione del cortile. A sud dei gradini sono stati intercettati una serie di terreni bruciati ricchi di fauna e materiali ceramici databili tra il XIII e il XIV secolo. In seguito alla loro rimozione è stato rinvenuto un grosso spargimento di piccole pietre, probabilmente il residuo di un piano stradale, interrotto sul lato ovest da un grosso taglio circolare. Un piccolo saggio di approfondimento al centro dello scavo ha permesso di accertare la cronologia più antica del sito. Sotto diversi strati di terreno formatisi prima del XIII secolo, sono stati individuati i resti di un silo. Esso è stato costruito all’interno di un grosso pacco di terreno di età medievale formatosi sopra due terreni a forte componente argillosa risalenti all’età romana. In occasione dei restauri del lato occidentale del monumento è stata aperta una grossa trincea che ha permesso di verificare la presenza di strutture antecedenti alla costruzione del bastione Santa Croce. Nello scavo sono stati intercettati i quattro pilastri cinquecenteschi che sorreggevano la scala d’accesso alle mura occidentali, probabilmente abbattuta per far posto ad un moderno caseggiato utilizzato dai militari stanziati nel castello. Lo scavo in profondità tra due pilastri ha rivelato la presenza di un muro, orientato in senso nord-est/sud-ovest, costruito a doppio paramento e sacco realizzato con pietrame informe legato con bolo. Il muro è stato rinvenuto tagliato sul lato nord-ovest da una grossa fossa realizzata, probabilmente, nel Cinquecento, mentre sembra essere stato abbandonato nel XV secolo.
  • AIAC_2695 - Scorpo - 2012
    Dopo le campagne di scavo 1999, 2004 e 2007, i cui risultati preliminari sono stati pubblicati tempestivamente, un ulteriore campagna di indagini archeologiche è stata condotta nel luglio 2012 in un campo delimitato da due canali di bonifica, una strada e una cava. Nel 2007 l’area indagata corrispondeva a circa il 40% del campo suddetto. Nel 2012 le attività hanno esteso la superficie a quasi 1000 mq, corrispondente a quasi l’interezza del terreno oggetto di concessione. Questo intervento in area aperta, condotto in particolare sulle aree poste tra i saggi di scavo archeologici indagati in precedenza, ha permesso di comprendere meglio le relazioni spaziali tra le abitazioni in materiale deperibile e più in generale di favorire una lettura complessiva della porzione di villaggio in corso di indagine. Sono state individuate e scavate due ulteriori strutture ‘in negativo (Fosse 6 e 7). La prima, di forma ovoidale, è stata intercettata soltanto nella parte inferiore del taglio; la seconda, di ridotte dimensioni, era riempita di strati cinerosi con materiali ceramici, ossa animali, resti antracologici, scorie forse relative alla lavorazione dei metalli. Nell’area sud, inoltre, si è terminata di scavare una delle strutture ‘a fossa’ individuate nel 2007 ed interpretata come un possibile pozzo. Lo scavo ha in parte confermato questa ipotesi, dal momento che l’inconsueta forma ‘ad inghiottitoio’ della fossa è stato interpretato come un tentativo di escavazione, avvenuto in età bizantina, non portato al termine. Infine, è stata determinata e rilevata la prosecuzione di due tagli longitudinali individuati nel 2004, forse interpretabili come canali di drenaggio. Lo scavo ha previsto l’indagine della porzione settentrionale dell’area, dove negli anni precedenti erano stati messi in luce una serie di contesti stratigrafici relativi ad un muro e ad un esteso crollo. Il muro, dello spessore medio di circa 1 m., si è confermato essere una struttura di recinzione, al momento indagata per una lunghezza di circa 16 m. Nei pressi di essa è stato rinvenuto un ripostiglio di nove oggetti in ferro, deposti intenzionalmente, tra cui vi era un accetta, uno scalpello, un manico di calderone, un falcetto ripiegato. Sulla parte superiore di un esteso crollo, sono state individuate le uniche, limitate, evidenze di una frequentazione temporanea successiva al villaggio bizantino, come indica una brocchetta databile all’XI-XII secolo, rinvenuta in una lente di terreno cineroso. Contestualmente all’attività di scavo archeologico è stata condotta una campagna di survey nel territorio di Supersano, volto a contestualizzare l’abitato bizantino all’interno delle dinamiche insediative del territorio circostante. L’area indagata in questa prima campagna ha permesso di verificare l’estensione di alcuni siti in parte già segnalati in precedenti sopralluoghi. In particolare in un campo ubicato m 100 ca. a NE dell’area di scavo, presso Mass. Scorpo, sono state definite due aree di concentrazione di frammenti ceramici, relative probabilmente ad alcune strutture da mettere in connessione con il villaggio bizantino. In loc. Falconiera, sono stati precisati i limiti e le cronologie di un sito dell’Età del Bronzo e di una fattoria di età romano-imperiale estesa circa 1 ettaro.
  • AIAC_2841 - Mass. Pagliarone - 2010
    Tra ottobre e novembre del 2010 si è svolta la prima campagna di scavo in località Pagliarone presso Otranto, su un poggio a Ovest del lago Alimini Grande. L’intervento di scavo si inserisce in un più ampio progetto di ricerca che riguarda l’intero comprensorio dei Laghi Alimini, le sue dinamiche di popolamento nell’antichità e la storia ambientale dei due bacini (Alimini Lake Project – PAL), in collaborazione tra l’Università del Salento - Dipartimento di Beni Culturali, il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione – CEDAD e il CSIC – Istituciòn Milà y Fontanas. Le indagini archeologiche si sono svolte in un’area dove precedenti ricerche di superficie hanno restituito ceramiche di età bizantina e angioina, una moneta di Eraclio (610-614 d.C.), e la presenza di diverse fosse granarie. Due saggi di scavo, A e B, sono stati aperti in prossimità dell’ambiente rupestre e a ridosso di un allineamento di pietre informi. La rimozione dell’humus in entrambi i saggi ha chiarito la formazione dell’allineamento delle pietre visibile in superficie, interpretato come delimitazione a secco della parte sommitale del poggio realizzata in età post-medievale. Nel saggio A, lo scavo è stato portato fino al banco di roccia interessato, lungo il versante sud, da tracce di lavori agricoli realizzati in età moderna. Le uniche tracce di attività antropiche più antiche sono costituite dal rinvenimento di tagli circolari realizzati nel banco naturale, individuati lungo il limite sud dell’area di scavo. I resti ceramici rinvenuti nel saggio denotano una frequentazione dell’area in età bizantina tra VIII-IX secolo, con sporadici frammenti riferibili all’XI secolo. Il saggio B, è stato aperto in corrispondenza di una cripta, e ha inglobato i resti della delimitazione a secco, conservatasi anche nel saggio A. Il muro a secco è stato realizzato sopra un accumulo di terreno i cui materiali sono riferibili all’età basso medievale (XIII-XIV sec.), e che corrisponde alla fase di abbandono del sito. Sotto tali accumuli sono stati intercettati i resti di una serie di muri pertinenti una chiesa abbandonata già entro la fine del XIII secolo. Della chiesa, orientata in senso est-ovest con catino absidale a doppio giro di conci, è stato intercettato il muro perimetrale sud, riconoscibile per 4.50 m di lunghezza e 0.60 m di larghezza, costruito con doppio paramento di pietre calcaree alternate a blocchi squadrati. Il muro si interrompe verso ovest, dove invece è stato rinvenuto un affioramento del banco naturale, probabilmente utilizzato nella struttura della chiesa. Non è stato intercettato, invece, il suo muro di delimitazione ovest. A sud del muro meridionale dell’edificio absidato, è stata rinvenuta e, parzialmente scavata, una struttura realizzata con blocchi parallelepipedi; probabilmente si tratta di un vano costruito a ridosso della chiesa, dotato di pavimentazione in basoli di calcare e calcarenite, al di sopra del quale è stato rinvenuto il crollo del tetto in laterizi. Contestualmente allo scavo è stato realizzato il rilievo dell’ambiente rupestre localizzato in parte sotto la chiesa. Probabilmente si tratta di una più antica chiesa rupestre dotata di due accessi, attualmente visibili, uno posto sul lato ovest, uno sul lato nord. La cripta (5.40 x 4m), si presenta dotata di una sorta di “abside” ricavata nel banco di roccia lungo il lato est e nicchie lungo i lati nord e sud. Sulle pareti si conservano croci incise e lacerti di affresco.