Name
Emanuele Giannini
Organisation Name
Università degli Studi di Roma I

Season Team

  • AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2010
    Le indagini condotte nel 2010 hanno permesso di portare avanti la ricerca raggiungendo importanti risultati che contribuiscono a chiarire le strutture facenti parte del Santuario di Vesta, specie per quanto concerne la fase alto arcaica. Nel lotto regio è stato possibile indagare in un ulteriore tratto, alle spalle della sala centrale dell’edificio da noi interpretato come la domus Regia, la sequenza dei muri di sostruzione del fossato, realizzati tra la seconda metà dell’VIII e la metà del VII sec. a.C. che conferma la costruzione di 3 successivi muri, di cui il primo a emplecton. Proprio in rapporto al primo muro, nel tratto attualmente indagato, viene allestito un deposito rituale. Entro una fossa è deposta mezza parete di un dolio, a cui è sovrapposta l’altra metà e su di esso viene collocato un infante. Il deposito viene allestito a monte del muro, in posizione perpendicolare ad esso. Nel lotto delle vestali è stato concluso lo scavo della capanna costruita intorno alla metà dell’VIII sec. a.C. sotto la residenza arcaica e repubblicana delle vestali e forse già in questa fase abitata dalle sacerdotesse di Vesta. Della capanna è stato individuato parte del muro perimetrale meridionale. Il muro, in pisé, conservava uno stipite della porta di accesso, che dunque si apriva sul lato meridionale, con due pali esterni e un palo interno. L’andamento del muro delinea una forma dell’edificio più quadrangolare, rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento, con una lunghezza di m 8,43 ca. e una larghezza di almeno m 6 e ricostruibile in m 8, 10 ca.
  • AIAC_88 - Palatino, pendici settentrionali - 2012
    Le indagini condotte nel 2012 hanno contribuito enormemente alla conoscenza non solo dei monumenti che costituiscono il Santuario di Vesta, sia nella fase alto arcaica, che in quelle più recenti, ma anche di quelli immediatamente a est del Santuario. Nel lotto regio i nuovi dati consentono di conoscere ormai la larghezza del primo edificio costruito intorno al 750 a.C., grazie al rinvenimento di un tratto del muro perimetrale e di acquisire dati sull’elevato dell’edificio successivo, da noi interpretato come la _domus Regia_: il suo muro di fondo, che dava sul fossato tra Palatino e Velia, era rivestito in concotto, di cui è stato recuperato un frammento che presenta una modanatura. Nella successiva _domus regis sacrorum_ di età medio repubblicana l’approfondimento dello scavo di un ambiente a fianco del tablino ha portato a novità eclatanti: almeno dal IV sec. a.C. in questa stanza, che forse era scoperta, viene innalzato un altare connesso con un pozzo. E’ stato rinvenuto anche materiale votivo (arule) nelle vicinanze dell’altare. Almeno fino alla tarda Repubblica l’altare viene ricostruito, e insieme il pozzo. Contemporaneamente alle indagini nel Santuario è stata aperta una nuova area di scavo antistante la porta Mugonia di età arcaica e tardo repubblicana, in una zona non coinvolta dagli scavi di G. Boni. Proprio davanti alla porta, di cui segue l’orientamento, è stata scoperta un’area cultuale risalente almeno all’età arcaica, con un altare e materiale votivo, a cui si accedeva dal cd. clivo Palatino A, che dalla Sacra via conduceva alla porta. La posizione del culto davanti alla porta, richiama quello di Giove Statore. Verso la fine del II sec. a.C., l’area di culto potrebbe essere stata inglobata in un edificio, in cui sembra di riconoscere la presenza di un tablino.