Name
Tiziana Dinoi
Organisation Name
Università del Salento

Season Team

  • AIAC_2407 - Castello Carlo V - 2011
    L’obiettivo delle indagini archeologiche svolte nel 2011 (area Cortile e area Angolo nord-ovest) è stato quello di accertare la cronologia più antica del sito e di verificare alcune strutture parzialmente portate alla luce nel 2010. Sul lato nord del cortile è stato scavato un ambiente delimitato da due setti murari in parte ricadenti nell’area di scavo e coperti dal pavimento in tufina del cortile quattrocentesco. All’interno sono stati intercettati dei tagli, alcuni dei quali colmati poco prima dell’obliterazione di strutture più antiche. In seguito alla rimozione degli accumuli di terreno e delle pietre costipati all’interno del vano, è stato intercettato un primo battuto di tufina, che probabilmente costituisce l’ultimo pavimento dell’ambiente prima del definitivo abbandono per la conversione dell’area in cortile. A sud dell’ambiente è stato realizzato un saggio che ha rivelato la presenza di un muro realizzato con blocchi parallelepipedi ben squadrati, con doppio paramento e sacco costituito da piccole pietre allettate con il bolo. Al momento del muro è stato intercettato solo il paramento nord e il sacco che si conserva bene per circa 4m in direzione est, mentre il paramento sud è al momento parzialmente percepibile per la presenza delle lastre del canale di scolo delle acque collegato al pozzo costruito sul lato ovest del cortile. Non è escluso che la struttura sia stata rasata, come le altre presenti nell’area, e che il paramento sud sia stato sfruttato come spalla del canale. Al centro dello scavo sono stati rimossi gli ultimi lembi del pavimento quattrocentesco del cortile che hanno rivelato la presenza di un basolato realizzato in calcare associato ad un battuto in tufina; entrambi costituivano il piano di calpestio relativo ad una struttura demolita tra il XIII e gli inizi del XIV secolo. Di essa sono stati intercettati due gradini, l’ultimo dei quali è stato rasato nel corso del XV secolo e inglobato nella pavimentazione del cortile. A sud dei gradini sono stati intercettati una serie di terreni bruciati ricchi di fauna e materiali ceramici databili tra il XIII e il XIV secolo. In seguito alla loro rimozione è stato rinvenuto un grosso spargimento di piccole pietre, probabilmente il residuo di un piano stradale, interrotto sul lato ovest da un grosso taglio circolare. Un piccolo saggio di approfondimento al centro dello scavo ha permesso di accertare la cronologia più antica del sito. Sotto diversi strati di terreno formatisi prima del XIII secolo, sono stati individuati i resti di un silo. Esso è stato costruito all’interno di un grosso pacco di terreno di età medievale formatosi sopra due terreni a forte componente argillosa risalenti all’età romana. In occasione dei restauri del lato occidentale del monumento è stata aperta una grossa trincea che ha permesso di verificare la presenza di strutture antecedenti alla costruzione del bastione Santa Croce. Nello scavo sono stati intercettati i quattro pilastri cinquecenteschi che sorreggevano la scala d’accesso alle mura occidentali, probabilmente abbattuta per far posto ad un moderno caseggiato utilizzato dai militari stanziati nel castello. Lo scavo in profondità tra due pilastri ha rivelato la presenza di un muro, orientato in senso nord-est/sud-ovest, costruito a doppio paramento e sacco realizzato con pietrame informe legato con bolo. Il muro è stato rinvenuto tagliato sul lato nord-ovest da una grossa fossa realizzata, probabilmente, nel Cinquecento, mentre sembra essere stato abbandonato nel XV secolo.
  • AIAC_2407 - Castello Carlo V - 2012
    Le indagini si sono svolte nel cortile del castello con l’obiettivo di scavare alcuni depositi intercettati nella precedente campagna e di estendere l’area di scavo verso est. Durante i lavori del 2011, nella parte settentrionale dell’area di scavo, erano emerse alcune strutture murarie - rasate tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento in occasione della realizzazione del pavimento della corte - pertinenti ad un ambiente del quale era stato intercettato il piano di calpestio più recente, datato al XV secolo. La rasatura dei setti murari di questo ambiente e delle altre strutture dipendono dalla defunzionalizzazione degli spazi in ragione del ampliamento del castello e della costruzione della fortezza in età aragonese e spagnola. Importante è il rinvenimento di due grosse strutture murarie longitudinali e parallele, orientate in senso est-ovest, realizzate con doppio paramento in blocchi parallelepipedi. Nonostante le dimensioni ridotte dell’area di scavo, è possibile riferirli ad un’area del castello medievale, forse un passaggio scoperto, dal quale si accedeva ad ambienti laterali posti a nord e a sud di esso, non ancora scavati. Il muro nord, è stato sfruttato, nel XVI secolo, come spalla laterale di una conduttura idrica che tagliava il cortile in senso est-ovest. Il lato sud dell’indotto era in parte costruito e in parte sfruttava il lato nord di un grosso pilastro rettangolare intercettato al centro dell’area nei precedenti lavori. La costruzione di quest’ultimo, unitamente a quella del canale, avvenuta in età Moderna, ha distrutto in parte il piano di calpestio relativo alle due strutture longitudinali, conservatosi solo parzialmente a ridosso del muro sud. In questa campagna è stato inoltre scavato il silo intercettato nei precedenti lavori al centro dell’area. Esso è stato rinvenuto parzialmente intaccato da attività posteriori che ne hanno interessato soprattutto la parte superiore e l’imboccatura. L’invaso, di forma bombata, è in parte costruito a secco con blocchi e pietre sbozzate e in parte scavata nel banco roccioso, colmato probabilmente entro la prima metà del XIII secolo. A sud del silo è stato intercettato nel 2011 un grosso taglio circolare di 160 cm di diametro e 200cm di profondità, a sezione cilindrica, colmato con diversi scarichi di terreno e pietrame misto a blocchi calcarei. Tale fossa ha tagliato fino al banco naturale gli strati che si conservano a sud del muro US 619, a partire dall’unità US 918 che potrebbe costituire la preparazione del piano di calpestio di un ambiente rasato, tra la fine del XV e il XVI secolo, in occasione dei lavori di sistemazione del cortile. La formazione dell’US 918 sarebbe da porre in relazione con la tamponatura di una porta con doppio battente intercettata nel muro US 619. La presenza di questa apertura, successivamente tamponata, e l’innalzamento del pavimento, è da mettere in relazione con la fase d’uso della struttura databile al XIV secolo. Il piano di calpestio da porre in relazione con il muro 619 prima della tamponatura e dell’innalzamento della quota del pavimento era, invece, costituito da un piano in terra battuta misto a tufina. Questo piano è riferibile al primo impianto del muro 619, il quale riprende l’andamento di una struttura muraria più vecchia parzialmente spoliata. La sequenza stratigrafica documentata in questo settore dello scavo ha permesso di identificare quella che potrebbe essere la fase primaria dell’impianto medievale, che può datarsi, sulla base della ceramica rinvenuta, verso gli inizi del XIII secolo se non prima. Fra i frammenti di ceramica sono stati riconosciuti vari frammenti di invetriata bizantina, invetriata monocroma verde, magrebina o siculo-magrebina, una piccola quantità di protomaiolica, e ceramica invetriata policroma ancora da identificare. Durante la campagna del 2012 è stata effettuata una estensione dell’area di scavo verso est. L’allargamento, di 9x5 m, ha riguardato finora la rimozione di tutti gli strati posteriori al piano del cortile cinquecentesco, mettendo in luce gli strati di livellamento del cortile e i piani di calpestio succedutisi fino alla pavimentazione odierna. In seguito a tale rimozione sono state intercettate numerose strutture murarie, rasate nel XVI secolo, che delimitano nuovi ambienti da scavare, nonché la prosecuzione dei muri US 619 e 919, intercettati verso est per un ulteriore tratto di 5m.
  • AIAC_2695 - Scorpo - 2007
    Excavations undertaken in 1999 and 2004 in an area destined for industrial buildings in the municipality of Supersano (LE), revealed evidence of an early medieval settlement. During the first two campaigns three oval ditches with rather vertical walls came to light, interpretable as hut bottoms. Close by were several channels perhaps for drainage or the foundations for timber palisades. A dry-stone wall, found in the northern part of the excavation, may represent a sort of enclosure for the village or part of it. A well was uncovered close to the wall, whose fill appeared contemporary with the abandonment of the settlement, which probably occurred before the end of the 8th century or, at the latest, the beginning of the 9th century. The campaign undertaken in July 2007 aimed to excavate the well fill, a further ditch, uncovered in the western part of the area, and to open new trenches to examine the drainage channels and a surface altered by contact with heat, perhaps a small fire-pit. In the area where previous campaigns had investigated the hut bottoms, a similar structure, but of sub-circular form, was excavated. The cut was distinguished by its cone-shaped profile and the deposits filling it. The stratigraphic sequence was characterised by considerable succession of soils with a high organic content, rich in ash, charcoal and animal bones. They also contained a rather high density of artefacts, including a fragment of stone hand-mill, a glass paste bead, fragments of a small pitcher and band-painted amphora-like vessels. The cleaning of the ditch-bottom revealed the nature of its particular profile, which made it look like a sinkhole. In fact, below a thin diaphragm of yellow sand, a circular cut, about 1.30 m in diameter, was identified occupying the central part of the ditch floor. This was perhaps a cut made for the construction of a well. The excavation of the well discovered in 2004 close to a wall showed that the opening was partially covered by a limestone slab, perhaps reused, showing signs of wear from the ropes used to draw up water. The well was about 4.50 m deep and was two thirds dry-stone built with carefully positioned ashlar blocks of various sizes, leaving visible the cut made in the limestone sediment. The archaeo-botanical material found inside the well was of extraordinary interest; there were wooden artefacts and wood showing signs of working, branches of varying diameter, small elements of carbonised wood, leaves, fruits, seeds, a possible shred of leather and coprilites. Thousands of finds related to vine cultivation on the site ( _Vitis vinifera L._ ), which during the last three years have been the subject of numerous studies both archaeo-botanical and for the reconstruction of the genetic profile of this variety cultivated in the territory of Supersano.
  • AIAC_2695 - Scorpo - 2012
    Dopo le campagne di scavo 1999, 2004 e 2007, i cui risultati preliminari sono stati pubblicati tempestivamente, un ulteriore campagna di indagini archeologiche è stata condotta nel luglio 2012 in un campo delimitato da due canali di bonifica, una strada e una cava. Nel 2007 l’area indagata corrispondeva a circa il 40% del campo suddetto. Nel 2012 le attività hanno esteso la superficie a quasi 1000 mq, corrispondente a quasi l’interezza del terreno oggetto di concessione. Questo intervento in area aperta, condotto in particolare sulle aree poste tra i saggi di scavo archeologici indagati in precedenza, ha permesso di comprendere meglio le relazioni spaziali tra le abitazioni in materiale deperibile e più in generale di favorire una lettura complessiva della porzione di villaggio in corso di indagine. Sono state individuate e scavate due ulteriori strutture ‘in negativo (Fosse 6 e 7). La prima, di forma ovoidale, è stata intercettata soltanto nella parte inferiore del taglio; la seconda, di ridotte dimensioni, era riempita di strati cinerosi con materiali ceramici, ossa animali, resti antracologici, scorie forse relative alla lavorazione dei metalli. Nell’area sud, inoltre, si è terminata di scavare una delle strutture ‘a fossa’ individuate nel 2007 ed interpretata come un possibile pozzo. Lo scavo ha in parte confermato questa ipotesi, dal momento che l’inconsueta forma ‘ad inghiottitoio’ della fossa è stato interpretato come un tentativo di escavazione, avvenuto in età bizantina, non portato al termine. Infine, è stata determinata e rilevata la prosecuzione di due tagli longitudinali individuati nel 2004, forse interpretabili come canali di drenaggio. Lo scavo ha previsto l’indagine della porzione settentrionale dell’area, dove negli anni precedenti erano stati messi in luce una serie di contesti stratigrafici relativi ad un muro e ad un esteso crollo. Il muro, dello spessore medio di circa 1 m., si è confermato essere una struttura di recinzione, al momento indagata per una lunghezza di circa 16 m. Nei pressi di essa è stato rinvenuto un ripostiglio di nove oggetti in ferro, deposti intenzionalmente, tra cui vi era un accetta, uno scalpello, un manico di calderone, un falcetto ripiegato. Sulla parte superiore di un esteso crollo, sono state individuate le uniche, limitate, evidenze di una frequentazione temporanea successiva al villaggio bizantino, come indica una brocchetta databile all’XI-XII secolo, rinvenuta in una lente di terreno cineroso. Contestualmente all’attività di scavo archeologico è stata condotta una campagna di survey nel territorio di Supersano, volto a contestualizzare l’abitato bizantino all’interno delle dinamiche insediative del territorio circostante. L’area indagata in questa prima campagna ha permesso di verificare l’estensione di alcuni siti in parte già segnalati in precedenti sopralluoghi. In particolare in un campo ubicato m 100 ca. a NE dell’area di scavo, presso Mass. Scorpo, sono state definite due aree di concentrazione di frammenti ceramici, relative probabilmente ad alcune strutture da mettere in connessione con il villaggio bizantino. In loc. Falconiera, sono stati precisati i limiti e le cronologie di un sito dell’Età del Bronzo e di una fattoria di età romano-imperiale estesa circa 1 ettaro.