Name
V. De Marco
Organisation Name
Università degli Studi di Padova

Season Team

  • AIAC_93 - Nora, Tempio romano - 2010
    Dal 1990 l’Università degli Studi di Padova è impegnata presso la città antica di Nora grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano e nell’ambito di un piano di cooperazione interuniversitario sviluppato con gli Atenei di Genova, Milano e Viterbo. Dal 1997 le indagini sono concentrate nell’area orientale della penisola su cui si sviluppa il centro urbano ed hanno inizialmente interessato il complesso monumentale del foro romano, già rimesso parzialmente in luce dagli scavi di G. Pesce del secolo scorso. In questo settore gli scavi, condotti su buona parte del complesso civico romano, hanno evidenziato una lunga sequenza insediativa estesa dall’età fenicia (fine del VII sec. a.C.) fino alla tarda età romana (metà del V sec. d.C.). Le principali evidenze sono costituite dalle tracce della prima frequentazione dell’area da parte di mercanti orientali (edifici in legno e argilla databili tra il 650 e il 525 a.C.), dalla costruzione di un vasto quartiere regolare punico alla fine del VI sec. (a funzione mista di magazzini e abitazioni) e dalla cancellazione di tutte le precedenti evidenze con la realizzazione del foro romano nella seconda metà del I sec. a.C., probabilmente tra il 40 e il 20 a.C. Lo scavo dell’area del foro, concluso nel 2007, è stata seguita dal consolidamento delle strutture, dalla valorizzazione del complesso a fini di fruizione e dall’edizione sistematica dei dati. Dal 2008 le ricerche si sono concentrate nel contiguo complesso del cd. Tempio romano, già indagato nel secolo scorso ma non ancora sufficientemente noto. Dopo l’esecuzione di un preliminare rilievo tramite rilievo manuale, Stazione totale e Laser scanner, lo scavo ha interessato alcuni ambienti compresi nel recinto templare e la cella dell’edificio sacro. Presso uno dei vani è stato riportato in luce nel 2008 un ricco deposito votivo costituito da una lastra fittile con raffigurazione di volto umano e da un gruzzolo di 18 didracme d’argento emesse in Italia centro-meridionale (Roma, _Neapolis_, _Tarentum_, _Cales_ ) tra il 324 e il 226 a.C. e deposte negli anni immediatamente successivi alla fatale data del 227 a.C., quando Roma sancì il proprio dominio dell’isola con la costituzione della _provincia Sardinia et Corsica_. Nello stesso ambiente e in altri vani contigui, così come nello spazio della cella, indagato in profondità, gli scavi del 2009 e del 2010 hanno permesso di riconoscere una lunga serie di episodi edilizi che interessarono l’area a partire dall’età fenicia. Sono state infatti rimesse in luce tracce di una stratificazione arcaica, mentre ben più consistenti sono le evidenze di una prima sistemazione edilizia di epoca repubblicana (II e I sec. a.C.) attuata con ambienti pavimentati in battuti in cementizio, uno dei quali decorato da emblema a mosaico, la cui funzione non è al momento del tutto chiara. Le prime sistemazioni monumentali dell’area sembrano attuate tra la fine dell’età repubblicana e l’età altoimperiale quando vengono realizzati in successione e sovrapposizione due edifici individuati al di sotto della più tarda cella dell’edificio imperiale. Le dimensioni e i caratteri edilizi (assetti costruttivi di pregio, apparati idraulici, decorazioni in stucco dipinto) sembrano indicare la loro funzione sacra. Verso la metà del III sec. d.C., come indica lo studio dei reperti che precisa una precedente datazione basata solo sull’analisi stilistica dei mosaici, l’area fu radicalmente trasformata con la costruzione del complesso sacro ora visibile; al centro di un ampio recinto venne realizzato in opera cementizia (fondazioni) e mista a fasce (alzati) di areniti e andesiti alternate a laterizi un compatto edificio, preceduto da scalinata con altare inglobato e connotato da assetto prostilo tetrastilo; la cella, ai cui muri laterali si addossano esternamente semicolonne su plinti, presenta pianta pressoché quadrata, mosaicata, coperta probabilmente da volta a crociera; essa comunica con un vano assiale rettangolare mosaicato con funzione di penetrale.