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Carlos Sanchez Hernandez

Season Team

  • AIAC_2736 - Villa di Collesecco - 2011
    Le indagini riavviate nel 2010 presso la villa romana di Collesecco si svolgono a quarant’anni di distanza dagli scavi che portarono alla luce il complesso (scavi Santangelo 1969-1970-1972). Presentando allo stato attuale l’estensione di circa 40 x 40 m, grazie alle ultime indagini è stato possibile appurare come la villa copra un’area ben superiore a quella sin’ora nota: la pulizia e l’analisi delle sezioni di terreno che delimitano le strutture scavate in passato hanno dimostrato la presenza di ulteriori ambienti di cui si sono rinvenuti lacerti musivi, nonché di una prolungata occupazione del sito nel corso dei secoli (almeno sino al VI sec. d.C.), ben oltre la principale fase edilizia di I sec. d.C. – II sec. d.C., a sua volta anticipata da una fase di III-I sec. a.C. Le strutture attualmente visibili consistono in una trentina di vani, tra cui un atrio, sale di ricevimento, un peristilio colonnato, nonché un impianto termale. Sin dalla sua scoperta, l’importanza della villa fu subito chiara per alcuni aspetti: innanzi tutto per l’articolazione della pianta, secondo per i mosaici, che si è scelto giustamente di lasciare in situ con la protezione di una copertura che si è rivelata efficace e terzo per il ritrovamento di numerosi frammenti della decorazione architettonica fittile. Le campagne 2010-2011 hanno visto anche il parziale scavo di uno dei due criptoportici (quello nord-sud), che sostruiscono la villa. Tale indagine ha permesso il rinvenimento, a contatto con il pavimento in cocciopesto del corridoio, di almeno due dei dolii utilizzati per la conservazione di derrate. Uno dei contenitori presenta sulla tesa dell’orlo il bollo M. COTTAE, già noto da rinvenimenti svolti durante gli scavi passati, che permette di confermare la connessione del toponimo di Cottanello con l’edificio.