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Emiliano Cruccas

Season Team

  • AIAC_114 - Viale S. Avendrace - 2003
    La realizzazione di nuove costruzioni lungo il Viale S. Avendrace ha fornito ancora una volta l'occasione per sottoporre a scavo archeologico le pendici della collina che ospita la monumentale necropoli punica di Tuvixeddu, costituita da tombe a pozzo scavate nel calcare. A valle, verso la via moderna che ricalca il primo tratto dell'antica a Caralibus-Turrim, la roccia compatta cede il posto a ampi tratti terrosi disposti su una sorta di gradone dove hanno trovato posto, oltre a poche tombe a pozzo, molte sepolture a fossa e a incinerazione, distribuite dal V secolo a.C. ai primi secoli dell'impero. L'area indagata, infatti, di modesta estensione, ha restituito una stratigrafia complessa, nella quale sono state individuate, sulla base dei resti numerati, oltre 250 deposizioni, sovrapposte nel tempo con rituali differenti: le più numerose sono semplici fosse aperte nel terreno, talvolta direttamente sovrapposte, più spesso fra loro tagliate e disposte con orientamento non costante. Più contenuto, ma comunque consistente, il numero dei busta. Rispetto alle indagini precedenti condotte lungo la stessa fascia, questo settore mostra un utilizzo molto più intenso e corredi più modesti nella composizione e nella quantità, anche se non mancano, per le fasi più antiche, monili ed amuleti. Rari, invece, gli interventi moderni che incidono sulle deposizioni, considerato che l'area è stata a lungo adibita a orto delle casupole che costeggiavano la strada. Dopo la loro demolizione, sotto i pavimenti, sono stati ritrovati ampi accumuli di reperti romani frammentari, segno di tombe della prima età imperiale smantellate nel livellamento, mentre una lunga muratura individuata ai margini e sotto il livello della strada moderna sembra essere stata realizzata per sanare un avvallamento naturale del terreno in funzione dell' utilizzo della necropoli.
  • AIAC_3410 - Nora, Ex Area Militare - 2015
    La campagna di scavo 2015 dell’Università di Cagliari nell’ex Area Militare di Nora si è concentrata da un lato su alcuni settori messi in luce nelle due campagne di scavo precedenti, dall’altro su nuovi punti di interesse determinati dalle evidenze archeologiche emerse durante la ricognizione fisica e dai dati delle analisi geomagnetiche svolte nel 2013 dall’équipe del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura, guidata dal prof. Gaetano Ranieri dell’ateneo cagliaritano. La prima di queste aree (Omega) è collocata in prossimità della recinzione che separa l’area archeologica dalla strada moderna di accesso al sito. In questo settore sono stati individuati i resti di un edificio a pianta quadrangolare e di una fontana a esedra semicircolare, elementi che fanno supporre la presenza di un importante spazio pubblico monumentalizzato. In direzione sud è stata aperta un’ulteriore area di indagine (Omicron) che ha permesso di portare alla luce un altro tratto della strada E-F, individuata negli anni precedenti nel settore meridionale della particella indagata (Beta). In questa zona sono proseguite le indagini volte a definire nel dettaglio alcuni aspetti lasciati in sospeso nelle campagne di scavo precedenti: sono così stati messi in luce tre vani contigui (Gamma II, III e IV) che costituiscono parte della grande struttura adiacente all’arteria basolata individuata nella prima campagna di scavo. Gli ambienti, sigillati dagli strati di crollo pertinenti alle murature collassate, hanno evidenziato stratigrafie relative alle fasi di abbandono dell’area, con una forbice cronologica inquadrabile tra la media età imperiale e il VII secolo d.C. Di grande interesse inoltre il settore a monte collocato tra le aree Gamma e Alfa (Delta), che ha evidenziato la presenza di un muro di terrazzamento contestuale a strati collocabili non oltre il I/II secolo d.C. e pertinente ad una sistemazione globale di questo settore della città nella prima età imperiale.

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