Name
Rachel S. Opitz
Organisation Name
University of Arkansas CAST

Season Team

  • AIAC_2234 - Gabi - 2011
    In the summer of 2011 the Gabii Project completed its third consecutive season of excavation and fifth overall fieldwork campaign in the ancient Latin city of Gabii. Over the course of three campaigns, a nearly 1-hectare area has been explored by means of excavation. In 2011 a team of over 90 students and archaeologists participated in the work of the project. The 2011 season involved the continued exploration of significant tracts of the city center that were initially opened in 2009, with some portions being subsequently expanded in 2010 and 2011. This summary proceeds in order of overall chronology. For the early first millennium BC the previous excavation [2009] of elite infant tombs (see Becker and Nowlin 2011) signalled the presence of social stratification during the later eighth and seventh centuries BC. Now a series of seventh and sixth century BC occupation horizons within an elite compound points to the continuation of earlier traditions of social complexity. In addition, the deposition of numerous intramural adult inhumation burials in the post-abandonment levels of this elite compound suggests not only that a re-appraisal of adult intramural burial in the archaic period is required but also that the autonomous actions on the part of elites may have played a significant role in the archaic city. The abandonment of archaic levels gives way to a re-planned urban center with a quasi-orthogonal layout, an occurrence of the later fifth to early fourth centuries BC (see Becker, Mogetta, and Terrenato 2009; Mogetta forthcoming). The evidence for this layout was first detected by means of the Gabii Project’s geophysical survey (2007 and 2008; see Becker, Mogetta, and Terrenato 2009; Terrenato et al. 2010) and confirmed by means of the excavation of portions of three side streets. This Republican phase of the city is yielding significant evidence for Mid-Republican architecture with three buildings being excavated in two separate sectors. The early phases of these structures are marked by well-dressed ashlar masonry, paved interior floor surfaces, and the use of massive, monolithic tufo slab pavements around wells and cisterns. These structures are multi-phased and see re-use and re-building until at least the first century AD. The Imperial levels explored so far have yielded over 30 inhumation tombs, most of which are consolidated in an area that seems to be an ad hoc necropolis from the first century AD onward. Remarkable among them is a trio of tombs in which the deceased in encased in lead sheeting; one such tomb was excavated in 2009 and two additional tombs came to light in 2011. This cemetery demonstrates evidence for the contraction of the Imperial city, precipitated at least in part by the activities related to massive quarries along the rim of the Castiglione crater that aimed at exploiting the local bedrock, lapis Gabinus (a type of peperino tufo). The Gabii Project will continue to explore portions of four city blocks of the urban layout in its 2012 excavation campaign.
  • AIAC_2234 - Gabi - 2012
    La quarta campagna di scavo consecutiva del _Gabii Project_ (Mogetta e Becker c.s.), all’interno del Parco Archeologico dell’antica città latina di Gabii, si è svolta nei mesi di giugno-agosto 2012. I lavori si sono concentrati quest’anno nella prosecuzione dello scavo di livelli arcaici, già in parte individuati nel 2011, e nell’indagine di un nuovo grande edificio repubblicano. Le sequenze messe in luce nell’area della casa arcaica hanno portato all’individuazione di una nuova fase abitativa databile all’inizio del VI sec a.C. nonchè evidenze inquadrabili all’età orientalizzante. L’unità abitativa chiusa all’interno di una sorta di recinto costituito da un muro in scheggioni si definisce sempre più come un compound elitario, perfettamente definito negli spazi. La presenza di una sepoltura infantile con ricchissimo corredo vascolare e in bronzo, databile all’età orientalizzante e simile a quello rinvenuto nel 2009 (Becker-Nowlin 2011), aggiunge nuovi dati per la ricostruzione della città di Gabii nel periodo precedente alla riorganizzazione urbanistica di età repubblicana. Il grande edifico è stato individuato invece in una nuova area, che prolunga a ovest la zona interessata dallo scavo del _Gabii Project_, che in quattro anni ha quindi superato l’estensione di un ettaro, includendo così un altro isolato della maglia regolare dell’antico assetto urbanistico (Becker et al. 2009). E` stato scavato un nuovo asse viario N-S, perpendicolare alla strada principale che attraversava la città (Mogetta c.s.), e l’adiacente grande edificio organizzato su due livelli e caratterizzato da murature monumentali in pietra locale. Il fulcro visivo del grande edificio, databile alla età repubblicana e probabilmente di carattere pubblico, è costituito da un possente muro in opera quadrata che fodera il salto di quota tra due terrazze. L’estensione integrale del complesso non è ancora stata definita del tutto. La campagna di scavi 2012 ha quindi permesso di aggiungere nuovi fondamentali dati per la conoscenza della storia urbanistica e architettonica di Gabii, contribuendo ad una migliore comprensione delle dinamiche insediative del sito dall’età orintalizzante alla fine dell’età repubblicana e l’inizio dell’Impero.
  • AIAC_2234 - Gabi - 2013
    La campagna di scavi e ricerche 2013 del Gabii Project (Mogetta e Becker c.s.), la quinta consecutiva all’interno del Parco Archeologico di Gabii si è svolta come di consueto nei mesi di Giugno-Agosto. Le attività sul campo hanno riguardato due settori dell’area oggetto di indagine, denominati Area D ed Area F, corrispondenti a distinti bacini stratigrafici chiaramente delimitati da strutture murarie e da particolari elementi topografici. _Area F_ L’Area F, situata lungo il limite ovest dell’area di scavo, include un intero isolato della griglia ortogonale della città. In questa zona si è proceduto all’ampliamento dello scavo verso sud ed ovest, con lo scopo di individuare i confini del grande edificio parzialmente scavato nel 2012, e di collegare queste strutture con i resti che si affacciano sull’arteria principale dell’impianto urbano. L’edificio qui indagato è organizzato su due livelli sovrapposti delimitati da un monumentale muro in opera quadrata in blocchi di tufo e collegati da una scala perfettamente conservata. La terrazza superiore appare essere completamente aperta, mentre quella inferiore, presenta una serie di ambienti che si affacciano su aree scoperte pavimentate con lastre di tufo. Gli ambienti si articolano lungo un asse NS, corrispondente all’ingresso porticato dell’edifico sull’arteria principale della città, delimitando una grande area di cortile chiusa a nord da due ulteriori grandi vani quadrati pavimentati in signino con ornati geometrici. L’edifico, di proporzioni monumentali, è databile nella sua fase originaria tra il IV e II secolo a.C., ma subisce varie trasformazioni nel corso dell’età imperiale, con un progressivo e drammatico restringimento verso sud, e cioè nella zona prospiciente la via principale di Gabii. Del complesso è stato individuato il limite occidentale, ma non ne è ancora stata messa in luce la sua articolazione interna; proprio quest’area sarà quindi oggetto della prossima campagna di scavi. _Area D_ Nell’Area D, situata lungo il limite meridionale dell’area di indagine, lo scavo è stato allargato verso ovest portando alla luce altre parti del complesso di strutture di età arcaica indagato a partire dal 2011. L’area risulta in gran parte occupata da un edificio delimitato a da un muro in lastre e scheggioni di tufo. All’interno dell’area così definita, si dispongono due ambienti assiali, il cui orientamento diverge da quello dell’impianto regolare della città (Mogetta cs), e che presentano due fasi di vita databili rispettivamente all’inizio e alla seconda metà del VI scolo a.C. La netta delimitazione dell’area occupata dai due ambienti suggerisce che si trattasse di un compound, probabilmente elitario, perfettamente definito nei suoi spazi. Nella campagna 2013 si è completata l’indagine delle stratigrafie relative alla fase più antica di questo edificio e si sono messi in luce i livelli precedenti riferibili ad almeno due capanne ovali. La fase di vita dell’insediamento capannicolo non è ancora stata investigata in estensione, ma ad essa sembrerebbero associati alcuni rinvenimenti isolati, tra cui spiccano due ricche tombe a fossa infantili di età Orientalizzante, simili a quella rinvenuta nel 2009 (Becker-Nowlin 2011). La campagna di scavi 2013 nel suo complesso ha fornito dati fondamentali per la definizione delle dinamiche insediative del nucleo originario della città di Gabii e per il suo sviluppo urbanistico e architettonico nel corso dell’età repubblicana e imperiale.
  • AIAC_2234 - Gabi - 2014
    La campagna di scavi e ricerche 2014 del Gabii Project (Mogetta e Becker 2014), la sesta consecutiva all’interno del Parco Archeologico di Gabii si è svolta come di consueto nei mesi di Giugno-Agosto. Le attività sul campo hanno riguardato due settori dell’area oggetto di indagine, denominati Area D ed Area F, corrispondenti a distinti bacini stratigrafici chiaramente delimitati da strutture murarie e da particolari elementi topografici. L’Area F, situata lungo il limite ovest dell’area di scavo, include un intero isolato della griglia ortogonale della città. In questa zona si è proceduto all’ampliamento dello scavo verso sud ed ovest, con lo scopo di individuare i confini del grande edificio parzialmente scavato nel 2012 e nel 2013, e di collegare queste strutture con i resti che si affacciano sull’arteria principale dell’impianto urbano. L’edificio qui indagato è organizzato su tre livelli sovrapposti delimitati, ad est, da un monumentale muro in opera quadrata in blocchi di tufo e collegati da una scala perfettamente conservata che rappresenta anche la cesura tra la porzione orientale e quella occidentale del grande edificio. La terrazza superiore appare essere completamente aperta, mentre quella inferiore, presenta, nella parte orientale, una serie di ambienti che si affacciano su una vasta corte atriforme pavimentata in lastre di tufo. Gli ambienti si articolano lungo un asse NS, corrispondente all’ingresso porticato dell’edifico sull’arteria principale della città, La grande corte è chiusa a nord da tre ulteriori grandi vani quadrati pavimentati in signino con ornati geometrici. Nella terrazza mediana della parte occidentale il complesso si articola in una serie di vani con pavimenti in lastre di tufo e in signino che si affacciano su aree scoperte. In questa zona il passaggio alla terrazza superiore non è segnato dal muro in opera quadrata, ma da una possibile mostra d’acqua associato ad un _viridarium_ . L’edifico, di proporzioni monumentali, è databile nella sua fase originaria tra il III e II secolo a.C., ma subisce varie trasformazioni nel corso dell’età imperiale, con un progressivo e drammatico restringimento verso sud, e cioè nella zona prospiciente la via principale di Gabii. La prossima campagna di scavi fornirà ulteriori dati per una migliore definizione della funzione di questa porzione del complesso e per la comprensione delle fasi più tarde dello stesso. Nell’Area D, situata lungo il limite meridionale dell’area di indagine, lo scavo è stato allargato verso ovest portando alla luce altre parti del complesso di strutture di età arcaica indagato a partire dal 2011. L’area risulta in gran parte occupata da un edificio delimitato da un muro in lastre e scheggioni di tufo. All’interno dell’area così definita, si dispongono due ambienti assiali, il cui orientamento diverge da quello dell’impianto regolare della città (Mogetta 2014), e che presentano due fasi di vita databili rispettivamente all’inizio e alla seconda metà del VI scolo a.C. La netta delimitazione dell’area occupata dai due ambienti suggerisce che si trattasse di un compound, probabilmente elitario, perfettamente definito nei suoi spazi. Questo dato sembrerebbe confermato anche dal ritrovamento, quest’anno, di una ricchissima tomba infantile collocata nell’angolo nord occidentale dell’edificio a scheggioni di tufo. Nella campagna 2014 si è inoltre iniziata l’indagine delle stratigrafie relative a due capanne databili all’età orientalizzante, i fondi delle quali erano già stati parzialmente identificati nel corso del 2013. La fase di vita dell’insediamento capannicolo è sicuramente associabile al rinvenimento di tre ricche tombe a fossa infantili di età Orientalizzante, simili a quella rinvenuta nel 2009 (Becker-Nowlin 2011). La campagna 2014 ha consentito di acquisire nuovi dati per la ricostruzione delle fasi più antiche dell’insediamento di Gabii nell’età orientalizzante nonché di meglio definire planimetricamente e cronologicamente il grande complesso repubblicano.
  • AIAC_2234 - Gabi - 2015
    La campagna di scavi e ricerche 2015 del Gabii Project, la settima consecutiva all’interno del Parco Archeologico di Gabii, si è svolta come di consueto nei mesi di Giugno-Agosto. Le attività sul campo hanno riguardato tre settori dell’area oggetto di indagine, denominati Area D, Area C e Area F, corrispondenti a distinti bacini stratigrafici chiaramente delimitati da strutture murarie e da particolari elementi topografici. L’Area F, situata lungo il limite ovest dell’area di scavo, include un intero isolato della griglia ortogonale della città. In questa zona si è proceduto all’ampliamento dello scavo verso sud-ovest, al fine di indagare l’ultimo piccolo settore dell’isolato in cui si trova il grande edificio individuato nelle campgane precedenti e completarne così lo scavo. L’edificio è organizzato su tre livelli sovrapposti delimitati, ad est, da un monumentale muro in opera quadrata in blocchi di tufo e collegati da una scala perfettamente conservata che rappresenta anche la cesura tra la porzione orientale e quella occidentale del grande edificio. L’edifico, di proporzioni monumentali, è databile nella sua fase originaria tra il III e II secolo a.C., ma subisce varie trasformazioni nel corso dell’età imperiale, con un progressivo e drammatico restringimento verso sud, e cioè nella zona prospiciente la via principale di Gabii. Questa campagna di indagini ha permesso di concludere con successo lo scavo dell’intero edificio sopra descritto. Nell’Area D, situata lungo il limite meridionale dell’area di scavo, si è ripresa l’indagine delle stratigrafie relative a due capanne databili all’età orientalizzante. La campagna 2015 ha permesso di indagare integralmente i resti dell’abitato capannicolo che comprendeva oltre alle due capanne ed alle tombe sopra citate, alcune piccole strutture in materiale deperibile che si collocavano nella vicinanze delle capanne stesse. Questa fase è sicuramente ascrivibile a un orizzonte cronologico che va dall’ultimo venticinquennio dell’VIII secolo alla seconda metà di quello successivo. Anche questo settore dell’area di scavo è stato indagato integralmente avendo raggiunto i livelli di terreno sterile. Infine nel 2015, sono riprese le indagini dell’Area C, che si colloca subito a est dell’Area D. Qui si è proceduto ad un piccolo allargamento del settore verso sud, in modo da cercare di completare la planimetria della casa Tardo Repubblicana già parzialmente indagata nelle campagne 2009-11. L’indagine di quest’anno ha permesso di mettere in luce le evidenze più antiche relative a una _domus_ ad atrio, inquadrabili nel corso del IV secolo a.C. Sembrerebbe che la casa non abbia subito variazioni significative nella disposizione degli ambienti tra la fase iniziale e quella finale (databile all’età Augustea), se non per l’inserimento dell’atrio di tipo canonico nel II secolo a.C. Gli ambienti sono tutti disposti intorno a un atrio caratterizzato da un ingresso che non si trova in asse con il tablino e da una sola ala. A sud dell’atrio è stato parzialmente indagato un ampio ambiente con probabile funzione di magazzino, probabilmente da collegare ad ipotetiche _tabernae_ che si trovano oltre il limite meridionale dell’attuale settore di scavo. La campagna 2015 ha consentito di meglio definire le fasi più antiche dell’abitato di Gabii nonché le trasformazioni subite dalla città in età Repubblicana ed Imperiale. L’acquisizione di questi nuovi fondamentali dati permetterà una ricostruzione diacronica della storia e della vita di questo fondamentale sito del Lazio antico.
  • AIAC_2234 - Gabi - 2016
    La campagna di scavi e ricerche 2016 del Gabii Project (Mogetta e Becker 2014), l’ottava consecutiva all’interno del Parco Archeologico di Gabii, si è svolta come di consueto nei mesi di Giugno-Agosto. Le attività sul campo hanno riguardato tre settori dell’area oggetto di indagine, corrispondenti a distinti bacini stratigrafici chiaramente delimitati da strutture murarie e da particolari elementi topografici. Di questi settori solo l’Area C era già in corso di indagine, mentre l’Area G-H e l’Area I sono state aperte quest’anno. Nell’Area C le indagini si sono concentrate nel settore meridionale della casa ad atrio che occupa l’isolato. Qui lo scavo dei pochi piani pavimentali conservati della casa databile al II-II sec. a.C. (Mogetta-Becker 2014; Gallone-Mogetta 2013) ha rilevato la presenza di livelli e evidenze ascrivibili alla prima fase del complesso, preliminarmente databile al IV sec. a.C. Si tratta in particolare di strati di preparazioni per la costruzione della casa, a cui sono associati canalette ed una cisterna. Le indagini al di sotto di questi orizzonti hanno messo in luce livelli di frequentazioni di età arcaica. Sono stati documentati buchi di palo associati un battuto pavimentale in schegge di tufo giallo, un bel focolare, di forma rettangolare, realizzato con frammenti ceramici disposti orizzontalmente, oltre che vari lacerti di altri battuti e una sepoltura infantile entro olla del tutto priva di corredo. Lo scavo ha infine rilevato la presenza di una struttura curvilinea in scheggioni di tufo, possibile prosecuzione del muro di delimitazione del complesso arcaico dell’adiacente area D (cfr. scheda Fasti 2014 e 2015). L’Area G-H è un ampio settore che comprende parti di due isolati che si affacciano rispettivamente a N e S della strada principale oltre che un tratto di quest’ultima (Mogetta 2014). Nell’Area G, lo scavo ha interessato la fronte dell’isolato occupato da un edificio in opera mista ed opera incerta di età imperiale Purtroppo profonde spoliazioni di età tardo-antica hanno raggiunto le fondazioni dei muri, causando la totale scomparsa dei piani di vita. Sia all’interno di questi ambienti che sulla superficie del basolato della strada sono stati individuati muretti in pietrame a secco, tegole e resti architettonici, disposti su file grossomodo parallele. Queste strutture, databili all’età tardo antica, avevano probabilmente una funzione agricola, in quanto contenevano terreno sterile di riporto, testimoniando così il definitivo abbandono e obliterazione del tessuto urbano. L’Area H, invece, comprende il corso della strada principale, ed alcuni ambienti relativi ad un complesso monumentale pluristratificato situato a sud della strada. Lo scavo si è concentrato all’interno di un ambiente, originariamente realizzato in blocchi di tufo e databile all’età Repubblicana, in seguito modificato in età imperiale con muri in opera incerta, reticolata e mista. L’Area I è, infine, localizzata nella porzione meridionale dello stesso isolato occupato dal complesso della casa Repubblicana dell’Area C e si apre direttamente sulla strada principale che attraversa il sito (Mogetta 2014). Qui è stato indagato un complesso con funzione produttiva, databile tra II e III secolo d.C. Gli ambienti lungo il lato settentrionale del complesso erano probabilmente utilizzati per la produzione di vino come indicato da chiare tracce di un torchio, del fondo di una bacino in cocciopesto e da una profonda vasca di decantazione collegata al bacino da una tubatura in piombo. Nella zona NW dell’area di scavo è stata inoltre portata alla luce un’altra vasca di forma rettangolare fortemente allungata. Nella zona centrale del complesso sono stati indagati una serie di tagli circolari probabilmente riferibili ad alloggiamenti di _dolia_ (non rinvenuti in situ). Infine la fascia prospiciente la strada ha restituito evidenze di profonde spoliazioni che hanno del tutto distrutto i livelli relativi al complesso produttivo e parzialmente intaccato i livelli. La campagna 2016 ha consentito non solo di confermare la presenza di estese evidenze relative alla fase Arcaica del sito, ma anche di meglio definire la transizione verso l’età repubblicana. Inoltre è stato per la prima volta possibile indagare livelli medio e tardo-Imperiali e comprendere le fasi di abbandono di questo importantissimo sito del Lazio antico.
  • AIAC_2234 - Gabi - 2017
    The 2017 excavation season of the Gabii Project (Mogetta Becker 2014) in the Archaeological Park of Gabii took place as usual between June and July. It was the ninth season in a row. The field operations had been concentrated around four sectors, each of them representing different stratigraphic basins delimited by built up features and key topographical elements. Just one of these sectors, was newly opened, whereas in the others the investigation had already started in 2016. In Area C, the investigations were carried out mostly in the southern sector of the atrium house stretching across the whole city block (Mogetta- Becker 2014; Gallone- Mogetta 2013). The excavation under the Republican sequence has shown evidence referring to the Archaic and Orientalizing Age The evidence consists mostly of occupation levels, post-holes, possible hut foundation trenches connected with the hut compound adjoining the one discovered few years ago in Area D (see Fasti 2014 and 2015). The Area G-H is a vast sector including sections of two city blocks overlooking the main thoroughfare to the North and to the South respectively (Mogetta 2014). In Area G the excavation was carried out in the front of the city block occupied by an Imperial building, later crowded with dry little walls, arranged in rough parallel lines and made of stones, architectonic fragments and pottery sherds. The excavation of some of these dry walls allowed to expose the level on which they were built, that has provided a crucial 5th c. BCE terminus post quem. In the Area G instead the excavation of the Imperial sequence has revealed the Republican floors and walls built in local tuff ashlar. Some of these are facing toward a wide open area at the main road crossing of the city. Furthermore, it has been identified a smithing facility most likely dating to the abandonment phase of the 5th c. CE. In Area I, facing the main thoroughfare (Mogetta 2014), the excavation was carried out within the productive complex dating between the 2nd and the 3rd c. CE, reaching the early Imperial and Republican levels. These levels, unfortunately, have been deeply impacted by the later re-functionalization of the complex. Furthermore the excavation area has been extended to the west bringing to light some ten new rooms. The investigation was here mainly limited to the destruction and abandonment levels dating to the 4th c. CE. The function of this section of the complex seems not to be related to productive activities even if it is characterized by an articulated hydraulic system. Finally, the investigation of the new area, named J, focused on the road cross between the main thoroughfare (Via Gabina) and the NO-SE artery stretching out from it (Via Prenestina). The excavation of the fill of the NE-SO ditch, cutting through the whole central sector of Gabii, allowed to record the sequence under the preserved basalt paving of the Via Gabina. Various earlier road levels had been reviled, spanning from the early Republican Age to the Imperial time. The ditch instead seems to be a late Antique defensive feature marking the abandonment of the road system. The 2017 excavation season confirmed the extensive nature of the Orientalizing deposits and yielded new data on the Republican and Imperial phases. Even more importantly, it has provided substantial evidence for the re-use and re- occupation of the site during the late antique age and possible even later.