AIAC_2863 - Arco di Giano - 2012Nelle prime campagne di ricerca sull’arco di Giano abbiamo proposto tre tipi di interventi: uno studio storiografico delle fonti storico-bibliografiche esistenti sul monumento; la realizzazione di un nuovo rilievo architettonico con la integrazione di tecniche diverse (Scanning 3D; ortofotografia digitale); due saggi archeologici, uno all’interno, sotto la volta dell’edificio e nei pressi dei pilastri con l’obiettivo di definire le caratteristiche costruttive delle fondazioni e l’altro nella zona ovest. Quest’ultimo con l’obiettivo di documentare una serie di dati sulla tipologia delle strutture connesse all’edificio e in particolare, stabilire una diacronia precisa delle differenti fasi di occupazione dell’area non scavata del foro Boario.
I saggi di scavo hanno messo in luce aspetti di grande interesse dal punto di vista costruttivo e di organizzazione del cantiere edilizio. In questo senso, abbiamo potuto documentare le diverse fasi di gestione dei lavori e i resti delle infrastrutture usate durante la costruzione dell’edificio. Nella zona esterna occidentale è stato possibile registrare una sequenza stratigrafica molto ben conservata che permette di riconoscere diversi aspetti delle fasi di occupazione di questa porzione del foro Boario nei diversi periodi storici. In questo caso, sono state messi in luce una serie di contesti cronologici che, molto probabilmente, si trovano in relazione con le fasi altomedievali della vicina chiesa di S. Giorgio. In corrispondenza dell’arco e in fase con il periodo d’uso del monumento, è stata documentata una strada in perfetto stato di conservazione, con riparazioni laterali che indicano, evidentemente, una continuità in rapporto con le varie trasformazioni topografiche della zona.
La nuova campagna di scavo, condotta ancora una volta dal personale specializzato dell’Instituto de Arqueología de Mérida (CSIC), verrá effettuata nella stessa zona occidentale. L’obiettivo principale è quello di analizzare i contesti stratigrafici piú antichi e ampliare i dati sulle strutture documentate nel 2011. Lo scavo in questa zona dovrebbe restituire informazioni sulle strutture documentate da G. Gatti nel 1901, relative a una serie di muri in opus reticolatum e stanze voltate in cementizio di piccole dimensioni che non hanno ricevuto ancora uno studio approfondito. Si tratta, probabilmente di un complesso architettonico di grandi dimensioni, costruito su differenti livelli topografici ed esteso tra la zona sud, sudovest ed ovest dell’arco di Giano.
Alla fine del 2012 verrá realizzata una presentazione di risultati con l’obiettivo di illustrare alla comunità scientifica il progetto di studio dell’arco di Giano e i nuovi risultati.
AIAC_953 - Pyrgi - 2017La campagna di scavo del 2017 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, in corrispondenza del raccordo tra la via di collegamento con Caere e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi.
A nord della via glareata, è proseguita l'indagine nel sottosuolo e nei dintorni dell'edificio in opera quadrata di tufo (ca. 500 a.C.), interpretato come casa-torre. E' stata perfezionata la lettura dell'edificio in pietrame a secco impiantato nei decenni finali del VII sec.a.C., costituito da due vani assiali forse compresi all'interno di un recinto. Nella fase di ristrutturazione della seconda metà del VI sec. a.C., tale edificio si articolava in almeno due vani affiancati e affacciava su un'area cortilizia porticata, includente una grande cisterna circolare che è stata definitivamente interrata in epoca imperiale.
Nel contiguo isolato, lo scavo ha interessato l'ambiente A, dove è stato raggiunto il pavimento tufaceo tardo-arcaico portando in luce un pozzetto votivo in tufo grigio, all'intorno del quale erano presenti diverse punte di freccia in lamina di bronzo: dal riempimento, ricco di bruciato, si segnalano un piccolo lingotto in piombo e numerosi chiodini.
A sud della via glareata, l'area di cantiere è stata ampliata con il mezzo meccanico in direzione del mare di ulteriori 100 mq, permettendo di perfezionare la lettura del grande isolato che si attesta contro i due percorsi stradali.
Lo scavo ha interessato l'ala porticata orientale dell'isolato, che anche quest'anno ha restituito evidenza di più tetti decorati di epoca arcaica e di reiterati atti a carattere rituale: in particolare, nell'antistante portico, un contesto caratterizzato dalla presenza di numerose colature di piombo, che trova confronto a Pyrgi nel Santuario Meridionale.
Nell'area cortilizia, occupata da una piattaforma tufacea bordata da lastre, è proseguito lo scavo del pozzo collocato presso l'angolo del vano I, colmato definitivamente in epoca imperiale con un atto di tipo rituale consistente nella deposizione congiunta di una selezione di ossa animali associate a resti umani: è stata raggiunta la quota della falda acquifera alla profondità di cm 350, recuperando una grande quantità di materiale ceramico e architettonico ricomponibile di epoca preromana.
È stata inoltre completamente portato alla luce il condotto idraulico realizzato per drenare l'area cortilizia verso l'entroterra, che attraversa l'edificio porticato e la sede stradale della Caere-Pyrgi.
Nella fascia occidentale dell'isolato, fortemente intaccata dalle arature, è stato individuato il probabile muro di delimitazione dell'isolato sul versante del mare, evidenziando una serie di muri in pietrame a secco relativi ad ambienti soggetti a più rifacimenti nella fase di V-IV sec. a.C.; ad una fase precedente si riferisce l'affioramento di almeno due briglie murarie in opera quadrata di tufo connesse a un consistente scarico di tegole, coppi e anche terrecotte architettoniche di I fase.
Nel 2017 è infine proseguito lo scavo dell'isolato parzialmente portato in luce sul versante del Santuario Monumentale, dove sono presenti livelli di frequentazione di pieno IV sec. a.C., in rapporto a una platea quadrangolare in blocchi di tufo, da cui prende avvio una opera di canalizzazione sotterranea defluente verso l'entroterra.