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Giulia Peresso

Season Team

  • AIAC_2234 - Gabi - 2012
    La quarta campagna di scavo consecutiva del _Gabii Project_ (Mogetta e Becker c.s.), all’interno del Parco Archeologico dell’antica città latina di Gabii, si è svolta nei mesi di giugno-agosto 2012. I lavori si sono concentrati quest’anno nella prosecuzione dello scavo di livelli arcaici, già in parte individuati nel 2011, e nell’indagine di un nuovo grande edificio repubblicano. Le sequenze messe in luce nell’area della casa arcaica hanno portato all’individuazione di una nuova fase abitativa databile all’inizio del VI sec a.C. nonchè evidenze inquadrabili all’età orientalizzante. L’unità abitativa chiusa all’interno di una sorta di recinto costituito da un muro in scheggioni si definisce sempre più come un compound elitario, perfettamente definito negli spazi. La presenza di una sepoltura infantile con ricchissimo corredo vascolare e in bronzo, databile all’età orientalizzante e simile a quello rinvenuto nel 2009 (Becker-Nowlin 2011), aggiunge nuovi dati per la ricostruzione della città di Gabii nel periodo precedente alla riorganizzazione urbanistica di età repubblicana. Il grande edifico è stato individuato invece in una nuova area, che prolunga a ovest la zona interessata dallo scavo del _Gabii Project_, che in quattro anni ha quindi superato l’estensione di un ettaro, includendo così un altro isolato della maglia regolare dell’antico assetto urbanistico (Becker et al. 2009). E` stato scavato un nuovo asse viario N-S, perpendicolare alla strada principale che attraversava la città (Mogetta c.s.), e l’adiacente grande edificio organizzato su due livelli e caratterizzato da murature monumentali in pietra locale. Il fulcro visivo del grande edificio, databile alla età repubblicana e probabilmente di carattere pubblico, è costituito da un possente muro in opera quadrata che fodera il salto di quota tra due terrazze. L’estensione integrale del complesso non è ancora stata definita del tutto. La campagna di scavi 2012 ha quindi permesso di aggiungere nuovi fondamentali dati per la conoscenza della storia urbanistica e architettonica di Gabii, contribuendo ad una migliore comprensione delle dinamiche insediative del sito dall’età orintalizzante alla fine dell’età repubblicana e l’inizio dell’Impero.
  • AIAC_2234 - Gabi - 2013
    La campagna di scavi e ricerche 2013 del Gabii Project (Mogetta e Becker c.s.), la quinta consecutiva all’interno del Parco Archeologico di Gabii si è svolta come di consueto nei mesi di Giugno-Agosto. Le attività sul campo hanno riguardato due settori dell’area oggetto di indagine, denominati Area D ed Area F, corrispondenti a distinti bacini stratigrafici chiaramente delimitati da strutture murarie e da particolari elementi topografici. _Area F_ L’Area F, situata lungo il limite ovest dell’area di scavo, include un intero isolato della griglia ortogonale della città. In questa zona si è proceduto all’ampliamento dello scavo verso sud ed ovest, con lo scopo di individuare i confini del grande edificio parzialmente scavato nel 2012, e di collegare queste strutture con i resti che si affacciano sull’arteria principale dell’impianto urbano. L’edificio qui indagato è organizzato su due livelli sovrapposti delimitati da un monumentale muro in opera quadrata in blocchi di tufo e collegati da una scala perfettamente conservata. La terrazza superiore appare essere completamente aperta, mentre quella inferiore, presenta una serie di ambienti che si affacciano su aree scoperte pavimentate con lastre di tufo. Gli ambienti si articolano lungo un asse NS, corrispondente all’ingresso porticato dell’edifico sull’arteria principale della città, delimitando una grande area di cortile chiusa a nord da due ulteriori grandi vani quadrati pavimentati in signino con ornati geometrici. L’edifico, di proporzioni monumentali, è databile nella sua fase originaria tra il IV e II secolo a.C., ma subisce varie trasformazioni nel corso dell’età imperiale, con un progressivo e drammatico restringimento verso sud, e cioè nella zona prospiciente la via principale di Gabii. Del complesso è stato individuato il limite occidentale, ma non ne è ancora stata messa in luce la sua articolazione interna; proprio quest’area sarà quindi oggetto della prossima campagna di scavi. _Area D_ Nell’Area D, situata lungo il limite meridionale dell’area di indagine, lo scavo è stato allargato verso ovest portando alla luce altre parti del complesso di strutture di età arcaica indagato a partire dal 2011. L’area risulta in gran parte occupata da un edificio delimitato a da un muro in lastre e scheggioni di tufo. All’interno dell’area così definita, si dispongono due ambienti assiali, il cui orientamento diverge da quello dell’impianto regolare della città (Mogetta cs), e che presentano due fasi di vita databili rispettivamente all’inizio e alla seconda metà del VI scolo a.C. La netta delimitazione dell’area occupata dai due ambienti suggerisce che si trattasse di un compound, probabilmente elitario, perfettamente definito nei suoi spazi. Nella campagna 2013 si è completata l’indagine delle stratigrafie relative alla fase più antica di questo edificio e si sono messi in luce i livelli precedenti riferibili ad almeno due capanne ovali. La fase di vita dell’insediamento capannicolo non è ancora stata investigata in estensione, ma ad essa sembrerebbero associati alcuni rinvenimenti isolati, tra cui spiccano due ricche tombe a fossa infantili di età Orientalizzante, simili a quella rinvenuta nel 2009 (Becker-Nowlin 2011). La campagna di scavi 2013 nel suo complesso ha fornito dati fondamentali per la definizione delle dinamiche insediative del nucleo originario della città di Gabii e per il suo sviluppo urbanistico e architettonico nel corso dell’età repubblicana e imperiale.
  • AIAC_2626 - Colle Rotondo - 2011
    Nell’estate 2011 si è tenuta la seconda campagna di scavo nell’area dell’abitato di Colle Rotondo (Anzio). Delle tre aree di scavo aperte nella campagna di scavo del 2010, si è intervenuti solo nell’area A1; altre due aree di scavo (A4 e A5) sono state aperte, rispettivamente, nella porzione sudoccidentale della parte orientale del pianoro e a cavallo tra le due parti occidentale e orientale, in corrispondenza dell’aggere più interno. Nell’Area 1, l’attività è consistita nell’ampliamento della zona già indagata all’interno del grande aggere esterno. Qui è stata individuata una grande struttura di intonaco in parte bruciato che al suo interno contiene un’intelaiatura di pali in legno. Tale struttura, data anche la quasi completa assenza di materiali ceramici e la sua posizione, sembrerebbe al momento interpretabile come parte di un grande bastione a protezione dell’accesso all’abitato, collocabile, in base alle datazioni al radiocarbonio già effettuate presso il CEDAD di Lecce, tra la fine del X e la prima metà del IX secolo a.C. Nell’area 4 l’apertura di una vasta area ha permesso di individuare, verso il ciglio del pianoro una lunga canaletta a sezione rettangolare con andamento NE-SO, riempita da frammenti di dolii e tegole databili al periodo alto e medio repubblicano, ben confrontabile con analoghe strutture collegate all’esecuzione di lavorazioni agricole La canaletta era scavata in gran parte nel terreno vergine, ma in alcune parti aveva intercettato e tagliato strati con materiali di età orientalizzante e arcaica. Nell’area 5 è stato messo in luce l’aggere interno con un grande fossato difensivo. Durante lo scavo del fossato è stato messo in luce, a contatto con il banco, uno strato con diversi manufatti litici databili al paleolitico medio e superiore. Per quanto infine riguarda la datazione del fossato, essa sembra essere indirettamente attestata dalla presenza di un pozzo con materiale del IV secolo a.C. tagliato dalla grande struttura difensiva.