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Chiara Fuiano

Season Team

  • AIAC_2431 - Castello di Monreale - 2011
    Il proseguo delle indagini nel corso del 2011 ha consentito di terminare l’esplorazione del mastio, almeno nelle aree dove questo è possibile, evidenziando la presenza, al di sotto delle prima fasi di impianto del castello, di un complesso nuragico, costituito da un nuraghe, il cui circuito è solo parzialmente visibile, da almeno una capanna, fortemente diruta, e da qualche lacerto di stratigrafia che ha consentito il recupero di parecchio vasellame ceramico. E’ stato quindi dato avvio alle indagini nel borgo, nelle aree per le quali a fotografia aerea aveva consentito l’individuazione di strutture modulari, facilmente riconducibili ad aree residenziali. Qui, attraverso il diserbo dell’area, è stato possibile mettere in luce una serie di evidenze murarie, relative all’abitato afferente al cassero, che era stato finora indagato solo per una piccola parte durante la campagna di scavo del 2000, durante la quale era stata interessata l’area compresa tra la prima torre Ovest e la porta di San Gavino; e durante l’intervento del 2008-2009, indagando la zona lungo il muro perimetrale del Borgo, compresa tra la prima torre Ovest e l’aggancio con l’antemurale Nord del Mastio, comprendente una fascia delimitata a 2,5 m. all’interno ed una di pari estensione all’esterno di detto muro. Si è deciso di intervenire in due differenti punti di tale abitato, nella sua porzione occidentale, caratterizzata da un declivio dall’andamento concavo, interessato sulle parti nord e sud da strutture murarie in parte visibili, servite probabilmente da un tracciato stradale che si dipartiva dalla porta Ovest, diretto alla sommità del pianoro. Sono stati individuati due complessi residenziali caratterizzati da modulo rettangolare, e articolati in più ambienti posti in sequenza, realizzati in un unico momento costruttivo, ipotesi confermata dall’omogeneità delle tecniche edilizie utilizzate e dei materiali impiegati. Uno dei due complessi è caratterizzato da cinque ambienti, collegati da scale perché disposti lungo il declivio collinoso, il primo dei quali almeno parzialmente aperto e destinato con ogni probabilità ad ospitare attività di lavorazione domestica ed artigianali. Il secondo è invece composto da tre ambienti ed è servito dall’ingresso interno verso Sud, e verso Nord è caratterizzato da un’apertura che molto probabilmente doveva riferirsi ad una finestra. Da questa parte l’ambiente era riparato dall’esposizione ai venti anche dal banco roccioso stesso, che in questo punto aveva una quota più alta rispetto a quella del piano di calpestio degli ambienti. E’ possibile affermare che le fasi di frequentazione degli ambienti siano riferibili, in base ai materiali ceramici rinvenuti, finora analizzati, ad un arco cronologico compreso tra gli inizi del XIV e la prima metà del XV secolo. In particolare si fa riferimento alle classi delle rivestite di importazione, quali maiolica arcaica, ispano-moresca e graffita policroma, nonché la protomaiolica napoletana. Per quanto riguarda queste ultime classi, è stata riscontrata una netta prevalenza delle forme aperte su quelle chiuse, dato interessante soprattutto per la graffita policroma. Gli ambienti avrebbero fatto parte di un complesso residenziale più ampio, e sarebbero stati realizzati in un unico momento costruttivo, da mettere in relazione con una volontà progettuale volta al popolamento dell’area.
  • AIAC_2431 - Castello di Monreale - 2012
    Nel corso del 2012 sono proseguite le indagini nel borgo, nelle aree per le quali la fotografia aerea aveva consentito l’individuazione di strutture modulari, riconducibili ad aree residenziali. La prima fase della campagna di scavo ha consentito di portare in luce un primo nucleo di strutture abitative articolate in due o più ambienti e disposte a schiera; nello specifico si tratta di un’abitazione comprendente due vani e di un’altra ripartita in tre ambienti. Le due abitazioni, disposte in senso NS, sono situate in prossimità di una cisterna di forma quadrangolare già visibile prima ancora delle indagini di scavo e che presumibilmente doveva servire all’approvvigionamento di acqua captata direttamente dalla falda. La seconda fase di scavo ha riguardato dapprincipio le ultime stratificazioni degli ambienti vicini e l’area antistante le abitazioni in corrispondenza dei loro ingressi e, in ultimo, è stata condotta un’indagine per verificare la presenza di un tracciato stradale. Lo scavo nell'ambiente 14 ha evidenziato la presenza di un sistema di raccolta delle acque meteoriche attraverso un sistema di canalizzazione litico che ne comportava il convogliamento in una cisterna, localizzata nel vicino ambiente 15, immediatamente al di là del muro di separazione, con funzione molto probabilmente abitativa. Il complesso abitativo comprendente gli ambienti 14, 15 e 16 sembra essere riferibile ad una committenza medio-alta sia per la fattura delle strutture murarie - apprezzabile ad esempio negli stipiti ben lavorati che caratterizzano la soglia dell’ambiente 16 -, sia per la disponibilità di un pozzo interno utile all’approvvigionamento di acqua. E’ stata quindi parzialmente indagata l’area a Sud, antistante gli ingressi degli ambienti 12 e 16, dove sono stati rinvenute due strutture negative riferibili a dei pozzi o silos, la cui destinazione d’uso è ancora da chiarire. La presenza di acqua al loro interno ne ha impedito lo scavo completo, ma dati interessanti emergono anche solo da una prima analisi del riempimento, che comprende molti manufatti in ceramica invetriata locale con alcune presenze di ceramica ispano-moresca. Uno dei due pozzi è caratterizzato da un fondo piano, foderato da un rivestimento molto sottile entro il quale, in posizione quasi centrale, è incassata una ciotola con invetriatura verde al cui interno sono state rinvenute due monete bronzee, al momento non leggibili. I due silos dovevano essere ospitati in cortili esterne alle abitazioni, fra queste e l'asse stradale, probabilmente almeno in parte coperti da tettoie.