AIAC_802 - Monterenzio Vecchio - 2009Il sito di Monterenzio Vecchio (Bo) è situato nell’Appennino Tosco-Emiliano a 20 km in linea d’aria da Bologna e a 10 km dal Passo della Raticosa, al confine con la Toscana.
L’esistenza di un sito riferibile alla fase Recente dell’età del Bronzo è nota sin dal 1975, quando i lavori per la rimozione del vecchio cimitero parrocchiale intercettarono alcuni lembi di terreno antropizzato che restituirono abbondante ceramica ascritta alla facies Subappenninica. Le indagini sistematiche hanno avuto inizio nel 2004.
L’area in cui si sono concentrate le operazioni (450 mq ca.) è ubicata in prossimità della cima del monte a 586 m. slm. L’area indagata rappresenta, probabilmente, solo la parte sommitale e meglio conservata dell’insediamento protostorico, la cui estensione originaria doveva essere molto più ampia e occupare anche il fianco del monte, secondo un’organizzazione a terrazzamenti di cui non restano che piccoli lembi molto degradati e depositi alterati da fenomeni colluviali. Allo stato attuale delle ricerche sono state individuate tre fasi principali di realizzazione dei livelli di frequentazione, ciascuno dei quali risulta ulteriormente suddivisibile in due momenti: una preliminare opera di preparazione, realizzata mediante la stesura di terreno di riporto oppure con la messa in opera di pietre di medie dimensioni, livellate e stabilizzate con terreno fine, a cui segue la successiva fase di occupazione vera e propria, costituita dai livelli antropici, caratterizzati dalla presenza di evidenze strutturali. Degna di nota è la presenza di una canalizzazione, verosimilmente legata alla gestione delle acque, che attraversa tutta l’area di scavo con direzione SE-NW.
Nel corso della campagna 2009 è stato individuato, nel tratto meridionale del canale, un taglio all’interno del substrato roccioso attribuibile ad un ulteriore opera di canalizzazione disposta ortogonalmente al canale principale, ma la cui lettura è tuttavia fortemente compromessa da fenomeni post-deposizionali. Per quanto concerne il materiale, la presenza di indicatori crono-tipologici, quali tazze carenate con ansa a soprelevazione cilindro-retta, a corna di lumaca e a corna a manubrio ha confermato l’inquadramento culturale del sito nell’ambito della facies Subappenninica. Interessante è la presenza di alcuni frammenti di ceramica con decorazione appenninica, che sembrano indicare un proseguimento nell’utilizzo di tale stile decorativo anche nel momento iniziale del Bronzo Recente. Fra il materiale rinvenuto (pesi da telaio, fusaiole, strumenti in osso e su palco di cervo e reperti litici) si segnala la presenza di alcune perline in ambra; le attestazioni di oggetti in bronzo sono scarse, l’unico ritrovamento di un certo rilievo è rappresentato da due spilloni con perforazione ad asola in giacitura secondaria.