AIAC_249 - Lavagnone - 2012La campagna 2012 rappresenta la continuazione degli interventi dell’Università degli Studi di Milano, in corso dalle precedenti stagioni; ha interessato i settori D ed E, dove le indagini sono volte alle più recenti fasi di occupazione nel bacino. Gli orizzonti di Bronzo Medio pieno e finale che attualmente emergono nei settori D ed E sono stati finora riscontrati al Lavagnone solo in maniera limitata, da livelli superficiali fortemente erosi presso la sponda nord-occidentale (settore B) e da un piccolo sondaggio di Renato Perini verso la sponda sud-orientale.
Più in generale, anche nell’intera finestra regionale benacense queste fasi sono scarsamente documentate attraverso scavi stratigrafici, pertanto le ricerche in corso possono contribuire ad una più compiuta definizione del quadro del popolamento in ambito gardesano, relativamente alle fasi successive a quelle ben più note della antica età del Bronzo. Il contesto restituisce inoltre reperti culturali che si prestano a stabilire connessioni con il settore padano di _facies_ terramaricola.
Presso il settore D, di m 5x5, il contesto è di tipo anaerobico, fortemente intriso d’acqua per la vicinanza alla palude residuale. L’indagine ha interessato una serie di livelli di matrice limosa torbificata, di colore bruno, ricchi di sfasciume ligneo e, talvolta, con frammenti ceramici al tetto; nella parte più occidentale dell’area di scavo il deposito presenta una pendenza da E verso W e si caratterizza per l’alternanza di strati di sabbia grossolana di colore grigio-giallastro, ricchi di macroresti vegetali (corniolo, ghianda, mora...) e strati limo-sabbiosi. Le condizioni anaerobiche garantiscono l’ottima conservazione di reperti organici e di elementi lignei, molti dei quali riferibili a pali; le loro testate risultano spezzate e fortemente inclinate, quasi orizzontali, mentre la reale inclinazione, di circa 45°, è rilevabile negli strati sottostanti.
L’intervento presso il settore E ha interessato un’area di 64 mq; riguarda l’indagine di una serie di unità stratigrafiche estese, costituite da matrice di limo organico e contraddistinte dall’abbondante presenza di ciottoli; numerosi sono anche i reperti culturali, tra cui ceramiche frammentate in situ e abbondanti resti faunistici. Ad un’interpretazione preliminare è possibile si tratti di stesure antropiche con finalità di bonifica.
Con l’approfondimento dello scavo il deposito volge verso una situazione definitivamente anaerobica ed infatti è a partire dai livelli torbosi, raggiunti a fine campagna, che affiorano le teste di numerosi pali. Gli elementi lignei sono sub-verticali o lievemente inclinati in direzione da S a N e si riferiscono a strutture emergenti dai livelli sottostanti non in fase con le superfici esposte. Si rilevano degli allineamenti paralleli, ma la loro effettiva associazione potrà essere avvalorata solo con un programma di analisi dendrocronologiche di dettaglio.