Name
Alessandro Guidi
Organisation Name
Università Roma Tre

Season Director

  • AIAC_2626 - Colle Rotondo - 2012
    The 2012 campaign allowed us to work in three different and interesting areas: -a wide archaeosurface dated to the Early Upper Palaeolithic (35000-30000 BC) consisting of hundreds of flakes and few tools, the trace of a knapping activities of hunters’s groups. -the prosecution of the 2010 and 2011 excavations in the area of Archaic external agger allowed us to better understand the structure of the preceeding Final Bronze Age-Early Iron Age fortification, made of earth, wooden piles and burnt clay. Under this fortification it was possible to find a settlement level of Middle Bronze Age 2 (1650-1550 B.C.) with some fragmented but quite entire cups and a big quantity of acorns. The 2013 campaign will be surely dedicated to a better understanding of this level. -the prosecution of the 2010 and 2011 excavations in the internal agger area allowed us to better understand the hollow under the archaic wall remains, probably pertaining to a votive deposition, with ceramics of a preceeding Early Iron Age occupation phase.
  • AIAC_3632 - Grotta La Porta - 2014
    La prima campagna di scavo si è svolta dal 25 agosto al 12 settembre 2014 ed ha visto la partecipazione di studenti e laureandi dei tre atenei di Roma. In base ai dati raccolti durante i precedenti sopralluoghi preliminari si è deciso di aprire vari saggi di scavo: saggi 1-2-3 nella prima sala di accesso (ambiente A) e il saggio 4 nella sala definita nella segnalazione come ambiente B. Il saggio 3 è stato aperto a ridosso di un rientro della parete ovest della sala che ne riduce drasticamente l’ampiezza. L’indagine, approfonditasi per circa 50 cm, ha evidenziato un livello archeologico fortemente compromesso da attività antropiche recenti. Il saggio 1 è stato aperto lungo la parete est della sala adiacente all’ingresso, in corrispondenza di una nicchia a parete che si è ravvisata essere un probabile inghiottitoio. Anche in questo caso il livello è risultato essere fortemente compromesso da attività antropiche recenti che hanno tagliato la pavimentazione stalagmitica, insistente nella porzione centrale della sala. Da segnalare in questo saggio il rinvenimento nel terreno smosso di tre ciottoli dipinti in ocra databili alla periodo neolitico. Il saggio 2 insiste sull’unico lembo non compromesso dall’attività antropica recente. L’indagine ha rivelato, oltre un primo livello rimescolato superficiale, un livello archeologico dello spessore di circa 50 cm particolarmente ricco di manufatti e azioni antropiche (US 3-4-8) che è stato ipotizzato trattarsi di una fase di frequentazione durante la quale sono stati scaricate in avvallamenti naturali forti concentrazioni di cenere e sono stati deposti alcuni pesi da telaio di forma tronco piramidale e frammenti di ceramica semidepurata e depurata dipinta da porre in un arco cronologico tra il IV e il III sec. a.C. In posizione centrale, nei pressi dell’imbocco del cunicolo C, è stato aperto il saggio di scavo 4 che ha coperto lo spazio compreso fra la parete est della sala e una grossa stalagmite addossata alla parete ovest. In superficie, il livello di calpestio attuale appariva rimescolato con una concentrazione particolare di materiale ceramico lungo il limite est del saggio dove l’andamento del terreno andava a costituire una piccola conchetta che si accentuava nei pressi dell’imbocco del cunicolo (Sala C). Lo scavo ha messo in luce un livello ancora inquinato da reperti moderni sia ceramici che organici (US 100) su gran parte della superficie del saggio. A completamento di un secondo taglio, invece, la situazione emersa appariva priva da reperti moderni inquinanti. L’US 102, considerata in _situ_, è uno strato a matrice sabbiosa con cenere e carboni che ha restituito numerosi frammenti ceramici relativi a grandi contenitori e un reperto in ossidiana. Lungo il limite nord-est del saggio, è stato intercettato un livello di crosta stalagmitica (US 103), inglobato in uno più recente, contenente carboni, cenere, numerosi resti umani e frammenti ceramici in impasto, allo stato attuale delle ricerche non risulta ancora chiara la collocazione delle eventuali deposizioni in questa area della grotta. Infine lungo il condotto (Sala C) la ripulitura superficiale ha evidenziato la presenza di ossa umane e resti ceramici sconvolti in antico, la cui indagine viene rimandata alla prossima campagna di scavo.

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